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L’orribile avvenire che ci promette Attali

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Emanuel Macron, le président,  ha un progetto:  uscire –  come aveva promesso – dallo ”stato  d’emergenza”  in vigore dalla strage terroristica di Charlie Hebdo, facendolo diventare lo stato normale  e permanente della Francia. Lo ha rivelato Le Monde, a proposito di un progetto di legge  riservato in formazione: “Si tratta di far entrare nella leggo ordinaria gli strumenti dello stato l’urgenza per lottare contro il terrorismo: domicilio coatto, perquisizioni diurne e notturne, chiusura dei luoghi di culto, zone di protezione e di sicurezza, misure faro che il ministro dell’Interno e i prefetti hanno potuto usare nei 19 mesi del regime d’eccezione instaurato dopo gli attentati del 2015, diverranno misure a disposizione   delle autorità amministrative in tempi normali”.

Si tratta in  sostanza delle misure emblematiche prese durante la guerra d’Algeria del 1955, stato d’eccezione vero. Ora, diventano diritto comune e permanente. Naturalmente, “contro il terrorismo”.

Da dove ha preso l’idea, Macron? Ma da Jacques Attali, suo padrino, mentore e creatore! Attali ebreo a tempo pieno,  il consigliere   intimo di tutti i presidenti  socialisti, l’economista mondialista, il futurologo  principe. Qui, in un video composto   di spezzoni di varie interviste del potentissimo suggeritore dei presidenti, si sente Attali dire al minuto 3:14, come un dato di fatto:

”…Nessun governo oserà più oggi rinunciare allo stato d’eccezione. Non se ne uscirà mai più, perché ogni  governo che uscisse dallo stato d’emergenza darebbe un segnale di debolezza …Si creano involontariamente delle irreversibilità”.

Ma guardatelo tutto, il video.  Guardate la faccia con cui vi racconta il perché lo stato d’emergenza dovrà essere permanente; guardatelo mentre vi descrive l’orribile  futuro che ci stanno preparando.

Le prime frasi  sono di alcuni mesi prima dell’elezione presidenziale. Attali: “Emanuel è un mio grande amico, sono molto fiero di essere stato all’origine della sua carriera. E sono convinto che un giorno sarà  presidente della repubblica”.

Previsione perfettamente azzeccata. Altro spezzone. Attali:

“il punto è che il presidente della  repubblica non ha più potere, o molto  meno potere di quel che aveva prima,  mentre i francesi e lui stesso credono che abbia ancora lo stesso potere.

E  perché no?, gli chiede stupefatta la giornalista.

“Per mille ragioni,  e anzitutto :  non c’è più  la pena di morte e non c’è più l’Unione Sovietica; quindi le due dimensioni fondamentali della  taumaturgia, il diritto di vita e di morte, sono scomparse. L’euro: ecco un’altra buona ragione; fa sì che gran parte dell’economia politica è divenuta europea, per fortuna. La decentralizzazione: i grandi investimenti non sono più nello Stato, e  la politica delle grandi infrastrutture non gli  appartiene più. Le privatizzazioni: non c’è più politica industriale possibile.  La globalizzazione: il mercato ha ampiamente vinto.  Ci sono moltissime cose che si credevano alla portata dello Stato, e non lo sono più”.

(Voce fuori campo: Attali ricorda qui che il presidente non ha più potere  al di fuori di quello che gli viene lasciato dal mercato).

Un giornalista gli legge una frase che  lui ha scritto: “La più parte degli uomini politici si contentano di gestire alla bell’e meglio il giorno per giorno e di colmare qualche breccia”.

“Sì, appunto”, conferma il politologo: “ Non hanno potere reale. A  parte la grandezza d’essere eletti dal popolo, non hanno potere reale  sulla società.”

(Voce: Attali ci ricorda che il personale politico è impotente;  i politici sono ormai al servizio del mercato.  E’ il  mercato, dunque, che ha il potere. I suoi trattati diventano legge, che si impone sul diritto umano).

1.46:

Attali parla dell’Europa: “Tutti coloro, fra cui io,  che hanno avuto il privilegio  di tenere la penna per stilare  le prime versioni del trattato di Maastricht,  ci siamo impegnati a fare in modo che uscire  [dalla UE] non sia  possibile. Abbiamo avuto  cura di dimenticare di scrivere l’articolo che permetta  l’uscita”.

(Voce: Attali si dice onorato di aver impedito al popolo di auto-determinarsi. Solo il mercato  decide. Il suo obbiettivo è di ampliare il suo potere).

Ed ecco  il futuro già segnato delle ulteriori vittorie del Mercato.

