La Sinistra non dovrebbe votare per Macron

Il suo aggressivo programma ha messo in ginocchio la classe operaia

La Sinistra non dovrebbe votare per Macron

Thomas Fazi
unherd.com

Il 6 maggio 2017, Emmanuel Macron, appena eletto presidente della Francia dopo la sconfitta di Marine Le Pen, aveva fatto una promessa al popolo francese: che il Paese non avrebbe mai più visto un candidato di "estrema destra" raggiungere il secondo turno delle elezioni presidenziali. Cinque anni dopo, però, Macron è di nuovo di fronte alla Le Pen. E, questa volta, il divario è ancora più ridotto, con l'attuale presidente al 55% contro il 45% della Le Pen.

Per riuscire a ridurre questo divario, la Le Pen deve conquistare almeno una parte di quel 22% di elettori che al primo turno elettorale avevano optato per la "sinistra-populista" di Jean-Luc Mélenchon. Eppure, la posizione di Mélenchon sulla questione è chiara: "non dobbiamo dare un solo voto alla Le Pen," ha dichiarato la sera del primo turno, dopo aver espresso il suo sostegno a Macron. In una lettera ai suoi sostenitori, ha detto senza mezzi termini di credere che il presidente uscente sia l'opzione meno peggio a disposizione.

Tuttavia, non tutti i suoi elettori sono della stessa opinione. Come Alexandre, un 36enne che aveva votato per Mélenchon al primo turno, ha detto a BFMTV: "Sono fondamentalmente, ideologicamente di sinistra e sono anche profondamente umanista, ma voterò per Marine Le Pen." Non è il solo ad avere questa opinione: secondo la società di sondaggi Elabe, un terzo degli elettori di Mélenchon voterà probabilmente per la Le Pen al secondo turno.

Ma non dovremmo essere sorpresi che molti sostenitori di Mélenchon non siano d'accordo con il loro leader sul fatto Macron sia il male minore. Durante la sua presidenza, Macron ha perseguito senza sosta un'aggressiva agenda neoliberale che ha drammaticamente peggiorato le condizioni della classe operaia francese, mentre ha beneficiato enormemente le ricche élite del Paese e le grandi multinazionali, tagliando le tasse per i ricchi e per le grandi imprese, riformando il codice del lavoro per favorire gli imprenditori, riducendo la spesa sociale e perseguendo la "commercializzazione" di ogni settore della società francese.

Come ha detto un economista francese: "Macron è il candidato dell'1% più ricco o addirittura dello 0,1%." Questo non è solo un modo di dire: nel suo illuminante libro Crépuscule, lo scrittore e attivista francese Juan Branco racconta come i più potenti oligarchi e magnati dei media francesi avessero letteralmente "preparato" Macron fin dalla tenera età, usando tutto il denaro e l'influenza a loro disposizione per aiutarlo a diventare il più giovane presidente del Paese. Si è rivelato un investimento proficuo: negli ultimi anni, la Francia ha visto il più grande aumento del numero di milionari dopo gli Stati Uniti, con un terzo della ricchezza francese ora nelle mani di soli otto miliardari. Nel frattempo, le condizioni di vita dei più svantaggiati sono peggiorate e il numero di Francesi in povertà è aumentato.

Come se non bastasse, quando i sottoproletari francesi erano scesi in piazza per protestare contro le politiche repressive e classiste del presidente, dando vita al movimento dei Gilets Jaunes, Macron aveva risposto con una violenza spaventosa da parte della polizia, degna dei regimi più repressivi del mondo, che è costata ai manifestanti almeno 24 occhi e cinque mani.

Le proteste si erano spente solo perché la pandemia Covid aveva offerto a Macron, come ad altri leader di tutto il mondo, la scusa perfetta per lanciare politiche draconiane e autoritarie di controllo sociale, che, come Toby Green e io abbiamo documentato, hanno danneggiato soprattutto le classi lavoratrici. Come ha recentemente dichiarato Serge Halimi, direttore di Le Monde Diplomatique, quella di Macron è "la presidenza francese più 'illiberale' dei tempi moderni," dal momento che ha sfruttato la paura dell'insicurezza, del terrorismo, della Covid-19, ed ora della guerra in Ucraina, per "favorire una 'strategia d'urto' antidemocratica" volta a "governare con la paura."

