Nessuno tocchi Trieste!

Rivendicazioni e contraddizioni delle piazze triestine al di là del teatrino mediatico. Seconda parte del nostro reportage sui fatti triestini: dal "caso" Puzzer allo svuotamento della piazza No Green Pass, verso una nuova strategia della tensione. Ma Trieste, nonostante sciacalli e gatekeeper, resiste

Nessuno tocchi Trieste!

Al momento di marciare
molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.

Bertolt Brecht

di Snikett e Moravagine per Comedonchisciotte.org

Arriviamo a Trieste nella serata di venerdì 22 ottobre. Le cronache parlano di una città blindata: in realtà è possibile assistere, nella zona della stazione, alla sinistra processione dei blindati delle forze dell'ordine e dell'esercito che abbandonano il centro cittadino. Tutto questo all'indomani dell'appello1 di Stefano Puzzer, il portuale divenuto, a furor di telecamere, il "volto" della protesta triestina, in cui si invitano i tanti che si stanno recando a Trieste a stare a casa per evitare violenze e pericoli. Pare infatti stiano arrivando i black bloc dalla Germania, ed agiranno in base al solito copione: produrre scintille di violenza gratuita per disperdere i manifestanti e innescare la repressione poliziesca. A contribuire al clima d'isteria, si diffonde pure la notizia di una nave carica di armi2 attraccata al porto e collegata in qualche modo ad Eurogendfor, la superpolizia europea che avrebbe dovuto fare il suo esordio proprio in quest'occasione. In un altro video, un tizio parla anche di un deposito di armi, a commento di immagini che mostrano calcinacci e barattoli di vernice di un cantiere stradale.3 Insomma, la città è stata blindata, ma non lo è la sera di venerdì 22 e men che meno i due giorni successivi. I triestini ci hanno creduto, così come tutti gli italiani solidali che avevano pianificato di partecipare alle manifestazioni del fine settimana perché, come auspicava chi ha un po’ d’esperienza di queste cose, alla violenza poliziesca del 18 sarebbe dovuto seguire un rafforzamento della risposta popolare. E invece a Trieste, oltre a pochi sparuti romantici sul lungomare e qualche passante di ritorno dal lavoro, non c’è proprio nessuno, neanche la bora, con la marina tanto piatta che pare surreale. Il dato positivo è che qui esercenti, ristoratori e albergatori non fanno storie per la mascherina o per la tessera verde: tutti quelli che interpelliamo erano in piazza coi portuali il sabato precedente, tutti erano al presidio del molo VII e tutti in egual misura sono ora terrorizzati. Al punto che, se gli si fa notare che non s'è visto un solo mezzo della pubblica sicurezza, si incaponiscono raccontandoti di fantomatici posti di blocco, arresti, multe, rastrellamenti, sempre appresi da fonte indiretta o dal solito Telegram. La repressione poliziesca, unita al terrorismo mediatico, ha sortito l’effetto desiderato: nessuno scenderà in piazza l'indomani, nemmeno per sostenere Puzzer, che incontrerà il ministro Patuanelli. “Puzzer? Tempo qualche mese e te lo trovi in politica” ci dice una signora sulla quarantina mentre ci fa il check-in. Stessi toni da baristi, ristoratori, passanti che interpelliamo. In piazza Unità d'Italia, il sabato mattina, la musica è tuttavia diversa: mentre alcuni irriducibili cantano e ballano il motivetto che ormai tutta Italia conosce, la fede nel "puzzerismo" dilaga, producendo episodi comici, dalla signora di mezza età che viene a rubarti l’auricolare appena nomini Puzzer fino ad un’altra più anziana signora che afferma, dopo aver captato alcuni ragionamenti critici, “Facevi meglio a restartene a Napoli”.

Nel pomeriggio di sabato 23, dopo la passerella di Puzzer di cui parleremo a breve, incontriamo i veterani del Coordinamento No Green Pass Trieste, a cui chiediamo di ricostruire la storia della mobilitazione triestina contro la tessera verde. Il Coordinamento si era formalmente costituito a inizio settembre e aveva adottato una struttura "orizzontale", riunendosi in assemblee periodiche e facendo ruotare la carica di portavoce. Alla riunione del 5 ottobre si presenta per la prima volta Stefano Puzzer, entrando di fatto nel Coordinamento in rappresentanza del CLPT, la ormai nota sigla parasindacale che rappresenta circa duecento portuali triestini. Puzzer è un personaggio noto alle cronache locali: già sindacalista,4 sia con i confederali della UIL e della CISL sia, per un breve frangente, coi sindacati di base,5 grande protagonista delle mobilitazioni a favore del presidente dell'Autorità Portuale Zeno D'Agostino6 (rimosso e "reintegrato" dopo un'accusa di corruzione e di cui si era diffusamente parlato nel nostro precedente articolo), protagonista pure di alcune oscure vicende di cronaca legate alla sua attività in porto.7 Il 9 i portuali non si uniscono alla consueta protesta indetta dal Coordinamento No Green Pass, ma annunciano lo sciopero del 15. L’11 sfilano in città, appoggiandosi allo sciopero dichiarato dai sindacati di base, e inizia la fanfara mediatica su Trieste, concentrando l'attenzione sul possibile blocco dell'area portuale. Infatti quel fatidico venerdì di metà ottobre il Coordinamento NoGP di Trieste scende in presidio accanto ai portuali. Da un lato abbiamo i circa ottomila membri del coordinamento, che stanno lavorando da ormai due mesi sulla contestazione e radunano circa ventimila persone nelle piazze del sabato; accanto a loro, poco più di un centinaio di portuali. I rapporti si incrinano il 16, quando alcuni membri del Coordinamento attaccano duramente Puzzer, obbligandolo a rettificare il famoso comunicato della resa (in cui egli aveva deciso sua sponte di porre fine allo sciopero), cosa che il buon portuale fa, ma a malincuore, dato che il giorno dopo si dimette (pur non ricoprendo alcuna carica precisa; il leader del CLPT era Sebastiano Grison, del quale si parlerà in seguito). Il 18 ottobre è il giorno della vergogna, quello del presidio sgomberato con gli idranti e i manganelli e dei manifestanti dispersi a forza di lacrimogeni, nonostante Puzzer si fosse sbilanciato, il giorno prima, a garantire che non vi sarebbero state cariche. In quell'occasione Puzzer, pur "dimissionario", devia verso piazza Unità un corteo ancora ben nutrito che aveva intenzione di tornare al porto a supportare 400 occupanti pacifici rimasti sotto le cariche. Il giorno successivo, il 19 ottobre, lo stesso Puzzer dà vita al "Coordinamento 15 ottobre"; ne fanno parte altre quattro persone, due triestini (Eva Genzo e Matteo Schiavon) e due che nella città giuliana si sono visti solo negli ultimi giorni: il vigile del fuoco torinese Roberto Perga (da alcune fonti indicato come "Pergia") ed il medico vicentino Dario Giacomini, fondatore dell'associazione per la libertà di cura "ContiamoCi" e già candidato con Casa Pound alle elezioni politiche del 2013. Il neonato Comitato esautora di fatto il "vecchio" Coordinamento No Green Pass, e tutto ciò avviene in primis grazie all'attenzione mediatica che circonda Stefano Puzzer: ci torneremo ampiamente in seguito. La prima iniziativa del "nuovo" Comitato è quella di annullare le manifestazioni (già autorizzate) del 22 e 23 ottobre: l'appello del coscienzioso Puzzer fa il giro delle testate e produce gli effetti che abbiamo visto: è il primo requiem per Trieste.

Sabato 23 ottobre è il Puzzer-day: è previsto l'incontro con il ministro Patuanelli, triestino a sua volta, e già dalla prima mattinata manifestanti (pochi) e telecamere (tante) presidiano lo spazio antistante la Prefettura. Alle 8,40 fanno la loro comparsa sulla scena i portuali: sono una ventina, e terranno a bada le telecamere con canti e disegni fino alle 11.30, quando apparirà finalmente la star Puzzer. La mattinata si conclude con un comizio di Puzzer in una piazza confusa e felice: è la sua apoteosi, tanto che il giorno dopo, domenica 24 ottobre, terrà altre due passerelle: in piazza Borsa con Francesco Toscano e al No Paura Day in piazza Unità; in entrambe le occasioni, si conteranno un migliaio di presenti.

L'incontro si era in realtà tenuto altrove, presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato, come avrà modo di precisare Puzzer una volta giunto in Piazza Unità, dove tutti si aspettavano di vederlo uscire dal palazzo prefettizio. Paradossalmente, non esiste alcuna prova fotografica del meeting, al quale avrebbero partecipato tutti e 5 i membri del Comitato 15 ottobre, mentre in rete circolano due video, uno8 di Puzzer e uno9 del dottor Giacomini, nei quali si parla a caldo nell'accaduto: in nessuna occasione si vedono Puzzer e Giacomini insieme, e degli altri tre membri non v'è traccia.

