Populismi e Postmodernità

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La postmodernità non è un esercizio filosofico, è la prassi che la nuova classe finanziaria dominante ha messo in atto per appropriarsi di ulteriori ricchezze attraverso un insieme di strategie comunicative e tramite la colonizzazione dell’inconscio.

Nel contesto politico attuale, nel tempo malsano e degradato  dell’egemonia dei banksters, la democrazia appare sempre più agonizzante e i Parlamenti degli Stati europei si sono svuotati di potere politico rappresentativo.

I partiti tradizionali non avendo veri programmi si sono trasformati solo e unicamente  in  dispositivi elettorali per vincere le elezioni, e il liberismo ha sostituito le classi sociali con le categorie borghesi e popolari a-politiche e decontestualizzate: le “donne”, i “giovani”, gli “immigrati”, i “gay”, e via discorrendo.

Ai diritti sociali, tutela del benessere moderno, welfare e lavoro, si sono sostituiti i diritti civili ed estetici: unioni civili, ius soli, maternità surrogata. Sparite dunque le classi (e le lotte di classe) oggi ci si concentra sull’individuo.

Del resto “La società non esiste, esistono gli individui”, chiosava M. Thatcher, punta di diamante del neoliberismo delle origini, capace di coniugare saldamente dumping salariale e riduzione del welfare a condizioni individuali, formalmente libere dalle imposizioni morali ma anche sociali tipiche delle ideologie.

Schiavitù economica contrabbandata come libertà per i singoli, ma fino a un certo punto, perché si mina alla base il concetto di uguaglianza (perché dovremmo essere uguali? L’individuo non deve essere uguale a nessun altro) per favorire l’individualismo thatcheriano.

Negli ultimi 10 anni si sono diffuse in Europa vari tipi di forze politiche, che sono state definite dal potere “populismi”: Indignados, Sovranisti, Podemos, M5S.

Ma secondo l’ordine simbolico e linguistico imposto dal potere, con il solo obiettivo di rinsaldare il proprio dominio sui dominati, è necessario controllare la popolazione, e mantenere la massa schiavizzata in una condizione di subalternità, in modo tale che la neolingua possa diventare veicolo di potenziamento dei valori del neoliberismo.

Dal 1989 il capitale ha adottato una nuova neolingua, e chiunque metta in discussione il potere oligarchico, viene demonizzato come disfattista, complottista, o populista. La categoria di populista serve esattamente a diffamare ogni prospettiva che assuma la parte del Servo e non del Signore (Fenomenologia dello spirito, W. Friedrich Hegel).

Oggi viene diffamato chiunque prenda la difesa dei lavoratori precarizzati e schiavizzati, perché ciò contraddice il potere, che vuol contrabbandare i propri dogmi ideologici come fossero interessi universali: concorrenza, competitività, globalizzazione, delocalizzazione, cancellazione art.18, licenziabilità senza giusta causa, flessibilità.

Chiunque abbia il coraggio di svelare il vero significato oscurato della neolingua, viene silenziato come populista, e complottista, incapace di accettare la mera ricostruzione dei fatti e degli eventi prospettata dalla mediatizzazione della realtà, che il potere ci mostra quotidianamente sugli schermi televisivi.

Il termine “populismo” o “antipolitica“, viene quindi usato dal potere con toni spregiativi e diffamatori, è diventato una specie di  parolaccia, e i media ci presentano una realtà confusa e distorta, Grillo come Trump, Raggi  come Trump, Obama, l’imperatore buono, premio Nobel per la pace, in realtà ha sostenuto 7 guerre in contemporanea. (Afghanistan, Libia, Somalia, Pakistan, Yemen, Iraq e Siria)

Modernità e Postmodernità. Termini che indicano lo spirito di una civiltà, nel suo divenire storico, antropologico e culturale. La distinzione va ricercata secondo un’analisi marxista, l’aforisma di Marx, per cui “la cultura dominante coincide perfettamente con la cultura della classe dominante”. (Karl Marx, Ideologia tedesca)

Le realtà virtuali, l’iperrealtà, sono la matrice della Postmodernità, strettamente correlate all’uso di macchine creatrici di virtualità: Pc, Tablet, iPhone … Se la “produzione” è la cifra della Modernità, la “simulazione” è quella della Postmodernità.

La Postmodernità, ridimensiona la produzione per favorire la simulazione,  sposta ingenti masse di salariati dalle fabbriche al terziario o oltre, azzera quella middle class che era il volano dell’economia dei consumi, chiude impianti produttivi. La disoccupazione di massa è la vera piaga della postmodernità: felicità virtuale e disperazione reale.

L‘Illuminismo aveva concentrato l’attenzione sull’impatto politico della nuova mentalità scientifica, che inneggiava all’ “Homo faber fortunae suae”, e aveva indotto i nuovi uomini a sostenere le prime grandi rivoluzioni della storia, Rivoluzione americana 1776, Rivoluzione francese 1789.

Il background filosofico culturale entro cui nasce il populismo è dunque l’età postmoderna, che propone una narrazione sempre più inquieta e socialmente devastante, dove le solide narrazioni della modernità si sono frantumate contro il nonsense di un sistema sociale globalizzato, sfilatosi verso una remota periferia a-ideologica.

Diversi autori hanno percepito in anticipo  l’avvento del postmoderno, e lo hanno interpretato attraverso la loro acuta sensibilità, a partire dagli anni ’70: Jean Francois Lyotard, Guy Debord, Jean Baudrillard, Marc Augé, Zygmunt Bauman.

Al popolo postmoderno non interessa la “verità” dei fatti né il senso degli eventi, perché vuole ascoltare solo le narrazioni, favole illusionistiche, simulacri evanescenti, emersi direttamente dal nuovo oscuro inconscio collettivo, e dalla società dello spettacolo.

Le nuove minacce metropolitane sono:  migranti e clandestini che invadono il paese, offrendo manodopera a basso costo, ingrossando le file della microcriminalità e minando così la serenità sociale; grottesche crociate contro l’Islam; politiche di austerity che massacrano l’economia dell’Italia, divenuta il sud Europa.

La “notizia” della postmodernità è una fake news, consiste nella negazione stessa dell’informazione, perché non mira a informare sulla “verità” dei fatti, ma li reinterpreta deformandoli, proprio per oscurarli completamente. (Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti)

Jean-François Lyotard, nel suo testo “La condizione postmoderna” (1979), conia il nuovo termine di «postmoderno» per definire l’epoca attuale. Il termine designa uno sviluppo tecnologico e scientifico che ha delle ricadute immediate sulla vita quotidiana e sulla politica.

Lo sviluppo tecnologico diventa sempre più invasivo per il benessere neurovegetativo umano (Psyche e Techne, Umberto Galimberti). La pornografia dei media  produce la molteplicità dei linguaggi, la contaminazione degli stili, un citazionismo ossessivo (film di Quentin Tarantino), tipico di un’epoca che non ha più nulla da dire, se non ripetere all’infinito, in modalità sempre diverse, le stesse tematiche.

Ne è derivata la perdita di centralizzazione nell’organizzazione dello Stato (federalismo), la perdita di sovranità, (euro, UE), un aumento dei “processi di disgregazione dello Stato Nazione“. L’Occidente sta vivendo una stagione sconcertante, attraversata dalle rapidissime trasformazioni scientifico-tecnologiche.

Con grande lucidità, Lyotard propone una partizione storiografica tra l’epoca moderna (secoli XVII e XX) e l’epoca post-moderna, che si è affermata compiutamente nel tardo Novecento. I moderni e i postmoderni professano una visione dell’uomo, della società e in genere della realtà, antitetiche nei loro aspetti più essenziali. L’idea forte dei moderni è il progresso umano, essi concepiscono la storia come un processo di emancipazione progressiva nella quale l’uomo realizza e arricchisce le proprie facoltà.

L’idea forte della modernità è il progresso, inteso come orientamento a un modello di vita e di azione, come aspirazione a valori ultimi, fondati sulla capacità dell’uomo di esercitare la ragione. Ciò che definisce l’essenza della condizione post-moderna, invece, è proprio la negazione della capacità umana di produrre il progresso, una sorta di nichilismo dei valori.

Ne segue la negazione della scuola e dell’università come agenti di socializzazione e orientamento di valori. La perdita di potere e di funzione sociale dell’intellettuale, che a partire dall’età dei Lumi era stato la coscienza della modernità. Tutto molto strano per quella che viene definita la «società della conoscenza».

Guy Debord, di formazione hegeliana e marxista, è stato uno dei critici più importanti delle società occidentali avanzate. L’incipit della Società dello Spettacolo (1967) riprende a un secolo di distanza quello del Capitale (1867) di Marx: «Tutta la vita delle società moderne in cui predominano le condizioni attuali di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di merci». (Il Capitale)

L’incipit dell’opera di Debord è: «Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di spettacoli» (La Società dello Spettacolo).

Secondo Debord, La caratteristica principale del capitalismo moderno consiste nell’accumulazione del capitale, nell’espansione delle tecnologie della comunicazione, e nel «feticismo delle merci». Quest’aspetto dello spettacolo è sicuramente «la sua manifestazione sociale più opprimente».

«Lo spettacolo non è un insieme di immagini ma un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini».

Guy Debord

Tuttavia lo spettacolo è necessariamente falso ed ingannevole, giacché struttura le immagini secondo gli interessi di una parte della società. «Per il fatto stesso che lo spettacolo è separato, è il luogo dell’inganno dello sguardo e il centro della falsa coscienza». Lo spettacolo è così il prodotto della mercificazione della vita moderna, il progresso del capitalismo consumistico verso il feticismo e la reificazione.

E poi, giacché la comunicazione dei media è unilaterale, il Potere giustifica se stesso attraverso un incessante discorso elogiativo del capitalismo e delle merci da esso prodotte. «Lo spettacolo è il discorso ininterrotto che l’ordine presente tiene su se stesso, il suo monologo elogiativo. È l’autoritratto del potere».

Lo spettacolo del capitalismo presuppone quindi l’assenza di dialogo, poiché è solo il potere a parlare. «Il sistema economico fondato sull’isolamento è una produzione circolare di isolamento». Ridotto al silenzio, al consumatore non resta altro che ammirare le immagini che altri hanno scelto per lui. L’altra faccia dello spettacolo è l’assoluta passività del consumatore, il quale ha esclusivamente il ruolo, e l’atteggiamento, del pubblico, ossia di chi sta a guardare, e non interviene.

In questo modo lo spettatore è completamente dominato dal flusso delle immagini, che si è ormai sostituito alla realtà, creando un mondo virtuale nel quale la distinzione tra vero e falso ha perso ogni significato. È vero ciò che lo spettacolo ha interesse a mostrare. Tutto ciò che non rientra nel flusso delle immagini selezionato dal potere, è falso, o non esiste.

Come l’immagine si sostituisce alla realtà, la visione dello spettacolo si sostituisce alla vita. I consumatori piuttosto che fare esperienze dirette, si accontentano di osservare nello spettacolo tutto ciò che a loro manca. Per questo lo spettacolo è il contrario della vita. Debord descrive in questi termini l’alienazione del consumatore: «Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio».

In una società mercificata, sostiene Debord, è la merce ad avere un ruolo centrale. Ogni merce promette il soddisfacimento dei bisogni, e quando arriva l’inevitabile delusione, dovuta al fatto che tali bisogni sono fittizi e manipolati, subentra una nuova merce pronta a mantenere la promessa disillusa dall’altra. Si crea così una concorrenza tra le merci, rispetto alla quale il consumatore frustrato è un mero spettatore.

Questo modello impregna di sé, ormai, tutta la vita sociale, divenendo il prototipo di ogni competizione, compresa quella politica. Questa si riduce alla competizione tra leader che vendono la propria immagine come una merce, e fanno promesse che non manterranno mai. Il tutto nell’assoluta passività e apatia dei “cittadini”.

Alle regionali siciliane Vittorio Sgarbi si presenta con un movimento «Rinascimento siciliano», insieme a Morgan e Giulio Tremonti, proponendo un trinomio decisamente piuttosto bizzarro, composto da vecchi arnesi della politica spettacolo, camuffati da nuova proposta rinascimentale.

