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Populismi e Postmodernità

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La postmodernità non è un esercizio filosofico, è la prassi che la nuova classe finanziaria dominante ha messo in atto per appropriarsi di ulteriori ricchezze attraverso un insieme di strategie comunicative e tramite la colonizzazione dell’inconscio.

Nel contesto politico attuale, nel tempo malsano e degradato  dell’egemonia dei banksters, la democrazia appare sempre più agonizzante e i Parlamenti degli Stati europei si sono svuotati di potere politico rappresentativo.

I partiti tradizionali non avendo veri programmi si sono trasformati solo e unicamente  in  dispositivi elettorali per vincere le elezioni, e il liberismo ha sostituito le classi sociali con le categorie borghesi e popolari a-politiche e decontestualizzate: le “donne”, i “giovani”, gli “immigrati”, i “gay”, e via discorrendo.

Ai diritti sociali, tutela del benessere moderno, welfare e lavoro, si sono sostituiti i diritti civili ed estetici: unioni civili, ius soli, maternità surrogata. Sparite dunque le classi (e le lotte di classe) oggi ci si concentra sull’individuo.

Del resto “La società non esiste, esistono gli individui”, chiosava M. Thatcher, punta di diamante del neoliberismo delle origini, capace di coniugare saldamente dumping salariale e riduzione del welfare a condizioni individuali, formalmente libere dalle imposizioni morali ma anche sociali tipiche delle ideologie.

Schiavitù economica contrabbandata come libertà per i singoli, ma fino a un certo punto, perché si mina alla base il concetto di uguaglianza (perché dovremmo essere uguali? L’individuo non deve essere uguale a nessun altro) per favorire l’individualismo thatcheriano.

Negli ultimi 10 anni si sono diffuse in Europa vari tipi di forze politiche, che sono state definite dal potere “populismi”: Indignados, Sovranisti, Podemos, M5S.

Ma secondo l’ordine simbolico e linguistico imposto dal potere, con il solo obiettivo di rinsaldare il proprio dominio sui dominati, è necessario controllare la popolazione, e mantenere la massa schiavizzata in una condizione di subalternità, in modo tale che la neolingua possa diventare veicolo di potenziamento dei valori del neoliberismo.

Dal 1989 il capitale ha adottato una nuova neolingua, e chiunque metta in discussione il potere oligarchico, viene demonizzato come disfattista, complottista, o populista. La categoria di populista serve esattamente a diffamare ogni prospettiva che assuma la parte del Servo e non del Signore (Fenomenologia dello spirito, W. Friedrich Hegel).

Oggi viene diffamato chiunque prenda la difesa dei lavoratori precarizzati e schiavizzati, perché ciò contraddice il potere, che vuol contrabbandare i propri dogmi ideologici come fossero interessi universali: concorrenza, competitività, globalizzazione, delocalizzazione, cancellazione art.18, licenziabilità senza giusta causa, flessibilità.

Chiunque abbia il coraggio di svelare il vero significato oscurato della neolingua, viene silenziato come populista, e complottista, incapace di accettare la mera ricostruzione dei fatti e degli eventi prospettata dalla mediatizzazione della realtà, che il potere ci mostra quotidianamente sugli schermi televisivi.

Il termine “populismo” o “antipolitica“, viene quindi usato dal potere con toni spregiativi e diffamatori, è diventato una specie di  parolaccia, e i media ci presentano una realtà confusa e distorta, Grillo come Trump, Raggi  come Trump, Obama, l’imperatore buono, premio Nobel per la pace, in realtà ha sostenuto 7 guerre in contemporanea. (Afghanistan, Libia, Somalia, Pakistan, Yemen, Iraq e Siria)

Modernità e Postmodernità. Termini che indicano lo spirito di una civiltà, nel suo divenire storico, antropologico e culturale. La distinzione va ricercata secondo un’analisi marxista, l’aforisma di Marx, per cui “la cultura dominante coincide perfettamente con la cultura della classe dominante”. (Karl Marx, Ideologia tedesca)

Le realtà virtuali, l’iperrealtà, sono la matrice della Postmodernità, strettamente correlate all’uso di macchine creatrici di virtualità: Pc, Tablet, iPhone … Se la “produzione” è la cifra della Modernità, la “simulazione” è quella della Postmodernità.

La Postmodernità, ridimensiona la produzione per favorire la simulazione,  sposta ingenti masse di salariati dalle fabbriche al terziario o oltre, azzera quella middle class che era il volano dell’economia dei consumi, chiude impianti produttivi. La disoccupazione di massa è la vera piaga della postmodernità: felicità virtuale e disperazione reale.

L‘Illuminismo aveva concentrato l’attenzione sull’impatto politico della nuova mentalità scientifica, che inneggiava all’ “Homo faber fortunae suae”, e aveva indotto i nuovi uomini a sostenere le prime grandi rivoluzioni della storia, Rivoluzione americana 1776, Rivoluzione francese 1789.

Il background filosofico culturale entro cui nasce il populismo è dunque l’età postmoderna, che propone una narrazione sempre più inquieta e socialmente devastante, dove le solide narrazioni della modernità si sono frantumate contro il nonsense di un sistema sociale globalizzato, sfilatosi verso una remota periferia a-ideologica.

Diversi autori hanno percepito in anticipo  l’avvento del postmoderno, e lo hanno interpretato attraverso la loro acuta sensibilità, a partire dagli anni ’70: Jean Francois Lyotard, Guy Debord, Jean Baudrillard, Marc Augé, Zygmunt Bauman.

Al popolo postmoderno non interessa la “verità” dei fatti né il senso degli eventi, perché vuole ascoltare solo le narrazioni, favole illusionistiche, simulacri evanescenti, emersi direttamente dal nuovo oscuro inconscio collettivo, e dalla società dello spettacolo.

Le nuove minacce metropolitane sono:  migranti e clandestini che invadono il paese, offrendo manodopera a basso costo, ingrossando le file della microcriminalità e minando così la serenità sociale; grottesche crociate contro l’Islam; politiche di austerity che massacrano l’economia dell’Italia, divenuta il sud Europa.

La “notizia” della postmodernità è una fake news, consiste nella negazione stessa dell’informazione, perché non mira a informare sulla “verità” dei fatti, ma li reinterpreta deformandoli, proprio per oscurarli completamente. (Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti)

Jean-François Lyotard, nel suo testo “La condizione postmoderna” (1979), conia il nuovo termine di «postmoderno» per definire l’epoca attuale. Il termine designa uno sviluppo tecnologico e scientifico che ha delle ricadute immediate sulla vita quotidiana e sulla politica.

Lo sviluppo tecnologico diventa sempre più invasivo per il benessere neurovegetativo umano (Psyche e Techne, Umberto Galimberti). La pornografia dei media  produce la molteplicità dei linguaggi, la contaminazione degli stili, un citazionismo ossessivo (film di Quentin Tarantino), tipico di un’epoca che non ha più nulla da dire, se non ripetere all’infinito, in modalità sempre diverse, le stesse tematiche.

Ne è derivata la perdita di centralizzazione nell’organizzazione dello Stato (federalismo), la perdita di sovranità, (euro, UE), un aumento dei “processi di disgregazione dello Stato Nazione“. L’Occidente sta vivendo una stagione sconcertante, attraversata dalle rapidissime trasformazioni scientifico-tecnologiche.

Con grande lucidità, Lyotard propone una partizione storiografica tra l’epoca moderna (secoli XVII e XX) e l’epoca post-moderna, che si è affermata compiutamente nel tardo Novecento. I moderni e i postmoderni professano una visione dell’uomo, della società e in genere della realtà, antitetiche nei loro aspetti più essenziali. L’idea forte dei moderni è il progresso umano, essi concepiscono la storia come un processo di emancipazione progressiva nella quale l’uomo realizza e arricchisce le proprie facoltà.

L’idea forte della modernità è il progresso, inteso come orientamento a un modello di vita e di azione, come aspirazione a valori ultimi, fondati sulla capacità dell’uomo di esercitare la ragione. Ciò che definisce l’essenza della condizione post-moderna, invece, è proprio la negazione della capacità umana di produrre il progresso, una sorta di nichilismo dei valori.

Ne segue la negazione della scuola e dell’università come agenti di socializzazione e orientamento di valori. La perdita di potere e di funzione sociale dell’intellettuale, che a partire dall’età dei Lumi era stato la coscienza della modernità. Tutto molto strano per quella che viene definita la «società della conoscenza».

Guy Debord, di formazione hegeliana e marxista, è stato uno dei critici più importanti delle società occidentali avanzate. L’incipit della Società dello Spettacolo (1967) riprende a un secolo di distanza quello del Capitale (1867) di Marx: «Tutta la vita delle società moderne in cui predominano le condizioni attuali di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di merci». (Il Capitale)

L’incipit dell’opera di Debord è: «Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di spettacoli» (La Società dello Spettacolo).

Secondo Debord, La caratteristica principale del capitalismo moderno consiste nell’accumulazione del capitale, nell’espansione delle tecnologie della comunicazione, e nel «feticismo delle merci». Quest’aspetto dello spettacolo è sicuramente «la sua manifestazione sociale più opprimente».

«Lo spettacolo non è un insieme di immagini ma un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini».

Guy Debord

Tuttavia lo spettacolo è necessariamente falso ed ingannevole, giacché struttura le immagini secondo gli interessi di una parte della società. «Per il fatto stesso che lo spettacolo è separato, è il luogo dell’inganno dello sguardo e il centro della falsa coscienza». Lo spettacolo è così il prodotto della mercificazione della vita moderna, il progresso del capitalismo consumistico verso il feticismo e la reificazione.

E poi, giacché la comunicazione dei media è unilaterale, il Potere giustifica se stesso attraverso un incessante discorso elogiativo del capitalismo e delle merci da esso prodotte. «Lo spettacolo è il discorso ininterrotto che l’ordine presente tiene su se stesso, il suo monologo elogiativo. È l’autoritratto del potere».

Lo spettacolo del capitalismo presuppone quindi l’assenza di dialogo, poiché è solo il potere a parlare. «Il sistema economico fondato sull’isolamento è una produzione circolare di isolamento». Ridotto al silenzio, al consumatore non resta altro che ammirare le immagini che altri hanno scelto per lui. L’altra faccia dello spettacolo è l’assoluta passività del consumatore, il quale ha esclusivamente il ruolo, e l’atteggiamento, del pubblico, ossia di chi sta a guardare, e non interviene.

In questo modo lo spettatore è completamente dominato dal flusso delle immagini, che si è ormai sostituito alla realtà, creando un mondo virtuale nel quale la distinzione tra vero e falso ha perso ogni significato. È vero ciò che lo spettacolo ha interesse a mostrare. Tutto ciò che non rientra nel flusso delle immagini selezionato dal potere, è falso, o non esiste.

Come l’immagine si sostituisce alla realtà, la visione dello spettacolo si sostituisce alla vita. I consumatori piuttosto che fare esperienze dirette, si accontentano di osservare nello spettacolo tutto ciò che a loro manca. Per questo lo spettacolo è il contrario della vita. Debord descrive in questi termini l’alienazione del consumatore: «Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio».

In una società mercificata, sostiene Debord, è la merce ad avere un ruolo centrale. Ogni merce promette il soddisfacimento dei bisogni, e quando arriva l’inevitabile delusione, dovuta al fatto che tali bisogni sono fittizi e manipolati, subentra una nuova merce pronta a mantenere la promessa disillusa dall’altra. Si crea così una concorrenza tra le merci, rispetto alla quale il consumatore frustrato è un mero spettatore.

Questo modello impregna di sé, ormai, tutta la vita sociale, divenendo il prototipo di ogni competizione, compresa quella politica. Questa si riduce alla competizione tra leader che vendono la propria immagine come una merce, e fanno promesse che non manterranno mai. Il tutto nell’assoluta passività e apatia dei “cittadini”.

Alle regionali siciliane Vittorio Sgarbi si presenta con un movimento «Rinascimento siciliano», insieme a Morgan e Giulio Tremonti, proponendo un trinomio decisamente piuttosto bizzarro, composto da vecchi arnesi della politica spettacolo, camuffati da nuova proposta rinascimentale.

La società è completamente dominata da immagini falsificate che sostituiscono la realtà, facendo scomparire qualsiasi verità al di là della falsificazione continua. Ciò determina una disincantata rilettura della storia, definitivamente sottratta a ogni finalismo e quindi anche della democrazia.

La finzione di democrazia è mantenuta in vita solo attraverso la costruzione di un nemico comune, il quale consente una falsa unità che ricopre la realtà della separazione gerarchica tra dirigenti ed esecutori. È questo il ruolo del terrorismo. «Questa democrazia così perfetta fabbrica da sé il suo inconciliabile nemico, il terrorismo. Vuole infatti essere giudicata in base ai suoi nemici piuttosto che in base ai suoi risultati».

La mondializzazione dell’economia è l’apogeo di questo processo che si distingue da ciò che l’ha preceduta per un solo elemento, ma d’importanza decisiva. «Il fatto nuovo è che l’economia abbia cominciato a fare apertamente guerra agli umani; non più soltanto alle possibilità della loro vita, ma anche a quelle della loro sopravvivenza». Si può quindi affermare che «l’economia onnipotente è diventata folle, e i tempi spettacolari non sono altro che questo».

Nella comunità la comunicazione prende la forma del dialogo e della discussione ai quali ciascuno può partecipare, condizione necessaria per prendere decisioni in comune. Questa comunicazione diretta è l’opposto di quella unilaterale dello spettacolo, nel quale una parte separatasi dalla totalità pretende di essere l’unica a parlare impartendo ordini che il resto della società deve limitarsi ad eseguire.

Per essere rivoluzionario, dunque, il proletariato dovrebbe riprendere coscienza del tempo storico, ossia del fatto che l’economia è il vero motore della storia. A questa presa di coscienza si oppone lo spettacolo che cerca di perpetuarsi diffondendo la finzione di un eterno presente che pretende di aver posto fine alla storia.

Jean Baudrillard  poi, altro acuto osservatore del postmoderno, ha illustrato la frammentazione dell’identità e l’immagine frammentata del mondo e dell’uomo, confezionata dai mass media contemporanei, i quali trasformano il mondo in una serie di pseudo-eventi di natura spettacolare.

Jean Baudrillard

Per lo spettatore dei media tutto si riduce ad apprezzare l’intensità e le sensazioni della superficie delle immagini, senza poter attivare in modo consistente meccanismi di identificazione e di proiezione nei confronti di personaggi e caratteri.

Baudrillard inizia con la critica polemica verso il capitalismo. Smantellate le grandi teorie che guardavano alla realtà come un sistema complesso ma ordinato e descrivibile (Idealismo o Positivismo), il presente diventa ora un insieme di segni. Oggi predomina una iperrealtà virtuale, fatta di segni e simulacri. (Simulacri e simulazioni, 1981)

 Ad essere messo in discussione è il concetto di realtà, non di verità, come spesso era accaduto in passato. Lo sguardo di Baudrillard che si proietta sul quotidiano è pessimistico, per non dire tragico e drammatico. La cultura produce qualcosa senza significato, e la sola branca del reale che è in grado di tenere in mano le sorti dell’uomo è l’industria, la società dei consumi.

I nuovi media hanno giocato un ruolo cruciale nella fabbricazione del significato o finto valore della realtà. Nel suo libro “Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?”1996, Baudrillard ha spiegato come la televisione abbia sostituito la realtà. Tutto ciò che vediamo attraverso lo schermo è una comunicazione artificiale, un reale contraffatto, che diventa la vera realtà.

Consideriamo Disneyland, Las Vegas, dove tutto è incastrato in un meccanismo di funzionamento invidiabilmente impeccabile, un mondo finto che però funziona alla perfezione.  Ci rechiamo volontariamente in tali luoghi perché attratti dalla spettacolarità magnetica della ri-creazione, della meraviglia, del simulacro.

Siamo assorbiti dalla manipolazione dei media, dei programmi informatici e delle psicologie commerciali. Qual è l’originale realtà per noi? Viviamo di segni e simulacri realtà virtuali o siamo in grado di coglierne  la differenza con criticità?