Roboanti fughe in avanti e brusche marce indietro: questa la strategia di Puzzer. Sembra effettivamente che il suo agire sia segnato dalle contraddizioni: il 16 prova a fermare lo sciopero, ma promette quella famosa audizione parlamentare a Roma del 30 ottobre che non ci sarà mai; il 21 ferma tutte le manifestazioni, ma promette l’incontro con Patuanelli, che si conclude con un ulteriore rinvio; fonda un comitato il 19 per poi distaccarsene egli stesso e, insieme a Eva Genzo, fondare il 27 ottobre un ulteriore nuovo gruppo, La Gente Come Noi – Friuli Venezia Giulia, con il chiaro obiettivo di capitalizzare i consensi raccolti in tutta la nazione.

Da Trieste emerge un sistema, talvolta pedestre talvolta raffinato, di sceneggiatura dell’incubo nel quale siamo immersi. Come denunciato dal canale Telegram "Fossa0033",10 quando si doveva fermare l'onda di popolo che sarebbe seguita alla violenza poliziesca del 18, giravano nella chat del canale rudimentali bot che invitavano a non andare a Trieste, perché ci sarebbero state le violenze e i black bloc. Lo scopo è frammentare, confondere, indebolire. Prende forma una nuova strategia della tensione.

Questo è stato possibile perché noi stessi allora non eravamo uniti, ci dice Ugo Rossi del Movimento 3V, che era fra coloro che costrinsero Puzzer alla rettifica del 16. Rossi è stato eletto consigliere comunale alle recenti consultazioni, e qualcuno ha visto la cosa come un problema e non come un successo: l’antipolitica radicale che contraddistingue lo spontaneismo delle proteste NoGP ha rischiato di vanificare l’opportunità strategica derivata dal risultato elettorale. Attraverso video diffusi sui suoi canali Telegram,11 un controverso intervento televisivo12 e un'intervista a Border Nights con Frabetti e Mazzucco,13 Rossi ha denunciato l'usurpazione della protesta da parte di Puzzer e del comitato, parlando esplicitamente di essa come di un'operazione di intelligence. Ha pure evidenziato la presenza di Gianluigi Paragone, "ombra" di Puzzer dal 18 in avanti (lo attestano foto e video),14 prima di "sparire" dalla piazza così com'era comparso. Sono stato minacciato fisicamente, oggi in piazza Unità, dagli uomini che stanno intorno a Puzzer, ci dice anche Ugo Rossi nel pomeriggio di sabato 23, mentre siamo seduti al bar "Al Foro" di Trieste, sempre aperto nei più cupi giorni del lockdown. È un personaggio scomodo, Rossi: porta avanti proteste radicali contro la dittatura sanitaria che gli sono costate multe pendenti sul suo capo fino a venticinquemila euro, denuncia le pesanti infiltrazioni dei servizi segreti nelle proteste triestine, dà a Puzzer dell’impostore e manipolato e il sistema cerca di isolarlo con l’aiuto dei puzzeriani. «Guarda che noi non siamo come i Carabinieri, che devono seguir le regole: noi ti facciamo male» gli hanno detto in piazza Unità quel giorno, in presenza di Puzzer. A Ugo Rossi verrà persino impedito di insediarsi in consiglio comunale: privo di tessera verde e di "dispositivi di protezione", un cordone di vigli e poliziotti gli sbarrerà l'accesso alla Sala Consiliare. Per approfondire, invitiamo tutti a visionare l'intervista che gli abbiamo fatto ieri.

Appare chiaramente riduttivo dipingere Ugo Rossi come "l'anti-Puzzer". Tuttavia, anche intorno alla sua figura si sviluppano polemiche ed egli finisce per essere bersagliato pure dal "fuoco amico". Una signora che fa parte della vecchia guardia del Coordinamento NoGP ci spiega come secondo loro la carica ottenuta da Rossi sia incompatibile con la sua posizione nel coordinamento stesso, cosa che lui ha accettato, continuando a prendervi parte come cittadino. Noi le chiediamo come mai non si fidano più di uno che è stato sempre in prima fila nelle lotte, per poi dare credito a un nuovo comitato di persone totalmente sconosciute, che li ha di fatto esautorati per incanalare la protesta in un calendario di false promesse e interlocutori fittizi, mettendo alla propria testa un leader contraddittorio o quantomeno sprovveduto. La risposta, che nessuno vuol darci ma alla fine arriva, è semplice quanto sconvolgente: con Puzzer si va in televisione, si mantiene l’attenzione dei media su Trieste. Lui è un buono, ma è manipolato da quelli che ha intorno. È il secondo requiem per Trieste.

La settimana seguente, con Puzzer che sparisce da Trieste iniziando il suo tour italiano tra immaginifiche carote e surreali bastonate, viene tolto ai cittadini il diritto di manifestare: dopo che il sistema massmediatico ha creato ad arte un “focolaio Covid” nato proprio durante le manifestazioni, il sindaco Dipiazza ha interdetto piazza Unità ai suoi stessi cittadini. Il 6 novembre, sabato scorso, a differenza del 23 ottobre, la piazza è dunque davvero blindata, ma più di ventimila triestini si aggregano alla manifestazione. Nessuno, comunque, ha intenzione di forzare i blocchi della pubblica sicurezza. Per questo, c’è la DIGOS: infiltra pesantemente il corteo, con uomini e donne che aizzano i manifestanti a forzare il blocco, per poi scomparire e ricomparire bardati da celerini per arrestare i malcapitati. Numerose sono le cariche della polizia, provocate sempre da risse scatenate da agenti in borghese, tra cui, come vi abbiamo mostrato ieri, lo stesso capo della DIGOS di Trieste Fabio Zampaglione. E Puzzer? Era a La Spezia. Dunque, sui media – ahinoi anche quelli liberi – si esalta il più "resiliente" di tutti, continuando ad associare alla figura di Puzzer le proteste No Green Pass di Trieste, che intanto, morto di fatto il Comitato 15 ottobre, sono tornate a riempirsi e son tornate in mano ai triestini, che stanno fronteggiando la polizia più violenta e infida d’Italia completamente da soli, mentre nelle altre piazze d'Italia la gente indossa il faccione di Puzzer, dimenticandosi completamente dei resistenti veri, che continuano a scendere in piazza nonostante i manganelli e la pubblica gogna.

Alla luce di quanto esposto sopra, appare ora necessario provare ad abbozzare una fenomenologia di Stefano Puzzer da Trieste, considerando che molto probabilmente la sua fiamma non si esaurirà nei canonici cinque minuti di celebrità.
Innanzitutto, va ribadito che il “fenomeno” Puzzer è stato costruito dal sistema massmediatico: sono state le telecamere ad “incoronarlo” leader della piazza triestina. A partire dalla serata del 12 ottobre, quando gli viene data la parola nella trasmissione di Myrta Merlino su La7,15 prende corpo la sovraesposizione di questo personaggio e le sue roboanti e contraddittorie dichiarazioni vengono riportate dai teleschermi e dalle pagine dei principali quotidiani.
Un occhio attento non può fare a meno di notare una smagliatura: costui gode di un trattamento di favore rispetto ad altri “ribelli” che lo hanno preceduto; per dirne una, nessuno lo inchioda, almeno inizialmente, alla sua responsabilità di “untore”, avendo portato in piazza migliaia di persone assembrate e smascherate e coltivando l'insana abitudine di baciare e abbracciare il prossimo.
Sin dall'inizio, inoltre, Puzzer dichiara di essersi convintamente vaccinato e di essere entrato nella mischia delle mobilitazioni contro il lasciapassare verde per solidarietà verso i suoi colleghi non vaccinati. A partire dal 14 ottobre, poi, quando egli “buca” il video da una finestrella di Porta a Porta,16 diventa stabilmente un protagonista (contingente?) dello spettacolo assoluto. In quell'occasione si lascia scappare parole compromettenti: il governo avrebbe fatto meglio ad introdurre l'obbligo vaccinale rispetto alla barbarie del Green Pass.
Il picco dell'esposizione mediatica viene raggiunto il 21 ottobre, quando il video in cui invita a non recarsi a Trieste (“fidatevi di me” le argomentazioni a sostegno di questo invito: sarà una costante del Puzzer-pensiero) viene ripreso immediatamente dall'ANSA e, a ruota, da tutti gli organi di informazione; persino Cecchi Paone tesse le lodi di quest'uomo, presentato come saggio ed assennato, a differenza dei suoi omologhi irresponsabili. L'escalation continua e nei giorni successivi Puzzer trova spazio anche nel telesalotto di Lucia Annunziata,17 mentre giornali e riviste di regime (anche quelli che si occupano di “costume”) dedicano articoli alla sua figura e alla “forza” del suo messaggio.
Va detto a questo punto che, per preparare la teleascesa di Puzzer Stefano da Trieste ,è stato dapprima necessario espellere dalla scena i suoi potenziali “antagonisti”. Prima del già citato Ugo Rossi, questa sorte era toccata a Sebastiano Grison, presidente del Comitato dei portuali cioè, fino a prova contraria, l'interlocutore naturale di quella che all'inizio sembrava una battaglia sindacale. Il 14 ottobre l'AGI riporta le sue dichiarazioni in cui si dichiara a favore dello sciopero a oltranza e la sera stessa ribadisce questa posizione nel corso della trasmissione Stasera Italia su Rete4. In quell'occasione, mentre espone le sue ragioni, viene brutalmente interrotto da Roberto D'Agostino (il creatore di Dagospia), il quale dallo studio lo bolla come “minorato”.18 Da quel momento Grison scompare dalla scena, “reale” o mediatica che sia, e a Trieste pare che non lo conosca più nessuno.