E il futuro per i Francesi normali non sembra essere più brillante, perchè il manifesto elettorale di Macron è qualcosa di veramente unico: più tagli alle tasse per le grandi imprese, innalzamento dell'età pensionistica a 65 anni, l'obbligo per i beneficiari dei sussidi di disoccupazione di lavorare almeno 15 ore a settimana e il ritorno alle rigide regole di bilancio di Maastricht (cioè più austerità). Come nota Halimi: "Un secondo mandato per Macron sarebbe particolarmente pericoloso per la classe operaia, dato che non è in grado di candidarsi per un terzo." Senza l'influenza restrittiva di un'elezione futura ci sarebbero ben pochi ostacoli al progetto autoritario neoliberale di Macron.

Tutto questo porta alla domanda: perché un socialista come Mélenchon vorrebbe vederlo rimanere al potere? Per la maggior parte della sinistra, non solo in Francia, la domanda potrebbe apparire provocatoriamente retorica: beh, perché l'alternativa, la Le Pen, è ovviamente peggiore. Ma lo è veramente? O è semplicemente un caso di reazione pavloviana della sinistra al suono del suo nome? Gli argomenti di Mélenchon riecheggiano la tipica saggezza in voga tra la sinistra francese e tra i socialisti: l'agenda economica della Le Pen è altrettanto cattiva - cioè neoliberale - di quella di Macron, mentre il suo programma "culturale" (su questioni come l'immigrazione) è molto peggio.

Sarebbe un argomento abbastanza ragionevole - se solo fosse vero. L'idea che i programmi della Le Pen e di Macron, visti dalla prospettiva della sinistra-socialista, siano entrambi pessimi è semplicemente falsa.

La Le Pen ha castigato la logica "neoliberale" di molte delle proposte del suo concorrente - in particolare l'inasprimento delle condizioni per i beneficiari dei sussidi di disoccupazione e l'innalzamento dell'età pensionistica, proposte alle quali la Le Pen si è coerentemente opposta. Infatti, è francamente difficile vedere come qualcuno in buona fede possa descrivere il manifesto elettorale della Le Pen come neoliberale. Semmai, si tratta di un programma redistributivo moderato di orientamento keynesiano basato sull'interventismo statale, sulla protezione sociale e sulla difesa dei servizi pubblici. Le misure proposte includono il rafforzamento dei servizi pubblici, come gli ospedali, riduzioni generalizzate dell'IVA, aumenti salariali per gli operatori sanitari e di altri settori, esenzioni fiscali o trasporti gratuiti per i giovani lavoratori, la costruzione di 100.000 unità abitative di edilizia sociale all'anno, la ri-nazionalizzazione delle autostrade e una tassa sulla ricchezza finanziaria. Nulla di particolarmente radicale, ma non è certamente un programma neoliberale.

Non è una sorpresa che uno studio approfondito del manifesto della Le Pen da parte del Centro di Ricerca Politica di Sciences Po, uno dei più grandi e influenti centri di ricerca di scienze politiche in Francia, e sicuramente non un baluardo lepénista, abbia concluso che il suo programma politico è saldamente "a sinistra dell'asse economico" - molto più dell'agenda di Macron. È interessante notare che lo studio ha anche mostrato che l'elettorato della Le Pen condivide la sua visione economica di sinistra: alta fiducia nei sindacati, sfiducia nelle grandi aziende private, rifiuto di ridurre il numero dei dipendenti pubblici. Nel complesso, una maggioranza schiacciante dei sostenitori della Le Pen è d'accordo con l'idea che "si dovrebbe prendere ai ricchi per dare ai poveri."