Viviamo nei non-luoghi, definiti così da Marc Augé nel libro” Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità“. Gli spazi privi di identità, relazioni e storia: autostrade,  svincoli e aeroporti, mezzi di trasporto, grandi centri commerciali, outlet, campi profughi, sale d’aspetto, ascensori … ecc ecc. Spazi in cui milioni di individui si incrociano senza entrare in relazione, senza entrare in contatto, senza discutere, parlare, guardarsi, dialogare … l’esatto contrario dell’agorà di Atene, culla della democrazia. Sospinti solo dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare viaggi e percorsi.

I nonluoghi sono prodotti della società della postmodernità, dove i luoghi della memoria sono  confinati e banalizzati in posizioni limitate e circoscritte alla stregua di “curiosità” o di “oggetti interessanti”. Le differenze culturali sono massificate, in ogni centro commerciale possiamo trovare cibo cinese, italiano, messicano e magrebino. Il mondo con tutte le sue diversità è tutto racchiuso lì.

I nonluoghi sono incentrati solamente sul presente, caratterizzato dalla precarietà assoluta dalla provvisorietà, dal viaggio, dal passaggio e da un individualismo solitario. Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita.

Nel film “The Terminal” di Steven Spielberg, il protagonista, Tom Hanks, un cittadino di un immaginario stato dell’Europa orientale atterra a New York e dopo aver scoperto che nel suo stato è avvenuto un colpo di stato, diviene improvvisamente un uomo senza nazionalità, e perciò impossibilitato sia a uscire nella tanto agognata New York, sia a fare ritorno a casa, quindi resta prigioniero e si integra perfettamente nel nonluogo.

I nonluoghi  sono presenti anche sulla moneta Euro, con l’effigie di edifici e monumenti privi di identità e di storia, a differenza delle immagini presenti sulla Lira di Caravaggio, Verdi, Montessori, Galileo, Marconi, Colombo … 

Gli utenti si accontentano della sicurezza di poter trovare in qualsiasi angolo del globo la propria catena di ristoranti preferita o la medesima disposizione degli spazi all’interno di un aeroporto. Da qui un paradosso: il viaggiatore di passaggio smarrito in un paese sconosciuto si ritrova solamente nell’anonimato delle autostrade, delle stazioni di servizio e degli altri nonluoghi. (Villaggio globale, Marshall McLuhan)

Il rapporto fra i nonluoghi e i suoi abitanti avviene solitamente tramite simboli, parole o voci preregistrate. L’esempio lampante sono i cartelli affissi negli aeroporti vietato fumare oppure non superare la linea bianca davanti agli sportelli. L’individuo nel nonluogo perde tutte le sue caratteristiche di cittadino e i suoi ruoli personali per continuare a esistere solo ed esclusivamente come cliente o utente.

Marshall McLuhan

Non vi è un riconoscimento delle classi sociali, come siamo abituati a pensare nel luogo antropologico. Si è socializzati, identificati e localizzati solo in occasione dell’entrata o dell’uscita dal nonluogo; per il resto del tempo si è soli e simili a tutti gli altri utenti/ passeggeri/ clienti/ consumatori che si ritrovano a recitare una parte che implica il rispetto delle regole.

La società che si vuole democratica non pone limiti all’accesso ai nonluoghi.  Farsi identificare come consumatori solvibili, attendere il proprio turno, seguire le istruzioni, fruire del prodotto e pagare.

Anche il concetto di “viaggio” è stato pesantemente attaccato dalla surmodernità: i grandinonluoghi” posseggono ormai la medesima attrattività turistica di alcuni monumenti storici.

Il più grande centro commerciale degli Stati Uniti d’America, il “Mall of America“, richiama oltre 40 milioni di visitatori ogni anno. Scrive il critico Michael Crosbie nella rivista Progressive Architecture: «Si va al Mall of America con la stessa religiosa devozione con cui i Cattolici vanno in Vaticano, i Musulmani alla Mecca, i giocatori d’azzardo a Las Vegas, i bambini a Disneyland».

Anche i centri storici delle città europee si stanno sempre di più omologando, con i medesimi negozi e ristoranti, il medesimo modo di vivere delle persone e addirittura gli stessi artisti di strada. L’identità storica delle città è stata ridotta a stereotipo di richiamo turistico.

Nell’Europa che tenta di fermare l’ingresso dei migranti, si crea un’ambivalenza dei nonluoghi: quelli dell’abbondanza, e quelli della miseria, come campi profughi, centri di detenzione dei migranti et similia. In essi però l’identità è pericolosa per chi ci si trova, poiché espone al rischio di espulsione o incarcerazione.

Zygmunt Bauman

Zigmunt Bauman è stato forse il pensatore, che ha meglio interpretato il disorientamento contemporaneo. Molti saggi di grande successo, a partire da Dentro la globalizzazione del 1998, o Modernità liquida del 2000, lo hanno decretato il guru del pensiero della postmodernità.

La modernità liquida, concetto fra i più noti del sociologo, ci dice che con la fine delle grandi narrazioni del secolo scorso sono finite anche le certezze del passato in ogni ambito, dal welfare al lavoro fisso, dalla sanità pubblica alle pensioni, la postmodernità le ha smontate tutte, dissacrandole e mescolandole a pulsioni nichilistiche.

L’unica comunità dell’individuo è diventata il consumo, la sua unità di misura l’individualismo antagonista ed edonista in cui nuotiamo tutti noi senza più una missione comune. (Amore liquido, 2003 o Vita liquida, 2005).

La fase che viviamo è propizia alla nascita dei populismi, che nascono dall’indignazione. Dagli Indignados ad Occupy Wall Street fino ai movimenti populisti europei, l’ordine costituito viene fortemente contestato, con istanze naturalmente diverse ma sempre antisistema.

La modernità poggiava sull’etica del lavoro, perché il capitalismo produttivo aveva bisogno di quadri dirigenziali, che facessero funzionare le industrie, fonte del proprio profitto, quindi c’era necessità di welfare, scuola pubblica, benessere per la collettività destinata a gestire le fabbriche

Al contrario la postmodernità esalta l’estetica del consumo, che trasforma il mondo in un immenso campo di sensazioni sempre più intense. Un mondo  spesso investito dalla pubblicità o dal venditore di turno. L’esasperazione della soggettività, trova anche  incredibili attuazioni tecnologiche come la realtà virtuale. (La solitudine del cittadino globale, 1999)

Bauman  in particolare nel libro Sesto potere. La sorveglianza nella modernità liquida” del 2014,  parla di un approccio del tutto diverso rispetto alle strutture di potere. Jeremy Bentham e Michel Foucault avevano parlato di Panopticon,  inteso come carcere centralizzato che controlla migliaia di detenuti, e in cui bastano pochi agenti di sicurezza per la custodia, metafora evidente del potere centralizzato della modernità e del suo controllo sulla società  moderna.

Panopticon

Bauman invece parla di un modello di società in cui le forme di controllo assumono le fattezze dell’intrattenimento e dunque del consumo, in cui sotto l’attenzione delle organizzazioni transnazionali finiscono i dati le persone, o meglio le loro emanazioni digitali, i cui rischi più elevati sono la privacy, la libertà di azione e di scelta.

La novità postmoderna è che questo spazio del controllo ha perso i muri, e a dire il vero non occorrono neanche più i sorveglianti, visto che le “vittime” contribuiscono a collaborare al loro stesso controllo. Sono impegnati nell’autopromozione e non hanno gli strumenti per individuare l’aspetto oscuro nascosto sotto a quello seduttivo.

La globalizzazione è dunque un processo intimamente legato alle forze di mercato che ha ripercussioni su molti altri settori della vita, in pratica è una nuova forma d’imperialismo finanziario, impadronirsi dell’economia degli stati, della loro moneta e della loro sovranità.

Le forze economiche, infatti, hanno trasceso la dimensione nazionale, hanno perso ogni legame col territorio, dettano legge e non si prefigurano più come sistema produttivo dell’uomo per l’uomo, ma come sistema auto-referenziale, fine a se stesso.

Le corporation trasnazionali muovono in uno spazio extraterritoriale, volano sopra i confini dello stato nazionale, fino ad oggi strumento di rappresentazione delle identità sociali, eludendo ogni sorta di controllo politico e collettivo, ignorando le differenze economiche, politiche, culturali, etniche e religiose delle singole nazioni.

Il potere della globalizzazione economica è ormai senza volto e senza luogo, introduce la flessibilità come dogma e preannuncia l’incertezza delle esistenze, vissute nell’affannosa rincorsa per rimanere nella società dei consumi. Il potere ci tiene in scacco lasciandoci soli, levandoci qualsiasi capacità di autodeterminazione e programmazione futura.

Nascere in Italia 40 anni fa significava avere buone probabilità di vivere la propria vita in quegli stessi luoghi, avere la speranza di trovare un lavoro vicino a casa, di conoscere i propri concittadini, la possibilità di fare previsioni verosimili sul proprio futuro.

Oggi, si nasce in luoghi che mediamente vengono lasciati nella prima adolescenza, i giovani seguono  opportunità di lavoro fugaci, sempre più volatili ed evanescenti, i lavoratori vengono assunti in aziende che da un momento all’altro potrebbero delocalizzare.

Le spinte all’individualismo e alla competizione determinano questo stile di vita veloce che porta con sé nuova alienazione: quella dell’uomo e dei suoi rapporti. Per il cittadino globale la leggerezza e la velocità di spostamento sono caratteristiche fondamentali, meno vincoli si hanno e più si è pronti alla sopravvivenza nella selva-mondo virtuale, senza barriere né confini.

Anche le relazioni umane, dice Bauman, si adeguano e si plasmano sulla base di un consumo ipertrofico, sono sempre più numerose ma sempre più brevi e superficiali. E così, la nostra situazione affonda in un mare di indifferenza, che è l’unica arma di difesa valida a breve termine nei confronti dell’incertezza di ogni giorno.

Nella postmodernità è nata una nuova immagine di società, come spazio che racchiude una molteplicità di individui senza più alcuna cornice comune, sempre più uguali nei loro destini ma sempre più divisi e soli nelle proprie vite. Aumenta poi costantemente il divario tra la condizione dei poveri e quello dei ricchi.

Il populismo, in modo particolare il M5S, per quanto riguarda la situazione italiana, è quindi la reazione culturale e politica rispetto alle condizioni sociali drasticamente mutate nel tempo della postmodernità, dopo il golpe messo in atto dalla nuova classe sociale dominante, quell’aristocrazia finanziaria che mira a distruggere i diritti del lavoro, a proletarizzare la middle class, a desovranizzare gli stati, ad americanizzare l’Europa.

Data la potenza propagandistica dei media, riuscirà veramente a vincere le prossime elezioni politiche e a prendere il potere? Oppure sarà costretto inevitabilmente ad abbandonare istanze essenziali delle proprie battaglie, soggiogato dalla potenza della restaurazione liberista ?

 

Rosanna Spadini

FONTE: comedonchisciotte.org

28.09.2017

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

132 Commenti

  1. Ancora con la potenza propagandistica…
    Ma se pensate che la gente sia tutta composta da scemi che abboccano senza scampo cosa lottate a fare?

    Cercate di inventare qualcosa di nuovo…modalità di comunicazione (e infatti Grillo è uscito quasi dal nulla…e infatti Trump ha sconfitto tutti i media di America riuniti)…inventate ideali che non siano sempre semplificati come “onestà”, che potrebbe essere declinata in tante maniere diverse, più facili e più complesse…

    La “potenza propagandistica” funziona per determinate condizioni che sono il fatto che comunque conferisce un senso di appartenenza quale che sia.

    E allora cominciamo a svilupparne uno alternativo che di cose da fare in questo senso ce ne sono molte e nessuno ha nemmeno iniziato a sperimentarle.

    Tanto per dirne una: perché il M5S non ha un suo economista di riferimento?
    Forse lo è Minenna?
    E allora perché Minenna non apre un blog in cui parla alla gente come ha fatto Bagnai?
    Perché non lo si spinna, lui o qualche altro?

    Perché non esiste un filosofo del movimento, uno “tipo” Fusaro, giovane, elegante, che sappia parlare di argomenti complessi senza soggezione degli interlocutori?

    E tante altre cose anzi tantissime che però se non si fanno non è che uno se la cava piagnucolando che gli altri hanno la potenza mediatica.

    • Non esiste un filosofo del Movimento perché non esiste una linea politica del movimento, semplice.

      La linea del M5S è sempre stata calata dall’alto da Grillo e Casaleggio senza possibilità di discuterla. E a cosa serve un filosofo se non si può discutere?

      • Anche se la linea politica è stata calata dall’alto, io la condivido … “Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere
        il candidato, ma solo il simbolo del partito. La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.
        • Abolizione delle province
        • Abolizione dei rimborsi elettorali
        • Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
        • Abolizione del Lodo Alfano
        • Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
        • Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
        • Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
        • Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
        • Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
        • Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
        • Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
        • Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato
        • Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
        • Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
        • Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
        • Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
        • Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.
        http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

        • Tutte cose condivisibili, a parte l’accanimento contro i rimborsi elettorali (che preferiscono, il sistema lobbistico americano?).

          Fondamentale il primo punto: le preferenze sui candidati vanno reintrodotte, anche perché solo così si giustifica la non sindacabilità dell’operato dei parlamentari, compresa la scelta di lasciare il gruppo di appartenenza. E si eliminerebbe la buffonata delle primarie.

          Vista però la “democrazia” interna al movimento, ho seri dubbi che, al pari degli altri partiti, siano disposti a lottare seriamente per ripristinare le preferenze.

          • Il ritorno alle preferenze elettorali è implicito nella premessa, e tutto il programma è ispirato ad alcuni principi fondamentali, per salvare quello straccio di democrazia che ci resta:
            – moralizzazione della politica
            – cambio della classe dirigente corrotta con una nuova classe dirigente, non pregiudicata da interessi lobbistici
            – difesa della sacralità della Costituzione
            – eliminazione dei privilegi dei parlamentari, dato che la pratica politica deve tornare ad essere considerata un servizio fatto al cittadino
            – aumento del coinvolgimento dei cittadini attraverso trasparenza e partecipazione
            – coinvolgimento dei cittadini sulla discussione delle leggi e l’approvazione di leggi popolari
            – referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum …
            Quindi non credo si possa dire che il programma vuole escludere i cittadini dalle scelte, se mai coinvolgerli maggiormente sulla conoscenza e l’approfondimento dei problemi del Paese, perché senza un’opinione pubblica informata direttamente sulle leggi, non ci si può illudere di cambiare il sistema, e nemmeno una casta politica collusa con interessi lobbistici ci riuscirebbe.

        • Hai scritto un bellissimo articolo e poi riveli di sostenere il M5S?
          Mmm. Il M5S è il piano B di chi manovra il PD.

        • Questo non è un programma politico

        • – Divieto di prendere ordini ed istruzioni da ambasciate di Paesi stranieri, esteso ai partiti ed ai singoli esponenti di questi.

          Aggiungano questo, altrimenti tutto si risolve in una specie di grande attenzione, giustificata ma controproducente se si risolvesse in unica finalità, all’argent de poche…..E poi bisognerebbe pensare a qualcosa di “politico”.

          (Casanova fu rinchiuso nei Piombi a pane ed acqua, da un governo che sapeva come fare politica, per i suoi rapporti, pur di carattere ‘molto personale’, con l’ambasciatore francese!)

    • Il MoV non è un partito come la Lega o il PD, o come tutti gli altri, è un movimento popolare flessibile (a proposito di società liquida), senza segreterie, senza strutture rigide, e questa è la sua forza, ma anche la sua debolezza … da quello che ricordo poi Bagnai si è schierato apertamente con la Lega, quindi non vedo come potrebbe diventare l’economista di riferimento del MoV, e Fusaro è un filosofo indipendente da ogni istanza politica … quindi quando ci presenteranno la squadra di governo, vedremo chi indicheranno come esponenti economici di spicco (probabilmente Marcello Minenna credo) … intanto critiche a raffica da ogni parte “Eh ma so libberisti, lo ha detto il mio guru. Eh ma Di Maio a Cernobbio ha detto che …” però sono gli unici che dove governano NON privatizzano i servizi ma appena possono li INTERNALIZZANO. E quando tagliano, lo fanno sui manager e per salvare le aziende pubbliche e i loro servizi, toccando il meno possibile i dipendenti. Ma naturalmente quando succedono queste cose, sui media cala un silenzio assordante, ed anche il web vedo che non si distingue in perspicacia …

      • Figurati se non mi davi la risposta preregistrata… 😀

        Cito:

        “da quello che ricordo poi Bagnai si è schierato apertamente con la Lega, quindi non vedo come potrebbe diventare l’economista di riferimento del MoV”

        Sveglia…NON, ripeto NON, ho scritto che Bagnai deve diventare il vostro economista di riferimento.
        Magari se ogni tanto provi anche a leggere quello che un scrive prima di far partire il disco preregistrato, sì?

