Lo strano caso dell’Italia antiamericana

Lo strano caso dell’Italia antiamericana

Di Marcello Veneziani

Ora che soffia da noi, sull’onda della guerra in Ucraina, un americanismo servile e intollerante, vorrei ricordare cosa è stato in Italia l’antiamericanismo, che era soprattutto di sinistra, ma anche in parte di destra e cattolico. Gli antiamericani accusavano gli Usa delle stesse cose che oggi i loro eredi filoamericani accusano Putin: guerre d’aggressione, imperialismo, bombardamenti sulle popolazioni civili, ad esempio in Vietnam.

Il manifesto dell’antiamericanismo lo realizzò Renato Guttuso: era il tempo della guerra in Vietnam e il pittore, allora comunista militante, donò al Pci un poster sulle bombe americane sganciate sulle popolazioni vietnamite che diventò un manifesto murale per le sezioni comuniste. Omise solo un particolare: quel manifesto lo aveva già realizzato un ventennio prima per l’Italia fascista in guerra contro i bombardamenti anglo-americani sulle popolazioni civili italiane, durante la seconda guerra mondiale, ideato per una rivista fascista e usato dalla propaganda del regime.

Lo strano caso dell’Italia antiamericana

Il pittore siciliano riciclò vent’anni dopo lo stesso manifesto per il partito di Togliatti. E il 25 aprile del 1967, a Mestre, la Festa della Liberazione divenne l’occasione per una manifestazione antiamericana: ci fu un corteo di bandiere rosse e slogan comunisti e pacifisti contro la guerra in Vietnam, chiuso da un comizio di Guttuso e di Giorgio La Pira, il pio sindaco democristiano di Firenze, a cui seguì una fiaccolata notturna per le vie della città. L’America era il nuovo fascismo come ora dicono di Putin…

Ricordo il manifesto fascio-comunista di Guttuso oggi che la sinistra venuta dal Pci, la destra venuta dal Msi, i cattolici venuti da La Pira e Dossetti, sono allineati dietro gli States, le armi e la Nato.

L’antiamericanismo non fu solo di sinistra e di destra. Ma fu anche cattolico, e non solo nel filone dossettiano: avversavano la potenza muscolare americana, il suo relativismo e il suo mercantilismo, il suo rampante individualismo e capitalismo, il mito consumista. Ma anche alcuni filoni del liberalismo continentale europeo furono radicalmente critici verso l’americanismo: per esempio Ortega y Gasset, filosofo spagnolo liberale, repubblicano, antifranchista, vedeva nell’americanismo una nuova barbarie di massa, un primitivismo su basi tecnologiche e mercantili e un primato della volgarità di massa sulla civiltà europea.

L’Italia è un paese assai strano se si pensa che da una parte il 90% delle forze in campo nella prima repubblica, dal Pci al Psi, dall’ultrasinistra all’Msi e a molta parte della Dc, coltivavano questi umori antiamericani.

Ma dall’altra parte l’Italia è stato il paese più americanizzato d’Europa, nel linguaggio, nel costume, nell’imitazione fatua del modello americano, ma anche in politica estera e nell’installazione di basi Nato sul nostro territorio.

Quando non ci siamo appiattiti sugli Usa, abbiamo invece coltivato aperture ambigue all’Urss e al mondo arabo in Medio Oriente. Renato Carosone di Tu vuo’ fa l’americano e Nando Moriconi interpretato da Alberto Sordi colsero meglio di complesse analisi sociologiche, l’americanizzazione nostrana.

Ma se è per questo anche il rapporto tra America e fascismo è ambiguo. Prima che montasse l’avversione al modello americano, poi acuita dalla guerra, i conati anti-americani appartenevano più agli intellettuali, alle frange estreme e alle riviste culturali che al fascismo stesso.

Lo stesso Mussolini, ma anche il popolo italiano come quello americano avvertivano affinità col vitalismo fascista, il mito dell’uomo nuovo e della giovinezza, lo slancio futurista per le macchine e la velocità, l‘economia sociale del regime simile al new deal di Roosevelt, il culto dello sport, degli atleti e dei record, il primato della potenza e dell’azione. E i rapporti Italia fascista-Usa furono buoni per tanti anni, non solo per via della forte immigrazione italiana negli Stati Uniti.

La trasvolata atlantica di Italo Balbo ne suggellò l’amicizia. Anche il figlio del Duce, Vittorio, amava l’America e il suo cinema, dal far west ai telefoni bianchi. E Pavese e Vittorini divulgarono la letteratura americana sotto il regime, creando disagio prima, tra i fascisti e poi tra i comunisti. Possiamo dire che nel fascismo nasce sia l’antiamericanismo che il filoamericanismo.