Dopo aver conquistato (o demolito, a seconda dei punti di vista) la piazza triestina, Puzzer ha inaugurato un tour nelle città "ribelli" che sa tanto, come già detto, di battesimo politico del suo movimento "apolitico". "La gente come noi": un marchio che, in effetti, potrebbe tirare parecchio. Una nuova apoteosi simbolica del puzzerismo si produce a Roma, in Piazza del Popolo, lo scorso 2 novembre, quando il nostro si rende protagonista del primo atto di quella che qualcuno definirà "la rivoluzione dei tavolini". All'inizio, com'è suo costume, Puzzer parla di mobilitazione a oltranza: fino a quando Draghi, il papa o chi per loro non lo andranno a trovare accomodandosi sulle seggiole loro riservate, egli non se ne andrà dalla piazza capitale. Di gente solidale ne arriva poca, di telecamere tante. In serata, in circostanze poco chiare, Puzzer scompare dalla piazza per riapparire dopo alcune ore in un video in cui, dopo aver precisato più volte che lo avevano trattato bene e che gli agenti erano tutti "brave persone", racconta di essere appena uscito dalla Questura, di aver ricevuto un provvedimento di espulsione per manifestazione non autorizzata e di essere sul punto di lasciare la città. Il giornalista investigativo Davide Zedda19 diffonde, una ricostruzione dei fatti in base alla quale Puzzer sarebbe stato prelevato da agenti dei servizi e sarebbe uscito dagli uffici con un faldone pieno di tessere verdi per i suoi colleghi, coronamento di un accordo sottoscritto in precedenza. Il documento è estremamente interessante e lo alleghiamo qui sotto.

https://numero6.org/attualita/servizi-segreti-e-portuali-puzzer-chiude-la-trattativa-con-lo-stato/

Dopo aver fatto breccia nei e dai teleschermi, Puzzer è diventato il paladino di una parte rilevante della "controinformazione". Significativo al riguardo è il trattamento che gli viene riservato dalla trasmissione “Border Nights” di Fabio Frabetti e Massimo Mazzucco e, successivamente, da Francesco Toscano nella sua “Dietro il sipario”.
Nel primo caso,20 Frabetti e Mazzucco concedono giustamente a Puzzer il diritto di replica dopo aver ospitato, il giorno precedente, la già citata intervista a Ugo Rossi. I lettori che avranno la voglia e la pazienza di visionare l'intero filmato potranno constatare l'atteggiamento prima accondiscendente (davanti alle risposte evasive di Puzzer sul “J'accuse” di Ugo Rossi, i due padroni di casa non incalzano), poi incensatorio dei due intervistatori, fino alla beatificazione finale.
Volendo invece estrapolarne una sola perla, si ascolti ciò che dice Puzzer a partire dal quarto minuto: Io son partito come portavoce dei portuali, io son diventato il portavoce di tutti i triestini, son diventato il portavoce fra virgolette degli italiani, ma non è una volontà mia, non ho mai voluto essere un divo, non faccio il divo, io sono un lavoratore portuale, lo facevo ieri, lo faccio oggi, lo farò anche domani, non ho nessuna intenzione di far politica.
A far da comparse nel Puzzer show vi sono due suoi colleghi che dicono poco o nulla e pure il figlioletto, richiamato dal padre davanti alle telecamere nel corso del ventottesimo minuto del video, a voler corroborare il suo discorso sull'importanza della famiglia.
La vera consacrazione del “puzzerismo” come dottrina egemonica nel mondo dell'opposizione (fra virgolette, direbbe Puzzer) al regime sanitario matura tuttavia nel corso della trasmissione “Dietro il sipario” di Francesco Toscano. Il titolo, già eloquente di suo, è “Nessuno tocchi Stefano Puzzer” e gli ospiti sono Massimo Mazzucco, Arnaldo Vitangeli de “La finanza sul web” e lo scrittore Cosimo Massaro. Alleghiamo il link al video integrale qui sotto perché merita davvero la visione (o almeno fino al diciottesimo minuto). Già nell'introduzione, Toscano conclude la sua apologia di Puzzer con queste affermazioni: Chi oggi prova ad indebolire Puzzer, per dolo o semplice insipienza non importa, finisce per fare più o meno consapevolmente il gioco di Mario Draghi. La palla passa poi ai tre ospiti: curiosamente, tutti articolano la propria analisi politica intorno ai sentimenti e al “cuore”. Inizia Mazzucco, assicurando che Puzzer è una persona "in assoluta buona fede” che segue il suo cuore. Vitangeli esordisce invece così, riferendosi a Puzzer: è una persona di una dignità e di un cuore incredibili; più avanti mette da parte i sentimentalismi per incalzare con queste parole: è criminale che chi ha poca o tanta visibilità, poca o tanta influenza, anziché portare avanti l'unità e il senso di appartenere a una comunità, crei divisioni, crei sospetti, crei attacchi… ragazzi, non va bene.
Il terzo ospite, Massaro, così contribuisce all'edificazione del mito puzzeriano: Guidato dal suo istinto e dal suo cuore, ha fatto le cose in maniera perfetta.

Appare quantomeno singolare che esponenti dell'informazione “indipendente” abituati a spaccare il capello in quattro, a coltivare e ad alimentare il senso critico, a schierarsi apertamente contro il mostro che essi stessi chiamano “dittatura sanitaria”, concedano una tale apertura di credito ad un personaggio venuto dal nulla e la cui “popolarità” è legata al tempo trascorso sotto i teleriflettori di regime; ancora più singolare il fatto che tale appoggio incondizionato sortisca attraverso un apparato retorico che mira a suonare le corde delle emozioni, non quelle della ragione.

Nei giorni successivi, i surfisti continuano a cavalcare l'onda Puzzer; il portuale viene intervistato nuovamente da Frabetti e Mazzucco e trova spazio anche in "100 giorni da leoni" (con ulteriore intervento "casuale" di Mazzucco);21 dopo la piazzata di Roma con annesso DASPO, Puzzer viene ancora ospitato da Frabetti e Mazzucco22 e, mentre torna a Trieste in macchina, ha la possibilità di porre una pezza sull'incidente del giorno prima, quando, ancora teleconversando su La7, stavolta con Tiziana Panella,23 si era pronunciato a favore del rispetto delle sacre regole del distanziamento e del mascheramento anche nelle manifestazioni contro la tessera verde. Puzzer precisa che è sì bivaccinato, ma non farà la terza dose e giammai permetterà che venga siringato il figlio: tanto basta per farlo tornare, agli occhi di tanti, nell'empireo dei Grandi Ribelli. Nonostante la magra figura rimediata in quel di Roma, Mazzucco prova pure a rilanciare, parlando di un'imminente "rivoluzione dei tavolini" e della nascita del movimento spontaneo "Io sono Stefano Puzzer". Il risultato di tale ardore è piuttosto magro, visto che di tavolini puzzerini se ne vedranno, nei giorni successivi, giusto un paio. Pronunciare davanti a un telefono la solenne affermazione "Io sono Stefano Puzzer" riscontrerà invece maggior successo. Tutto ciò mentre i "criminali" che "fanno il gioco di Mario Draghi" continuano a gettare palate di fango sul loro eroino: Fabio Tuiach, collega e conoscente di lunga data di Puzzer, giungerà a ipotizzare che il nostro abbia avuto l'onore di siringarsi col vaccino "vip" (chiamato anche "acqua fresca" o "soluzione fisiologica").24 Va detto, per dovere di cronaca, che Tuiach ci ha comunicato telefonicamente la sera del 24 di aver preso la Covid. Il Karma colpisce ancora.

