Pro vita o contra vita?

DI BRUNO SEBASTIANI

comedonchisciotte.org

Il 7 agosto 2019 su Come Don Chisciotte è apparso un mio articolo dal titolo: “È meglio essere nati o sarebbe stato meglio non essere mai nati?”, in cui analizzavo la posizione di Cioran e di Benatar sul tema del natalismo e dell’antinatalismo.

L’argomento è di una tale importanza che credo meriti di essere proposto nuovamente con riflessioni personali più approfondite.

I cattolici, i musulmani e tutti gli uomini religiosi in genere considerano la vita un bene assoluto e condannano ogni intervento volto a limitarne la diffusione.

Tutti, religiosi e laici, si prodigano per salvare quante più vite umane è possibile, laddove siano in pericolo. La ricerca medica e i salvataggi in mare sono due esempi paradigmatici al riguardo.

A questo punto chi predica l’antinatalismo (mediante la diffusione di pratiche anticoncezionali) non può sfuggire all’accusa di egoismo. Il suo ragionamento sembra essere: noi siamo venuti al mondo, ma ora, poiché siamo in troppi, è bene che non aumenti il numero dei commensali alla tavola planetaria, altrimenti non vi è più abbastanza cibo per noi.

Queste proposizioni seguono un filo logico inappuntabile, perché procedono tutte da una affermazione di base difficilmente contestabile, quella secondo cui la vita è un bene assoluto.

Ma, attenzione, è proprio qui che il tema va approfondito se vogliamo uscire dall’antonimia: “la vita è sacra” – “la vita va limitata”.

E quindi dobbiamo chiederci: “Quale vita è sacra?” “Solo quella umana o tutta la vita in genere?” “Esiste una gerarchia nella scala delle vite?

Dobbiamo avere il coraggio di affrontare queste domande, alle quali la stragrande maggioranza del genere umano risponderà: “Sì, esiste una gerarchia nella scala delle vite, e al vertice vi è la vita umana”.

Per i religiosi questa posizione è stata stabilita dalla divinità in persona che ha creato l’essere umano a sua immagine e somiglianza.

Per i non religiosi questa posizione è stata stabilita dall’evoluzione che ha dotato l’essere umano dell’intelletto e con esso di raziocinio e autocoscienza.

Ricordiamo il vecchio detto greco attribuito a Platone: “Di tre cose dobbiamo ringraziare il destino: primo, di essere nati uomini e non animali; secondo di essere nati uomini e non donne; terzo, di essere nati greci e non barbari.”

Di tale detto esiste anche una versione ebraica che al terzo punto recita: “Benedetto il Signore che mi ha creato […] Israele e non goy” (cioè gentile), ma che conserva identici i primi due punti.

Ora fortunatamente il tempo ha fatto giustizia delle seconde e delle terze affermazioni di queste antiche sentenze.

Ma la prima resiste inalterata agli assalti del tempo. Anzi, pare che col passare degli anni l’essere umano sia sempre più in preda a un delirio di onnipotenza che lo conduce a ridisegnare il paesaggio naturale a suo piacimento, asfaltando le terre e innalzando torri verso il cielo.

È da questa considerazione che si deve partire se si vuol ragionare seriamente intorno al tema del natalismo e dell’antinatalismo.

Sì, la vita è un bene importantissimo: si è formata su questo pianeta (e forse su altri) in milioni e milioni di anni attraverso una serie infinita di passaggi che hanno consentito a piccoli microorganismi di crescere fino divenire le piante e gli animali che conosciamo.

Ma tutta questa serie di soggetti ha trovato modo di coesistere in uno spazio limitato per milioni e milioni di anni grazie ad una serie infinita di pesi e contrappesi che hanno stabilito un equilibrio dinamico, in continua evoluzione ma sempre ricostituitosi dopo ogni violento scossone imposto dagli eventi atmosferici o dagli impatti astronomici.

Poi, qualche milione di anni fa, il caso ha voluto che nel DNA di un primate intervenisse una modificazione genetica tale da farne accrescere in modo spropositato l’apparato cerebrale.

Tale modifica fu vantaggiosa per il primate in questione ed esso ne approfittò per sbaragliare la concorrenza nella ricerca del cibo e di altre risorse.

Il seguito della storia lo conosciamo molto bene e non è il caso di ripeterlo in questa sede.

Il punto su cui soffermarsi è un altro.

Se è vero, come è vero, che quella modifica poco alla volta ha indotto trasformazioni tali nel mondo della natura da mettere a rischio la sopravvivenza stessa della vita sul pianeta, e non solo di quella umana, che giudizio darne oggi, a distanza di qualche milione di anni dal suo apparire?