La società è completamente dominata da immagini falsificate che sostituiscono la realtà, facendo scomparire qualsiasi verità al di là della falsificazione continua. Ciò determina una disincantata rilettura della storia, definitivamente sottratta a ogni finalismo e quindi anche della democrazia.

La finzione di democrazia è mantenuta in vita solo attraverso la costruzione di un nemico comune, il quale consente una falsa unità che ricopre la realtà della separazione gerarchica tra dirigenti ed esecutori. È questo il ruolo del terrorismo. «Questa democrazia così perfetta fabbrica da sé il suo inconciliabile nemico, il terrorismo. Vuole infatti essere giudicata in base ai suoi nemici piuttosto che in base ai suoi risultati».

La mondializzazione dell’economia è l’apogeo di questo processo che si distingue da ciò che l’ha preceduta per un solo elemento, ma d’importanza decisiva. «Il fatto nuovo è che l’economia abbia cominciato a fare apertamente guerra agli umani; non più soltanto alle possibilità della loro vita, ma anche a quelle della loro sopravvivenza». Si può quindi affermare che «l’economia onnipotente è diventata folle, e i tempi spettacolari non sono altro che questo».

Nella comunità la comunicazione prende la forma del dialogo e della discussione ai quali ciascuno può partecipare, condizione necessaria per prendere decisioni in comune. Questa comunicazione diretta è l’opposto di quella unilaterale dello spettacolo, nel quale una parte separatasi dalla totalità pretende di essere l’unica a parlare impartendo ordini che il resto della società deve limitarsi ad eseguire.

Per essere rivoluzionario, dunque, il proletariato dovrebbe riprendere coscienza del tempo storico, ossia del fatto che l’economia è il vero motore della storia. A questa presa di coscienza si oppone lo spettacolo che cerca di perpetuarsi diffondendo la finzione di un eterno presente che pretende di aver posto fine alla storia.

Jean Baudrillard  poi, altro acuto osservatore del postmoderno, ha illustrato la frammentazione dell’identità e l’immagine frammentata del mondo e dell’uomo, confezionata dai mass media contemporanei, i quali trasformano il mondo in una serie di pseudo-eventi di natura spettacolare.

Jean Baudrillard

Per lo spettatore dei media tutto si riduce ad apprezzare l’intensità e le sensazioni della superficie delle immagini, senza poter attivare in modo consistente meccanismi di identificazione e di proiezione nei confronti di personaggi e caratteri.

Baudrillard inizia con la critica polemica verso il capitalismo. Smantellate le grandi teorie che guardavano alla realtà come un sistema complesso ma ordinato e descrivibile (Idealismo o Positivismo), il presente diventa ora un insieme di segni. Oggi predomina una iperrealtà virtuale, fatta di segni e simulacri. (Simulacri e simulazioni, 1981)

 Ad essere messo in discussione è il concetto di realtà, non di verità, come spesso era accaduto in passato. Lo sguardo di Baudrillard che si proietta sul quotidiano è pessimistico, per non dire tragico e drammatico. La cultura produce qualcosa senza significato, e la sola branca del reale che è in grado di tenere in mano le sorti dell’uomo è l’industria, la società dei consumi.

I nuovi media hanno giocato un ruolo cruciale nella fabbricazione del significato o finto valore della realtà. Nel suo libro “Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?”1996, Baudrillard ha spiegato come la televisione abbia sostituito la realtà. Tutto ciò che vediamo attraverso lo schermo è una comunicazione artificiale, un reale contraffatto, che diventa la vera realtà.

Consideriamo Disneyland, Las Vegas, dove tutto è incastrato in un meccanismo di funzionamento invidiabilmente impeccabile, un mondo finto che però funziona alla perfezione.  Ci rechiamo volontariamente in tali luoghi perché attratti dalla spettacolarità magnetica della ri-creazione, della meraviglia, del simulacro.

Siamo assorbiti dalla manipolazione dei media, dei programmi informatici e delle psicologie commerciali. Qual è l’originale realtà per noi? Viviamo di segni e simulacri realtà virtuali o siamo in grado di coglierne  la differenza con criticità?

Viviamo nei non-luoghi, definiti così da Marc Augé nel libro” Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità“. Gli spazi privi di identità, relazioni e storia: autostrade,  svincoli e aeroporti, mezzi di trasporto, grandi centri commerciali, outlet, campi profughi, sale d’aspetto, ascensori … ecc ecc. Spazi in cui milioni di individui si incrociano senza entrare in relazione, senza entrare in contatto, senza discutere, parlare, guardarsi, dialogare … l’esatto contrario dell’agorà di Atene, culla della democrazia. Sospinti solo dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare viaggi e percorsi.

I nonluoghi sono prodotti della società della postmodernità, dove i luoghi della memoria sono  confinati e banalizzati in posizioni limitate e circoscritte alla stregua di “curiosità” o di “oggetti interessanti”. Le differenze culturali sono massificate, in ogni centro commerciale possiamo trovare cibo cinese, italiano, messicano e magrebino. Il mondo con tutte le sue diversità è tutto racchiuso lì.

I nonluoghi sono incentrati solamente sul presente, caratterizzato dalla precarietà assoluta dalla provvisorietà, dal viaggio, dal passaggio e da un individualismo solitario. Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita.

Nel film “The Terminal” di Steven Spielberg, il protagonista, Tom Hanks, un cittadino di un immaginario stato dell’Europa orientale atterra a New York e dopo aver scoperto che nel suo stato è avvenuto un colpo di stato, diviene improvvisamente un uomo senza nazionalità, e perciò impossibilitato sia a uscire nella tanto agognata New York, sia a fare ritorno a casa, quindi resta prigioniero e si integra perfettamente nel nonluogo.

I nonluoghi  sono presenti anche sulla moneta Euro, con l’effigie di edifici e monumenti privi di identità e di storia, a differenza delle immagini presenti sulla Lira di Caravaggio, Verdi, Montessori, Galileo, Marconi, Colombo … 

Gli utenti si accontentano della sicurezza di poter trovare in qualsiasi angolo del globo la propria catena di ristoranti preferita o la medesima disposizione degli spazi all’interno di un aeroporto. Da qui un paradosso: il viaggiatore di passaggio smarrito in un paese sconosciuto si ritrova solamente nell’anonimato delle autostrade, delle stazioni di servizio e degli altri nonluoghi. (Villaggio globale, Marshall McLuhan)

Il rapporto fra i nonluoghi e i suoi abitanti avviene solitamente tramite simboli, parole o voci preregistrate. L’esempio lampante sono i cartelli affissi negli aeroporti vietato fumare oppure non superare la linea bianca davanti agli sportelli. L’individuo nel nonluogo perde tutte le sue caratteristiche di cittadino e i suoi ruoli personali per continuare a esistere solo ed esclusivamente come cliente o utente.

Marshall McLuhan

Non vi è un riconoscimento delle classi sociali, come siamo abituati a pensare nel luogo antropologico. Si è socializzati, identificati e localizzati solo in occasione dell’entrata o dell’uscita dal nonluogo; per il resto del tempo si è soli e simili a tutti gli altri utenti/ passeggeri/ clienti/ consumatori che si ritrovano a recitare una parte che implica il rispetto delle regole.

La società che si vuole democratica non pone limiti all’accesso ai nonluoghi.  Farsi identificare come consumatori solvibili, attendere il proprio turno, seguire le istruzioni, fruire del prodotto e pagare.

Anche il concetto di “viaggio” è stato pesantemente attaccato dalla surmodernità: i grandinonluoghi” posseggono ormai la medesima attrattività turistica di alcuni monumenti storici.

Il più grande centro commerciale degli Stati Uniti d’America, il “Mall of America“, richiama oltre 40 milioni di visitatori ogni anno. Scrive il critico Michael Crosbie nella rivista Progressive Architecture: «Si va al Mall of America con la stessa religiosa devozione con cui i Cattolici vanno in Vaticano, i Musulmani alla Mecca, i giocatori d’azzardo a Las Vegas, i bambini a Disneyland».

Anche i centri storici delle città europee si stanno sempre di più omologando, con i medesimi negozi e ristoranti, il medesimo modo di vivere delle persone e addirittura gli stessi artisti di strada. L’identità storica delle città è stata ridotta a stereotipo di richiamo turistico.

Nell’Europa che tenta di fermare l’ingresso dei migranti, si crea un’ambivalenza dei nonluoghi: quelli dell’abbondanza, e quelli della miseria, come campi profughi, centri di detenzione dei migranti et similia. In essi però l’identità è pericolosa per chi ci si trova, poiché espone al rischio di espulsione o incarcerazione.

Zygmunt Bauman

Zigmunt Bauman è stato forse il pensatore, che ha meglio interpretato il disorientamento contemporaneo. Molti saggi di grande successo, a partire da Dentro la globalizzazione del 1998, o Modernità liquida del 2000, lo hanno decretato il guru del pensiero della postmodernità.

La modernità liquida, concetto fra i più noti del sociologo, ci dice che con la fine delle grandi narrazioni del secolo scorso sono finite anche le certezze del passato in ogni ambito, dal welfare al lavoro fisso, dalla sanità pubblica alle pensioni, la postmodernità le ha smontate tutte, dissacrandole e mescolandole a pulsioni nichilistiche.

L’unica comunità dell’individuo è diventata il consumo, la sua unità di misura l’individualismo antagonista ed edonista in cui nuotiamo tutti noi senza più una missione comune. (Amore liquido, 2003 o Vita liquida, 2005).

La fase che viviamo è propizia alla nascita dei populismi, che nascono dall’indignazione. Dagli Indignados ad Occupy Wall Street fino ai movimenti populisti europei, l’ordine costituito viene fortemente contestato, con istanze naturalmente diverse ma sempre antisistema.

La modernità poggiava sull’etica del lavoro, perché il capitalismo produttivo aveva bisogno di quadri dirigenziali, che facessero funzionare le industrie, fonte del proprio profitto, quindi c’era necessità di welfare, scuola pubblica, benessere per la collettività destinata a gestire le fabbriche

Al contrario la postmodernità esalta l’estetica del consumo, che trasforma il mondo in un immenso campo di sensazioni sempre più intense. Un mondo  spesso investito dalla pubblicità o dal venditore di turno. L’esasperazione della soggettività, trova anche  incredibili attuazioni tecnologiche come la realtà virtuale. (La solitudine del cittadino globale, 1999)

Bauman  in particolare nel libro Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida” del 2014,  parla di un approccio del tutto diverso rispetto alle strutture di potere. Jeremy Bentham e Michel Foucault avevano parlato di Panopticon,  inteso come carcere centralizzato che controlla migliaia di detenuti, e in cui bastano pochi agenti di sicurezza per la custodia, metafora evidente del potere centralizzato della modernità e del suo controllo sulla società  moderna.

Panopticon

Bauman invece parla di un modello di società in cui le forme di controllo assumono le fattezze dell’intrattenimento e dunque del consumo, in cui sotto l’attenzione delle organizzazioni transnazionali finiscono i dati le persone, o meglio le loro emanazioni digitali, i cui rischi più elevati sono la privacy, la libertà di azione e di scelta.

La novità postmoderna è che questo spazio del controllo ha perso i muri, e a dire il vero non occorrono neanche più i sorveglianti, visto che le “vittime” contribuiscono a collaborare al loro stesso controllo. Sono impegnati nell’autopromozione e non hanno gli strumenti per individuare l’aspetto oscuro nascosto sotto a quello seduttivo.

La globalizzazione è dunque un processo intimamente legato alle forze di mercato che ha ripercussioni su molti altri settori della vita, in pratica è una nuova forma d’imperialismo finanziario, impadronirsi dell’economia degli stati, della loro moneta e della loro sovranità.

Le forze economiche, infatti, hanno trasceso la dimensione nazionale, hanno perso ogni legame col territorio, dettano legge e non si prefigurano più come sistema produttivo dell’uomo per l’uomo, ma come sistema auto-referenziale, fine a se stesso.

Le corporation trasnazionali muovono in uno spazio extraterritoriale, volano sopra i confini dello stato nazionale, fino ad oggi strumento di rappresentazione delle identità sociali, eludendo ogni sorta di controllo politico e collettivo, ignorando le differenze economiche, politiche, culturali, etniche e religiose delle singole nazioni.