2:11

Attali: “Il mercato si estenderà a settori dove  fino ad oggi non ha accesso: per esempio la sanità, l’istruzione, la polizia, la giustizia, gli affari esteri –  e contemporaneamente, nella misura in cui non ci sono regole di diritto, il mercato si estenderà a settori oggi considerati illegali, criminali:  come la prostituzione, il commercio degli organi, delle armi, il racket eccetera.  Quindi si avrà un mercato che dominerà  sempre più, determinando una concentrazione di ricchezze, una diseguaglianza crescente, una priorità data al breve termine e alla tirannia dell’istante e del denaro.  Fino, alla   fine, alla commercializzazione della cosa più importante: ossia la vita, la trasformazione dell’essere umano in una merce di scambio: lui stesso divenuto un clone e un robot di se stesso.”

“Internet rappresenta una minaccia per quelli che sanno e che decidono. Perché dà accesso al sapere non secondo il cururs gerarchico”.

(Voce: Il presidente, i ministri, sono le comparse incaricate di facilitare la presa di potere del mercato:  de-regolare, impoverire e svuotare i servizi pubblici, aprire tutti  i settori alla concorrenza, distruggere le protezioni dei salariati e dei cittadini. Si tratta di consegnare al mercato gli ultimi bastioni ancora tenuti dal popolo.     E  perché il popolo taccia…

3:14

Attali…”…Nessun governo oserà più oggi rinunciare allo stato d’eccezione. Non se ne uscirà mai più, perché ogni  governo che uscisse dallo stato d’emergenza darebbe un segnale di debolezza … E’ assurdo come lo è il principio di precauzione, che anch’esso è eccessivo ma da cui nessuno osa uscire. A volte si creano involontariamente delle  irreversibilità.

3:48

“Siamo attualmente in stato d’eccezione; per natura dobbiamo essere  in permanenza nello stato d’eccezione; e il fatto di iscriverlo nelle istituzioni non è altro che esprimere e riconoscere una realtà”.

(Voce:  Chi ha il potere? Il mercato è lo strumento che permette al capitale di accumularsi.  I detentori di capitali e i proprietari di proprietà lucrative sono quelli che hanno il potere  politico. Fanno e disfano i poteri politici senza che i  popoli intervengano).

“So chi è colei che succederà a Macron”

4:08

(Voce: Hanno già previsto la successione a Macron).

Attali, ghignando (4:11): “…e dirò anche di più, credo di conoscere colei che lo diventerà dopo di lui”

Dunque Attali – cedendo alla vanità, la sua debolezza,  – dice di conoscere il nome del presidente che succederà a Macron, la sua creatura. Uno sguardo nel futuro lontano. Se Macron completa il doppio mandato, se ne parla nel 2022.  E Attali  vuol far sapere che sarà una donna: “Colei che”. I poteri forti hanno già deciso anche questo.

 

Qualcuno ha ricordato che nel suo libro Révolution, l’instant-book fatto uscire il novembre scorso a scopi elettorali, il giovane Macron si dichiarava  fieramente contrario al “prolungamento senza fine” dello stato d’eccezione, “che pone più problemi di quanti ne risolva  – Non possiamo vivere in permanenza in stato d’eccezione”. Il libro glielo hanno scritto altri. Il programma, Attali.

La sola legge del mondo sarà quella del mercato, che formerà un Hiper-Impero inafferrabile e planetario dove anche la natura sarà messa a contribuzione”.

Lo stato d’eccezione  permanente  (che consente misure “attentatrici alle libertà sulla base di un semplice sospetto”, secondo il professore di diritto amministrativo Paul Cassia) diventa necessario perché il Mercato possa estendersi  a settori da cui oggi è escluso, e farne fonte di profitti privati. Non solo  “sanità e istruzione”, ma, secondo Attali anche “polizia, giustizia, affari esteri” dovranno essere privatizzati; il “commercio degli organi” sottratto al mondo criminale, quindi legalizzato. E “alla fine del percorso, la commercializzazione della cosa più importante, la vita umana..”.

Andiamo verso un’umanità unisex…Ciò risolverà un problema importante: le nostre capacità cognitive sono limitate dalla dimensione del cervello. Se il bambino nascesse da una matrice artficiale, la dimensione del suo cervello non avrebbe più limiti”.

E  il popolo francese, quello che fu rivoluzionario e comunardo per eccellenza, nonché “statalista”,  accetterà tutto questo. I sondaggi per le prossime elezioni parlamentari  assegnano a Macron una enorme, solidissima maggioranza: da  320 a 360 deputati (la maggioranza  è di 289),  a cui si aggiungerebbero quelli socialisti (30-44), sicuramente alleati al giovinotto.   Si pensi che il Front National di Marine Le  Pen è accreditato, al massimo, di 22 seggi.  Forse perché non esiste più un popolo francese?

Ma la “riforma  del lavoro” che a Macron i mercati  chiedono di  fare –   dare alle imprese il potere di negoziare direttamente coi loro dipendenti salari, orari e condizioni di lavoro, di fatto l’abolizione dei contratti nazionali collettivi – potrebbe svegliare un’opposizione per nulla parlamentare: la piazza “comunarda”, quella vera e violenta, una costante storica dl malcontento popolare. Ecco dunque lo stato d’eccezione reso permanente. Ed ecco l’utilità del “terrorismo islamico” che lo rende  così inevitabile, per la vostra sicurezza.