        Ricito:

        “e Fusaro è un filosofo indipendente da ogni istanza politica”

        Risveglia…NON ho detto che deve essere Fusaro, trovatene un altro.
        En passant ricordo che Fusaro ha criticato il movimento proprio perché non ha un filosofo di riferimento quindi vedi un po’ tu.

        Siete come i rappresentanti sindacali dei confederali, piagnucolate per accattarvi la gente e poi vi domandate come hai appena fatto tu:

        “Oppure sarà costretto inevitabilmente ad abbandonare istanze essenziali delle proprie battaglie, soggiogato dalla potenza della restaurazione liberista ?”

        La “potenza della restaurazione liberista”!!!
        La “potenza propagandistica”!!!

        Sindacalisti di quelli vecchio stampo…uguali…

        E’ un movimento con un buon vertice che però non si fida della base.
        Secondo me sbaglia ma evidentemente qualche motivo ce l’ha…

        • SE io non leggo con attenzione, tu leggi ancora meno, e forse non ti sei accorto che ho fatto una premessa “Il MoV non è un partito come la Lega o il PD, o come tutti gli altri, è un movimento popolare flessibile (a proposito di società liquida), senza segreterie, senza strutture rigide, e questa è la sua forza, ma anche la sua debolezza” … quindi ho parlato di “debolezza”, e anch’io riconosco che ci sono delle fragilità nella de-strutturazione del MoV, che i vertici vogliono mantenere liquido, flessibile e a impostazione popolare. Ci vorrebbero certo intellettuali di riferimento, anche se nel tempo della postmodernità gli intellettuali seri e onesti sono in gran parte spariti … ci resta Fusaro, che però mi sembra voglia mantenere intatta la propria indipendenza, Giorgio Cremaschi, che però è apertamente schierato con la sinistra, forse Pietrangelo Buttafuoco, che ha simpatie decisamente di destra … quindi non è facile anche per il MoV pescare in un deserto privo di personalità di spicco.

          • Niente…non leggi e impapocchi come i sindacalisti.
            Se hai qualche annetto ci scommetterei su sta cosa che stavi al sindacato…

            E Buttafuoco che diavolo c’entra non si sa…tanto per citare dei nomi come riempitivo che nel polpettone ci si mette di tutto…

            Hai scritto un post dicendo che la potenza (la POTENZA) della restaurazione (Metternich, gli Asburgo, lo Tzar e il re di Prussia) insieme alla POTENZA della propaganda (Goebbels, Starace e il KGB) potrebbero portare il movimento ad abbandonare le proprie istanze facendosi SOGGIOGARE?

            Ecco io ti dico che è un post stranissimo che può significare solamente una cosa: tu Rosanna hai molti dubbi.

            Quindi io ti ho detto cos manca al movimento e cioè delle figure di riferimento fra operativi (economisti, esperti di finanza, avvocati etc) e intellettuali (filosofi, artisti etc) e UNA LINEA PRECISA che quelle persone di riferimento dovranno divulgare IN CONTATTO DIRETTO CON LA GENTE.

            Tu sindacalisticamente dai un colpo al cerchio, uno alla botte e tiremm innanz…

            Mi fai venire in mente, spero di no, che qualcuno si stia augurando di non vincerle queste elezioni…

            Poi di incognite pronte a far saltare il tavolo ce ne stanno moltissime…speriamo in quelle…

          • Dietro alle pseudo “proposte” grilline c’è una sola logica: ridimensionare la democrazia rappresentativa e creare spazi di democrazia diretta. L’idea di spazzare via l’attuale classe politica non è sbagliatissima, ma poi il M5s mi cade sulla proposta alternativa: il Web. Quelli che criticano gli esponenti del M5s perché impreparati, ingenui e incompetenti non hanno capito una cippa di quel che c’è in ballo davvero. Quando Grillo ci fa vedere gli eletti del M5s e parte con la sua solita manfrina:”guardate che facce…” Intende mostrare il volto del Web, intende dirci che vogliono portare i livelli decisionali alla portata di chiunque utilizzi Internet. Diversamente dagli altri partiti (di destra, sinistra, centro), il M5s non ha una “linea politica” ma solo un principio: NOI FAREMO QUELLO CHE VOLETE VOI, QUELLO CHE CI CHIEDERETE VIA INTERNET. Per questo il M5s , per esempio, non ha una posizione sull’Euro: le ha tutte e due. Diversamente dagli altri partiti che vi chiedono voti per il loro progetto, il M5s vi chiede voti perché abbiano voce i VOSTRI progetti che, però, sono i progetti della Rete. Bagnai non potrà mai essere organico al M5s, ma non perché “sostiene la Lega” (cosa peraltro opinabile), ma perché è apertamente schierato contro l’Euro (in questo senso “sostiene la Lega”. Viceversa il M5s non potrà mai essere contro l’Euro o pro l’Euro, se prima il web non si sarà espresso. Come? Io penso che Casaleggio un’idea l’avesse, chissà se l’ha rivelata al figlio, prima di morire.

          • Sono abbastanza d’accordo.
            Quello che secondo me è un grave errore è che il M5S non ha coltivato il rapporto diretto con la base fornendosi di intellettuali all’altezza pronti a dialogare direttamente con il “popolo”.

            Bisogna vedere: se fanno intorno al 25% è un risultato positivo, troppo sotto dovrebbero ripensare la strategia.

            Comunque metà lavoro lo hanno fatto in maniera splendida e certamente li voterò.

          • Finalmente un commento sobrio e senza insultare nessuno.
            Continua cosí e forse continueró a leggere i tuoi commenti.
            Ma, fattelo dire, a volte sembri una vecchia zitella acida che se non se la prende con qualcuno si sente inutile

          • Ma qui si viene proprio per fare le cose in maniera diversa da come le fai nella real life, non ti pare?
            Non solo siamo tutti in maschera ma per me che esagero consapevolmente ce n’è una grande maggioranza che nemmeno si rende conto della propria idiozia.

            E sí…io qui vedo tanta stupidità, ma tanta…un concentrato di quella attitudine vittimista e gaglioffa che ha caratterizzato in generale l’Italia e in particolare le organizzazioni sindacali.

            Comunque mi dispiace che tu mi legga e per invogliarti a smettere ti blocco

          • Forte!!!
            Sillogismo: (l’ho imparato su wiki)…
            -Se il M5S fa quello che vogliono le persone della rete
            -(ma) le persone della rete sono state plasmate da decenni di propaganda (eufemismo)
            -allora il M5S segue il volere della propaganda (propagande è meglio, plurale)
            Oggi si, domani no, dopodomani forse ma senza esagerare, quanto basta.

          • “pescare in un deserto privo di personalità di spicco.”

            Ecco, “pescare” non mi piace…vuol dire che la “pastura” non è buona a sufficienza, perchè ?
            Come si potrebbe rendere migliore ?
            Qualcuno se l’è chiesto ?

            p.s.
            Perchè Menenna e non Galloni (visto che Bagnai ci definisce “ortotteri”) ?

          • Galloni è un ciambellano, forse un gran ciambellano.
            Ecco…di quello posso parlare come solo un paio qui possono o potrebbero fare…quindi ti dico che di Galloni puoi dire che ha scritto cose interessanti ma per quanto riguarda la sua reale posizione politica non puoi dire niente di niente. Di niente.
            Fidati.

          • Di Maio e Di BAttista si compensano vicendevolmente.
            Gratteri alla Giustizia sarebbe fantastico (i timpani a qualcuno scoppierebbero :-)) !
            E agli esteri ?

      • Bagnai non si è mai schierato con la Lega, ha solo detto che è l’unico partito che sostiene con chiarezza che l’euro è un disastro. Argomento accuratamente evitato, ormai, dal M5S (e ti credo).

    • Non può esistere nulla in questa fase terminale nichilista dell’individualismo. Le radici di questo male partono nel Rinascimento italiano e muoiono oggi. L’uomo per la prima volta nella storia ha creato uno Stato non spirituale, quindi generato come aborto. E ora ci si lamenta se impazzisce nella follia. Si aprirà necessariamente una nuova epoca, quella della fede. Sono tempi interessanti i nostri.

    • Non è che la gente sia sxema ed abbocchi. La propaganda compie operazioni efficaci perché invisibili a chi le suisce. E’ come una malattia che avanza senza sintomi.

      • Ecco ma se lo capisci tu come mai pensi che non lo capiscano gli altri?
        Quanti siamo qui su CdC?
        Ce n’è uno che ammette di cascarci in quei messaggi nascosti?
        No.
        E allora continuare a ripetere che c’è la invincibile “POTENZA” mediatica che ahimè ci sovrasta è una balla che ha pure rotto le scatole.

        Abbiamo tutti i mezzi per opporci e tutti i mezzi per essere altrettanto persuasivi basta che accettiamo di comprendere che dobbiamo valutare anche altre strategie.

        Scegliendo Di Maio come candidato premier secondo me si è stati troppo prudenti, Rosanna se ne è accorta e mette subito le mani avanti attribuendo l’eventuale fallimento alla “POTENZA della restaurazione” e alla “POTENZA propagandistica”.

        Sciocchezze da quattro soldi.

        • Abbiamo…

          CHI, QUANTI SIAMO ?

        • Credo che tu sottovaluti la potenza della comunicazione di massa, di cui non ci accorgiamo perché nessuno ne fa studiare le strategie. Io conosco alcuni meccanismi perché ho dato un esame di semiotica all’università. Alle scuole superiori si dovrebbe fare, ma i docenti di italiano non se la sentono mai…
          Con rispetto parlando, forse neanche tu riusciresti a capirne i meccanismi. Il più simpatico test che viene proposto è il seguente: è la festa della mamma, un ragazzino torna a casa e vuole farle un regalo. Nella vetrina della pasticceria c’è una torta con la scritta di glassa “Alla mia cara mamma”. Il ragazzino tutto contento la compra e la regala.
          In questo raccontino si è verificata una drammatica ingiustizia, che spiega uno dei meccanismi della propaganda dei mass media.
          Pensateci, così capirete di cosa parliamo.
          Io non ce l’avevo fatta a rispondere.
          Spero di aver dato un contributo.

          • Che io non capisca i meccanismi di un testo soprattutto di una pubblicità, con rispetto parlando, credo che sia un po’ difficile.
            Se mi fai il quizzettino così non lo so, ci provo e poi vediamo ma alla lunga ci arrivo prima io degli altri.
            L’importante – e l’ho detto seimila volte – è che si stabilisca un “discorso” perché devi sapere che le domandine sono antipatiche.
            I discorsi invece sono sempre interessanti.
            Con tutti.

            Sempre con rispetto parlando, per carità.

            Intanto mi dici cosa succede di semplicemente folle qui dentro

            https://www.youtube.com/watch?v=bB9KnnL_NP0

            Ma qui non è difficile per quanto pazzesco

            Piuttosto, tu hai capito che significa “No Alpitour”, vero?

            Ma anche questa è facile visto che è presente tale e quale anche se con parole diverse nella maggior parte della pubblicità.

            Perché tu avendo fatto ben “un” esame di semiotica (1) avrai capito che la pubblicità non ha come primo scopo propagandare il prodotto ma ne ha un altro molto più generale, sociologico e politico, giusto?

            E lasciamo da parte Packard che è a livelli elementari.

            Per quanto riguarda il quiz non ho capito se è un film, una scena senza una finalità precisa o una pubblicità.
            Se si trattava della pubblicità di una torta o di una promozione della festa della mamma c’è il fatto che il bambino compra che mi pare significativo.
            Non tanto l’ingiustizia economica che lui ha i soldi e altri no ma il fatto che per l’espressione del suo affetto viene imposto come necessario un intermediario che è il produttore della torta ossia il sistema economico nella fase di distribuzione diventa la via ineludibile ufficiale dell’espressione affettiva cioè SE NE APPROPRIA.
            Oltre naturalmente al fatto che il bambino paga e altri non possono ma quello è molto secondario.
            Quello che conta è il ruolo “invadente” del commerciale che si impone come status, mezzo di comunicazione, unico momento autorizzato di riconoscimento affettivo, stabilito quasi “per legge”.

            Detto in due secondi poi fammi sapere che mi interessa.

            Ci sei arrivato alla questione dell’Alfa Romeo?
            E sul no Alpitour a che punto sei?

          • Eh, che livore, non volevo assolutamente fare un quiz, era una riflessione…io non stavo parlando di te in particolare, che hai sicuramente ottime conoscenze, ma della massa (con rispetto parlando), che non è in grado di decifrare le strategie di comunicazione, semplicemente perchè sono occulte. Packard è tutt’altro che banale, sebbene vecchiotto.
            Comunque, non ti offendere, ma non hai azzeccato. L’esempio della torta (inventato, non è uno spot o altro) ci dice che la comunicazione di massa ti mette in bocca le parole e le idee che ha deciso il mittente (Il bambino per fare gli auguri alla mamma non può che dire “Alla mia cara mamma”, frase decisa da altri). Per dirla con Barthes: ri fa diventare prigioniero di un linguaggio, imposto da altri, come bene si sono accorti in molti a proposito delle parole “populista”, etc.
            Ora vado a vedere questo link di youtube, grazie.

          • Il livore dove lo vedi scusa?
            Leggi tranquillo e non farti venire le traveggole

            Quanto al quiz a me sembra di aver detto una cosa molto simile sai?
            Solo che non te ne sei accorto… 😀

            Fai un respiro, leggi meglio e vedi che ho scritto (copincollo):

            “che è il momento della vendita/acquisto della torta insieme allo stesso fatto di presentarla colorata e con la scritta (su quest’ultimo punto non mi dilungo per brevità)”

            Ho citato la scritta, come mai non te ne sei accorto?
            E’ una cosa scritta in due secondi, erano accenni e personalmente non sono d’accordo con Barthes che è vecchiotto.
            Linguaggio non è solo le parole ma le modalità di relazione che secondo me contano, ci sei?

            Ma tu hai fatto un esame di semiotica… 😀

            No, non c’è livore. E’ che scrivi in una maniera un po’ sciocchina e non te ne rendi conto quindi invogli.

            Tipo

            “Con rispetto parlando”

            “Comunque, non ti offendere”

            non so se è chiaro…temo di no… 😉

          • Ok, scriverò in maniera più diretta (ma “con rispetto parlando” l’hai scritto anche tu).
            No: con la tua precisazione dimostri che non avevi capito l’esempio della torta. Infatti non hai fatto mai riferimento al contenuto della scritta e alle politiche del discorso, mi hai rifilato la solita superc…sui consumi, pubblicità, esproprio…bla bla…
            E tu di esami di semiotica quanti ne hai dati?
            Quanto allo spot della Giulietta (ma perché sempre la pubblicità?) ciò che è percepibile (cioè che non conta un tubo) è una identificazione della vettura con la donna (che mi pare abbia figliato non poco) a partire dal nome del modello; tutto ciò con la voce maschile di sfondo, impositiva/elargitiva (cioè tutto ciò è possibile a partire dall’iniziativa del maschio, rispetto al quale la donna risulta quindi avere una indipendenza/libertà concessa e paradossalmente vincolata).
            Se invece mi colloco dal punto di vista della scienza, il messaggio dello spot è che si è NORMALI se si vive con status symbol di classe, ma moderni-aggressivi-politically correct (più o meno, siamo sempre al’lesempio della VW Golf).
            Ho scritto in stampatello “normali” perché la comunicazione di massa tende a creare una pseudo-natura, processo invisibile (è la grande legge dei media).
            Sull’Alpitour proprio non vedo niente di particolare, dimmelo tu (ma sei sicuro di cercare dove ha senso cercare?).

          • Ti invito a leggere con più attenzione.
            Ultima volta anche perché ho capito che quando non hai più argomenti ti incaponisci

            Copincollo quello che ho scritto:

            “ma il fatto che per l’espressione del suo affetto viene imposto come necessario un intermediario che è il momento della vendita/acquisto della torta insieme allo stesso fatto di presentarla colorata e con la scritta (su quest’ultimo punto non mi dilungo per brevità)”

            “necessario un intermediario”, ok?

