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Se tutti passeranno alle auto elettriche …

DI ANTON KANEVSKIJ

fondsk.ru

“La fine del petrolio” non sarà visibile nell’immediato futuro

Continuando la conversazione che abbiamo iniziato sulla prospettiva di fonti energetiche alternative, in riferimento alle quali il Presidente russo ha recentemente espresso un ragionevole scetticismo, notiamo che il problema energetico si suddivide in trasporti e produzione termica.

Se si parla di fonti tradizionali, per produrre energia termica o elettrica, letteralmente “tutto ciò che brucia” può essere usato – carbone, gas naturale, olio combustibile, legna da ardere e, infine, energia atomica … Però, per le necessità dei trasporti, oggigiorno vengono utilizzati principalmente solo prodotti petroliferi.

Negli ultimi anni, la transizione al trasporto elettrico si è ampiamente diffuso.Senza contare le pubblicazioni su questo argomento nei media, che lodano in particolare il “genio dell’innovazione” Elon Musk, che è riuscito ad avviare la produzione di massa delle auto elettriche, e per di più le sue Tesla sono diventate un prodotto di prestigio. Lo status symbol delle auto di Elon Musk funge da compensazione per l’alto prezzo, e non per le migliori caratteristiche prestazionali.

Infatti, queste caratteristiche sono diventate la ragione per cui, ancora agli albori dell’automobilismo, le vetture elettriche hanno perso la competizione alle auto con motori a combustione interna (MCI), a causa del fatto che le batterie di quel tempo non potevano fornire le stesse caratteristiche prestazionali dell’MCI: velocità e autonomia di guida. Le batterie moderne hanno parzialmente migliorato la situazione, ma non consentono di raggiungere i parametri delle macchine tradizionali.

Tuttavia, il problema è diverso: per la fabbricazione di batterie sono necessari elementi chimici abbastanza rari: litio e cadmio. Al giorno d’oggi, quando il principale campo di applicazione delle batterie ad alta capacità sono i telefoni cellulari e i laptop, ci sono sufficienti riserve di questi metalli, ma con l’introduzione di massa dei veicoli elettrici, non sono fisicamente sufficienti per soddisfare una domanda in forte aumento.

È vero, gli scienziati non sono inattivi e ora sono in corso lavori sulle batterie a base di magnesio. Non ci sono problemi di disponibilità e, secondo gli esperti, se i problemi tecnici possono essere risolti, le nuove batterie saranno molto più efficienti e più economiche di quelle agli ioni di litio. Tuttavia, nessuna batteria può risolvere, in linea di principio, i problemi associati all’elettrificazione totale.

Uno di questi è il tempo di ricarica. Promettono che le batterie al magnesio-grafene saranno in grado di ricaricarsi in pochi minuti, ma come garantire la fornitura di tale energia a un’auto elettrica? Dopotutto, per caricare una batteria con una capacità di 90 kW / ora (come quelle installate sulle Tesla) in 10 minuti, è necessario fornire all’auto 1000 kW (1 MW) in un’unica soluzione, tenendo conto delle inevitabili perdite. Per fare un confronto: la capacità massima della centrale idroelettrica di Volkhov (n.d.T.oblast’ di Leningrado) è di 86 MW. Cioè, una linea di trasmissione di potenza industriale dovrà essere collegata a ciascuna stazione di servizio elettrica, e ogni stazione di servizio dovrebbe essere dotata di una potente sottostazione. E nell’auto stessa, l’attrezzatura elettrica muoverà tipo 10, se non centinaia di chilogrammi di peso. In generale, il rifornimento rapido come quello delle auto con l’MCI non funziona per i veicoli elettrici. E la domanda principale è: dove prendere in effetti l’energia elettrica per questo diletto? Dopotutto, la transizione totale del trasporto all’energia elettrica richiederà un aumento del 30-40 percento delle potenze di generazione. La risposta dei “testimoni del progresso” è che l’energia solare fornirà energia elettrica per questo. È questa la fonte di energia che Elon Musk promette di utilizzare per i camion elettrici Tesla Semi, presentati a novembre 2017. È vero, tutto ciò che è stato mostrato al pubblico sono due auto dall’aspetto futuristico in posizione statica. Manca ancora il video non è solo dei test su strada, ma anche dei test al poligono di prova, anche se Musk ha promesso di iniziare la produzione nel 2019. C’è solo un’animazione di 5 secondi.

