La gente come noi non molla mai!

Rivendicazioni e contraddizioni delle piazze triestine al di là del teatrino mediatico

La gente come noi non molla mai!

di Snikett e Moravagine per Comedonchisciotte.org

Gli occhi d’Italia sono tutti su Trieste. Oggi, 21 ottobre, migliaia di persone tra triestini e solidali che continuano ad arrivare da tutto il paese, presidiano piazza Unità d'Italia, la piazza principale del capoluogo giuliano . L’ anima di tutto è il Comitato No Green Pass No Obbligo Vaccinale di Trieste, che dal 24 luglio ogni sabato, come in tutta Italia, scende in piazza contro il lasciapassare verde. Gli animi, ci fanno sapere dal Coordinamento No Green Pass, si stanno risollevando dopo lo sgombero forzato, lunedì 18 ottobre, del presidio di 150 portuali e migliaia di attivisti solidali al Varco 4 del Molo VII: le immagini di anziani e donne seduti per terra a mani alzate, e ciononostante attaccati con idranti, manganelli e lacrimogeni, hanno fatto il giro del mondo innescando una spirale di indignazione. Il 15 ottobre 8000 persone avevano sostenuto i portuali nel presidio contro il ricatto di dover pagare per garantirsi la possibilità di lavorare, e nei due giorni a seguire, tra canti, interventi di personaggi noti e comunicati stampa un po’ sgangherati, avevano raccolto a poco a poco il sostegno di tutti i resistenti della nazione. Il mainstream intanto, mentre ci assicurava che nulla era cambiato nell’attività logistica del porto e il flusso di merci continuava indisturbato, ci deliziava con il solito giuoco delle parti, Puzzer il "buono" di qua e Tuiach il "cattivo" di là, finché la notte tra il 17 e il 18 la Lamorgese ha avviato la sua, di logistica, facendo consegnare da Roma a Trieste camionette con idranti, lacrimogeni e manganelli. Alle 6:30 del 18 la celere era già schierata, alle 8 hanno iniziato con gli idranti, e alle 10 coi lacrimogeni e i manganelli. Tra le 11 e mezzogiorno vedevamo su Local Team gli ultimi manipoli di manifestanti braccati per le vie di Trieste. Perduto il presidio, restano gli strascichi del teatrino mediatico che ha preceduto la violenza poliziesca. Si è verificata una doppia spaccatura all'interno del CLPT; prima, fra l'ala "dura" di Tuiach che voleva proseguire a oltranza il blocco del varco 4 e una più incline al compromesso e ad "accontentarsi" dell'incontro al Senato del 30 ottobre; successivamente, fra coloro che hanno seguito Puzzer fino a Piazza Unità d'Italia e coloro che invece sono rimasti al porto, dove Tuiach non era presente, a prendersi stoicamente le ultime cannonate (ad acqua, almeno per ora) della polizia. Alla fine, con la creazione del "Comitato 15 ottobre" da parte di Puzzer e Giacomini il CLPT è stato di fatto esautorato ed ha prodotto un ultimo comunicato in cui si prendono le distanze da tutte le iniziative dello stesso Puzzer. Gli errori di comunicazione sono stati tanti e, in certi casi, imperdonabili. Sul disastro, troneggia la figura di Puzzer, autoproclamatosi capo dei portuali – con l’aiuto forse un po’ troppo palese dei media nazionali, ma certamente, come ci dicono più contatti in loco, non riconosciuto né dagli attivisti, né dal CLPT – che colleziona una serie di contraddizioni così infantili che in molti hanno sollevato il sospetto di disonestà. Il 16 annuncia il contrordine: fine dello sciopero; viene smentito, quasi immediatamente, da un nuovo comunicato, mentre tanti affluivano a Trieste da tutta Italia. Durante lo sgombero, girano immagini che lo mostrano circondato dalla polizia, e subito dopo lo si vede in piazza Unità d'Italia ad alzare il livello delle rivendicazioni, cosa assurda dopo esser stati sgomberati, e a promettere l’arrivo di Patuanelli e Speranza in città per un incontro risolutivo. Ulteriore nebbia scaturisce dalla consapevolezza, ormai di dominio pubblico, che Puzzer sia stato pesantemente minacciato e intimidito, e non dai colleghi "oltranzisti", ma dagli sgherri dei Padroni del Discorso.Tuttora aleggia il mistero su quali siano e siano stati effettivamente gli interlocutori di Puzzer. Altro dato che emerge con evidenza è la sostanziale assenza di dialogo tra portuali e attivisti No Green Pass, in cui ha prevalso, come il 9 ottobre a Roma, la classica strategia del divide et impera. Infine, la ciliegina di regime su una torta già avvelenata: nella serata di lunedì scorso, con la piazza stracolma di gente, la webcam "dal vivo" la mostrava invece vuota come in un qualunque giorno feriale. Del resto, sono solo quattro gatti.