Il potere della globalizzazione economica è ormai senza volto e senza luogo, introduce la flessibilità come dogma e preannuncia l’incertezza delle esistenze, vissute nell’affannosa rincorsa per rimanere nella società dei consumi. Il potere ci tiene in scacco lasciandoci soli, levandoci qualsiasi capacità di autodeterminazione e programmazione futura.

Nascere in Italia 40 anni fa significava avere buone probabilità di vivere la propria vita in quegli stessi luoghi, avere la speranza di trovare un lavoro vicino a casa, di conoscere i propri concittadini, la possibilità di fare previsioni verosimili sul proprio futuro.

Oggi, si nasce in luoghi che mediamente vengono lasciati nella prima adolescenza, i giovani seguono  opportunità di lavoro fugaci, sempre più volatili ed evanescenti, i lavoratori vengono assunti in aziende che da un momento all’altro potrebbero delocalizzare.

Le spinte all’individualismo e alla competizione determinano questo stile di vita veloce che porta con sé nuova alienazione: quella dell’uomo e dei suoi rapporti. Per il cittadino globale la leggerezza e la velocità di spostamento sono caratteristiche fondamentali, meno vincoli si hanno e più si è pronti alla sopravvivenza nella selva-mondo virtuale, senza barriere né confini.

Anche le relazioni umane, dice Bauman, si adeguano e si plasmano sulla base di un consumo ipertrofico, sono sempre più numerose ma sempre più brevi e superficiali. E così, la nostra situazione affonda in un mare di indifferenza, che è l’unica arma di difesa valida a breve termine nei confronti dell’incertezza di ogni giorno.

Nella postmodernità è nata una nuova immagine di società, come spazio che racchiude una molteplicità di individui senza più alcuna cornice comune, sempre più uguali nei loro destini ma sempre più divisi e soli nelle proprie vite. Aumenta poi costantemente il divario tra la condizione dei poveri e quello dei ricchi.

Il populismo, in modo particolare il M5S, per quanto riguarda la situazione italiana, è quindi la reazione culturale e politica rispetto alle condizioni sociali drasticamente mutate nel tempo della postmodernità, dopo il golpe messo in atto dalla nuova classe sociale dominante, quell’aristocrazia finanziaria che mira a distruggere i diritti del lavoro, a proletarizzare la middle class, a desovranizzare gli stati, ad americanizzare l’Europa.

Data la potenza propagandistica dei media, riuscirà veramente a vincere le prossime elezioni politiche e a prendere il potere? Oppure sarà costretto inevitabilmente ad abbandonare istanze essenziali delle proprie battaglie, soggiogato dalla potenza della restaurazione liberista ?

 

Rosanna Spadini

FONTE: comedonchisciotte.org

28.09.2017

 

132 Commenti
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DesEsseintes
DesEsseintes
28 Settembre 2017 16:03

Ancora con la potenza propagandistica… Ma se pensate che la gente sia tutta composta da scemi che abboccano senza scampo cosa lottate a fare? Cercate di inventare qualcosa di nuovo…modalità di comunicazione (e infatti Grillo è uscito quasi dal nulla…e infatti Trump ha sconfitto tutti i media di America riuniti)…inventate ideali che non siano sempre semplificati come “onestà”, che potrebbe essere declinata in tante maniere diverse, più facili e più complesse… La “potenza propagandistica” funziona per determinate condizioni che sono il fatto che comunque conferisce un senso di appartenenza quale che sia. E allora cominciamo a svilupparne uno alternativo che di cose da fare in questo senso ce ne sono molte e nessuno ha nemmeno iniziato a sperimentarle. Tanto per dirne una: perché il M5S non ha un suo economista di riferimento? Forse lo è Minenna? E allora perché Minenna non apre un blog in cui parla alla gente come ha fatto Bagnai? Perché non lo si spinna, lui o qualche altro? Perché non esiste un filosofo del movimento, uno “tipo” Fusaro, giovane, elegante, che sappia parlare di argomenti complessi senza soggezione degli interlocutori? E tante altre cose anzi tantissime che però se non si fanno non è che uno… Leggi tutto »

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
28 Settembre 2017 16:09

Non esiste un filosofo del Movimento perché non esiste una linea politica del movimento, semplice.

La linea del M5S è sempre stata calata dall’alto da Grillo e Casaleggio senza possibilità di discuterla. E a cosa serve un filosofo se non si può discutere?

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
28 Settembre 2017 17:05

Tutte cose condivisibili, a parte l’accanimento contro i rimborsi elettorali (che preferiscono, il sistema lobbistico americano?).

Fondamentale il primo punto: le preferenze sui candidati vanno reintrodotte, anche perché solo così si giustifica la non sindacabilità dell’operato dei parlamentari, compresa la scelta di lasciare il gruppo di appartenenza. E si eliminerebbe la buffonata delle primarie.

Vista però la “democrazia” interna al movimento, ho seri dubbi che, al pari degli altri partiti, siano disposti a lottare seriamente per ripristinare le preferenze.

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 18:15

Hai scritto un bellissimo articolo e poi riveli di sostenere il M5S?
Mmm. Il M5S è il piano B di chi manovra il PD.

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 8:46

Questo non è un programma politico

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 18:32

Che profondità…rinuncio

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 8:52

– Divieto di prendere ordini ed istruzioni da ambasciate di Paesi stranieri, esteso ai partiti ed ai singoli esponenti di questi.

Aggiungano questo, altrimenti tutto si risolve in una specie di grande attenzione, giustificata ma controproducente se si risolvesse in unica finalità, all’argent de poche…..E poi bisognerebbe pensare a qualcosa di “politico”.

(Casanova fu rinchiuso nei Piombi a pane ed acqua, da un governo che sapeva come fare politica, per i suoi rapporti, pur di carattere ‘molto personale’, con l’ambasciatore francese!)

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
28 Settembre 2017 16:37

Figurati se non mi davi la risposta preregistrata… 😀

Cito:

“da quello che ricordo poi Bagnai si è schierato apertamente con la Lega, quindi non vedo come potrebbe diventare l’economista di riferimento del MoV”

Sveglia…NON, ripeto NON, ho scritto che Bagnai deve diventare il vostro economista di riferimento.
Magari se ogni tanto provi anche a leggere quello che un scrive prima di far partire il disco preregistrato, sì?

Ricito:

“e Fusaro è un filosofo indipendente da ogni istanza politica”

Risveglia…NON ho detto che deve essere Fusaro, trovatene un altro.
En passant ricordo che Fusaro ha criticato il movimento proprio perché non ha un filosofo di riferimento quindi vedi un po’ tu.

Siete come i rappresentanti sindacali dei confederali, piagnucolate per accattarvi la gente e poi vi domandate come hai appena fatto tu:

“Oppure sarà costretto inevitabilmente ad abbandonare istanze essenziali delle proprie battaglie, soggiogato dalla potenza della restaurazione liberista ?”

La “potenza della restaurazione liberista”!!!
La “potenza propagandistica”!!!

Sindacalisti di quelli vecchio stampo…uguali…

E’ un movimento con un buon vertice che però non si fida della base.
Secondo me sbaglia ma evidentemente qualche motivo ce l’ha…

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
28 Settembre 2017 17:04

Niente…non leggi e impapocchi come i sindacalisti.
Se hai qualche annetto ci scommetterei su sta cosa che stavi al sindacato…

E Buttafuoco che diavolo c’entra non si sa…tanto per citare dei nomi come riempitivo che nel polpettone ci si mette di tutto…

Hai scritto un post dicendo che la potenza (la POTENZA) della restaurazione (Metternich, gli Asburgo, lo Tzar e il re di Prussia) insieme alla POTENZA della propaganda (Goebbels, Starace e il KGB) potrebbero portare il movimento ad abbandonare le proprie istanze facendosi SOGGIOGARE?

Ecco io ti dico che è un post stranissimo che può significare solamente una cosa: tu Rosanna hai molti dubbi.

Quindi io ti ho detto cos manca al movimento e cioè delle figure di riferimento fra operativi (economisti, esperti di finanza, avvocati etc) e intellettuali (filosofi, artisti etc) e UNA LINEA PRECISA che quelle persone di riferimento dovranno divulgare IN CONTATTO DIRETTO CON LA GENTE.

Tu sindacalisticamente dai un colpo al cerchio, uno alla botte e tiremm innanz…

Mi fai venire in mente, spero di no, che qualcuno si stia augurando di non vincerle queste elezioni…

Poi di incognite pronte a far saltare il tavolo ce ne stanno moltissime…speriamo in quelle…

Glock
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
29 Settembre 2017 22:08

Dietro alle pseudo “proposte” grilline c’è una sola logica: ridimensionare la democrazia rappresentativa e creare spazi di democrazia diretta. L’idea di spazzare via l’attuale classe politica non è sbagliatissima, ma poi il M5s mi cade sulla proposta alternativa: il Web. Quelli che criticano gli esponenti del M5s perché impreparati, ingenui e incompetenti non hanno capito una cippa di quel che c’è in ballo davvero. Quando Grillo ci fa vedere gli eletti del M5s e parte con la sua solita manfrina:”guardate che facce…” Intende mostrare il volto del Web, intende dirci che vogliono portare i livelli decisionali alla portata di chiunque utilizzi Internet. Diversamente dagli altri partiti (di destra, sinistra, centro), il M5s non ha una “linea politica” ma solo un principio: NOI FAREMO QUELLO CHE VOLETE VOI, QUELLO CHE CI CHIEDERETE VIA INTERNET. Per questo il M5s , per esempio, non ha una posizione sull’Euro: le ha tutte e due. Diversamente dagli altri partiti che vi chiedono voti per il loro progetto, il M5s vi chiede voti perché abbiano voce i VOSTRI progetti che, però, sono i progetti della Rete. Bagnai non potrà mai essere organico al M5s, ma non perché “sostiene la Lega” (cosa peraltro opinabile), ma perché è… Leggi tutto »

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Glock
29 Settembre 2017 22:23

Sono abbastanza d’accordo.
Quello che secondo me è un grave errore è che il M5S non ha coltivato il rapporto diretto con la base fornendosi di intellettuali all’altezza pronti a dialogare direttamente con il “popolo”.

Bisogna vedere: se fanno intorno al 25% è un risultato positivo, troppo sotto dovrebbero ripensare la strategia.

Comunque metà lavoro lo hanno fatto in maniera splendida e certamente li voterò.

Fedeledellacroce
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
30 Settembre 2017 0:22

Finalmente un commento sobrio e senza insultare nessuno.
Continua cosí e forse continueró a leggere i tuoi commenti.
Ma, fattelo dire, a volte sembri una vecchia zitella acida che se non se la prende con qualcuno si sente inutile

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Fedeledellacroce
30 Settembre 2017 6:23

Ma qui si viene proprio per fare le cose in maniera diversa da come le fai nella real life, non ti pare?
Non solo siamo tutti in maschera ma per me che esagero consapevolmente ce n’è una grande maggioranza che nemmeno si rende conto della propria idiozia.

E sí…io qui vedo tanta stupidità, ma tanta…un concentrato di quella attitudine vittimista e gaglioffa che ha caratterizzato in generale l’Italia e in particolare le organizzazioni sindacali.

Comunque mi dispiace che tu mi legga e per invogliarti a smettere ti blocco

Deheb
Deheb
Risposta al commento di  Glock
29 Settembre 2017 22:58

Forte!!!
Sillogismo: (l’ho imparato su wiki)…
-Se il M5S fa quello che vogliono le persone della rete
-(ma) le persone della rete sono state plasmate da decenni di propaganda (eufemismo)
-allora il M5S segue il volere della propaganda (propagande è meglio, plurale)
Oggi si, domani no, dopodomani forse ma senza esagerare, quanto basta.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 17:30

“pescare in un deserto privo di personalità di spicco.”

Ecco, “pescare” non mi piace…vuol dire che la “pastura” non è buona a sufficienza, perchè ?
Come si potrebbe rendere migliore ?
Qualcuno se l’è chiesto ?

p.s.
Perchè Menenna e non Galloni (visto che Bagnai ci definisce “ortotteri”) ?