È un argomento ostico per il nostro modo di ragionare, ma è l’unico punto di vista dal quale può essere fornita una risposta valida alla domanda: “Se la vita è un bene assoluto, perché limitarne la diffusione?

Sì, la vita di tutti gli esseri viventi è un bene assoluto, ma un errore nel nostro programma di base ci ha consentito di trasformarci in distruttori della vita degli altri esseri viventi, senza tener conto che senza di loro, piante e animali, neppure la vita dell’uomo sul pianeta può perdurare.

Assisteremo prossimamente a nuovi sussulti e tentativi di ogni genere per riparare ai danni fatti, ma finché non metteremo in discussione il primo punto di quell’antico detto (“dobbiamo ringraziare il destino di essere nati uomini e non animali”) non riusciremo ad uscire dall’impasse.

È l’antropocentrismo il problema e non è sufficiente stemperarlo in un più ragionevole biocentrismo. Occorre riconoscere la nocività del genere umano ingenerata da quell’infausta modifica genetica intervenuta milioni di anni fa.

Alla luce di questo riconoscimento la limitazione del nostro numero non apparirà come un atto egoistico nei confronti delle generazioni future, ma avrà l’aspetto assai più seducente di un atto altruistico nei confronti della vita in generale.

Nel blog de Il Cancro del Pianeta si possono trovare molte altre riflessioni utili su questo tema.

 

Bruno Sebastiani

Fonte: www.comedonchisciotte.org

29.12.2019

Pubblicato da Davide

Precedente Le privatizzazioni ci stanno riportando al Feudalesimo
Prossimo Fuori un ministro, dentro due mossa degna della Dc di Fanfani

28 Commenti

  1. L’articolo necessita di almeno due precisazioni:

    1- riguardo il denunciato antropocentrismo ricordo che non è l’uomo la causa di tutti i malesseri, ma è l’uomo succeduto ai primordiali cacciatori-raccoglitori. Le ragioni le spiega benissimo Jared Diamond nel suo saggio “The worst mistake in the history of the human race”, scaricabile in rete.

    2- Una volta fatto l’errore di aver scelto l’accumulo e quindi la creazione degli organi di polizia e di comando per la gestione del medesimo si è posto, ad un certo punto della “evoluzione” (?!) il problema di quale rapporto intrattenere con l’origine di tale accumulo, ovvero la Natura. Il problema viene brillantemente risolto da Cartesio il quale ha implementato nel nostro credo (indipendentemente dalla sua origine) la concezione che l’uomo non è Natura, la sfrutta soltanto (Res Extensa vs Res Cogitans) segnando una cesura irrimediabile con quanto ci sta attorno.

    Natalità e denatalità sono processi legati allo svolgimento dei capisaldi cartesiani su cui si basa il capitalismo, ovvero l’arte della rapina ai fini dell’accumulo. La falsità con cui viene ammantata tale arte oggi assume un aspetto particolarmente piagnucoloso proprio per nascondere il suo vero scopo.

    PS: Il fatto di credere che l’uomo, indipendentemente dalle sue scelte, sia il cancro del pianeta è esso stesso una forma di antropocentrismo. La Storia ci dimostra che l’uomo ha vissuto in armonia con il creato, e continua a farlo anche se la quasi totalità dell’umanità segue i precetti cartesiano-capitalisti.

  2. Secondo me la limitazione del nostro numero è un atto ALTRUISTICO nei confronti delle generazioni future. Preferireste vivere in un mondo dove esistono ancora aree intatte dove è possibile per animali e piante vivere allo stato selvaggio o preferite un mondo formicaio dove l’unico panorama sono case, strade e campi coltivati fino all’orizzonte?

    Non riuscirei a vivere in un mondo dove non potrei godermi un tramonto in santa pace nella natura senza che ci siano decine di miei brulicati simili a disturbare. E se ancora posso farlo è solo perché ai miei simili del tramonto non importa una beata mazza.

    • Il numero si limiterà da solo. Se non altro a causa dell’invenzione del televisore. Anch’io apprezzo il tramonto e dev’essere una cosa ancestrale perchè sono nata al tramonto, o almeno così mi piace pensare, ma ai più interessa :”Ok il prezzo è giusto!”

    • se la mette così, questa sera si goda al tramonto venere e la falce di luna in “quasi” allineamento….

    • Non riesco a capire perché vivere domani dovrebbe essere più importante di vivere oggi.
      E chi parla di altruismo, si fa bello con le penne del pavone, in quanto non è la SUA vita che nega, ma quella di altri (fossero pure potenzialmente suoi figli).

      Cari malthusiani, volete essere altruisti e coerenti?
      Tiratevi un colpo in testa! (o anche due come Gardini, se preferite).