Insomma, con il “caso” Puzzer il cosiddetto mainstream ha fagocitato l'informazione “libera” (o una sua robusta parte) e sono diventati una sola, orribile cosa. Tutto ciò mentre la piazza virtuale si mangiava quella reale, che si svuotava progressivamente di senso e di persone. Con Puzzer non si parla più di lotta per la verità sui vaccini, di denuncia degli affetti avversi, di avversione al terrorismo psico-sanitario; si inneggia invece al fronte comune fra punturati e non, al volemose bene, al covidismo "moderato" di chi si è vaccinato con convinzione e dissente solo su alcune parti della Grande Narrazione, dopo essersi mangiato il nocciolo avvelenato. Quando il regime ha rimesso in primo piano la litania dei contagi e delle terapie intensive in ebollizione (a Trieste più che mai, chiaramente), è emersa anche un'altra funzione del tele-prodotto Puzzer: dare il la ad una serie di ordinanze sindacali che vietano tout court le manifestazioni o ne limitano il percorso, tutto dopo aver ribadito l'obbligo di mascherine e distanziamenti, salutato peraltro positivamente da una parte (minoritaria, almeno questo) dei manifestanti stessi. Il bilancio del puzzerismo, al di là di qualunque suggestione “dietrologica”, è catastrofico.

Con ore di filmati a disposizione (li alleghiamo sotto ed invitiamo tutti a visionarli per farsi un'idea propria), è possibile pure delineare alcune caratteristiche del Puzzer-pensiero: fa professione di umiltà ma si sente il leader degli italiani (fra virgolette), mostra intransigenza ma non dice mai cosa si farà precisamente (e se la squaglia alla prima avvisaglia), differisce, svicola, rinvia, invoca fiducia, dispensa pillole di buon senso ecumenico e “apolitico”. Si muove come un attore consumato. “Funziona” perché costruisce un ponte fra i “buoni” e i “cattivi”, fra i vaccinati misericordiosi e i non vaccinati “ragionevoli”. Sfrondato degli orpelli retorici, il discorso di Puzzer si riduce a due messaggi fondamentali: “Sono vaccinato” e “State a casa”. A qualcuno che ha memoria ricorderà qualcosa.

Volendo costruire un parallelismo, la rapida “promozione” di Puzzer nel ristretto novero dei teleleader politici ricorda quella della sardina Mattia Santori. In entrambi i casi, sono state costruite intorno alle loro persone delle “storie” e in breve tempo son diventati personaggi della società dello spettacolo; constatando l'esito di tali processi, non possiamo che rendere omaggio agli sceneggiatori che scrivono le farse di regime. Santori prima e Puzzer poi hanno visto crescere intorno ai loro personaggi un consenso fideistico legato alla “purezza”, all'idealismo disinteressato, al buon senso. Il bolognese e il triestino hanno convocato (e convocheranno) piazze nel loro nome, hanno suscitato la realizzazione di siti, profili, canali telegram, hanno ricevuto proposte di matrimonio più o meno fondate. Come nella “narrazione” di Mattia Santori, anche con Stefano Puzzer abbiamo un sardone in primo piano e sardine minori sullo sfondo (nel caso di Puzzer gli altri quattro membri del fantomatico Comitato 15 ottobre). È presto per parlare, nel caso di Puzzer, di un'operazione “in grande stile” come quella che ha “prodotto” Mattia Santori (dipinto come “outsider” pur essendo già interno a certe botteghe di sottopotere, mentre con Puzzer il messaggio appare inattaccabile essendo egli un “proletario”), ma i segnali ci sono tutti.

Dopo l'iniziale "operazione-simpatia", con l'inesorabile impennata dei "contagi no vax" Puzzer ha preso pure a svolgere, agli occhi dei covisti più fanatici, la funzione di incarnazione del Male, di faccia della feccia. Un Salvini in sedicesimo contro il quale sputare grumi di odio. Un personaggio che appassiona, divide, fa discutere: puro spettacolo.

Infine, mentre ci si chiede, sgomenti, quanto sia davvero profonda la tana del Bianconiglio, vorremmo ribadire ai lettori che noi non abbiamo la facoltà di unire o disunire alcunché, non abbiamo né padrini né padroni ed obbediamo solo alle nostre coscienze. Noi non siamo dei megalomani come coloro i quali si sentono e si professano, in spregio ad ogni senso del pudore e del ridicolo, “opinion leader” o “influencer”. I nostri scritti non cambieranno il corso della Storia (e manco quello di questa storia).
Noi siamo quegli stronzi che rilevano e rivelano un'amara verità: Babbo Natale non esiste.

(continua)

Qui la prima parte dell’inchiesta.

1https://www.inews24.it/2021/10/21/no-green-pass-stefano-puzzer-corteo-annullato/

2Basta cercare la voce “Eurogendfor” sul canale Telegram di Cesare Sacchetti

3Video disponibile sul canale Telegram “Guerrieri per la libertà”

4https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=7086

5https://www.youtube.com/watch?v=eAYPQKX7neI

6https://www.youtube.com/watch?v=w_ktWjR48YY

7https://www.ilgiorno.it/cronaca/stefano-puzzer-trieste-1.6918632

8https://www.youtube.com/watch?v=oU8NqRgYLP8

9https://youtu.be/NnSAaCGoz14

10https://t.me/unavisioneunavoce

11https://t.me/ugorossiecoing

12https://www.la7.it/nonelarena/video/trieste-il-consigliere-ugo-rossi-contro-puzzer-non-e-la-protesta-dei-portuali-quello-che-e-successo-20-10-2021-403772

13https://www.youtube.com/watch?v=b9TDpbOPZLM

14https://www.youtube.com/watch?v=ktB51TolhMY

15https://www.la7.it/laria-che-tira/video/trieste-il-portuale-avverte-pronti-a-bloccare-tutto-12-10-2021-402261

16https://www.youtube.com/watch?v=J4RXVErJpNI

17https://www.youtube.com/watch?v=gAoCfFZAJz0

18https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/video-ndash-ldquo-perche-rsquo-dare-spazio-minoranza-286191.htm

19https://t.me/davide_zedda

20https://www.youtube.com/watch?v=5mXFXlBXPL8

21https://100giornidaleoni.it/tv/vi-racconto-cose-successo-a-roma-con-stefano-puzzer/

22https://www.youtube.com/watch?v=px3RtjiMWsI

23https://www.la7.it/tagada/video/stefano-puzzer-in-piazza-del-popolo-aspetto-risposte-da-governo-e-papa-parenzo-siamo-come-mel-brooks-02-11-2021-406056

24https://hi-in.facebook.com/ZonaBiancatv/videos/a-zonabianca-fabio-tuiach-smentisce-il-collega-stefano-puzzer-rivelando-che-seco/295307742261978/

Commenti (46)

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Mostra commenti 43 caricati
    1. oldhunter 17 novembre 2021

      Ho letto con interesse e piacere questo articolo molto ben scritto da Moravagine (che conosco personalmente e che so onestissimo) e i molti commenti (ne conoscono personalmente almeno tre, altrettanto onestissimi e schietti come l’autore dell’articolo), che però non chiariscono chi sia veramente Puzzer.
      La idea mia di quest’uomo controverso e tutt’altro che dal comportamento lineare è riassumibile in una breve frase “poche idee e molto confuse”, se poi qualcuno ne tira i fili e lui è solo un pupazzo manovrato da uno o più pupari è per ora difficile dimostrarlo...
      Resta il fatto indiscutibile di un’apparenza da sempliciotto che fa battere il cuore al popolo che in lui si identifica, ma anche che il suo comportamento altalenante, confuso e contraddittorio ha fatto solo comodo al Sistema!
      Detto ciò, meglio starne alla larga... comunque egli sia, come capo – ma anche come solo graduato di truppa – ci porterebbe in breve tutti al disastro più totale...

    1. MoralistaDa4Soldi 15 novembre 2021

      Non sono in grado di entrare nel merito dei fatti specifici e quindi preferisco non farlo. Mi permetto però di giudicare il tono e le finalità di questa inchiesta, che mi paiono evidenti da molti dei commenti che ho letto, la quale si somma con altre esternazioni lette qua e là su altri siti. Purtroppo la conclusione che ne traggo è che l'epidemia più pericolosa che vedo in circolazione è la Sindrome dei capponi di Renzo: meno si è, più ci si divide, già tipica della cosiddetta sinistra, ora dichiaratamente fascista (o stalinista o neoliberista o come la volete chiamare). Psicologicamente parlando potrebbe essere una variante del masochismo e spero che sia così, altrimenti dovrei pensare che si tratti del solito Divide et impera.

