Pannolini a Bonaccini: le istituzioni sotto attacco

di Moravagine, comedonchisciotte.org

Un pacco “sospetto”

Nel pomeriggio di Pasquetta a Campogalliano, nell’hinterland modenese, Marcello Scunzani e Vincenzo Carloni, animatori del gruppo Telegram “Rievoluzione”, si sono resi protagonisti di un’azione dimostrativa contro il presidente della giunta regionale emiliana Stefano Bonaccini. I due si sono recati presso l’abitazione del noto uomo politico e gli hanno consegnato un pacco con  la scritta “Frode Covid” e contenente alcuni pannolini usati. Tutta l’iniziativa è stata ripresa e diffusa immediatamente attraverso la rete: si vede un Bonaccini dimesso e “casalingo” che prima farfuglia il solito ritornello sulla pandemia, gli ospedali e i morti e poi accetta l’omaggio dei due attivisti, portando il pacco con sè all’interrno delle mura di casa. Il video è visibile qui (orrendamente tagliato dai “professionisti dell’informazione”) oppure, in versione integrale, sul canale Telegram t.me/unavisioneunavoce. Tuta blu, sguardo vacuo e voce bassa, il Bonaccini ripreso nel video è parso lontanissimo dalla sua rappresentazione mediatica, quella di un risoluto decisionista, arrogante e borioso “al punto giusto”, un “buon amministratore” che, dopo aver salvato la sua Emilia dalla calata dei barbari salviniani, può ben vantare ambizioni a livello nazionale. Il suo ruolo nella commedia è quello di un De Luca più a modo, più “moderno” e più “cool”. Si ricorda a tal proposito la sparata che lanciò, con la consueta voce tonante e l’atteggiamento deciso, dagli schermi di La7 nella scorsa primavera, quando disse che sarebbero andati a scovare i positivi casa per casa, con l’impiego di 70 unità mobili (che nessuno ha mai visto) pronte a stanare i disgraziati ed a confinarli negli alberghi requisiti allo scopo. Alla fine, è stato lui ad essere stanato.

L’era del cinghiale rosè

Attraverso la vicenda umana e politica di Bonaccini Stefano da Campogalliano, la sua pervicace scalata dai sottoscala del sottopotere agli attici e ai salotti del Potere Apparente, è possibile comprendere le dinamiche di formazione della cosiddetta “classe dirigente” oppure, per meglio dire, il modo in cui vengono reclutati e promossi i maggiordomi d’alto bordo nella Terza Repubblica. Assessore del suo paesello a 23 anni, segretario provinciale della Sinistra Giovanile, segretario comunale del PDS, assessore a Modena, segretario regionale del PD, consigliere regionale…nel 2013 Bonaccini è un oscuro burocrate sconosciuto alle teleplatee e noto solo ai boiardi del partito, ai più assidui grigliatori di salsicce delle feste dell’Unità, agli indefessi lettori delle pagine politiche dell’edizione locale de La Repubblica. Poi, il colpo di genio. Quest’uomo del XX secolo capisce come vanno le cose nel XXI e sale sul carro giusto, quello di Renzi, abbandonando al loro destino i compagni emiliani Errani e Bersani, così tristi, sfigati, novecenteschi. Sgomitando con la sua imponente mole, Bonaccini riesce a farsi largo nella corte dei miracoli renziana e viene  nominato dal guitto fiorentino responsabile nazionale Enti Locali del PD, guadagnandosi qualche comparsata televisiva. L’anno dopo, con le dimissioni di Vasco Errani e l’esplosione dello scandalo “spese pazze” che coinvolge quasi tutti i membri del consiglio regionale (Bonaccini compreso), la sua candidatura viene fortemente “spinta” nel quadro delle consuete primarie pilotate ed egli diventa il candidato presidente del “centrosinistra”, ovvero il presidente in pectore dell’Emilia-Romagna. A quelle elezioni, dalle quali si ritirò il suo rivale più accreditato, Matteo Richetti, i votanti, con tutti i ritocchi e i magheggi, risultarono meno degli iscritti (ufficiali) al partitone emiliano-romagnolo.Alle elezioni “vere”, poi, la scontata vittoria di Bonaccini maturò in una cornice poco edificante: in quella che era da sempre la regione più diligente d’Italia, si recò alle urne poco più di un terzo della cittadinanza ed egli risultò il compagno meno votato, in assoluto e in percentuale, da quando è in vigore l’elezione diretta del presidente della giunta regionale. Eppure, allora comiciò un’era: l’era del cinghiale rosè.

