L'Armageddon energetico dell'Europa parte da Berlino e da Bruxelles, non da Mosca

L'Armageddon energetico dell'Europa parte da Berlino e da Bruxelles, non da Mosca

F. William Engdahl
journal-neo.org

Il 22 agosto il prezzo di mercato del gas naturale negoziato in borsa nell'hub tedesco THE (Trading Hub Europe) era arrivato ad oltre il 1000% rispetto ad un anno fa. Il regime di Scholz dice alla maggior parte dei cittadini che la colpa è di Putin e dell’invasione russa dell’Ucraina. La verità è un'altra. I politici dell'UE e i grandi interessi finanziari stanno usando la Russia per coprire quella che è una crisi energetica Made in Germany e in Bruxelles. Le conseguenze non sono accidentali.

Non perché politici come Scholz o il ministro tedesco dell'Economia verde, Robert Habeck, o il vicepresidente della Commissione europea per l'Energia verde, Frans Timmermans, siano stupidi o sprovveduti. Corrotti e disonesti, forse sì. Sanno esattamente cosa stanno facendo. Stanno leggendo un copione. Fa tutto parte del piano dell'UE per deindustrializzare una delle concentrazioni industriali più efficienti del pianeta. Si tratta dell'Agenda Verde 2030 delle Nazioni Unite, altrimenti nota come il Grande Reset di Klaus Schwab.

La deregolamentazione del mercato europeo del gas

Ciò che la Commissione europea e i ministri del governo tedesco e di tutta l'UE stanno accuratamente nascondendo è la trasformazione che hanno creato nel modo in cui oggi viene determinato il prezzo del gas naturale. Quasi due decenni fa, la Commissione UE, sostenuta da mega banche come JP MorganChase o dai grandi hedge fund speculativi, aveva iniziato a gettare le basi per quella che oggi è una completa deregolamentazione del mercato del gas naturale. Era stata promossa come la "liberalizzazione" del mercato del gas naturale dell'Unione Europea. Ciò che ora consente è una negoziazione sul libero mercato non regolamentata e in tempo reale per fissare i prezzi spot, piuttosto che contratti a lungo termine.

A partire dal 2010, l'Unione Europea aveva iniziato a spingere per un cambiamento radicale delle regole per la determinazione dei prezzi del gas naturale. Prima di allora, la maggior parte dei prezzi del gas era stabilita con contratti fissi a lungo termine con consegna tramite gasdotto. Il principale fornitore, la russa Gazprom, forniva gas all'UE, soprattutto alla Germania, con contratti a lungo termine ancorati al prezzo del petrolio. Fino agli ultimi anni, praticamente nessun quantitativo di gas veniva importato con navi metaniere.

Con la modifica delle leggi statunitensi per consentire l'esportazione del GNL derivante dall'enorme produzione di gas di scisto, nel 2016 i produttori di gas statunitensi avevano iniziato ad accelerare la costruzione dei terminali per l’esportazione del GNL. La costruzione dei terminali richiede in media dai 3 ai 5 anni. Allo stesso tempo, Polonia, Olanda e altri Paesi dell'UE avevano iniziato a costruire terminali di importazione per ricevere il GNL dall'estero.

Usciti dalla Seconda Guerra Mondiale come primo fornitore mondiale di petrolio, i colossi petroliferi anglo-americani, allora chiamati le Sette Sorelle, avevano creato un monopolio globale dei prezzi del petrolio. Come aveva osservato Henry Kissinger durante gli shock petroliferi degli anni '70, "controllando il petrolio si controllano intere nazioni." A partire dagli anni '80 le banche di Wall Street, guidate da Goldman Sachs, avevano creato un nuovo mercato, quello del "petrolio di carta," ovvero il commercio di futures e derivati su barili di petrolio ancora da estrarre. Si era creato un enorme casinò di profitti speculativi controllato da una manciata di banche giganti di New York e della City di Londra.

Questi stessi potenti interessi finanziari stanno lavorando da anni per creare un analogo mercato globalizzato del "gas di carta" in futures che possano controllare. La Commissione Europea, con il suo programma di Green Deal per "decarbonizzare" l'economia entro il 2050, eliminando petrolio, gas e carbone, ha fornito la trappola ideale che, a partire dal 2021, ha portato all'esplosione dei prezzi del gas nell'UE. Nell’interesse del mercato "unico," l'UE ha subito pressioni da parte dei globalisti per imporre a Gazprom draconiani, e di fatto illegali, cambiamenti di regole per costringere il proprietario russo delle reti di gasdotti di distribuzione nell'UE ad aprirle al gas della concorrenza.

