Che vi siano enti economici privati la cui dimensione e rilevanza fa sì che risultino più importanti di molti stati nazionali è cosa risaputa. Altrettanto risaputo è che, tra questi enti economici, quello forse più influente di tutti sia molto probabilmente BlackRock, il più grande fondo di investimento al mondo, con circa 9 trilioni di dollari gestiti, il cui numero uno è il famigerato Larry Fink, fondatore e proprietario del Fondo stesso dal 1988.

Il quale Fink non ha mancato, in passato, di far sapere apertamente al mondo quali fossero i suoi desiderata, che, ovviamente, erano i desiderata di BlackRock, i quali venivano poi tradotti nei mesi successivi in precise strategie di investimento o disinvestimento del Fondo, che così finiva per determinare, con le sue mille propaggini in tutti i principali settori strategici, il reale andamento di gran parte dei mercati internazionali. Dettaglio non secondario: BlackRock, non essendo strettamente una banca, non è soggetta alla vigilanza, per quanto blanda, di nessuno (ad esempio, della Fed) e quando qualcuno, dopo la crisi del 2008, cercò di includere i Fondi tra gli Enti sottoposti a vigilanza, Mr.Fink (ed altri suoi simili) si opposero con efficacia. Anche perché, come ricostruisce dettagliatamente William Engdahl nell’inchiesta del 2021 tradotta dal sito Renovatio21 – BlackRock attua da sempre una capillare politica di “porte girevoli” tra i ruoli privati della propria struttura e alcune fra le principali cariche federali, il che garantisce che, quand’anche si verifichi di tanto in tanto qualche spinta verso un maggior controllo, ci siano sempre nei posti chiave degli Enti federali le persone giuste (ex BlackRock o in predicato di finirci) per fermarle.
E tutto ciò, senza contare l’influenza obliqua e preventiva esercitata dalle sue dichiarazioni sugli orientamenti di tutti i maggiori operatori, governativi e non. Come quando, una manciata di anni fa, Larry Fink fece sapere che, per lui, le uniche iniziative su cui avrebbe considerato strategico investire sarebbero stati in attività in un modo o nell’altro collegabili al variegato universo ESG (Environmental, Social & Governance). Da lì in avanti, quello che è successo è noto a tutti, con il team di gestori a distribuire patenti di conformità a destra e sinistra (ma solo alle aziende in cui BlackRock aveva investito) e i governi, nazionali e sovranazionali, a gettare il cuore (e i cittadini) oltre l’ostacolo, emanando normative sempre più stringenti e irrealistiche sui temi correlati.
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Zelensky e Larry Fink ai tempi della conclusione dell'accordo (dicembre 2022)[/caption]
Bene (si fa per dire). Nei mesi scorsi l’ineffabile signor Fink ha investito, insieme ad altri meno influenti di lui, in modo consistente sull’Ucraina, vista come sostanziale terra di conquista finanziaria, sia per la crescente entità di denaro che vi affluisce a seguito degli aiuti al mantenimento del fronte militare anti-russo, sia per i futuri finanziamenti alla ricostruzione che seguirà la – sperabilmente vicina, ma realisticamente lontana – fine della guerra. E adesso comincia a stufarsi di attendere quei ritorni economici che, evidentemente, sono stati fatti balenare davanti ai suoi occhi al momento di entrare nell’iniziativa. Nella prima metà di giugno, infatti, Zelensky e le principali autorità ucraine hanno incontrato un gruppo di investitori internazionali, tra cui BlackRock, che avevano investito complessivamente circa 20 miliardi di dollari nel paese e che ancora non vedono alcun ritorno del loro investimento, anzi. L’incontro ha avuto luogo poiché il 1 agosto prossimo sarebbe previsto il pagamento di una prima tranche di dividendi, ma in realtà, le fonti parlano di una richiesta di rinegoziazione dei termini, con lo spostamento in avanti dei pagamenti per una parte dell’investimento ed una sostanziale rinuncia alla parte restante dei soldi investiti. Si parla di un taglio del 60% della cifra da rimborsare con rinegoziazione della scadenza al 2040 per il resto, a fronte di una controfferta di Fink e soci di un haircut al massimo del 20%.