    1. carla 14 novembre 2021

      A me sembra che le numerose critiche a Puzzer per il fatto di essersi fatto le due dosi non tiene conto del tipo di protesta e di persona.
      La protesta è contro l'OBBLIGO di vaxxinazione, contro questo si rivolge la protesta.
      La libertà è il valore da difendere sopra ogni cosa e lui lo ha fatto per i colleghi di lavoro che non sono sierati e che non possono vivere e lavorare.
      Se non si capisce questo, che ho capito subito appena è iniziata la protesta, non si può capire il personaggio.
      A mio modesto parere.

    1. mystes 12 novembre 2021

      La tecnica di infilatrarsi tra le file nemiche è vecchia come il cucco, le dittature comuniste nazista in questo hanno toccato la perfezione. E Draghi è fedele allievo di Goebbels. A qualcuno di questi infine sarà puntualmente offerta una candidadura al Parlamento alle prossime elezioni. ammesso che ci saranno.

    1. gix 12 novembre 2021

      Del Brand Puzzer in effetti c'è molto da discutere, mentre forse per l'uomo Puzzer la questione è molto più semplice e banale di quanto si pensi. Due elementi sono oggettivamente difficili da mandare giù senza avere un attimo di rigurgito. Il primo è che si fa fatica, ma veramente molta fatica ad immaginare un plurivaxinato a capo di un movimento che contesta il vaxino come simbolo di una sanità e di un sistema di potere malati e corrotti, oltre che come obbligo. Il perchè è semplice, come ci ha ricordato Contadino, e sfido chiunque a dimostrare il contraio, con argomenti convincenti. Coloro che si sono vaxinati rappresentano (almeno in maggioranza...) la quintessenza dell'egoismo e della superiorità dei propri bisogni ed interessi (la propria vita e sopravvivenza al di sopra di tutto e di tutti) rispetto al bene comune; la preoccupazione per la salute dei nonni, la solidarietà e l'amore per gli altri...sono tutte balle che servono a giustificare e nascondere (ripeto, nella maggior parte dei casi...) la propria paura di morire. Il sistema ha potuto porre in essere tutta l'operazione, a livello globale, proprio giocando su queste cose. Il secondo elemento, che certamente richiede approfondimenti molto maggiori e non è detto che sia rivelatore di chissà quali connessioni con centri di manipolazione e disinformazione, è la presenza assolutamente ricorrente di Puzzer nelle trasmissioni, molto benvoluta ed accettata dall'informazione ufficiale e non solo. Tanto per fare un confronto, la Vicequestore donna risulta sicuramente un soggetto molto più complicato da gestire in certi ambiti, e infatti si vede molto di meno. Ma questo non significa che Puzzer sia poi così ingenuo e manipolabile, come non vuol dire che sia uno sprovveduto al punto di andare in piazza del popolo a Roma, a pochi metri dalla bocca del drago, con tutti gli occhi delle tv e dei giornali puntati addosso, senza pensare che ci possa essere una reazione. Del resto il tipo, negli appuntamenti che contano, indossa sempre un cappellino con degli ornamenti che (dicono) rappresentano una ben precisa entità di tipo militare...D'altronde non si può non rilevare, per esempio, che uno come Viganò, sicuramente molto ben individuabile come antagonista, con tutti i limiti e le perplessità per la sua immagine riguardo alla fazione che però rappresenta molto chiaramente, finisce per subire attacchi molto più duri e diffamatori di Puzzer. Il che dovrebbe forse far riflettere su chi sia veramente un pericolo tra i due. Ma, forse, ora come ora, quello che serve è dare una scossa alla gente, che è sotto incantesimo; chiunque sia in grado di darla, questa scossa, anche se non si tratta di anime pure ed irreprensibili, va bene allo scopo. Per le valutazioni storiche ci sarà tempo, in seguito.

    2. R66 12 novembre 2021

      Riprendo un pezzetto del tuo post, tolgo soltanto le parentesi.
      "Coloro che si sono vaxinati rappresentano la quintessenza dell’egoismo e della superiorità dei propri bisogni ed interessi rispetto al bene comune;"

      Condivido senza dubbio, ma da questa osservazione ne scaturisce un'altra che, anche qui su CDC, sembra essere un mezzo tabù.

      Una volta che la considerazione di una parte verso l'altra rispecchia quanto scritto sopra e fantasticando su una "ripresa" da parte dei savi, come si pensa di appianare la cosa in futuro?

      "[...] ci sarà tempo, in seguito." - non significa nulla.
      Perché risparmiarsi?
      Scendiamo pure nei particolari. ;-)

      1) Si farà finta di niente?
      2) Si rivestirà il ruolo di Orco togliendo loro tutte le funzioni sociali?
      3) Rendendoci conto dell'immensa incompatibilità si vivrà una vita separata?
      4) Altro? (specificare)

      Io sono per la 3, per me è insanabile quanto successo e immagino ancor di più lo sarà quello che sta per succedere, ok, neanche prima era diverso, ma l'ufficializzazione ha comunque un suo peso.

    3. gix 12 novembre 2021

      Diciamo questo, il punto 3 è il più probabile come esito finale, cosa che del resto è accaduta, in parte, anche dopo la guerra civile che si è avuta in Italia al termine del conflitto, superata solamente dal comune interesse verso la ricostruzione e l'arricchimento generale. L'idea di vivere una esistenza separata da certe persone, sulla base di una incompatibilità inevitabile, personalmente non mi sconvolge più di tanto, era così anche prima dell'era pandemica, solamente si faceva un pò più fatica (ma nemmeno tanto...) ad individuare gli "incompatibili" come tali. Forse il vero rischio è che quando la situazione di emergenza terminerà, le incompatibilità reciproche verranno di nuovo sommerse e diluite dentro una melassa di rapporti superficiali e privi di reale solidarietà, melassa che impedirà di comprendere non tanto ciò che è bene e ciò che è male, ma semmai ciò che serve ed è utile veramente per il progresso del genere umano, una utilità non nel senso strettamente materiale (almeno, non solo materiale...), ma anche intellettuale e spirituale .

    4. R66 12 novembre 2021

      Il rischio che presenti è l'unico mio incubo, quello che non vorrei succedesse mai.
      Comunque, visto che nei più, per paraculaggine, non c'è chiarezza verso nessuno dei punti sopracitati, non do nessun supporto e nessun aiuto al motto "il nemico del mio nemico è mio amico".

      Sempre meno di rado il primo inizia a farmi più schifo del secondo... che fa un bello schifo già di suo.
      Questo pensiero non è di mia esclusiva proprietà, le piazze tarallucci&vino dovrebbero sapere perché gran parte di quelli che sono e probabilmente rimarranno "integri", non ci mettono piede.

    5. uparishutrachoal 12 novembre 2021

      Stare nel mondo ma non del mondo è un atteggiamento di sicura saggezza..
      Visto che la nostra patria è il Cielo, è utile muoversi quaggiù con attenzione e prudenza senza perdere di vista il fine superiore..e muoversi con vigore solo se questo viene ostacolato..
      Gli attori del mondo si muovono su un copione già stabilito, e l'essere testimoni è un ruolo come un altro, ed ugualmente legittimo..
      Tra Draghi e Viganò non possiamo scegliere..ma solo osservare e rivendicare il diritto di prendere a ognuno quello che è giusto e lasciare lo sbagliato..anche se il mondo ma non il Cielo ci sarà contro..a reti unificate.

    6. BrunoWald 13 novembre 2021

      Secondo me siete entrambi troppo ottimisti. Non si organizza una simile operazione per poi accontentarsi di mezze misure: mirano alla sottomissione totale. È probabile che molti moriranno, non si sa in quanto tempo, e che l'economia verrà devastata finché ci avranno in loro potere. Già si parla di "obbligo", cioé di repressione. A meno che la cosa non rientri per qualche ignoto fattore, siamo solo all'inizio di un incubo, in cui le persone consapevoli saranno abbandonate al loro destino dalla massa dei codardi, imbecilli e opportunisti.
      A questo punto sono sempre più convinto che, se mai ne usciremo, vedremo un mondo del tutto diverso dall'attuale, e molto più duro, in cui i nodi verranno al pettine nel modo più doloroso. Diciamo il punto 4: penso alla ex-Jugoslavia, o al Rwanda, ma forse non ho abbastanza fantasia. Se invece non ne usciremo, credo che invidieremo i cinesi.