(Una conclusione personale sul terrorismo: un mio cugino è stato addetto del consolato americano a Genova, quando ancora Genova era sede consolare. Il console  un giorno buttò lì: “Le Brigate Rosse? Le controlliamo dalla nostra base di Lisbona”.  Da quegli anni, molto prima di me,  mio cugino è convinto – o meglio sa – che non esistono terroristi, atti terroristici, terrorismo alcuno che non sia  gestito e teleguidato da servizi. Senza  eccezione. Sono azioni che servono a imprimere nell’opinione pubblica spaventata reazioni, calcolate e previste al millimetro:  “Ormai è una scienza  esatta”).

 

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/lorribile-avvenire-ci-promette-attali/

9.06.2017

 

Pubblicato da Davide

  • Premessa: spero che quanto scritto da Blondet non succeda in Francia e, se mai dovesse avvenire, che noi italiani non ci mettiamo a “copiare” come facciamo spesso (anche perché talvolta giochiamo d’anticipo, come nel caso delle vaccinazioni obbligatorie o delle leggi fiscali). A questo punto mi chiedo se l’unico modo per fermare Attali o meglio Macron, sia che quest’ultimo attui delle leggi che favoriscono le aziende (credo sopratutto multinazionali o aziende di peso) così da far in modo che ci sia una reazione violenta che rimetta le cose a posto o che cerchi di metterle. Se anche fosse mi auguro che i francesi o il presidente che verrà o chi dovrà aggiustare i danni creati da Macron, si ricordi di cancellare le leggi repressive o che ripristini le libertà precedentemente in essere: sennò è come da noi, dove ci sono leggi dimenticate ma anche inutili, che possono essere ripescate da qualche giudice stordito. In tutto questo problema che,sembrerebbe appartenere solo alla Francia, mi domando in che modo noi italiani siamo o possiamo essere coinvolti e,in questo caso, cosa possiamo fare. Un ultima considerazione sul terrorismo : può essere vero ciò che riferisce Blondet, sul controllo effettuato da Lisbona dove tra l’altro mi pare che fosse ancora in regime di dittatura o semidittatura in quegli anni; infatti è solo nei film d’avventura che ci sono gli assalti ai palazzi o gli attentati , e poi arrivano i buoni che mandano via i cattivi. Nella realtà le bombe nelle piazze creano, appunto un clima di paura che è il modo in cui si possono far inserire e applicare leggi repressive e di controllo sulla popolazione. Ho ricordato la legge voluta da Cossiga sull’uso e la presenza in casa e ufficio di fotocopiatori (anni 70) e quella voluta da Beppe Pisanu per censire chi utilizzava gli internet point o internet caffé: mi pare ci siano ancora entrambe, al pari della solita legge su chi pernotta in una città diversa da quella dove è domiciliato.

  • DesEsseintes

    Non dice la cosa più sottile che finisce per essere la più persuasiva a un livello subliminale.
    Attali parla di un soggetto che è del tutto impersonale, “il mercato” mentre sappiamo che non è il mercato ma una determinata élite (che chiama anche “concentrazione di ricchezza”, altro termine impersonale).

    Con questo Attali rappresenta il processo “evolutivo” che sta descrivendo come un qualcosa che è nella natura delle cose ossia al quale non ci si può opporre perché sarebbe vano tentare di farlo.

    Anche dire le élite fonanziarie o il finanzcapitalismo serve a poco.
    Bisogna nominare il nemico cosa che invece le élite sanno fare benissimo avendo capito da tempo che è la chiave per indirizzare l’opinione pubblica che altrimenti si rifugia nel fatalismo (esattamente quello che Attali cerca di indurre).

    Allora c’è Isis, c’è Khomeini, Putin, una volta c’era l’URSS, c’è il populismo con nomi e cognomi (Le Pen, Grillo, Salvini).
    Invece “il mercato” chi è?
    Un nome delle élite che sia un “nemico” riconosciuto e riconoscibile?
    Rothschild e Soros forse ma non vengono indicati come responsabili diretti senon per alcuni fatti, non vengono identificati con “pquella élite che è diventata “il mercato”.
    Non vengono nominati come il nemico se non in sporadiche occasioni mentre le oligarchie riescono a risultare credibili presso l’opinione pubblica con un bombardamento continuo di nomi di nemici.

    Ci vorrebbero uno o più media di grossa diffusione, uno o più partiti politici o alcuni intellettuali “coordinati fra loro almeno su questo punto” che “nominassero” uno o alcuni nemici precisi collegandoli a fatti e progetti volti alla distruzione della democrazia e del welfare altrimenti è difficile che la protesta prenda corpo al livello dei cittadini meno informati dove invece le élite impongono senza ostacoli quel fatalismo disfattista che porta al disimpegno.