Dopo la guerra prevalse la schizofrenia. L’America da un verso era salutata come il baluardo dell’occidente anticomunista e antifascista, del benessere e della libertà, oltre che benefattrice col piano Marshall e protettrice con l’ombrello Nato. Ma dall’altro verso, anche per gli stessi cattolici, era vista come il principale veicolo di quel materialismo opulento, quell’ateismo pratico, quel culto dell’individualismo sfrenato.

Avviene così il paradosso che l’America è benedetta nei pulpiti e maledetta in confessionale come edonismo e consumismo. Insomma, l’antiamericanismo dell’Italia democratica era trino, cioè fascio-catto-comunista. E nella parte comunista aveva uno sponsor: l’Unione sovietica.

Ma c’è stato pure un filone terzomondista, filocinese e filocubano, catto-comunista ed extraparlamentare di sinistra, che fiorì dopo il Vietnam, ai tempi del ’68 e oppose i miti del Che, di Castro, di HoChiMin, di Mao, ai miti americani, tra marines, western e coca cola.

Insomma l’antiamericanismo in Italia ha bevuto da tre sorgenti: quella spiritualista e cattolica che denunciava il consumismo e vedeva in Chicago “la capitale del maiale”, per usare un’espressione di Berto Ricci; quella nazional-europea che detestava negli Usa il dominio imperialista e coloniale e la mortificazione delle identità e delle sovranità nazionali e popolari; e quella comunista, filosovietica o filocinese.

Ora, invece, dopo la fiammata contro Trump, sono tornati tutti a cuccia sotto le armi di Biden. Loro stelle, noi strisce, dal verbo strisciare.

Di Marcello Veneziani

MV, La Verità (1 giugno 2022)

link fonte: http://www.marcelloveneziani.com/articoli/lo-strano-caso-dellitalia-antiamericana/

--

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (28)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 28 caricati
    1. Martin 8 giugno 2022

      L' Italia e' tanto americanizzata quanto GB, Irlanda, Germania, Belgio ed Olanda, per non parlare di Repubblica Ceca e Polonia nell'Est Europa. Oggi l'Italia e' una colonia dell'UE e degli USA, ma anche in questo ruolo servile non siamo certo soli.

    1. Ghisa 7 giugno 2022

      Gli Italiano non sono il popolo più americanizzato.
      Sarebbe bello, prima di scrivere cose simili, girare un poco per l'Europa.
      ..
      Comunque il resto dell'articolo è in tono... tutti i gatti di notte sono neri.

    2. Martin 8 giugno 2022

      Esatto

    1. Arian Van Heisen 7 giugno 2022

      Per ns. conto questo articolo è di una banalità superficiale insignificante
      non si capisce nulla se si riferisce ai Politici o al Popolo non contestualizza nulla sulle classi sociali rispetto all' evoluzione tecnologica e sociale o antropologica.
      Un 'articolo che lascia il tempo che trova.

      Arian

    1. davec.dj 7 giugno 2022

      Grande, Veneziani...!

    1. sbregaverse 7 giugno 2022

      Gran pezzo sugoso e circonciso ,Benedetto Marcello NON fa il veneziano da la palla a tutti e gran gol in zona Cesarini:
      STELLE E STRISCIA.

    2. sbregaverse 7 giugno 2022

      NON potevo esimermi dal commento numero 9 che come tutti i bannatori sannno:....... eccetera etcetera etceterumque

    3. absitiniuriaverbis 7 giugno 2022

      ... dai, fai il bravo e spiegami... 👀

    4. sbregaverse 7 giugno 2022

      NON metto mai pollici mi limito a commenti scritti : è un molto bene.

    5. sbregaverse 7 giugno 2022

      E' una mia vecchia fissa che gioca sul 69:
      il 9 viene,asschh assatan ashasch, SEMPRE dopo il 6,mentre il 6,viene auschhh iscchis aaaaaaaah,SEMPRE prima del 9.

    1. Primadellesabbie 7 giugno 2022

      In pochi conoscevano l'America, eravamo provinciali, come tutti gli altri, chi con più e chi con meno spocchia.

      Conoscevamo poco anche gli altri popoli, decenni di autocompiacimento e autocelebrazione avevano colpito duro.

