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M5s, Marco Travaglio e gli Smooth Collies

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Mentre i giornalai di regime, guardiani e ballerine del sistema si stanno affannando sui vari network per  dimostrare che il M5S è sull’orlo di una voragine suicida, vorrei valermi di un interessante articolo di Claudio Messora, che conduce un confronto ben documentato sui dati delle ultime amministrative rispetto a quelle precedenti del 2012, nella giusta convinzione che l’unico confronto ammissibile lo si possa fare solo tra categorie affini, quindi comunali con comunali, regionali con regionali,  politiche con politiche e via di seguito.

Le elezioni politiche nazionali sono davvero tutt’altra cosa e qualunque confronto sembra essere un pastrocchio senza né capo né coda. Sarebbe sbagliato procedere con confronti diversificati, per impostare una qualunque analisi predittiva sulle future elezioni politiche e quindi sul successo più o meno prevedibile  delle rispettive rappresentanze.

Le elezioni comunali sono sicuramente designazioni diverse rispetto alle politiche, perché investono un vissuto più diretto, legami di conoscenza ed amicizia,  da cui è difficile sganciarsi completamente. Per di più succede che in tempi grami come questi, le forze politiche mainstream, responsabili di tutti i guasti del Paese, si siano presentate dietro le foglie di fico delle liste civiche e sparite completamente dalla cartellonistica elettorale, si siano camuffate dietro le facce sorridenti dei politici locali, per oscurare i disastri sociali prodotti dalle loro scelte scriteriate e asservite ai poteri forti.

Vere e proprie ammucchiate che celano i complessi rapporti di forza e di potere, esistenti fuori dai palcoscenici mediatici. Così i volti cambiano, ma il sistema resta sempre uguale, ed è abilissimo nell’arte dell’illusione ottica ad libitum, per cui gli onesti ma distratti cittadini, credono di votare una precisa persona e invece votano un ben preciso sistema di potere. Norma consueta e abbastanza comprensibile, finché non si finisce di votare un inquisito, come a Trapani dove col 32% è Girolamo Fazio, ex berlusconiano, ai domiciliari per tangenti.

Delle 1004 amministrazioni comunali quasi 850 saranno guidate da liste civiche, ma gratta gratta, almeno un terzo di quelle liste sono maschere veneziane dietro le quali si nascondono i principali partiti italiani, tra nomi originali e coalizioni immaginose. Questo è il sistema neoliberista, che permette la candidatura di indagati e che si serve di politici ricattabili, proprio per drenare finanze pubbliche a vantaggio del privato.

Quindi le falsificazioni mediatiche predittive servono appunto a gettare fumo negli occhi dei poveri spettatori ingenui, che si fidano ciecamente di tutte le fake news presenti sui monitor tv, che invece distribuiscono una lettura dei dati completamente manipolata.

E allora vediamoli, questi dati. Come dice Messora, che si limita a considerare solo i 25 comuni presi in considerazione anche dal Corriere della Sera nel suo riassunto generale, che pure non ha esitato a scrivere di un M5S sconfitto, mentre altrove sui media si è parlato a cuor leggero di débâcle, di “Movimento che si sgonfia” e così via.
“Innanzitutto balza all’occhio che a Genova, rispetto alla tornata del 2012, il M5S ha guadagnato 4 punti percentuali, mentre il PD ne ha persi 4. E questo nonostante il 4,87 del fuoriuscito Paolo Putti e l’1,08 di Marika Cassimatis che, insieme, si può ben ritenere abbiano portato via un buon 6% dai risultati dei Cinque Stelle, che senza tutti i mal di pancia avrebbero avuto dunque un potenziale di crescita del 10%, e non solo del 4%, che comunque rappresenta pur sempre una crescita, in una situazione di oggettiva difficoltà. I giornali avrebbero dovuto titolare dunque M5S tiene a Genova, nonostante le divisioni, invece di inventarsi che Grillo aveva perso Genova, quando non l’aveva mai avuta.”

“A Palermo, altra città portata ad esempio come catastrofe generale, in realtà il Movimento 5 Stelle aumenta i propri consensi del 12%, e comunque 5 consiglieri entrano in consiglio, mentre il Pd si è dovuto sciogliere in un’altra formazione che complessivamente ha preso l’8,41%, dunque singolarmente ha sicuramente preso ancora meno! A Trapani realizza un più 16,75% secco, visto che alla tornata precedente manco si era presentato. Anche a Taranto va oltre il 10% di crescita. E poi via via, Oristano, Asti, Catanzaro, Frosinone… La realtà è che quello che i numeri dicono è che in 20 grandi comuni su 25 M5S ha fatto o strepitosamente meglio, o molto meglio, o comunque sempre meglio del PDEppure nessuno parla del disastro del Partito Democratico, che in molti dei grandi comuni subisce emorragie di voti del 10% e oltre, fino all’11,45% di Padova e all’11,90% di La Spezia.”

Questo è l’elenco dei fallimenti del Pd:

Taranto: 16% nel 2012 – 11,8% oggi (persi 4800 voti)
Lecce: 10,6% nel 2012 – 8,5% oggi (persi persi 1300 voti)
Asti: 18,8% nel 2012 – 9,6% oggi (persi 2900 voti)
Padova: 24,9% nel 2014 – 13,5% oggi (persi 14000 voti)
Lodi: 23,2% nel 2013 – 15,9% oggi (persi 1200 voti)
Piacenza: 26,6% nel 2012 – 18,5% oggi (persi 3600 voti)
Genova: 23,9% nel 2012 – 19,8% oggi (persi 8000 voti)
Pistoia: 33,7% nel 2012 – 23,2% oggi (persi 3800 voti)
Carrara: 27,2% nel 2012 – 13,6% oggi (persi 4300 voti)
Parma: 25,1% nel 2012 – 14,8% oggi (persi 7000 voti)
La Spezia: 27,2% nel 2012 – 15,3% oggi (persi 4300 voti)
Gorizia: 17,1% nel 2012 – 8,7% oggi (persi 1400 voti)
Belluno: 18,6% nel 2012 – 10,2% oggi (persi 1300 voti)

 
Quindi in tutte le città dove il M5S perde consensi (9 su 25) li perde anche il PD, tranne Cuneo e Monza, dove il differenziale del PD rispetto al M5S, nel confronto con il 2012, sale al 12,68% e al 7,50%. Poi c’è Parma, l’unica grande débâcle del Movimento 5 Stelle in senso assoluto, anche se largamente annunciata: il M5S perde il 16,72% dei consensi ma anche il PD ne perde il 10,32%. In tutte le altre città (tutte) il Movimento 5 Stelle cresce, e solo in due delle venti città rimanenti cresce leggermente meno del PD, mentre nelle altre lo distrugge in senso letterale, arrivando a differenziali di oltre il 16%.