    • @Ci vorrebbero uno o più media di grossa diffusione, uno o più partiti politici o alcuni intellettuali “coordinati fra loro almeno su questo punto” che “nominassero” uno o alcuni nemici precisi collegandoli a fatti e progetti volti alla distruzione della democrazia e del welfare altrimenti è difficile che la protesta prenda corpo al livello dei cittadini meno informati dove invece le élite, appunto “nominando dei nemici”, impongono senza ostacoli il fatalismo disfattista che porta al disimpegno.
      Un invito simile lo avevo rivolto, come domanda e richiesta senza però ricevere risposta, quando c’era Mario Monti: era una richiesta per noi, cercavo cantanti, intellettuali, attori, registi , scrittori che si opponessero al signor Loden. Senza nessuna risposta, mi sono consolato guardando il video de La presa del potere, di Gaber. Quanto invece ai mercati, ai nomi e cognomi, forse ci potrebbe risultare utile rileggere qualcosa di Paolo Barnard, quando appunto faceva nomi e cognomi o come in qualche post dove ci mostra pure il viso di queste persone. Senza dimenticare i fondi di investimento tipo, mi pare, Black Rock o simili. Mi dirai, appunto: ma i nomi qualcuno li pronuncerà in pubblico?Qualcuno ,cioè, dotato di carisma e ascendente? Perché se li dovessi pronunciare io, taglierebbero il pezzo o neanche, forse, dato che non conto nulla…

      • DesEsseintes

        E infatti Barnard è molto bravo e coraggioso.
        Ma sta fuori di capoccia per cui diventa “inservibile”.
        A volte mi viene il dubbio che lo faccia apposta, pensa un po’…

    • alfvanred

      “Bisogna nominare il nemico cosa che invece le élite sanno fare benissimo avendo capito da tempo che è la chiave per indirizzare l’opinione pubblica”
      ” c’è Isis, Putin, una volta c’era l’URSS, gli Ayatollah, c’è il populismo con nomi e cognomi (Le Pen, Grillo, Salvini).”
      Mentre “Un nome delle élite che sia un “nemico” riconosciuto e riconoscibile?”

      Quanto mi costa darti ragione Conte…scherzi a parte, condivido in pieno questa tua osservazione. Tuttavia secondo me pecchi un pochino di ingenuità quando dici:

      “Ci vorrebbero uno o più media di grossa diffusione, uno o più partiti politici o alcuni intellettuali coordinati fra loro almeno su questo punto che nominassero uno o alcuni nemici precisi”

      Ma se sono proprio loro le elite finanziarie a controllare i media più importanti in termini di diffusione, gli intellettuali e i principali partiti politici, come possiamo sperare che ciò accada?
      Se per contrastare l’unica nazione, la Russia ( ma non solo; anche siti come questo e tanti altri), che con i suoi media cerca di fare della controinformazione, o almeno cercare di parlare con una voce diversa, non allineata al pensiero unico occidentale, si sono inventati gli hacker russi , le fake news e di conseguenza provvedimenti per combattere tutto ciò?
      Un saluto

      • DesEsseintes

        Ma mica è obbligatorio che l’intellettuale sia un cooptato.
        Se si parte dal presupposto che nessuno si ribellerà mai è inutile continuare a crederci.
        Invece è importante capire cosa bisognerebbe fare e il ruolo della persona dotata di ascendente intellettuale, del filosofo, del maitre à penser, andrebbero recuperati per giocarseli in un modo un po’ piu creativo.
        Non lo si fa e secondo me è un colossale errore.

    • MarioG

      Si ricorda di quello là che la chiamava la “plutocrazia”?
      Eppero’ tutti giù sghignazzare sul cane di Topolino, soprattutto quelli dell’ala “sinistra”.
      E adesso anche lei viene a chiedere un nome stigmatizzabile. Pensa a qualcosa di simile?

      • DesEsseintes

        Ma aveva ragione solo che non puoi chiamarla con quel nome cosí ridicolo.
        Il problema però è che bisogna fare nomi e cognomi, no “pluto” o “demo” che restano impersonali come “mercato”.
        Finché hai paura di nominare il nemico la gente si trova sperduta.
        E tra l’altro si era dimenticato dell’aristocrazia l’amico, che c’è una buona parte del nobilume in mezzo alla cricca.

        Cioè: il mercato di cui parla Attali non esiste, esistono le élite, quindi i Rothschild e chissà chi altro.
        Lo sanno tutti, come mai non si dice?
        Come mai anche Brancaccio se la fa sotto con Debenedetti?