Il Web è stato invaso da foto di stazioni di servizio, sotto pensiline di pannelli solari, accompagnate dai titoli: “Il futuro è qui”, “La fine del petrolio”, “La fine di Gazprom”, e simili. Non è chiaro perché Elon Musk non abbia avuto la semplice idea di collocare pannelli solari proprio sui tettucci e le capote delle Tesla? Si viaggia con il tempo soleggiato (quando non c’è il sole –si sta fermi) e allo stesso tempo ci si ricarica? La risposta è semplice: tutte queste pensiline sono un elemento di arredo, progettato per ingannare gli ingenui utenti di Internet. La potenza dei pannelli solari esistenti non supera 1 kW per 20 m2. Una tale pensilina può fornire solo il 10-20% della potenza richiesta per ricaricare un’auto elettrica in modalità economica, mentre ci vogliono fino a 8 ore per ricaricarsi. Ecco perché Musk non metterà pannelli solari

L’energia per l’elettrificazione dei trasporti dovrà essere prelevata dalle stesse fonti tradizionali.È probabile che, in qualità di carburante combustibile delle centrali elettriche sia utilizzato lo stesso petrolio, il cui consumo si ridurrà in caso dell’elettrificazione dei trasporti. Cioè, enormi costi per la riqualificazione di tutto il settore (la costruzione di nuove centrali elettriche, di reti elettriche) e come output solo una riduzione dell’efficienza economica e di carburazione.

Tuttavia, alcuni dei seguaci del “mondo senza petrolio” hanno ancora speranze per la cosiddetta energia a idrogeno. A un livello generalmente accessibile, si suggerisce che l’idrogeno sia il futuro radioso dell’energia di tutta l’umanità: affermano che è l’elemento più comune sulla superficie della Terra e nello Spazio, il calore della combustione dell’idrogeno è molto elevato e il prodotto della combustione mediante ossigeno è l’acqua. L’unico problema è che quasi tutto l’idrogeno sulla Terra è sotto forma di composti; la percentuale di idrogeno sotto forma di sostanza non legata è solo dello 0,00005%. Nel frattempo, la combustione stessa è un processo di combinazione chimica di una sostanza con ossigeno, con rilascio di energia. Di conseguenza, quasi tutto l’idrogeno presente sulla Terra è già combusto e, in conformità con la legge della conservazione dell’energia, al fine di riportarlo allo stato chimicamente puro(per separare l’acqua nelle sue parti costitutive – ossigeno e idrogeno), è necessario spendere non meno, ma più energia, di quanto sarà ricavato durante la sua ripetuta combustione. Pertanto, parlare dell’idrogeno come fonte di energia,come minino, non è corretto.

Possiamo solo parlare dell’uso dell’idrogeno in qualità di mezzo per l’accumulo e il trasporto di energia. Nella forma più diffusa, lo schema si presenta così: in un’installazione permanente, usando quantità significative di energia elettrica, si ottiene idrogeno chimicamente puro e quindi “si riempie” il serbatoio del veicolo. Tuttavia, anche qui assistiamo agli stessi problemi dell’elettrificazione dei trasporti.

A proposito, in termini di ecologia, l’idrogeno supera di molto poco il gas naturale (più precisamente, il propano estratto da esso), la cui introduzione nel trasporto avviene lentamente, a causa di difficoltà tecniche. Per l’idrogeno, le stesse difficoltà aumentano di un ordine di grandezza!

A questo dobbiamo aggiungere che l’idrogeno è una sostanza estremamente esplosiva (molto più pericolosa del propano), quando viene a contatto con l’aria evapora istantaneamente (se si trova in stato liquido) e crea la famosa miscela esplosiva. È solo inquietante immaginare le conseguenze dell’uso dell’idrogeno in centinaia di migliaia di stazioni di servizio, e gli inevitabili incidenti delle auto a idrogeno. E gli incidenti con l’uso massiccio dell’idrogeno a livello quotidiano sono inevitabili.