Nonostante queste premesse statistiche però la cose non sono state per nulla pacifiche, e il vero problema che emerge è che a fronte di un consenso del 31% e oltre a livello nazionale, il Movimento non sia riuscito molto spesso a presentare una lista, per litigi interni tra i vari meet up, oppure anche per la scelta di candidati sbagliati. Ma parlare di “scelta” può essere un eufemismo, la verità è un’altra, le candidature nascono spontaneamente dal territorio, che quasi sempre è percorso da attriti anche piuttosto contrastanti, che minano alla radice non solo rapporti interpersonali decenti, ma impediscono di attivare strategie efficaci e produttive.

Solo successivamente la certificazione da parte dello staff decreta la proposta alla candidatura, e magari può anche sbagliare soggetto, per la scelta di un candidato che non rappresenta onestamente i valori del MoV, oppure non riesce ad interpretare veramente la sua base elettorale, che nelle amministrative si riduce ulteriormente, per consensi empatici politici puramente locali. Quindi le cause che possono condizionare negativamente gli esiti elettorali delle comunali sono tante e diverse:

  1. Candidatura sbagliata
  2. Mancato radicamento nel territorio
  3. Mancanza di rapporti costanti con associazioni di categoria
  4. Mancanza di una base di attivisti
  5. Mancanza di finanziamenti
  6. Capacità da parte del gruppo di interpretare le istanze della città
  7. Capacità di creare eventi che possano colpire nel vivo i bisogni sociali
  8. Capacità di condurre una campagna elettorale efficace
  9. Sostegno da parte dei media
  10. Limite delle due candidature

Forse è particolarmente difficile attivare un efficace radicamento sul territorio, però sembra che il M5S non sia particolarmente interessato a costruirlo in maniera consistente. Probabile non riesca ad organizzarsi in questo senso, forse perché questo presuppone un attivismo ben pianificato e la trasformazione da movimento a partito. Le certificazioni alle candidature arrivano troppo tardi (due mesi prima circa) rispetto all’evento elettorale. Fatto sta che il MoV sembra rifuggire dal radicamento sul territorio, quasi volesse preservare la propria duttilità organizzativa, l’egemonia del web e della piazza sulle tv, la concezione nuova di una politica concepita come servizio al cittadino, l’interscambio dei soggetti politici intesi come portavoce del programma.

Presupposti che hanno fatto certamente la differenza tra il MoV e i partiti della casta, ma che comunque ora arrivano a confliggere con le esigenze dell’attuale spettacolarizzazione della politica e della personalizzazione del premierato, ma soprattutto con il prossimo obiettivo strategico della conquista del governo nazionale.

Il concetto slogan di  “uno vale uno” si trova ora smentito dall’esigenza di una struttura più organizzata, che possa privilegiare e preservare nel tempo qualità e competenze dei singoli soggetti, in modo da poter costituire una gerarchia di controllo sulle strategie  politiche territoriali.

E poi «Serve una riflessione nel M5s, anche sul doppio mandato» dice Massimo Bugani, capogruppo del M5s a Bologna «I casi di Roma e Torino sono particolari e ci hanno molto illusi, ma la verità è che il Movimento localmente è spesso tagliato fuori se destra e sinistra non si dividono. Ora dobbiamo fare una riflessione. E visto che si avvicinano le elezioni politiche dobbiamo riflettere sulla regola del doppio mandato. Un vincolo che ha fatto da freno a molti. C’è chi non si è ricandidato, ad esempio è successo a Mira con il sindaco uscente Alvise Maniero. E’ rimasto fuori da queste amministrative per giocarsi una chance in parlamento”.

Per di più la macchina del fango ha fatto credere agli italiani che Roma è malgovernata, ha ordito un vero e proprio linciaggio mediatico contro Virginia Raggi per lunghi mesi, e la disinformazione pilotata domina ancora oggi l’informazione. Il Vespone brufoloso di Porta a Porta ha mostrato un’immagine di Roma invasa dai rifiuti, peccato non fosse recente, ma risalisse al 2014, periodo della giunta Marino.

E infine anche il grande Travaglio, onnipresente sulle tv e sui vari talk show, ospite fisso di madame Bilderberg a Otto e mezzo, si affanna a rimarcare che i 5 Stelle si starebbero suicidando, avrebbero risuscitato il ripugnante bipolarismo centrodestra-centrosinistra, con particolare riguardo per il duo Berlusconi – Salvini.

E poi fa un panegirico del sindaco di Parma Pizzarotti, dicendo testuali parole che «Non ruba, governa benino, fa quel che può e annuncia solo quel poco che fa, sottovoce. È anche un gran rompicoglioni, refrattario agli ordini di scuderia. Tenerselo stretto e coprirlo di attenzioni, oltre a levargli ogni alibi per la fuga, sarebbe la migliore smentita ai detrattori che dipingono il Movimento come una caserma agli ordini di Grillo & Casaleggio».

Forse al grande Travaglio è sfuggito qualche particolare sulla vicenda di Parma, quisquiglie molto significative, che non è il caso di riproporre, visto che le ho ripetute diverse volte, così come trascura il problema euro ed Europa, sta di fatto che sempre più spesso sta prendendo lucciole per lanterne, e scambia un politico perfettamente integrato nel  sistema, con un innocente e innocuo buon amministratore (del potere).

Non si è nemmeno  accorto che i fallimenti del Pd sono la notizia più evidente di queste elezioni amministrative, taciuta però costantemente anche da quasi tutti i media. Il partito di Matteo Renzi ha perso in tutta Italia. Lo dicono i numeri, quei numeri che i giornalai al servizio del potere usano ad libitum.

Forse i soci industriali del Fatto (Chiarelettere, il gruppo Gems, Francesco Aliberti e l’imprenditore Luca D’Aprile) non lo consentono?