        Eh…quando c’era Lui…

        • virgilio

          ce ne uno che ci ha provato a fare pulizia almeno a casa sua negli anni 40-50 e ci e anche abastanza bene riuscito peccato sia morto
          troppo presto nel 53

  • ignorans

    È tutto molto interessante, perché se da un lato veniamo nutriti con questa idea di essere in una società democratica e libera, dall’altro lato la verità è che c’è soltanto un pollaio dove i più capaci, i più forti, riescono a fare i Galli in barba a tutti gli altri.

  • natascia

    Il veleno della vecchia appestata e morente élite che lancia i suoi inutili strali.

    • Gino2

      sisi morente! come ci vedi lungo………sta proprio male! (BBBOHHH)

  • gnorans

    Qui come altrove, quando si nomina il mercato si intende in realtà il monopolio privato di pochi. In altre parole, il suo esatto contrario.
    I monopoli che erano prerogativa statale sono man mano passati in mani private con la deregulation avviata in USA dall’amministrazione Reagan. Da allora anche la parola monopolio è pressochè sparita dalla circolazione.
    Adesso la concentrazione della proprietà privata ha raggiunto livelli mostruosi Non si tratta soltanto della proprietà materiale, ma anche della proprietà intellettuale, della produzione artistica, della filosofia, insomma dell’ingegno umano.
    Questi signori stanno derubando l’umanità, e all’occorrenza la possono annientare.
    Attali ci sta avvertendo, non so di cos’altro abbiamo bisogno per reagire.

  • ton1957

    Non lo sò…..l’articolo mi appare come un tentativo maldestro di cercare un unico colpevole, ucciso il quale tutto torna normale…….Ma di “Attali” nel mondo quanti ce ne sono ? quanti ne dobbiamo uccidere? siamo certi che dentro ognuno di noi non si nasconda un piccolo Attali ?
    Gli uomini passano le ideologie restano, ed a mio avviso, visto che anche i Rockfeller prima o poi muoiono, sarebbe meglio concentrarsi sulle ideologie, sullo smantellamento del pensiero unico sia esso di destra, di sinistra o mercantile, l’orrore non sta nel suo posizionamento ma nell’ essere unico pensiero di una massa eterogenica, con principi, esigenze e finalità talmente diversi da posizionarsi agli antipodi…….ma quale ideologia è possibile in un pianeta che conta 7,5 miliardi di abitanti e che continua a crescere ?
    A parer mio, les elites, hanno già trovato la soluzione, che và bene per loro che vivono in paradisi fiscali e non, con alti muri e guardie armate (giustificate dal falso terrorismo) nel gender (anullamento di genere) nei vaccini (indebolimento di genere) nella esportazione di democrazia (uccisione diretta di genere) e se ciò non fosse ancora sufficente è pronto il piano B, la W.W.3 con armi nucleari inteligenti e convenzionali ( azzeramento di genere per zona).
    E noi che elites non siamo, quale ideologia possiamo contrapporre ? personalmente una idea l’avrei……ma non la dico, anche prechè piace poco anche a me, ma è l’unica possibile.

  • Annibale Mantovan

    Povero Attali, c’ ha qualche fantastiliardo da gestire e non sa come fare. Così come Agnelli e Berlusconi qui da noi, Soros, Rokefeller, i Saud e Bill Gates in giro per il mondo. Il problema è che lo 0,1% non può possedere tutte quelle ricchezze…fanno male…se glielo chiedi vorrebbero avere ancora di più! Sono MALATI!!!

  • Adriano Pilotto

    Il pensiero unico non è tale perché pensa sempre la stessa cosa, ma perché, di fronte alla complessità del reale e all’impredicibilità del suo sviluppo, riproduce sempre lo stesso schema di pensiero.
    La reductio ad hitlerum, per quanto sciocca e strumentale sia, è uno splendido esempio del pensiero unico.
    Però, in questo articolo di Blondet si può vedere come il pensiero unico non sia prerogativa solo di chi detiene il potere, ma che anche i suoi critici, o presunti tali, possono soggiacere al fascino della semplificazione, della schematizzazione e della strumentalizzazione.
    Proporre Attali nei panni del Grande Vecchio, facitore della distopia prossima ventura, mi sembra più un residuo del romanzo ottocentesco, alla Eugene Sue, che il risultato di una seria riflessione sulle cose francesi. Le note antipatie di Blondet e il vanitoso ebraismo di Attali, per dirla finanziariamente, sono il sottostante di questo derivato.

    • MarioG

      Ma non mi sembra che Blondet ci proponga la “reductio ad attalium” dell’intera politica mondiale: ci fa vedere solo un documento (abbastanza straordinario) su un certo personaggio che, pur non essendo il grande vecchio (per definizione invisibile) è tuttavia semisconosciuto alla massa telespettante.
      E che non è proprio l’ultima ruota del carro, visto che comunque si è dimostrato in grado di “gestire” da vicino l’elezione presidenziale francese.