    1. FrankDax 12 novembre 2021

      Buongiorno , ringrazio gli articolisti per il lavoro egregio e dettagliato dell'inchiesta , rimanendo d'accordo con Danone sull'esigenza di una maggiore neutralità , pur capendo che essendo andati in loco (complimenti) si viene investiti da sensazioni ben diverse , di quelle , che si hanno valutando persone e fatti quando sono ripresi da Telecamere o Telefinzioni... Rispetto immensamente Mazzucco per il suo grande lavoro di inchiesta , sopratutto per "Cancro e le Cure Proibite" del 2010 che letteralmente mi ha aperto gli occhi sulla mafia della Medicina moderna e sulla "Fabbrica di Malati" come la chiama Marcello Pamio , ma è un uomo anche Lui , come Me e Voi tutti , possiamo sbagliare e sono sicuro che se si accorgerà di avere preso un "granchio" sarà il primo ad ammetterlo . Tornando all'inchiesta direi che aldilà delle persone coinvolte , bisogna guardare i fatti , e quello che accadrà in futuro . I fatti passati che non si possono smentire sono : 1) Trieste ha dimostrato come Città (popolazione) un carattere forte con una partecipazione incredibile , solo da ammirare ( e lo dice un friulano... che con Trieste normalmente non vanno molto d'accordo) 2) E' stata la prima volta che le proteste sono uscite mediaticamente dai confini nazionali , spaventando a morte il governo del Draghistan 3) E' stata la prima volta che si è vista la Dittatura perdere la calma , creando quella che poteva essere la propria Waterloo , con la repressione esagerata con idranti e manganelli , che sfruttata a dovere sarebbe potuta diventare la nuova Piazza Tienanmen 4) L'annullamento delle Manifestazioni del 22 Ottobre , sotto la spinta (ricordiamo mediatica) del "Non venite a Trieste" è stato un autogol tattico clamoroso... dando tempo al nemico di riorganizzarsi 5) la Protesta è scemata , il Palcoscenico europeo è sparito 6) Il Porto di Trieste (il vero cavallo di troia della protesta) ha ripreso normalmente i lavori , con la Germania e Bruxelles felici... 6) Lo zoccolo duro di Trieste onorevolmente ancora resiste , ma è stato sostituito mediaticamente dal "Incrementi del Contagio" , "Friuli-Venzia Giulia zona Gialla..." , per i fatti futuri vedremo e valuteremo..

    1. Matteo Nesi 12 novembre 2021

      Ebbene sì...Babbo Natale non esiste.
      Eppure tutti gli anni tantissime persone sono in attesa di vederlo arrivare attraverso il camino.
      E nonostante Babbo Natale non arrivi mai, loro continuano a crederci, in religioso silenzio attendono di sentire i suoi passi sul tetto della propria casa.
      Perché lo fanno? Perché ci sperano, perché ci vogliono credere, perché tutto non può finire.
      Tutte queste persone non hanno capito o non vogliono capire che, se vogliono cambiare veramente le cose, il giorno di Natale devono guardarsi allo specchio e vestirsi da Babbo Natale... Perché la speranza di un futuro migliore non passa tramite gli eroi delle fiabe creati a tavolino, ma passa attraverso ognuno di noi.

    2. sbregaverse 12 novembre 2021

      Commèvero commèvero.........ma un aiutino dall'Onnipotente.....dai....

    1. sbregaverse 12 novembre 2021

      Meglio un buon diavolo in paradiso che un cattivo santo all'inferno!
      E guardate bene nel buio ,sto strizzando l'occhio.

    1. Dragunov 11 novembre 2021

      Che il movimento sia pervaso da una radicale antipolitica è solo cosa buona e giusta. La politica ha già ampiamente dimostrato di essere esclusivamente la più grave e pestilenziale malattia dell'uomo
      Per il resto nulla di nuovo, tecniche trite e ritrite, stantie e nauseabonde come loro

    1. Ricciardo 11 novembre 2021

      Articolo utile e interesante. Non ho visionato le fonti, ma le riflessioni di molti, e in particolare quelle di Dani, mi fanno pensare che Puzzer possa essere sì un bravo cristiano, e proprio per questo abilmente e agilmente manovrabile.
      Chi guida le proteste deve essere, invece, con la testa sulle spalle, non incline al compromesso, e pure disposto ad affondare qualche colpo basso.
      Un profilo di questo tipo, normalmente, è soggetto ad attacchi personali, mediatici e chi più ne ha ne metta.
      Purtroppo, alle volte ai duri e puri è riservato un trattamento curiosamente omologo: la stampa dà notizia di un loro ritrovamento in presenza di droga e trans, oppure di un loro epilogo suicida.
      In generale, invece, dalla trama che il potere precostituito sta ordendo, sembra che Trieste sia veramente una spina nel fianco, forse possibile fonte di prossime future emulazioni. Libera da guide che siano Puzzer, Rossi o chiunque altro.

    1. uparishutrachoal 11 novembre 2021

      C'era Pappalardo megalomane, e con le idee chiare: troppo antico...invece Viganò va bene: il fascino della sottana nera suscita un rispetto innato non estirpabile neppure dal Papa Massone..
      Rossi è troppo fanatico..somiglia troppo ai 5S del passato..e il bidone è assicurato..
      Poi arriva Puzer: l'ingresso del cuore nell'agone politico mondato dal sacrificio del sangue..e quindi potabile per tutti i ragionevoli in spirito, che vorrebbero andare in Paradiso in carrozza, perché tutti ci dobbiamo unire nella comune fratellanza..
      Se un facchino del porto parla di cuore, come possiamo noi giornalisti e vaccinati rimanere insensibili e soprattutto inferiori a certe altezze..?
      Il messaggio di Puzer ha spiazzato e sparigliato le carte di un fronte coriaceo nella lotta verso l'altro, e spinto tutti a un riposizionamento mentale di fronte alle nuove evidenze..
      Puzer è manovrato solo dai suoi impulsi: chiari negli obbiettivi (abolizione del green pass) e oscuri nella strategia, incomprensibile pure a lui stesso..
      Muovendosi in modo imprevedibile lascia che ognuno proietti in lui i propri desideri..perché il cuore non si può imbrigliare ed è capace di tutto e il suo contrario: è in divenire incomprensibile all'intelletto..perché esce dai binari del discorso già deciso e intuibile.
      Ormai è un'icona come Greta: un santino, l'innocente puro e folle, novello Parsifal che spiazza..
      Credo che ormai non possa più decidere nulla, ma presenzierà a ciò che decideranno altri mettendoci la faccia o defilandosi alla bisogna..
      Comunque ha dato al movimento un volto umano da contrapporre alla bestia..e lo ha innalzato a dignità spendibile..ma ha anche avuto l'effetto non secondario di ricondurre tutti a se stessi..e trovare dentro di noi la strategia senza delegarla a chi non la può sostenere.. e nello stesso tempo cercare chi può farlo davvero.

    1. danone 11 novembre 2021

      Messaggio per Redazione CDC.

      Come bravi giornalisti indipendenti fate molto bene ad usare le vostre capacità e i vostri strumenti per indagare il più possibile.
      La situazione in questione, su cui serve indagare bene, è però insieme più scivolosa di una lastra di ghiaccio e più melmosa di una palude, per definizione, essendo in gioco intere visioni e narrazioni, che non devono essere minimamente incrinate per il grosso della gente, e l'unità di resistenze, che in molti hanno l'interesse a dividere e tenere frammentate, per impedire un pericolosissimo fronte unico.
      Detto questo vi dico la mia.
      I video citati li ho visti tutti durante i giorni scorsi mentre si svolgevano i fatti.
      Di Puzzer mi sono fatto l'idea che è un brav'uomo, come pochi ce ne sono in giro e quindi per me ce ne fossero di più sarebbe meglio, ma non potendo sapere da chi è strumentalizzato, come è facile che sia in queste situazioni, non riesco a vederlo e considerarlo come un capo-popolo e neanche lui lo vuole essere d'altronde, di nessuno, ma come un buon esempio di essere umano si, e oggi, in mezzo a tutte queste piatte blatte che si vedono in tv, già garantire questo è molto-molto-tanto.
      Alcune delle fonti che citate, fra le quali in primis il Mazzucco, le conosco dai bei tempi, quando gli aeroplani di linea si dirottavano con i temperini, quindi riconosco la credibilità e la professionalità almeno di alcune delle fonti che voi citate, e molto del contorno di tutta questa storia lo colgo e lo sfarino a mio modo, come tutto ciò che voglio comprendere da me.
      E dico che il vostro resoconto deve essere non solo puntuale, come meritoriamente è, ma anche neutrale nel riportare i fatti e i contro-fatti e soprattutto le appiccicose atmosfere oscure dei retro-narrati, riportati da improvvisati o meno, retro-intenzionati e su questo aspetto lascia un pò a desiderare la vostra inchiesta, ve lo dico senza troppi fronzoli, proprio perchè conosco e apprezzo anche la vostra credibilità e professionalità.
      Concludo ringraziandovi per questa indagine e vi sostengo nel continuarla, è fondamentale portare luce su queste vicende per capire chi, fra i personaggi coinvolti, sia meritevole della nostra fiducia e del nostro sostegno, ma state molto attenti a mantenervi neutrali ed equilibrati il più possibile, perchè in questi momenti delicatissimi, soprattutto per la comunicazione, è facile bruciarsi.
      Senza prove certe, restare neutrali il più possibile ad elencare fatti e circostanze, mi raccomando.
      Le conclusioni e le preferenze lasciatele ai vostri lettori.