O forse è proprio Cinzia Monteverdi che ha troppe pretese, la manager azionista che è amministratore delegato e presidente anche della Zerostudio’s, la società di Michele Santoro che produce Servizio Pubblico in cui Il Fatto Quotidiano ha investito.

La regia della nuova situazione dunque è affidata a Monteverdi che, pur senza aver mai diretto alcuna società vagamente paragonabile a Il Fatto Quotidiano (una trentina di milioni di fatturato) è il terminale di tutti i nuovi equilibri societari. Del resto basta osservare le frequentazioni della signora e tutto appare chiaro … insomma un nome una garanzia, anzi una foto una garanzia.

Dunque come ribaltare la dittatura politico mediatica dominante in Italia, se anche coloro che dovrebbero fare da Rottweiler in realtà si sono trasformati in placidi Smooth Collies?

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

16.06.2017

 

 

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • DesEsseintes

    Cooptate alla svelta Fusaro

    • Fusaro chi ?? L’opinion leader sempre presente anche lui nei vari talk show di regime ??

      • DesEsseintes

        Cooptate alla svelta degli intellettuali.
        Senza intellettuali di cui almeno uno o due devono essere economisti non riuscirete a fare il salto di qualità.

        Anzi no.
        Hai ragione tu.
        Continuate così.
        D’altronde a queste amministrative avete trionfato e la tattica vincente non si cambia.

        PS: Sì, ti ho detto che hai ragione.
        Sul serio.
        Ma sì.

      • Gino2

        Travaglio non è presente nei vari “talk show di regime”?

        • Rosanna Spadini

          Appunto, sono più o meno entrambi funzionali al potere mediatico, Travaglio è lo Smooth Collie che tiene a bada il gregge ovino, e Fusaro è il filosofo opinion leader, fregio culturale nei talk show di regime, che dà quel tocco di marxismo demoniaco per scatenare i brividi del pubblico tv.

          • Tonki

            Fusaro è costretto a stare in quei ruoli, anche solo per darsi un minimo di visibilità, e alle sue idee. Altrimenti chi lo ascolterebbe?
            Io ho seguito dei suoi corsi universitari, ed è praticamente lo stesso, si esprime nello stesso modo, è sempre lessicamente inessensiale, ampolloso, rigurgita cultura. Ma soprattutto, che parli di filosofia, di storia, o di temi di altre epoche, torna sempre a tratti sul capitale e l’orrore della situazione moderna. Vederlo relegato in un aula universitaria con 50 alunni, sarebbe un peccato. Questi show gli danno un po’ di visibilità anche perché lo prendono in giro, giocano sul personaggio che è o che si è creato, ma è un occasione per dire cose serie.

            O almeno mi ha dato questa impressione.

          • Rosanna Spadini

            Ma certo, anche a me Fusaro piace, è colto e sa esprimersi in maniera efficace, però non scambiamolo con Che Guevara …

          • Tonki

            Certamente.

  • Tonguessy

    A proposito di dati falsati: nessuno sembra accorgersi che i veri vincitori sono gli astensionisti. Popolo trasparente, nessuno bada a loro. Vedi un po’ a cosa servono le statistiche…..

    • Vero !! Peccato però che la vittoria dell’astensionismo torni a vantaggio del potere, perché le oscillazioni del consenso non mutano se non in minimi termini le percentuali di vittoria dei soliti noti, sostenuti dai media.

      • Mario Poillucci

        Chiaro! Ciò che si prefiggono è solo un astensionismo sempre maggiore tanto, lo sappiamo, basta solo un pugnello di venduti per proseguire nel baccanale! Ovviamente, chiedo scusa se dimenticavo, mi sovviene un qualcosa in rima circa chi si estranea dalla lotta! Non esiste valida giustificazione! Gli ”astensionisti” se capaci, onesti, seri, di buona volontà devono contribuire alla rimozione dei partiti ”tradizionali altro che dichiararsi nauseati, sfiduciati ed andare al mare, ai monti, in camporella! Scuse puerili per mascherare ben altro!!

        • Sono d’accordo, l’astensionismo non risolve i problemi, anzi li aggrava, e non tocca minimamente il potere dei partiti, che giocano comunque sulle percentuali dei consensi elettorali, per vincere sempre, dato che hanno tutti i media schierati dalla loro parte.

          • SanPap

            fino a quando il gioco tiene: chi si astiene sta manifestando un disapprovazione totale; ma se qualcosa va storta quelli che si sono astenuti giugulano gli eletti
            Macron … un trionfo 400 deputati eletti con un 12% reale di votanti
            è proprio sicuro che riuscirà a tenere a bada l’altro 88% o qualcuno può scatenare una jacquerie, la rivolta antifeudale dei contadini nella Francia del sec. XIV
            qui tutti si riempiono la bocca di percentuali calcolare sui votanti improvvisamente si ritrova con un pugno di mosche
            siamo proprio sicuri che i non votanti rimarranno in finestra a guardare, che non esista un punto di rottura.

          • Gino2

            personalmente ritengo che votare non risolve i problemi. Che la democrazia rappresentativa sia un mezzo di controllo attraverso cui i poteri “sopra” la politica manipolano e gestiscono i popoli, sia una cosa assolutamente lampante. Partecipare al gioco truccato della politica di fatto legittima i partiti e le loro losche manovre, legittima governi abusivi, legittima tutto ciò che viene fatto

            Faccio notare che sono proprio i politici che invitano a votare e che mal vedono l’astensionismo: senza il voto democratico degli italiani NON CONTEREBBERO NULLA.

            Votare il menopeggio non porterà mai da nessuna parte, si voteranno sempre e solo personaggi e partiti dentro il gioco della politica che promettono di portarci fuori.
            E’ un vecchio e banale giochetto a cui credevo a 18 anni…….

          • Carmelo Capone

            Infatti, perché la democrazia è una truffa, un altra ideologia contro natura, diciamolo, buttando i re abbiamo buttato il bambino con l’acqua sporca, e duro ammetterlo, ma è cosi.

      • BIGIGO

        Vero… però il M5S dovrebbe domandarsi perchè non riesce a ottenere il consenso degli astenuti al voto. Io credo che la politica su temi fondamentali non sia chiara, vedi ad esempio i vaccini dove molti simpatizzanti M5S pensavano una cosa poi un post sul blog li ha smentiti e nonostante tutto non è ancora stata fatta chiarezza. Oppure sulla questione Euro o indipendenza monetaria. Del resto constato che fino ad un anno fà sul blog venivano trattati argomenti fondamentali e scottanti, mentre ora si limitano ad argomenti non attuali o di poca rilevanza.