  • gix

    Va be l’articolo e i commenti hanno sviscerato abbastanza il soggetto e il contesto generale, per cui sarebbe interessante soffermarsi su un altro aspetto. Prendiamo un attimo in esame la foto e vediamo la forma di comunicazione che propone, perché di questo si tratta: Senza stare a menarla troppo, si vede che è una posa ragionata, studiata; l’espressione, la luce, i toni prevalenti bianchi e neri, o al massimo grigi; la trasandatezza esibita, se non sbaglio ha persino la forfora sulla giacca. Ora un tizio del genere non si fa ritrarre a caso in questo modo, ci deve essere un messaggio, e il messaggio più evidente è un senso di sgradevolezza generale, di disagio, se non di terrore nascosto e inconsapevole. Potrebbe voler dire che “il terrore sono io”.
    Ora la domanda è: quanti sono in grado di capire i deliri di questi personaggi, quanti recepiscono l’assurdità dei contenuti proposti, come un inevitabile progresso e non, piuttosto, come una pura e semplice forma di imposizione dittatoriale. Quanto questi signori sono veramente collegati alla realtà, che sarà pure una noia doverla governare, ma esiste.

    • Gino2

      ma quali assurdita? Sono tutte cose in corso d’opera! e da tempo anche!

  • redfifer

    Basterebbe applicare anche ad Attali, come tutti i vampiri peraltro, un bel palo acuminato in pieno petto… e pensare ad altro, piuttosto che all’ennesimo idiota sionista satanista.

    • Gino2

      infatti. pensiamo ad altro. NOn fanno altrro, questi idioti sionisti satanisti che farci pensare ad altro. Bene. accontentiamoli! ahahha !!!

    • RenatoT

      con un po di allenamento anche una fionda ad alta velocita´con biglie di acciaio potrebbe essere un idea…

    • il gobbo

      Buona idea, ma il paletto deve essere di frassino,altrimenti rischia di sopravvivere.

  • gianluca2

    Attali, infatti, non è francese e, perciò, nemmeno europeo. Forse nemmeno umano.

  • Gino2

    vorresti dire misantropo?

  • TizianoS

    Scrivo brevemente per commentare il seguente passaggio dell’articolo:

    “Tutti coloro, fra cui io [Attali], che hanno avuto il privilegio di tenere la penna per stilare le prime versioni del trattato di Maastricht, ci siamo impegnati a fare in modo che uscire [dalla UE] non sia possibile. Abbiamo avuto cura di dimenticare di scrivere l’articolo che permetta l’uscita”.

    E bravo ATTALI, ciò vuol dire che nel trattato di Maastricht c’è sotto un inganno, ma non mi meraviglio personalmente, per LORO questa è la regola.

    Con l’occasione mi sono ricordato che anche nel Preambolo della Costituzione Europea vogliono far sparire la citazione di Tucidide:
    “La nostra Costituzione … si chiama democrazia perché il potere non è nelle mani di pochi, ma dei più. (Tucidide II, 37)”

    per introdurre invece un richiamo alle radici “giudaico-cristiane” dell’Europa.

    A mio modesto parere la parola “giudaico” nella Costituzione Europea ci sta come i cavoli a merenda. Ma sempre LORO evidentemente ci tengono a che sia messa. L’unico motivo sarebbe quello di ricordare che Gesù Cristo era giudeo, dimenticando però che egli fu, dalla maggioranza dei suoi concittadini, considerato un nemico e un criminale.

    • Gino2

      in realtà le costituzioni “moderne” quindi quelle europee sono di stampo “giudaico” nel senso che sono ispirate a diritti che sono ispirati dai giudei che hanno ispirato la cristianità e le massonerie. Pensa alla costituzione italiana venuta fuori dalle massonerie…………..

      • TizianoS

        No, a mio parere i giudei non hanno affatto ispirato la cristianità, forse stanno ispirando la “neo-cristianità”, quella per intenderci che va dai pontificati di Giovanni XXIII a quello dei giorni nostri (con la sola eccezione di Benedetto XVI, vedi opportunamente rimosso).
        Ritornando alle radici giudaico-cristiane dell’Europa, ricordo che anche il Corano, come il Vangelo cristiano, si rifà in larga misura al Vecchio Testamento, ma credo che nessuno si sognerebbe mai di far inserire nel preambolo di una organizzazione politica araba (tipo Lega Araba) una frase in cui si affermassero “le radici giudaico-maomettane della Lega Araba”!….

        • Gino2

          la bibbia viene dalla torah. Gesù era ebreo. La “cristianità” viene dal libro sacro degli ebrei, dai miti degli ebrei e dal profeta degli ebrei. Non ti basta?

          • Alice Tarrini

            Per favore, non mistifichiamo. La cristianità NON viene affatto dalla Torah. Quanto a Gesù, è ancora adesso il reietto per antonomasia in Israele, un nome che non si deve nemmeno pronunciare (sostituito di solito da appellativi ingiuriosi). E del resto…”A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare”. Ecco. Basta questo a porre le fondamenta di una divisione insanabile.