Le grandi banche e gli interessi energetici che controllano la politica dell'UE a Bruxelles avevano così creato un nuovo sistema di prezzi indipendente, alternativo ai prezzi stabili e a lungo termine del gas proveniente dai gasdotti russi, fuori però dal loro controllo.

Nel 2019 la serie di direttive burocratiche sull'energia della Commissione UE di Bruxelles aveva permesso al mercato del gas, completamente deregolamentato, di fissare de facto i prezzi del gas naturale nell'UE, nonostante la Russia fosse ancora di gran lunga la principale fonte di importazione di gas. Una serie di "hub" di negoziazione virtuali erano stati istituiti per negoziare contratti a termine sul gas in diversi Paesi dell'UE. Nel 2020 il TTF (Title Transfer Facility) olandese era diventato il centro di negoziazione dominante per il gas dell'UE, il cosiddetto benchmark del gas dell'UE. In pratica, il TTF è una piattaforma virtuale di scambi "over-the-counter" di contratti futures sul gas tra banche e altri investitori finanziari. Ciò significa che, di fatto, non è regolamentato, è al di fuori di qualsiasi borsa regolamentata. Questo è fondamentale per capire il gioco che si sta svolgendo oggi nell'UE.

Nel 2021 solo il 20% di tutte le importazioni di gas naturale nell'UE era costituito da gas GNL, i cui prezzi erano in gran parte determinati dalle contrattazioni a termine nell'hub TTF, il punto di riferimento de facto per il gas nell'UE, di proprietà del governo olandese, lo stesso governo che sta distruggendo le proprie aziende agricole con il pretesto fraudolento delle emissioni di azoto. La quota maggiore di importazioni di gas europeo proveniva dalla russa Gazprom, che, nel 2021, aveva coperto oltre il 40% delle importazioni dell'UE. Il gas veniva fornito, con consegna via gasdotto, tramite contratti a lungo termine, il cui prezzo era molto più basso dell'attuale prezzo di speculazione TTF.

Nel 2021 gli Stati dell'UE avevano pagato più di circa 30 miliardi di dollari per il GNL importato, rispetto al prezzo di Gazprom indicizzato al petrolio. Le banche lo avevano apprezzato. L'industria e i consumatori no. Solo distruggendo il mercato del gas russo nell'UE gli interessi finanziari e i sostenitori del Green Deal hanno potuto imporre il loro controllo sul mercato del GNL.

La chiusura dei gasdotti europei

Con il pieno sostegno dell'UE al nuovo mercato all'ingrosso del gas, Bruxelles, la Germania e la NATO hanno iniziato a chiudere sistematicamente i gasdotti verso l'UE.
Nell'agosto del 2021, dopo aver rotto le relazioni diplomatiche con il Marocco a causa di territori contesi, l'Algeria aveva annunciato che il gasdotto Maghreb-Europa (MGE), avviato nel 1996, avrebbe cessato di funzionare il 31 ottobre 2021, alla scadenza del relativo accordo.

Nel settembre 2021 Gazprom aveva completato il suo gasdotto sottomarino multimiliardario Nord Stream 2 dalla Russia attraverso il Mar Baltico fino alla Germania settentrionale. Il gasdotto avrebbe raddoppiato la capacità del Nord Stream 1, portandola a 110 miliardi di metri cubi all'anno, consentendo così a Gazprom di non subire interferenze con le forniture di gas attraverso il suo gasdotto Soyuz, che attraversa l'Ucraina. La Commissione UE, sostenuta dall'amministrazione Biden, aveva bloccato l'apertura del gasdotto con un sabotaggio burocratico e, infine, il 22 febbraio, il Cancelliere tedesco Scholz aveva sottoposto a sanzioni il gasdotto a causa del riconoscimento russo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Luhansk. Da allora, di fronte alla crescente crisi del gas, il governo tedesco si è rifiutato di aprire il Nord Stream 2, nonostante fosse stato completato.