In conclusione, dirò che cambiamento globale alcuno sta avvenendo così rapidamente, come promettono previsioni ottimistiche. A sostegno di ciò, cito un frammento di un articolo pubblicato su“Izvestija” il 31 dicembre 1940:“Gli studi hanno dimostrato che un grammo di uranio, durante il decadimento nucleare, dovrebbe fornire tutta l’energia che otteniamo quando bruciamo 2-3 tonnellate di carbone … E il punto qui non è solo che l’umanità riceverà una nuova base energetica, milioni di volte maggiore di tutto ciò finora conosciuto. Non solo le riserve esaurite di carbone e petrolio saranno sostituite da un nuovo”combustibile” che salverà l’industria dalla fame di combustibile. Il fatto è che inizia una nuova era del potere umano … Avendo acquisito potere sulla struttura interna della materia, una persona sarà in grado di usare qualsiasi delle sue quantità in qualsiasi luogo del pianeta. E solo del pianeta? Una persona sarà in grado di ricavare qualsiasi quantità di energia e destinarla a qualsiasi scopo …

Sono passati quasi 80 anni … Ma l’energia nucleare non è stata un bluff, come il 90% delle scoperte sensazionali. Diversamente, c’è il problema di trasferire i trasporti all’energia elettrica, che richiederà ingenti investimenti in infrastrutture con dubbia efficienza economica. Quindi la “fine del petrolio” e di tutti gli altri vettori energetici tradizionali non è visibile nell’immediato futuro.

 

Anton Kanevskij

 

Fontehttps://www.fondsk.ru/

Link: https://www.fondsk.ru/news/2019/08/01/kogda-vse-peresjadut-na-elektromobili…-48711.html

 

01.08.2019

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

24 Commenti

  1. “per caricare una batteria con una capacità di 90 kW / ora (come quelle installate sulle Tesla) in 10 minuti, è necessario fornire all’auto 1000 kW (1 MW) in un’unica soluzione, tenendo conto delle inevitabili perdite.”
    Parliamoci chiaro: la rete elettrica attuale ha una perdita consistente, una parte ne viene dissipata sotto forma di calore durante il trasferimento. E siamo dentro i parametri noti di distribuzione. Dovessero intervenire anche le colonnine di ricarica con le potenze mostruose citate, quale cablaggio esistente sarebbe mai in grado di sostenere il carico? Quello che posso facilmente prevedere è che quando alcune colonnine saranno in funzione tutto il quartiere lamenterà una sostanziale perdita di tensione di linea, diciamo dai 220v a neanche 200 con le conseguenze che possiamo immaginare. Ma c’è la soluzione: ricablare tutta la città con cavi maggiori e cabine di trasformazione enormi, I costi? Al solito andranno a cadere sulle spalle dei cittadini. Cos’ per 4 Tesla in circolazione i pensionati si vedranno raddoppiare i costi dell’elettricità. Green Economy? Not in my name, please!

  2. Mo che finisce il petrolio si torna al medioevo.
    Non lo dico io, ma gente con i cosiddetti ma, ahiloro, fuori dal mainstream. Manca poco. Io spero di essermene andato per allora.

  3. Articolo serio e condivisibile, allora verrebbe da chiedersi come mai così tante industrie e multinazionali puntino sullo sviluppo della infrastruttura elettrica, se è PALESEMENTE ANTI ECONOMICO ? La risposta è nell’articolo stesso “che richiederà ingenti investimenti in infrastrutture con dubbia efficienza economica”. Il fatto che una tecnologia sia così fallimentare è il motivo principale percui possa diventare una fonte di reddito. Quante colonnine hanno installato per le ricariche di auto elettriche in 50 anni ? Spesso con tecnologie che non hanno mai preso neppure forma. Dietro tutto il fumo di questa infrastruttura ovviamente ci sono multinazionali e industrie che hanno da guadagnarci ingenti somme di denaro pubblico.

    • La corrente di ricarica dell´accumulatore, qualunque sia, e´continua, da linea “alternata”: La corrente disponibile va “raddrizzata” e fornita in densità opportuna. Il problema e´complesso (Costi!) per impianti di generazione e trasporto, oltre che di installazione. Il vantaggio del veicolo elettrico e´nella semplicità meccanica dell´impiego (Senza ruote dentate, rapporti di momenti e velocità), ma la massa dell´accumulatore e la dipendenza da tutta un´industria elettrica, inorganica e di riciclo dei materiali, tutta da costruire, sono limitazioni decisive. Es. L´industria dei metalli di transizione lantanidi/attinidi e´in Cina, non perché tali elementi siano presenti solo laggiù´, ma perché sviluppi ed estrazione si sono realizzati in quel Paese quando i costi erano irrisori, ció che altrove oggi per investimenti e costi appare proibitivo.