Altro nodo della questione è la gestione della piazza: una piazza pacifica non significa necessariamente una piazza debole, impreparata all’assalto della celere. Fino a vent’anni fa, mai ci si sarebbe sognati di presidiare uno snodo logistico di tale importanza senza i caschi per parare le manganellate, occhialini, bandana e limoni per attenuare l'effetto dei lacrimogeni, gli impermeabili per fronteggiare i cannoni ad acqua. Le piazze No Green Pass, non solo a Trieste ma in tutta Italia, sembrano aver dimenticato come si resiste agli assalti della celere, confidando ingenuamente in una solidarietà degli uomini in divisa che mai, prima dei video virali di Facebook in cui si vede un poliziotto fraternizzare coi portuali genovesi, si è vista nelle piazze italiane. Lungi da chi scrive inneggiare alla violenza: chi attacca passa dalla parte del torto e fa un assist perfetto all’inasprimento della repressione. Fino a vent’anni fa, tuttavia, si sapeva almeno come fare in modo che un presidio resistesse per più di venti minuti. È inutile, dopo le botte, sfogarsi acriticamente contro il soldatino "fascista" che ordina la carica, come è stato fatto da alcuni via social contro Leonardo Boido, capo di gabinetto della questura di Trieste definito “bestia pezzente” quando nemmeno era presente sul posto, perché in effetti la foto che gira è quella del dirigente della polizia di frontiera Fabio Soldatich, effettivo mandatario delle cariche.1

C’è un altro dubbio che scaturisce dalla disamina della narrativa dei professionisti dell'informazione: come mai una linea tanto dura, se le attività del porto non si erano mai fermate? Quando, una settimana prima, era stato annunciato lo sciopero del CLPT (Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste) dal 15 al 21 ottobre, Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, aveva fatto la voce grossa, minacciando addirittura le dimissioni,2 prontamente revocate il giorno dopo lo sciopero perché, a suo dire, l’esiguo numero dei partecipanti testimoniava automaticamente un tacito appoggio alla sua figura.3 Eppure, il presidente D’Agostino, che davanti ai microfoni della Rai mette la produttività del porto al di sopra della sua stessa poltrona, non ha esitato a far sollevare dal lavoro un centinaio di portuali per dare sostegno proprio alla sua poltrona, minacciata l’estate scorsa da un provvedimento dell’ANAC.4 Chi lo conosce, infatti, sa che l’uomo decantato dai media come la massima autorità portuale triestina in realtà non ne è più il presidente sin dal 6 giugno 2020, quando l’anticorruzione, su segnalazione delle forze dell’ordine, aveva avviato un’istruttoria con la quale si acclarò l’inconferibilità a D’Agostino della carica di presidente, poiché, essendo commissario straordinario del porto giuliano sin dal 2015, era stato nominato lo stesso anno presidente della Trieste Terminal Passeggeri, e l’anno successivo, pur mantenendo ancora questa carica, aveva ottenuto la nomina a presidente dell’ASP.5 Nella tarda mattinata del 5 giugno 2020, i cento portuali suddetti si presentarono (indovinate...) proprio al molo VII rivendicando l’immediata revoca del provvedimento ANAC nei confronti di D’Agostino, e in suo sostegno attuarono (udite udite...) il blocco totale del passaggio merci fino al 6 giugno, quando il presidente destituito, tra l’acclamazione degli astanti, invitò i suoi a terminare lo sciopero con tanto di lacrimuccia. Di coccodrillo, se si pensa alla caccia all’uomo contro chi lo aveva denunciato che annunciò proprio in quel comizio,6 a cui erano presenti anche il sindaco di Trieste col suo vice, oltre al braccio destro di D’Agostino Mario Sommariva, appena proclamato commissario al suo posto.7 Stabiliamo un parallelo: stesso numero di scioperanti, stesso blocco dei tir. Quando a farlo è stato l’ex direttore dell’Autorità Portuale accusato di corruzione e col fine di mantenere la poltrona, abbiamo avuto il plauso mediatico incondizionato, la presenza delle massime autorità cittadine al presidio, l’appoggio generale a una dichiarata caccia all’uomo contro chi aveva semplicemente denunciato uno stato di corruzione. Quando a farlo è stata una rappresentanza dei 900 lavoratori sotto ricatto vaccinale insieme a migliaia di cittadini solidali con lo scopo di difedere un loro basilare diritto costituzionale, abbiamo avuto la gogna mediatica generale, l'immediata sostituzione degli scioperanti con lavoratori senza green pass (in aperta e palese contraddizione con la legge stessa), la violenta repressione poliziesca su manifestanti pacifici e inermi. E tra i due presidi c’è solo un anno di distanza. Ma questo ancora non ci fornisce la risposta alla domanda: se la logistica non aveva subito danni gravi ed era stata immediatamene ripristinata, perché agire con tanta tempestività e violenza? Difatti, gli scioperanti sono stati prontamente sostituiti, oltre che dai colleghi non greenpassati, come da loro stessi denunciato nella rettifica al comunicato stampa del 16 ottobre, anche, come apprendiamo da più fonti in loco, da altri lavoratori portuali inviati dalla Germania a sostegno del regolare svolgimento del lavoro logistico. No, non si tratta di un sostegno dei globalisti tedeschi a quelli italiani, bensì a loro stessi: difatti, il colosso di Amburgo Hhla (Hamburger Hafen und Logistik Ag) ha acquisito il controllo del porto giuliano l’anno scorso,8 anche se questo dato non basta a delineare il contesto geopolitico. Se Hhla è il principale azionista, hanno una loro fetta anche Turchia, Danimarca e Svizzera. Quello di Trieste, snodo cruciale dell’approvvigionamento dell’Europa centro-orientale, è stato nell’ultimo decennio il porto italiano che ha attratto maggiormente gli investimenti stranieri. Tenendo conto che, nella guerra economica tra le talassocrazie americana e cinese, la logistica occupa un posto di primo piano, sullo sfondo di questa vicenda si gioca una complessa partita geopolitica. Il porto triestino gode di uno status particolare in virtù del Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 e del Memorandum d'Intesa del 5 ottobre 1954.9 Per dirla in soldoni, è un porto franco – creato per garantire il libero scambio tra i paesi della Three Seas Initiative (Europa centro-orientale) e dal quale transita gran parte delle merci provenienti dal Canale di Suez e dirette verso l'Austria e la Germania – sotto la tutela delle Nazioni Unite, che ne affidano però la giurisdizione a USA e Gran Bretagna. È presto per tirare le somme, ma appare chiaro che la vicenda non coinvolge solo l'Italia e la storiaccia del lasciapassare verde potrebbe essere, in quest'ottica, solo un elemento marginale. Tutto si complica infatti quando il governo giallo-verde avvia le trattative per la Via della Seta, il famoso “memorandum” del gennaio 2020,10 cui segue un vero e proprio Accordo di Cooperazione commerciale,11 stipulato dallo stesso Zeno D’Agostino con la China Communications Construction Company, in base al quale l’ASP del Mare Adriatico Orientale dà in concessione ai cinesi per periodi che vanno dai 30 ai 90 anni tutte le principali aree strategiche del porto franco, negligendo completamente tutti gli accordi internazionali, come se fosse territorio italiano a tutti gli effetti.12 Inoltre D’Agostino, che, non abboffandosi mai, è pure presidente del consorzio COSELAG, stava per vendere ai cinesi aree del Porto Vecchio necessarie alla costruzione di uno dei due scali ferroviari che, secondo l’Accordo, diventeranno di proprietà della CCCC, aiutato in questo anche dal sindaco Dipiazza. Questa vicenda ha suscitato aspre reazioni da parte atlantica,13 ed è forse legata alla fine del primo governo Conte. Non essendo questa la sede per approfondire la spinosa questione (per la quale vi rimandiamo alle fonti in nota), questo breve excursus potrebbe aprire prospettive rispetto all'interpretazione del “pugno duro” da parte del Governo contro una protesta che non aveva scalfito più di tanto la logistica del porto franco, ma che forse col suo prolungarsi avrebbe potuto dare fastidio a quella zona grigia di magheggi e di intrallazzi planetari nella quale sguazza Zeno D’Agostino. Ci si chiede infine come mai costui, dopo essere stato destituito dall’ANAC, continui a essere de facto il presidente dell’Autorità Portuale triestina, e definito ancora tale da tutti i media.