    1. DrCaligari 7 giugno 2022

      Tutto vero, purtroppo però per onestà intellettuale si deve riconoscere che è solo grazie all'America se siamo diventati e siamo un Paese ricco e opulento. Tutto il resto sono chiacchiere buone, anzi ottime, per i manuali di filosofia. Ma la realtà dice altro e difficilmente la si può negare. Una volta che l'hai venduta l'anima al diavolo diventa difficile farsela ridare indietro. A nostra discolpa sia detto, perché doveroso, che non avevamo altra scelta. Saluti

    2. absitiniuriaverbis 7 giugno 2022

      Scrivi: Una volta che l’hai venduta l’anima al diavolo diventa difficile farsela ridare indietro.
      E penso di capire cosa intendi. E, tra l'altro, condivido il contenuto generale del tuo commento.

      Tuttavia, considera che si può essere battezzati e poi da adulti cambiare idea. Non ricordo chi scriveva (più o meno, vado a memoria) 'non morirò mai per un' idea, potrei sempre cambiarla'.
      Cambiare idea non è semplice ma non è impossibile. Siamo liberi di scegliere, in qualche misura, ma non siamo liberi di scegliere le conseguenze delle nostre scelte. Queste ultime arrivano che ci piaccia o no.

      Scrivi che non avevamo scelta: hai ragione, non avremmo dovuto/potuto scegliere ma avremmo dovuto decidere. Si sceglie tra alternative presenti e disponibili, mentre decidere avrebbe comportato la necessità di fare un piano, di avere un progetto per il futuro.
      Qui è cascato l'asino con tutto il rispetto per l'asino che stimo molto più.

    3. sbregaverse 7 giugno 2022

      MICCA male il tuo latinorum!

    4. DrCaligari 7 giugno 2022

      E' Il Paese mancato di Guido Crainz. Un'ipotesi politica naufragata come si butta il bambino con l'acqua sporca. Per questa sarebbe valso la pena di morire, invece no, abbiamo dato la vita per la campagna di Russia, cioè per togliere la libertà ad altri, ma non per ottenerla noi. Ed è stata una scelta nostra, hai ragione. Quando guardo le lapidi del Sacrario di Redipuglia ad esempio, sai cosa mi salta subito all'occhio? Una cosa molto banale, che una volta ci si chiamava Igino, Idilio, Ersilio... Poi si è virato verso pochi nomi, cosicché oggi ciascuno di noi ha decine e decine di omonimi. Bisogno di omologazione, negazione delle proprie radici: può progettare un attico chi nega le sue fondamenta? Impossibile, sarebbe appunto da asini pensarlo. Concordo.

    5. Cleon XIII 7 giugno 2022

      Grazie all'America e all'Unione Sovietica, per la precisione. Senza la Guerra Fredda l'opulenza made in USA ce la sognavamo, saremmo stati come la Spagna e il Portogallo.

    6. Arian Van Heisen 7 giugno 2022

      " siamo diventati e siamo un Paese ricco e opulento "

      Hai messo un aggettivo di troppo, direi meno ricchi e più opulenti, in generale più Kitch e stupidi come gli yankee, ma uno zoccolo duro che prima o poi emergerà c'é ancora.
      Arian

    7. Martin 8 giugno 2022

      Ma cosa scrivi! Gli USA dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno affrontato e risolto il problema numero 1, quello della liberta' di commercio e di accesso alle materie prime, che aveva limitato lo sviluppo di vari Paesi, tra i quali Italia e Giappone. Tale nuovo regime e' stato sicuramente merito degli USA, ed e' stato applicato a tutti i Paesi.
      Tanto premesso, lo sviluppo italiano degli anni 50-60 e' stato solo merito nostro. Altri Paesi non si sono infatti sviluppati come noi, per loro scelta.

    1. BrunoWald 6 giugno 2022

      "Ortega y Gasset, filosofo spagnolo liberale, repubblicano, antifranchista, vedeva nell’americanismo una nuova barbarie di massa, un primitivismo su basi tecnologiche e mercantili e un primato della volgarità di massa sulla civiltà europea."
      Pare che Ortega y Gasset ci vedesse molto bene.

      L'unico vero antiamericanismo italiano fu quello di coloro che combatterono a Cassino, ad Anzio e sulla Gotica. Tutto il resto non vale la pena di un commento.

    1. Eugiorso 6 giugno 2022

      Forse il paese più filo-americano d'Europa è l'Albania, con l'Italia probabilmente al secondo posto ... Ma il discorso del servilismo non cambia, rimane completamente valido.

      Cari saluti

    2. Arian Van Heisen 6 giugno 2022

      Dipende se Albanesi cattolici o islamici comunque se vai in Albania vedi pi+ Mercedes che in qualsiasi altro paese Eu. sono molto + filo Germany direi

    3. sbregaverse 7 giugno 2022

      Gli albanesi che conosco io sono più che altro:
      FILONI
      Assomigliano TANNNTO a certi italiani.