            L’intermediario come “ho scritto” opera anche a livello linguistico (la scritta) e iconografico (ho parlato dei colori) determinando l’immaginario (determinando l’immaginario).
            Capisci che è la stessa cosa solo che ovviamente io qui la devo dire in due parole e dal “mio” punto di vista che non è quello di Barthes (che hai citato).
            Barthes è noto (a te no, ma è noto) per le sue “bévue” ossia sciocchezze come in “Z”, il saggio su “Sarrasine” di Balzac.
            Io non condivido il suo punto di vista e la vedo secondo il “mio” ma il punto di partenza è uguale (se leggi con attenzione e rifletti sulla parola “intermediario”)

            Siccome avevo scritto prima:

            “se fosse una pubblicità”

            avevo sottolineato l’aspetto della mercificazione.

            Su Giulietta e Alpitour ti suggerisco di lasciar perdere.

          • Non è la stessa cosa.
            Non è questione di intermediario. E’ questione di imposizione.
            L’intermediario potrebbe svolgere una funzione neutra. Nei mass media non lo fa: esso PRESCRIVE senza dichiararlo. E’ questo il punto.
            Allora, sono curioso: che c’è di interessante nello slogan “NO ALPITOUR”. E per la Giulietta?
            E’ inutile che sbnobbi gli autori di riferimento: LORO hanno svolto ricerche e studi sui mass-media. Se sbagliano, scrivi loro una mail. L’esempio della torta è di Caprettini, è ancora vivo.
            Caso mai digli poi quanti esami di semiotica hai dato, perché ancora non ce lo hai detto.

          • Oddio che palle quando fate così…

            Scrivi:

            “Potrebbe avere una funzione neutra”

            Il punto che ti ho scritto è che non ce l’ha neutra per costruzione.
            Ossia e questa è la differenza con un’analisi strutturalista tipo Barthes:

            la chiave del ruolo dell’intermediario, per capire se inevitabilmente diventa lui colui che determina l’immaginario e i termini dello scambio (comunicazione/commercio) è la posizione di potere dell’intermediario che opera la comunicazione rispetto a chi la recepisce o utilizza.

            Ho scritto (se hai letto):

            “ne espropria il bambino”

            PS: Più di uno tranquillo e non solo di quello.

          • Questa risposta non mi è chiara, forse per qualche errore ortografico.
            Che non l’abbia neutra per costruzione l’ho detto anch’io, ma i destinatari normalmente non lo sanno, perciò è scontato che cadano vittime del processo comunicativo.
            “Espropriare” significa togliere, il problema qui è un “mettere”. Se intendevi altro, direi che c’è un problema di chiarezza espositiva
            La parola che infatti più spesso Caprettini utilizza per spiegare questo esempio è “attribuzione”, che poi diventa “azione offensiva” mediante un discorso che sembra testo, ma non è testuale (ma non lo si dice).
            Lo strutturalismo è certamente uno dei possibili punti di vista, ma cakkio se ci hanno preso. Infatti Barthes con il suo sgangherato metodo fu tra i pochi a credere nell’innocenza di Dominici e a denunciare la follia del colonialismo francese. Non male.
            Allora parto con Alpitour o cosa? La compro ‘sta Giulietta?

          • Stai facendo una confusione totale e non te ne rendi conto.
            Ultime notazioni ma non voglio troncare di punto in bianco.
            Se ti interessa apri un thread nel forum perché in home si è costretti a essere troppo sommari.
            Se vuoi sono a tua disposizione altrimenti va bene cosí.

            Esporpriare e mettere.

            Scusa, con tutto il rispetto (e non voglio offenderti…) come fai a uscirtene con una sciocchezza simile?
            Che significa “lo espropria” ossia “a che fine” lo espropria?
            Per impedirgli di diventare “produttore” e costringerlo a comprare/accettare i suoi prodotti (anche quelli puramente culturali che non sono tecnicamente in vendita).
            Quindi nei termini un po’ arrangiati in cui ti esprimi, espropriandolo della possibilità di produrre, l’ “intermediario” si conquista la possibilità di “mettere” (parola tua che io non avrei usato) i concetti, le idee, i desideri e le forme per esprimerli nel bambino/fruitore.
            Il che – attento – è esattamente “No Alpitour…ahi ahi” o anche (identico) “Gigante pensaci tu”.

            Quindi quella “ingiustizia” di cui hai parlato si verifica solo quando chi comunica o chi si intermedia in una comunicazione riesce a stabilire un rapporto da superiore a inferiore con il “fruitore” (o anche a convincerlo di sue incapacità come nel caso di Alpitour e tantissimi altri che sono, come ti ho spiegato, la base e il primo obiettivo di qualsiasi comunicazione pubblicitaria. Ma anche culturale e lí andiamo su Bourdieu. E basta con le citazioni, parliamo io e te, ok?)

            Lo strutturalismo ha il limite (detto in breve) di considerare il testo più che il contesto.

            Quindi se vui continuiamo nel forum dove se ti interessa apri un thread e sono a tua disposizione
            Se non vuoi ti saluto e ti invito a giardare meglio lo spot della Giulietta che se non hai notato niente di molto insolito significa che, con tutto il rispetto, non hai molto spirito di osservazione.
            Ma senza voler offendere.

          • Andrò per punti:
            1) “termini un po’ arrangiati” potrebbe essere offensivo, ma non mi offenderò. Semplicemente, non mi pare vero, anche perchè sono i termini di Caprettini, essenzialmente;
            2) sulla questione esproprio, per la spiegazione del quale nel tuo ultimo commento mi pare ci sia qualche deriva concettuale, siamo d’accordo che sussista e che sia il passo che precede l’imposizione del linguaggio, ci mancherebbe. Io però stavo sull’esempio della torta per mettere in evidenza questo secondo aspetto (l’esempio è pensato per questo);
            3) sul’esempio Alpitour, credevo mi chiedessi di cercare oltre l’aspetto del rapporto “superiore/inferiore”;
            4) lo strutturalismo ha limiti come tutte le prospettive, ma ha funzionato e funziona bene, e ha il merito di svolgere un’analisi sull’aspetto più problematico della comunicazione, cioè quello dei suoi meccanismi invisibili;
            5) sulla Giulietta hai ragione soltanto se ciò che c’è di strano è percepibile e io non l’ho fatto, ma per i mass media il problema non è quello. Se qualcosa si vede, il problema sta di sicuro altrove. Comunque lo riguardo.
            Sul thread vediamo…

          • Vi avviso che questa sfilza di commenti fuori tema, da quello del “quiz” in poi, saranno cancellati a breve, quindi evitate di continuare su questa riga, per favore.
            Se volete discuterne aprite un thread nel forum.
            Vi avviso solo per darvi il tempo di salvarvi da qualche parte i vostri commenti, se ritenete di non volerli perdere.

          • Sí, devo copiare qualcosa perché sennò poi “qualcuno” nega di aver detto certe sciocchezzuole!!! (Sciocchezzuole giovanili e ampiamente perdonabili)

          • Ecco, te lo avevo appena detto…
            Adesso ce lo dice pure il simpaticissimo webmaster.
            Io sono a tua disposizione se apri un thread nel forum.
            Se non vuoi non c’è problema.

            Nel caso rifletti un attimo sul motivo per il quale hai aperto parlando di “ingiustizia” e poi si è scoperto che l’ “ingiustizia” non c’entra un piffero e hai cambiato parola.
            E non te ne sei nemmeno accorto…

            Fai confusione perché non hai ancora imparato a muoverti da solo sulle tue gambe.

            Se decidi continuiamo altrove.

            Stammi bene

          • Si cominci pure questo thread, ma non so come si faccia.
            Sia chiaro però che non accetto atteggiamenti paternalistici. Io non li ho mai adottati. Se qualcuno li ha percepiti nell’esempio della torta, me ne scuso, ma non era mia intenzione.
            Fatemi sapere

          • Scrivi al WM e chiedi di iscriverti al forum (se non hai già l’accesso) poi apri il thread (in tema con la torta e con il linguaggio, ovviamente).
            C’è il pulsante “nuova discussione”

            Quanto agli atteggiamenti paternalistici evidentemente ti sfugge il significato di frasi (tue) come

            “Con il dovuto rispetto”

            “Comunque non ti offendere ma…”

            Quello però non lo studi all’università, te lo spiegano papà e mamma.

            Se sei interessato a creare insieme un discorso a me va benissimo, parlo con chiunque abbia qualcosa da dire che, per favore, non sia il fatto di ripetere lezioncine a memoria.

            PS: sei nuovo qui, ma è “da qualche tempo” che “ogni tanto” scrivo che il potere si esercita impadronendosi del monopolio dei codici linguistici.
            Cioè Alpitour.

            Leggo adesso che mi hai scritto:

            -“Con dovuto rispetto” lo hai scritto anche tu

            Esatto, l’ho scritto perché lo leggessi anche tu riferito a te, nell’inutile tentativo che ti rendessi conto che è un linguaggio irritante.

    • “Tanto per dirne una: perché il M5S non ha un suo economista di riferimento?”
      Perchè non hanno le idee chiare neanche loro!

      Ad esempio, sull’euro sono ancora per il referendum come se decidere per il “si” o per il “no” sia come andare al mercato e comprare un “cibo” tanto per provare: se non mi piace non lo compro più !

  2. Articolo interessante con molta carne al fuoco. Qualche nota che mi è venuta in mente leggendolo :

    -Il presupposto per la società dello spettacolo è la distruzione delle identità e del concetto di popolo. La massa frammentata e individualizzata può diventare di conseguenza un insieme di spettatori, così come il dialogo e la discussione una collezione di frasi fatte e slogan adatti al momento. Non deve meravigliare, dato che anche la storia è divenuta narrazione accettata passivamente anche da coloro che la studiano come professione.

    -Giustissimo : la finzione di democrazia ha bisogno di un nemico, ma non è il terrorismo islamico, è quello che sprezzantemente viene chiamato populismo.

    -L’economia globalizzata non ha fatto guerra a tutti gli umani perchè centinaia di milioni di persone del terzo mondo hanno visto aumentare il loro tenore di vita anche se da livelli di fame. Purtroppo è stata a somma zero o quasi, quello che hanno guadagnato loro lo abbiamo perduto noi. E poi, è davvero l’economia il motore della storia?

    -Tutta questa realtà virtuale mi ricorda il film Westworld con Yul Brinner nel ruolo del robot.

    -Il mondo post moderno ha bisogno solo di consumatori e quindi non bisogno di una scuola capace di insegnare cultura e spirito critico, basta saper leggere, scrivere e far di conto.

    • Grazie PietroGE, era da un po’ che non ti sentivo … interessante anche la tua combinazione di Terrorismo/Populismo, ma non mi sembra realistica, perché mentre la strategia della tensione praticata dal terrorismo risulta funzionale al sistema (anche le BR favorirono la DC e danneggiarono invece il PCI), i populismi vengono ferocemente demonizzati perché potrebbero mettere in crisi il sistema stesso … architetti del mondialismo e pedagoghi della desovranizzazione, ci spiegano quotidianamente che gli stati nazionali sono un’invenzione, che i politici del MoV sono uguali agli altri, che il MoV è gestito in maniera dittatoriale, che lo staff pratica quotidianamente golpe a proprio vantaggio, che trucca i risultati delle votazioni on line, occorre invece rovesciare le mappe, pensare altrimenti, e smascherare le categorie della neolingua, che hanno l’unico scopo di seminare sconcerto e confusione. Lo scopo del sistema mediatico di propaganda consiste nel riconfigurare la politica come mera continuazione del cazzeggio con altri mezzi, quindi con la neolingua di Orwell hanno scelto di raccontare bufale spudorate sul MoV e sui suoi esponenti, per evitare appunto che possano vincere alle prossime politiche.

    • “una scuola capace di insegnare cultura e spirito critico”
      Per dirne una, a cominciare dalle elementari, quando comprai uno zainetto senza pretese e non pubblicizzato dalla “scatola” per poco non divorziavo dalla consorte (oltre a farmi nemico il pupo…- i miei compagni mi prendono in giro -…)

  3. Ho letto tutto d’un fiato questo scritto, come rare volte mi capita, trovandolo bellissimo e in sintonia perfetta con quanto “avverto”anche istintivamente fin da ragazzino. Stesso percorso, con l’autrice ben più acculturata e capace, anche in termini espositivi, del sottoscritto, ma con approdi diversi. Spero di sbagliarmi, di avere preso una cantonata sui Cinquestelle, di dovere chiedere scusa alla Spadini, ma resto convinto che il Movimento dovrebbe vedere la stessa a contrastarlo, in quanto espressione massima e sofisticata dei suoi e “nostri” avversari.

    • Se ho capito bene dovrei considerare il MoV un mio avversario? Non capisco perché, a me sembra invece l’ultima spiaggia, oltre la quale non avremo veramente alcun’altra possibilità di salvezza.

  4. Ottimo articolo, ma di postliberale e di populismo non trovo più traccia nelle nuove leve M5S……da Torino e da presente al comizio di Grillo dello scorso millennio, non v’è più traccia di nulla e di sconvolgente per il regime liberale in atto, tutto sparito o ampiamente rigirato come una frittata…….la nostra sindaca appare ogni giorno di più come erede spirituale di Fassino/Chiamparino (probabilmente hanno lo stesso burattinaio a tirare i fili)…..il Di Maio mi appare come il solito “violino” buono solo per segnare i nomi dei buoni e dei cattivi alla lavagna……..se questo è un rivoluzionario, come diceva Primo levi………lasciamo perdere e non perdiamo neppure tempo per andare a votare…….la politica grillina è postmoderna, virtuale da e per un sito web o è reale?……perchè se è reale, necessita metterci la faccia e la testa nelle piazze e prendersi anche qualche manganellata…..o si pensa che i potenti si fermino perchè è arrivato grillo o perchè li si insulta virtualmente in un sito web.

    • Beh … quella del MoV è una rivoluzione culturale, una rivoluzione istituzionale, non vuole prendere né dare manganellate, ma cambiare le cose entrando nelle istituzioni … il fatto che stia cambiando la classe dirigente corrotta con una nuova classe dirigente onesta e assolutamente immune da ogni corruzione, pena la mancata candidatura o l’espulsione, a me sembra già un cambiamento piuttosto importante, se poi ci aggiungi la coerenza, il tenere fede alle promesse, la trasparenza e la lotta contro il sistema finanziario (sia nazionale che europeo), l’opera mi sembra degna di tutto rispetto.

      • Rosanna, con tutto il dovuto rispetto e la simpatia che ho per te………ma io ho 60 anni……siamo qui a scherzare, a far chiacchiere ed utopie, a passare il tempo o si vuole veramente abbattere un regime non solo a parole ma con i fatti ?…..i regimi non possono essere abbattuti senza rivoluzione e manganellate…..se di prendere manganellate nel M5S, nessuno ne ha voglia, a cosa serve il movimento ? a dare un posto di lavoro, in parlamento, a qualche disoccupato ?

        • Come ho già detto, se ti aspettavi dai 5S una rivoluzione a manganellate, ti sei sbagliato fin dall’inizio, perché la loro è una rivoluzione nel rispetto delle istituzioni, però ben diversa da quella della Lega, che poi si è completamente integrata con il sistema, governando col Berluska e firmando tutti i trattati europei, per di più implicata nel fallimento delle banche venete, mentre Bossi e Belsito sono stati condannati per truffa sui rimborsi elettorali … al contrario il MoV non si allea con nessuno.