Questa è la prima parte di un'inchiesta che abbiamo (colpevolmente) scritto da casa, avvalendoci di fonti più o meno indirette. Nei prossimi giorni saremo a Trieste per toccare con mano. La gente come noi non molla mai.

(continua)

1https://www.triesteprima.it/cronaca/leonardo-boido-questura-trieste.html

2https://www.triesteallnews.it/2021/10/blocco-porto-di-trieste-zeno-dagostino-se-daro-le-dimissioni-sara-colpa-di-clpt-e-stefano-puzzer/

3https://www.rainews.it/tgr/fvg/video/2021/10/fvg-protesta-portuali-zeno-d-agostino-trieste-0d5cacb9-93c7-4e4f-a60d-bb5124f4c603.html

4https://www.ilfriuliveneziagiulia.it/lanac-dichiara-decaduto-il-presidente-del-porto-di-trieste-dagostino-proteste-dei-lavoratori-e-solidarieta/

5https://www.ilsole24ore.com/art/anac-cancella-presidente-porto-trieste-d-agostino-annuncia-ricorso-ADNrUpV

6https://www.lavoceditrieste.net/2020/06/10/trieste-caso-dagostino-emerge-unampia-rete-di-corruzione-e-disinformazione-sul-porto-franco/

7https://www.trasportoeuropa.it/notizie/marittimo/sommariva-commissario-straordinario-del-porto-di-trieste/

8https://www.huffingtonpost.it/entry/i-tedeschi-entrano-nel-porto-di-trieste-prima-dei-cinesi-il-colosso-pubblico-di-amburgo-rileva-la-nuova-piattaforma_it_5f72ec37c5b6f622a0c3eff3

9https://ipr-ftt.one/onewebmedia/IPR%20FTT%20Expertise%20V%20IT.pdf

10https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Memorandum_Italia-Cina_IT.pdf

11https://www.lavoceditrieste.net/wp-content/uploads/2019/03/Accordo_AdSPTM-CCCC.pdf

12https://www.lavoceditrieste.net/2018/11/29/il-problema-degli-investimenti-della-cina-nel-porto-di-trieste/

13https://www.lavoceditrieste.net/2020/01/14/porto-franco-internazionale-di-trieste-governo-italiano-ed-autorita-portuale-citati-a-giudizio-per-violazioni-di-legge-e-accordi-con-la-cina/

Commenti (81)

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Mostra commenti 59 caricati
    1. mystes 14 novembre 2021

      Si, non bisogna mollare, questa è una guerra, o si vince o si perde, quindi avanti fino alla fine, fino alla sconfitta definitiva di tutti i traditori della patria aspiranti tiranni che occupano abusivamente le poltrone del governo!

    1. pingus 23 ottobre 2021

      Le rivoluzioni si fanno col ferro. Il nostro ferro migliore ha anche 4 ruote.


      Non capisco perche' fare manifestazoni a piedi. Andava bene nel '68 quandi si usavano sanpietrini e sprange e chiavi hazet 36.


      E' di destra?


      Vi rendete conto di quanto piu' forti, parati, incisivi ecc si possa essere non presentandosi nelle piazze e strade come nude e crude sardine?