          • Gino2

            La bibbia è quasi la copia esatta della torah! Gesù non è visto dagli ebrei come messia ma come un falso messia. Ma è un profeta ebreo nato dall’ebraismo e dei miti ebraici. Che poi lo abbiano disconosciuto come “divino” non significa che la religione che si fonda sulla torah e su un profeta ebreo non sia ispirata all’ebraismo.
            Ispirata non significa la copia, ma che deriva da li! E da dove deriva allora?

          • MarioG

            Che significa “la copia esatta della Torah”? La Torah o Pentateuco sono i primi 5 libri della Bibbia. Non è una “copia”, è prorpio parte di esso.

          • Gino2

            LO so è quello che sto dicendo! L’origine è comune.

          • TizianoS

            SEMBRA che l’origine sia comune, ma in realtà si tratta di due religioni completamente differenti. L’ebraismo si basa sulla Torah e su un Dio implacabile, vendicativo, con il suo Popolo Eletto.
            Il cristianesimo definisce la Torah “vecchia”, e si basa su un Dio padre, amorevole, avente per Popolo Eletto l’intera umanità.

          • Alice Tarrini

            Ma quale religione che si fonda sulla Torah? Sul Vangelo semmai, ossia sul Nuovo testamento, nemmeno su tutta la Bibbia. Di fatto per il cristianesimo l’A.T. non è il testo di riferimento, lo è il Nuovo. Ps, Gesù non fondò alcuna religione, lo fece semmai S. Paolo…ebreo sì ma anche, soprattutto, cittadino romano…e non è un caso!

          • Gino2

            Il cristianesimo non si fonda sulla bibbia?
            Ok. scusa. vengo da nettuno!
            ciao!

            PS: il fatto come dici che anche S.Paoo era ebreo dovrebbe far capire cio che sto dicendo….ma abbandono la partita. ok. sono due cose distinte! come volete!

          • Alice Tarrini

            Guarda, vedo benissimo l’equivoco di fondo. Gesù era ebreo, di cultura ebraica, il cristianesimo è imperniato sulla figura di Gesù, ergo per proprietà transitiva è un’emanazione del giudaismo. Solo che ti sbagli e ti è stato fatto notare anche da altri. Comunque è chiaro che abbiamo vedute inconciliabili, proprio come giudaismo e cristianesimo, e ognuno si tiene le sue. Pace e bene.

          • Gino2

            Che l’origine del cristianesimo, sia comune con quella ebraica è una cosa talmente lampante che fa male agli occhi. Non c’è nessun equivoco. L’equivoco sta nel non comprendere cosa significa origini comuni e il dio della torah è lo stesso del dio dei cristiani, che è lo stesso allah dei mussulmani. CHe poi siano culti differenziati , ripeto, non significa che l’origine non sia la stessa come è la stessa degli ortodossi, protestanti, evangelisti, testimoni di geova etcetcetc. che quello si chiami NUOVO testamento è perchè fa riferimento al VECCHIO.

            per conferma se ce ne fosse bisogno

            https://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo

          • Alice Tarrini

            Lol. Il Dio del cristianesimo (le tre Persone della Trinità) sarebbe identico al Dio degli ebrei e dei musulmani?

          • Gino2

            ma che ridi. ti mancano proprio le basi.

          • TizianoS

            SEMBRA che l’origine sia comune, ma in realtà si tratta di due religioni completamente differenti. L’ebraismo si basa sulla Torah e su un Dio implacabile, vendicativo, con il suo Popolo Eletto.
            Il cristianesimo, definisce la Torah “vecchia” e si basa su un Dio padre, amorevole, e avente per Popolo Eletto l’intera umanità.

          • Gino2

            non sono affatto due religioni completamente differenti. si sono differenziate da una origine comune che è l’antico testamento o torah. Non sono distinte perchè la seconda, viene dalla prima! E’ una “reinterpretazione” della prima! Come dire che il buddhismo viene dal’induismo. Sembrano differenti ma il buddhismo si sviluppa da una cultura indu, dei veda. Non è che parliamo di due culti differenti. Anche i l’islam si sviluppa come base dalla stessa bibbia, santi angeli miti credenze etc.

            Come lo scimpanze, il babbuino e l’orango e l’iuomo vengono dallo stesso ominide! NOn è che uno viene da un rettile e l’altro da un mammifero. L’origine è comune!

          • TizianoS

            Come ha fatto notare sopra Alice Tarrini, il cristianesimo è emanazione del giudaismo solo per proprietà transitiva in quanto Gesù Cristo era ebreo.
            Lo stesso possiamo dire dell’islam, che è emanazione del giudaismo solo in quanto contiene continui riferimenti alla bibbia.
            Ma ritengo che giudaismo, cristianesimo e islam siano tre religioni totalmente diverse, tali da non poter affermare che per esempio l’Unione Europea si possa definire con radici giudaico-cristiane (e una possibile analoga organizzazione di stati musulmani si possa definire giudaico-musulmana). È chiaro comunque che tutte e tre le suddette religioni hanno qualcosa in comune.
            Comunque questa è solo una mia opinione personale, tutti sono liberi di pensarla diversamente.