        • Rosanna Spadini

          Su alcuni temi il MoV non può prendere posizione netta finché non ha conquistato Palazzo Chigi, solo allora potrà servirsi della Rai per chiarire le proprie scelte, vedi in Francia dove la Le Pen ha perso, proprio perché ha condotto una campagna troppo schierata contro l’euro, e quando se n’è accorta era troppo tardi per rimediare … lo stesso discorso vale anche per i vaccini.

      • Tonguessy

        quindi ” la vittoria dell’astensionismo torni a vantaggio del potere” mentre il “mancato radicamento sul territorio del M5S [che] all’arena fisica preferisce l’arena virtuale…., nel tempo dell’egemonia tecnologica”, il fatto che “a guidare i gruppi sono spesso degli arroganti e incompetenti, senza un
        briciolo di sensibilità politica, che si pavoneggiano di una corte di
        seguaci fanatici” sarebbero fatti legati ad una lotta serrata contro il potere precostituito????
        Forse non ti rendi conto che la gente ne ha ormai le scatole piene di “arene virtuali” zeppe di proposte virtuali e lotte virtuali, e di “arroganti e incompetenti” che vanno a sostituire altri arroganti e incompetenti.

        La Societé du Spectacle è esattamente ciò che segna la cesura tra Stato e cittadinanza, e usarne le prerogative ed i metodi serve solo ad allontanare le persone, che hanno oggi più che mai bisogno di relazioni reali, non virtuali. Cioè di quel “mancato radicamento” che anche tu denunci. Ma se credi che usare metodi, e criteri nati per produrre specifici risultati possano essere usati per produrre risultati opposti, buon per te.
        Da parte mia io continuo a militare tra le fila degli astensionisti perchè non riconosco nel panorama politico attuale alcuna forza che possa difendere i miei interessi. Che non sono nè un’altra classe arrogante e incompetente nè la spettacolarizzazione delle relazioni.

        • Anche se la gente ne ha ormai le scatole piene di “arene virtuali”, questa è la piattaforma sulla quale si compie l’agone politico, non si può riavvolgere il nastro al contrario, per di più credo Grillo speri di arrivare al governo del paese per poi imporre le sue regole che a cascata cambierebbero molte cose. La crescita a scalata dal locale sarebbe troppo lenta, e il radicamento sul territorio dal basso ha bisogno di quadri partitici che smentirebbero lo spontaneismo democratico dei meet up … per di più la mia è stata una pessima esperienza, però spero che non sia così per tutti.

  • PietroGE

    Io non darei un gran ché di importanza ai dati delle amministrative. Rimangono risultati locali, influenzati da molte cose e circostanze che non saranno presenti nelle prossime elezioni politiche. Qualche trend generale, mediato sulle particolarità locali lo ha individuato Belpietro, quando ha fatto notare come i sindaci che hanno accolto più favorevolmente i migranti sono stati puniti dall’elettorato. La cosa è stata notata anche dai 5S e ha contribuito alla giravolta della Raggi che ora si dichiara contro nuovi arrivi a Roma. Il Pd dovrà sperare nello stellone chiamato crescita economica perché con la prospettiva di una manovra lacrime e sangue a Settembre e l’ondata si sbarchi che deve ancora abbattersi sulle coste del Paese, rischia con qualunque legge elettorale e qualunque alleanza a sinistra.
    L’incontro tra Salvini e Casaleggio apre qualche prospettiva nuova nel desolato panorama politico italiano.

  • Hito

    L’apologia della sconfitta multifattoriale… particolarmente stucchevoli il campanilismo dei meet-up ed i media orchestrati contro la Raggi. Il silenzio totale sulla Appendino (1200 feriti per una serata di festa non fanno nemmeno più notizia)… Non una parola sull’euro e nemmeno sull’immigrazione… conclusione: l’importante è che il PD abbia perso di più -.-

    • Hito , forse hai letto troppo frettolosamente, perché non c’è stata nessuna apologia, se mai una critica al mancato radicamento sul territorio del M5S, che ha segnato non solo la flessione di alcuni dati, ma soprattutto impedisce la crescita di nuovi gruppi di attivisti … Appendino, euro e immigrazione non rientravano nel taglio che ho dato all’articolo, che voleva essenzialmente parlare di politica elettorale e di media …

      • Hito

        “L’apologia della sconfitta multifattoriale” è una cosa che non esiste, ma io il tuo articolo l’avrei intitolato così 🙂 Perdonami, ma “euro e immigrazione non rientravano nel taglio che ho dato all’articolo, che voleva essenzialmente parlare di politica elettorale e di media” credo che ai Vs elettori sia saltata all’occhio l’ASSENZA nei media di questi temi, ma può essere che io mi sbagli 🙂

        • Rosanna Spadini

          La Le Pen ha perso le elezioni a forza di parlare di euro e immigrazione, forse non si dovrebbe prendere spunto da lei ..

          • Hito

            Almeno lei al ballottaggio c’è arrivata (ed è caduta in contraddizione sul più bello), per voi i ballottaggi sembrano un bel ricordo… Le ultime dichiarazioni di Di Maio e V. Raggi fanno pensare che a Grillo e Casaleggio la cosa non sia sfuggita.

          • MarioG

            Sarà…
            Euro e immigrazione: che argomenti artificiosi!
            Forse la Le Pen doveva parlare di accoglienza e diritti di “minoranze”… sarebbe andata a gonfie vele
            Indubbiamente Macron ha vinto “a forza di parlare” delle cose giuste…
            Comunque capisco che il m5s preverisca di gran lunga la “sordina” sull’argomento immigrazione

          • Sta di fatto che la Le Pen ha perso, ed ora è ridotta ad avere 16 seggi in parlamento … le cause della sconfitta allora quali sarebbero ??

          • MarioG

            Ottima domanda, non ci piove.

