Lasciamo stare i tedeschi, la Troika siamo noi

Arriva il TPI e subito si torna a parlare del "vincolo esterno". Ma siamo certi che i nostri poteri siano succubi di quelli europei? E se invece fossero proprio loro a tirare le fila dei giochi?

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di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Per anni abbiamo convissuto con la minaccia giornaliera della firma del MES e l’arrivo della Troika a Roma a seguito; ora con il varo dello scudo anti-spread (TPI) con condizionalità annesse, subito tutti a ricordare il pericolo del “vincolo esterno”, con il quale si cerca da sempre di far bere al popolo italiano, che il nostro paese sarebbe comandato dai poteri europei e che niente si possa fare contro questa fortezza inespugnabile.

Certo, che Roma non possa fare voli pindarici senza il benestare dello zio d’America, questo è noto fin dalla fine della seconda guerra mondiale, ma che ancora si continui a voler credere alla novella dei tedeschi brutti e cattivi che vogliono schiavizzare i PIIGS ed in particolar modo il popolo italiano….. beh, mi lascia interdetto e mi fa capire che ancora molti tra di noi, hanno una estrema difficoltà ad analizzare i fatti accaduti e compiuti.

La famosa tecnica nazista di prospettare una paura enorme per poi metterla in pratica con ancora più forza, facendo credere al popolo di averla scampata, funziona sempre.

E da noi ha funzionato alla perfezione!

Con la scusa che sarebbe arrivato il MES ed il far credere che non sia arrivato – per il volere di certi partiti sedicenti patrioti – si è fatto in modo che gli italiani a differenza dei greci, si ritrovassero in casa il MES e la Troika con tutti i loro crismi, addirittura senza che nessuna firma venisse apposta sul ben che minimo trattato.

I continui surplus dei nostri governi realizzati a suon di mazzate di austerità come quelli imposti in terra ellenica e la discesa dei salari ai livelli della Grecia, sono lì a dimostrarlo.

La nostra Troika, sono stati in ordine, i governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I e II per finire a Mario Draghi, i quali hanno tutti operato con lo stesso indirizzo, volto ad abbattere la nostra economia ed il nostro tessuto sociale per poter permettere il saccheggio del risparmio degli italiani e dei loro asset.

Tutti questi personaggi sono stati la garanzia per i poteri profondi che in Italia si applicassero pedissequamente tutte le politiche economiche funzionali al disegno predatorio desiderato dall’élite.

Del resto se il potere in Europa fosse tedesco, come potrebbero quest’ultimi aver accettato a capo della BCE un italiano e poi una francese, che da sempre applicano politiche monetarie completamente invise alla storia ed al credo dei discendenti della Repubblica di Weimar?

Cerchiamo di guardare le cose come stanno, l’euro ed il suo sistema sono perfettamente funzionali agli interessi dei poteri profondi italiani, i quali attraverso la moneta unica si sono arricchiti come non mai. E quando parlo di poteri profondi in riferimento al nostro paese, parlo di quelle massonerie deviate, che in simbiosi con le mafie, da tre decadi si sono infiltrate nel cuore delle nostre istituzioni, con l’esclusivo fine di perseguire l’interesse personale.

Voi, veramente pensate che i tedeschi possano venire in Italia a spadroneggiare e perfino saccheggiare tali poteri? via, su, siamo seri…. a questo non ci crederebbe neanche un bambino.

Certo in tutto questo, ha il suo bel tornaconto anche la finanza internazionale che è sempre pronta ad assaltare ogni tipo di preda, ma statene pur certi che le nostre élite, non stanno ai resti.

L’attuale sistema politico che opera nel nostro paese, caratterizzato da un pensiero unico e con una opposizione che fa esclusivamente teatro, non penserete mica che sia nato ed organizzato a Wall Street oppure nella City di Londra. Il fatto che a questi soggetti sia gradito e non contrastato per ragioni di puro interesse, non ci deve far girare dall’altra parte di fronte alla realtà che tale “sistema”, sia ben organizzato e diretto dalle fratellanze di casa nostra.

Se non fosse così e come ci fanno credere, fossero i tedeschi a tirare le fila del sistema, non pensereste che basterebbe una semplice voce fuori dal coro, con animo di patria, per ribaltarlo dall’interno?

