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Le 4 balle che ci raccontano sulla crisi dell’economia italiana

DI PAOLO BECCHI E GIOVANNI ZIBORDI

paolobecchi.wordpress.com

Ci sono una serie di balle che continuano a circolare su un giornalone di cui non vogliamo fare il nome, perché non è certo nostra intenzione fargli pubblicità. Con tanto di grafici vorremmo smontare tutte queste balle una vota per tutte.

1 balla. Il primo, e forse il più micidiale di questi luoghi comuni riguarda la nostra moneta unica. Il M5Stelle e la Lega hanno vinto le elezioni con una piattaforma “no euro”. La realtà delle cose e il buon senso degli italiani, primo fra tutti il presidente della Repubblica, si sono poi fatti carico di smorzare i loro entusiasmi isolazionisti. Ma questo governo continua a comportarsi come se l’euro fosse una gabbia dalla quale non si può liberare.

Trascuriamo le cosiderazioni politiche. Sono irrilevanti. Ognuno è libero di scrivere le cazzate che vuole. Passiamo però ai fatti. La produzione industriale, che in un paese senza materie prime è quello che da da mangiare, prima dell’euro cresceva in linea con quella degli altri maggiori paesi. Dall’introduzione dell’euro è collassata.

Difficile che sia una mera coincidenza perché la stessa cosa, anche se in misura minore, è accaduta per la produzione industriale della Francia.

Ancora oggi in Italia è del -22% sotto il livello del 2008 e neanche negli anni ‘30 della Grande Depressione è successo, perchè nel giro di tre anni la produzione tornò sopra i livelli del 1930. L’unico crollo di oltre il -20% della produzione mai verificatosi è tra il 1942 e il 1946 causa una guerra persa.

A cosa è dovuto il crollo, avvenuto soprattutto tra il 2008 e il 2013 ?
In Italia, la domanda interna, cioè la spesa dei cittadini è sprofondata del -12% in questi cinque anni e quindi nonostante un ottimo andamento dell’export, dato che la domanda interna è ¾ del totale della domanda, la spesa totale si è ridotta di colpo. In Germania e Francia ad esempio la domanda interna non si è ridotta.

GOVERNO MONTI

Il motivo? L’austerità ovviamente, il blocco della spesa pubblica e l’aumento delle tasse, soprattutto sotto il governo Monti. L’Italia è stato l’unico paese a ridurre i deficit pubblici dopo il 2009, per cui mentre tutti facevano deficit tra il 5 e l’8% del PIL noi siamo stati gli unici a riportarli sotto al 3%. Abbiamo dovuto causa lo “spread” ? Come mai prima dell’Euro non si sentiva mai parlare dello “spread” ? Perchè Bot, CCT e BTP erano in mano a famiglie italiane le quali se il rendimento cresceva non vendevano i titoli solo perchè il prezzo oscillava in basso. Solo le banche e i fondi esteri liquidano di colpo i BTP e però lo facevano per motivi loro, nel 2008 liquidavano titoli di ogni genere perchè stavano fallendo causa derivati su mutui in altre parti del mondo. Le Banche estere con l’euro erano arrivate a detenere 1,300 mld di titoli italiani e li hanno liquidati di colpo.

Con la crisi globale del 2008, dovuta ad una “bolla” dei mutui e dei derivati sul debito immobiliare in USA, Spagna, Irlanda ecc.. le banche in tutto il mondo sono andate in crisi, molte hanno dovuto essere salvate dai loro Stati e di conseguenza si è creato panico sui mercati del debito e le banche maggiori hanno venduto di colpo titoli di ogni genere, tra cui anche i nostri BTP di cui con l’euro si erano riempite arrivano ad averne per 1,300 miliardi.

L’effetto dell’euro è stato di far uscire le famiglie italiane e far entrare al loro posto massicciamente le banche estere come acquirenti di BTP, con i danni che sono ben noti a tutti.