In pratica: scordatevi di guadagnarci sopra. Fink e gli altri capocordata del gruppo di investitori stranieri (tra cui la francese Amundi) hanno pragmaticamente deciso di non decidere, uscendo dagli incontri con qualche fumosa frase di circostanza dove si adombra la decisione di deviare gli investimenti da alcuni settori per concentrarli su altri “più rilevanti e di maggiore impatto” (sarebbe interessante capire in che senso o per chi), magari cercando di non farli finire direttamente in tasca agli oligarchi vicini al premier ucraino, come pare si sia apertamente detto durante il vertice. Il pericolo – hanno sottolineato gli investitori – è che il mancato pagamento – totale o parziale - delle somme in scadenza, possa scatenare una fuga dei sub-investitori e un sostanziale default del paese.
Il primo agosto non è lontano: interverrà qualche “cavaliere bianco” a garantire il debito ucraino? Difficile pensare che Zelensky sia lasciato alla mercè dei mercati: troppo grande è l’investimento dell’Occidente in questa crisi dal punto di vista politico, non solo militare e già salgono appelli “caritatevoli” per domandare un intervento statale, ad esempio quello del Regno Unito, per evitare che investitori privati “senza scrupoli” (ma quando mai ne hanno avuti, gli investitori come BlackRock?) possano mandare in default l’Ucraina. Magari il cavaliere non sarà bianco, e nemmeno a stelle e strisce, probabilmente, ma inglese o blu a stelline gialle, ma, si sa, "tutto fa, come disse l'uomo che orinava a mare" (cit.IlVernacoliere).
E che il sanguinoso (e redditizio) teatrino continui.
TM 31-210 11 luglio 2024
L'unica cosa che funziona davvero nel sistema capitalista è il suo continuo istigare e premiare i più bassi istinti umani, elevando pochi sociopatici disposti a calpestare tutto e tutti, e schiacciando la moltitudine di persone normali dotate di umanità ed empatia che vorrebbero vivere dignitosamente del proprio lavoro senza opprimere nessuno.
Senza dubbio questo figuro Fink Larry è stato ulteriormente elevato non solo perché sostenitore dell'agenda capitalista di genocidio contro i "mangiatori inutili" (ossia tutti quelli che non possono o non vogliono essere schiavi della sua cricca capitalista liberal-fascista il cui sogno bagnato è l’instaurazione di un loro neo-feudalesimo), ma anche perché perfetto traditore e odiatore della sua classe sociale d'origine.
Per quel che ci riguarda, delle due l’una: o saremo vittime della sindrome di Stoccolma sorridendo beoti fino al colpo alla nuca, o risponderemo al loro odio di classe con speculare odio di classe.
…
e a tal proposito, bisogna sempre dire che non bisogna mai farsi scoraggiare, perché anche se c’è una brutta
aTMosfera, se fos31 uno dei grandi a210nisti
di certi folli progetti contro i popoli non dormirei sonni tranquilli. non vorrei mai fare il cambio con loro. perché quello da cui traggono ispirazione fa le pentole ma mai i coperchi. lo sanno tutti, c’è scritto ovunque.
pure su wikipedia.
basta voler capire e cercare ;)
BrunoWald 12 luglio 2024
"L'unica cosa che funziona davvero nel sistema capitalista è il suo continuo istigare e premiare i più bassi istinti umani..."
Ma va?
Non mi dire...! 😳
E io che credevo davvero alla libera competizione in libero mercato...!
Non riesci a cogliere nemmeno l'ironia, e pretendi di indottrinarci col tuo catechismo marxista-leninista.
Ma quale "traditore e odiatore della sua classe sociale d’origine"... Fink è un ebreo perfettamente in linea con gli interessi dei suoi, che tra le altre balle hanno inventato quella della lotta di classe per metterci gli uni contro gli altri mentre loro si impossessano del pianeta.