Poi, il 12 maggio 2022, nonostante le forniture di Gazprom del gasdotto Soyuz attraverso l'Ucraina avessero continuato regolarmente per quasi tre mesi di conflitto, anche durante le operazioni militari della Russia in Ucraina, il regime di Zelenskyy di Kiev, controllato dalla NATO, aveva chiuso una importante sezione del gasdotto russo che attraversa Lugansk e che rifornisce di gas russo sia l’Ucraina che gli Stati dell'UE, dichiarando che il tratto sarebbe rimasto chiuso fino a quando Kiev non avesse ottenuto il pieno controllo dei gasdotti che attraversano le due repubbliche del Donbass. L’interruzione di questa sezione ucraina del gasdotto Soyuz ha tagliato un terzo del gas destinato all'UE. Di certo non ha aiutato l'economia dell'UE, in un momento in cui Kiev stava implorando più armi da quegli stessi Paesi della NATO. Il gasdotto Soyuz era stato inaugurato nel 1980, all’epoca dell'Unione Sovietica, con il gas proveniente dal giacimento di Orenburg.

Poi era toccato al gasdotto russo Jamal, che attraversa la Bielorussia e la Polonia per arrivare in Germania. Nel dicembre 2021, due mesi prima del conflitto in Ucraina, il governo polacco aveva chiuso la sezione polacca del gasdotto, interrompendo la fornitura di gas di Gazprom a prezzi bassi sia alla Germania che alla Polonia. Le società di gas polacche avevano invece acquistato il gas russo proveniente dagli stoccaggi delle società di gas tedesche, ad un prezzo più alto, invertendo il flusso nella sezione polacco-tedesca del gasdotto Jamal. Le compagnie del gas tedesche acquistavano così il gas russo con contratti a lungo termine e ad un prezzo molto basso e lo rivendevano alla Polonia, con enormi profitti. Questa follia è stata deliberatamente minimizzata dal Ministro dell'Economia verde Habeck, dal Cancelliere Scholz e dai media tedeschi, anche se ha fatto salire ulteriormente i prezzi del gas tedesco e ha aggravato la crisi del gas in Germania. Il governo polacco si è rifiutato di rinnovare con la Russia il contratto per la fornitura di gas, acquistando invece il gas sul mercato libero a prezzi molto più alti. Di conseguenza, il gas russo non arriva più in Germania attraverso lo Jamal.

Infine, la fornitura di gas attraverso il gasdotto sottomarino Nord Stream 1 è stata interrotta a causa della necessità di riparare una turbina a gas prodotta da Siemens. La turbina era stata inviata ad una struttura speciale della Siemens in Canada, dove il regime antirusso di Trudeau l'aveva trattenuta per mesi prima di rilasciarla su richiesta del governo tedesco. Tuttavia, si erano deliberatamente rifiutati di consegnarla al proprietario russo, recapitandola invece alla Siemens tedesca, dove si trova attualmente, poiché i governi tedesco e canadese si rifiutano di concedere un'esenzione dalle sanzioni legalmente vincolante per il trasferimento in Russia. In questo modo anche il gas di Gazprom attraverso il Nord Stream 1 si è drasticamente ridotto al 20% del normale.

Nel gennaio 2020, Gazprom aveva iniziato ad inviare gas in Bulgaria e l’Ungheria tramite il gasdotto TurkStream, attraverso la Turchia. Nel marzo 2022 la Bulgaria, con l'appoggio della NATO, ha tagliato unilateralmente le sue forniture di gas dal TurkStream. L'Ungheria di Viktor Orban, invece, si è assicurata con la Russia la continuazione delle forniture di gas dal TurkStream. Di conseguenza, oggi l'Ungheria non ha crisi energetiche e importa il gas dal gasdotto russo a prezzi contrattuali fissi molto bassi.

Sanzionando o bloccando sistematicamente le forniture a lungo termine verso l'UE di gas a basso costo proveniente dai gasdotti, gli speculatori del gas, tramite il TTP olandese, sono stati in grado di sfruttare ogni intoppo o shock energetico nel mondo, una siccità record in Cina, il conflitto in Ucraina o le restrizioni alle esportazioni negli Stati Uniti, per far salire oltre ogni limite prezzi del gas all'ingrosso nell'UE. A metà agosto il prezzo dei futures al TTP era superiore del 1.000% rispetto a un anno fa e aumentava ogni giorno.