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  fastidioso
29 Settembre 2017 22:28

Galloni è un ciambellano, forse un gran ciambellano.
Ecco…di quello posso parlare come solo un paio qui possono o potrebbero fare…quindi ti dico che di Galloni puoi dire che ha scritto cose interessanti ma per quanto riguarda la sua reale posizione politica non puoi dire niente di niente. Di niente.
Fidati.

pincopallo
pincopallo
Risposta al commento di  DesEsseintes
30 Settembre 2017 12:46

Di Maio e Di BAttista si compensano vicendevolmente.
Gratteri alla Giustizia sarebbe fantastico (i timpani a qualcuno scoppierebbero :-)) !
E agli esteri ?

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 8:57

Bagnai non si è mai schierato con la Lega, ha solo detto che è l’unico partito che sostiene con chiarezza che l’euro è un disastro. Argomento accuratamente evitato, ormai, dal M5S (e ti credo).

feaniris
feaniris
Risposta al commento di  DesEsseintes
28 Settembre 2017 23:41

Non può esistere nulla in questa fase terminale nichilista dell’individualismo. Le radici di questo male partono nel Rinascimento italiano e muoiono oggi. L’uomo per la prima volta nella storia ha creato uno Stato non spirituale, quindi generato come aborto. E ora ci si lamenta se impazzisce nella follia. Si aprirà necessariamente una nuova epoca, quella della fede. Sono tempi interessanti i nostri.

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
29 Settembre 2017 7:46

Non è che la gente sia sxema ed abbocchi. La propaganda compie operazioni efficaci perché invisibili a chi le suisce. E’ come una malattia che avanza senza sintomi.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
29 Settembre 2017 8:24

Ecco ma se lo capisci tu come mai pensi che non lo capiscano gli altri?
Quanti siamo qui su CdC?
Ce n’è uno che ammette di cascarci in quei messaggi nascosti?
No.
E allora continuare a ripetere che c’è la invincibile “POTENZA” mediatica che ahimè ci sovrasta è una balla che ha pure rotto le scatole.

Abbiamo tutti i mezzi per opporci e tutti i mezzi per essere altrettanto persuasivi basta che accettiamo di comprendere che dobbiamo valutare anche altre strategie.

Scegliendo Di Maio come candidato premier secondo me si è stati troppo prudenti, Rosanna se ne è accorta e mette subito le mani avanti attribuendo l’eventuale fallimento alla “POTENZA della restaurazione” e alla “POTENZA propagandistica”.

Sciocchezze da quattro soldi.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
29 Settembre 2017 17:35

Abbiamo…

CHI, QUANTI SIAMO ?

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
29 Settembre 2017 18:13

Credo che tu sottovaluti la potenza della comunicazione di massa, di cui non ci accorgiamo perché nessuno ne fa studiare le strategie. Io conosco alcuni meccanismi perché ho dato un esame di semiotica all’università. Alle scuole superiori si dovrebbe fare, ma i docenti di italiano non se la sentono mai…
Con rispetto parlando, forse neanche tu riusciresti a capirne i meccanismi. Il più simpatico test che viene proposto è il seguente: è la festa della mamma, un ragazzino torna a casa e vuole farle un regalo. Nella vetrina della pasticceria c’è una torta con la scritta di glassa “Alla mia cara mamma”. Il ragazzino tutto contento la compra e la regala.
In questo raccontino si è verificata una drammatica ingiustizia, che spiega uno dei meccanismi della propaganda dei mass media.
Pensateci, così capirete di cosa parliamo.
Io non ce l’avevo fatta a rispondere.
Spero di aver dato un contributo.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
29 Settembre 2017 18:29

Che io non capisca i meccanismi di un testo soprattutto di una pubblicità, con rispetto parlando, credo che sia un po’ difficile. Se mi fai il quizzettino così non lo so, ci provo e poi vediamo ma alla lunga ci arrivo prima io degli altri. L’importante – e l’ho detto seimila volte – è che si stabilisca un “discorso” perché devi sapere che le domandine sono antipatiche. I discorsi invece sono sempre interessanti. Con tutti. Sempre con rispetto parlando, per carità. Intanto mi dici cosa succede di semplicemente folle qui dentro https://www.youtube.com/watch?v=bB9KnnL_NP0 Ma qui non è difficile per quanto pazzesco Piuttosto, tu hai capito che significa “No Alpitour”, vero? Ma anche questa è facile visto che è presente tale e quale anche se con parole diverse nella maggior parte della pubblicità. Perché tu avendo fatto ben “un” esame di semiotica (1) avrai capito che la pubblicità non ha come primo scopo propagandare il prodotto ma ne ha un altro molto più generale, sociologico e politico, giusto? E lasciamo da parte Packard che è a livelli elementari. Per quanto riguarda il quiz non ho capito se è un film, una scena senza una finalità precisa o una pubblicità. Se si trattava… Leggi tutto »

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
29 Settembre 2017 20:23

Eh, che livore, non volevo assolutamente fare un quiz, era una riflessione…io non stavo parlando di te in particolare, che hai sicuramente ottime conoscenze, ma della massa (con rispetto parlando), che non è in grado di decifrare le strategie di comunicazione, semplicemente perchè sono occulte. Packard è tutt’altro che banale, sebbene vecchiotto.
Comunque, non ti offendere, ma non hai azzeccato. L’esempio della torta (inventato, non è uno spot o altro) ci dice che la comunicazione di massa ti mette in bocca le parole e le idee che ha deciso il mittente (Il bambino per fare gli auguri alla mamma non può che dire “Alla mia cara mamma”, frase decisa da altri). Per dirla con Barthes: ri fa diventare prigioniero di un linguaggio, imposto da altri, come bene si sono accorti in molti a proposito delle parole “populista”, etc.
Ora vado a vedere questo link di youtube, grazie.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
29 Settembre 2017 20:32

Il livore dove lo vedi scusa?
Leggi tranquillo e non farti venire le traveggole

Quanto al quiz a me sembra di aver detto una cosa molto simile sai?
Solo che non te ne sei accorto… 😀

Fai un respiro, leggi meglio e vedi che ho scritto (copincollo):

“che è il momento della vendita/acquisto della torta insieme allo stesso fatto di presentarla colorata e con la scritta (su quest’ultimo punto non mi dilungo per brevità)”

Ho citato la scritta, come mai non te ne sei accorto?
E’ una cosa scritta in due secondi, erano accenni e personalmente non sono d’accordo con Barthes che è vecchiotto.
Linguaggio non è solo le parole ma le modalità di relazione che secondo me contano, ci sei?

Ma tu hai fatto un esame di semiotica… 😀

No, non c’è livore. E’ che scrivi in una maniera un po’ sciocchina e non te ne rendi conto quindi invogli.

Tipo

“Con rispetto parlando”

“Comunque, non ti offendere”

non so se è chiaro…temo di no… 😉

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
30 Settembre 2017 9:17

Ok, scriverò in maniera più diretta (ma “con rispetto parlando” l’hai scritto anche tu). No: con la tua precisazione dimostri che non avevi capito l’esempio della torta. Infatti non hai fatto mai riferimento al contenuto della scritta e alle politiche del discorso, mi hai rifilato la solita superc…sui consumi, pubblicità, esproprio…bla bla… E tu di esami di semiotica quanti ne hai dati? Quanto allo spot della Giulietta (ma perché sempre la pubblicità?) ciò che è percepibile (cioè che non conta un tubo) è una identificazione della vettura con la donna (che mi pare abbia figliato non poco) a partire dal nome del modello; tutto ciò con la voce maschile di sfondo, impositiva/elargitiva (cioè tutto ciò è possibile a partire dall’iniziativa del maschio, rispetto al quale la donna risulta quindi avere una indipendenza/libertà concessa e paradossalmente vincolata). Se invece mi colloco dal punto di vista della scienza, il messaggio dello spot è che si è NORMALI se si vive con status symbol di classe, ma moderni-aggressivi-politically correct (più o meno, siamo sempre al’lesempio della VW Golf). Ho scritto in stampatello “normali” perché la comunicazione di massa tende a creare una pseudo-natura, processo invisibile (è la grande legge dei media). Sull’Alpitour proprio… Leggi tutto »

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
30 Settembre 2017 9:52

Ti invito a leggere con più attenzione. Ultima volta anche perché ho capito che quando non hai più argomenti ti incaponisci Copincollo quello che ho scritto: “ma il fatto che per l’espressione del suo affetto viene imposto come necessario un intermediario che è il momento della vendita/acquisto della torta insieme allo stesso fatto di presentarla colorata e con la scritta (su quest’ultimo punto non mi dilungo per brevità)” “necessario un intermediario”, ok? L’intermediario come “ho scritto” opera anche a livello linguistico (la scritta) e iconografico (ho parlato dei colori) determinando l’immaginario (determinando l’immaginario). Capisci che è la stessa cosa solo che ovviamente io qui la devo dire in due parole e dal “mio” punto di vista che non è quello di Barthes (che hai citato). Barthes è noto (a te no, ma è noto) per le sue “bévue” ossia sciocchezze come in “Z”, il saggio su “Sarrasine” di Balzac. Io non condivido il suo punto di vista e la vedo secondo il “mio” ma il punto di partenza è uguale (se leggi con attenzione e rifletti sulla parola “intermediario”) Siccome avevo scritto prima: “se fosse una pubblicità” avevo sottolineato l’aspetto della mercificazione. Su Giulietta e Alpitour ti suggerisco di lasciar… Leggi tutto »

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
30 Settembre 2017 10:35

Non è la stessa cosa.
Non è questione di intermediario. E’ questione di imposizione.
L’intermediario potrebbe svolgere una funzione neutra. Nei mass media non lo fa: esso PRESCRIVE senza dichiararlo. E’ questo il punto.
Allora, sono curioso: che c’è di interessante nello slogan “NO ALPITOUR”. E per la Giulietta?
E’ inutile che sbnobbi gli autori di riferimento: LORO hanno svolto ricerche e studi sui mass-media. Se sbagliano, scrivi loro una mail. L’esempio della torta è di Caprettini, è ancora vivo.
Caso mai digli poi quanti esami di semiotica hai dato, perché ancora non ce lo hai detto.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
30 Settembre 2017 10:44

Oddio che palle quando fate così…

Scrivi:

“Potrebbe avere una funzione neutra”

Il punto che ti ho scritto è che non ce l’ha neutra per costruzione.
Ossia e questa è la differenza con un’analisi strutturalista tipo Barthes:

la chiave del ruolo dell’intermediario, per capire se inevitabilmente diventa lui colui che determina l’immaginario e i termini dello scambio (comunicazione/commercio) è la posizione di potere dell’intermediario che opera la comunicazione rispetto a chi la recepisce o utilizza.

Ho scritto (se hai letto):

“ne espropria il bambino”

PS: Più di uno tranquillo e non solo di quello.

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
30 Settembre 2017 11:22

Questa risposta non mi è chiara, forse per qualche errore ortografico.
Che non l’abbia neutra per costruzione l’ho detto anch’io, ma i destinatari normalmente non lo sanno, perciò è scontato che cadano vittime del processo comunicativo.
“Espropriare” significa togliere, il problema qui è un “mettere”. Se intendevi altro, direi che c’è un problema di chiarezza espositiva
La parola che infatti più spesso Caprettini utilizza per spiegare questo esempio è “attribuzione”, che poi diventa “azione offensiva” mediante un discorso che sembra testo, ma non è testuale (ma non lo si dice).
Lo strutturalismo è certamente uno dei possibili punti di vista, ma cakkio se ci hanno preso. Infatti Barthes con il suo sgangherato metodo fu tra i pochi a credere nell’innocenza di Dominici e a denunciare la follia del colonialismo francese. Non male.
Allora parto con Alpitour o cosa? La compro ‘sta Giulietta?