    1. Pfefferminz 22 ottobre 2021

      Puzzer: "Non venite a Trieste. È una trappola..."
      https://youtu.be/--Esd5dSXEk

    2. Primadellesabbie 22 ottobre 2021

      La notizia è in primo piano sul sito del Piccolo, giornale locale del gruppo Repubblica, noto per informazioni mirate in modalità particolarmente grottesche, quindi occhi aperti.

    3. Spartan 22 ottobre 2021

      In ogni caso, win win per Adolfo Draghi. Se arrivano i black block, Eurogendforce in azione, e pugno di ferro sui non bucati. Se in 4 gatti, manifestazione fallita , chiuso il capitolo Trieste

    4. Armin 22 ottobre 2021

      Io sono ottimista. Le "élite" e i loro lacché non sono così sicuri e tracotanti come nel 2000. Dopo la sconfitta in Iraq ...............
      sono "nervosi", e di sconfitte c'è ne sono!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Non hanno il potere assoluto .................. che è proprio
      dei meritevoli. Queste forze del male, delle tenebre, sono jellate. Una vittoria apparente non è una vittoria. La loro traiettoria è in picchiata, sono alla fine della loro breve e schifosa esistenza. Devono essere fatti fuori. E lo sanno che non durano ........... non sorridono più come tanti anni fa.
      Ora esternano il sorrisino degli stolti falliti.

    1. giannis 21 ottobre 2021

      sentite che bella canzone https://youtu.be/NAkSQbwwetk

    2. Pfefferminz 21 ottobre 2021

      Sì, bella davvero, un bel contrappunto a questo esecrabile articolo. Grazie.

    1. Gino 21 ottobre 2021

      quando non si ha niente (eufemismo...) da dire, meglio tacere...

    1. Primadellesabbie 21 ottobre 2021

      Se ho capito bene, l'autore andrà a fare un'indagine in loco.

      Oltre a un'attenzione alla storia recente della città che metta decisamente da parte quella convenzionale (sembra che l'esplosivo usato alla Banca dell'Agricoltura provenisse da un deposito gladio dei dintorni, e Peteano non è lontano), e a tener conto che vi abita la più grande comunità pugliese del mondo, fuori dalla Puglia (oltre trentamila, a compensare tedeschi e altri trasferitisi dopo la WWI: la città era austriaca da 500 anni), gli suggerisco, un'indagine giornalistica sui fruitori del porto (forse avrei dovuto usare il singolare).

    2. Hospiton 21 ottobre 2021

      Ti riferisci alla Germania?

      https://www.inuovivespri.it/2020/10/05/la-germania-si-prende-il-porto-di-trieste-struttura-logistica-tra-le-piu-importanti-del-mondo-mattinale-459/

      https://www.ilsole24ore.com/art/porto-trieste-tedesca-hhla-perfeziona-acquisizione-terminal-plt-AD6eCACB

      o qualcosa di più "sottile"?

    3. Primadellesabbie 21 ottobre 2021

      Quelli erano altri tempi:

      https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/10/06/per-kaiser-strauss-un-trionfo-trieste.html

      L'intento è di suggerire di spogliarsi dei pregiudizi e indagare,Trieste è una città perennemente in bilico, sul confine, da ogni punto di vista, e non si tratta di un confine fisico.

      Quando ho letto che un preciso settore del porto non avrebbe aderito allo sciopero ho capito come sarebbe andata:

      https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/10/14/news/i-lavoratori-della-samer-si-dissociano-dalla-protesta-venerdi-saremo-al-lavoro-1.40809688

    4. Hospiton 21 ottobre 2021

      Capito, anche qui c'è qualche cenno
      https://www.startmag.it/smartcity/porto-trieste-green-pass/

      potrebbe esserci una convergenza di interessi Istanbul-Berlino
      https://www.triesteallnews.it/2021/09/cresce-il-traffico-tra-germania-e-turchia-e-trieste-e-forte-intermediaria/

      e questo naturalmente complica le cose per i portuali. Del resto pochi porti sono immuni a simili problemi, a Taranto sono interessati i cinesi
      https://www.today.it/rassegna/porto-taranto-cina.html

      Ancona idem, Gioia Tauro non parliamone (chissà che riunioni con le 'ndrine). Svenduti pezzo per pezzo, silenziosamente

    5. Hospiton 21 ottobre 2021

      A proposito di 'ndrine, il tuo accenno alla Puglia mi ha fatto venir in mente anche la Sacra Corona Unita
      https://www.triesteprima.it/cronaca/relazione-dia-primo-semestre-2020-fvg.html

      figurarsi se in un buon business mancano questi.
      Città in bilico, crocevia di traffici e affari di ogni tipo. Nel film "Romanzo di una strage" si cita l'incontro tra Calabresi e l'allora colonnello dei carabinieri Pio Alferano, venuto a conoscenza dell'esistenza di un deposito di armi e di esplosivi (probabilmente quello cui alludevi tu), sito in una galleria nei pressi del confine jugoslavo, luogo dove presumibilmente era nascosto l'esplosivo utilizzato nella strage alla Banca dell'Agricoltura. Ho provato a far qualche ricerca su Alferano, l'episodio del deposito è praticamente irrintracciabile nelle scarne biografie reperibili in rete.

    6. Primadellesabbie 22 ottobre 2021

      Ho letto, questi fingono di svegliarsi.

      Il quartiere dei jeans, i cui negozi, svariate decine, ai tempi della Jugoslavia incassavano cifre da capogiro in banconote di ogni provenienza che venivamo portate in banca dentro i sacchi per le immondizie e senza averle contate per mancanza di tempo(posso testimoniare che non è una leggenda metropolitana), nel giro di un paio di mesi divenne completamente cinese, ben prima che i cinesi si installassero altrove, allora solo a Prato li conoscevano.
      Il mistero del come sia potuto avvenire sta nel potere, in questa città, dell'organizzazione che hai citato (da fonte di prim'ordine), e di chissà quale triade dall'altra parte.