  4. Al netto del comprensibile tentativo ( che traspare in questo articolo) di sostenere l’uso del petrolio e/ o in alternativa , quello delle centrali nucleari, sono sostanzialmente d’accordo con l’autore. Credo anch’io che siamo ben lontani da un “radioso” futuro green per quanto riguarda i trasporti individuali. Vuoi per il modo di produrre energia elettrica, con i metodi tradizionali, vuoi anche per costruire le più performanti batterie. Peccato che non si riesca (o voglia) a ricercare alternative credibili ed efficaci. Forse se si smettesse, in generale, di spendere ingenti somme di denaro per fomentare guerre e per costruire armamenti, sempre più terrificanti, magari allora ci si potrebbe dedicare alla ricerca, sia delle energie rinnovabili e alternative. Sia in generale per la salute di questo pianeta e per quella dei suoi abitanti.

  5. Si sta arrivando al punto che il gioco non vale la candela.Si inquina senza criterio per poi diversamente inquinare, forse di piu, nel nome della green economy.
    Il petrolio non ci ha portati da nessuna parte.Andare piu veloci ci ha fatto perdere il senso del tempo.Ma la nostra vita ha un tempo e non e’andando piu veloci che la allunghiamo.
    Manca solo l obbobrio delle sedie elettriche che ci dicono siano auto ma in realta’ sono trappole per topi.

  6. La scommessa è semplice: la transizione funziona solo se riusciamo a raggiungere il 100% di rinnovabili, altrimenti non serve a niente bruciare carbone per trasferire energia sulle auto elettriche, si differisce soltanto l’inquinamento. In Italia, siamo già al 30% di rinnovabili, e sono passati solo una ventina d’anni da quando solare ed eolico hanno iniziato a produrre. Abbiamo un mare di possibilità in questo senso: sfruttiamole!

  7. Finalmente un articolo serio sull’argomento, qui da me a Luglio abbiamo avuto una settimana di “riscaldamento globale normale a Luglio” ed è mancata la corrente tre volte per via dei condizionatori accesi- ma veramente si può pensare di ricaricare le Tesla ?
    Inoltre, pare che nessuno se ne accorga, il superamento dei parametri di inquinamento avviene d’inverno, chissà come mai ? l’ARPA fà sapere che l’inquinamento è dovuto per il 40/45% al riscaldamento abitativo, le auto incidono per un altro 40/45% di cui un buon 20% è dovuto al consumo di gomme e freni. Con l’auto elettrica, dovessimo comprarla tutti, al più si abbatte di un 20/25% l’inquinamento nelle città per spostarlo altrove con costi per l’adeguamento della rete neppure quantificabili ( qui abbiamo ancora le linee posate per il 125 Volt che quando divennero insufficenti gli si fece passare il 220 Volt, che quando divenne insufficente gli si fece passare il 380 volt-credo che ormai di più non si possa fare) lo stesso risultato se non maggiore si potrebbe ottenere anche coinbentando in modo decente gli appartamenti, che in questo caso sarebbe anche risparmio sui consumi sia d’inverno che d’estate, e non si và ad inquinare in un altro posto- ma non se ne parla perchè nessuna multinazionale ne avrebbe un guadagno-meglio puntare sull’auto elettrica, spostare solo l’inquinamento anzichè eliminarlo, per riempire le tasche dei soliti.
    Sveglia, tenetevi il diesel finchè cammina, ma se avete soldi da spendere, con meno di un ventesimo del costo di una Tesla, coinbentate l’appartamento, in tre o quattro anni con il risparmio ottenuto sarete a pari e continuerete a risparmiare abbattendo l’inquinamento in modo serio-
    Per di più in un momento in cui l’edilizia attraversa una crisi occupazionale pesantissima, date un contributo al nostro artigiano e non al signor Musk, la tesla serve ad un caxxo, non abbatte nulla, costa un sacco di soldi senza ritorno alcuno- chi la compra lo fà per fighetteria non per altro…..la Tesla è una scusa morale per fare il fighetto, nulla di più.
    P.S.
    Fare il fighetto e una legittima aspirazione, basta che riconosca che sta facendo il fighetto e non il salvatore del pianeta.