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
30 Settembre 2017 11:46

Stai facendo una confusione totale e non te ne rendi conto. Ultime notazioni ma non voglio troncare di punto in bianco. Se ti interessa apri un thread nel forum perché in home si è costretti a essere troppo sommari. Se vuoi sono a tua disposizione altrimenti va bene cosí. Esporpriare e mettere. Scusa, con tutto il rispetto (e non voglio offenderti…) come fai a uscirtene con una sciocchezza simile? Che significa “lo espropria” ossia “a che fine” lo espropria? Per impedirgli di diventare “produttore” e costringerlo a comprare/accettare i suoi prodotti (anche quelli puramente culturali che non sono tecnicamente in vendita). Quindi nei termini un po’ arrangiati in cui ti esprimi, espropriandolo della possibilità di produrre, l’ “intermediario” si conquista la possibilità di “mettere” (parola tua che io non avrei usato) i concetti, le idee, i desideri e le forme per esprimerli nel bambino/fruitore. Il che – attento – è esattamente “No Alpitour…ahi ahi” o anche (identico) “Gigante pensaci tu”. Quindi quella “ingiustizia” di cui hai parlato si verifica solo quando chi comunica o chi si intermedia in una comunicazione riesce a stabilire un rapporto da superiore a inferiore con il “fruitore” (o anche a convincerlo di sue incapacità come… Leggi tutto »

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
30 Settembre 2017 12:18

Andrò per punti:
1) “termini un po’ arrangiati” potrebbe essere offensivo, ma non mi offenderò. Semplicemente, non mi pare vero, anche perchè sono i termini di Caprettini, essenzialmente;
2) sulla questione esproprio, per la spiegazione del quale nel tuo ultimo commento mi pare ci sia qualche deriva concettuale, siamo d’accordo che sussista e che sia il passo che precede l’imposizione del linguaggio, ci mancherebbe. Io però stavo sull’esempio della torta per mettere in evidenza questo secondo aspetto (l’esempio è pensato per questo);
3) sul’esempio Alpitour, credevo mi chiedessi di cercare oltre l’aspetto del rapporto “superiore/inferiore”;
4) lo strutturalismo ha limiti come tutte le prospettive, ma ha funzionato e funziona bene, e ha il merito di svolgere un’analisi sull’aspetto più problematico della comunicazione, cioè quello dei suoi meccanismi invisibili;
5) sulla Giulietta hai ragione soltanto se ciò che c’è di strano è percepibile e io non l’ho fatto, ma per i mass media il problema non è quello. Se qualcosa si vede, il problema sta di sicuro altrove. Comunque lo riguardo.
Sul thread vediamo…

WM
Admin CDC
Risposta al commento di  emanuele_valla
30 Settembre 2017 13:14

Vi avviso che questa sfilza di commenti fuori tema, da quello del “quiz” in poi, saranno cancellati a breve, quindi evitate di continuare su questa riga, per favore.
Se volete discuterne aprite un thread nel forum.
Vi avviso solo per darvi il tempo di salvarvi da qualche parte i vostri commenti, se ritenete di non volerli perdere.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  WM
30 Settembre 2017 15:40

Sí, devo copiare qualcosa perché sennò poi “qualcuno” nega di aver detto certe sciocchezzuole!!! (Sciocchezzuole giovanili e ampiamente perdonabili)

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
30 Settembre 2017 15:32

Ecco, te lo avevo appena detto…
Adesso ce lo dice pure il simpaticissimo webmaster.
Io sono a tua disposizione se apri un thread nel forum.
Se non vuoi non c’è problema.

Nel caso rifletti un attimo sul motivo per il quale hai aperto parlando di “ingiustizia” e poi si è scoperto che l’ “ingiustizia” non c’entra un piffero e hai cambiato parola.
E non te ne sei nemmeno accorto…

Fai confusione perché non hai ancora imparato a muoverti da solo sulle tue gambe.

Se decidi continuiamo altrove.

Stammi bene

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
30 Settembre 2017 18:22

Si cominci pure questo thread, ma non so come si faccia.
Sia chiaro però che non accetto atteggiamenti paternalistici. Io non li ho mai adottati. Se qualcuno li ha percepiti nell’esempio della torta, me ne scuso, ma non era mia intenzione.
Fatemi sapere

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  emanuele_valla
30 Settembre 2017 18:35

Scrivi al WM e chiedi di iscriverti al forum (se non hai già l’accesso) poi apri il thread (in tema con la torta e con il linguaggio, ovviamente).
C’è il pulsante “nuova discussione”

Quanto agli atteggiamenti paternalistici evidentemente ti sfugge il significato di frasi (tue) come

“Con il dovuto rispetto”

“Comunque non ti offendere ma…”

Quello però non lo studi all’università, te lo spiegano papà e mamma.

Se sei interessato a creare insieme un discorso a me va benissimo, parlo con chiunque abbia qualcosa da dire che, per favore, non sia il fatto di ripetere lezioncine a memoria.

PS: sei nuovo qui, ma è “da qualche tempo” che “ogni tanto” scrivo che il potere si esercita impadronendosi del monopolio dei codici linguistici.
Cioè Alpitour.

Leggo adesso che mi hai scritto:

-“Con dovuto rispetto” lo hai scritto anche tu

Esatto, l’ho scritto perché lo leggessi anche tu riferito a te, nell’inutile tentativo che ti rendessi conto che è un linguaggio irritante.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
29 Settembre 2017 16:55

“Tanto per dirne una: perché il M5S non ha un suo economista di riferimento?”
Perchè non hanno le idee chiare neanche loro!

Ad esempio, sull’euro sono ancora per il referendum come se decidere per il “si” o per il “no” sia come andare al mercato e comprare un “cibo” tanto per provare: se non mi piace non lo compro più !

PietroGE
Utente CDC
28 Settembre 2017 17:48

Articolo interessante con molta carne al fuoco. Qualche nota che mi è venuta in mente leggendolo : -Il presupposto per la società dello spettacolo è la distruzione delle identità e del concetto di popolo. La massa frammentata e individualizzata può diventare di conseguenza un insieme di spettatori, così come il dialogo e la discussione una collezione di frasi fatte e slogan adatti al momento. Non deve meravigliare, dato che anche la storia è divenuta narrazione accettata passivamente anche da coloro che la studiano come professione. -Giustissimo : la finzione di democrazia ha bisogno di un nemico, ma non è il terrorismo islamico, è quello che sprezzantemente viene chiamato populismo. -L’economia globalizzata non ha fatto guerra a tutti gli umani perchè centinaia di milioni di persone del terzo mondo hanno visto aumentare il loro tenore di vita anche se da livelli di fame. Purtroppo è stata a somma zero o quasi, quello che hanno guadagnato loro lo abbiamo perduto noi. E poi, è davvero l’economia il motore della storia? -Tutta questa realtà virtuale mi ricorda il film Westworld con Yul Brinner nel ruolo del robot. -Il mondo post moderno ha bisogno solo di consumatori e quindi non bisogno di una scuola… Leggi tutto »

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
29 Settembre 2017 17:40

“una scuola capace di insegnare cultura e spirito critico”
Per dirne una, a cominciare dalle elementari, quando comprai uno zainetto senza pretese e non pubblicizzato dalla “scatola” per poco non divorziavo dalla consorte (oltre a farmi nemico il pupo…- i miei compagni mi prendono in giro -…)

gilberto6666
Utente CDC
28 Settembre 2017 18:40

Ho letto tutto d’un fiato questo scritto, come rare volte mi capita, trovandolo bellissimo e in sintonia perfetta con quanto “avverto”anche istintivamente fin da ragazzino. Stesso percorso, con l’autrice ben più acculturata e capace, anche in termini espositivi, del sottoscritto, ma con approdi diversi. Spero di sbagliarmi, di avere preso una cantonata sui Cinquestelle, di dovere chiedere scusa alla Spadini, ma resto convinto che il Movimento dovrebbe vedere la stessa a contrastarlo, in quanto espressione massima e sofisticata dei suoi e “nostri” avversari.

ton1957
ton1957
28 Settembre 2017 19:27

Ottimo articolo, ma di postliberale e di populismo non trovo più traccia nelle nuove leve M5S……da Torino e da presente al comizio di Grillo dello scorso millennio, non v’è più traccia di nulla e di sconvolgente per il regime liberale in atto, tutto sparito o ampiamente rigirato come una frittata…….la nostra sindaca appare ogni giorno di più come erede spirituale di Fassino/Chiamparino (probabilmente hanno lo stesso burattinaio a tirare i fili)…..il Di Maio mi appare come il solito “violino” buono solo per segnare i nomi dei buoni e dei cattivi alla lavagna……..se questo è un rivoluzionario, come diceva Primo levi………lasciamo perdere e non perdiamo neppure tempo per andare a votare…….la politica grillina è postmoderna, virtuale da e per un sito web o è reale?……perchè se è reale, necessita metterci la faccia e la testa nelle piazze e prendersi anche qualche manganellata…..o si pensa che i potenti si fermino perchè è arrivato grillo o perchè li si insulta virtualmente in un sito web.

ton1957
ton1957
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 9:05

Rosanna, con tutto il dovuto rispetto e la simpatia che ho per te………ma io ho 60 anni……siamo qui a scherzare, a far chiacchiere ed utopie, a passare il tempo o si vuole veramente abbattere un regime non solo a parole ma con i fatti ?…..i regimi non possono essere abbattuti senza rivoluzione e manganellate…..se di prendere manganellate nel M5S, nessuno ne ha voglia, a cosa serve il movimento ? a dare un posto di lavoro, in parlamento, a qualche disoccupato ?

ton1957
ton1957
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 13:08

Probabilmente hai ragione, ho male inteso gli intenti del movimento, ne prendo atto e smetto di votarlo e supportarlo, di rivoluzionario non ha nulla se il suo fine ultimo è il rispetto delle istituzioni lobbistiche e mafiose (in cosa di distingua dalla lega non lo comprendo, ma ha poca importanza) pero se mi si cita Marx o non lo si è letto o non lo è si compreso…oppure anche voi lo state tirando per la giacchetta per portare a casa voti di sinistra…….rivoluzione e marxismo viaggiano di pari passo, non si può citare Marx e nel contempo rispettare le istituzioni capitaliste…..la prima onestà a da essere quella intellettuale che è imperitura, le altre se ci sono è un bene altrimenti pazienza….. ed il sistema non si cambia con i figli dei fiori versione postmoderna e con qualche spinello libero (già visto in passato)………strana generazione la vostra che non vuole sporcarsi le mani e non vuole lottare ma che si accuccia sotto il padrone implorante di qualche “coccola” o di un contratto a chiamata, generazione precaria postmoderna che sà lottare solo virtualmente……direi che dal 68 ad oggi le università hanno fatto un eccellente lavoro di lavaggio del cervello e di demonizzazione… Leggi tutto »

pincopallo
pincopallo
Risposta al commento di  ton1957
29 Settembre 2017 17:48

“andranno al potere (giustamente) con il 5/10%,”

Cambieranno la Costituzione, imporranno la poligamia ed il burka.
Le donne resteranno a casa e ci saran più posti di lavoro!

Suma bin cciapàààààààààààà !

SanPap
Utente CDC
28 Settembre 2017 20:32

Che corsa a perdifiato ! Interessante Il programma del movimento c’è e lo può leggere chiunque; quello che non sono stato in grado di trovare è la “visione” del mondo, o più modestamente dell’Italia, del M5* Ci sono tante proposte, alcune veramente minime, che convivono con altre di complessità estrema, utopistica. Sembra la preparazione della valigia prima di un lungo viaggio: nella valigia ci mettiamo i calzini di lana o quelli di seta, le t-shirt o le camicie di flanella; ci portiamo le pinne o gli sci; la moto d’acqua, la bicicletta o il gatto delle nevi. E difficile rispondere se non sai dove vuoi andare e il rischio è di caricarsi di cose che non servono, ingombranti, contraddittorie. Quello che mi aspetto di trovare nel programma sono cose del genere: – l’obiettivo del M5* è riconquistare la sovranità nazionale perduta. La riconquista passerà attraverso: – il rigetto dell’EURO – il rigetto di tutti i trattati internazionali stipulati da governi non liberamente eletti dai Cittadini italiani – il ripristino della Banca Centrale d’Italia che curi l’emissione di una moneta sovrana (il nuovo nome se necessario sarà individuato tramite una votazione onLine a cui potranno partecipare tutti i Cittadini italiani) –… Leggi tutto »

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Rosanna
28 Settembre 2017 21:42

Non è che avrebbe avuto qualche possibilità..,avrebbe stravinto già da qualche anno…solo che ci vogliono degli intellettuali che abbiano la capacità di fare da figure di riferimento CHE DIALOGHINO CON LA GENTE…

Invece ve la prendete con la base…la sindrome della Carla Cantone colpisce anche i quadri intermedio-bassi del M5S… 😀

pincopallo
pincopallo
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 17:52

“stiano aspettando solo il momento opportuno per trovare un’applicazione concreta.”