In effetti, è dolorosamente ovvio che il manifesto economico di Mélenchon ha molto più punti in comune con quello della Le Pen che con quello di Macron. Sì, il programma di Mélenchon ha una maggiore enfasi sui salari e sui diritti dei lavoratori, come è prevedibile, ma l'orientamento generale è simile. Mélenchon e la Le Pen sono entrambi molto critici nei confronti dei "passaporti vaccinali" di Macron e hanno promesso di abrogarli se eletti. E i due leader condividono la stessa avversione per la globalizzazione e, in particolare, per l'Unione Europea - di cui invece Macron è un convinto sostenitore. Entrambi sostengono anche il ritiro della Francia dalla NATO.

La più grande differenza tra i due riguarda l'immigrazione. Mentre il manifesto di Mélenchon chiede di "accogliere gli immigrati con dignità," la Le Pen vuole "riprendere il pieno controllo dell'immigrazione," inasprendo le regole per l'acquisizione della nazionalità francese, concedendo l'accesso prioritario a certi servizi sociali ai cittadini francesi e deportando gli stranieri che delinquono o che scelgono di rimanere disoccupati. Ha anche preso una posizione dura contro il radicalismo islamico.

Ora, si può benissimo non essere d'accordo con queste politiche, ma demonizzarle come "fasciste," come ora fanno ora molti nella sinistra, è semplicemente ridicolo. Dopo tutto, la nozione che uno stato dovrebbe dare la priorità al benessere dei propri cittadini sarebbe stata considerata ovvia fino a non molto tempo fa, anche tra i partiti e gli elettori di sinistra, come nota Sahra Wagenknecht, ex leader del partito tedesco della sinistra radicale Die Linke, nel suo ultimo libro Die Selbstgerechten ("I giusti").

Ma, soprattutto, Macron è davvero così migliore della Le Pen in questo senso? Come ha scritto Pauline Bock sul Guardian, Macron stesso ha adottato una posizione molto "dura sull'immigrazione, ha ordinato agli agenti di polizia di distruggere le tende dei rifugiati a Calais... ha reso omaggio al 'grande soldato,' il Maresciallo Pétain... e ha concesso interviste a pubblicazioni di estrema destra." In effetti, nel febbraio 2021, affrontando la Le Pen in un programma televisivo, il ministro degli interni di Macron, Gérald Darmanin, l'aveva persino accusata di essere "troppo morbida sull'immigrazione."

Sembra quindi che la maggior parte degli argomenti di Mélenchon (e della sinistra francese) sul fatto di dover preferire Macron alla Le Pen non reggano all'esame: il primo è incomparabilmente peggiore, cioè più "di destra," della Le Pen sul fronte economico e, probabilmente, quasi altrettanto "cattivo" della sua rivale (da un punto di vista standard "progressista") sul problema della gestione degli immigrati. Indipendentemente da quello che si può pensare della Le Pen - io non sono un suo sostenitore e, se vivessi in Francia, il mio voto andrebbe a Mélenchon - sembra abbastanza chiaro che la classe operaia francese starebbe molto peggio con un secondo mandato di Macron.

In definitiva, tutta questa vicenda racchiude davvero il motivo per cui la scissione destra-sinistra non ha più molto senso. Nessun Paese lo esemplifica meglio della Francia – la nazione che per prima che aveva inventato i concetti politici di sinistra e destra. Questo perché i partiti nominalmente di sinistra e progressisti si sono radicalmente spostati a destra in termini economici e hanno abbandonato la politica di classe in favore della politica dell'identità, mentre, allo stesso tempo, i partiti nominalmente di destra si sono spostati a sinistra nello spettro economico. Ma, anche quando i partiti politici hanno sfidato la tradizionale dicotomia destra-sinistra (Macron, Le Pen e Mélenchon hanno tutti insistito, a modo loro, sul fatto che la politica di destra-sinistra è finita, con Mélenchon che si è dato molto da fare per "de-neoliberalizzare" la politica di sinistra) queste etichette hanno continuato a dimostrarsi molto difficili da scrollar via.