      OT, ma come potevo svicolare?

      PS - Nel commento precedente c'hai preso.

    1. Fabrizio Turroni 21 ottobre 2021

      Mah, articolo che sembra solo VOLER dividere. Puzzer attorniato dalla polizia, embè? cosa vorreste suggerire? ditelo che ne parliamo. Se bisogna solo insinuare forse questo non è il posto giusto. E' tattica da mainstream... Puzzer minacciato e intimidito... ma và? e non potremmo dirlo di qualunque altro leader oggi ed in futuro? Cioè: il nemico mica è paperino, cosa vi aspettavate? Poi "Fino a vent’anni fa, mai ci si sarebbe sognati di presidiare uno snodo logistico di tale importanza senza i caschi per parare le manganellate, occhialini, bandana e limoni per attenuare l’effetto dei lacrimogeni, gli impermeabili per fronteggiare i cannoni ad acqua." Ma è proprio la dimostrazione di una manifestazione pacifica di gente comune, con donne, bambini, anziani in piazza. Ciò che mette in crisi la narrativa dei violenti... le immagini parlan più di mille parole. Ripeto: articolo che divide e dannoso alla causa di chi lotta contro il nascente regime tecnocratico.

    1. Pfefferminz 21 ottobre 2021

      Aggiornamento di Byoblu (21 ottobre, primo pomeriggio)

      "Il coordinamento 15 ottobre ha annullato il corteo che sarebbe dovuto partire dalle ore 14 da Largo Riborgo. I rappresentanti hanno fiutato il pericolo di questa iniziativa: nei giorni scorsi si erano infatti diffuse notizie sull’arrivo di black bloc o infiltrati a Trieste che avrebbero rischiato di infangare la legittima protesta contro la tessera verde.

      La protesta proseguirà in altre forme: probabilmente un presidio festante in piazza dell’Unità, simbolo di questa protesta pacifica.

      I portuali di Trieste hanno detto che appoggiano la protesta contro il green pass. In una conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio di oggi giovedì 21 ottobre tre portavoce dei portuali contrari al green pass hanno chiarito che, pur non aderendo al coordinamento 15 ottobre, saranno a fianco di Stefano Puzzer, il loro fratello, come amano chiamarsi tra di loro i lavoratori del porto.

      Puzzer ha infatti aderito a titolo personale al più ampio coordinamento 15 ottobre che ingloba diverse sigle di associazioni e movimenti contrari alla tessera verde.

      Rappresentati del coordinamento 15 ottobre, oltre a Puzzer, sono il dottor Dario Giacomini, Eva Genzo, Roberto Perga e Matteo Schiavon. I portuali, seppur non aderendo al coordinamento 15 ottobre, sono a fianco delle iniziative di questa sigla e delle richieste di cancellazione del green pass e dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari."

    2. Armin 21 ottobre 2021

      Non credo che i Patrioti Triestini mostrino tutte le carte. Poi ci sono gli altri Patrioti. Tutti sanno scrivere e leggere! Le forze del male sono in stato confusionale. Ha ha ha ha ha ha ha ha ha!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    3. Spartan 22 ottobre 2021

      Tutto riportato nei recinti della " protesta pacifica" sterile e controllabile. Il porto funziona normalmente e gli interessi tedeschi sono salvi. Niente di nuovo sul fronte Orientale

    1. alpho 21 ottobre 2021

      Sono stato a Trieste con un gruppastro... Ma che confusione ho in testa quando sono arrivati gli idranti ed ho visto delle scene di gente che si sedeva ed alcuni ballavano anche io non so veramente se abbia senso tornarci é come se fossi surreale se mi muovo e che fai che dopo pensano che siamo violenti e se parlo e guarda che appesantisci non vogliamo politica, boh

    2. Armin 21 ottobre 2021

      Tutto contribuisce alla causa giusta, anche uno solo in più fa la differenza. Onore a tutti gli Italiani che resistono alle forze del male!

    1. Armin 21 ottobre 2021

      Come diceva un filosofo "Non c'è bisogno neanche di combatterli, si rovinano da soli". La situazione attuale è andata oltre, dato che con grande "intelligenza", le "élite" rozze, poverine, si sono fatte odiare da tutti quanti e la situazione è critica!
      Ha ha ha ha ha!!!!!!

    1. Eugiorso 21 ottobre 2021

      Per quanto sia ammirevole la resistenza disarmata, a volte passiva, questa non può portare risultati, soprattutto se difettano elementi fondamentali quali l'organizzazione, la compattezza (bene anche quella ideologica) ed eventualmente (e preferibilmente) appoggi importanti,, magari esterni al paese.
      Il problema è questo, sostanzialmente.
      Inoltre, se il nemico principale elitista non è raggiungibile, perché fuori dall'Italia e molto in alto, i suoi servi locali, soprattutto quelli di infimo ordine, sono raggiungibili ... Volendo "togliere l'acqua al pesce" elitista, bisognerebbe rifletterci sopra.

      Cari saluti

    2. Armin 21 ottobre 2021

      Condivido. Mi permetto di osservare che, prima pacifici e/o poi armati, ma comunque, è fondamentale, che la grande maggioranza odi i governanti negativi ed E' FINITA. I lupi e i leoni del Popolo sorgono,
      questo è il terrore delle "élite".