          • Gino2

            https://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo

            Il cristianesimo emerge dal giudaismo nel I secolo; alle origini si presenta con il duplice aspetto di giudeo-cristianesimo (i cui membri ritenevano che solo i circoncisi potevano essere salvati) ed etno-cristianesimo (o cristianesimo dei Gentili, che comunque devono osservare la legge di Mosè), come si desume dai racconti degli Atti di Luca e da alcune lettere di Paolo (come la Lettera ai Galati, le lettere ai Corinzi), mostrando tuttavia che le due anime convivono senza alcuna scissione, e di avere raggiunta una formula di concordia con il primo concilio di Gerusalemme (Atti 15).

            I cristiani assunsero dal giudaismo le sue Sacre scritture, definite poi Antico Testamento, nella versione tradotta in greco ellenistico (anche a causa della prevalente origine greco-romana della maggioranza dei primi adepti), dottrine fondamentali come il monoteismo, la fede in un messia o cristo, alcune forme del culto (incluso il sacerdozio), concetti di luoghi e tempi sacri, l’idea che il culto debba essere modellato secondo il modello celeste, l’uso dei Salmi nelle preghiere comuni.

            Il cristianesimo inteso come religione distinta da quella ebraica iniziò a delinearsi dopo il cosiddetto “Sinodo di Jamnia” in cui venne presa posizione decisa circa l’estraneità della “Via”[7] dall’ebraismo ortodosso, a partire dalla seconda metà del II secolo.
            ________

            Non si tratt adi avere qualcosa in comune….è molto ma molti di più!
            si tratta del fatto che il cristianesimo è emanazione del giudaismo. La religione cristiana a chiesa cattolica vendono dal giudaismo. Per questo si dice che l’unione europea ha origini giudaico cristiane perchè LE HA.

            poi se vogliamo insistere oltre ogni evidenza cioè che i principi ispiratori delle costituzioni sono giudaico cristiani (cioè quella seria di “leggi” molrali etiche originatesi dagli stessi testi sacri e dagli tessi culti) ok lo dicevo prima io abito su nettuno.

          • TizianoS

            Anche Wikipedia riporta opinioni, e non sono sempre sicuro della loro neutralità.
            Ho trovato il seguente articolo dal titolo “Perché le origini dell’Europa non possono dirsi giudaico-cristiane” che espone la tesi opposta:

            http://www.miti3000.it/mito/libri/origini_europa.htm

          • Gino2

            riassumilo in tre parole….

            la storia del cristianesimo la puoi trovare anche sui libri. quegli sconosciuti

        • Alice Tarrini

          Condivido, si tratta di due piani completamente diversi. Non a caso il giudaismo è inscindibile dalla dimensione mediorientale, mentre il cristianesimo ha trovato la sua collocazione ideale e il suo massimo sviluppo nei luoghi dell’impero romano. Altro ambiente altra mentalità, decisamente. Pragmatismo e razionalità (Roma è la culla del diritto occidentale) contro fanatismo intollerante di stampo mistico-teocratico. E difatti gli ebrei sono molto più vicini agli arabi, di cui sono fratelli fin dal dna, che non agli europei, L’europeo, per entrambi, è il Nemico.

      • biancorosso

        Europa giudaico-cristiana, secondo me significa che l’europa è abitata dai cristiani, ma è governata dalla massoneria (giudaica)

        • Gino2

          è l’impianto di costituzioni “democratiche” ad essere giudaico-cristiano. Storicamente.

  • Hannibal Lecter

    In uno stato normale in questo caso la francia (che x me non lo è) dovrebbe emanare un mandato di cattura internazionale x questo individuo

  • Mario Poillucci

    Comunque sia questo ambiguo saprofita credo abbia anche la sfrontatezza di comparire in pubblico presumo e suppongo! Ergo risulta individuabile, controllabile e, quanto prima, conferibile in discarica! Badate bene che il virus attaliattila sostiene che, passati i 60/65 anni l’uomo consuma più di quanto produce e, quindi, rappresenta, costituisce un costo, una palla al piede ecc.ecc.!!! Concordo pienamente! Data di nascita del tumore attaliattila: 01/11/1943! Perbacco, si proceda nei suoi confronti con una doverosa eutanasia così come lui raccomanda! Senza quello sterco sterile il mondo sarà, di certo, più pulito!! Una taglia su attaliattila! Chi vorrà partecipare all’opera di santissima bonifica sarà il benvenuto!

  • Marinella Correggia: Suor Arcangela e le altre: le eroine di Aleppo https://oraprosiria.blogspot.it/2017/06/suor-arcangela-e-le-altre-le-eroine-di.html