            Che viene equamente condivisa, per quanto riguarda le presidenziali, fra Melenchon Fillon e e Le Pen.
            Quello che è avvenuto alle legislative è indubbiamente abbastanza eclatante. Suppongo che una volta persa per la Le Pen la corsa presidenziale, i suoi elettori (a parte il nocciolo duro) si sono dati all’astensionismo (abbastanza record). In ogni caso, con l’uninominale secco, la conta dei seggi amplifica di molto la misura della sconfitta rispetto alla semplice conta dei voti.

            Ma la domanda più stupefacente, o meglio, il dato di fatto più stupefacente è il trionfo di Macron, che se lo aveste chiesto 7 o 8 mesi fa, chi se lo sarebbero sognato? (almeno finchè non hanno ‘trombato’ Fillon). Se uno non si chiamava J. Attali, non se lo sarebbe sognato.

          • E infatti così è stato, se l’informazione non è libera il pubblico degli spettatori, che hanno perso quasi tutti i diritti democratici, non riesce a scegliere per il meglio, e dunque vota a caso, per il più sponsorizzato, perché solo in questo modo riesce a trovare rassicurazione … per di più anche la strategia della tensione ha penalizzato il FN, al contrario di quello che si sarebbe pensato …

  • Cataldo

    La presentazione dei dati delle amministrative non ha avuto alcun riepilogo nazionale su nessun telegiornale, non si sono accorti di questo i mebri 5 stelle della commissione di vigilanza ?? 🙂 E’ ovvio che siano manipolate le interpretazioni del risultato, sono arrivati ad oscurare le elezioni fino alla sera del sabato prima … Andiamo a cose più importanti del risultato delle amministrative, almeno dal mio punto di vista.

    Il problema del movimento è alla radice:
    fin quando era vivo Casaleggio si poteva anche comprendere, essendo un fondatore, che avesse un ruolo centrale, anche se difficilmente giustificabile sul piano della trasparenza e della democrazia interna di un movimento politico, pensavo che in qualche modo si stesse lavorando al superamento di questa tara, ma quello che è successo alla sua dipartita è stato abbastanza impressionante.
    Il movimento ha proceduto ad una successione dinastico-aziendalistica, con il passaggio automatico dal padre al figlio, figlio che ha mostrato da subito una inquietante pochezza intellettuale nelle sue poche uscite pubbliche. In sintesi il movimento non ha profittato in alcun modo della scomparsa di Casaleggio* per estinguere il suo “peccato originale” anzi, lo ha cristallizzato, procedendo con un familismo vecchio stampo sul piano umano, ergendo questo grumo indigeribile di spocchia e banalità del figlio a nuovo demiurgo, in più ha riconfermato il rapporto commerciale con l’assurdo sistema software proprietario a gestione del movimento, quando nel 2017 anche i colossi per queste cose usano l’open source, e per un movimento come il 5 stelle dovrebbe essere da tempo una scelta obbligata**.
    Su queste basi come si fa a dare ancora credito al movimento ? Come si pensa di risolvere il problema ? Che democrazia interna potrà avere un movimento dove uno vale uno ma qualcuno vale tutto a prescindere anche da se stesso, come Casaleggio junior ?
    Siamo quindi al redde rationem, il 5 stelle non potrà in alcun modo attingere a personale politico qualificato su queste basi, troverà solo macchiette, servette, profittatori, ingenuotti, ma nessuno con coscienza e formazione politica di ampio respiro, che non potrebbe mai accettare di essere sottomesso alla crypto dirigenza attuale, cosi come tanti che lo avevano votato e sostenuto turandosi il naso sul “peccato originale” ritireranno il beneficio di inventario.
    Ci sarebbero delle vie per uscire da questa impasse, ma non vedo la necessaria maturità tra le loro fila per scorgerle.

    * Sempre in senso politico con rispetto per il dramma umano della famiglia e dei suoi amici
    **Lo dico anche come tecnico che ha visto nascere la rete Internet dal principio e dall’interno

    • Rosanna Spadini

      Infatti queste perplessità le ho avanzate anch’io, basta fare una semplice esperienza in qualche meet up e ci si rende conto che a guidare i gruppi sono spesso degli arroganti e incompetenti, senza un briciolo di sensibilità politica, che si pavoneggiano di una corte di seguaci fanatici. La formazione di una classe dirigenziale capace è però un processo piuttosto lungo e forse impossibile per un MoV che è nato sul web e che è strutturato più come forza politica nazionale che territoriale. Appunto, all’arena fisica preferisce l’arena virtuale, ma viviamo nel tempo della società dello spettacolo, nel tempo dell’egemonia tecnologica, tanto che tutti gli altri pachidermi partitici stanno morendo e per sopravvivere si trasformano in movimenti o si dissolvono nelle ammucchiate delle liste civiche. Qualche politico di pregio è uscito però, nonostante tutto, quindi il metodo regge, anche se andrebbe modificato.

      • Cataldo

        Qui non è questione di metodo, che pure messo alla prova funziona maluccio, ma di sostanza, se si deve accettare supinamente la crypto-dirigenza per via familistico-aziendalistica nessun elemento di qualità umane e politiche sostanziali potrà accedere al movimento; poteva accadere quando ancora c’era un “intuitus personae” con un carisma proprio, per quanto raffazzonato fosse, all’origine. Queste considerazioni sono ampiamente sottovalutate, ma sono centrali, è evidente che senza correttivi moltissime domande fino ad ora in sospeso diventeranno sempre più emergenti, cosi come la lettura delle scelte del movimento cambierà di prospettiva.

  • Gino2

    Ma la sceneggiata a cui il m5s ha partecipato, quella dell’affossamento della legge elettorale, lo scarica barile e tutto il resto fatto ad arte per NON andare al voto?
    come un partito qualunque?
    ne parliamo?

    • Cataldo

      Si, ma non tanto il provvidenziale affossamento intervenuto, ma proprio l’idea di contribuire a scrivere un’altra legge elettorale palesemente incostituzionale e sballata, dove uno che vinceva nel collegio uninominale aveva … serie possibilità di non essere eletto !! Solo per dirne una, l’unico scopo realisticamente perseguito era di mandare in vacca il concetto stesso di elezioni politiche

      • Gino2

        anche!

      • Rosanna Spadini

        Vuol dire che in Germania c’è una legge antidemocratica ? E poi se devi partecipare ad un gioco truccato, lasci che gli altri dettino le regole ?