Ed invece il coro suona tutto unito e perfettamente a tempo di musica, questo perché chi dirige l’orchestra, chiaramente lo fa dall’interno del nostro paese. Habitat naturale, dove logisticamente è possibile tenere in piedi l’attuale sospensione dello status democratico nel nome dei suddetti interessi.

Oggi, il problema più grosso per detti poteri, è come continuare a tirare la corda senza che questa si strappi. La tenuta sociale non è infinita ed anche un popolo beota come il nostro, alla fine, se non mangia, potrebbe reagire.

Ecco perché, si studiano misure sempre più flessibili e logicamente in contrasto con le folli regole dei trattati (il TPI ne è un esempio), proprio perché c’è l’estrema necessità di far bere lo schiavo, affinché possa continuare a lavorare per il padrone.

Di volta in volta, si rinnega ogni “mantra” su cui sono state costruite le frodi per schiavizzare la gente, per continuare nel folle disegno di una schiavizzazione infinita. E per fare in modo che la gente non capisca si usano la stampa e gli economisti di regime, sempre pronti a rendere il loro servizio in nome della fratellanza e del “tengo famiglia”.

Quello che vi sto dicendo non sono le mie fantasie ma, bensì quello che è avvenuto nel nostro paese in quella che ormai possiamo definire l’era-Draghi. Perché il premier dimessosi alcuni giorni fa è stato l’indiscusso protagonista del nostro ultimo trentennio, che parte dalla sua salita in qualità di segretario del Tesoro, sul panfilo della regina d’Inghilterra, l’ormai famoso Britannia per finire con la sua esperienza al governo del nostro paese, passando per i 6 anni nei quali è rimasto seduto sulla poltrona principale di Banca d’Italia e per gli 8 anni a capo della BCE.

Sin dal suo insediamento a Francoforte, il nostro premier dimissionario si distinse per una politica monetaria ultra-espansiva. Tagliò i tassi d’interesse fino a portarli in territorio negativo qualche anno più tardi ed entro tre mesi aveva già prestato oltre 1.000 miliardi di euro alle banche dell’Eurozona, di cui 250 miliardi alle italiane, a tassi d’interesse dell’1% e fino a tre anni.

Il grosso delle misure venne, però, solo dal 2014-2015 in poi. Oltre ai tassi negativi, Draghi varò le aste T-Ltro, cioè mirate a sostenere gli impieghi delle banche, nonché il potente “quantitative easing”. Quest’ultimo programma monetario consistette in acquisti di titoli di stato e obbligazioni private fino ad un massimo di 80 miliardi di euro al mese. Con la sola eccezione del 2019, esso rimase in vigore fino allo scorso 30 giugno.

In tutto, si calcola che il sistema Italia abbia ottenuto (si fa per dire), tra il 2015 e il mese scorso qualcosa come 1.200 miliardi di euro tra prestiti bancari, acquisti di obbligazioni private e titoli di stato. Il governo italiano è stato il principale beneficiario con Btp inseriti nel portafoglio BCE per quasi 730 miliardi di euro, oltre il 26% dell’intero debito pubblico e quasi un terzo dei soli titoli di stato.

Grazie all’era Draghi, i costi di emissione del debito pubblico in Italia crollarono dal 3,61% medio del 2011 allo 0,93% del 2019. E il minimo storico fu toccato l’anno scorso allo 0,10%. E’ vero che al timone della BCE oggi c’è Christine Lagarde da ormai quasi tre anni, ma la politica monetaria sin qui seguita, complice la pandemia, è rimasta praticamente nel solco tracciata dal predecessore. Ergo, l’era del denaro facile (solo a debito) non è finita neppure dopo lo scorso giovedì, quando la BCE ha alzato i tassi d’interesse dello 0,50%. Se consideriamo che attualmente l’inflazione sia all’8,6%, i tassi reali nell’area non erano mai stati così negativi.