Perché credi che Wall Street abbia finanziato Lenin e Trotski?
E wikipedia è una fabbrica di ca**ate che ho citato, appunto, ironicamente: figurati se un tizio qualsiasi arriva a dirigere un mostro da 9 trilioni di dollari... O è soltanto un prestanome, o le sue vere origini familiari sono tutt'altre, e comunque il fatto stesso che ne conosciamo il nome e il volto dimostra che si tratta di un personaggio di secondo piano, al servizio dei poteri oscuri che muovono il mondo.
E "liberal-fascista" è un ossimoro: l'uno è la negazione dell'altro.
TM 31-210 12 luglio 2024
Ahah Bravissimo! Era da un po’ che quella storiellina non saltava fuori xD
Allora, io vedo il tuo “Lenin pupazzo di Wall Street” e rilancio con un
“senza l’aiuto delle corporazioni capitaliste americane – cioè del vero governo degli USA – come la Du Pont, la Union Carbide, la Westinghouse, la General Electric, la Gillette, la Goodrich, la Singer, la Eastman Kodak, la Coca-Cola, la IBM, la ITT, la Ford e la General Motors il partito nazista e il 3° Reich non avrebbero mai potuto fare ciò che hanno fatto”,
condito con
“subito dopo il D-Day i fanti americani catturarono mezzi tedeschi scoprendo che erano equipaggiati con motori prodotti negli USA” (vedi ad esempio il saggio "Profit uber alles! Le corporations americane e Hitler" di Jacques R. Pauwels),
che sono senz’altro fatti più credibili e documentati, capaci di far capire chi era il pupazzo di chi :)
Consiglio di leggere una recente opera di Alessandro Pascale, come opportunità per farsi nuove idee (https://intellettualecollettivo.it/scarica-storia-del-comunismo/).
Comunque la natura del conflitto è molto più ampia, stiamo vivendo l’ultimissimo episodio di una serie con un titolo molto lungo ma seguitissima, con grande successo di pubblico:
“Potenze piratesche-oligarchiche-talassocratiche-capitaliste-imperialiste del Mare (UK e USA) che tentato di smembrare e saccheggiare potenze euroasiatiche della Terra (Russia, Cina, India, ecc.)”.
A questo scopo, le prima hanno finanziato o tentato di supportare chiunque, in base alle esigenze del momento storico, per distruggere le seconde – esattamente come oggi finanziano l’Ucraina. Per gli anglo-pirati non fa differenza se in Russia c’è Nicola II, Stalin o Putin. Gli anglo-pirati combatteranno sempre la Russia (e la Cina, e l’India, ecc.) fintanto che sarà guidata da un governo indipendente e non da una cricca di kapò masso-mafiosi disposta a svendergli il Paese (come in Italia). O per meglio dire, visto che loro sono troppo vigliacchi, faranno combattere i loro ascari (come l’Italia).
Subito dopo il 1917 accadde però una cosuccia inaspettata per i criminali del Mare. Gli anglo-pirati si resero conto di non avere a che fare con un branco di scappati di casa facilmente manovrabili che si sarebbero dissolti subito dopo aver distrutto lo stato zarista, ma con gente seria che stava dando per davvero la terra ai contadini e le fabbriche agli operai, trasformando un Paese soprattutto agricolo in una superpotenza industriale dotata di una ideologia che li avrebbe annientati (vedi guerre di liberazione nazionale anticoloniali di ispirazione comunista in Asia e Africa dopo il ‘45). E perciò corsero ai ripari: tentarono di far ammazzare Lenin (attentato del 30 agosto 1918), invasero la Russia combattendo a fianco delle armate bianche controrivoluzionarie, e in generale ne combinarono di tutti i colori pur di abbattere il potere sovietico. Vedi il libro “La grande cospirazione contro la Russia” di Kahn e Sayers (https://archive.org/details/HIST3750GreatConspiracyAgainstRussia/mode/1up). Invece con Trockij gli anglo-pirati non ebbero mai alcun problema – è ancora oggi un idolo loro e di tutte le finte sinistre – dato che nel ’27 tentò di rovesciare il governo sovietico, si mise a trafficare coi nazisti, e per fermarlo i sovietici gli dovettero ficcare una piccozza in testa.