    2. Rugge 11 novembre 2021

      Grande Danone, la prova certa che gli "aeroplani di linea si dirottavano con i temperini" non c'è, e mai ci sarà. Non c'è mai stata una dichiarazione di qualche insider della CIA o del Mossad, o di qualche politico di rilievo che lo testimoniasse. Ma tu ti sei fatto un'idea, credo abbastanza precisa, di come siano andate le cose. Grazie alla ricostruzione degli eventi fatta da un lavoro giornalistico di chi, come Mazzucco, sa cosa vuol dire fare giornalismo. Speriamo non se ne sia dimenticato.

    3. danone 11 novembre 2021

      Chi mette in discussione fonti come Mazzucco solo perchè filo-Puzzer, è meglio che guardi bene se non è già lui vittima delle sottili e nascoste strumentalizzazioni in corso.

    4. Rugge 12 novembre 2021

      Mettere in discussione è ciò che porta, e ha portato negli anni le persone a leggere CDC.

    5. danone 12 novembre 2021

      Caro Rugge forse sono stato un pò troppo sintetico nell'ultimo commento e voglio spiegarmi bene perchè lo reputo importante.
      Mazzuco è da 20 anni che è lì davanti a tutti col suo lavoro e nè io, nè altri, possono metterlo in discussione sul lavoro fatto.
      La sua credibilità è stata tutta guadagnata sul campo.
      Tralascio limiti e difetti che tutti abbiamo, lui compreso, spesso sono il primo a criticarlo perchè ne vedo gli effetti negativi sulla qualità del suo lavoro.
      Inoltre potrebbe essere anche ricattato o minacciato oggi e per questo condizionato nel suo lavoro, da qui in avanti.
      Se fosse così vi assicuro che lo vedrei molto bene, non voglio convincervi di questo, voglio semplicemente informarvi, liberi di non considerarlo.
      Queste sabbiose ed oscure vicende, frequentate con certezza da serpenti ed avvoltoi, concordi anche voi su questo giudizio di scenario, se influenzassero il lavoro di Mazzucco, si vedrebbe in modo evidente, come una macchia nera su un lenzuolo bianco.
      Per cui siccome nell'articolo mi è parso che il Mazzucco sia stato da voi messo in discussione solo per la sua inclinazione favorevole all'"ambiguo" personaggio Puzzer, io vi rinnovo l'invito a verificare molto bene i fatti e a portare prove certe che è cosa buona e giusta mettere in discussione quelle persone, prima di infilarvi in valutazioni di merito su questioni tutt'altro che chiare e trasparenti, anzi ancora troppo fluide e viscose per poterle dipanare con certezza ed obiettività.
      Allora il mio consiglio di essere molto attenti a rimanere neutrali sempre, fino a prova provata, ve lo rifaccio caldamente, proprio perchè è difficile muoversi in certi ambienti pieni di rumori, fatti apposta per stordire.
      Incrinare la fiducia su una fonte come il Mazzucco, senza la certezza che questo sia vero od utile oggettivamente, dal mio punto di vista è già da irresponsabili, oppure è il compito giusto di furbetti molto spregiudicati, e voi, lo so, non siete nè gli uni, nè gli altri, avessi avuto il minimo dubbio, vi avrei risparmiato il consiglio.

    6. Rugge 12 novembre 2021

      Leggo con attenzione e ti ringrazio del saggio consiglio. Ma ci tengo a precisare che abbiamo messo in discussione il modo in cui Mazzucco ha trattato la vicenda, non lui, ne tantomeno il suo grande lavoro svolto negli anni. E' stato fra i primi autori di ComeDonChisciotte, e ha tutto il nostro rispetto e la nostra stima.

      Per quello che riguarda le prove ti rispondo come nel mio primo commento. I due autori hanno fatto una ricostruzione dei fatti, un'inchiesta maturata con l'esperienza diretta sul posto. Questo basta per elaborare una tesi, che se si ritiene solida, ci si prende la responsabilità di pubblicare.

    7. Fedeledellacroce 12 novembre 2021

      Scuaste l'intrusione.....
      Come ben dice Danone, affrontare il tema Puzzer e piazza di Trieste é camminare su terreno minato.
      Penso che l'articolo si sbilancia e sminuisce parecchio la figura di Puzzer, come d'altronde Mazzucco si sbilancia con moine e complimenti.
      Forse siete caduti in tentazione perché di fatto é un tema molto importante, e la corretta chiave di lettura degli svolgimenti potrá illuminare il nostro cammino e le nostre scelte.
      Grazie comunque per portare alla luce aspetti che, nonostante nessuno voglia vedere, potrebbero essere rivelatori.

    1. anto74 11 novembre 2021

      guardate, io non so se il contenuto dell'articolo sia verosimile o no, una cosa è certa: la forza di trieste e dei manifestanti no-covid-vax e no-greenpass è che ormai c'è questo appuntamento fisso il sabato, per cui non c'è bisogno di nessun leader. Trieste vive se in piazza scendono tante persone, se in piazza ci vanno 2-3 mila persone, allora la cosa si affievolisce, ma se a trieste, che è una città piccola, ci vanno 5-6-10 mila persone, ogni sabato, leader o non leader, il governo è costretto a prenderne atto.
      Altrea cosa: non si è mai subordinato il diritto di manifestare con il calo di fatturato (tutto da dimostrare) dei commercianti. Ed in ogni caso, dopo un -9% di PIL, ora che c'è la ripresa (rimbalzo del gatto morto) neghiamo il diritto di manifestare perché qualche commerciante perde qualche migliaio d'euro?? siamo alla follia..... 100 anni fa qualcuno fu quanto meno coerente a fare una marcia sulla capitale per prendersi i pieni poteri, qui si vuole introdurre la dittatura facendo finta di essere in democrazia, fatela finita di prendere per il culo gli italiani, che troppa pazienza hanno avuto.....

    1. Nestor Halak 11 novembre 2021

      Insomma, questa storia di Puzzer, puzza. Devo dire che sono d'accordo. Purtroppo ho l'impressione di un'assoluta inadeguatezza da parte dell'opposizione. Temo che ci voglia ben altro per poter anche solo giocare la partita.

    1. IlContadino 11 novembre 2021

      Stronzo pure io.
      Giù le mani dagli stronzi;)
      P.S. Chi decide di sottoporsi a sperimentazione genica proposta a gran voce per salvarci da qualcosa che esiste solo in TV non potrà mai avere il mio rispetto, la mia fiducia e tanto meno il mio appoggio.
      P.P.S. Oggi ho scoperto che una coppia di signori, miei vicini, simpatici come una merda sotto la suola in un giorno di festa, la prossima settimana farà la terza dose. Dai, dai, dai, magari si presenta l'occasione per stappare quella bottiglia ancora in fresco che mi ha portato Bertozzi un paio di mesi fa.
      Diobono se sono cattivo oggi, magari domani mi passa.
      Esiste un vaccino per il giramento di coglio...?!

    2. AcidBoy 12 novembre 2021

      Caro contadino leggo molto spesso i tuoi interventi e devo dire che siamo all'incirca sulla stessa linea di pensiero.
      Una cosa ti vorrei dire però, su quel "qualcosa" che esiste solo in TV immagino ti riferissi alla pandemia...beh qui non sono molto d'accordo, nel senso che se è pur vero che i numeri sono stati gonfiati e tutte le porcate che sappiamo essere accadute, comunque la si voglia vedere questo virus esiste - semmai bisognerebbe chiedersi chi l'ha fatto, sempre non sia stato frutto di un rapporto incestuoso fra un pipistrello e un panNolino :)

      Io sono di Bergamo e credimi, di amici e parenti morti l'anno scorso ne ho avuti: erano tutti di una certa età sicuramente, i miei nipoti per esempio hanno fatto il covid ma in una settimana erano fuori dal letto. Per quanto ne so potrei averlo fatto anche io senza neanche accorgermene. Quindi è sicuramente la narrazione, con tutto quello che comporta, che è in TV, il virus se hai qualche complicazione è anche pericoloso (io non lo metto in dubbio); ciò non toglie che una vita abbastanza sana ti mette al riparo da tutto. Sicuramente io ho più paura del vaccino genico che della malattia stessa...con la sfiga che ho capace che perdo i capelli e divento impotente! La cosa che sto notando è che anche qui, dopo tutta la retorica dei "camion di BG", molta gente non ne vuol sapere di farsi la terza dose, ed è già qualcosa.

      un saluto

    3. Gino 12 novembre 2021

      Magari la parte finale aiuta a ritrovare un poco di equilibrio. Ero di pessimo umore; nel mio caso mi rasserenò.
      Con quella voglia di andar via... Con Linda Corrias
      https://youtu.be/WfB54nfYzKk

    1. Giovanni01 11 novembre 2021

      Insomma, tutte queste critiche!
      Di leaders con i coglioni non se ne vedono più da tempi remoti, almeno abbiano cuore.....