    4. Cleon XIII 7 giugno 2022

      Il paese più filo-americano del mondo, invece, è il Giappone. Persuasione nucleare.

    5. Martin 8 giugno 2022

      Era un Paese che avevamo in mano e nel quale abbiamo speso miliardi. Poi sono subentrati i Tedeschi perche' dal 2011 grazie alla sinistra non abbiamo piu' una politica estera degna di tal nome.

    1. danone 6 giugno 2022

      Ostregheta, el venezian s'è proprio svegiato.
      L'anti-americanismo italiano è sempre stato principalmente un anti-capitalismo, quindi un istanza politico-economica concreta, non è stato un anti-americanismo solo banalmente culturale (culturalmente ce la siamo sposata l'america, vi ricordate a proposito il programma di Grillo degli inizi anni 80..te la do io l'america? ecco l'inizio dei servizi del comico), e c'era in tutte le aree ideologiche del paese, perchè ai tempi esistevano ancora ambienti e pensieri ben strutturati, influenzati dalle idee migliori provenienti dalla dottrina sociale della chiesa, dal socialismo-sindacalismo di sinistra e dalla destra sociale, l'unica fra l'altro delle tre impostazioni ideologiche ad aver studiato un pò la moneta e i sistemi monetari alternativi.
      Tre aree politico-ideologiche che collaborarono a formalizzare il modello economico sociale di mercato, presente in costituzione, dove la proprietà privata e l'iniziativa privata sono limitate nel far danni dall'utilità sociale.
      L'americanismo nella sua essenza predatoria e compradora ha sempre visto come fumo negli occhi ogni tipo di modello di economia sociale, perchè il loro modello capitalista neo-liberista è inconciliabile strutturalmente col modello sociale di mercato, poichè quest'ultimo se applicato, evidenzia concretamente a tutti il vantaggio della collaborazione economica nei confronti della competizione selvaggia del modello neo-liberista, abbracciato paro-paro anche dagli eccellentissimi cervelli in fuga verso la UE.
      Per cui nei decenni, occupando tutti gli spazi culturali nei paesi Nato, finanziando solo certi filoni di pensiero liberal-progressista e non altri, lentamente ha estinto ogni fonte onesta e competente di questo paese, e di tutto l'occidente.
      E' ora di farlo notare questo gap culturale e cognitivo fra noi e gli americani atlantisti, non possiamo farci governare dai bingo-bongo americanizzati nostrani e dai lobo-tomo autoctoni d'america, e sperare di non finire dentro uno scontro fra bande, sottomessi alle leggi primordiali più spietate e selvagge della pirateria predatoria internazionale.

    2. DrCaligari 7 giugno 2022

      Caro Danone ci hanno già provato i democristiani nel dopoguerra a stordirli coi bizantinismi della loro politica per impantanarli e ottenere un minimo di autonomia. Solo che a un certo punto sono iniziate a saltare le bombe e poi gli hanno pure fatto capire che sarebbero iniziati a saltare di persona, vedi Moro... Che ci vuoi fare. Ciao

    3. ekain3 7 giugno 2022

      le bombe le hanno messe quelli al governo per ordine di Washington; Moro rappresentava la sinistra democristiana, ed era osteggiato da molti anche all'interno del partito, che non vedevano l'ora di toglierselo di torno. L'hanno poi fatto...
      Riguardo all'articolo di Veneziani, la sinistra vera è sempre contro la NATO e piuttosto filorussa. Veneziani fa di tutta l'erba un fascio, ma lo invito a distinguere. Pensi a Manlio Dinucci, Ugo Mattei, Luciano Canfora, Angelo D'Orsi, a Marco Rizzo e tanti altri....Certo, gente come Bersani, ha poco a che fare con la sinistra, ormai, basta pensare alla sua storica frase: ''Noi non siamo come Corbyn, siamo liberali...'' (sic!)

    4. Martin 8 giugno 2022

      La bomba di Piazza Fontana fu messa dagli anarchici. Nello stesso giorno, erano state messe altre due bombe ad altre banche, un classico degli anarchici del tempo. Le altre due bombe esplosero in orari notturni, senza vittime. Quella di Piazza Fontana esplose di giorno per un problema al timer. Decenni di processi non hanno identificato alcun fascista o agente dei servizi. In sintesi, una presa in giro colossale, come quella di coloro che ancora si ostinano a non capire che le Brigate Rosse sono state un fenomeno al 100% italiano.
      La "strategia della tensione" e' una invenzione dei media di sinistra e basta.

Visualizzati 28 di 28 commenti approvati.