  8. Una buona parte dei problemi del pianeta (92%) si risolverebbe con :
    Data contrattuale di di morte per ogni multinazionale.
    Abolizione della pubblicità attuale : mitologia, istigazione e condizionamento.
    Come naturale conseguenza si ritornerebbe ad una accettabile normalità sempre popolata da psicopatici sociali,ma più leggera.

  9. Proprio ieri mia figlia (7 anni) mi ha chiesto: “papà, come te la immagini l’auto del futuro?” ed io lo ho risposto un po’ provocatoriamente: “un insieme di assi di legno e parti metalliche munito di ruote, il tutto sapientemente assemblato, trainato da uno o più cavalli.”
    Può darsi che la mia previsione sia fin troppo pessimistica e che i combustibili fossili siano più durevoli di quanto previsto ma, se per far girare con la Tesla i fighetti eco chic dobbiamo disseminare il paese di centrali nucleari o ricoprire di fotovoltaico la superficie equivalente di un paio di regioni italiane, non mi sembra che il gioco valga la candela.
    In attesa di una illuminazione celeste (a bassa emissione) propongo di accendere un lumino elettrico a Santa Greta di Scandinavia.

  10. Riassumendo: Il veicolo elettrico e´il futuro. Ma: La produzione, fornitura, capacità e disponibilità di accumulo sono il LIMITE al veicolo elettrico, che con accumulatore ha in oltre limiti notevoli di massa. In oltre: La disponibilità energetica “In situ” e´determinante, ma la produzione di corrente in densità necessaria (Ampères) attualmente e´in stadio di ricerca e sviluppo (Celle a combustione). Ancora: La disponibilità di H2 in grado di purezza opportuno non e´problema tecnico e di sicurezza indifferente, oltre che di trasporto (Alte pressioni), evitabili forse con impiego di Metanolo e rete di distribuzione esistente della benzina. Non va dimenticato che all´espansione, H2 si riscalda fino alla temperatura di accensione in aria con logica auto-esplosione di “gas tonante”. Quanto ad energia atomica: Giú le mani! Le conseguenze di pericolosità dei residui od incidenti non sono sopportabili: “Succede sempre tutto ciò che può succedere” ! Il più sicuro reattore disponibile e´naturale ed e´sotto i nostri piedi: Il calore geotermico sta a disposizione, oltre alla sorgente solare, che e´della stessa natura, ma le tecnologie sono tutte da svilupparsi, mentre la politica attuale non e´ adeguata: Gia´ l´impiego di pompe di calore, oggi, e´spesso contrastato o “non concesso” sebbene abbia rese di 3:1 in calore fornito in rapportato con l´energia fornita per l´esercizio dell´impianto. Tutto il resto, oggi, e´un sollazzo per ricchi con tempo disponibile, senza informazione scientifica, in cerca di passatempi e notorietà. Quanto a depositi fossili (Petrolio e carbone) non c´é da farsi pensiero: Quando i costi lo decideranno, si riciclerà ogni residuo organico od estrarranno legami di carbonio eventualmente dai gas di chiarificazione (Es. CH4) od al limite, pazzia, dai depositi calcarei: Il prezzo di produzione deciderá la sorgente dal ciclo del Carbonio.

  11. Investimento in asini, cavalli, biciclette e riscio’, crediamme’ ;D
    Trasporto elettrico solo per i ricchi e in alcune linee di treni per le masse. Il resto … pedalare!

    PS: una cosa pazzesca dell’idrogeno (H2) e’ che e’ la molecola piu’ piccola dell’universo e … riesce a passare persino attraverso le pareti di un serbatoio (!), quindi una volta prodotto non lo puoi stoccare a tempo indefinito.