  3. È successo tutto dopo la cosiddetta “rivoluzione industriale”, vero?

    • Succede ogni volta che la popolazione aumenta troppo velocemente. E’ successo anche nel ‘300, allora ci pensò la peste a rimettere le cose a posto. Succederà ancora e ancora fino a che l’uomo non capirà cosa significa vivere nel rispetto delle risorse del pianeta.

  4. L’articolo peggiore che ho trovato qui. Com’è noto ritengo la Vita sacra epperò mai di mia volontà avrei voluto nascere. se non altro per non dover morire e sapere di dover morire.
    Non mi piacciono, date queste premesse le, neppure troppo velate intenzioni di far la lezione agli altri, nel senso che c’è qualcuno che si permette di dire che siamo troppi sulla terra. Almeno che ci resti la libertà di prolificare e, pensandola diversamente, di non prolificare. la cosa appartiene totalmente alla libertà dell’individuo. Non temo neanche eccessive nascite in Nazioni povere. Gli stessi immigrati, appena vengono da noi, riducono drasticamente le nascite, in genere.
    Che dire poi della citazione di Platone?
    Platone è il solito…..(censura) e mi chiedo come uno così, possa essere passato alla storia della Filosofia. Qualcuno mi dica se mai ne ha detta una giusta!

    • Il problema dei migranti è che figliano laggiù e poi vengono qui 😉

    • Commento serio: per te è sacra la vita UMANA, non quella animale a cui l’uomo invade habitat e sottrae risorse. Sei anche tu riflesso della cultura dualista socratica occidentale (primato dell’uomo-mente sull’animale-corpo).

  5. Riconosco la nocività di Bruno Sebastiani e delle sue banalità infantili. Questo scritto ha meno profondità della sigla di coda di Jeeg Robot.

  6. Se si vogliono affrontare certi temi é necessario cercare un metodo ed attenervisi.
    La scienza o, se preferite, la mentalità scientifica, ha prodotto questo problema ed individua e diffonde l’allarme che ne deriva: escluderei sia l’una che l’altra dalla rosa dei metodi che possano ispirare il modo di valutare ed eventualmente affrontare il problema.

  7. Gli animali vanno rispettati. Non sbaciucchiati. Ma a via di proporli come “fratelli”, se non avessi ben salde convinzioni, articoli come questo me li farebbero odiare. Fra Platone e quelli che festeggiano la prima cacca del cane con un ricevimento, c’è una via di mezzo?

  8. Un articolo “mostruoso” almeno quanto lo è Orwell nella sua Fattoria per la correzione violenta delle psiche difformi, o quanto lo è Mengele nella soppressione violenta degli esuberi umani.

  9. Articolo confusionario che rispecchia purtroppo la confusione mentale dell’autore. Se si va a vedere il blog poi di scopre l’equazione ‘centrale’ : uomo=cancro del pianeta. L’autore propone quindi il suicidio di massa del genere umano, ma siccome nessun altro su questo pianeta prende sul serio simili idiozie si finirà per proporre (anzi accelerare) il suicidio, già in corso, della etnia europea, visto che solo questa razza, rincoglionita (ad arte) da decenni di sensi di colpa è recettiva per questi programmi di genocidio.
    Tralasciamo l’origine della vita, del quale nessuno sa dare una spiegazione e la teoria dell’evoluzione che fa acqua, e non da oggi, da tutte le parti, e veniamo al sodo. Il nostro eroe dice di voler una limitazione dell’influenza dell’attività umana sul pianeta in generale per poterne preservare l’equilibrio ecologico? Benissimo! Prima di tutto, come ho già detto in un altro commento, limitare le nascite a 2 figli per donna nei Paesi dove la demografia sta esplodendo, bloccare l’immigrazione nei Paesi europei, dove la saturazione, e quindi la cementificazione, è già evidente, favorire il rimboschimento e la green economy.
    L’autore ha paura di essere tacciato per razzista o sovranista, o qualcosa di simile? Lasci stare l’argomento e chiuda quel blog ridicolo.

  10. “””Poi, qualche milione di anni fa, il caso ha voluto che nel DNA di un primate intervenisse una modificazione genetica tale da farne accrescere in modo spropositato l’apparato cerebrale.”””

    Qui il caso non ha nulla a che fare.
    Nessuna modificazione genetica succede per caso,ma solo per intervento esterno.

    “Se la vita e’un bene assoluto perche limitarne la diffusione”

    Piuttosto perche’ ci sono sulla terra esseri umani. Che non e’ nemmeno vero che ci sono solo esseri umani.

  11. molte altre riflessioni utili su questo tema.