          • Probabilmente hai ragione, ho male inteso gli intenti del movimento, ne prendo atto e smetto di votarlo e supportarlo, di rivoluzionario non ha nulla se il suo fine ultimo è il rispetto delle istituzioni lobbistiche e mafiose (in cosa di distingua dalla lega non lo comprendo, ma ha poca importanza) pero se mi si cita Marx o non lo si è letto o non lo è si compreso…oppure anche voi lo state tirando per la giacchetta per portare a casa voti di sinistra…….rivoluzione e marxismo viaggiano di pari passo, non si può citare Marx e nel contempo rispettare le istituzioni capitaliste…..la prima onestà a da essere quella intellettuale che è imperitura, le altre se ci sono è un bene altrimenti pazienza….. ed il sistema non si cambia con i figli dei fiori versione postmoderna e con qualche spinello libero (già visto in passato)………strana generazione la vostra che non vuole sporcarsi le mani e non vuole lottare ma che si accuccia sotto il padrone implorante di qualche “coccola” o di un contratto a chiamata, generazione precaria postmoderna che sà lottare solo virtualmente……direi che dal 68 ad oggi le università hanno fatto un eccellente lavoro di lavaggio del cervello e di demonizzazione della lotta di classe……prendo atto e mi rattristo, non per me che il mio tempo è passato, ma per voi che state scegliendo la schiavitù comoda, apatica e da divano e poltrona di casa o di parlamento……il tal modo potete anche arrivare e superare quel famoso 51%…..ma cosa cambia nell’essere schiavi e precari sotto la destra o la sinistra e l’esserlo sotto il movimento?
            P.S. credo di non essere io a non avere compreso, sei tu/voi che non comprendete, in tutte le cose della vita, o si lotta o non si ottiene nulla, con le chiacchiere neppure gli intellettuali ci apparecchiano la tavola,i potenti non fanno sconti e regali a nessuno….ed in più, una nuova forza rivoluzionaria, una forza che non teme la lotta e le manganellate sta facendosi strada…..andranno al potere (giustamente) con il 5/10%, se solo comprendono, gli extracomunitari, quanto siete incapaci di lottare per i vostri diritti e sin anche per difendervi, saranno loro a governarci a jus soli approvato…….ed anche giustamente, perchè sono uomini e donne con le palle e non smidollati accademici.

          • “andranno al potere (giustamente) con il 5/10%,”

            Cambieranno la Costituzione, imporranno la poligamia ed il burka.
            Le donne resteranno a casa e ci saran più posti di lavoro!

            Suma bin cciapàààààààààààà !

  5. Che corsa a perdifiato ! Interessante

    Il programma del movimento c’è e lo può leggere chiunque; quello che non sono stato in grado di trovare è la “visione” del mondo, o più modestamente dell’Italia, del M5*
    Ci sono tante proposte, alcune veramente minime, che convivono con altre di complessità estrema, utopistica.
    Sembra la preparazione della valigia prima di un lungo viaggio: nella valigia ci mettiamo i calzini di lana o quelli di seta, le t-shirt o le camicie di flanella; ci portiamo le pinne o gli sci;
    la moto d’acqua, la bicicletta o il gatto delle nevi.
    E difficile rispondere se non sai dove vuoi andare e il rischio è di caricarsi di cose che non servono, ingombranti, contraddittorie.
    Quello che mi aspetto di trovare nel programma sono cose del genere:
    – l’obiettivo del M5* è riconquistare la sovranità nazionale perduta.
    La riconquista passerà attraverso:
    – il rigetto dell’EURO
    – il rigetto di tutti i trattati internazionali stipulati da governi non liberamente eletti dai Cittadini italiani
    – il ripristino della Banca Centrale d’Italia che curi l’emissione di una moneta sovrana (il nuovo nome se necessario sarà individuato tramite una votazione onLine a cui potranno partecipare tutti i Cittadini italiani)
    – il ripristino di un sistema bancario operante su due linee: banche commerciali
    e banche d’affari; le banche commerciali avranno il compito di sostenere
    l’economia della nazione, attraverso prestiti all’industria e ai servizi
    strategici; alle banche d’affari sono riservate le attività finanziarie.
    – anche le industrie si divideranno secondo due linee:
    industrie strategiche e non strategiche;
    per industrie strategiche si intendono quelle che gestiscono l’acqua, l’energia, i trasporti, le telecomunicazioni, il sistema sanitario e sociale, il trattamento dei rifiuti; le industrie strategiche sono sotto il diretto controllo dello stato;
    le altre sono industrie non strategiche e sono libere di operate negli altri settori, ovviamente nel rispetto della legislazione corrente.

    Capito cosa vuol fare … poi si discute di calzini di lana piuttosto che quelli di seta.

    • Hai ragione SanPap, ma con un programma del genere il MoV avrebbe avuto qualche possibilità di vincere ?? Perché anche la Le Pen ha parlato chiaro sull’euro, e forse proprio per quello ha fatto una brutta fine … poi per quanto riguarda i servizi, i sindaci del MoV stanno difendendo il sistema pubblico e stanno tornando alle internalizzazioni (vedi Raggi e Nogarin), hanno parlato anche spesso della nazionalizzazione di Bankitalia … quindi credo che le idee giuste ci siano, ma stiano aspettando solo il momento opportuno per trovare un’applicazione concreta.

      • Non è che avrebbe avuto qualche possibilità..,avrebbe stravinto già da qualche anno…solo che ci vogliono degli intellettuali che abbiano la capacità di fare da figure di riferimento CHE DIALOGHINO CON LA GENTE…

        Invece ve la prendete con la base…la sindrome della Carla Cantone colpisce anche i quadri intermedio-bassi del M5S… 😀

      • “stiano aspettando solo il momento opportuno per trovare un’applicazione concreta.”

        Intanto, annunciarle in modo FORTE E CHIARO non è che farebbe male…
        Vabbehhhhhhhhhh, io son sordo…

      • Cioè il M5S prima tenterebbe di vincere con temi accettabili per i cittadini e poi passerebbe al’azione, che so, contro l’euro?
        Strategia comprensibile (ma un po’ antidenìmocratica), ma non ci credo.

    • Però…sono d’accordo…strano…
      Aggiungerei che la ricerca deve essere di Stato affidata all’Università e le aziende si mettono in coda sganciando più che possono per avere la possibilità di usare per prime i nuovi risultati.

      Visto che ti intendi di bambini che si risvegliano improvvisamente…mi sai dire anche perché la gente su queste questioni dorme?

      Se poi si aggiunge lo Standard Retributivo Europeo abbiamo un mondo che cerca davvero di inventarsi il nuovo…però…nessuno lo vuole il nuovo…ci sarà un motivo immagino…

      • Ricerca: si certo si può migliorare in mille modi, io stesso non ho scritto tutto quello che ho in mente per evitare che diventasse troppo lungo

        certamente sai che all’epoca della fondazione di Roma si praticava il rito del ver sacrum, a primavera alcuni giovani, diventati adulti, lasciavano la casa natia e si avventuravano nel mondo a fondare nuove comunità; erano tutti maschi e per fondare nuove comunità avevano bisogno di donne, e se le procuravano con le buone o con le cattive; un ricordo di questi avvenimenti è il Ratto delle Sabine; ora, tu vedi giovani a cui mancano le donne ? Ovviamente è una frase scherzosa, ma lo diventa di meno se al posto di “donne” metti “stimoli a lasciare la vita facile in famiglia”: perché sbattersi tutto il giorno quando c’è qualcuno che lo fa per te ? Perché mettersi in gioco ? Il nuovo ? Il nuovo è pieno di incognite, ne sa qualcosa Buddha che appena uscito dalla reggia paterna ha scoperto la malattia, la vecchia, la morte. Gli ci sono voluti molti anni per riprendersi.
        Nell’elenchino che ho scritto le banche commerciali si dovrebbero occupare anche del sociale: sostenere la famiglia, mediante mutui a tasso zero per chi vuole acquistare la prima casa (la Banca d’Italia lo faceva per i suoi dipendenti, tasso 1% negli anni ’80) e un “reddito di maternità” per le donne che si vogliono dedicare alla famiglia (devono poter decidere in tutta serenità se preferiscono dedicarsi alla famiglia o andare a lavorare in fabbrica, in un ufficio, mantenendo l’autonomia).
        E i soldi da dove li facciamo uscire ?
        Proviamo a rileggere “Migrazione di sostituzione”; che dice in sintesi: la natalità e la mortalità decrescono in quasi tutto il mondo, questo comporta un invecchiamento della popolazione, che a sua volta si tradure in un numero insufficiente di lavoratori rispetto a quelli che non sono più in grado di lavorare (anziani); di contro ci sono popolazioni nelle quali la fertilità è alle stelle; questo fenomeno può risolvere il primo, basta ricollocare il giusto numero di persone e il gioco è fatto; proprio come si fa con una merce qualsiasi: mi servono sacchi di patate, vado sul mercato e le acquisto, il problema non c’è più. Ma siamo sacchi di patate ? Noi e loro.
        Non solo ma i calcoli statistici ci dicono che non basta importare tanti sacchi di patate, pardon, tanti migranti quanti quelli che non sono più in grado di lavorare, ma addirittura tanti da far crescere la popolazione totale attuale. Ma non ci hanno sempre detto che siamo troppi, la popolazione deve diminuire, ecc ecc ? Contraddizione del modello di sviluppo attuale !
        Come possiamo non far crescere la popolazione, salvare la produttività e non importare schiavi ? Si può fare ? Si.
        C’è un altro fenomeno che ci sta preoccupando; le macchine che ci rubano il lavoro. E se invece di importare schiavi, facessimo lavorare le macchie ? e i soldi che ci servono per fare tante belle cose le facessimo uscire da li ?

    • Se il M5s diventasse esplicitamente sovranista (sintetizzo ai massimi), perderebbe metà degli aderenti e metà dei voti, perchè il M5s è per metà europeista e per metà antieuropeista. Anzi, no, un terzo europeista, un terzo antieuropeista e un terzo indifferente. La sua posizione è: decidete voi. Mi ricorda un po’ Mubarak, l’ex presidente egiziano, che si presentava (da solo) alle elezioni con due piattaforme, una di destra e una di sinistra. Gli elettori decidevano. Votando per lui, ovviamente.

    • Meno male che c’è chi ha le idee chiare

  6. Anche se la società postmoderna ci spacciasse la verità ultima delle cose, dell’esistenza stessa, tramite media, immagini, spettacolo, consumi e ogni mezzo possibile di intrusione nella sfera individuale, è possibile che non abbia tenuto sufficientemente conto di alcuni limiti banali della personalità umana. Il problema infatti, una volta generato il caos derivante dalla mancanza di riferimenti certi e facilmente riconoscibili, non è tanto la verità di quello che il sistema ci propone e ci mostra, quanto la sovrabbondanza, la superfluità di stimoli, informazioni, cose, persone, fatti e avvenimenti che un essere umano può gestire con adeguato discernimento. A meno che il fine ultimo non sia proprio quello di mandare in confusione il singolo, annichilendolo con una miriade di sollecitazioni alla fine sostanzialmente inutili anche se veritiere, lo stesso dovrà per forza reagire con l’indifferenza che viene giustamente citata nell’articolo. Qualunque essere umano in fondo nella sua esistenza vive in una sfera di interessi, di rapporti e di collegamenti spazio temporali per forza di cose molto limitata: tolta l’emotività iniziale della partecipazione ad una catastrofe che accade dall’altra parte del mondo se ne dimenticherà in un tempo sempre più breve. Forse quando l’uomo avrà imparato a sfruttare il cervello molto di più della minima parte attualmente utilizzata, non si porrà più un problema di sovrabbondanza di stimoli e di informazioni, ma semmai di ricerca di nuovi limiti ed orizzonti.

    • Hai ragione gix, però purtroppo vedo intorno a me tanta “inciviltà” … Cosa vuol dire essere incivili? Da in_civis, non-cittadino, incivile è un cittadino che non si occupa dei problemi della polis, dei problemi politici della sua città e del suo paese; un cittadino che si lascia abbindolare dalle fake dei media, e che non sa che gli editori puri non esistono, ma sono implicati in pesanti conflitti d’interesse, quindi diffondono le veline concesse dai loro padroni; un cittadino che non si preoccupa di capire le origini della crisi devastante che dura da 9 anni; un cittadino che non ha capito le ragioni del fallimento di tante industrie, della chiusura di tanti negozi; un cittadino che non ha capito la gravità dell’inquinamento del terreno e dell’aria; un cittadino che non si preoccupa della perdita di tanti posti di lavoro, della tragica disoccupazione giovanile; un cittadino che non legge, non s’informa, non cerca di capire le squallide dinamiche politiche dei partiti della casta che difendono solo i loro borselli e quelli delle banche; un cittadino che non conosce il significato di tanti termini, quali capitalismo, liberismo, globalizzazione; un cittadino che non ha capito la valenza politica dell’Euro, Eurozona, Trattati, Fiscal Compact, Debito pubblico …; un cittadino che pensa solo al proprio orticello e se ne sbatte dell’aumento della povertà in Italia. Civis romanus sum, diceva Cicerone, oggi potremmo dire «sono un consumatore e uno spettatore», quindi non sono un cittadino, ma un incivile.

      • Si Rosanna la situazione attuale è senz’altro quella che descrivi tu; il cittadino indifferente è quello che predomina sugli altri. Ma è per questo che occorre semplificare i messaggi, ad esempio quelli politici che il M5S potrebbe dare. Pochi concetti ma chiari, il resto, i dettagli, servono per carità, ma vengono dopo, per chi vorrà approfondire. Questo lo ha capito bene mister B a suo tempo, ed è così che ha costruito un consenso che ancora dura, basato sostanzialmente sul nulla. Se nel movimento capiranno questo, avranno buone possibilità.

  7. tutta questa colta tiritera per dirci cosa? che il m5s è “Populista” oppure “non populista”?
    Lei, sig.ra Rosanna, ha detto bene una cosa: il m5s è un partito “liquido”…infatti si è adattato magnificamente bene alla situazione.
    Dopo gli iniziali “vaffa” che gli hanno procurato tante simpatie siamo arrivati a sentire un fighetto alla di majo dire “noi siamo l’unico argine verso gli estremismi”! …ci mancava solo che aggiungesse “opposti estremismi”.
    E questo sarebbe il movimento che dovrebbe cambiare l’italia?
    Per carità! in realtà si tratta di un partito utilissimo a certi ambienti per evitare la nascita di veri partiti di opposizione. Ma non credo che il giochino durerà ancora a lungo…la gente è meno scema di quel che sembra.

    • E quale sarebbe la vera opposizione ??

      • Purtroppo non esiste (ancora) e questo anche “grazie” al 5s.
        Hanno avuto milioni di voti ma mai una volta che avessero indetto una manifestazione di protesta di piazza, uno sciopero …fosse pure uno sciopero della fame! L’unica cosa che hanno prodotto in tutti questi anni sono state solo degli spettacoli di piazza in cui grillo si poteva esibire come nei bei tempi andati.
        il 5s è nient’altro che un partito (o movimento) di benestanti benpensanti e arrabbiati solo quel tanto che serve a far fessa la gente…volendo usare termini “marxisti” probabilmente sarebbe corretto definirli dei piccoloborghesi in via di proletarizzazione che si ribellano per questo ma stando bene attenti a non disturbare troppo il padrone del vapore.
        Mi dispiace dover dire tutto questo perché anch’io avevo messo qualche speranza su questo movimento e penso che la cosa non le piacerà ma è la triste realtà.
        La saluto cordialmente

        • L’unica triste realtà consiste nel non saper valutare le rispettive responsabilità e i rispettivi ruoli politici, perché gli scioperi vengono indetti dalle forze sindacali e non dai partiti, e nel tempo attuale servono a potenziare i governi in carica, perché la classe operaia ha perso i propri partiti di riferimento e i sindacati hanno perso il loro potere contrattuale … detto questo se hai letto bene l’articolo avrai capito che la democrazia è finita e le regole del gioco democratico in un tempo postmoderno ormai non valgono più nemmeno un centesimo bucato.

          • ma lei stessa ha detto che il 5s non è un “partito” ma un “movimento” e, quindi, non avrebbe violato chissà quale legge se avesse messo in pratica forme di lotta che non si limitassero alle bagarre parlamentaristiche…tanto più che partiti e sindacati hanno abdicato al loro ruolo di opposizione reale.
            Che poi Lei dica che la “democrazia” è finita sembra essere solo un pretesto per non fare niente e “tempo postmoderno” non dovrebbe significare “tempo dell’inerzia” .
            Poi se penso a quello che ha combinato il sig. di majo sulla questione dei “vitalizi” mi viene un misto di rabbia e lacrime! Col pretesto ipocrita di colpire i privilegi (di pochi e insignificanti parlamentari) ha semplicemente spianato la strada a quel bocconiano delll’Inps che muore dalla voglia di dare mazzate anche retroattive a tutti i pensionati che ancora usufruiscono del calcolo “retributivo”.
            p.s. naturalmente sono anch’io un pensionato a cui di majo vuol dare “scacco matto”!