Una volta sullo scranno di presidente della giunta regionale, la scalata dell’ambizioso Bonaccini non si arresta. Per lui quella carica è un trampolino di lancio verso altri palcoscenici, sulla scia del suo illustre predecessore Pierluigi Bersani. Punta a sfondare (dall’altra parte) la Linea Gotica e a raggiungere  gli agognati palazzi romani, ma ogni cosa a suo tempo: nel mentre s’acquatta zitto zitto all’ombra di Renzi. Egli diventa poi pure presidente della Conferenza delle Regioni: il presidente dei presidenti. E dopo lo scudetto, ecco la Champions League: va a presiedere anche il CEMR (Council of European Municipalities and Regions), organo che associa vari amministratori locali europei destinati a magnifiche e progressive sorti. La cifra politica di questo suo primo quinquiennio di governo è data dalla promozione del “regionalismo differenziato”, un progetto autonomista assai più ambizioso di quelli formulati in passato durante le varie ondate “federaliste”. Qualcuno arriverà a parlare  di “leghismo democratico” (o di “secessionismo dei ricchi”) e non a caso: Bonaccini porta avanti questa battaglia assieme ai suoi omologhi Fontana e Zaia, ottenendo pure il plauso di Umberto Bossi.

Ma Bonaccini non è ancora Nessuno, agli occhi del telepubblico di Fabio Fazio et similia. Diventerà Qualcuno con le elezioni del gennaio 2020, quelle del redde rationem con i sovranisti razzisti. Mentre sinistri presagi gravavano sull’esito di quel voto epocale, con i sondaggi che davano inopinatamente appaiati il Bene e il Male, iniziò a circolare a reti unificate l’assioma che Bonaccini aveva “governato bene”. Non era abbastanza: la gente vuole di più. Bonaccini fu quindi sottoposto a un processo di “fighizzazione”: affidato alle cure del “guru” Daniel Fishman, egli adottò il look che oggi lo contraddistingue, con gli occhiali a goccia e la barba sale e pepe. Per avere un’idea del “prima” e del “dopo”, basta guardare la foto a fianco. Il cosiddetto “popolo della sinistra”, tuttavia, sa essere molto esigente. Non basta essere (diventato) un figaccione per arginare il risorgente fascismo.  Ed ecco l’eureka, partorito da qualche mente raffinatissima: le Sardine, autentico “spin-off” del PD, movimento ittico-politico in grado di regalare al popolo di cui sopra quel sogno che chiedeva a gran voce. Alla fine, l’inedita alleanza zoologica fra il Cinghiale e le Sardine ha prodotto la più grande vittoria dell’antifascismo italiano dopo quella dell’aprile del ’45. Ulteriore capolavoro della campagna elettorale (senza considerare l’originale slogan “Un passo avanti”)è stato l’arruolamento in trincea dell’architetto Giambattista Borgonzoni, padre della candidata leghista Lucia. Dopo essere stato intervistato più volte dello stesso Bonaccini ed aver brindato con la Sardina Maxima Mattia Santori, c’è mancato davvero poco che costui rinnegasse pubblicamente la figlia degenerata e adottasse il nostro Stefanone (peraltro già grande, grosso e figaccione).