Questo è in definitiva il motivo per cui un socialista come Mélenchon non riesce ancora a scegliere la "destra" Le Pen rispetto al nominalmente "progressista" Macron, anche se l'agenda economica della prima è molto più a sinistra. Questo spiega anche perché Macron sarà probabilmente eletto per un secondo mandato, con conseguenze disastrose per le classi lavoratrici e medie francesi.

Naturalmente, gli elettori della Le Pen probabilmente affronterebbero lo stesso dilemma se fosse Mélenchon a correre contro Macron. Ma questo dimostra solo come la scissione destra-sinistra sia diventata una cortina fumogena destinata a rendere praticamente impossibile qualsiasi sfida seria allo status quo.

Finché i partiti politici e gli elettori continueranno ad attribuire maggiore importanza ad etichette sempre più insignificanti, piuttosto che alle politiche che partiti ed elettori effettivamente sostengono, ogni prospettiva di rovesciare personaggi come Macron sarà probabilmente vanificata - con grande gioia delle classi dominanti.

Thomas Fazi

Fonte: unherd.com
Link: https://unherd.com/2022/04/the-left-should-not-vote-for-macron/
22.04.2022
Tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (36)

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Mostra commenti 36 caricati
    1. jeints 23 aprile 2022

      Se i francesi votano Macron significa che non stanno cosi' male.

    1. carla 23 aprile 2022

      Cavolo, ditelo ai sinistri francesi voi di CDC.
      Non hanno ancora capito che il nazismo è tra noi (vedi il rag.fantocci che appoggia e arma elensky)

    1. Eugiorso 23 aprile 2022

      Impostazione sbagliata, infatti chi ha scritto l'articolo confessa che se votasse in Francia avrebbe votato al primo turno per mélenchon ...
      Quest'ultimo è un imbroglione, come lo erano quelli di rifondazione comunista o i comunisti italiani anni fa in Italia, solo che lui rastrella molti più voti e così l'imbroglio diventa efficace, gli riesce.
      Faccio un esempio: anni fa in Italia, quando imperversava la "svalutazione interna", i contratti nazionali di lavoro erano truffe, marchionne (fortunatamente morto, ma troppo tardi) i comunisti superstiti proponevano in parlamento di far pagare alla chiesa cattolica il costo dei cappellani militari, nonché, mi pare, le pensioni ... Era un modo vigliacco per non disturbare il manovratore ultraliberista, al quale di nascosto leccavano la suola delle scarpe, ma anche un modo per mantenere qualche voto e qualche seggio (lucroso) facendo leva sull'anticlericalismo tradizionale dei comunisti superstiti più stupidi.
      Lo squallido mélenchon, invece, sembra giocare più in grande, sempre a favore dell'élite ultraliberista: si propone come alternativa, sa di perdere e di "dover perdere", ma poi nel secondo turno fa di tutto per far affluire i suoi voti al candidato elitista e anti-operaio, uno dei peggiori che si possano immaginare ... La sua parola d'ordine è non dare un solo voto alla Le Pen, che è la prima cosa che questo piccolo imbroglione sinistroide ha dichiarato, subito dopo il primo turno.
      La domanda è: cosa gli avranno promesso i suoi padroni, che sono gli stessi di macron? Qualche ministero di second'ordine o addirittura un ministero, magari non chiave, tutto per lui?

      Cari saluti

    2. Arian Van Heisen 23 aprile 2022

      Magari qualche megayacht tipo quelli permessi dal Comunista Putin agli Oligarchi russi qualche Megavilla come quelle che accumulato il clown Zelenski insomma i soliti comunisti radical chic uguali a tutti le latitudini.