La follia tedesca dei prezzi maggiorati

Il sabotaggio deliberato dei prezzi dell'energia e dell'elettricità diventa ancora più assurdo. Il 28 agosto, il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner, l'unico membro del gabinetto del Partito Liberale (FDP), ha rivelato che, in base ai termini opachi delle complesse misure di riforma del mercato dell'energia elettrica dell'UE, i produttori di energia elettrica da fonte solare o eolica, quando vendono l'energia elettrica "rinnovabile" alle aziende elettriche, ottengono automaticamente lo stesso prezzo di quella prodotta al costo più alto, cioè con il gas naturale!

Lindner ha chiesto una modifica "urgente" della legge tedesca sull'energia per disaccoppiare i diversi mercati. Il fanatico ministro dell'Economia verde, Robert Habeck, ha subito risposto che "stiamo lavorando duramente per trovare un nuovo modello di mercato," ma ha avvertito che il governo deve stare attento a non intervenire troppo: "Abbiamo bisogno di mercati funzionanti e, allo stesso tempo, dobbiamo stabilire le regole giuste per non abusare delle posizioni sul mercato."

Habeck, infatti, sta facendo tutto il possibile per costruire l'Agenda Verde ed eliminare gas, petrolio e nucleare, le uniche fonti energetiche affidabili al momento. Si rifiuta di prendere in considerazione la riapertura di tre centrali nucleari chiuse un anno fa o di riconsiderare la chiusura delle altre tre, prevista a dicembre. In un'intervista a Bloomberg ha dichiarato: "Non affronterò la questione in modo ideologico," ma subito dopo ha affermato: "L'energia nucleare non è la soluzione, è il problema." Habeck e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen hanno ripetutamente dichiarato che maggiori investimenti nell'inaffidabile energia eolica e solare sono la risposta alla crisi dei prezzi del gas che le loro politiche hanno deliberatamente creato. Sotto ogni aspetto, la crisi energetica suicida in corso in Europa è tutta "Made in Germany," non in Russia.

F. William Engdahl

Fonte: journal-neo.org
Link: https://journal-neo.org/2022/08/31/europe-s-energy-armageddon-from-berlin-and-brussels-not-moscow/
31.08.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (26)

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Mostra commenti 26 caricati
    1. Arthur 4 settembre 2022

      Commento spostato (era stato postato per sbaglio).

    2. Fantine 4 settembre 2022

      Caro Arthur,
      che l'Europa abbia trovato la scusa per andare più spedita con le sue porcate energetiche, non fa della Russia una sua complice consapevole.
      Del resto della questione russa, sai come la penso.
      Che tu ritenga che ci sia una regia che ha pianificato tutto, concordo. È abbastanza evidente.
      Poi, chi, perché e a quali fini, al di là di considerazioni personali di ciascuno, tutte dotate di pari dignità, condivisibili o meno che siano, piú o meno plausibili e ragionevoli, dobbiamo solo cercare di restare saldi nella nostra umanità.

      Ps: ho mantenuto la promessa, caro Arthur.
      E te ne sono grata.
      Merci.

    1. natascia 4 settembre 2022

      Ho cercato notizie su questo economista F.W. Engdahl e sono rimasta colpita dalle sue ricerche ed dalle sue tesi che inconsapevolmente sentivo valide già da più di 30 anni. Lèggerò suoi libri se ne esistono tradotti in italiano.Credo nella forza del pensiero, nella sua forza materiale. Una forza che chi detiene il potere oggi in modo inedito occulto e criminale,teme più di ogni altra cosa. Se certe informazioni si diffondono e noi esseri umani iniziamo in massa a pensare che questa attuale élite americana deve essere fermata per il nostro bene,probabilmente essa sarà fermata senza necessariamente ricorrere alla forza.

    2. natascia 4 settembre 2022

      L’auto determinazione dei popoli, non può essere fermata, non è lecito brevettare la natura e l’uomo stesso. Manipolare per portare alla schiavitu’e alla morte autoimposta degli individui più deboli nell’interesse di pochi non può essere accettato.Forse nel vecchio e nichilista continente i pochi hanno ancora spazio, ma nel così detto terzo mondo NO. La gioventù, lo
      spirito di sopravvivenza non lo permettono, e il terzo mondo sta divenendo il primo perché suoi rappresentanti sono diversi.