  12. Un’altra questione riguarda le emissioni. che i combustibili fossili rilascino emissioni inquinanti lo sappiamo tutti, che queste emissioni siano nocive per la salute e per l’ambiente è un dato di fatto mentre sull’impatto climatico su larga scala se ne può discutere.
    Un altro dato di fatto è che, per una nota legge fisica, un conduttore percorso da una corrente variabile emette onde elettromagnetiche (una corrente costante genera un campo magnetico statico che è pur sempre un’emissione); gli effetti sull’organismo variano al variare della frequenza, a bassa frequenza le onde interagiscono con il sistema nervoso e possono dar luogo a correnti di contatto mentre dalle radiofrequenze in su il fenomeno è prevalentemente termico (è il principio del forno a microonde, le molecole di acqua assorbono la radiazione e si ottiene macroscopicamente l’effetto del riscaldamento).
    Ciò premesso, dire che l’elettrico risolve il problema delle emissioni non è del tutto corretto a prescindere dal modo di produrre l’energia elettrica; potremmo abbattere le emissioni chimiche ma dovremmo considerare anche quelle elettromagnetiche delle quali si parla sempre piuttosto poco.
    Se alla parte elettrica aggiungiamo anche quella elettronica per la quale le frequenze sono piuttosto alte (GHz), tanto tra non molto internet sarà praticamente sempre, dovunque e comunque con noi, non sarà difficile capire che di questo passo ci toccherà una bella dose quotidiana di radiazioni dal campo statico agli infrarossi.
    Ma queste cose non ce le dicono oggi, ce le diranno tra qualche decennio ma sarà troppo tardi.

  13. Da tutti questi discorsi emerge una ignoranza di fondo dei detrattori dell’elettrico.
    Si chiama Smart Grid, ovvero la possibilità di rendere la rete intelligente.
    Dovete cambiare paradigma: da una elettricità fatta da poche centrali che distribuiscono a lunga distanza si passerà (e sta già avvenendo) a una generazione meno potente ma più capillare. Più fotovoltaico su tetti, parcheggi (vi pare che siano tutti occupati?) più idroelettrico, più eolico che rendono una generazione sempre più distribuita e meno legata a dorsali di trasporto.
    Significa più capacità/densità elettrica distribuita senza creare nuove infrastrutture di trasporto elettrico limitando di conseguenza le dispersioni.
    Smart Grid significa che se tutti avessimo un tetto fotovoltaico che ci carica le batterie delle auto e fossimo disposti a condividere un 20% della energia delle batterie della vostra auto (pagandovela) potreste fare da fornitore di energia a coloro che sono con la batteria al 0% calmierando questi (vostri) ipotetici scompensi della rete energetica. Tanto per andare al lavoro vi serve fare 250Km al giorno? se ne potreste fare 180Km sempre per andare al lavoro cambia qualcosa?
    Quindi pensando che in una città tutte le auto elettriche collegate in rete possano essere una “mega batteria” che faccia ammortizzatore alla rete?
    E poi se potreste caricare tutte le sere la Vs. auto a casa vostra con solo qualche Kw/h pensate che tutti andrebbero solo alle stazioni di ricarica?
    Ah già è vero già tutti voi possedete dentro casa le Vs. personali pompe di carburanti ma siete sprovvisti di rete elettrica….
    Qui uno studio su come si carica da rete a seconda di quanto si utilizza la carica pomeridiana/serale tipica di una ricarica casalinga
    https://www.mdpi.com/2071-1050/11/13/3722/pdf
    e non si parla di uno scambio bidirezionale quando si decide di condividerla a batteria carica…

  14. C’è poco da fare ormai il passaggio all’elettricità è già iniziato e i russi se ne faranno una ragione tanto non è una cosa veloce, faranno in tempo a vendere tutto il loro petrolio , che sia fotovoltaico eolico o fusione nucleare l’elettricità è un modo meno inquinante di spostarsi ….. Magari non oggi ma in futuro sicuro …. A mio avviso prima o poi i benzinai venderanno delle pile già cariche da sostituire nelle auto solo che bisognerà abbattere i costi e miniaturizzare