Tuttavia, se andiamo a vedere la realtà dei fatti, questi numeri, segnano la condanna dell’economia italiana. Nell’era Draghi, essa è cresciuta di appena l’1%, cioè al ritmo medio dello zero dello 0,1% all’anno. Nello stesso periodo, il rapporto debito/PIL è salito dal 120% al 160%. I progressi sul piano fiscale sono stati esigui, con l’avanzo primario ad essere migliorato in misura marginale, a testimonianza che di sangue nelle nostre vene ne scorre ben poco. Scarse anche le riforme economiche varate, e quelle realizzate attraverso i governi tecnici, hanno addirittura aggravato la situazione, stante, come ben sappiamo, l’essere state strutturate e pensate intenzionalmente, per aggravarla.

Chi ancora si chiede il perché del drammatico risultato finale delle politiche dell’era-Draghi, forse preferisce continuare a credere alle favole degli economisti main-stream, alla Marattin tanto per citarne uno dei tanti.

Draghi, sia dalla poltrona di Francoforte che da quella di Palazzo Chigi, pur, avendo mosso enormi masse di denaro creato dal nulla, lo ha fatto esclusivamente a livello di politica monetaria attraverso i vari programmi (QE in primis), denaro che alla prova dei fatti è stata una pura partita di giro. Di tutta questa massa di denaro, nemmeno un euro è  affluito nell’economia reale, la quale si è dovuta accontentare di prestiti, quand’unque il sistema bancario abbia ritenuto opportuno concederli.

A tal proposito e per meglio comprendere, le finalità a cui hanno mirato le politiche dell’era-Draghi vi invito a leggere nuovamente quanto scrivevamo mesi fa, in particolare sul ruolo determinante che il QE ha avuto in riferimento all’incremento delle bolle speculative a vantaggio della grande finanza (LA PANDEMIA È STATA FUNZIONALE AL GRANDE RESET, NON A SALVARE IL MONDO FINANZIARIO).

E come non vedere, all’interno di questo disegno, il ruolo fondamentale giocato dalla farsa pandemica, che non dimentichiamoci partita (guarda strano), da Bergamo e sostenuta fino alla morte da tutti i nostri governi, con Draghi e ed il ministro Speranza in prima fila (guarda strano tra i pochi a resistere in tutti i governi varati). La scusa perfetta per continuare a riempire le borse attraverso il risparmio privato togliendolo appunto all’economia reale, nel mentre attraverso le misure killer dei lockdown, si contribuiva alla devastazione degli ultimi settori vitali del nostro paese.

Adesso, che la BCE si trova costretta a mutare indirizzo per rincorrere la FED nella politica (che noi sappiamo errata), di alzare i tassi per contrastare l’inflazione. Infatti, ha già dovuto concludere i due programmi monetari consistenti negli acquisti dei bond e ha iniziato ad alzare i tassi. Le condizioni monetarie sono diventate meno espansive e tendenzialmente lo saranno sempre meno nei prossimi mesi.

La domanda nasce spontanea!

Ma se l’economia italiana non era riuscita ad approfittare della lunga era Draghi del denaro a costo zero, come potrà mai pensare di crescere in uno scenario molto meno favorevole, peraltro tempestato dalle attuali e gravi tensioni geopolitiche e dai fenomeni inflattivi di origine speculativa, che stiamo vivendo?

Evidentemente c’è qualcosa che non va, non cominciate a pensarlo anche voi?

In definitiva, l’era Draghi caratterizzata dal delinquenziale rifiuto di porre in essere le propedeutiche politiche fiscali per salvare le famiglie e le imprese italiane, è stata funzionale a porre il paese in stato fallimentare, per procedere in modo semplice e spedito alla sua liquidazione.

Una liquidazione che a differenza di una azienda, nel caso di uno stato, diventa infinita. Una sorta di prolungamento di una agonia, fino all’ultima goccia di sangue che scorre nelle vene del popolo.

Questo è il gesuita italiano Mario Draghi, ovvero colui sul quale la storia ha già abbastanza elementi per darne il suo giudizio definitivo e sul quale il popolo italiano dovrà puntare il dito, caso mai un giorno a qualche magistrato venisse l’idea e la voglia di metterlo alla sbarra…… e lasciamo stare i tedeschi una volta per tutte.

di Megas Alexandros

Fonte: Lasciamo stare i tedeschi, la Troika siamo noi…… – Megas Alexandros

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