    1. Senna 3 settembre 2022

      Assolutamente no!!!!
      Dagli anglofascionazi di Londra e Wall Street!!!

    1. danone 3 settembre 2022

      Nei momenti di crisi vera, come si trova adesso anche la Germania, i paesi che dispongono di personale politico di comprovato valore e dalle comprovate capacità, come era ed è Angela Merkel, lo dovrebbero sfruttare no?, soprattutto in questi momenti difficili, per avere maggiori possibilità di uscirne, utilizzando le risorse migliori del paese.
      Il solo fatto che l'Anghela se ne sia andata dalla politica ufficiale tedesca ed europea che conta, proprio alla vigilia dell'inizio di questa ridicola ed indecorosa passerella dell'utile idiota, che i poteri occulti, che nidificano sopra le elites atlantiste, hanno deciso di far fare ai leaders europei, secondo me non è un caso, ma avvalora ancora di più, se ce ne fosse bisogno, l'ipotesi che questa crisi sia voluta e costruita e che lei lo sapesse già da prima.
      Detto questo però, probabilmente la signora Merkel dispone veramente di una statura politica ed umana superiore agli altri nanuncoli europei, che non è stata creata solo dalla propaganda mainstream, necessaria all'immagine, ma origina da un senso di dignità interiore che ha per se stessa e che le ha impedito di sottostare a questa ulteriore svolta criminale e pagliaccesca, presa dalla politica europea e tedesca in questa fase, svolta nella quale sembra si trovi molto più a suo agio, invece, il neo-eletto cancelliere tedesco, cacca di piccione Scholz.

    2. Pfefferminz 4 settembre 2022

      https://youtu.be/99Vg6ZC6Nhg
      (video del giornalista Reichelt sulla Merkel, in tedesco, di due giorni fa)

      Al minuto 0:21 chiunque può farsi un'idea dell'atteggiamento della Merkel nei confronti della Germania: la Merkel vede che qualcuno sventola la bandiera tedesca, gliela strappa di mano e la mette in disparte, scuotendo la testa in segno di disapprovazione.

      Al minuto 10:42, alle Nazioni Unite, una testimonianza dell'arroganza teutonica. Il 26 settembre 2018 il Presidente Trump fa presente che la Germania si era resa dipendente dalla Russia per l'approvvigionamento di energia. Il delegato tedesco risponde a Trump con un sogghigno altezzoso. Trump invece aveva ragione.

      Il giornalista Reichelt, ex autore di grido della Bild Zeitung, riassume così il suo giudizio sulla Merkel: se qualcuno avesse voluto danneggiare la Germania, si sarebbe comportato come lei. Ricordiamo, fra le altre cose, che la Merkel decretò la fine della produzione di energia nucleare in Germania, senza però mettere in atto alternative valide volte all'autosufficienza energetica.

    3. danone 4 settembre 2022

      Pfef, il mio sulla Merkel è più un auspicio, una speranza che lei non sia così cloaca interiore come lo sono gli altri.
      Che abbia dovuto anche lei seguire le direttive di chi le impone a quelli del suo livello, è indubbio, se no fine carriera o qualcos'altro.
      Sottolineo semplicemente la curiosa coincidenza del suo pensionamento politico, coincidente con la vigilia dell'inizio della svolta bellica, autistica e delirante, dell'occidente atlantista.
      E' indubbio che lei sapesse e il fatto che la sua fuoriuscita dagli ambienti nella parvenza decisionali, secondo me non è fortuita o casuale.
      Forse non si vuole appesantire il suo karma oltre misura.

    4. Rama 4 settembre 2022

      Io pure penso che la Merkel (che l'ho incontrata 2 volte) e stata un grosso "animale" politico, ha suoi sbagli ma dentro non e inumana.