    3. oriundo2006 21 ottobre 2021

      Draghi è bruciato. Fallito. Il tentativo di addormentare le plebi somministrando il sonnifero mediatico-politico è finito: il sedativo non ha funzionato, come non funzionerà il tentativo di rianimare l'economia con dosi massicce di inflazione, condita da chiacchere 'tecnicistiche' sulla rava e sulla fava. Il tentativo di politica estera di 'coinvolgere' nelle 'discussioni' Russia e Cina sull' Afghanistan è un fiasco co-lo-ssa-le...roba da far rivoltare come un calzino il MinEsteri ( se l' idea l' hanno avuta loro: ma propendo il vaticano ). E' il solito democristiano ma cattivo: i fallimenti lo obbligheranno a tirar fuori la sua anima nera. E allora le cose potranno farsi drammatiche...

    4. Armin 21 ottobre 2021

      Sono d'accordo. Le "élite" sono idiote, e malvage senza giustificazione alcuna!!!!!!!!!!!!!!!! Sono blasfeme.
      Odiano l'Umanità, i propri Popoli! sono tarate, mediocri e in picchiata.
      Lo deduco appunto, come scrivi, sull'Afghanistan .....
      vogliono rapinare regioni dove vivono da millenni
      popolazioni guerriere! I banchieri sono scemi e più scemi!
      Le forze del male devono morire.

    1. gix 21 ottobre 2021

      Prendiamo atto del fatto che non tutto è come sembra, del resto era da illusi pensare che fosse così semplice, già dovrebbe venire un dubbio quando vediamo l'inviata di rete 4 in mezzo tra la polizia e i portuali seduti a fare resistenza. Ma occorre dire anche che in questa fase i magheggi di D'agostino, e di altri interessi sottesi nella vicenda, sono un aspetto che interessa relativamente poco. E' più importante il fatto che tutta la vicenda assuma connotati che vanno al di fuori dei confini nazionali, e da questo punto di vista più interessi vengono messi in crisi a livello internazionale e meglio è, se questo è utile per far si che l'operato del nostro governo possa essere messo in discussione dall'esterno. In questo momento non c'è dubbio che qualunque interesse sia messo in pericolo dall'eccessiva attenzione data alle attività del porto di Trieste, passa per forza di cose in second'ordine rispetto all'attentato alle libertà, ai metodi repressivi usati dal governo italiano e alla questione principale, ovvero abolizione del grinpas e di qualsiasi altro obbligo vaxinale. Un pò come la tenera greta, programma innocente e al di sopra di qualunque critica di per se, che molti potentati economici sono costretti a subire, anche se poi la getterebbero volentieri a mare. Sui portuali, sulle loro ingenuità, e sulle loro beghe interne si potrebbe discutere, ma quando si vedono alcuni di loro seduti per resistere in preghiera con il rosario in mano, diventa un pò complicato pensare che siano in mala fede, anche se nulla si può escludere.

    1. Dante Bertello 21 ottobre 2021

      Cito:"la Lamorgese ha avviato la sua, di logistica, facendo consegnare da Roma a Trieste camionette con idranti, lacrimogeni e manganelli"

      Ma i reparti dei manganellatori, provenivano da Roma, come accadde a Genova nel 2001, quando si seppe che i violenti, erano stati fatti arrivare dalla capitale?

    1. Josta 21 ottobre 2021

      Se vi fosse sfuggito, lo slogan "la gente come noi non molla mai", è la stessa melodia di "Allarmi siam fascisti", esattamente al secondo 00:16.


      Ora, non voglio assolutamente fare dei parallelismi di sorta, si sa, la memoria storica è un lusso e qui si son fottuti anche quella a breve termine, but...

      Mai e poi mai canterei quel motivetto neppure usando le parole più belle e motivazionali di questo Pianeta.


      https://youtu.be/znKvkyDffg4?t=16

    2. Holodoc 21 ottobre 2021

      Infatti quel motivetto ha preso piede dopo le manifestazioni di Roma infiltrate pesantemente da FN.

    3. Pfefferminz 21 ottobre 2021

      Inoltre ricorda il motto "Boia chi molla", che entrò a far parte dei simboli distintivi prima del movimento fascista, poi del regime.
      Lo slogan ha stupito molto anche me.

    4. Gino 21 ottobre 2021

      Qualcosa di più interessante da notare non ce l'avresti avuto? E' questo il massimo tuo contributo possibile? Chi non abbia niente di meglio da dare, non farebbe meglio restandosene zitto?
      Da notare che ex lega ed ex forza nuova non è il Puzzer...

    5. Pfefferminz 21 ottobre 2021

      L'osservazione di Josta è invece molto interessante, sei tu invece che non lo sai cogliere. Cos'è che ti dà fastidio, se si rileva questo particolare? Cosa c'entrano ex lega ed ex forza nuova che non sono il Puzzer? Ma chissenefr....

    6. Gino 21 ottobre 2021

      a me non piace seminare zizzania. è perciò che non approfondisco, entrando nei dettagli. Ribadisco solamente (limitandomi alla parte positiva...) che il Puzzer mai appartenne alla lega dapprima, e poi a forza nuova.