  15. Con l’invenzione, tutta italiana, del motore a scoppio nel 1853, l’umanità passò dalla trazione animale all’autotrazione a motore a combustione interna. In 150 anni da questa scoperta l’umanità ha vissuto la più grande e spettacolare trasformazione e rivoluzione di tutti i suoi tradizionali modi di vivere e di lavorare. Il motore di questa rivoluzione è stata una borghesia imprenditoriale lungimirante sempre in cerca di nuovi investimenti, che ha sfruttato tutte le risorse possibili e immaginabili, cambiando la morfologia stessa della terra, per soddisfare una domanda crescente. Nella logica del sistema capitalistico l’industria dell’auto ha raggiunto livelli di concentrazione e saturazione dei mercati, tali che non sopravviverebbe a lungo senza inventarsi nuovi mercati o nuove innovazioni di prodotto, mentre è costretta a concentrazioni e fusioni a livello globale, fino a formare veri e propri cartelli. La crisi dell’auto investe il mondo intero e il suo fallimento segnerebbe il crollo di tutto il sistema, da qui la ricerca di un’innovazione rivoluzionaria che rilanci l’industria, da qui Elon Musk e la sua auto elettrica, si va all’innovazione del motore stesso da MCI a elettrico, con tutti gli investimenti (eventuali) che porterebbe con sé. Riuscirà nell’impresa? Forse si forse no, il fatto è che 150 fa si passava dalla trazione animale all’auto, oggi si va dall’auto, all’auto.

  16. Il problema non è quanto inquina l’auto elettrica, il problema è quando finirà il petrolio.
    Questa fonte di energia fossile è ancora abbondante ma i consumi stanno aumentando esponenzialmente quindi gli investimenti nell’auto elettrica servono per abbattere i costi di produzione di un mezzo di trasporto che comunque, alimentato da energia prodotta con il gas, l’atomo o il vento, è quello del futuro.
    Tesla quest’anno venderà 400000 auto e quando tra non molto sarà partita la fabbrica di Shangai mentre un’altra dovrebbe essere costruita in Germania supererà velocemente il milione, facendo entrare l’auto elettrica nella fase della produzione di massa con enormi economie di scala.
    A quel punto per l’auto a trazione fossile sarà la fine.

  17. Sarei molto scettico sull’elettrico soprattutto perchè gli yankies & Co. hanno investito in armamenti l’ira di dio per occupare e controllare le risorse energetiche tradizionali di quasi tutto il pianeta (Perchè?).
    Se fosse per quelli come Elon Musk il pianeta sarebbe già stato svuotato da quei parassiti miserabili che rappresentano il 99% degli animali parlanti che popolano la terra.
    Purtroppo questi ultimi credono a molte cose, sopratutto a causa del generale crollo delle capacità cognitive indotto dai primi.

  18. Chiedetelo a Greg se l’auto elettriche avranno un futuro.

  19. Il futuro è il metano, CH4 ovvero 4 idrogeni legati ad una sola molecola di carbonio, la combustione di una molecola rilascia 2H2O e un CO2…….
    Per i percorsi urbani un ibrido in serie con motore accoppiato a generatore, raffreddato dallo stesso metano per recuperarne il calore in uscita e aumentere l’efficienza di Canot, e un pacco batterie minimo con funzione tampone per utilizzare l’energia della frenata rigenerativa e caricabile con una presa a muro. Questo è un concetto ben noto da tempo, studiato e ristudiato ( http://www.pionierieni.it/wp/wp-content/uploads/Il-motore-ibrido-a-metano.-Di-R.-Macri-1.pdf ) però mica è di moda, applicabile anche ai vecchi modelli utilizzando l’assale non collegato alla trazione con “hub motors” nei cerchioni ed un pacco batterie: le ruete non traenti con nel cerchione il motore ricaricano le batterie alla bisogna e durante le frenate, in accelerazione o in fase di crociera restituiscono l’energia spingendo.

    Lo scopo non è l’ecologia o l’ambiente, lo scopo è lo sfruttamento, conservandosi vergini vestali con una scusa farlocca e bbbbbuona. Chi viaggia in aereo privato, sfrutta i suoi simili, pretende il meglio del meglio, consuma al solo scopo di mostrarsi, possiede una barca che usa per divertirsi, etc etc vuole che TUTTI gli ALTRI riformino il loro stile di vita PAGANDOLO nel frattempo per il pivilegio, mai toccherà di suo questo fardello! Dopo aver rubato farà l’elemosina sentendosi superiore, con mani sporche di sangue farà la morale sulla “non violenza estrema”, dentro una villa blindata predicherà la convivenza ed il multiculturalismo.