Tempo dopo, i pirati anglo-usa puntarono su un cavallo diverso per abbattere l'URSS: non più i traditori interni ma gli aggressori esterni. Epperò furono costretti a sbarcare in Sicilia e Normandia quando il loro nuovo cavallo si spezzò la schiena a Stalingrado: se non l'avessero fatto i sovietici sarebbero arrivati fino in Portogallo per fare un salutino pure a Franco e a Salazar. E allora addio per sempre al loro sogno bagnato di un'Eurasia dominata dai criminali del Mare!
(Tra parentesi, questo è il tipico modo di agire degli anglo-pirati: puntare su cavalli che poi li deludono o gli si rivoltano contro prendendoli a calci in faccia, i Talebani sono il caso più recente)
E no, la lotta di classe non se la sono inventata gli ebrei. Esiste dall’alba dei tempi, in ogni epoca e in ogni luogo in cui esistono società divise tra liberi e schiavi, proprietari e nullatenenti, aristocratici e plebaglia, redditieri e salariati, gente che produce e gente che si strafoga: pure gli ebrei hanno militato su entrambi i lati della barricata, così come oggi ci sono ebrei che trucidano palestinesi e ci sono altri ebrei (come quelli delle comunità ebraiche in Iran o come i Neturei Karta) che condannano tutto ciò. Va riconosciuto che i secondi hanno avuto molto meno potere dei primi, ma per la semplice ragione che solo i sociopatici dedicano tutta la loro vita a scalare la gerarchia di potere all’interno di strutture disumane (come le dinastie di schiavisti, le odierne corporations, eccetera). Chi oggi ci opprime lo fa per ideologia politica (sionismo) o economica (capitalismo), non per appartenenza etnica o diversità genetica. Ma va riconosciuto che molti massimi capitalisti sono estremamente furbi: abbracciano ostentatamente una loro versione corrotta e demoniaca di ebraismo per annullare le critiche nei loro confronti: i mass-media da loro controllati possano cioè etichettare facilmente tali critiche come aventi natura razzista piuttosto che come aventi natura politica-economica.
E “liberal-fascista” oggi non è un più un ossimoro. Lo è stato nel XX° secolo, ma oggi le “élite” che ci governano fanno costante riferimento al liberalismo pur adottando mezzi e politiche fasciste: distruzione dei diritti della classe lavoratrice; saccheggi e guerre imperialiste; profitto sopra ogni cosa e mercificazione dell’Uomo, svenduto alle corporations (del farmaco ed es.) come fosse un pollo da batteria; discriminazioni coprifuochi e lasciapassare contro chi non si piega (tipo i “novax”); guerra alla Russia; eccetera. Castro aveva proprio ragione quando disse che la 3GM si sarebbe combattuta ancora una volta in Europa e che anche stavolta ci sarebbe stato il fascismo contro la Russia, solo che stavolta il fascismo si sarebbe chiamato “democrazia”.
…Comunque anche basta eh?! Ahah
Ma è possibile che stiamo sempre qua a scannarci fra noi in ‘sta situazione? xD Ma pure Mao e Chiang Kai-shek si allearono per combattere il nemico comune! Ahah Allora uniamoci, buttiamo fuori l’invasore, e poi al massimo una volta sconfitto ci si spara addosso tranquillamente fra noi in una guerra civile standard senza interferenze straniere ahah xD Vinca chi vinca almeno a governare il Paese saranno patrioti in accordo con la loro visione, e non i kapò di potenze straniere x) Poi al limite, dopo 20 anni, la parte vincente concede la rivincita ahah
Pace e bene compagno italiano (che secondo me sbaglia) ;)
Passo e chiudo
BrunoWald 12 luglio 2024
Pensa che sono d'accordo su gran parte di quello che hai scritto.