    L’utilità di queste “riflessioni” è solo nella mente dell’autore

  12. Articolo errato perchè da per buono il Darvinismo, che è una bufala al pari del Freudismo, a mio parere.
    Detto questo e al di la del pensiero del Sebastiani, io ritengo in via di principio sacra ogni vita compresa quella animale e financo quella vegetale.
    L’Uomo in realtà non è padrone della sua vita e tantomeno di quella altrui, alla fine è un comune mortale, come tutti gli esseri viventi in questo mondo.
    Sembra assurdo, ma la morte è il vero significato della vita, e come disse il Saggio, il fatto più importante che possa capitare ad un uomo. è la sua stessa morte.
    La vera vita sta oltre la vita e vi si accede con la morte, io sono arrivato a questa conclusione.
    Nondimeno disprezzo e aborrisco tutti coloro che uccidono il loro prossimo, partendo dai militari e finendo ai macellai.

  13. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, quel’é il senso dell’Universo, dell’esistenza?… Ci stiamo cimentando in una materia che esula dalla nostra comprensione di miseri umani con mente imperfetta. Alla fine la scienza arriverà alle stesse conclusioni della Fede, la vera Fede!

    • (Conclusioni?)

      La vera Fede!

      Alé! Alé! Alééé!

    • Potrebbe esser questo il piano.
      La divisione iniziale fra scienza e religione non c’era.
      La scienza non potrebbe far altro che ricongiungersi alla religione perche’ non fa altri che retroingegneria e la scienza attuale e’ una scienza che manipola, assembla elementi “creati” ma non dalla stessa.

  14. Miau, fortuna che sono nato gatto e che non ho l’infausta modificazione genetica dell’uomo…..che culo che ho avuto!

    • Proprio il gatto e’ stato modificato. Se lo guardi bene e’ un felino in miniatura da tener per casa.
      Non per nulla nelle tombe egizie, anche al musei egizio di Torino, si trovano gatti imbalsamati.

    • già essere un gatto è una bella botta di culo, almeno rispetto a chi fa una vita da cane, ma non puoi capire quanto sia bello essere un ornitorinco in un mondo di ornitorincoglioniti.

  15. Se è vero, come è vero, che ti senti un cancro, potresti gentilmente farci pervenire il tuo prossimo articolo dopo “l’alto gesto”?
    Noi tutti ti ricorderemo come esempio di coerenza.

  16. Se ritardiamo la morte (con tutto l’armamentario del “progresso”)..è giusto ritardare la nascita..cosa ovvia ma di difficile comprensione..sembra..
    Tutti i discorsi mistico filosofici si scontrano con questa semplice affermazione..

    La vita è come un ristorante dove siamo comodamente seduti a pasteggiare e chiacchierare..
    Ma tanta gente fuori vuole entrare che qui si mangia bene e si spende poco..
    Cosa fare allora..?
    O si dice alla gente fuori di aspettare con calma..oppure chi è dentro deve alzarsi appena sazio senza perdere tempo..
    Nel passato era facile entrare perché la vita era veloce..ma adesso la vita è lenta..anche se non abbiamo più fame rimaniamo seduti che andar fuori ci spaventa..magari piove..
    Intanto lasciamo entrare tutti..e chissà quale sarà il risultato..?

  17. Io direi: e’ bene limitare le nascite (con preservativi e contraccettivi) laddove ci sia un numero eccessivo di popolazione rispetto al territorio o alle risorse disponibili, per esempio, in India, in Cina, in Africa, in America Latina, in USA. Ma le vite che gia’ esistano, anche solo al livello di feto, sono sacre. Tutte, senza gerarchia.
    Per quanto riguarda le vite in mare, ecc., dubito che per la Chiesa o per le ONG si tratti di bonta’, piuttosto si tratta di preservare fonti di grossi guadagni, nonche’ di assecondare il progetto neoliberista/globalista di creare un mondo di genti senza radici, senza cultura, senza attaccamento al territorio, facilmente schiavizzabili. l’ipocrisia, specie quando fa danni notevoli, va sembre combattuta.

  18. Che tutto sia avvenuto quando all’uomo gli si è ingrossato il cervello appare un dato oramai assodato.
    Sarebbe da chiedersi, se è vero che “natura non facit saltus”, come mai questo salto l’abbia fatto.
    La vita non è un bene assoluto, ne in principio ne nella pratica, bensì relativa alla necessità di conservazione/espansione della specie.
    Il concetto di bene assoluto deriva dall’idea che la vita è esiste per volontà divina secondo la tradizione religiosa monoteistica. Concetto tra l’altro che le stesse tradizioni religiose hanno ampiamente dimostrato di contraddire.
    Quindi non ci dovrebbe essere alcun problema nel pensare di fare come aveva fatto la Cina a suo tempo: si controllano le nascite! (Idealmente)