Intanto, annunciarle in modo FORTE E CHIARO non è che farebbe male…
Vabbehhhhhhhhhh, io son sordo…

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 9:27

Cioè il M5S prima tenterebbe di vincere con temi accettabili per i cittadini e poi passerebbe al’azione, che so, contro l’euro?
Strategia comprensibile (ma un po’ antidenìmocratica), ma non ci credo.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  SanPap
28 Settembre 2017 21:31

Però…sono d’accordo…strano…
Aggiungerei che la ricerca deve essere di Stato affidata all’Università e le aziende si mettono in coda sganciando più che possono per avere la possibilità di usare per prime i nuovi risultati.

Visto che ti intendi di bambini che si risvegliano improvvisamente…mi sai dire anche perché la gente su queste questioni dorme?

Se poi si aggiunge lo Standard Retributivo Europeo abbiamo un mondo che cerca davvero di inventarsi il nuovo…però…nessuno lo vuole il nuovo…ci sarà un motivo immagino…

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
29 Settembre 2017 0:12

Ricerca: si certo si può migliorare in mille modi, io stesso non ho scritto tutto quello che ho in mente per evitare che diventasse troppo lungo certamente sai che all’epoca della fondazione di Roma si praticava il rito del ver sacrum, a primavera alcuni giovani, diventati adulti, lasciavano la casa natia e si avventuravano nel mondo a fondare nuove comunità; erano tutti maschi e per fondare nuove comunità avevano bisogno di donne, e se le procuravano con le buone o con le cattive; un ricordo di questi avvenimenti è il Ratto delle Sabine; ora, tu vedi giovani a cui mancano le donne ? Ovviamente è una frase scherzosa, ma lo diventa di meno se al posto di “donne” metti “stimoli a lasciare la vita facile in famiglia”: perché sbattersi tutto il giorno quando c’è qualcuno che lo fa per te ? Perché mettersi in gioco ? Il nuovo ? Il nuovo è pieno di incognite, ne sa qualcosa Buddha che appena uscito dalla reggia paterna ha scoperto la malattia, la vecchia, la morte. Gli ci sono voluti molti anni per riprendersi. Nell’elenchino che ho scritto le banche commerciali si dovrebbero occupare anche del sociale: sostenere la famiglia, mediante mutui a… Leggi tutto »

Glock
Utente CDC
Risposta al commento di  SanPap
29 Settembre 2017 22:25

Se il M5s diventasse esplicitamente sovranista (sintetizzo ai massimi), perderebbe metà degli aderenti e metà dei voti, perchè il M5s è per metà europeista e per metà antieuropeista. Anzi, no, un terzo europeista, un terzo antieuropeista e un terzo indifferente. La sua posizione è: decidete voi. Mi ricorda un po’ Mubarak, l’ex presidente egiziano, che si presentava (da solo) alle elezioni con due piattaforme, una di destra e una di sinistra. Gli elettori decidevano. Votando per lui, ovviamente.

emanuele_valla
Utente CDC
Risposta al commento di  SanPap
30 Settembre 2017 9:29

Meno male che c’è chi ha le idee chiare

gix
Utente CDC
28 Settembre 2017 21:44

Anche se la società postmoderna ci spacciasse la verità ultima delle cose, dell’esistenza stessa, tramite media, immagini, spettacolo, consumi e ogni mezzo possibile di intrusione nella sfera individuale, è possibile che non abbia tenuto sufficientemente conto di alcuni limiti banali della personalità umana. Il problema infatti, una volta generato il caos derivante dalla mancanza di riferimenti certi e facilmente riconoscibili, non è tanto la verità di quello che il sistema ci propone e ci mostra, quanto la sovrabbondanza, la superfluità di stimoli, informazioni, cose, persone, fatti e avvenimenti che un essere umano può gestire con adeguato discernimento. A meno che il fine ultimo non sia proprio quello di mandare in confusione il singolo, annichilendolo con una miriade di sollecitazioni alla fine sostanzialmente inutili anche se veritiere, lo stesso dovrà per forza reagire con l’indifferenza che viene giustamente citata nell’articolo. Qualunque essere umano in fondo nella sua esistenza vive in una sfera di interessi, di rapporti e di collegamenti spazio temporali per forza di cose molto limitata: tolta l’emotività iniziale della partecipazione ad una catastrofe che accade dall’altra parte del mondo se ne dimenticherà in un tempo sempre più breve. Forse quando l’uomo avrà imparato a sfruttare il cervello molto di… Leggi tutto »

gix
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 7:51

Si Rosanna la situazione attuale è senz’altro quella che descrivi tu; il cittadino indifferente è quello che predomina sugli altri. Ma è per questo che occorre semplificare i messaggi, ad esempio quelli politici che il M5S potrebbe dare. Pochi concetti ma chiari, il resto, i dettagli, servono per carità, ma vengono dopo, per chi vorrà approfondire. Questo lo ha capito bene mister B a suo tempo, ed è così che ha costruito un consenso che ancora dura, basato sostanzialmente sul nulla. Se nel movimento capiranno questo, avranno buone possibilità.

disqus_iUEFcL1eJR
disqus_iUEFcL1eJR
28 Settembre 2017 22:29

tutta questa colta tiritera per dirci cosa? che il m5s è “Populista” oppure “non populista”?
Lei, sig.ra Rosanna, ha detto bene una cosa: il m5s è un partito “liquido”…infatti si è adattato magnificamente bene alla situazione.
Dopo gli iniziali “vaffa” che gli hanno procurato tante simpatie siamo arrivati a sentire un fighetto alla di majo dire “noi siamo l’unico argine verso gli estremismi”! …ci mancava solo che aggiungesse “opposti estremismi”.
E questo sarebbe il movimento che dovrebbe cambiare l’italia?
Per carità! in realtà si tratta di un partito utilissimo a certi ambienti per evitare la nascita di veri partiti di opposizione. Ma non credo che il giochino durerà ancora a lungo…la gente è meno scema di quel che sembra.

disqus_iUEFcL1eJR
disqus_iUEFcL1eJR
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 0:59

Purtroppo non esiste (ancora) e questo anche “grazie” al 5s.
Hanno avuto milioni di voti ma mai una volta che avessero indetto una manifestazione di protesta di piazza, uno sciopero …fosse pure uno sciopero della fame! L’unica cosa che hanno prodotto in tutti questi anni sono state solo degli spettacoli di piazza in cui grillo si poteva esibire come nei bei tempi andati.
il 5s è nient’altro che un partito (o movimento) di benestanti benpensanti e arrabbiati solo quel tanto che serve a far fessa la gente…volendo usare termini “marxisti” probabilmente sarebbe corretto definirli dei piccoloborghesi in via di proletarizzazione che si ribellano per questo ma stando bene attenti a non disturbare troppo il padrone del vapore.
Mi dispiace dover dire tutto questo perché anch’io avevo messo qualche speranza su questo movimento e penso che la cosa non le piacerà ma è la triste realtà.
La saluto cordialmente

disqus_iUEFcL1eJR
disqus_iUEFcL1eJR
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 1:19

ma lei stessa ha detto che il 5s non è un “partito” ma un “movimento” e, quindi, non avrebbe violato chissà quale legge se avesse messo in pratica forme di lotta che non si limitassero alle bagarre parlamentaristiche…tanto più che partiti e sindacati hanno abdicato al loro ruolo di opposizione reale.
Che poi Lei dica che la “democrazia” è finita sembra essere solo un pretesto per non fare niente e “tempo postmoderno” non dovrebbe significare “tempo dell’inerzia” .
Poi se penso a quello che ha combinato il sig. di majo sulla questione dei “vitalizi” mi viene un misto di rabbia e lacrime! Col pretesto ipocrita di colpire i privilegi (di pochi e insignificanti parlamentari) ha semplicemente spianato la strada a quel bocconiano delll’Inps che muore dalla voglia di dare mazzate anche retroattive a tutti i pensionati che ancora usufruiscono del calcolo “retributivo”.
p.s. naturalmente sono anch’io un pensionato a cui di majo vuol dare “scacco matto”!

gianlu
gianlu
28 Settembre 2017 22:59

bellissimo articolo, ti faccio i complimenti però mi lascia perplesso la tua speranza nel M5S. Un movimento che non ha una visione politica, un orizzonte di valori che dice tutto e il contrario di tutto. Un movimento che appartiene ad una società privata, che passa di padre in figlio come nelle monarchie. D’altronde basta entrare nel blog di grillo che dovrebbe essere la voce del movimento per capire quanta serietà: pieno di pubblicità. E che dire della piattaforma Rousseau…anch’essa appartiene alla società Casalegio Associati, che controlla tutto senza trasparenza. Di Maio che viene incoronato premier come se avesse vinto il grande fratello…e ce ne sarebbero tante altre ma mi fermo qui….

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  gianlu
28 Settembre 2017 23:17

Fanno cosí perché hanno scoperto che la base è composta da un ammasso di pecore.
Sono il miglior partito o movimento attualmente in Italia ma purtroppo hanno deciso che la base è irrecuperabile e vanno per conto loro confidando che le sindacaliste alla Carla Cantone tengano buono il gregge.
Disgraziatamente il destino di un partito che non sia in gardo di far crescere la sua base è quello di finire per collaborare con il potere, con i suoi migliori elementi che spesso arrivano addirittura a farsi cooptare per la disperazione.

Io continuo a votarli anche alle prossime elezioni, non si sa mai, magari “succede” qualcosa di imprevisto…

Certo che i mezzi almeno per “tentare” un vero risveglio di popolo li avrebbero.

gianlu
gianlu
Risposta al commento di  DesEsseintes
28 Settembre 2017 23:55

Capisco ciò che dici ma quello che dico io è altro…come puoi fidarti di un movimento che si basa su fondamenta false?

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  gianlu
29 Settembre 2017 0:10

Ma lascia perdere..la base è a livelli di ritardo mentale che ci vogliono almeno due generazioni per recuperarlo.
M5S va per gradi e non sta facendo malissimo solo che ha deciso addirittura di disinteressarsi del tutto alla base…

Secondo me è un rischio. Mi auguro che non cedano alla inevitabile tentazione di farsi cooptare che è il destino quasi obbligato per chi a un certo punto si accorge di aver lasciato la base troppo indietro.

GioCo
Utente CDC
29 Settembre 2017 0:02

Ho letto Bauman e Baudrillard, e sono interessanti ma alla fine i piedi non li mettono mai per terra. A me piace la speculazione filosofica ma quando diventa troppo astratta, ad esempio per dire che siamo in una società individualista, poi devo verificarlo nella mia realtà concreta, come quella dei media (che in teoria sono sul banco degli accusati) per spiegarlo a chi vive fuori dalla testa dei Bauman. Lo devo fare misurandomi con i social network o i fast food dove queste ciance appaiono per quel che sono: astratte. Inoltre è un assurdità parlare di capitale oggi nel mondo della speculazione elettronica della moneta creata dal puro nulla guidata dalle intelligenze artificiali e un circolante allo scoperto incalcolabilmente in crescita: non esiste NESSUN capitale, è tutto finto! Perchè invece non diamo qualche dato terra terra giusto per avere un orientamento di base, il Nord della bussola … Ad esempio, perché devo assicurare la mia auto? Facile, per avere una garanzia sociale che in caso di incidente ci sia la copertura del danno. Cosa che un privato da solo non può garantire. Ma cosa succede se volessi assicurare l’auto del mio vicino? Che se fa un incidente o gliela fregano… Leggi tutto »

GioCo
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 1:33

L’astrattezza non è nella dialettica, il testo non poteva essere più chiaro di così, ma nel riportare la questione esattamente dove sorge l’analisi, nelle strade, tra le persone in carne ed ossa. C’è una astrattezza definibile come “concettuale” e c’è una descrizione di fatti concreti astratta, cioè distaccatta dalle orecchie verso cui si dirige, oppure provami che costoro abbiano detto qualcosa, qualsiasi cosa, che sia diventato virale per l’uomo comune e non sia rimasto nelle solite camere stagne dei dotti per farne dotto scambio di idee. Non puoi dire all’uomo comune della strada che vive in un mondo schizofrenico e narcisista “notando” le distorsioni di un “capitalismo” che non descrivi perché non esiste. Non esiste, perché sta solo nella testa delle persone, come il Re e la Regina. E’ dura capire che non esiste nessuna moneta perché è tutta falsa. Falsa come falsa è la moneta da due euro e mezzo. L’insistere nel rifiutare un evidenza che ogni dato ci racconta da decenni è patetico. E’ come vedere una bambina che si tiene stretta la sua bambola “capitalista” sotto un bombardamento atomico-finanziario. Ma tanto so che non posso convincerti. E’ per questo che alla fine risulterà vero quello che ho… Leggi tutto »

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Risposta al commento di  GioCo
30 Settembre 2017 0:26

Non mi sembra che tu abbia detto una falsità, al contrario hai detto una sacrosanta verità, la filosofia non ha mai cambiato la storia, l’ha soltanto arredata, ne ha interpretato le cause, ne ha percepito gli scopi, ma è rimasta assolutamente afona per l’uomo comune, che ha continuato a vivere nella sua più assoluta indifferenza … non è invece rimasta muta per chi ha cercato di capirla, e solo allora ha potuto mostrare la sua concretezza, calata sulla realtà quotidiana … l’uomo della strada non si alimenta di saggi di Bauman, né si compiace di leggere Debord … ciò non toglie che la cultura rappresenti il retroscena necessario per comprendere il reale, raramente serve a cambiarlo, per quello ha sempre avuto il sopravvento la forza del capitale, che oggi non è più produttivo, ma speculativo finanziario.