        • Cataldo

          La legge in approvazione era incostituzionale e sballata, c’erano almeno tre punti di incostituzionalità totali, altri due o tre parziali, il sistema in approvazione era alla “tedesca” come gli spaghetti serviti in germania sono alla “bolognese” .
          Non sono miei giudizi, che me ne sono interessato poco, ma di persone esperte di decine di elezioni negli anni, che hanno letto nel tentativo un ulteriore elemento di sbrago del sistema ad uso e consumo dei partiti oggi al potere.

          • Non è certo una novità, tutte le leggi fatte finora dalla casta sono state incostituzionali, dunque bisogna lasciarli giocare da soli i bari? Quelli che si dicono tanto democratici e poi non inseriscono nemmeno le preferenze? Quindi se il gioco è truccato, almeno che l’opinione pubblica lo sappia, e che si renda conto che a distribuire le carte taroccate sono sempre loro.

          • Cataldo

            Ma in tanti hanno appoggiato il 5stelle proprio per evitare che si continuasse nella deriva anticostituzionale, Il PD se voleva fare una minchiata la faceva con il centro destra, perchè reggere il sacco ai ladri di democrazia ? Non si fa opposizione al sistema con calcoli tattici di bottega elettorale o peggio, al minimo si perde tempo prezioso, inoltre anche l’ultimo dei peones sapeva che era comunque un tentativo nato morto, il che aggiunge interrogativi ad altri interrogativi.

          • Però il MoV deve poi rispondere all’elettorato che lo accusa di non partecipare, di non voler impegnarsi per cambiare le cose, così in questo modo ha dimostrato di voler cambiare le regole, e chi sa informarsi ha capito che è stato il PD a far saltare il tavolo.

          • SanPap

            Sai cosa mi ha dato un fastidio bestia ? che mi hanno chiesto di votare una legge prima che fosse formalmente definita: mi hanno chiesto di votare basandomi su un testo che era poco più di un twitter; l’indomani (24 ore e già hai cambiato idea !!!) si parlava di rivotare; per fortuna che un gioco di squadra BoldriniDistratta, PdFuoriusciti e MoRavveduti ha cancellato l’ennesimo aborto, il Culatellum alla Berlinese.

    • Rosanna Spadini

      Quello che è successo alla Camera è diverso, il Partito Democratico accusa il MoV di aver votato un emendamento che già sapevano avrebbe votato, perché in commissione lo avevano detto, dopo le perplessità di Toninelli, ma il punto è un altro, il PD alla Camera conta 282 deputati e per fermare la proposta che abbiamo votato sarebbero bastati 264 voti. Perché non l’hanno fatto? Quindi il problema sono i franchi tiratori di un partito allo sbando, che per nascondersi accusa gli altri di essere irresponsabili. In realtà loro temevano di andare sotto alla Camera sulle preferenze, altro nodo cruciale e sul quale già il MoV aveva espresso la sua intenzione di voto. Far saltare una legge elettorale sulla decisione se estenderla o no al Trentino Alto Adige è solo una scusa.

      • Gino2

        Gentile Rosanna, ovviamente la “colpa” è di entrambi. La cosa lampante è che si sono sgambettati a vicenda, nessuno voleva farla passare. il m5s si è comportato come il PD, hanno “inciuciato” insieme per dare l’impressione di voler fare la legge elettorale e poi mandarla a gambe all’aria accusandosi a vicenda. Sono cose vecchie, viste e riviste… non crederai che ci beviamo la buona fede del M5S solo perchè ovviamente non ci beviamo quella del PD. Dai! Magari non ti hanno informato, ma da analista onesta intellettualmente dovresti ammettere che la manovra è classica, troppo classica, e che la tua fede nel m5s su questa faccenda è puramente da tifo! so che non lo ammetterai, ammettendo la non onestà intellettuale….. pazienza me ne farò una ragione!

        • Rosanna Spadini

          Io l’ho vista diversamente, chi aveva i numeri per respingere l’emendamento era proprio il PD che ha 282 deputati e che arriva a 332 con quelli di Forza Italia. Se avessero davvero voluto respingere l’emendamento sul Trentino, bastava semplicemente che tutti i parlamentari del PD votassero contro, di voti ne bastavano 271.
          Il Pd non è riuscito a tenere compatto il proprio gruppo e i suoi ‘uomini’ hanno tradito l’indicazione di voto. Evidentemente sapevano di non avere la forza per approvare questa legge e piuttosto che cadere su emendamenti sulle preferenze o sul voto disgiunto, e di dover poi ammettere che non volevano una legge in cui gli elettori potessero scegliersi chiaramente i propri rappresentanti, hanno preferito creare l’incidente su un emendamento insignificante. Se poi tu la vuoi chiamare disonestà intellettuale fai pure …

          • Gino2

            se il m5s fosse stato realmente interessato a far approvare la legge elettorale, facendo patti con gli altri partiti, in maniera responsabile, pur di andare a votare, non si sarebbe dovuto impuntare su nessun emendamento. Non esiste alcuna giustificazione! Finitela!

            Prima pur di andare al voto, stringo chiappe e denti e faccio accordi con satana per approvare una legge elettorale qualunque basta che si voti in nome della democrazia, poi appena satana fa una puzza….NO…NON CI STO. Ma per piacere. ma come ve le bevete certe baggianate, come non riuscite a vedere l’elefante gigante dentro al frigo? BOH. lo trovo disarmante perchè o questa è totale cecità o è totale servilismo nei confronti di qualcuno.

          • permaflex64

            Non hai capito se non c’è la maggioranza e cioè il PD che sostiene la legge questa alla prima votazione segreta salta, meglio scoprirlo prima o no?

  • gix

    Non mi sembra che ci sia da aspettarsi molto dal Fatto, a livello di impeccabilità dell’informazione nei confronti dei 5 stelle. Il giornale si è sempre barcamenato tra una benevolenza di circostanza, per la precisione la circostanza che i 5 stelle sono diventati pressoché il primo partito d’Italia, e una severa e pseudocostruttiva critica della gestione del movimento. Premesso che i giornali ormai in Italia li leggono 4 gatti, rimane un loro vago potere di condizionamento dell’opinione pubblica generale, peraltro più volte smentito negli ultimi tempi. Ebbene, premesso questo, è arrivato il momento di verificare quanti danni fa ai 5 stelle un giornale presunto obiettivo come il fatto, rispetto a certi titoli allegramente infamanti di altri giornali che non si vergognano di avversare in modo sgangherato il movimento in quanto populista e antisistema. Almeno questi si possono smascherare facilmente e le loro argomentazioni contro il M5S spesso gli si ritorcono contro. Per intenderci, dire che a Roma ci sono i topi e i cinghiali, metterli in prima pagina e sostenere che è colpa della Raggi è una cosa che si commenta da sola, mentre dire che l’attuale sindaco di Parma governa benino, perché tutto sommato lavora e produce sottovoce e non con le tipiche beghe grilline, è una critica molto più sottile e pericolosa.