    1. Arian Van Heisen 23 aprile 2022

      "Finché i partiti politici e gli elettori continueranno ad attribuire maggiore importanza ad etichette sempre più insignificanti, piuttosto che alle politiche che partiti ed elettori effettivamente sostengono, ogni prospettiva di rovesciare personaggi come Macron sarà probabilmente vanificata – con grande gioia delle classi dominanti "

      Esattamente è l' applicazione dei contenuti che è determinate in questo senso milioni di cittadini ricevono sussidio di disoccupazione più conveniente di un normale stipendio base , questi hanno votato prevalentemente per la sx. e Melenchon quest' ultimo a dimostrazione dell' ambiguità sinistroide invece di indirizzare il voto verso la dx. sociale di Marine la ha addirittura esclusa --!
      

    2. Rnamessaggero 23 aprile 2022

      Arbeit macht frei altro che sussidi di disoccupazione eh?!

    3. MarioG 24 aprile 2022

      Pur di fare la sua battuta greve, sponsorizza anche il sistema dei sussidi e dei vari redditi di "cittadinanza".
      Non sarà il lavoro fine a sè stesso a rendere liberi. Godere dei frutti del proprio lavoro (e a monte della possibilità di esercitarlo) rende liberi.
      I 'sussidi' no, non rendono liberi; rendono semi-pasciuti, ma non liberi.
      Non so se il proletariato sia classe rivoluzionaria; certamente il sottoproletariato non lo è...

      Comunque manteniamo alta la guardia. Fortuna che Melenchon vigila sul proprio bacino elettorale; non sia mai che Marine stampi sui cancelli di Francia:
      'Le travail vous libere'

    4. Arian Van Heisen 24 aprile 2022

      Il lavoro rende liberi perchè ti permette l' indipendenza
      ti forma, crei lavoro per altri, contribuisci e ti rendi utile creando ricchezza per la società.

    5. Rnamessaggero 24 aprile 2022

      A morte i bisognosi eh?! Una zavorra per la società eh ?! Per non parlare dei paralitici eh?!

    6. Rnamessaggero 24 aprile 2022

      Il sussidio non è un vitalizio parlamentare, se riusciamo a vedere questa differenza, forse troviamo un punto in comune dal quale partire per approfondire il discorso.

    1. Rnamessaggero 23 aprile 2022

      A guardare le limature della Le Penna Biro viene solo da ridere. Calcolando che rispetto a quanto dice e racconta in campagna elettorale un politico, a quanto in realtà potrà poi fare, la differenza tra i due di destra è a minimo scarto.
      L' europa è piena di posti liberi per politici di sinistra, prego si facciano avanti i critici da terminale, così finalmente capiscono che cosa è la destra e che cosa significa essere sotto un regime militare occupante, bombarolo, atomico e perdindirindina anche anticomunista, che vede la democrazia alla stessa stregua del comunismo, perché se li lasci votare, finisce che ti votano a sinistra, quindi delle due l' una: o togli il voto o togli i politici di sinistra ( o meglio, lasci il politico, gli togli la tendenza a sinistra, così gli esperti in sigle continuano a chiamarlo di sinistra ).

      Saluti al Sarmat, politico di sinistra.

    1. Nestor Halak 23 aprile 2022

      LA SINISTRA NON DOVREBBE VOTARE PER MACRON
      Direi di no, ma temo che lo farà.

    2. Arthur 23 aprile 2022

      Ho notato su internet molti commenti di francesi di sinistra che avrebbero intenzione di votare Le Pen.
      Forse stavolta Le Pen potrebbe prendere più voti.
      L'altra volta è finita 66-67 Macron e 33-34 Le Pen.
      Vediamo cosa faranno i francesi.

    3. Arian Van Heisen 24 aprile 2022

      Arthur, ti informo che la Meloni non appoggia Marine anzi ha dichiarato che è contraria alla sua Politica in Eu
      quindi fai tu chi è asservita alla Finanza giudaica e chi no..!

    1. Nippur 23 aprile 2022

      La sinistra ha sempre fatto il gioco del grande capitale, da cui riceve prebende e benefici.
      Quando lo capirete sarà un grande giorno.