  8. bellissimo articolo, ti faccio i complimenti però mi lascia perplesso la tua speranza nel M5S. Un movimento che non ha una visione politica, un orizzonte di valori che dice tutto e il contrario di tutto. Un movimento che appartiene ad una società privata, che passa di padre in figlio come nelle monarchie. D’altronde basta entrare nel blog di grillo che dovrebbe essere la voce del movimento per capire quanta serietà: pieno di pubblicità. E che dire della piattaforma Rousseau…anch’essa appartiene alla società Casalegio Associati, che controlla tutto senza trasparenza. Di Maio che viene incoronato premier come se avesse vinto il grande fratello…e ce ne sarebbero tante altre ma mi fermo qui….

    • Fanno cosí perché hanno scoperto che la base è composta da un ammasso di pecore.
      Sono il miglior partito o movimento attualmente in Italia ma purtroppo hanno deciso che la base è irrecuperabile e vanno per conto loro confidando che le sindacaliste alla Carla Cantone tengano buono il gregge.
      Disgraziatamente il destino di un partito che non sia in gardo di far crescere la sua base è quello di finire per collaborare con il potere, con i suoi migliori elementi che spesso arrivano addirittura a farsi cooptare per la disperazione.

      Io continuo a votarli anche alle prossime elezioni, non si sa mai, magari “succede” qualcosa di imprevisto…

      Certo che i mezzi almeno per “tentare” un vero risveglio di popolo li avrebbero.

      • Capisco ciò che dici ma quello che dico io è altro…come puoi fidarti di un movimento che si basa su fondamenta false?

        • Ma lascia perdere..la base è a livelli di ritardo mentale che ci vogliono almeno due generazioni per recuperarlo.
          M5S va per gradi e non sta facendo malissimo solo che ha deciso addirittura di disinteressarsi del tutto alla base…

          Secondo me è un rischio. Mi auguro che non cedano alla inevitabile tentazione di farsi cooptare che è il destino quasi obbligato per chi a un certo punto si accorge di aver lasciato la base troppo indietro.

    • Mah … le prospettive ci sono e consistono nella presa di potere da parte del MoV, perché solo in quel momento potremo verificare se il MoV sarà coerente con le proprie promesse, oppure no … finalmente potrebbe controllare i media, potrebbe anche riuscire a forgiare la nuova coscienza degli italiani verso tematiche sensibili, quali euro, Eurozona, migrazione, lavoro, welfare, finanza … c’è pubblicità sul blog di Grillo? il Blog delle stelle non ne ha … la piattaforma Rousseau poi è solo uno strumento, per di più molto ben organizzato, perché ti spedisce un codice nuovo via sms ad ogni nuova votazione, nonostante si dica che non esiste trasparenza …

  9. Ho letto Bauman e Baudrillard, e sono interessanti ma alla fine i piedi non li mettono mai per terra. A me piace la speculazione filosofica ma quando diventa troppo astratta, ad esempio per dire che siamo in una società individualista, poi devo verificarlo nella mia realtà concreta, come quella dei media (che in teoria sono sul banco degli accusati) per spiegarlo a chi vive fuori dalla testa dei Bauman. Lo devo fare misurandomi con i social network o i fast food dove queste ciance appaiono per quel che sono: astratte. Inoltre è un assurdità parlare di capitale oggi nel mondo della speculazione elettronica della moneta creata dal puro nulla guidata dalle intelligenze artificiali e un circolante allo scoperto incalcolabilmente in crescita: non esiste NESSUN capitale, è tutto finto!

    Perchè invece non diamo qualche dato terra terra giusto per avere un orientamento di base, il Nord della bussola … Ad esempio, perché devo assicurare la mia auto? Facile, per avere una garanzia sociale che in caso di incidente ci sia la copertura del danno. Cosa che un privato da solo non può garantire. Ma cosa succede se volessi assicurare l’auto del mio vicino? Che se fa un incidente o gliela fregano io ci guadagno, ma non perdo in ogni caso il bene: tanto non è mio! Quindi a me conviene che il mio vicino faccia un inciendente …

    Per questo è vietato per legge in qualunque nazione e non si può con una agenzia assicurativa fare assicurazioni di proprietà altrui a insaputa del proprietario. Però con la borsa valori SI. Posso fare dei “titoli assicurativi” che sono esattamente contratti di assicurazione non vincolati alla proprietà della cosa assicurata e legali. Posso assicurare chiunque e qualunque cosa “creativamente” e di fatto trasformare poi quella carta da culo che mi sono inventato di sana pianta in moneta circolante (titoli) con cui posso comperare aziende, compiacenze politiche e l’intera editoria dei pennivendoli (se voglio). Aggiungiamo questo all’idea che “il mercato si regola da solo” funziona da “togli le zampe dal mercato lercio morto di fame” e iniziamo a capire di che regole stiamo parlando …

    Ma se fosse solo questo non sarebbe poi così tragico, a questo livello siamo solo all’ingresso dell’inferno a inorridire per gli ignavi. Perchè è peggio, infinitiamente peggio di così, uno sprofondare nell’orrore che non sembra avere fondo! Un titolo di quel tipo è detto “assicurativo” anche se dovrebbe essere chiamato senza il “politicamente corretto” con il suo nome vero, cioè contratto-scommessa, ma poi c’è anche quello detto “speculativo” che è la stessa scommessa moltiplicata N volte. Se io assicuro la macchina del mio vicino 1000 volte, cosa succede se lui salta in aria dentro la sua macchina? Che guadagno 1000 volte sulla sua pelle: adesso si che lo voglio morto! Questa esatta idea che domina la finanza mondiale attuale, basata sul male del prossimo, è l’ordoliberismo di ultima frontiera, il pensiero unico in economia che è il dogma a cui ci siamo sottomessi spontaneamente tutti. Oggi gestito dalle macchine a intelligenza artificale, senza emozioni e infinitamente più efficienti (=spietate) dell’opera umana.

    Non so voi, ma a me un pochetto di terrore folle viene a prescindere dagli attentati terroristici e squinternati vari con manie omicide al seguito …

    Tuttavia sono convinto che non cambierà NULLA, perchè abbiamo delegato tutta la sovranità nazionale al mercato: noi adoriamo senza freni questo modello economico (e chi non adora vincere al totocalcio un giorno si e l’altro pure?) per ciò le sole soluzioni che vedo sono: 1) il sopraggiungere del collasso sistemico multiplo che riporta indietro le lancette della storia umana di un tempo imprecisato -millenni?- 2) Rifondare il mercato da zero senza questi meccanismi perversi che rendono obbligatorio il crimine di massa legalizzato strutturalmente concepito perchè sia disumano …

    Ovviamente la seconda è la soluzione meno probabile, dato che è la più sensata.

    • Forse è vero, non cambierà nulla … anche perché è risorta al momento opportuno la mummia di Similaun, Berluska XXIII, che probabilmente guiderà il prossimo centro destra, con l’appoggio di Salvini e Meloni e con il cordoglio di tutti i sovranisti incazzati, che si aspettavano il recupero della sovranità … i partiti della casta stanno già preparando un Rosatellum Inciucellum2, pronto per arrostire i 5 Stelle sulla graticola della nuova truffa, secondo il vecchio detto che il potere logora chi non ce l’ha … su questo potrei anche essere d’accordo, non certo sul fatto che Bauman e Baudrillard sono astratti … mentre il capitale purtroppo esiste ancora, anche se non è più produttivo, ma speculativo finanziario.

      • L’astrattezza non è nella dialettica, il testo non poteva essere più chiaro di così, ma nel riportare la questione esattamente dove sorge l’analisi, nelle strade, tra le persone in carne ed ossa. C’è una astrattezza definibile come “concettuale” e c’è una descrizione di fatti concreti astratta, cioè distaccatta dalle orecchie verso cui si dirige, oppure provami che costoro abbiano detto qualcosa, qualsiasi cosa, che sia diventato virale per l’uomo comune e non sia rimasto nelle solite camere stagne dei dotti per farne dotto scambio di idee. Non puoi dire all’uomo comune della strada che vive in un mondo schizofrenico e narcisista “notando” le distorsioni di un “capitalismo” che non descrivi perché non esiste. Non esiste, perché sta solo nella testa delle persone, come il Re e la Regina. E’ dura capire che non esiste nessuna moneta perché è tutta falsa. Falsa come falsa è la moneta da due euro e mezzo. L’insistere nel rifiutare un evidenza che ogni dato ci racconta da decenni è patetico. E’ come vedere una bambina che si tiene stretta la sua bambola “capitalista” sotto un bombardamento atomico-finanziario. Ma tanto so che non posso convincerti. E’ per questo che alla fine risulterà vero quello che ho scritto.

        • Non mi sembra che tu abbia detto una falsità, al contrario hai detto una sacrosanta verità, la filosofia non ha mai cambiato la storia, l’ha soltanto arredata, ne ha interpretato le cause, ne ha percepito gli scopi, ma è rimasta assolutamente afona per l’uomo comune, che ha continuato a vivere nella sua più assoluta indifferenza … non è invece rimasta muta per chi ha cercato di capirla, e solo allora ha potuto mostrare la sua concretezza, calata sulla realtà quotidiana … l’uomo della strada non si alimenta di saggi di Bauman, né si compiace di leggere Debord … ciò non toglie che la cultura rappresenti il retroscena necessario per comprendere il reale, raramente serve a cambiarlo, per quello ha sempre avuto il sopravvento la forza del capitale, che oggi non è più produttivo, ma speculativo finanziario.

  10. Il linguaggio e il discorso politico, religioso e filosofico non ha ambiti di significazione e di significato sufficientemente determinati e intersoggettivi. Citare quindi degli autori che sono addirittura dei professionisti in detto genere di linguaggio e discorso non aiuta
    a creare una nuova concezione dello Stato che si contrapponga nei suoi fondamenti giuridici a quello cosiddetto neoliberista. Perchè alla fine quello che conta e che può essere detto con sufficiente chiarezza è proprio un discorso che riguardi i fondamenti (o l’assenza di fondamenti) giuridici della sovranità, della proprietà della terra e delle risorse naturali in essa presenti, dell’imposizione tributaria e della moneta. Da questo punto di vista è, a mio avviso, molto più efficace, dopo il tramonto dell’ideale di Stato fondato sulla filosofia marxista, cercare di portare avanti un’idea di Stato basata sulla granitica fondazione giuridica della sovranità, della proprietà della terra e delle sue risorse, dell’imposizione tributaria e della moneta, contenuta nel diritto romano, contrapposta a quella completamente priva di qualsiasi fondamento giuridico dell’attuale becera ideologia neoliberista come ho cercato di esporre sinteticamente in questo post

    http://giorgio-ansan.blogspot.it/2013/03/economia-la-moneta-e-il-signoraggio.html

    Senza un discorso che contenga un chiaro e granitico fondamento giuridico dello Stato e dei suoi più fondamentali istituti giuridici alternativo e a quello neoliberista non c’è possibilità di portare avanti un discorso politico autorevole e giuridicamente incontrovertibile…..

    • E come si fa a far rinascere lo stato, se quest’ultimo si è dissolto sotto i colpi della nuova classe dirigente finanziaria? nel tempo della società liquida, i parlamenti si sono svuotati di rappresentanza democratica, governano le lobby, le banche, le multinazionali, la finanza … e lo stato si è ridotto ad una poltiglia di principi violati e calpestati, di istituzioni falsificate, di politicanti allo sbaraglio, che lavorano unicamente per gli interessi dei padroni di turno … il tutto condito da un’informazione falsata, che pratica quotidianamente il rito perverso delle fake news.

      • Parto dal presupposto che presto, molto presto, di globalizzazione finanziaria (e dei suoi corollari) non c’è ne sarà più traccia e tutta la vita economica e sociale ritornerà ad avere un ambito locale, molto locale.
        Chi segue una rappresentazione termodinamica dei processi economici come esposta per la prima volta nell’opera di Nicholas Georgescu-Roegen e successivamente da tutta una serie di scienziati (fisici, chimici, geologi, matematici statistici ed ingegneri energetici tra i quali in particolare si trovano sul web il fisico spagnolo Antonio Turiel, la matematica statistica americana Gail Tverberg, il chimico-fisico italiano Ugo Bardi e l’ingegnere russo-americano Dmitry Orlov) che analizzano e descrivono i fatti economici su base fisica, a differenza degli economisti meta-fisici seguaci del paradigma dominante che non hanno la minima cognizione dei fondamenti termodinamici dell’attività economica umana, sopratutto di quella industriale moderna che, come tutte le attività fisiche, ha bisogno
        di energia, moltissima energia per accadere sa che siamo oramai in
        pieno declino entropico della civiltà industriale. Infatti, la gigantesca bolla di energia fossile che ha consentito l’abnorme sviluppo delle società umane industrializzate sta incominciando a contrarsi a causa dei suoi rendimenti decrescenti in termini di EROEI e il suo devastante declino entropico, che per esempio J. H. Kunstler ha efficacemente descritto, già nel 2005, nel suo libro The Long Emergency (tradotto in italiano col titolo di “Collasso – Sopravvivere alle attuali guerre e catastrofi in attesa di un
        inevitabile ritorno al passato”), è appena iniziato. La crisi finanziaria e l’esplosione del debito pubblico e privato non è che un effetto indiretto dell’aumento dell’EROEI e un tentativo di compensare con l’indebitamento la contrazione dei flussi di energia netta e la conseguente contrazione
        delle attività economiche e quindi dei redditi…. Il sistema finanziario globale per quanti escamotage possa tentare per prolungare l’agonia, non potrà mai sopperire al declino dell’EROEI e opporsi alla dittatura della seconda legge della termodinamica..…
        L’ultimo post di Gail Tverberg (molti suoi post si trovano anche tradotti in
        italiano) riporta i dati relativi al consumo di energia di un primate, di un uomo cacciatore raccoglitore, di un uomo della civiltà agricola non industrializzata e di un uomo dell’attuale civiltà industriale, raffrontato con l’attuale produzione di energia solare ed eolica, che da solo dà un’idea molto immediata e chiara di ciò che ci aspetta già nell’immediato futuro:

        https://ourfiniteworld.com/2017/09/26/why-political-correctness-fails-why-what-we-know-for-sure-is-wrong/

        Del resto basta leggere questo post di Dave Pollard (La Transizione e lo scenario del collasso) pubblicato proprio su sito di Comedonchisciotte per avere un quadro chiaro dell’evoluzione prossima degli eventi…..

        https://comedonchisciotte.org/la-transizione-e-lo-scenario-del-collasso/

  11. Perché la barby Di Maio?

    • Se stai chiedendoti perché è stato scelto proprio lui evitando di contrapporlo ad altri candidati probabilmente migliori, direi che la spiegazione più semplice è che spaventa di meno la “maggioranza silenziosa” (la classe media benestante) e anche i signori di Cernobbio (ai quali non si è venduto, come sostengono alcuni).

      Si sono trovati di fronte a un dilemma strategico:

      1) metti Di Battista e hai il meglio a disposizione adesso nel movimento.
      È tendenzialmente un rivoluzionario che si è ripetutamente scagliato contro la finanza predatoria, è fortemente moralista in senso positivo ma certamente promette di mettere in atto un senso di giustizia ed equità che andrà a colpire certi equilibri socio economici che ad alcuni privilegiati costeranno qualcosa.

      Quindi: Di Battista ti fa perdere le elezioni MA…consolida moltissimo la base e definisce (finalmente) il carattere ideologico del movimento.
      I voti che conquisti con Di Battista non ti fanno vincere ma quelli non te li leva più nessuno e con quella gente potrai davvero iniziare un percorso di maggiore approfondimento dei vari temi programmatici.

      2) con Di Maio “forse” vinci perché non spaventa.
      Ma non spaventa perché sotto sotto promette di lasciare più o meno tutto com’è, ossia soprattutto, di non intaccare le rendite di posizione della classe media e dei vari “cernobbisti”.
      Questo però implica che di concreto potrà fare molto poco se non qualche provvedimento genericamente “onesto”. Di Maio rischia di impaniarsi come la Raggi.

      Quindi: con Di Maio si prendono più voti ma si diluisce ulteriormente il tratto ideologico del movimento che purtroppo già adesso è abbastanza indefinito al limite dell’ambiguità.
      I voti di Di Maio sono di più ma li perdi più facilmente se si dovessero incontrare delle difficoltà come sta succedendo al comune di Roma e una volta persi resti con un movimento senza punti di riferimento per il suo potenziale zoccolo duro.