    • Rosanna Spadini

      Proprio così, infatti mentre il Fatto è considerato il quotidiano del MoV, ci troviamo tutti i suoi giornalisti che gli sparano addosso stroncature quotidiane, compreso Travaglio che o è disinformato o deve sottostare ai veti incrociati dei finanziatori, sta di fatto che in questo modo il giornale favorisce il PD e il potere costituito.

    • alessandroparenti

      Chiarissimo, ma sembra che siano ancora pochi a capirlo.

  • Invisible man

    L’astensionista è colui il quale non vuole più giocare ad un gioco truccato. E comunque non ha senso di discutere di percentuali perché tanto se muore il PD il parassita anglosionista ne abbandonerà il corpo e prenderà altre sembianze. E torna al potere indisturbato. Così di vent’anni in vent’anni..

  • DesEsseintes

    Un mese fa ho scritto commentando un post in home:

    Sì ma i grillini si devono svegliare.

    Hanno una visione del mondo che è abbastanza avanzata ma è ancora insufficiente.

    Se glielo dici si incazzano e si richiudono a riccio.

    Così rimarrete al massimo al 30% che è, come si è visto, il limite massimo del populismo.

    https://comedonchisciotte.org/ma-leuropa-si-e-macronizzata-il-cervello/#comment-3307494557

    Alle trafelate rimostranze ho risposto:

    Se vuole ci ricordiamo di questo post quando valuteremo il risultato delle amministrative

    Alle ulteriori proteste ho aggiunto:

    Voi comincerete a capire le sciocchezze che state facendo (accanto a cose straordinarie perché comunque siete il miglior partito populista in Europa) solo quando andrete a sbattere contro quel limite insuperabile di cui parlavo.

    Come volevasi dimostrare le amministrative sono andate come sanno tutti…e adesso il M5S è messo malissimo…molto peggio che dopo la sconfitta alle europee del 2013

    Ammetto di essermi sbagliato sulla possibilità di un movimento dal basso.

    Ma le astuzie della Storia fanno sì che non si possa mai dire che i giochi siano fatti…solo che la Storia quando vede che la situazione diventa difficile usa astuzie un tantino triviali…bitter birds are coming ma per lo meno sarà un grande spettacolo…

    • Rosanna Spadini

      Il Mov non è messo molto peggio, tant’è che a livello nazionale ha mantenuto il suo 31%, e le politiche saranno il prossimo anno.

      • DesEsseintes

        Le politiche sono una cosa diversa, il movimento non è certo spacciato.
        Per di più ha come avversario il PD per cui resta per forza l’unica alternativa anche per chi non è molto convinto.
        Dipende anche da Salvini se deciderà di allearsi o no con B.
        Speriamo, però dire che queste amministrative non sono state un flop è un po’ tirata per i capelli.

        La cosa decisiva sarà l’andamento dell’economia.
        Più la situazione peggiora più la gente perde fiducia nei partiti che oggi sono al potere e più il M5S ha delle possibilità nonostante i suoi problemi.
        Secondo me fra qualche mese i segnali negativi cominceranno a diventare più consistenti.

        Fusaro si tanto da fare con il suo progetto, non si capisce perché non unirsi se si è tutti dalla stessa parte.

        • Gino2

          non ho mai visto nessun “antisistema” unirsi con altri antisistema che siano giornalisti, politici, attivisti, scrittori etc.I vari GIulietto Chiesa, Barnard, Blondet, e compagnia cantante remano solo dalla loro parte. Mai hanno unito le forze e fatto qualcosa di FORTE forti di consensi e di “visione libera” della società, del mondo e della politica. Mai hanno aggregato. L’eccezione è Grillo a cui, in teoria, dovevano andare tutti dietro….. Per questo vanno sempre tutti quanti presi con le pinze (coi manici lunghi decine di metri)

  • TizianoS

    Il ragionamento di confrontare le elezioni “tra categorie affini” (comunali con comunali, politiche con politiche, ecc.) deve essere chiarito meglio.
    In questo caso confrontare i risultati delle elezioni comunali del M5S del 2012 (quando il movimento era agli inizi) con quelli del 2017 appare non proprio corretto.
    Ricordo (secondo quanto riporta Wikipedia) che “alle elezioni amministrative di maggio 2012 il Movimento si presenta in 101 dei 1012 comuni al voto, tra i quali 21 dei 28 capoluoghi di provincia. I risultati decretano un successo superiore alle attese della maggior parte degli analisti. Vengono eletti quattro sindaci: uno (l’ingegnere informatico Roberto Castiglion) nel piccolo comune di Sarego (VI) dove raccoglie il 35% dei voti, e poi altri tre al ballottaggio a Comacchio, Mira e a Parma, dove si afferma Federico Pizzarotti. La liste del Movimento 5 Stelle ottengono inoltre risultati di rilievo in numerosi comuni del nord e del centro, dove si assestano su percentuali comprese tra l’8 e il 17%”.
    Sarebbe stato più corretto fare un confronto con le elezioni amministrative del 2016, quando (sempre secondo quanto riporta Wikipedia) “il Movimento 5 Stelle si presenta in 251 comuni su 1.363 al voto. Il Movimento vince in 4 comuni al primo turno e in altri 19 comuni su 20 al ballottaggio, tra cui Roma e Torino dove vengono elette le due sindache Virginia Raggi e Chiara Appendino”.
    Anche se in questa misurazione (confronto 2016-2017) è impossibile fare un raffronto preciso comune per comune, si percepisce in modo evidente il flop del M5S, mentre esso non appare nel confronto 2012-2017.

    • Hai ragione TizianoS, allora si poteva fare un confronto anche con le amministrative del 2014 … sta di fatto che il calo c’è stato, anche se non così tragico come hanno raccontato i giornali, e comunque ho cercato di ragionare soprattutto sulle ragioni del mancato radicamento sul territorio.

