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Quando la Germania dà lezioni di truffa. E batte di gran lunga l’Italia

DI MARCELLO FOA

Il Cuore Del Mondo

Che cosa sarebbe successo se si fosse scoperta in Italia una truffa da 32 miliardi ai danni dello Stato? Ve li immaginate i titoli dei giornali? Orrore, scandalo e soprattutto badilate di autorazzismo: gli italiani sanno solo rubare, l’Italia è un Paese di m…, chissà cosa diranno all’estero, che figura con l’Europa, queste cosa accadono solo qui.

Sia chiaro: che ci sia un problema etico in Italia è noto da tempo; però se si osserva quel che accade negli altri Paesi senza i paraocchi dei luoghi comuni e senza complessi di inferiorità, si scoprono realtà ben diverse e ci ci accorge che anche altrove i livelli di corruzione sono preoccupanti e possono essere persino molto più elevati, anche nel primo della classe, la Germania.

Possibile? Certo. La frode fiscale da 32 miliardi è avvenuta davvero, ma non a Roma e nemmeno ad Atene, bensì a Berlino. Sì 32 miliardi di euro sottratti da un gruppo di banchieri, di avvocati e agenti di cambio. Non ne avete sentito parlare? Ovvio, in Italia ne ha parlato per primo e quasi in solitudine il sito Voci dall’estero. E non che in Germania la notizia sia passata sotto silenzio, anzi è stata svelata proprio da un’inchiesta giornalistica ma evidentemente i corrispondenti della Rai e dei grandi quotidiani non l’hanno ritenuta meritevole di attenzione. Sono gli stessi corrispondenti che invece sono molto solerti nel dare spazio a qualunque giudizio anti italiano che provenga dalla Bundesbank o dal ministro delle Finanze Schäuble o dal governo Merkel. Provate a digitare sul motore di ricerca “Germania frode fiscale da 32 miliardi”: non troverete alcun rimando ai siti di grandi giornali.

La ragione è semplice: la notizia esce dal frame “Italia ultima in Europa, i tedeschi sono migliori” e dunque non viene recepita dai giornalisti, sebbene sarebbe nell’interesse dell’Italia. Peraltro sono queste le notizie che un governo forte dovrebbe usare come arma negoziale negli incontri con Berlino e con la Commissione europea per ottenere rispetto e, naturalmente, concessioni. Invece silenzio, capo chino e un premier, Gentiloni, accomodante e servizievole come un cameriere.

Attenzione: non è la prima volta che i tedeschi si dimostrano meno corretti e meno esemplari di quanto si creda. La Germania che pretende di dar lezioni è la stessa che ha dovuto spender il 7% del Pil per salvare dalla bancarotta le proprie banche (fonte il Sole24Ore). Altro che Montepaschi e banche venete. Per non parlare del più recente scandalo tedesco, quello dei grandi misteriosi buchi nei nei bilanci di Deutsche Bank.

E la vera storia della riunificazione tedesca è molto meno idilliaca di quanto si pensi. Leggete Anschluss di Vladimiro Giacché: non fu affatto una fusione a carico della Germania ricca, quella dell’ovest, ma una vera e propria annessione e con processi di privatizzazione che in molti, troppi casi si tradusse in autentiche ruberie, mai indagate a fondo dalla magistratura, sebbene riguardassero cifre molto ingenti, dell’ordine non di decine ma di centinaia di miliardi di euro.

E allora l’analisi sull’onestà dei tedeschi e degli italiani andrebbe esplorata da una prospettiva un po’ diversa. Il tedesco medio è senz’altro più ligio alle regole dell’italiano medio e lo Stato germanico senz’altro più efficiente. Ma solo un tedesco può concepire truffe da 32 miliardi di euro ai danni del proprio governo o da decine di miliardi di euro ai danni dei “fratelli” dell’ex Ddr. Anche quando truffa, il tedesco pensa in grande. Questa è la differenza, non so quanto onorevole.