    7. BrunoWald 22 ottobre 2021

      A parte la vaghissima somiglianza del motivetto, che mi sembra del tutto casuale... quand'anche fosse? Che importanza avrebbe? Cosa cambierebbe circa le ragioni della protesta, e il valore del gesto di chi si è esposto? Ci uniscono i nostri gusti musicali e/o ideologie di riferimento, fra l'altro tutte perdenti, o l'opposizione ai soprusi di questo regime?
      Sarebbe opportuno lasciar perdere le vecchie polemiche (e ci casco sempre anch'io...) perché abbiamo di fronte qualcosa di inedito e dobbiamo opporgli qualcosa di inedito. Se però alcuni ci tengono ad affrontare il rettile cantando Bella Ciao, ne han tutto il diritto, ma allora altri hanno il medesimo diritto di farlo cantando Allarmi o quello che gli pare (ammesso e non concesso che...)
      Voi potrete anche schifare i "fascisti", ma mettetevi il cuore in pace: i registi del Reset ci schifano tutti con il medesimo disprezzo.
      Sono perciò d'accordo con Gino sul fatto che l'intervento dell'amico Josta non dà alcun contributo ma divide soltanto.

    8. Pfefferminz 23 ottobre 2021

      "Ci uniscono i nostri gusti musicali e/o ideologie di riferimento, fra l’altro tutte perdenti, o l’opposizione ai soprusi di questo regime?"

      È ovvio che è l'opposizione ai soprusi che ci unisce, ma resta il fatto che il "motivetto" servirà al mainstream per fare di tutta l'erba un fascio, ovvero per mettere in cattiva luce tutto il movimento nascente. La scelta dello slogan è perlomeno infelice e bisognerebbe usare più accortezza. I tedeschi, oltre ad aver creato una miriade di bellissime canzoni di protesta, hanno fatto un bell'adattamento sulla melodia di "El pueblo unito...", sostituendo le parole con "Wir alle zusammen beenden jetzt den Lockdown" (Noi tutti insieme mettiamo fine al lockdown).

    9. BrunoWald 23 ottobre 2021

      Forse ti sorprenderà, venendo da me, ma ho sempre adorato quella canzone degli Inti Illimani. Ha un'energia magnifica, galvanizzante.
      D'altra parte, i tedeschi interessati a conservare una memoria storica potrebbero riadattare alle circostanze presenti molte splendide canzoni dei Lanzichenecchi, come quella dedicata a un cavaliere che guidò gli insorti nella Guerra Contadina del 1525, "Wir sind des Geyers Schwarzer Haufen":
      https://www.youtube.com/watch?v=sv0AvFyYAmE

    10. Pfefferminz 24 ottobre 2021

      "Forse ti sorprenderà, venendo da me, ma ho sempre adorato quella canzone degli Inti Illimani."

      Capita che ci siano giornate memorabili: l'Italia s'è desta e tu ed io siamo d'accordo.😉

      https://youtu.be/qjjq22HEkuI
      (il simpatico adattamento dei torinesi)

    11. Josta 25 ottobre 2021

      La ragione di tanto astio?
      Ho beccato un trigger?
      "...tutti i pesci vennero a galla..."

    12. Josta 25 ottobre 2021

      Giovine, ho solo ed esclusivamente evidenziato una curiosità, da parte di una mente poli strumentista, compositore e arrangiatore.
      Non mettermi nelle dita lettere/frasi/concetti che non ho mai digitato.
      Quel che vedi è cosa tua.

    13. Josta 25 ottobre 2021

      "vaghissima"...
      La struttura musicale è identica.
      Se vuoi te lo mando su di uno Spartito e lo fai controllare.
      In ogni caso, scrivo in italiano e in stampatello.
      Leggi quel che ho scritto ed è quello che ho scritto, il resto delle illazioni sono roba tua.

    14. Josta 25 ottobre 2021

      Esatto.
      ty.

    15. BrunoWald 26 ottobre 2021

      Va bene, ti credo: diciamo che è identica. E allora? Ormai è diventata uno dei simboli della protesta, e il fascismo non c'entra nulla: ho visto un video in cui la cantano a Tel Aviv, in italiano, per solidarietà con Trieste.
      La memoria storica è essenziale, ma se vedo gente che lotta per tutti noi, non vado a fare loro le pulci sui motivi che cantano.
      Tu non la canteresti mai? Nemmeno io, perché la trovo ridicola. Ma questo riguarda noi due, e nessun altro.

    1. JA 21 ottobre 2021

      "Svolta autoritaria in Italia: tutto il mondo ne parla
      VisioneTV
      Dal New York Times al Financial Times, dal Guardian a Süddeutsche Zeitung i principali media internazionali guardano con stupore alla stretta liberticida in Italia, interrogandosi sulla deriva autoritaria nel nostro Paese e sulla tenuta della nostra economia. In nome della sicurezza, il nostro Paese è la prima democrazia al mondo a oltrepassare la soglia delle libertà, imponendo un lasciapassare governativo per poter lavorare."
      https://www.maurizioblondet.it/svolta-autoritaria-in-italia-tutto-il-mondo-ne-parla/

    1. BRAURONIOS 21 ottobre 2021

      Pfefferminz dice proprio bene.
      A B E R R A N T E !!!!!!

    1. Holodoc 21 ottobre 2021

      Una cosa è sicura: se il porto di Trieste fosse chiuso da giorni come da narrazione il mare antistante pullulerebbe di navi. Che non ci sono (vesselfinder ne mostra solo 4 all'ancora). Guardate le immagini dei giorni scorsi da Los Angeles per capire cosa intendo:

      (Commento in inglese)

    1. Pfefferminz 21 ottobre 2021

      Articolo aberrante che trascina il valore simbolico dei fatti di Trieste nella melma.