    5. nicolass 4 settembre 2022

      ci mancava solo l'elogio alla Merkel .. mhaaa

    6. Bertozzi 4 settembre 2022

      Beh sono in molti a lasciare la nave prima del disastro e dopo aver scempiato il più possibile - anche per evitare magari di dover rendere conto dello scempio - vedi Merkel, Draghi, Johnson, Fauci...
      Il fatto che si auto-pensionino a me suona come un " boh, io il mio l'ho fatto nella merda il più possibile vi ci ho messo, e adesso tal merda se la smazzi qualche guittino o lustrascarpe buono da farci il brodo " (meloni, letta Salvini ecc..)

    1. AlbertoConti 3 settembre 2022

      L’Armageddon energetico dell’Europa parte da Berlino e da Bruxelles, cioè da Washington.

      “Ccà nisciun è fess”

    2. Jocondor 3 settembre 2022

      Purtroppo invece la consapevolezza della manovra da agenda 2030, in corso, è bassissima.

    3. Senna 3 settembre 2022

      Infatti, tutte marionette e servi striscianti dei padroni della Nato!

    4. absitiniuriaverbis 4 settembre 2022

      Parto dal tuo “Ccà nisciun è fess” che è altrettanto potente come il 'segui il danaro' e mi domando:
      - cosa ci guadagna l'Europa dalla situazione in corso? Un quasi suicidio senza nessuna contropartita? Perché dovrebbe farlo e lo sta facendo? Cos'è che non si vede?

      Mi dimentico dell'Europa e vado sulle sue marionette filoguidate:
      - cosa ci guadagnano le marionette? Siamo al 'tengo famiglia'? Tutte prezzolate?

      Mi dimentico dell'Europa e delle marionette e vado sui burattinai.
      I burattinai al potere hanno bisogno di fondi e moltissimi per fare che?
      - Contrastare Cina e Russia? E con quale valuta vogliono contrastarle?
      - Chi acquisterebbe da loro armi e bagagli ed energie per una guerra guerregiata? L'Europa che non c'è piu' con denaro preso in prestito? L'Europa carne da cannone quella del quarto mondo?

      Quali leve hanno i burattinai per convincere le marionette della necessità di ridurre in 'poveri e felici' i sudditi?
      Quali leve hanno gli USA&getta per convincere l'Europa che il suo sacrificio è inevitabile?

      I bambini fanno sempre un sacco di domande e hanno sempre un 'perché?' in gola.

      “C'è chi per stare bene ha bisogno che stiano bene anche gli altri, e chi per stare bene ha bisogno che gli altri stiano male. Questi stanno bene quasi sempre, quelli quasi mai.”
      Si, è solo una frase e non basta.

    5. nicolass 4 settembre 2022

      tutto questo panegirico quando la risposta alle tue domande è una sola.. cosa ci guadagnano?Molto direi... gli Usa e le élite che vi si celano dietro hanno un disperato bisogno di distruggere economicamente la vecchia Europa per recidere il cordone ombelicale che la tiene ancorata al resto dell'Eurasia... una saldatura infatti politica ed economica lungo l'asse Berlino, Mosca, Pechino condannerebbe gli Stati Uniti all'irrilevanza in termini geo politici e questo le élite dominanti non possono permetterlo.. non possono permettere che l'Europa prosperi grazie alle materie prime russe e all'artigianato cinese... e hanno escogitato un solo modo per impedirlo.. distruggere l'Europa per renderla completamente dipendente dagli interessi americani

    6. absitiniuriaverbis 4 settembre 2022

      Ok, assumiamo che ti seguo, ma la vecchia EU cosa ci guadagna? Nulla?
      Allora, se EU non ci guadagna nulla, dici anche che tutte le marionette Europee e non (UK) sono state comprate?

      La storia dice che qualcuno o qualcosa in EU ci deve guadagnare.
      Tu ti faresti suicidare gratis? 😜

      Panegirico, scrivi: un suggerimento, parla dei miei commenti non di cosa ti sembrano. Cosa ti sembrano non aggiunge valore e può fermare la discussione che è il motivo per cui commentiamo.
      Io sono per discutere il merito delle opinioni, non per giudicare né la forma con cui sono espresse né per giudicare chi le esprime.
      Ognuno fa del suo meglio.