      A lungo termine sarebbe meglio Di Battista, a breve Di Maio.
      Puntando sul lungo però rischi di logorarti, sul breve invece se non fallisci clamorosamente e se resisti ottenendo almeno qualche minimo risultato puoi sempre fare in tempo a cambiare strategia.

      Credo che sia questo il ragionamento che hanno fatto.

  12. Prese singolarmente sono belle le citazioni di Debord o Baudrillard , ma il problema è che vengono mescolate in un articolo dove c’è di tutto e di cui non capisco la tesi e il senso . Mi viene in mente una massima di Seneca che suona così: “Chi vuole stare dappertutto non sta da nessuna parte”..Vedo un’insalata russa con una miriade di citazioni di autori strumentalizzati come il pongo in una confusioni di temi mescolati alla rinfusa . Democrazia , M5S ,Neolingua , migranti , Podemos , gay , Hegel , Baudrillard , Marc Augé , Marx , McLuhan , Z.Baumann , Guy Debord , Moderno , Postmoderno , Lyotard , Sgarbi , Positivismo , Populisti , Sovranisti , Welfare , Servo e Signore , Foucault , antipolitica , Progresso , Identità nazionale , Storia , Illuminismo , Tradizione , Trump, classi sociali , Virginia Raggi ecc..ecc..
    E vai con Bauman che ( pare ) trasformato in un difensore dello Stato Nazione , quando in realtà propugnava il contrario soluzioni globali a problemi globali ; oppure vai con il Moderno contrapposto all’individuo ; oppure si prende Marx ma poi anche Marc Augé ; l’identità nazionale ma anche Foucault ; Hegel ma anche McLuhan ; lo sfruttamento ma anche il migrante come figura a-politica e borghese (?!?) ecc..ecc..ecc. C’è di tutto . E mi sembra che ci sia anche poco rispetto degli autori .

    • Scusa, ma tu leggi un articolo o un saggio e non ti sforzi di capire la tesi? probabile che che la lunghezza abbia pregiudicato l’organicità del testo, però la tesi è chiara e spesso (un segreto) corrisponde al titolo, che dice “Populismi e Postmodernità”, quindi l’articolo vuol essere un approfondimento esauriente sul rapporto filosofico politico tra l’avvento della postmodernità e la nascita dei populismi, e doveva servire per una conferenza, quindi il mio intento consisteva appunto nel cercare le radici profonde dei populismi e in modo particolare del M5S … naturalmente le citazioni servono a sostenere la tesi, perché sono tratte da autori europei, particolarmente rappresentativi, che hanno percepito l’avvento della postmodernità proprio dalle sue prime avvisaglie (Lyotard); che l’hanno individuato nella ridondanza delle immagini che c’investono quotidianamente (Baudrillard); che l’hanno riconosciuto nella spersonalizzazione dei non luoghi (Augé); che l’hanno avvertito nel predominio della nuove tecnologie sulla vita degli uomini (Bauman) … naturalmente in un articolo di queste dimensioni non si poteva approfondire ogni autore, quindi ho scelto il loro aspetto più rappresentativo; per Bauman poi vorrei capire dove ho detto che difenderebbe lo stato nazione (anche se era un marxista, quindi non poteva certo essere favorevole alla Open Society); il Moderno è certo contrapposto all’individuo, perché durante l’epoca moderna si è affermata la democrazia, unica e irripetibile nella storia delle istituzioni mondiali, quindi democrazia dell’età moderna (contemporanea), contro l’individualismo e la crisi della democrazia nell’età postmoderna; poi Marx, Foucault, Hegel e McLuhan sono state citazioni estemporanee (citare non significa dover necessariamente sondare nel profondo il pensiero degli autori, ma servirsene per sostenere la propria tesi appunto) … a proposito hai dimenticato Galimberti, allora ti consiglio di leggere il suo Psyche e Techne, e di citazioni ne troverai a centinaia di migliaia … ma magari a lui tutto è consentito, e gli autori penso che li rispetti pienamente. Quanto “allo sfruttamento ma anche il migrante come figura a-politica e borghese”, non so a che cosa tu voglia alludere … grazie comunque per il tuo intervento, che mi è sembrato onesto.

      • Forse perché Galimberti non si metterebbe certo a scrivere cose tipo “anche se era un marxista, quindi non poteva certo essere favorevole alla Open Society” , oppure “il Moderno è certo contrapposto all’individuo, perché durante l’epoca moderna si è affermata la democrazia” .

        • Moderno e individuo nascono insieme . E la democrazia con loro . Moderno e individuo nascono insieme contro l’idea di homo hierarchicus e homo religiosus del mondo classico e medievale . Non esisterebbe il Moderno senza il contrattualismo razionalistico e senza la secolarizzazione del cristianesimo e dei suoi valori di dignità e uguaglianza delle persone . E la democrazia nasce con l’affermazione dell’individuo ( l’uomo razionale e la sua soggettività ) : con le Rivoluzioni Americana e Francese e , appunto , con “i diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789 . Poi , l’individuo non è l’individualismo ; ma l’individualismo è una possibilità tanto della democrazia quanto della razionalità strumentale del Moderno . E , in ultimo , il Moderno non è per forza sinonimo di democrazia . Il Moderno ha anche prodotto le non persone e i campi di sterminio ( Mi sembra di capire , Rosanna , che ti piaccia Z.Bauman : conoscerai quindi il significato della sua metafora “la società dei giardinieri” con cui descriveva la Modernità in “Modernità ed Olocausto” ) .

          • Sul fatto che la democrazia nasca nel 1789 credo che non tutti siano d’accordo.
            E nemmeno che il concetto di democrazia sia inscindibile da quello di individuo.

            In generale se uno invece di rifarsi a decine e decine di “fonti autorevoli” esprimesse, quando è possibile, la sua di opinione credo che ci si intenderebbe più facilmente.

          • Moderno e individuo nascono insieme, siamo d’accordo, ma non Moderno e Individualismo, che è un’altra cosa … l’immagine appunto dell’uomo moderno risale al Rinascimento (non quello di Sgarbi) e coincide con l’Uomo Vitruviano di Leonardo, si afferma ulteriormente poi attraverso il pensiero illuministico e approda nella formulazione dei principi democratici (Rousseau e Montesquieu) … diverso è l’individualismo, cioè l’esaltazione esasperata dell’autonomia del singolo contro gli interessi e le esigenze della comunità democratica, individualismo osannato precisamente da Margaret Thatcher come strumento di propaganda neoliberista “la società non esiste. Esistono gli individui, gli uomini e le donne, ed esistono le famiglie. E il governo non può fare niente se non attraverso le persone, e le persone devono guardare per prime a se stesse. È nostro dovere badare prima a noi stessi e poi badare anche ai nostri vicini. Le persone pensano troppo ai diritti senza ricordarsi dei doveri, perché non esiste un diritto se prima qualcuno non ha rispettato un dovere.” Quindi mi sembra tu abbia ben chiaro il significato di MODERNITA’, ma non quello di POSTMODERNITA’. Quanto a “Modernità e Olocausto” lo considero un capolavoro e il libro migliore di Bauman.

        • Ne sono convinta, visto che Galimberti è completamente allineato al sistema PD, quindi non gli verrebbe mai in mente di fare determinate affermazioni molto rischiose per tutto il sistema e per la sua prossima carriera politica, visto che ultimamente lo vedo spesso presente nei vari talk show.

  13. Non credo che il M5S sia una forza critica. E’ sempre un’emanazione del potere. Per dirla con Debord, è solo una rappresentazione di una contestazione.

  14. Eh già società liquida e non luoghi dici bene, una realtà che ben si confa’ a non movimenti come il 5 stelle, a non capi partito come Grillo e Di Maio, a non politiche industriali ma redditi strani , a non politiche anti troika vero cancro economico postmoderno ma proposte di referendum consultivi sulla moneta che a nulla servono, a non difesa del lavoro ma discorsi inutili e dannosi di contrapposizionè vecchi garantiti/ giovani precari, non piazze ma votazioni farlocche su internet(il re incontrastato dei non luoghi), non difesa della salute ma si a tutti i vaccini (contraddicendo se stesso come fa il buon Beppe).
    Una società liquida postmoderna e non politica poteva partorire solo entità come il 5stelle.

    • Forse non hai letto bene il comunicato del blog a proposito dei vaccini, che specifica la propria posizione, riguardo all’obbligatorietà di soli 4: “l’approccio, che e’ modellato sulle “immunization policies” dei paesi Scandinavi (e di 47 stati USA su 50), si basa sul coinvolgimento attivo e responsabile della popolazione ed ha anche il notevole vantaggio di creare un patrimonio di fiducia reciproca tra cittadini ed istituzioni che potrà essere usato per implementare ogni altra politica di prevenzione sanitaria (alimentazione, allattamento, attività fisica, etc) … Va da sé che questo tipo di approccio non può essere considerato ne’ interpretato in alcun modo come una posizione più morbida nei confronti dell’anti-vaccinismo, che e’ un fenomeno senza alcuna base scientifica che noi rigettiamo completamente. Al contrario, noi crediamo che il tipo di persuasione attiva e capillare cosi’ delineato rappresenti il modo migliore per sconfiggere ogni forma di “vaccine hesitancy” e “vaccine resistance” in modo completo e duraturo. In questo senso noi respingiamo fortemente qualsiasi insinuazione su una presunta equazione “obbligo contro non-obbligo = pro-vaccini contro anti-vaccini”, che è del tutto insensata dal punto di vista scientifico. noi confidiamo sul fatto che su questo tema cosi’ importante si possa avere una discussione seria ed informata tra tutte le forze politiche italiane. Sarebbe la soluzione giusta per tutti, ed il modo migliore per sviluppare insieme la miglior “immunization policy” per il nostro Paese.”

      • Non è che non ho letto bene, non l ho letto proprio, d altra parte le giravolte del MoV come lo chiami tu ormai non si contano, spero che la posizione su questo tema sia ferma, però sai siamo partiti dall antivaccinismo per arrivare al :”Assolutamente si i miei figli faranno tutti i vaccini, ci mancherebbe altro” di Di Battista in varie trasmissioni televisive prima dell estate a quello che mi dici essere una nuova posizione con soli 4 vaccini.
        Bene staremo a vedere.
        Eventualmente un referendum consultivo ci salverà.

        • “Assolutamente si i miei figli faranno tutti i vaccini, ci mancherebbe altro”

          e con quella su Regeni , Diba, ha pisciato di nuovo fuori dal vaso…

          mi son cadute le palle – ormai avvizzite –

  15. Quelle forze politiche (?) quali, Indignados, Sovranisti, Podemos, M5S, si sono ben accasate e sculettando nel ‘girone dei mangiapane a uffo’. La Spadini s’è dimenticata di contestualizzare la più grande delle fregature, Tsipras.
    Grave errore poi scrivere che le ‘classi’ sono sparite. E’ sull’induzione delle differenze sociali che il Potere fa leva per dominare. Il rincoglionimento (postmodernità) è altra cosa. Ma anche la lotta di classe non è completamente sparita. Se poi guardiamo soltanto all’Italia dove i movimenti del tipo 5stelle giochicchiano coi subordinati, be’ allora….
    Allunghiamo un pò lo sguardo oltralpe, Francia in primis, e vedrete che la situazione non è così rammollita come nel Bel Paese, per ora…

    • Purtroppo dimostri di non aver letto attentamente, perché io non ho detto che le classi sociali sono sparite, ma al contrario che “il liberismo ha sostituito le classi sociali con le categorie borghesi e popolari a-politiche e decontestualizzate: le“donne”, i“giovani”, gli “immigrati”, i“gay”, e via discorrendo.” Quindi la scomparsa delle classi è una narrazione mediatica costante, anche se il grande value investor Warren Buffett , definito l’oracolo di Obama, ha detto che “la lotta di classe è sempre esistita, e l’abbiamo vinta noi” … poi quanto allo sguardo oltralpe, credo che i francesi siano messi peggio di noi, visto che hanno votato a man bassa un avatar dell’aristocrazia finanziaria, ed ora si dovranno subire tutte le tragiche conseguenze, tipo la precarizzazione a vita della Loi Travail, la flessibilità indotta per le aziende, riduzione di fondi per l’istruzione.

      • Esattissimo Rosanna! Non ci sono più i ”francesi di una volta” altrimenti al microcefalomicron (che poi è l’equivalente di Michelino canzone di Calà e & Gatti di Vicolo Miracoli) non dico che l’avrebbero ghigliottinato ma, di certo, gli avrebbero fatto fare il giro del mondo a calci nel sedere, quanto meno!
        Per quanto concerne il ridicolo terzetto Sgarbi, Morgan nonchè l’inventore della finanza fantasiosa e creativa, li trovo consoni al livello infimo dei e della politica italiota! Si permette l’esistenza in ”politica” di uno come Renzi e sodali, del PD e delle sue ”varie correnti continue ed alternate, di Al-fano, di Azzurro Caltagirone, di Verdini, dei baldanzosi ”fratelli d’italia”, della Lega santa, tetragona ad ogni corruzione, che non perdona i ”ladroni” (vedi gli effetti dei vini forti che sono adusi consumare??) e di tutta la pletora di pseudo partiti indistinguibili dalla malavita organizzata poichè gli uni fanno parte dell’altra e viceversa in piena corrispondenza di amorosi sensi (denaro!!!)e, quindi, come è possibile privarsi di quel favoloso terzetto degno dei fratelli De Rege e di Petrolini? Necessita accettarli e votarli così il tracollo del paese sarà completo! Il M5S deve proseguire nella sua rotta di politica seria e di assoluta onestà, estromettendo gli infiltrati con riserve mentali quali il malefico pizzaiolo (senza offesa per quelli seri) ed assumendo quando necessiti atteggiamenti intransigenti e di dura protesta anche di piazza! Non è possibile consentire ai traditori del paese, dei ladroni, dei venduti, dei mascalzoni quantunque protetti da poteri forti e per questo criminali, a banksters ed alle presstitute di farsi gioco della verità, della giustizia e del buon governo! A banditi banditi e mezzo così come ammoniva il Grande Pertini! Magari esistesse anche quì da noi a Gladonia un altro Grande quale Alberto Mujica! Utinam!! Buona giornata!!

    • “Allunghiamo un pò lo sguardo oltralpe,”
      ….aspè’ che cambio gli occhiali…

  16. La fatica di operare una sintesi da parte di Rosanna su questo intervento è encomiabile, molto è condivisibile, ma ci sono limiti all’ingolfamento concettuale nello spazio di un articolo di questa natura, qualche autore è di troppo alla comprensione, anzi rischia pure di portare fuori strada, come avverte FabioEr097, cosi come è condivisibile per certi versi anche la critica di GioCo.
    Il mio non richiesto consiglio è di mirare il bersaglio su meno punti e concentrare il fuoco.

    Per la parte analitica,
    Il problema non è più la propaganda, intesa in un senso Bernaysiano, ma un qualcosa di diverso, se possibile più pervasivo, la propaganda prima si muoveva in un contesto ora è il contesto stesso, siamo oltre le aspettative delle tecnodittature, un salto di stato che non è ancora metabolizzato in alcun modo, che non ha ancora risposte “di (contro)cultura” e men che mai (anti)politiche intellegibili, gli autori del passato su questo punto, anche del recente passato, sono pressoché inservibili, in quanto lo stato della realtà percettiva dell’umano non è più confrontabile con quella della generazione precedente.

    Sul piano del M5s
    ci sono dei nodi irrisolti che incancreniscono sempre più, e che sono ostativi alla possibilità di attrarre un adeguato personale politico che possa elaborare e portare avanti l’impulso del movimento.
    1) La transizione ereditaria tra un Casaleggio e l’altro lascia di stucco chiunque abbia un minimo di contezza di cosa sia la democrazia interna di un partito o di un movimento, il carisma non è ereditario, se si poteva lasciare in sospeso la questione Casaleggio prima ora è impossibile, di che natura è questa figura ?