Un regime molto stringente

Il protagonismo dei cosiddetti “governatori” da un anno a questa parte è sotto gli occhi di tutti. Essendo gli enti da loro guidati i veri gestori del sistema sanitario, hanno avuto buon gioco a guadagnarsi una parte nel teatrino covidista. Fra questi, Bonaccini è quello che ha goduto del miglior trattamento da parte del sistema massmediatico, che lo ha dipinto come amministratore capace e risoluto, lavoratore instancabile per il bene dei cittadini eccetera eccetera. A lui si deve, oltre al già citato progetto di scovare casa per casa gli ignari asintomatici, la proposta di rendere le mascherine obbligatorie anche all’aria aperta, lanciata esattamente un anno fa e poi fatta propria dal governo Conte. Per avere un’idea di quali logiche e quali principi abbiano ispirato il suo governo in una fase così delicata, è il caso di dare la parola al suo braccio destro, il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale dell’Emilia-Romagna Davide Baruffi. Questi, rispondendo in diretta alle domande dei cittadini sulle limitazioni alla pratica sportiva, ha così dichiarato:
“Abbiamo proibito l’attività fisica non perché sia la situazione più a rischio, ma perché volevamo dare il senso di un regime molto stringente”. Non si tratta di una voce dal sen fuggita, ma dell’ostentazione della propria prepotenza: piccoli Bonaccini crescono. Ultimamente, la retorica bonacciniana ha conosciuto un’ulteriore evoluzione. In lui convivono ora il poliziotto buono e quello cattivo: da un lato minaccia confinamenti a oltranza, dall’altro promette aperture a tappeto. Chiaramente, anche lui è stato infettato dal virus fatidico, nonostante tutte le precauzioni.Il primo novembre scorso è risultato positivo al tampone, il 13 ha dichiarato di avere un “principio di polmonite” ed il 20 un altro tampone lo ha liberato dal male. In tutto questo tempo è rimasto a casa, continuando a sbattersi per i cittadini e lanciando appelli per nuove restrizioni.

Questo, dunque, il profilo di Stefano Bonaccini; guardandolo di profilo, invece, si nota una certa somiglianza con un celeberrimo corregionale: la pelata, il mascellone…

Un tintinnar di sciabole

I cani dell’informazione di regime hanno preso ad ululare la storia del pacco sospetto a Bonaccini nella serata di lunedì scorso. Il presidente avrebbe immediatamente chiamato i carabinieri, i quali avrebbero verificato il contenuto del pacco e dato il via alle indagini, disponendo una vigilanza rafforzata sulla dimora presidenziale. E’ iniziato poi il solito valzer degli attestati di solidarietà contro quella che i più hanno definito “un’intimidazione”. L’hashtag #iostoconbonaccini, a dire il vero, ha tirato assai poco, ma l’evento ha fatto sì che iniziasse a prendere forma un teorema, le cui suggestioni son state poi riprese, con poche varianti, dagli ululanti di cui sopra.Tre fatti vengono con disinvoltura accostati per annunciarci nuovi anni di piombo: la molotov al centro vaccinale di Brescia, le minacce via mail al ministro Speranza (risalenti peraltro ai mesi scorsi), il pacco “intimidatorio” a Bonaccini. Cade a fagiolo pure la sceneggiata della “Capitol Hill de’ noantri“, con lo sciamano italiano e tutta la coreografia, mentre sullo sfondo l’onnipresente Bassetti lancia urbi et orbi la proposta di equiparare i contrari al vaccino ai “terroristi degli anni Settanta”. Il giochino è noto, ma funziona (quasi) sempre. Le istituzioni e la “società civile” faranno quadrato contro il nuovo Nemico. S’ode, ancora una volta, un tintinnar di sciabole.

La Procura di Modena, intanto, prova a fare l’analisi logica, dichiarando che “I fatti non sembrano ricollegabili a contesti di carattere violento, ma continuano le indagini per una completa ricostruzione dei contorni oggettivi e soggettivi del gesto“ e aprendo un fascicolo per “molestia aggravata” a carico degli indagati. Si prende dunque atto che è possibile denunciare qualcuno che suona alla porta per “molestia aggravata”. I Testimoni di Geova inizino a tremare.

Sull’altro terreno di gioco, i cani hanno presto lasciato il posto agli sciacalli. Esempio da manuale di sciacallaggio a mezzo stampa (e di linguitalianicidio) l’articolo del Corriere della Sera “Il duo No Mask, indagato per il pacco a Bonaccini, che diffonde fake fra blitz nei market e sottobosco web

Visto che Bonaccini di solidarietà ne ha già a pacchi, noi di Come Don Chisciotte ci permettiamo di esprimere la nostra solidarietà ai due “molestatori aggravati” Marcello Scunzani e Vincenzo Carloni. Con quest’ultimo, il regime è già passato a vie di fatto. Il Comune di Modena gli ha notificato il divieto di portare i figli al nido e alla materna (di gestione comunale) per aver violato il “patto di corresponsabilità”, una farsesca cartaccia (elettronica) che si fa firmare ai genitori prima dell’inizio dell’anno scolastico e nella quale ci si impegna a non mettere in atto, nella sfera privata, condotte che possano “alimentare il contagio” (Qui un altro mirabile esempio di giornalismo, stavolta dell’ineffabile Resto del Carlino). E’ il primo caso in Italia, ma potrebbe dar vita ad una lunga serie:  un brivido corre lungo la schiena pensando a quale potrebbe essere il passo successivo…

Cari Marcello e Vincenzo, per quel che vale, vi siamo vicini e vi vogliamo bene.