    2. stimiato 11 novembre 2021

      "Sventurata la terra che ha bisogno di eroi"

    1. Bertozzi 11 novembre 2021

      Io l'ho visto solo una volta in una puntata di borders night in cui l'attore Sandro Torella lo ha incalzato abbastanza fermamente su un paio di argomenti tipo il perchè si è vaccinato e perchè ha fatto le dichiarazioni che ha fatto riguardo a distanziamento e mascherina, o del suo ruolo nel sindacato, lui ha riposto, in linea con il personaggio descritto qui da Moravagine, pacioccone, col cappelletto, in un certo senso giustificandosi, con ragioni come il vaccino per via della mamma malata e poi il travisamento delle dichiarazioni dei giornalisti riguardo a mascherine e distanziamento, molto umile, la semplicità, un lavoratore del porto,tutto direi quasi plausibile... e se ne sono poi comunque andati via tutti a tarallucci e vino, tutti uniti contro il fronte della dittatura. La cosa che mi ha colpito più di tutto sono stati i commenti degli utenti di youtube, tantissimi dei quali si sperticavano in quanto Puzzer fosse un buon uomo, una persona autentica, uno di noi, ecc, ma tanti! e molti altri invece si preoccupavano della sua salute ed esortavano a curarsi quella brutta tosse proponendo anche rimedi vari. Ecco, non so, se fino a quel momento ci avevo creduto, gli avevo dato il beneficio del dubbio, dopo aver letto quei commenti mi è nato come un senso di rigetto, era evidente che sincero o no, usato a sua insaputa o a sua saputa, in ogni caso adesso come adesso è riuscito a prendere un bel pò di gente dei non credenti, e ovviamente anche dei credenti inoculati, ed è innegabile che ha avuto spazi che altri non hanno mai avuto. Che Mazzucco avesse questa liason con Puzzer non lo sapevo, me ne rammarico, ma poveri anche loro, ogni tanto una mezza infatuazione un pò sensazionalistico-sadomaso gli va anche concessa, stanno tutto il tempo a descrivere le perversioni dei cattivi, ogni tanto un pò di fiducia in qualcuno la devono un attimo riporre, pure per disperazione, visto che di lumini di speranza in questi tempi se ne vedono ben pochi, avran scambiato la fiamma di un cerino per un faro, poco male.
      Ottimo articolo comunque. Grazie, mi ha chiarito molte cose.

    2. R66 11 novembre 2021

      Ho seguito davvero poco il fenomeno e anche io ringrazio gli autori per il riassunto.
      Mi era bastata la notizia della vaccinazione per scartarlo di netto.
      Il "leader" di un movimento che fondamentalmente appoggia il principio per cui si manifesta contro?
      Ma come si fa?
      Ah, no sbagli, quello è nogreenpass, non è novax, sai la mamma, la zia, il rispetto...
      ...
      Ormai l'eroe è il primo pagliaccio che si toglie il naso rosso.

    3. IlContadino 12 novembre 2021

      Io non ci credevo che fosse vaccinato, quando me lo hanno detto pensavo mi prendessero in giro, sono andato a verificare, proprio non ci volevo credere. Un vaccinato come figura di riferimento per un movimento contro il vaccino, ma che cazzo sta succedendo?!!
      Un tempo era più complicato riconoscere persone di buon cuore da truffaldini, o le persone sincere da quelle false, per meglio dire. Oggi è molto più facile, la discriminazione in atto facilita di molto la cosa, il marchio del fetuso se lo fanno da soli, si auto fetusano. Almeno i fetusi li dovremmo saper identificare, porca miseria, ce l'hanno scritto nel sangue.
      Ho visto l'intervista che Mazzucco fa ad una donna a cui è morta la figlia sedicenne proprio a causa del vaccino covid. Porca trota, la donna ci tiene a precisare che lei non è una novax, no no no, lei è contro questo vaccino, non contro i vaccini in generale, guai a dar contro agli elisir; lo andasse a raccontare a chi ha perso i figli per colpa degli altri vaccini! Nemmeno se ti muore un figlio lo capisci, dio santo! Le persone proprio non ce la fanno, guardano solo ed esclusivamente il proprio orticello, un palmo dal naso, degli altri non gliene frega una santissima cippa. Loro si vaccinano e sono a posto col creato, già non gliene frega nulla degli altri, figurati quanto gli interessa di chi non si fa in*culare.
      Allora finiamola di dar dietro ai geneticamente modificati; avete voluto la scissione? Scissione sia. Andate e godete del vostro sangue modificato, me ne sto qui in panciolle col mio sangue di sempre, quello che mi ha dato il buon dio, voi seguite Pfizer, io seguo Madre Natura, vediamo chi avrà fatto scelta saggia.
      Piccolo sfogo del mattino. Sorry.
      Ciao Attraversatore di boschi, buona giornata!

    4. R66 12 novembre 2021

      Se ci fai caso (e lo faccio anche io) quasi non parli più dei e per quelli ormai perduti, ma per quelli che "credono" di non esserlo.

      Il tutto diventa divertente quando il tono tende a mandarli dall'altra parte anziché farli restare. :-)

      Tanti, troppi Efialte si stanno nascondendo.
      Il sistema ci sta andando ancora leggero e essi riescono a passare tra le maglie.
      Compito nostro è aiutarli a riposizionarsi secondo "natura".
      Loro insieme ai falsi Leonida che li ingaggerebbero tra le file.

      Quindi, tu che stai leggendo e già lo sai, non perdere tempo, non farci perdere tempo, lascia stare la coscienza, non fa per te, vai al ristorante, pensa alla pancia, su, su, da bravo, sciò. ;-)

    5. gix 12 novembre 2021

      Devo dire, caro Contadino, che forse approvo persino di più di quanto hai voluto dire

    1. Primadellesabbie 11 novembre 2021

      "Arriviamo a Trieste nella serata di venerdì 22 ottobre. Le cronache parlano di una città blindata: in realtà..."

      La città è blindata da 76 anni.
      E, da come scrive, Moravagine ha probabilmente capito da chi.

    1. Gino 11 novembre 2021

      « nonostante sciacalli e gatekeeper, resiste »

      sta parlando di sé?

      (voglio vedere se ‘sta volta 'sto mio commento resiste. Nell'occasione precedente i miei commenti sparirono… insieme alla sua figuraccia. Un po’ troppo facile, neh?)

    2. Rugge 11 novembre 2021

      I commenti vengono rimossi se sono offensivi nei confronti dell'autore senza entrare nel merito dell'articolo. Comedonchisciotte.org non avendo padroni non teme chi la pensa diversamente. P.S. questo sarebbe stato un commento da cancellare, non apportando nessun contenuto alla discussione e attaccando la persona. L'ho tenuto solo per poter rispondere.

    3. Gino 12 novembre 2021

      non avevo in alcun modo offeso. quello che avevo detto è stato però poi falsificato, in una presunta mia citazione. pensa un po', poche righe prima si poteva constatare ciò che avevo detto, poche righe dopo un virgolettato falsificato. ora, ovviamente, tutto è basato su chiacchiere, poiché quella banale polemica è poi stata cancellata.

      ad ogni modo, giusto per rimanere nel tema, dell'articolo qui pubblicato:
      https://youtu.be/DOmA0EJPVN8
      (la parte a mio parere più interessante è a circa 1:40:00. a parer mio, in casi come questo la dietrologia è peggio di un cancro)

    1. Armin 11 novembre 2021

      Le forze del male credevano di far fessi tutti gli Italiani. Invece, guarda caso, anche questa volta i genioni non l'hanno azzeccata.
      Si è scatenata la Rivolta. E' un destino triste, per queste "élite" votate alla rovina. Auguri.

    2. Divoll 11 novembre 2021

      Auguri, si, ma a noi.

    3. Armin 12 novembre 2021

      Quando scrivo "Auguri" al nemico intendo alla orientale, cioè:
      Auguri di ogni rovina! Ha ha ha ha ha!
      Gli Auguri di Buona Fortuna sono per i Patrioti e per La Rivolta!
      Ciao.

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