    2. danone 21 ottobre 2021

      Ciao Pfeff, capisco cosa intendi, però bisogna riconoscere l'indagine giornalistica, se ci sono vicende da mettere in luce è giusto che escano.
      L'aspetto molto deludente dell'articolo è che poteva evidenziare la distinzione fra l'evento simbolico straordinario di partecipazione e autodeterminazione popolare che sta avvenendo a Trieste, distinguendolo dalle trame, più o meno losche, di cui tratta l'articolo, che sempre esistono sottotraccia in tutte le vicende umane, queste comprese.
      Sono piani diversi e si deve sottolineare, perchè l'evento genuino di resistenza popolare non può essere sminuito da meschinerie, sebbene di rilevanza geo-politica.

    3. Hospiton 21 ottobre 2021

      Concordo Danone, occorre separare più nettamente tra eventuali prezzolati presenti (fatto inevitabile, considerati gli interessi economici legati ad un porto come Trieste) e la parte genuina dei manifestanti, a mio avviso preponderante, che più resisterà più verrà criminalizzata dai media. Intanto sabato la prefettura parla di 20.000 no green pass (quindi saranno il doppio) e mette le mani avanti, agitando lo spauracchio black bloc, svaniti da anni ed ora pronti a risbucare a Trieste con prodigioso tempismo.

      https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/21/no-green-pass-a-trieste-attese-20mila-persone-nel-fine-settimana-prefettura-in-allerta-rischio-infiltrazione-da-frange-di-black-bloc/6363029/

      I fatti del 9 ottobre con l'assalto alla CGIL potrebbero essere solo l'antipasto della versione 2.0 della Strategia della Tensione. A fine mese ci sarà inoltre il G20 a Roma, si tenteranno una riedizione di Genova 2001?

    4. Hospiton 21 ottobre 2021

      Da notare che ai tempi di Genova i Black Bloc venivano etichettati come "antagonisti", una sorta di estrema sinistra avversa al capitalismo. Ora li rispolverano annoverandoli però nella categoria "eversivi di destra/fascisti", confidando sulla smemoratezza dell'opinione pubblica. Saranno anche organizzati ma come inventiva sono alla frutta, una roba del genere può bersela solo il gruberiano medio.

    5. oriundo2006 21 ottobre 2021

      E' inutile dire che sono Eurogendfor...

    6. Gino 21 ottobre 2021

      « Il mainstream intanto […] ci deliziava con il solito giuoco delle parti, Puzzer il “buono” di qua e Tuiach il “cattivo” di là »

      Io sono di quelli che, di cosa il mainstream vada predicando, neppure ha una vaga idea: non ho TV; la radio mai l’accendo, da anni e anni; non leggo alcun giornale, né in formato cartaceo straccia, né in formato digitale. Pertanto, sentendo simili deliri, sento solamente una gran puzza nauseabonda di personaggetti. C’è gente che fa pensare a cosa mai possa esserci, dentro quella loro crapa. Ma da che parte stanno? Ma dove mai andrebbero, se mai riuscissero ad intestarsi tutto?

    7. Gino 21 ottobre 2021

      Questi sono i dati a mia disposizione:
      tra i portuali di trieste i non vaccinati sono il 40%; Puzzer è doppiamente vaccinato, come il rimanente 50% che ha partecipato allo sciopero; il restante 10% è andato a lavorare.
      A genova i portuali in agitazione sono soltanto il 30%; pertanto non possono ottenere pressoché nulla.
      Ciò corrisponde al vero o al falso?

    8. Primadellesabbie 21 ottobre 2021

      Black bloc, dal minuto 10'30" a 12'00":

      Poi vedi tu.

    9. Hospiton 21 ottobre 2021

      Esattamente, altro che "antagonisti"...
      L'accostamento attuale alla destra, che opereranno in caso di incidenti, porterà però il teleutente medio ad accusare di tutto Salvini e Meloni, anziché forze che vanno ben oltre la politica (almeno quella da avanspettacolo). Forse ne usciremo tra un paio di secoli...

    10. danone 21 ottobre 2021

      Ne sai più di me Gino.
      So che Puzzer si è dimesso, dice, per non coinvolgere la categoria intera dei portuali, mossa giusta se ha-hanno deciso di tenere duro ad oltranza.
      Si chiamano fratelli fra loro e condividono le stesse idee, a sentirli.
      Devono usare molta tattica e strategia in previsioni del decollo della protesta, ci saranno sempre più attacchi subdoli ed occulti da parte degli apparati della securitate di Draghescu.

    11. Pfefferminz 21 ottobre 2021

      Ti ringrazio, Danone, di aver espresso così bene il concetto. Mi ha irritato anche l'arroganza di chi, sulla scia di reminiscenze giovanili, si sente autorizzato a criticare padri di famiglia che lottano per offrire un futuro dignitoso ai propri figli. Questo articolo è una pugnalata alla schiena al timido risveglio dei nostri concittadini e denota insensibilità per il momento storico che richiede soprattutto unità.

    1. ton1957 21 ottobre 2021

      Quindi, se ho capito bene, abbiamo venduto ai Cinesi un porto ''di Franco'', piú o meno come Toto ha venduto all'americano la fontana di Trevi.
      Geniale! quindi é possibile che gli idranti, altro non fossero che carriarmati tedeschi travestiti da doccie pubbliche.
      Aspetto con ansia il proseguo, mi pare una bella storia di mafia e corruzione, settore in cui primeggiamo a livello mondiale (kaput mondi)

    1. IlContadino 21 ottobre 2021

      Ottimo articolo, un po' di sana indagine, un pizzico di dietrologia, una matita per unire i puntini, giornalismo, uau, esiste ancora.
      Ora aspetto il continuo come fa un bambino con Babbo Natale.

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