    7. danone 4 settembre 2022

      Non condivido Nicolass.
      Secondo me la Russia e la Cina, insieme al gruppo dei brics e loro simpatizzanti, sono già in grado di concorrere e battere, se vogliamo metterla così, l'egemonia occidentale.
      Per cui, sempre secondo me, la necessità di separare l'Europa dalla Russia, da parte degli USA, perchè altrimenti sarebbero minacciati nella loro egemonia, non è più valida oggi, era valida almeno fino a 10-20 anni fa, oggi non c'è più questa necessità, è stata superata dalla storia, che non si è fermata.
      Quindi la demolizione dell'Europa secondo me non è voluta per quel motivo, quindi non sono gli interessi politici ed economici made in Usa che la vogliono, ma altri, che io definisco genericamente, come le forze mondialiste occulte, e il loro scopo, presumibilmente è un cambio di paradigma mondiale, per superare la fase neo-liberista, a guida Usa.

    8. AlbertoConti 4 settembre 2022

      Il buon Giulietto tempo fa fece notare che uno dei più potenti gestori della moneta disse: "Noi ci troviamo ora in acque inesplorate, ed è impossibile prevedere gli effetti indesiderati di tassi d'interesse molto bassi, che si accompagnano a circa il 30% del debito globale degli Stati con rendimenti negativi, combinato con un quantitative easing su dimensioni gigantesche".

      A questo punto l'esplorazione di queste acque da parte dei banchieri è molto più avanzata, abbastanza da prevedere l'imminente catastrofe dell'impianto monetario-finanziario di Bretton Woods e suo successivo fallimento-evoluzione del 1971.

      Anzichè farsi travolgere, loro che sono i responsabili ormai avvezzi al ruolo di "padroni universali", pensano di cavarsela travolgendo noi, l'economia reale. In effetti fanno di tutto per anticiparne i tempi, sabotandola dai lockdown in poi. E già che ci sono pensano anche a come uscire dalla catastrofe economica, con un salto nel futuro tecnologico che consolidi ulteriormente il loro potere, incentivando le peggiori applicazioni distopiche.

      Questa mi pare un'ipotesi che prende forma e spiega molte cose che stanno già avvenendo. Occorre fermarli, svegliandosi dall'incubo.

      La questione geopolitica completa il quadro, ma è tutto sommato strumentale alla nuova agenda davosiana.

    9. AlbertoConti 4 settembre 2022

      "Quali leve hanno i burattinai per convincere le marionette della necessità di ridurre in ‘poveri e felici’ i sudditi?"

      Ad esempio le oltre cento basi militari USA-NATO sia in Germania che in Italia.
      (nel quadro più generale, vedi sopra mia risposta più lunga)

    10. absitiniuriaverbis 4 settembre 2022

      Questo commento che proponi dovrebbe prevedere che
      a) le marionette siano in qualche modo compensate o garantite nel loro futuro o in quello della loro progenie. Altrimenti perché dovrebbero dare corda ai burattinai?
      b) Inoltre dovrebbe dare per scontato che le marionette si fidino quasi ciecamente dei burattinai in merito alle promesse ricevute.
      c) E per chiudere il cerchio, le marionette dovrebbero essere in grado di assicurare che i sudfiti rimangano tali e non si sognino di assurgere a posizioni difformi da quella voluta.

      La prima (a) porterebbe configurarsi sul modello delle 'caste' tipo quello indiano. Possibile ed anche probabile, in fondo l'India è lì a dimostrare.
      La seconda (b) parrebbe possibile ma improbabile almeno nel giro di un pugno di generazioni. In un mondo di ladri, chi si fiderebbe a lasciare le porte aperte? Solo se non ci fosse nulla da rubare (poveri e felici)
      Al momento l'ultima delle tre ipotesi (c) è quella evidente.
      Ovvero la carne da cannone rimane tale, mentre tutti gli altri tipi di carne ragionano in termini di 'mors tua vita mea'.

      Una pianificazione ad un livello tale che che avrebbe dello straordinario. Possibile?
      Se fosse saremmo spacciati, alieni a parte. Sulla guerra civile non ci conterei.

    11. absitiniuriaverbis 4 settembre 2022

      Le basi sono li, innegabile.
      Diamo per scontato che possano diventare operative senza nessun supporto logistico fornito dal paese che le ospita?
      Difficile.
      E qualora le marionette fossero in accordo con i burattinai, i sudditi dovrebbero astenersi dalla guerra civile qualora i giochi fossero evidenti anche ai ciechi.
      Ipotesi possibile avendo un pugno di generazioni a disposizione per dis-educarle opportunamente.