Non ho detto affatto che Lenin fosse il burattino di qualcuno: al contrario fu uno dei personaggi più significativi del suo tempo. Ho detto che è stato finanziato dalle banche ebraiche perché volevano distruggere lo zarismo e prendersi la Russia, poi la situazione sfuggì loro di mano, vista anche la feroce lotta di potere interna all'URSS che terminò con l'affermazione personale di Stalin.
È evidente che anche fascismo e nazionalsocialismo abbiano avuto degli sponsor, ma questo è la norma in qualunque evento storico, specie quando nuovi movimenti si affermano in epoche turbolente: c'è sempre qualcuno che paga perché interessato a pilotare le cose a suo favore, ma a volte sbaglia i suoi calcoli.
Come infatti successe in Italia, e soprattutto in Germania, perché anche quelli non erano per niente degli scappati di casa, tantomeno dei burattini.
Non c'è nulla di monolitico a questo mondo, anche le elite sono divise al loro interno, e gli sponsor di Lenin non erano gli stessi che appoggiarono Hitler. I primi si possono identificare con la mafia apolide che oggi spinge il globalismo e vuole smantellare l'occidente, i secondi con con gruppi conservatori legati all'industria pesante e all'aristocrazia anglosassone. Questa lotta prosegue, con i primi in netto vantaggio (Sto solo accennando grossolanamente a questioni di gran lunga più complesse).
BrunoWald 12 luglio 2024
"Tempo dopo, i pirati anglo-usa puntarono su un cavallo diverso per abbattere l’URSS: non più i traditori interni ma gli aggressori esterni. Epperò furono costretti a sbarcare in Sicilia e Normandia quando il loro nuovo cavallo si spezzò la schiena a Stalingrado"
Qui sei completamente in errore.
I pirati anglo-americani sostennero l'URSS fin dal 1941 con milioni di tonnellate di armamenti, automezzi e materiali, di fatto salvandoli, cosa che smentisce categoricamente la favola per cui avrebbero utilizzato Hitler contro il comunismo. È vero esattamente il contrario, e fu così perché in occidente era stata la fazione ebraica ad imporsi.
Fra l'altro Stalin non era un santo né un ingenuo, aveva i suoi piani, infatti aveva firmato il patto con Hitler del 1939 proprio perché sperava che la Germania e gli alleati si distruggessero a vicenda per poi beccarsi lui l'intera posta. Invase la Bessarabia per avvicinarsi ai pozzi petroliferi rumeni, da cui dipendeva la Germania. Hitler sapeva che l'altro stava per saltargli addosso, e lo ha preceduto: con questo non voglio dar ragione all'uno o all'altro, ma solo stabilire i fatti.
Sono sempre esistiti l'oppressione e lo sfruttamento, non la lotta di classe; almeno non nella sua versione marxista. È ovvio che tra gli ebrei ci siano anche brave persone, ma comandano i peggiori, e la massa che sta nel mezzo obbedisce loro come uno sciame. I loro fini non sono meramente economici o politici, c'è una dimensione più profonda ed è questa a differenziarli dagli altri.
Infine, concordo pienamente con te sull'assurdità di scannarci fra noi, anziché prendercela con il comune nemico, che ha intenzione di spazzarci via tutti.
Pace e bene anche a te.
TM 31-210 14 luglio 2024
Non sono decisamente d’accordo. I sovietici produssero sempre la stragrande maggioranza dei loro armamenti: per la maggior parte ciò che gli venne dato da USA e UK – per quanto utile in quelle circostanze – non era neppure materiale militare in senso stretto, ma derrate alimentari e veicoli da trasporto leggeri non corazzati, come le Jeep Willys (400.000!) e le camionette Studebaker (che i sovietici resero più utili montandoci sopra le rampe per i lanciarazzi Katyusha, solitamente montati sulle loro camionette ZIS). Quei pochi carri armati che gli furono spediti erano utili al massimo per appoggiare la fanteria in scontri urbani (come ad esempio l’M3 Lee), ma inutili contro i Panzer in campo aperto.