  • Rolmas

    “Presupposti che hanno fatto certamente la differenza tra il MoV e i partiti della casta…”
    Questo vuol dire che il MoV non è un partito della casta? In base a cosa si afferma una cosa del genere?

  • Alberto Capece

    Mi meraviglio che vengano proposte sciocchezze di queste genere: intanto non si possono fare confronti con elezioni avvenute cinque anni prima in situazioni completamente diverse e precedenti le grandi affermazioni del M5S sia sul piano nazionale che nelle granfi città. Questo è evidente, ma lo ancora di più il non senso e l’infantilità di voler coprire una sconfitta chiarissima dicendo che il Pd ha perso altrettanto: ma non era proprio contro il Pd e i suoi complici che i cinque stelle si battevano? Dunque è evidente che la pari sconfitta sta a significare che il movimento di Grillo non viene più percepito come alternativa valida il che come sconfitta mi sembra più che sufficiente. A questo punto i cinque Stelle hanno due possibilità: o arrampicarsi sugli specchi per negare la realtà e scomparire nel giro di pochi anni oppure diventare adulti e riflettere sulle ragioni di una sconfitta che a mio giudizio nasce dalla volatilità politica di Grillo, dalla volontà di normalizzazione della Casaleggio associati e da un gruppo parlamentare che sta rapidamente acquisendo usi e costumi degli avversari.

    • alien2012

      E quindi ?

      Se non si possono fare confronti, tra periodi precedenti con ‘categorie affini’, vuol dire che il Cambiamento Climatico non esiste dato che non posso confrontare la Temperatura di oggi con quella di 5 anni fa.
      Ho già letto Tuoi commenti precedenti su altri temi.
      Dovresti stare zitto

      • Rolmas

        Perché dovrebbe stare zitto? Capece aveva argomentato le sue idee.

        • alien2012

          Uno che inizia con ‘…sciocchezze..’ si erge come Giudice Supremo sulle Idee di altri; considerando anche post precedenti su diversi argomenti.

          Poi può esprimere benissimo la sua Teoria che non si possono fare confronti tra la raccolta delle mele di quest’anno e quella di 5 anni fa; perchè quest’anno ha piovuto e 5 anni fa faceva caldo.
          Però doveva forse leggere meglio le statistiche di Claudio Messora,
          che sono abbastanza interessanti.
          Purtroppo nello scenario politico italiano, dove tutti vincono anche se perdono, diventa difficile ‘uscirne’ con un’analisi perfetta

    • Visto che l’infantilismo dell’articolo ha sorpreso così tanto la saggezza di Alberto Capece, forse conviene che si sorprenda ulteriormente, perché le sue argomentazioni non tengono dal punto di vista logico, dato che nessuno ha voluto coprire la sconfitta dicendo che il Pd ha perso altrettanto, se mai l’articolo ha voluto cercare le cause della sconfitta, che sono numerose, quindi la riflessione c’è stata, così come la critica ai mezzi di disinformazione di massa (Travaglio & Co), che enfatizzano la sconfitta del MoV e oscurano quella del PD … ma probabilmente l’odio fanatico contro il MoV ha impedito a Capece di leggersi tutto l’articolo.

  • Ronte

    Il governo del capitalismo nelle sue espressioni più varie e in ogni forma, non ha nulla da offrire. Oggi si scontrano(?), ognuna con la parte in commedia più confacente, tre destre: Quella di Renzi, di Berlusconi, di Grillo-Casaleggio2. Più vicino aspettano la Lega pronta a qualunque evenienza, e la sinistra(?) sciagattata (MPD, S.I, PRC) che aspetta l’osso lanciato dai commensali. Uno scenario TRAGICOMICO.
    Ma sinceramente, è questo popolo, intrallazzato mentalmente, che ti lascia sgomento provocando un sempre più frequente senso di vomiticcio.

  • gilberto6666

    Grillo è già in Costa Smeralda a sfrecciare con il suo “ferro da stiro”, ben lontano, giustamente, dal popolo bue che disprezza, come ben sanno gli inservienti. Il Regime continua e si perpetua sotto altre sigle, si adegua ai cambiamenti digitali. Tiene famiglia Travaglio e tiene famiglia Di Maio. Ma davvero pensiamo che il Mov spaventi i Veri Poteri? L’astensione dai Ludi cartacei è l’unica arma che abbiamo, che si contino i voti da soli.

  • Storno

    Suggerisco di firmare Rosanna MailPD Spadini

  • Mario Poillucci

    Gentile Rosanna Lei ha un gravissimo torto vale a dire quello di mostrare e diffondere dati, numeri, evidenziare in maniera incontrovertibile che 2+2=4 non già 10 e questo provoca fibrillazioni atriali e crisi lipotimiche! Per cui abbondano risposte, repliche, commenti ipponattei! Intendiamoci! Ipponatte era un grande in primis siccome non piddino o verdiniano oppure alfaniano nonchè (orroreeeeeeeeee) alfanlorenziniano!!!!! Vada avanti così!
    Poscritto: Pavlov!! Il grande!! Basta pubblicare ed informare con sincerità ed onestà che certi quadrupedi partono in quarta!!!

    • Gino2

      Vedi, per quel che mi riguarda, nonostante i commenti al “veleno” che scambio con la gentila S.ra Rosanna, apprezzo molto il suo scrivere chiarificatore in molti casi, e fuori da un certo MainStream.
      Purtroppo, sempre per quel che mi riguarda, non riesco a non cogliere nei suoi scritti un tono “propagandistico” a favore dei m5s.
      Per tono propagandistico intendo non una “simpatia” (ognuno vota e sostiene chi gli pare) elettorale, ma una cosciente e costante leggera e attenta “manipolazione” propagandistica, dunque non obbiettiva che mira a far sparire dubbi, contrasti, fallimenti, errori etc.
      In fondo sostenere la “purezza” del m5s è comunqe propaganda visto che è ormai un partito, in parlamento, che sta alle regole, che s’è rimangiato diverse cose, che non è trasparente come dice, in cui la democrazia diretta che dovrebbe essere la sua “purezza” è una farsa etc.
      In fondo sostenere la purezza del m5s quando il potere è TUTTO infetto è, per me, in ogni caso popaganda.