Al Bonaccini, infine, qualche consiglio spassionato. Intanto, è il caso di indossare la mascherina quando si ricevono degli ospiti, graditi o meno che siano. Sarebbe opportuno anche seguire le più banali raccomandazioni mammesche, evitando di accettare robaccia dagli sconosciuti (e di portarsela addirittura dentro casa, come si vede nel video). Il presidente si è con leggerezza esposto a dei rischi immani: sarà stato il classico abbiocco postprandiale (a Pasquetta, poi…). Insomma, qui ci vuole un bel tampone, magari anale (com’è che non se ne parla più?). Inaugurando personalmente la consuetudine del tampone anale, Bonaccini potrebbe ottenere tre risultati: tutelerebbe la sua salute, renderebbe la sua amata regione la prima in Europa ad adottare tale pratica e si accrediterebbe ulteriormente agli occhi di chi comanda veramente.

 

Moravagine

 

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fuffolo
fuffolo
10 Aprile 2021 , 6:44 6:44

Phisique du role
Stefano Bonaccini, Dagospia e una foto clamorosa: “Un sudaticcio attore a luci rosse”
https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26658144/stefano-bonaccini-dagospia-foto-clamorosa-attore-luci-rosse-sudaticcio.html

Moravagine
Moravagine
Reply to  fuffolo
10 Aprile 2021 , 12:51 12:51

Eh!Eh! In effetti era da riportare pure questa.

giovanni
giovanni
10 Aprile 2021 , 7:02 7:02

Meritati complimenti all’autore dell’articolo, ovviamente anche per le fotografie pubblicate.

Moravagine
Moravagine
Reply to  giovanni
10 Aprile 2021 , 12:52 12:52

Grazie.

danone
danone
10 Aprile 2021 , 7:05 7:05

Grazie Moravagine per l’articolo.
La Romagna non covidiota e non pidiota ti ringrazia dal profondo.
Un unica puntualizzazione importante..
vera la somiglianza del profilo fra Bonacini e Mussolini, ma non diciamo che sono corregionali, Mussolini era di Predappio (Fo) piena Romagna, il bonaccia è emiliano-modenese, anni luce.

Riflettevo..
vista la quasi identità fra i due modelli di programmazione neuro linguistica del pidiota e del covidiota-vaccinista, avranno tenuto conto quelli del PD che, a furia di promuovere la campagna vaccinale, rischiano di non trovarsi più sufficienti elettori alle urne, causa effetti collaterali?

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Reply to  danone
10 Aprile 2021 , 7:36 7:36

Embe’…han fatto 2 conti, a giudicare dagli ultimi anni in Italia (e non solo) gli elettori non servono più…

CARLA
CARLA
Reply to  danone
10 Aprile 2021 , 11:17 11:17

Ma loro stanno dal secolo scorso approntando i voti che arrivano by barconi dall’africa, si sono presi per tempo se è per questo.
Quello che sembrano ignorare è che quelli il partito se lo fanno da sè, perchè hanno i numeri e i petrodollari da buttare

Moravagine
Moravagine
Reply to  danone
10 Aprile 2021 , 12:57 12:57

Giusta puntualizzazione; è chiaro che non mi riferivo alla regione in senso storico-culturale, ma amministrativo: per gli italiani che non vivono lì, superficialmente, è la stessa cosa.Sarebbe stato comunque meglio usare un’altra formula.

Rispetto alla strage di loro elettori, secondo me vanno studiando da tempo nuove soluzioni; intanto le lezioni amministrative sono state rinviate al prossimo autunno e nel frattempo potranno benissimo mettere in piedi un sistema di voto elettronico (ne stanno già parlando a proposito delle “primarie” per il sindaco di Bologna).

clausneghe
clausneghe
10 Aprile 2021 , 6:10 6:10

Cattivoncini, alias Bonaccini, uno con quella faccia e con quel dire, non merita altro che pannoloni, possibilmente marroni, giusto per ricordargli in maniera colorata, cosa alla fine lui è.