Giorgio Ansan
Utente CDC
29 Settembre 2017 0:40

Il linguaggio e il discorso politico, religioso e filosofico non ha ambiti di significazione e di significato sufficientemente determinati e intersoggettivi. Citare quindi degli autori che sono addirittura dei professionisti in detto genere di linguaggio e discorso non aiuta a creare una nuova concezione dello Stato che si contrapponga nei suoi fondamenti giuridici a quello cosiddetto neoliberista. Perchè alla fine quello che conta e che può essere detto con sufficiente chiarezza è proprio un discorso che riguardi i fondamenti (o l’assenza di fondamenti) giuridici della sovranità, della proprietà della terra e delle risorse naturali in essa presenti, dell’imposizione tributaria e della moneta. Da questo punto di vista è, a mio avviso, molto più efficace, dopo il tramonto dell’ideale di Stato fondato sulla filosofia marxista, cercare di portare avanti un’idea di Stato basata sulla granitica fondazione giuridica della sovranità, della proprietà della terra e delle sue risorse, dell’imposizione tributaria e della moneta, contenuta nel diritto romano, contrapposta a quella completamente priva di qualsiasi fondamento giuridico dell’attuale becera ideologia neoliberista come ho cercato di esporre sinteticamente in questo post http://giorgio-ansan.blogspot.it/2013/03/economia-la-moneta-e-il-signoraggio.html Senza un discorso che contenga un chiaro e granitico fondamento giuridico dello Stato e dei suoi più fondamentali istituti giuridici alternativo e… Leggi tutto »

Giorgio Ansan
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 13:19

Parto dal presupposto che presto, molto presto, di globalizzazione finanziaria (e dei suoi corollari) non c’è ne sarà più traccia e tutta la vita economica e sociale ritornerà ad avere un ambito locale, molto locale. Chi segue una rappresentazione termodinamica dei processi economici come esposta per la prima volta nell’opera di Nicholas Georgescu-Roegen e successivamente da tutta una serie di scienziati (fisici, chimici, geologi, matematici statistici ed ingegneri energetici tra i quali in particolare si trovano sul web il fisico spagnolo Antonio Turiel, la matematica statistica americana Gail Tverberg, il chimico-fisico italiano Ugo Bardi e l’ingegnere russo-americano Dmitry Orlov) che analizzano e descrivono i fatti economici su base fisica, a differenza degli economisti meta-fisici seguaci del paradigma dominante che non hanno la minima cognizione dei fondamenti termodinamici dell’attività economica umana, sopratutto di quella industriale moderna che, come tutte le attività fisiche, ha bisogno di energia, moltissima energia per accadere sa che siamo oramai in pieno declino entropico della civiltà industriale. Infatti, la gigantesca bolla di energia fossile che ha consentito l’abnorme sviluppo delle società umane industrializzate sta incominciando a contrarsi a causa dei suoi rendimenti decrescenti in termini di EROEI e il suo devastante declino entropico, che per esempio J.… Leggi tutto »

Giorgio Ansan
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 15:48

Se vivrai almeno altri tre anni (e naturalmente ti auguro di vivere assai più a lungo) lo vedrai con i tuoi occhi….. e ritornerai a leggere con più attenzione…..

Primadellesabbie
Utente CDC
29 Settembre 2017 2:03

Perché la barby Di Maio?

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Primadellesabbie
29 Settembre 2017 6:07

Se stai chiedendoti perché è stato scelto proprio lui evitando di contrapporlo ad altri candidati probabilmente migliori, direi che la spiegazione più semplice è che spaventa di meno la “maggioranza silenziosa” (la classe media benestante) e anche i signori di Cernobbio (ai quali non si è venduto, come sostengono alcuni). Si sono trovati di fronte a un dilemma strategico: 1) metti Di Battista e hai il meglio a disposizione adesso nel movimento. È tendenzialmente un rivoluzionario che si è ripetutamente scagliato contro la finanza predatoria, è fortemente moralista in senso positivo ma certamente promette di mettere in atto un senso di giustizia ed equità che andrà a colpire certi equilibri socio economici che ad alcuni privilegiati costeranno qualcosa. Quindi: Di Battista ti fa perdere le elezioni MA…consolida moltissimo la base e definisce (finalmente) il carattere ideologico del movimento. I voti che conquisti con Di Battista non ti fanno vincere ma quelli non te li leva più nessuno e con quella gente potrai davvero iniziare un percorso di maggiore approfondimento dei vari temi programmatici. 2) con Di Maio “forse” vinci perché non spaventa. Ma non spaventa perché sotto sotto promette di lasciare più o meno tutto com’è, ossia soprattutto, di non… Leggi tutto »

FabioEr0976
FabioEr0976
29 Settembre 2017 2:50

Prese singolarmente sono belle le citazioni di Debord o Baudrillard , ma il problema è che vengono mescolate in un articolo dove c’è di tutto e di cui non capisco la tesi e il senso . Mi viene in mente una massima di Seneca che suona così: “Chi vuole stare dappertutto non sta da nessuna parte”..Vedo un’insalata russa con una miriade di citazioni di autori strumentalizzati come il pongo in una confusioni di temi mescolati alla rinfusa . Democrazia , M5S ,Neolingua , migranti , Podemos , gay , Hegel , Baudrillard , Marc Augé , Marx , McLuhan , Z.Baumann , Guy Debord , Moderno , Postmoderno , Lyotard , Sgarbi , Positivismo , Populisti , Sovranisti , Welfare , Servo e Signore , Foucault , antipolitica , Progresso , Identità nazionale , Storia , Illuminismo , Tradizione , Trump, classi sociali , Virginia Raggi ecc..ecc.. E vai con Bauman che ( pare ) trasformato in un difensore dello Stato Nazione , quando in realtà propugnava il contrario soluzioni globali a problemi globali ; oppure vai con il Moderno contrapposto all’individuo ; oppure si prende Marx ma poi anche Marc Augé ; l’identità nazionale ma anche Foucault ; Hegel… Leggi tutto »

FabioEr0976
FabioEr0976
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 2:00

Forse perché Galimberti non si metterebbe certo a scrivere cose tipo “anche se era un marxista, quindi non poteva certo essere favorevole alla Open Society” , oppure “il Moderno è certo contrapposto all’individuo, perché durante l’epoca moderna si è affermata la democrazia” .

FabioEr0976
FabioEr0976
Risposta al commento di  FabioEr0976
30 Settembre 2017 2:29

Moderno e individuo nascono insieme . E la democrazia con loro . Moderno e individuo nascono insieme contro l’idea di homo hierarchicus e homo religiosus del mondo classico e medievale . Non esisterebbe il Moderno senza il contrattualismo razionalistico e senza la secolarizzazione del cristianesimo e dei suoi valori di dignità e uguaglianza delle persone . E la democrazia nasce con l’affermazione dell’individuo ( l’uomo razionale e la sua soggettività ) : con le Rivoluzioni Americana e Francese e , appunto , con “i diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789 . Poi , l’individuo non è l’individualismo ; ma l’individualismo è una possibilità tanto della democrazia quanto della razionalità strumentale del Moderno . E , in ultimo , il Moderno non è per forza sinonimo di democrazia . Il Moderno ha anche prodotto le non persone e i campi di sterminio ( Mi sembra di capire , Rosanna , che ti piaccia Z.Bauman : conoscerai quindi il significato della sua metafora “la società dei giardinieri” con cui descriveva la Modernità in “Modernità ed Olocausto” ) .

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  FabioEr0976
30 Settembre 2017 6:58

Sul fatto che la democrazia nasca nel 1789 credo che non tutti siano d’accordo.
E nemmeno che il concetto di democrazia sia inscindibile da quello di individuo.

In generale se uno invece di rifarsi a decine e decine di “fonti autorevoli” esprimesse, quando è possibile, la sua di opinione credo che ci si intenderebbe più facilmente.

emanuele_valla
Utente CDC
29 Settembre 2017 7:45

Non credo che il M5S sia una forza critica. E’ sempre un’emanazione del potere. Per dirla con Debord, è solo una rappresentazione di una contestazione.

Eric Maria Gerets
Utente CDC
29 Settembre 2017 8:21

Eh già società liquida e non luoghi dici bene, una realtà che ben si confa’ a non movimenti come il 5 stelle, a non capi partito come Grillo e Di Maio, a non politiche industriali ma redditi strani , a non politiche anti troika vero cancro economico postmoderno ma proposte di referendum consultivi sulla moneta che a nulla servono, a non difesa del lavoro ma discorsi inutili e dannosi di contrapposizionè vecchi garantiti/ giovani precari, non piazze ma votazioni farlocche su internet(il re incontrastato dei non luoghi), non difesa della salute ma si a tutti i vaccini (contraddicendo se stesso come fa il buon Beppe).
Una società liquida postmoderna e non politica poteva partorire solo entità come il 5stelle.

Eric Maria Gerets
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 11:13

Non è che non ho letto bene, non l ho letto proprio, d altra parte le giravolte del MoV come lo chiami tu ormai non si contano, spero che la posizione su questo tema sia ferma, però sai siamo partiti dall antivaccinismo per arrivare al :”Assolutamente si i miei figli faranno tutti i vaccini, ci mancherebbe altro” di Di Battista in varie trasmissioni televisive prima dell estate a quello che mi dici essere una nuova posizione con soli 4 vaccini.
Bene staremo a vedere.
Eventualmente un referendum consultivo ci salverà.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Eric Maria Gerets
29 Settembre 2017 18:32

“Assolutamente si i miei figli faranno tutti i vaccini, ci mancherebbe altro”

e con quella su Regeni , Diba, ha pisciato di nuovo fuori dal vaso…

mi son cadute le palle – ormai avvizzite –

Eric Maria Gerets
Utente CDC
Risposta al commento di  fastidioso
29 Settembre 2017 23:30

Sì fastidioso hai ragione ma quella l ho tralasciata per carità di patria…. mamma mia….