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/06/14/quando-la-germania-da-lezioni-di-truffa-e-batte-di-gran-lunga-litalia/

14.06.2017

Pubblicato da Davide

  • Annibale Mantovan

    Boh…la Germania ha perso una guerra ed ha firmato una resa incondizionata. Comandano i tedeschi?

    • televisione falsa

      no , infatti in germania ci sono circa 20 bombe atomiche USA e tante basi militari USA

    • MarioG

      Anzi, le dicono di più (veda il commento di T.): comanda tutta quella pletora di nazisti e figli e nipoti di nazisti lasciata da Adenauer…

  • PietroGE

    Oddio, parlare di truffe a danno dello stato in Germania quando in Italia ci sono addirittura 3 regioni nelle mani della criminalità organizzata sarà anche consolatorio, ma non più di tanto. Leggo della N’drangheta su Wikipedia :

    Dal 2013, la ‘ndrangheta è considerata tra le più pericolose organizzazioni criminali del mondo con un fatturato che si aggira intorno ai 53 miliardi di euro[2][9][10][11][12], con numerose ramificazioni all’estero..

    A proposito, sembra che gli investimenti (immobili, azioni, buoni del Tesoro, depositi ecc.ecc.) in Germania della suddetta organizzazione criminale siano di qualche miliardo l’anno, come minimo. E poi c’è la camorra e la mafia siciliana.
    Fa bene notare come tutto il mondo è Paese, però c’è anche chi è più uguale degli altri.

    • Paolo

      Perlomeno l’Italia non fa la paternale e la voce grossa nei confronti degli altri Paesi. Sono stato sempre convinto che molte cose che succedono nel nostro Paese avviene anche negli altri, solo che riescono purtroppo a nasconderlo meglio, sono meno ingordi e forse fino a oggi un po’ più lungimiranti.

    • natascia

      Anche tu giardiniere Killer

  • TizianoS

    Un mio amico italiano che viveva ad Amburgo nell’immediato dopoguerra mi raccontò una volta che una sera su un autobus sentì un tedesco ubriaco che parlava tra sé e sé e diceva:
    “Sì, i francesi sono scansafatiche, gli inglesi sono sporchi, gli italiani sono zingari, ma quelli peggiori di tutti siamo noi tedeschi…”

    • Mario Poillucci

      In vino veritas!!!

      • Holodoc

        Probabilmente “In cerevisia veritas” in questo caso…

  • Alberto Capece

    Questa volta la cosa mi sembra molto pretestuosa e inutile: chi ruba o evade di meno o di più è del tutto oziosa tanto più che qui si parla di banche, di borsa e di grandi imprese e non di evasione diffusa che alla lunga è assai peggiore sia per le cifre sia per la capacità di un sistema di reagire.

    • Holodoc

      L’articolo voleva soprattutto mettere in evidenza il fatto che tali notizie fossero, da noi, nascoste.
      E comunque è vizio dei tedeschi sminuire i loro difetti ma infierire su quelli degli altri.

    • Gino2

      la corruzione al livello europeo è mostruosa. La corruzione che sistematicamente avviene da parte delle lobby è una cosa imponente. Il grado di “pervasione” e “infiltrazione” da parte delle lobby nelle istituzioni europee non ha confronti se non con Washington. Basta informarsi! Guardati questo documentario per avere idea di cosa possa significare .

      Non è la corruzione del politico del sud con la “panza” che prende 50.000€ di mazzette per un appalto in provincia di Ostuni.
      Chiaramente parliamo di manager in giacca e cravatta, vestiti costosi, uffici in mega grattacieli, cene e pranzi non certo da “Gigi er Trojone” e questo fa sembrare tutto “affari leciti” senza “puzze di scorreggia e di sudore” di mezzo.
      In realtà sono una banda di criminali senza pietà nè alcuna morale che rubano, corrompono, lobbizzano, comandano e uccidono le istituzioni democratiche MOLTO ma MOLTO di piu del consigliere che si compra le mutande coi soldi dei rimborsi!