    12. nicolass 4 settembre 2022

      Cosa ci guadagnerebbero i governanti europei dal suicidio economico e finanziario dell'Europa?.. niente di più e niente di meno dello scranno su cui sono seduti. Se credi che questi burattini asserviti all'egemonia americana si farebbero il minimo scrupolo
      a gettare sul lastrico i loro concittadini allora della vita non hai capito proprio nulla... se hanno le terga appoggiate su quegli scranni è proprio perché qualcuno ha deciso così e nessuno di questi pavidi rischierebbe il posto o la vita per fare gli interessi del popolino a discapito di quelli dell'élite dominanti.

    13. nicolass 4 settembre 2022

      non sono d'accordo... se fosse infatti come dici tu non ci sarebbe la necessità da parte dell'egemone americano di tentare in tutti i modi di mettere nell'angolo la Russia con la guerra in Ucraina come non ci sarebbe la necessità di contenere la crescita economica e commerciale della Cina anche a rischio di guerra nucleare dagli effetti devastanti.. Purtroppo la realtà che stiamo vivendo è ben altra e le élite finanziarie sono nel panico proprio perché hanno paura di perdere la loro egemonia finanziaria sul mondo a causa di quei paesi Russia. e Cina in primis che non vogliono sottostare ai loro diktat. Pensare che le élite finanziarie siano ben altre rispetto a quelle che minacciano la guerra in Ucraina come a Taiwan è a mio parere fuorviante e sbagliato.. ma come si dice chi vivrà vedrà

    14. Pfefferminz 4 settembre 2022

      C'è una divergenza di opinioni tra due grandi analisti di geopolitica, Ernst Wolff e Thomas Röper sull'appartenenza o meno di Russia e Cina al Grande Reset. Ernst Wolff è analista finanziario, autore di libri e divulgatore di temi che riguardano la moneta, Thomas Röper è un giornalista e scrittore che abita a San Pietroburgo, blogger dell'Antispiegel. Nel seguente, lungo articolo, Thomas Röper spiega perché secondo lui Russia e Cina NON sono parte integrante del Great Reset:
      https://www.anti-spiegel.ru/2022/sitzt-putin-mit-schwabs-weltwirtschaftsforum-co-in-einem-boot/
      Per Thomas Röper, BlackRock, Vanguard e diversi Hedgefonds non sono "Player", ma soltanto strumenti di chi sta dietro le quinte. Spiega come sia difficile risalire ai veri proprietari dei diversi pacchetti azionari e come grandi proprietà monopolistiche siano state smantellate all'inizio del secolo scorso (Standard Oil, ad esempio) e successivamente risorte sotto altre "sembianze" (non ultimo il freefloat). I grandi proprietari, multimiliardari, non sarebbero cambiati.
      Questo per rispondere a Ernst Wolff, per il quale Black Rock, Vanguard e Hedgefonds sarebbero player.
      Secondo Ernst Wolff, il fatto che la Russia stia per introdurre una moneta digitale, sarebbe un indizio di appartenenza al Great Reset. Thomas Röper risponde che la Russia non ha nessuna intenzione di abolire il contante e che anzi non ci sono limitazioni all'uso del contante come in Occidente. Inoltre, la nuova moneta digitale russa sarà coperta da beni tangibili come oro e petrolio.
      Putin inoltre NON sarebbe stato Young Global Leader, come sostenuto da diverse parti. Il video in cui Schwab lo sostiene, sarebbe manipolato, secondo Roeper.
      Nel corso delle sue ricerche per il suo libro "Corona Inside", Thomas Röper ha potuto ricostruire come agiscono certi player tramite fondazioni e NGOs, come scorrono i finanziamenti e come vengono collocate certe persone nei posti chiave.

    15. absitiniuriaverbis 4 settembre 2022

      Vediamo se capisco il tuo punto di vista: tu dici che quello che già hanno è sufficiente per consentire loro di infierire ulteriormente e senza limitazioni. Ovvero che sono sazi e che, bontà loro, si accontentano di quello che hanno già ricevuto per la loro obbedienza verso i burattinai.

      Tu ne sei sicuro, io no.

      A nome dei burattinai dovrei ringraziarti: bene, un problema in meno.

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