    2) L’utilizzo di una piattaforma proprietaria insondabile per la gestione degli iscritti è un buco nero, non solo espone alla matematica certezza di essere hackerata, ma è anche priva dei minimi elementi di controllo e garanzie, per esperienza personale e professionale, avendo visto nascere internet e conoscendo numerose piattaforma opne source per la gestione di queste cose un movimento che predica la trasparenza deve risolvere subito il problema

    3) La selezione della classe dirigente con l’autistica pretesa di utilizzare solo il canale della rete, poteva funzionare in una prima fase, ma dopo che si avvia la partecipazione alle elezioni amministrative diventa fallimentare, voleva combattere l’utilizzo del movimento come “autobus”, ma si è visto che non ha risolto il problema, anzi.
    C’è anche una componente di drammatica ingenuità, nella migliore delle ipotesi, in alcuni comportamenti, tipo nel far andare avanti personaggi ambigui come la Raggi; io sono calabrese e sospettoso di natura, ma so con certezza assoluta che se uno entra nello studio Previti è perchè ci sono dei motivi che vanno oltre alla sua persona* e che la sovrastano. Bastava applicare il buon senso e eliminarla alla prima bugia, che guarda caso era proprio su dove avesse lavorato prima di assurgere a candidato a sindaco.

    Detto questo ad oggi una persona che intenda fare politica in modo nuovo, con una sua integrità e solidità intelletuale, non potrà mai aderire al M5S. Ho sostenuto fino ad oggi M5S in tutti i modi, ma adesso non posso più farlo in coscienza, dopo la pagliacciata del Casaleggio jr e quella ultima delle non primarie, ad esempio, e meno che mai consiglierei ad un giovane che vuole fare politica di entrare a far parte del movimento, visto che non c’è alcuna contendibilità della linea politica, anche quando finalmente ne uscisse fuori una.

    *In Calabria, parlando di qualcuno per distinguerlo e riconoscerlo, non si dice “chi è ?” ma ” a chi appartiene ?” appartenenza familiare ed ambientale.

    • Ti ringrazio Cataldo, tutte critiche legittime, cui vorrei rispondere con attenzione particolare, perché so che sono oneste e libere da qualsiasi tendenza pregiudiziale:
      – l’articolo è piuttosto lungo, infatti voleva essere un approfondimento esauriente sul rapporto filosofico politico tra l’avvento della postmodernità e la nascita dei populismi, e doveva servire per una conferenza … è possibile che sia risultato un po’ disorganico, ma il mio intento consisteva appunto nel cercare le radici profonde dei populismi e in modo particolare del M5S
      – quindi ho analizzato a grandi linee il pensiero di alcuni filosofi europei, particolarmente rappresentativi, che hanno percepito l’avvento della postmodernità proprio dalle sue prime avvisaglie (Lyotard); che l’hanno individuato nella ridondanza delle immagini che c’investono quotidianamente (Baudrillard); che l’hanno riconosciuto nella spersonalizzazione dei non luoghi (Augé); che l’hanno avvertito nel predominio della nuove tecnologie sulla vita degli uomini (Bauman)
      – il M5S s’inserisce in questo contesto storico culturale, ormai malsano e deteriorato, per fare una rivoluzione culturale e istituzionale insieme, puntando su alcuni principi chiave: moralizzazione della politica, cambio della classe dirigente, maggior coinvolgimento e partecipazione da parte dei cittadini, lotta contro le privatizzazioni, i poteri forti, la finanza e difesa dei valori della Costituzione
      – non risponde ad una democrazia interna? vorrei che tu mi portassi qualche esempio di un partito italiano presente nell’arco parlamentare che è gestito da una democrazia interna, visto che la democrazia è un termine scaduto da diverso tempo, visto che la Costituzione è stata sistematicamente violata da tutti i partiti in parlamento, vorrei capire come si fa una “rivoluzione” rispettando le regole democratiche?
      – per quanto riguarda le “buffonarie”, anch’io avrei preferito che potessero avvenire diversamente, allora come mai non hanno taroccato il voto sulla piattaforma, se è così semplice farlo, e invece hanno fatto questa scelta, disponendo di codici ben precisi, che arrivavano via sms, così precisi ed organizzati, quasi provenissero da una home bank?
      – la Raggi poi è la sindaca più accusata e insultata della storia, ha subito una violenza mediatica senza precedenti, e la procura di Roma, con tutte le nefandezze di cui si deve occupare quotidianamente, sembra voler perdere tempo prezioso per il trasferimento di un dirigente del comune fatto dalla sindaca … un’attività che altrove passa come ordinaria amministrazione, di cui non se n’è mai occupato nessuno. Sfido chiunque a dimostrare il contrario, e a ricordare i nomi di segretari particolari di ministri, sindaci di città importanti, e capi di gabinetto delle più alte cariche dello Stato. Sono sempre stati incarichi di strettissima fiducia, su cui mai nessuno ha messo becco. Tantomeno la magistratura e, ultimamente, l’ANAC di Cantone, come se gli mancasse di che occuparsi. Raggi ora è accusata di falso per aver dichiarato di avere deciso la nomina di tal Renato Marra, cioè la si accusa di avere nominato un dirigente, atto perfettamente legittimo e nelle sue specifiche competenze, ma, non avrebbe ammesso di averne parlato con il responsabile del dipartimento del personale del comune di Roma, il famoso Raffaele Marra fratello di Renato. La sindaca, dopo l’avviso di garanzia del 24 gennaio 2017 scorso, venne poi interrogata il 2 febbraio per oltre otto ore, un tempo che di solito viene dedicato a reati di associazione mafiosa, omicidi e altri reati gravissimi. Incredibile ma vero. Ma forse il vero reato della Raggi consiste semplicemente nell’essere una sindaca onesta dei 5S, ricordando i tanti sindaci “onesti” che si sono avvicendati al governo della capitale e hanno lasciato un debito di 17 miliardi di euro. Ma guarda guarda, spulciando tra i tanti bidoni di fango e fake che vengono spacciate ogni giorno dalle tv, controllate dal sistema, spunta ogni tanto anche qualche verità ed ora inizia infatti il procedimento di rinascita di Atac, perché sembra che il Tribunale abbia ammesso la procedura di concordato preventivo, quindi via libera ad un programma che punta a migliorare le linee, gli autobus, la metropolitana, ridurre i tempi d’attesa, dare ai cittadini i servizi che chiedono, tutelare i dipendenti … tutto sotto l’egida del pubblico e bando ad ogni tentativo di privatizzazione …
      Però naturalmente Enrico Mentitore, Madame Bilderberg, Corrado Vermigli queste cose non se le lasceranno mai sfuggire di bocca … pena la perdita del loro ambito posto al sole.

      • Sulla Raggi la penso come te!
        E poi, grazie a Virginia gli italiani hanno appreso che i topi, ai tempi di Nathan, non prolificavano come conigli.
        Si son messi d’impegno (i topi) dopo la sua venuta per farle fare brutta figura.
        Topi pdini ?

        p.s.
        “Dunque Virginia Raggi potrebbe andare a processo, ma per un’accusa decisamente minimale (falso, senza dolo) rispetto al colossale putiferio che scoppiò a Roma all’epoca delle prime nomine della sindaca.

        La parte più consistente dell’inchiesta, l’abuso d’ufficio legato alla presunta irregolarità di alcuni incarichi con relativi e lautissimi compensi, è finita in archivio, così come le analoghe contestazioni rivolte ai precedenti sindaci, Ignazio Marino e Gianni Alemanno….”

        http://www.linkiesta.it/it/article/2017/09/29/raggi-come-marino-accuse-ridicole-mentre-roma-va-a-fondo/35664/

      • Tutte belle cose, ma io, e tanti come me, non vanno a guinzaglio a fare la “rivoluzione” sulla base di un patronato apodittico.
        Non è corretto sul piano della discussione dire che negli altri partiti non c’è democrazia e quindi … ricorda che se si usano gli stessi metodi i risultati non saranno dissimili, e ad ogni modo, al momento risulta più democratico il sistema farlocco del PD, che fa schifo ma è sempre meglio di un Deus Ex Machina.
        Se poi non devo “rispettare le regole democratiche”, con tutta franchezza, non andrei certo dietro le ambigue amebe che è riuscito ad allevare il M5S.
        Detto questo so bene che la politica è l’arte del possibile e che si lavora con quello che c’è, vedremo …

  17. Due chiose.
    (1) “Lo spettacolo è il capitale …” diceva l’ottimo Guy. Eppure alcune dinamiche dello spettacolo si trovano in forma ancora più forte in altre entità. L’abilità rassicurante di abbandonare temporaneamente il mondo fisico, di attribuire ad altro da sé le colpe del mondo, la tendenza narcotica ad estraniarsi, l’amore per ciò che impone il potere e l’odio per ciò che il potere non vuole, … si trovano molto bene nella precedente forma della messa.
    Ma la messa non è un rozzo precursore dello spettacolo, è ancora più forte, come parte integrante di una religione consolidata. E allora Baudrillard potrebbe tranquillizzarsi. Al dilagare del virtuale che prevale sul reale siamo abituati da millenni. In particolare noi italiani.
    (Ma poi, lo spettacolo non era già ben descritto da Platone nel mito della caverna? Noi greci lo sappiamo bene).
    (2) Il massimo dello spettacolo è la guerra, che riduce inutili masse, aumentando il potere delle elites. Nonostante gli sforzi disperati di tali elites per disfarsi di inutili, ingombranti e pericolose masse, la popolazione mondiale continua a crescere e le grandi guerre mondiali sono sempre più lontane. E’ evidente che il rischio di una nuova guerra mondiale è sempre più presente, eppure va segnalato questo enorme segnale del fallimento delle elites dato dall’enorme crescita della popolazione mondiale. E così le elites si devono accontentare di un picco inferiore (alla guerra), si dedicano allora al terrorismo.

  18. Nessuna paura i cinque steli sono figli della sottocultura partitocratica…
    TRANQUILLI…

  19. “I nonluoghi sono presenti anche sulla moneta Euro, con l’effigie di edifici e monumenti privi di identità e di storia, a differenza delle immagini presenti sulla Lira di Caravaggio, Verdi, Montessori, Galileo, Marconi, Colombo …”

    Grande Rosanna !!!

  20. Io starei attento a denigrare l’individualismo della Thatcher. In questa situazione è veramente importante mantenere degli spazi di libertà. Certo, molti non sapranno sfruttare questa opportunità, ma così almeno forse qualcuno si potrà salvare e vivere la propria vita come vuole, altrimenti ci rassegnamo a stare in prigione.
    L’occidente è un luogo senza principi. Per una volta che ne aveva generato uno… Bisogna tenerlo caro.

    • L’individualismo della Thatcher è lo strano grimaldello usato dal neoliberismo per scardinare le sicurezze sociali conquistate nel secondo dopoguerra … l’individualismo usato contro la comunità, la collettività, la democrazia, le riforme sociali del lavoro, il welfare, la previdenza sociale, insomma tutta quella costruzione dello stato sociale, che si è occupata della vita dei cittadini, ed ora è stata messa in crisi proprio dal neoliberismo …

      • Al diavolo le conquiste sociali! Qui rischiamo di avere nessun spazio. Ce le scambio volentieri le conquiste sociali con la libertà del singolo. Non avremo né l’uno né l’altro. Una cupa società conformista ci aspetta.

        • Anche Freud diceva le stesse cose, quando scrisse “Il disagio della civiltà” nel 1929, la libertà individuale era per lui nemica della civiltà (e viceversa), perché la civiltà impone sia i sacrifici sessuali sia il controllo dell’aggressività, ecco perché l’individuo non conosce molti gradi di soddisfazione: «Di fatto l’uomo primordiale stava meglio, poiché ignorava qualsiasi restrizione pulsionale. In compenso la sua sicurezza di godere a lungo di tale felicità era molto esigua. L’uomo civile ha barattato una parte della sua possibilità di felicità per un po’ di sicurezza». La partita si giocava quindi fra individuo e società, e a fare da arbitro i sensi di colpa. Però io al mito del buon selvaggio non ho mai creduto, lo considero un’utopia.

          • Perché non senti l’istinto che chiama. Sei caduta nella trappola della”conoscenza”. Credi forse che accumulare conoscenze porti a qualcosa?

    • “individualismo”, “spazi di liberta”?

      L’individualismo è sempre esistito e credo esisterà sempre anche nei peggiori regimi dittatoriali….quindi non è un merito particolare di questo “sistema”
      Quanto agli “spazi di libertà” se si riferisce al fatto di poter andare a votare non mi sembra che andare a mettere quella crocetta ogni tot anni sia servito e serva a qualcosa di serio.
      Se si riferisce al fatto di poter scrivere anche qua sopra quello che si pensa, è una libertà abbastanza limitata e ad uso di 4 gatti che spesso sono qui non tanto per discutere e informarsi quanto per dare sfogo a proprie nevrosi e psicopatie o per scopi propagandistici del proprio partito.
      Ammesso che ci siano altre libertà che dimentico, credo che siano di uso esclusivo di pochi anche quelle!

      • Pensiamo Alla legge sui vaccini e consideriamo che un genitore dopo aver studiato l’argomento decide che lui cercherà di allevare sua figlia senza farmaci. D’altra parte si può fare, le antiche società lo facevano senza troppi problemi. Quindi dimmi te come siamo messi. Non si tratta solo di un voto

        • Mi sembra che lei cita un esempio di libertà individuale (libertà per la madre di decidere riguardo ai farmaci o vaccini per i suoi figli) che se n’è già bello che andato! Allora quali altre “libertà individuali” ci restano e di cui dar merito alle Thatcher?’
          La “Taccer” è proprio una di quelle che ha ucciso le libertà individuali per i suoi porci scopi che avevano ben poco a che spartire con la “DEMOCRAZIA”.

          • si, avanti popolo alla riscossa.

          • naturalmente senza di Lei.

          • Si, senza di me perché dare uno scopo “sociale” alla conquista del potere è una stupidaggine colossale. Il “sociale” è un qualcosa che si crea all’interno di una comunità forte. Per esempio, non so, cinquecento anni fa la val brembana. Avevano i loro costumi, i loro dialetti, le loro storie. E così le altre aree del mondo. Quello è il sociale e purtroppo non c’è più. Sparito quello sparito tutto. Ora c’è solo un sacco di gente confusa, disorientata. Andare a voler conquistare il potere così, per la gloria, o perché va fatto mi sembra una storia da birreria dopo la quarta birra.

          • Stia tranquillo che prima di prendere il potere passeranno decenni e forse più…quindi c’è tutto il tempo di sviluppare (se ci si riesce) quel sociale di cui parla e su cui concordo pienamente. Temo solo che difficilmente ci si riuscirà finché saremo totalmente dominati…perciò la presa di potere è elemento sine qua non si potrà davvero sviluppare la socialità …ma su questo penso che lei non concorda.

      • Alcuni articoli di quei 4 gatti, magari sono letti da 12mila persone … non credo che ci siano tante persone psicopatiche che si dedicano al rito nevrotico collettivo della lettura di un sito di informazione alternativa.

        • Sig,ra Rosanna, sicuramente non intendevo offendere il sito che ci ospita…volevo solo mettere in evidenza che certe libertà tipo quella di “espressione” sono comunque limitate a una ristretta minoranza qual è quella di questo come di qualsiasi altro sito web…non mi sembra che 12000 persone (che poi non sono tutti commentatori ma spesso solo lettori) siano una cifra astronomica.

          quanto a quest’altra sua affermazione :”non credo che ci siano tante persone psicopatiche che si dedicano al rito nevrotico collettivo della lettura di un sito di informazione alternativa.” anche qui mi sembra che ci sia un equivoco nel senso che io non mi riferivo ai lettori ma casomai ad alcuni commentatori che – e lo dico anche per fresche anzi freschissime esperienze dirette – stanno nei blog per sfogare le loro nevrosi e aggredire verbalmente chi non condivide le loro opinioni.
          Mi sembra che alcuni lo facciano anche con Lei o sbaglio?

          Non capisco perché si è sentita punta nel vivo, mica mi riferivo a Lei!
          Anche se siamo politicamente abbastanza distanti, comunque ho sempre apprezzato la sua disponibilità al confronto e al dialogo autentico.
          La saluto

  21. Grazie Rosanna per gli spunti sui quali riflettere, in particolare per l’itinerario Letterario suggerito.
    Condivido gli input del M5S , e nonostante non abbiano ancora raggiunto il massimo riscontro (tempo al tempo) nelle coscienze , non possiamo non attribuirgli i giusti meriti per aver dato nuova linfa , nuove idee , nuove energie all’esangue contesto sociale e politico.
    Continua così ancora grazie.