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
10 Aprile 2021 , 9:28 9:28

Ahahaha grande Moravagine, grasse risate (ancorché amare) durante la lettura di tutto l’articolo

Moravagine
Moravagine
Reply to  Guido Bulgarelli
10 Aprile 2021 , 12:58 12:58

Grazie, carissimo.

fabio
fabio
10 Aprile 2021 , 9:59 9:59

Bellissimo articolo molto piacevole da leggere! Mi unisco alla solidarietà per i due “molestatori aggravati”….:)

CARLA
CARLA
10 Aprile 2021 , 11:20 11:20

solidarietà, solidarietà per i due coraggiosi e intraprendenti Marcello e Vincenzo, che con la censura subita mi hanno fatto ritornare giovane.

WM
Reply to  CARLA
10 Aprile 2021 , 11:36 11:36

Si, ma scrivilo in minuscolo, per favore, o lo devo cancellare.
Grazie.

CARLA
CARLA
Reply to  WM
11 Aprile 2021 , 3:06 3:06

mi scusi, la foga da ex sessantottina rinsavita mi ha preso per un momento, prometto non lo farò più

WM
Reply to  CARLA
11 Aprile 2021 , 12:46 12:46

Ok, ma non devi chiedere scusa, devi modificare quel commento 🙂

Bertozzi
Bertozzi
10 Aprile 2021 , 10:21 10:21

Solidarietà a questi eroi. Gravissimo il fatto che non possano più portare i figli al nido e alla scuola. Inqualificabile, peggio della peggiore repubblica delle banane (al netto del fatto che oggi come oggi è meglio davvero tenerli a casa i figli)

uparishutrachoal
uparishutrachoal
10 Aprile 2021 , 10:40 10:40

Eppure.. in epoche normali un pacco di rifiuti sarebbe stato taciuto per non ridicolizzare il ricevente ..neppure degno di ricevere qualche polverina bianca misteriosa o addirittura qualche proiettile di un fucile a pallini di gomma..che avrebbero allertato nelle intenzioni simil minacciose..
Ma ormai siamo in epoca covid..e l’attacco a Bonaccini è come il virus..tutto da costruire e inventare.. allora meraviglia di come non si sia ventilata la terribile ipotesi che i pannolini potrebbero essere positivi e la molestia trasformata in tentativo di ungere la malattia terribile..
Perché non hanno pensato a questa terribile eventualità..?
Forse non prendono la pandemia seriamente..? Non ci credono neppure loro e quindi trascurano questa possibilità raccapricciante..?
Hanno perso una buona occasione per trasformare Bonaccini in eroe..e la verità di un semplice pannolino sporco si staglia luminosa su un mare di bugie..

Denisio
Denisio
Reply to  uparishutrachoal
10 Aprile 2021 , 10:48 10:48

Tanto vanno le mosche sulla cacca (giornalisti e politici sulla menzogna) che quando la cacca (vera) li viene a trovare a casa la scambiano per una gradita sorpresa (e non hanno nulla da speculare).
Sembra una barzelletta ma è la realtà della psiche di questa gente che vive in perenne dissociazione cognitiva…

Moravagine
Moravagine
Reply to  uparishutrachoal
10 Aprile 2021 , 13:02 13:02

Infatti la vicenda è così ridicola e la loro reazione talmente sproporzionata da rendere tutto ancor più grottesco. Che loro non ci credano lo do per scontato: basterebbe ricordarsi delle famose foto nel ranch di Bruno Vespa, con Zaia, Emiliano e patrizi vari tutti assembrati e sorridenti serviti da camerieri supermascherinati.

Annibal61
Annibal61
10 Aprile 2021 , 13:10 13:10

Scusate ma a calcolare i morti che hanno provocato i governatori delle regioni con cure sbagliate meriterebbero ben altro che una scatola di panolini usati. Senza dimenticare gli altri responsabili di Roma naturalmente.

Vlad
Vlad
10 Aprile 2021 , 14:51 14:51

Le istituzioni sotto attacco? Per un innocuo e puerile scherzetto? Sono abituati bene…non hanno ancora visto nulla…

mingo
mingo
10 Aprile 2021 , 17:36 17:36

Come siamo caduti in basso ma penso che saremo più che capaci di cominciare a scavare per andare ancora più giù.
Che classe dirigente alla frutta abbiamo.

Mario Poillucci
Mario Poillucci
11 Aprile 2021 , 8:21 8:21

Spero che ritorni presto l’era del cinghiale bianco!!!!!

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