Son stati scritti fiumi di inchiostro su quel patto, ma esso fu fortemente voluto dalla Germania, fu di non aggressione e mai “di alleanza” (pure la dicitura “di amicizia” fu voluta strumentalmente dalla Germania), e infine fu la Germania a violarlo. Per quel che riguarda la Polonia non c’erano piani fra 3° Reich e URSS per spartirsela deliberatamente: se così fosse stato i due paesi avrebbero attaccato la Polonia simultaneamente. Ma le truppe sovietiche entrarono in Polonia settimane dopo di quelle tedesche, solo perché il governo polacco era letteralmente scappato via lasciando l’esercito e tutto il Paese nel caos (una specie di 8 Settembre polacco). I sovietici intervennero per evitare che l’intera Polonia finisse in mano tedesca – e c’è da dire che si ripresero territori che appartenevano di diritto all’URSS ma che erano stati occupati dalla Polonia durante la guerra sovietico-polacca del 1919-1921 allo scopo di creare una “Grande Polonia”. C'è da dire anche che la Polonia, che viene sempre presentata come povera piccola e innocente, non lo era per nulla: esisteva un trattato di mutua assistenza sovietico-cecoslovacco dal 1935, in base al quale l’URSS si impegnava a fornire aiuto militare alla Cecoslovacchia nel caso di un attacco a quel paese da parte di terzi, alla condizione che anche la Francia fornisse aiuto. Quando la Cecoslovacchia fu attaccata da Germania e Ungheria l’URSS si offrì di andare in suo soccorso, ma c’era un problema: per farlo l’Armata Rossa avrebbe dovuto attraversare il confine polacco. L’URSS chiese il permesso alla Polonia di far passare le truppe rosse sul suo territorio, ma la Polonia lo negò, preferendo spartirsi la Cecoslovacchia assieme a Germania e Ungheria. La Francia non mosse un dito.
In generale poi, non credo fosse Stalin a volere che Alleati e 3° Reich si finissero a vicenda (cosa impossibile anche per ragioni geografiche), ma erano gli Alleati a volere che a finirsi a vicenda fossero Germania e URSS: infatti subito dopo l’attacco tedesco alla Russia del 22 giugno 1941, il futuro presidente Harry Truman (all'epoca era ancora senatore) durante una riunione del Congresso disse:
“Se vediamo che la Germania sta vincendo la guerra, allora dovremmo aiutare la Russia; e se la Russia sta vincendo, dovremmo aiutare la Germania, e così fare in modo che si ammazzino fra loro il più possibile”.
Scusa tanto ma questo pare il solito ritornello usato da tutti (l'orda d'oro, la confederazione polacco-lituana, Carlo XII, Napoleone, Hitler, la NATO) per giustificare l'attacco alla Russia: "La Russia è aggressiva e quindi dobbiamo attaccarla per primi". La Russia vorrebbe starsene per i c@zz| suoi ma niente, quelli non glielo permetteno. E oltre a essere aggressivi sono pure fessi: non si rendono conto che ogni volta che viene attaccata la Russia si espande e diventa sempre più forte. Se tutti l'avessero lasciata in pace, probabilmente oggi la Russia sarebbe un paese di piccola/media grandezza e potenza, come Polonia o Bielorussia.
Oppressione e sfruttamento presenti all’interno di una società esistono perché una classe lotta per sottometterne un’altra: è lotta di classe. Se una classe sottomessa lotta per non esserlo più, pure quella è lotta di classe. Sull’aggettivo “marxista” si potrebbe pure discutere – per me c’entra, eccome se c’entra – ma sono indubbiamente lotte.
Per quanto riguarda l’argomento ebrei, ti consiglio un testo di poche pagine che esprime più o meno la mia stessa posizione: l’appendice “Americani ed Ebrei” del saggio “Un Paese Pericoloso”, scritto dal mai abbastanza compianto Kleeves/Anelli (https://archive.org/details/20210314_20210314_1906/John%20Kleeves%20-%20Un%20Paese%20Pericoloso/page/n242/mode/1up).
Senza polemiche e con tanta cordialità ;)
Pace e bene
Passo e chiudo