      Quando lo capiranno anche i “grillettini” smetteranno di fare la guerra ai pidocchi e si gireranno verso i DRAGHI fiammeggianti….e forse resteranno inceneriti!

      https://www.youtube.com/watch?v=h4C5SgeVK-Q&t=40s

    • Leo Pistone

      E’ ben noto che le somme sottratte al fisco da grandi imprese, multinazionali e banche sono le più elevate in assoluto, di qualche ordine di grandezza. In confronto l’evasione dei privati sono spiccioli.
      Proprio così nel medio termine i poteri economico-finanziari hanno potuto acquisire un potere reale preponderante rispetto a quello degli Stati, sulle decisioni dei quali oggi comandano notoriamente i mercati e i loro attori primari.

      Per quanto riguarda la piccola evasione, oggi è sacrosanta. O meglio è un vero e proprio dovere civico.
      In primo luogo perché, come è stato calcolato da enti indipendenti la pressione effettiva arriva al 70% e oltre. E in quanto tale è insostenibile.
      In secondo perché lo Stato non adopera il prelievo fiscale a fine redistributivo e del benessere diffuso della popolazione, ma per rafforzare i poteri dai quali è dominato, ai quali si è sottomesso volontariamente privandosi del controllo della Banca Centrale e del potere di emissione di moneta, che sono i primi due elementi alla base dell’indipendenza di fatto e della sovranità popolare.
      In terzo perché la tassazione è essenzialmente uno strumento pro-ciclico, atto a ridurre la massa del circolante, quindi a causare depressione economica, da cui deflazione dei salari, abbattimento di diritti e tutele, impoverimento generalizzato della popolazione.
      In quarto perché ormai a oltre metà della popolazione, quella che non è d’accordo con le modalità gestionali sopra descritte, è stata tolta qualsiasi forma di rappresentanza politica, e quindi “no taxation without representation”.
      Quinto, vediamo ancora una volta, l’ennesima, come il pensiero del sinistrato-tipo corrisponda perfettamente con la vulgata diffusa dal fondamentalismo dell’estrema destra finanziaria, rispetto al quale è del tutto intercambiabile.
      Non a caso che il servaggio più abietto nei confronti dei poteri finanziari e le politiche di macelleria sociale a maggiore tasso di criminalità sono eseguiti dai politici di sinistra, proprio perché sul rosso le macchie di sangue si notano meno.

      • ton1957

        Bella analisi che condivido leggermente inficiata dal richiamo alla sinistra, qualcun’altro se le presa con i grillini, sicuramente ci sarà qualcuno che se la prenderà con la destra……praticamente tutti d’accordo a farsi tagliare le palle pur di far dispetto alla suocera.
        Tra l’altro, come diceva Nietzsche, la sinistra è morta (o forse era Dio….non ricordo più) prendersela con i morti serve a poco.

      • Lupis Tana

        ciao leo hai spiegato tutto meglio di un libro stampato… compli t l

      • Paolo

        Sarò strano ma a volte si leggono cose più interessanti e chiare negli interventi dei lettori che in tutti i media.

        • italosvevo

          CONDIVIDO non per niente seguo CdG per le idee e le notizie filtrate
          ADEGUATAMENTE

  • natascia

    Un’ aspetto veramente notevole , è quello di pagare chi ci martella con ” Italia ultima in Europa, tedeschi i migliori”. Sarebbe veramente logico il contrario dal momento che pagare tramite il contributo pubblico all’editoria ci costa molti euro in termini di tasse . Pagare il giardiniere che ci rende la vita migliore e di conseguenza ci permette di sviluppare delle idee e delle opinioni cogliere delle opinioni a cui nell’arso di un giardino con le buche non si percepirebbero nemmeno. Nuovo frame.”Smettiamo di pagare i cretini e criminali che ci fanno le buche in giardino”.