Ronte
Utente CDC
29 Settembre 2017 8:40

Quelle forze politiche (?) quali, Indignados, Sovranisti, Podemos, M5S, si sono ben accasate e sculettando nel ‘girone dei mangiapane a uffo’. La Spadini s’è dimenticata di contestualizzare la più grande delle fregature, Tsipras.
Grave errore poi scrivere che le ‘classi’ sono sparite. E’ sull’induzione delle differenze sociali che il Potere fa leva per dominare. Il rincoglionimento (postmodernità) è altra cosa. Ma anche la lotta di classe non è completamente sparita. Se poi guardiamo soltanto all’Italia dove i movimenti del tipo 5stelle giochicchiano coi subordinati, be’ allora….
Allunghiamo un pò lo sguardo oltralpe, Francia in primis, e vedrete che la situazione non è così rammollita come nel Bel Paese, per ora…

Mario Poillucci
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 10:49

Esattissimo Rosanna! Non ci sono più i ”francesi di una volta” altrimenti al microcefalomicron (che poi è l’equivalente di Michelino canzone di Calà e & Gatti di Vicolo Miracoli) non dico che l’avrebbero ghigliottinato ma, di certo, gli avrebbero fatto fare il giro del mondo a calci nel sedere, quanto meno! Per quanto concerne il ridicolo terzetto Sgarbi, Morgan nonchè l’inventore della finanza fantasiosa e creativa, li trovo consoni al livello infimo dei e della politica italiota! Si permette l’esistenza in ”politica” di uno come Renzi e sodali, del PD e delle sue ”varie correnti continue ed alternate, di Al-fano, di Azzurro Caltagirone, di Verdini, dei baldanzosi ”fratelli d’italia”, della Lega santa, tetragona ad ogni corruzione, che non perdona i ”ladroni” (vedi gli effetti dei vini forti che sono adusi consumare??) e di tutta la pletora di pseudo partiti indistinguibili dalla malavita organizzata poichè gli uni fanno parte dell’altra e viceversa in piena corrispondenza di amorosi sensi (denaro!!!)e, quindi, come è possibile privarsi di quel favoloso terzetto degno dei fratelli De Rege e di Petrolini? Necessita accettarli e votarli così il tracollo del paese sarà completo! Il M5S deve proseguire nella sua rotta di politica seria e di assoluta onestà,… Leggi tutto »

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Ronte
29 Settembre 2017 18:35

“Allunghiamo un pò lo sguardo oltralpe,”
….aspè’ che cambio gli occhiali…

Cataldo
Cataldo
29 Settembre 2017 13:30

La fatica di operare una sintesi da parte di Rosanna su questo intervento è encomiabile, molto è condivisibile, ma ci sono limiti all’ingolfamento concettuale nello spazio di un articolo di questa natura, qualche autore è di troppo alla comprensione, anzi rischia pure di portare fuori strada, come avverte FabioEr097, cosi come è condivisibile per certi versi anche la critica di GioCo. Il mio non richiesto consiglio è di mirare il bersaglio su meno punti e concentrare il fuoco. Per la parte analitica, Il problema non è più la propaganda, intesa in un senso Bernaysiano, ma un qualcosa di diverso, se possibile più pervasivo, la propaganda prima si muoveva in un contesto ora è il contesto stesso, siamo oltre le aspettative delle tecnodittature, un salto di stato che non è ancora metabolizzato in alcun modo, che non ha ancora risposte “di (contro)cultura” e men che mai (anti)politiche intellegibili, gli autori del passato su questo punto, anche del recente passato, sono pressoché inservibili, in quanto lo stato della realtà percettiva dell’umano non è più confrontabile con quella della generazione precedente. Sul piano del M5s ci sono dei nodi irrisolti che incancreniscono sempre più, e che sono ostativi alla possibilità di attrarre un… Leggi tutto »

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 18:50

Sulla Raggi la penso come te!
E poi, grazie a Virginia gli italiani hanno appreso che i topi, ai tempi di Nathan, non prolificavano come conigli.
Si son messi d’impegno (i topi) dopo la sua venuta per farle fare brutta figura.
Topi pdini ?

p.s.
“Dunque Virginia Raggi potrebbe andare a processo, ma per un’accusa decisamente minimale (falso, senza dolo) rispetto al colossale putiferio che scoppiò a Roma all’epoca delle prime nomine della sindaca.

La parte più consistente dell’inchiesta, l’abuso d’ufficio legato alla presunta irregolarità di alcuni incarichi con relativi e lautissimi compensi, è finita in archivio, così come le analoghe contestazioni rivolte ai precedenti sindaci, Ignazio Marino e Gianni Alemanno….”

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/09/29/raggi-come-marino-accuse-ridicole-mentre-roma-va-a-fondo/35664/

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 9:35

Tutte belle cose, ma io, e tanti come me, non vanno a guinzaglio a fare la “rivoluzione” sulla base di un patronato apodittico.
Non è corretto sul piano della discussione dire che negli altri partiti non c’è democrazia e quindi … ricorda che se si usano gli stessi metodi i risultati non saranno dissimili, e ad ogni modo, al momento risulta più democratico il sistema farlocco del PD, che fa schifo ma è sempre meglio di un Deus Ex Machina.
Se poi non devo “rispettare le regole democratiche”, con tutta franchezza, non andrei certo dietro le ambigue amebe che è riuscito ad allevare il M5S.
Detto questo so bene che la politica è l’arte del possibile e che si lavora con quello che c’è, vedremo …

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 9:46

Ma non erano intercambiabili questi Big ? Le contraddizioni si accumulano perchè ci sono almeno due o tre peccati originali che le alimentano.

Truman
Staff CDC
29 Settembre 2017 16:11

Due chiose. (1) “Lo spettacolo è il capitale …” diceva l’ottimo Guy. Eppure alcune dinamiche dello spettacolo si trovano in forma ancora più forte in altre entità. L’abilità rassicurante di abbandonare temporaneamente il mondo fisico, di attribuire ad altro da sé le colpe del mondo, la tendenza narcotica ad estraniarsi, l’amore per ciò che impone il potere e l’odio per ciò che il potere non vuole, … si trovano molto bene nella precedente forma della messa. Ma la messa non è un rozzo precursore dello spettacolo, è ancora più forte, come parte integrante di una religione consolidata. E allora Baudrillard potrebbe tranquillizzarsi. Al dilagare del virtuale che prevale sul reale siamo abituati da millenni. In particolare noi italiani. (Ma poi, lo spettacolo non era già ben descritto da Platone nel mito della caverna? Noi greci lo sappiamo bene). (2) Il massimo dello spettacolo è la guerra, che riduce inutili masse, aumentando il potere delle elites. Nonostante gli sforzi disperati di tali elites per disfarsi di inutili, ingombranti e pericolose masse, la popolazione mondiale continua a crescere e le grandi guerre mondiali sono sempre più lontane. E’ evidente che il rischio di una nuova guerra mondiale è sempre più presente, eppure… Leggi tutto »

LICIO
Utente CDC
29 Settembre 2017 16:27

Nessuna paura i cinque steli sono figli della sottocultura partitocratica…
TRANQUILLI…

fastidioso
Utente CDC
29 Settembre 2017 16:38

“I nonluoghi sono presenti anche sulla moneta Euro, con l’effigie di edifici e monumenti privi di identità e di storia, a differenza delle immagini presenti sulla Lira di Caravaggio, Verdi, Montessori, Galileo, Marconi, Colombo …”

Grande Rosanna !!!

ignorans
ignorans
29 Settembre 2017 17:05

Io starei attento a denigrare l’individualismo della Thatcher. In questa situazione è veramente importante mantenere degli spazi di libertà. Certo, molti non sapranno sfruttare questa opportunità, ma così almeno forse qualcuno si potrà salvare e vivere la propria vita come vuole, altrimenti ci rassegnamo a stare in prigione.
L’occidente è un luogo senza principi. Per una volta che ne aveva generato uno… Bisogna tenerlo caro.

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 18:20

Al diavolo le conquiste sociali! Qui rischiamo di avere nessun spazio. Ce le scambio volentieri le conquiste sociali con la libertà del singolo. Non avremo né l’uno né l’altro. Una cupa società conformista ci aspetta.

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  Rosanna
30 Settembre 2017 0:00

Perché non senti l’istinto che chiama. Sei caduta nella trappola della”conoscenza”. Credi forse che accumulare conoscenze porti a qualcosa?

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Risposta al commento di  ignorans
29 Settembre 2017 19:12

“individualismo”, “spazi di liberta”?

L’individualismo è sempre esistito e credo esisterà sempre anche nei peggiori regimi dittatoriali….quindi non è un merito particolare di questo “sistema”
Quanto agli “spazi di libertà” se si riferisce al fatto di poter andare a votare non mi sembra che andare a mettere quella crocetta ogni tot anni sia servito e serva a qualcosa di serio.
Se si riferisce al fatto di poter scrivere anche qua sopra quello che si pensa, è una libertà abbastanza limitata e ad uso di 4 gatti che spesso sono qui non tanto per discutere e informarsi quanto per dare sfogo a proprie nevrosi e psicopatie o per scopi propagandistici del proprio partito.
Ammesso che ci siano altre libertà che dimentico, credo che siano di uso esclusivo di pochi anche quelle!

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  disqus_iUEFcL1eJR
29 Settembre 2017 20:13

Pensiamo Alla legge sui vaccini e consideriamo che un genitore dopo aver studiato l’argomento decide che lui cercherà di allevare sua figlia senza farmaci. D’altra parte si può fare, le antiche società lo facevano senza troppi problemi. Quindi dimmi te come siamo messi. Non si tratta solo di un voto

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Risposta al commento di  ignorans
29 Settembre 2017 22:08

Mi sembra che lei cita un esempio di libertà individuale (libertà per la madre di decidere riguardo ai farmaci o vaccini per i suoi figli) che se n’è già bello che andato! Allora quali altre “libertà individuali” ci restano e di cui dar merito alle Thatcher?’
La “Taccer” è proprio una di quelle che ha ucciso le libertà individuali per i suoi porci scopi che avevano ben poco a che spartire con la “DEMOCRAZIA”.

ignorans
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Risposta al commento di  disqus_iUEFcL1eJR
29 Settembre 2017 23:06

si, avanti popolo alla riscossa.

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Risposta al commento di  ignorans
30 Settembre 2017 21:59

naturalmente senza di Lei.

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  disqus_iUEFcL1eJR
1 Ottobre 2017 0:17

Si, senza di me perché dare uno scopo “sociale” alla conquista del potere è una stupidaggine colossale. Il “sociale” è un qualcosa che si crea all’interno di una comunità forte. Per esempio, non so, cinquecento anni fa la val brembana. Avevano i loro costumi, i loro dialetti, le loro storie. E così le altre aree del mondo. Quello è il sociale e purtroppo non c’è più. Sparito quello sparito tutto. Ora c’è solo un sacco di gente confusa, disorientata. Andare a voler conquistare il potere così, per la gloria, o perché va fatto mi sembra una storia da birreria dopo la quarta birra.

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Risposta al commento di  ignorans
1 Ottobre 2017 14:14

Stia tranquillo che prima di prendere il potere passeranno decenni e forse più…quindi c’è tutto il tempo di sviluppare (se ci si riesce) quel sociale di cui parla e su cui concordo pienamente. Temo solo che difficilmente ci si riuscirà finché saremo totalmente dominati…perciò la presa di potere è elemento sine qua non si potrà davvero sviluppare la socialità …ma su questo penso che lei non concorda.

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Risposta al commento di  Rosanna
29 Settembre 2017 21:55

Sig,ra Rosanna, sicuramente non intendevo offendere il sito che ci ospita…volevo solo mettere in evidenza che certe libertà tipo quella di “espressione” sono comunque limitate a una ristretta minoranza qual è quella di questo come di qualsiasi altro sito web…non mi sembra che 12000 persone (che poi non sono tutti commentatori ma spesso solo lettori) siano una cifra astronomica.

quanto a quest’altra sua affermazione :”non credo che ci siano tante persone psicopatiche che si dedicano al rito nevrotico collettivo della lettura di un sito di informazione alternativa.” anche qui mi sembra che ci sia un equivoco nel senso che io non mi riferivo ai lettori ma casomai ad alcuni commentatori che – e lo dico anche per fresche anzi freschissime esperienze dirette – stanno nei blog per sfogare le loro nevrosi e aggredire verbalmente chi non condivide le loro opinioni.
Mi sembra che alcuni lo facciano anche con Lei o sbaglio?

Non capisco perché si è sentita punta nel vivo, mica mi riferivo a Lei!
Anche se siamo politicamente abbastanza distanti, comunque ho sempre apprezzato la sua disponibilità al confronto e al dialogo autentico.
La saluto

Claudio9
Claudio9
2 Ottobre 2017 11:26

Grazie Rosanna per gli spunti sui quali riflettere, in particolare per l’itinerario Letterario suggerito.
Condivido gli input del M5S , e nonostante non abbiano ancora raggiunto il massimo riscontro (tempo al tempo) nelle coscienze , non possiamo non attribuirgli i giusti meriti per aver dato nuova linfa , nuove idee , nuove energie all’esangue contesto sociale e politico.
Continua così ancora grazie.