2 balla. Bisognerebbe allora ricordare che solo grazie alla moneta unica l’Italia ha potuto in questi anni sostenere il peso di un debito pubblico che avrebbe schiantato qualsiasi altra valuta. Nel 2001, quando c’era ancora la lira, gli interessi sul debito pubblico ci sono costati l’equivalente di 79 miliardi di euro. Nel 2018, nonostante il debito sia passato da 1.400 a 2.300 miliardi, gli interessi sono scesi a 65 miliardi.

L’Italia come Stato ha pagato dal 1980 quasi 4 milla miliardi di interessi sui titoli di stato (in euro di oggi), cioè due volte e mezzo il PIL attuale che è di 1,700 miliardi e quasi il doppio del debito pubblico che 2,340 miliardi. Il debito pubblico è dovuto all’accumulo degli interessi che si sono cumulati su debiti contratti in molti anni.

Nessuno ha pagato quanto lo stato e quindi i contribuenti italiani di interessi, più di qualunque altra nazione al mondo dopo gli Stati Uniti. E in percentuale del reddito nazionale più di chiunque. Abbiamo arricchito le banche e i fondi esteri che si sono riempiti di BTP quando grazie all’euro sono stati garantiti che il tasso di cambio non sarebbe sceso. Per un cittadino italiano con in tasca le lire se il tasso di cambio della lira scendeva non importava, comprava lo stesso BTP o CCT se rendevano più dell’inflazione. Ma per gli stranieri era importante non perdere sul cambio e con l’euro hanno potuto garantirsi da quel rischio. Il risultato è stato che gli interessi che prima rimanevano in Italia sono finiti all’estero. Non importa pagare 65 miliardi invece di 79 se questi soldi poi vanno a banche francesi, fondi del Qatar o fondi pensione giapponesi! Sono soldi delle tasse degli italiani che con l’euro sono andati ad arricchire i ricchi di tutto il mondo (azionisti e proprietari di banche e fondi).

L’EXPORT

3 balla. Lo stesso discorso vale per le esportazioni: nonostante l’impossibilità di ricorrere a svalutazioni competitive, l’Italia registra da anni un forte attivo della bilancia commerciale.

Il saldo delle bilancia commerciale è fatto di esportazioni meno importazioni. Con l’euro il cambio era forte, le importazioni erano meno care e il risultato è che l’Italia è andata in deficit con l’estero fino al 2011, grazie al boom delle importazioni.

Come di vede dal grafico però l’austerità imposta dall’euro ha fermato le importazioni per cui il saldo con l’estero è migliorato, ma grazie alla perdita di reddito e quindi di spesa e poi anche di importazioni. Se deprimi l’economia, spendi meno e importi di meno certamente migliora il saldo della bilancia commerciale. Ma hai mandato in rovina il paese.

4 balla. Se tutto questo non si è tradotto in crescita economica, come è avvenuto in tutti gli altri Paesi della Ue, la colpa non è dell’euro, ma dei governi che hanno lasciato declinare la produttività e la competitività del Paese. Fino ad arrivare all’attuale governo anti-europeo: il primo che sia riuscito ad imporre all’Italia, unica in Europa, una recessione le cui cause sono essenzialmente politiche e non economiche.

La produttività in Giappone e Corea è più bassa che in Italia (se si cercano le statistiche del PIL diviso ore lavorate, si scopre che siamo meglio noi). Nel Regno Unito la produttività negli ultimi dieci anni è piatta, non cresce, come in Italia. Ma in Giappone, Corea e nel Regno Unito il reddito ha continuato a crescere e la disoccupazione è tra il 3 e il 4% mentre in italia è l’11%. Quello che invece differenzia l’Italia da tutti gli altri è il crollo della domanda interna, della spesa, dovuto al taglio indiscriminato del credito da parte delle banche italiane nei confronti delle imprese e all’austerità con l’aumento continuo delle tasse.

Come si vede dal grafico la forza della Germania è che ha continuato a spendere, la “domanda aggregata” tedesca (il termine che si usa per indicare la spesa totale all’interno di un economia di beni e servizi) ha continuato a salire. La differenza l’ha fatta la spesa, che in Italia è collassata. Noi abbiamo avuto meno soldi da spendere, perchè sono state aumentate le tasse di circa 40 miliardi e perchè le banche hanno tagliato il credito alle imprese di oltre 200 miliardi. Se avessimo avuto la nostra Banca Centrale al posto della BCE questa avrebbe garantito le banche per non spingerle a tagliare il credito e avrebbe finanziato i deficit pubblici per non far aumentare le tasse.