    Ma “LO STUPIDO E’ CHI CREDE ALLE PAROLE E NON GUARDA I FATTI” e pur di non dire di essere stato fregato chiama budino la cosa marrone e molle che ha appena mangiato.

  20. Il DIESEL attuale ha pochi margini di miglioramento ma un motore Diesel 2 tempi turbocompresso della americana Achates Power ha raggiunto rendimenti vicini al 45% con il 20%di emissioni in meno dei tradizionali 4 tempi. Cosa chiedere di più?
    L’unico veicolo elettrico che ha senso è la bicicletta a pedalata assistita, batterie tra mezzo kW e un kW non richiedono né troppo tempo per ricaricarsi né particolari infrastrutture, per una bici elettrica un pannello solare è sufficiente. Con la bici e più in generale con mezzi LEGGERI si risolve immediatamente il problema del traffico cittadino, dei parcheggi e perché no dello stress da traffico ma purtroppo siamo dentro il sistema che ben conosciamo e visto c’è bisogno di aumentare i profitti del capitalista marcio i cinquini con i pidioti adesso diranno che è tempo di passare alle auto elettriche e allora schiere di analfabeti funzionali ripeteranno a pappagallo che è ora di passare alle auto elettriche quando lo sanno anche i muri che sono gli impianti di riscaldamento ad inquinare maggiormente l’aria d’inverno e che l’auto elettrica come spiegato nell’articolo ambientalmente è una delle più grandi BUFALE…
    Il clan governativo filocapitalista composto dai cinquini e dai pidioti mai verrà a dirti che bisogna tagliare il mercantilismo forsennato che impone di trasportare ogni merce da un capo all’altro del globo con le navi container o smettere di spendere risorse umane e naturali per la NATO. Non lo diranno mai che è infinitamente meglio iniziare a produrre a km zero se vogliamo tentare di salvarci dall’estinzione, sono solo un ingranaggio del sistema e dunque le loro priorità sono quelle di riempirci di onde elettromagnetiche e veleni di ogni tipo per portare avanti l’agenda delle corporation…

  21. Diminuzione dell’inquinamento delle auto? Più trasporto pubblico e meno privato (quasi zero). Questa è l’unica ricetta che ha un senso. Vedo continuamente 2 tonnellate di metallo trasportare 50/80 kg di carne. Ditemi un sistema meno efficiente di questo.

  22. Articolo interessante che cerca di fare un po’ di chiarezza in un settore spesso soggetto a prese di posizione ideologiche.
    Secondo me l’auto elettrica del futuro non dovrebbe portarsi appresso pesanti e costose batterie, ma basarsi sulle celle a combustibile o di flusso (al momento siamo a livello di prototipi).
    Trovo che la spinta mediatica a sostegno di questo nuovo prodotto di consumo, cioe’ l’auto elettrica a batterie, sia ingiustificata e fuorviante. L’emergenza climatica esiste solo sulle pagine dei giornali e la CO2 (l’ossigeno delle piante) non c’entra nulla!
    Dal punto di vista dell’ecologia la soluzione piu’ semplice ed efficace e’ alimentare gli attuali motori termici con gas naturale o metano.

  23. l’impostazione generale è condivisibile, tuttavia l’autore non è esperto di fisica abbastanza da notare che per ricaricare una batteria da 90kWh ossia 90kW per un’ora NON diviso un’ora ci vuole (al netto delle dissipazioni che sono attorno al 5/10%) o una potenza analoga per un’ora diciamo un po’ più di 90kW oppure se vuoi ridurre i tempi devi moltiplicare per il reciproco del fattore di riduzione; dato che 10 minuti sono 1/6 di un’ora devi moltiplicare per 6 ossia 90×6= 540kW + ovviamente ripeto le dissipazioni di ricarica dunque diciamo 600kW non 1000; ma a parte questo errore la sostanza del problema della potenza nevessaria è reale; fino a che non ci sarà una struttura di energia rinnovabile abbatsnza potente (al momento fornisce nel nostro paese non più di un terzo del totale se comprendiamo anche l’idro) le ricariche pulite saranno una fake news; il futuro non può prevedere un miliardo di auto eletriche per sostituire quelle ttuali, ma trasporti elettrici PUBBLICI questo si; non solo nuova tecnica ma un modo di viere sociale diverso da adesso; una volta si chiamava socialismo.