    • Gino2

      pagare il contributo pubblico all’editoria avrebbe AVREBBE come scopo il fatto di avere giornali LIBERI non controllati dalle LOBBY. Togliere il contributo all’editoria per il fatto che i giornalisti si prendono il contributo e poi sono pure al soldo delle lobby non migliora affatto la libertà di stampa ma sancisce che non esiste l’informazione libera.
      Bisognerebbe pretendere il contributo all’editoria e che chi prende quello dallo stato vive di quello e fa un servizio pubblico non finalizzato al LUCRO.

      • natascia

        Il contributo all’editoria è un fiume. Un fiume con affluenti quasi secolari. Di cosa stiamo parlando? Si tratta della fortuna, zoccolo duro , di quasi tutti i nostri esponenti politici passati e presenti. Silvio Berlusconi tra i più dotati. Di molti loro parenti, amanti, figli e figli illegittimi. In alcuni periodi questo fiume si trova in piena in altri in secca relativa. Commissioni, comitati e sindacati di categoria si dedicano a questo argomento all’unico scopo di evitare dissidi sull’affluenza costante e se possibile sempre più vivificata. Io lo toglierei di brutto per almeno 2 o 3 anni per il cittadino sarebbe solo aria fresca.

  • Tonguessy

    I tedeschi sono da sempre maestri nell’interpretare con differenziale gli avvenimenti. Patologia di stampo schizofrenico. Hanno mai fatto i conti col nazismo? Ma certo, a Dachau (per citarne uno) c’è il museo degli orrori. Ma questo aspetto di rifatta verginità fa a pugni con la sostanziale collaborazione offerta ai nazisti. Il primo governo Adenauer, esempio aveva una percentuale di nazisti come ministri, segretari e parlamentari da far rizzare i capelli. Ci fu una interrogazione parlamentare, e Adenauer fu costretto ad ammettere che era conveniente evitare di perseguitare i nazisti, con evidenti scopi anticomunisti.
    “come rivela un report commissionato dal Ministero della Giustizia tedesco e riportato da Zeit online e Deutschlandfunk, fino agli anni ’70 più della metà dei giudici della Germania Ovest erano ex membri del partito di Hitler.”

    http://berlinocacioepepemagazine.com/quei-nazisti-mai-condannati-che-governavano-la-germania-nel-dopoguerra/

    Se poi vi interessa un’indagine sociologica su come le generazioni videro e vedono i rapporti tra Germania e nazismo, eccolo:

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/sociologi-e-giornalisti-confermano-fino-agli-anni-settanta-1014334.html

    Non hanno capito un bel niente del casino che hanno combinato allora quindi non vedo perchè dovrebbero capire il casino che stanno combinando oggi. Hanno il tipico atteggiamento protestante, da “vicini a dio” molto diversi dagli anabattisti che erano essenzialmente anarchici e pacifisti. E che vennero sterminati come i Catari.

    Wiki: “Di fronte a un Movimento che predicava la netta separazione tra stato
    e chiesa, che rifiutava la chiesa obbligatoria e multitudinista in
    favore di una chiesa di professanti, nella quale si entrava con un
    battesimo consapevolmente richiesto (mettendo in soffitta la chiesa
    costantiniana), e che praticava un rigoroso e totale pacifismo tale da
    rifiutare di prendere le armi anche contro i Turchi, ormai alle porte
    dell’Impero, le autorità secolari e religiose, cattoliche e protestanti,
    decisero di mettere la parola fine sia sull’anabattismo che sugli
    anabattisti.