 

Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Fonte: https://paolobecchi.wordpress.com

Link: https://paolobecchi.wordpress.com/2019/04/04/le-4-balle-che-ci-raccontano-sulla-crisi-delleconomia-italiana/

 

articolo uscito su Libero, 03/04/2019

 

Pubblicato da Davide

7 Commenti

  1. Articolo pienamente condivisibile.

  2. La soluzione l’ho adottata diversi anni fà,è non me ne pento.Il potere d’acquisto dell’euro è calato oltre alle problematiche elencate di circa il 10%e questo è un altro furto perpretato ai danni degli italiani.Ma nel libero mercato ci sono altre valute che possono sopperire al denaro fiat.

  3. -Mah, non una parola sul tasso di cambio sbagliato con il quale siamo entrati nell’euro e sulla susseguente rivalutazione dal 1936 a circa 1000 Lit per euro?
    -E la perdita di produzione dovuta al dumping di merci asiatiche che hanno invaso l’Italia e l’Europa facendo sparire interi settori industriali?
    -L’unica cosa che mi trova d’accordo è la condanna del disastro provocato da Monti con l’aumento massiccio delle tasse e il conseguente aumento del rapporto debito/PIL. Cosa che ora si prospetta di nuovo per evitare un altrettanto disastroso aumento dell’IVA.
    La affermazione : “Se avessimo avuto la nostra Banca Centrale al posto della BCE questa avrebbe garantito le banche per non spingerle a tagliare il credito..” non credo che sia sufficiente.

  4. Ottimo articolo, asciutto, chiaro e per una volta senza accenni alla moneta parallela (argomento che ancora non molti sono disposti a valutare razionalmente).
    Sicuramente da diffondere.

  5. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Tutte fesserie!!!! La “vera” colpa non è ne della UE ne del M5S. Quella attuale, latente e innescatasi nel 2008, è una crisi strutturale dell’economia capitalista globale. Alla crisi strutturale attuale (che sarà l’ultima di dell’era dell”Homo Stultus Tecnologicus”) c’è da aggiungere quella per insostenibilità ambientale del sistema socio-economico capital-consumistico che si vorrebbe disgraziatamente diffondere a tutte le nazioni. Semmai, diciamolo, la politica disastrosa dei nostri governi ha aggravato e sta aggravando la situazione italiana!
    Di che stiamo a discutere dunque? Siamo in una irreversibile recessione mondiale dovuta a molteplici e insormontabili fattori, in primis la questione ambientale.

  6. non è colpa nostra anche perchè da come si capisce andranno le cose nel prossimo futuro ci beccheremo il drago senatore a vita novello mortimer con danni collaterali e sempre servi s.s.troika usa naziue ecc.ecc.

  7. Per quanto riguarda le pie illusioni sul drago tenete presente che il 7 agosto Mario Draghi, il Governatore della banca centrale europea, ha pronunciato una dichiarazione a dir poco surreale. Draghi, cittadino italiano e come tale soggetto al rispetto delle leggi di questa nazione e soprattutto alla sua Costituzione, ha espressamente invitato i paesi UE a cedere la loro sovranità per le riforme strutturali.

    Ora come noto l’art. 11 Cost. recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

    Pertanto la cessione di sovranità (sovranità che ex art. 1 Cost. appartiene ovviamente al popolo), al contrario della mera limitazione, e’ un fatto palesemente illecito. Ma non solo, e’ un atto ostile contro la personalità dello Stato e dunque un reato.

    Questo reato come da art.243 è punito con la reclusione non inferiore a 10 anni, ma si sa la costituzione è ormai un baluardo solo di semplice facciata

    http://www.studiolegalemarcomori.it/mario-draghi-chiede-di-cedere-la-sovranita-nazionale/?fbclid=IwAR3RK45CeOg4IIJZX1RLZwDTYOAtf8gbMeN_IdcNqJItQITOTYIu_UrbZJY