    Il 12 aprile del 1529, l’Imperatore Carlo V promulgava l’Editto di Spira, valido in tutto l’impero, che stabiliva: «Chiunque
    ribattezza o si fa ribattezzare dopo aver raggiunto l’età della
    ragione, uomo o donna che sia, deve essere condannato a morte, sia con
    la spada, sia con il fuoco, sia con ogni altro mezzo, senza alcun
    processo preliminare».

    C’è metodo scientifico nell’ottusità tedesca.

    • MarioG

      “Hanno mai fatto i conti col nazismo? Ma certo, a Dachau (per citarne
      uno) c’è il museo degli orrori. Ma questo aspetto di rifatta verginità
      fa a pugni con la sostanziale collaborazione offerta ai nazisti. Il
      primo governo Adenauer, esempio aveva una percentuale di nazisti come
      ministri, segretari e parlamentari da far rizzare i capelli.”

      Beh certo, per lei, “fare i conti col nazismo” avrebbe dovuto implicare un bel piano Morgentau, una bella riga netta su tutta la classe di alta e media istruzione.
      Una soluzione alla Katyn, si ricorda? Ma più in grande, adatta alla Germania.
      E’ questo in fondo che vi è congeniale, no?

      • Tonguessy

        Lo so, MarioG, che toccare il nazismo per lei equivale a toccarle le parti intime. Spero solo si sia fatto un bidet metafisico, non si sa mai….

        • MarioG

          Sì sì … abbiamo capito, compagno commissario.
          Mi dispiace per il suo disappunto da insufficiente zelo persecutorio.
          Sarà assai frustrato

    • ndr60

      L’unica differenza tra Germania e Italia post-1945 è che in Germania ci fu il processo di Norimberga, in Italia no. E il “repulisti” nei quadri dello stato (ad esempio, i prefetti) non ci fu né in Germania né da noi. Tutto ciò in chiave anti-comunista, funzionale alla guerra fredda.

      • Tizio8020

        In effetti, in Italia si assistette alla farsa più divertente.
        Gli stessi giudici che fino al 1943 avevano condannato gli antifascisti al confino , dopo il 1945 condannarono i fascisti all’epurazione!!!
        Guardate i nomi degli appartenenti alle Istituzioni, prima e dopo il fascio.
        Sempre quelli sono!

    • Hito

      Ogni tanto anche qualche tedesco gli ricorda cosa stanno facendo:
      https://www.youtube.com/watch?v=D4y2L0deLJA

    • PietroGE

      Beh, magari in Germania i nazisti si sono riciclati nei governi democristiani o a fare i commissari nelle serie televisive, da noi i fascisti sono diventati prima antifascisti poi giornalisti e anche presidenti della repubblica. Quanto a trasformismo il Bel Paese è veramente Ueber Alles e non teme confronti.

  • gix

    Che la Germania sia più affidabile dell’Italia, che sia più efficiente e, soprattutto, moralmente superiore, è ormai più che altro un problema di comunicazione. E’ questo che l’Italia sconta, nell’attuale marasma europeo e nella falsa rappresentazione globale del momento, una cattiva comunicazione, magari anche perché la politica da noi agevola questa situazione…Il sistema ha assegnato alla Germania questo ruolo, il ruolo del kapò, o del mazzolatore, per dirla più volgarmente, e quindi occorre alimentare una leggenda del genere, soprattutto per puntellare il catorcio dell’europa unita. Poi sarà anche vero che i tedeschi eccellono in alcune cose, o molte che dir si voglia, ma per altre avranno da imparare, come tutti i popoli. Il sistema bancario, e anche quello industriale, tedesco è stato sostenuto più volte, persino con fondi di provenienza americana (la solita carta straccia stampata), altro che monte pacchi. Ma per le masse sarebbe complicato persino comprendere questo, al punto di mettere in discussione il mito tedesco. E’ questo che tiene ancora in piedi il sistema globale.

  • Mario Poillucci

    Ma lo sappiamo tutti benissimo: deutschland uber alles! Ergo anche nel ”saccheggio”! Ma roba da matti!!!