    2. Arthur 23 aprile 2022

      La sinistra ed il grande capitale hanno in comune compasso e grembiulino.
      Purtroppo la base elettorale della sinistra non ci arriva proprio.

    1. MarioG 23 aprile 2022

      Il "socialista" Melenchon invita a scegliere l'oligarca Macron per salvaguardare l'immigrazione. Macron neoliberista? Inezie, le priorità sono priorità.
      La Sinistra è così, dappertutto.
      Ah no, "ma questa non è la sinistra!".
      Vero, e comunque la Le Pen è una fascista!

      (Naturalmente la mano sul fuoco ormai non si mette per nessuno. Il rischio concreto è che una Le Pen diventi indistinguibile da un Macron, "male minore" secondo Melenchon. Ma il sinistrato medio è rimasto alla paura delle adunate 'oceaniche').

    2. Arthur 23 aprile 2022

      Il "socialista massone" Melenchon...

      Il tizio ha dichiarato espressamente, in una sua biografia, di essere massone.

    3. BrunoWald 24 aprile 2022

      " Ma il sinistrato medio è rimasto alla paura delle adunate ‘oceaniche’)."

      Sennò, che sinistrato sarebbe? :-)

    1. LuxIgnis 23 aprile 2022

      “C’è pur qualcuno che non credeva agli untori, ma non poteva sostenere la sua opinione contro l’opinione volgare diffusa. Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune.”

      Manzoni

    2. Rnamessaggero 23 aprile 2022

      Quando si dice sino alla noia: "niente di nuovo sotto al sole".
      Non esiste il destino ma niente succede per caso.

    3. LuxIgnis 23 aprile 2022

      E vaglielo a far capire a quelli che vedono congiure sinistre dappertutto quando la verità è molto più semplice e anche molto più drammatica.

    4. Arian Van Heisen 23 aprile 2022

      Ma dai che ti nascondi dietro un simbolo quando poi sei un nostalgico della Bandiera Rossa e credi Putin Comunista quando nomina i suoi amici Oligarchi facendoli Miliardari..tu ed il tuo compagno RNA comunisti a convenienza..! o CriptoComunisti

    5. LuxIgnis 23 aprile 2022

      Io non sono comunista. Sono anti capitalista casomai.
      Ma ammetto che i destri mi fanno più schifo, per tante ragioni. Una su tutte che i destri hanno sempre appoggiato il capitalismo. Sempre.

    6. Arian Van Heisen 23 aprile 2022

      Scusa mi sembrava di aver letto un tuo Post dove rimpiangevi la Bandiera Rossa al posto di quella Russa odierna.
      Comunque allora non ti dovrebbero piacere
      nemmeno Putin o i Cinesi perchè sono Nazionalisti e collaborano con i Capitalisti
      invece noto che Putin ti piace come i Cinesi.
      insomma terminando tu sei per l' etichetta ::!
      sx. bene dx. male
      poi i contenuti non contano.

    7. LuxIgnis 23 aprile 2022

      E che non puoi capire come ragiona un uomo libero visto che tu sei uno schiavo.
      Putin non mi piace di per sé ma ha fatto e sta facendo delle cose giuste per il suo popolo, e quindi ha il mio appoggio.
      Lo stesso vale per i cinesi che con quelle politiche hanno portato 1 miliardo di analfabeti alla fame ad avere per lo meno una vita dignitosa.
      I contenuti contano eccome come vedi, siete voi che non ne avete.

    8. Rnamessaggero 23 aprile 2022

      Mentre per l' etichetta tu sei un nazodestro che non potendo usare la violenza fisica se la gioca come troll di rete, talmente scemo dal credere di offendere dando del comunista o putiniano, sei solo un filo americano di merda come tutti i guerrafondai.

    9. Rnamessaggero 23 aprile 2022

      Non ne ha perché non gli servono, la sua funzione è solo quella di troll disturbatore, va usato come sacchetto per immondizia verbale e no altro.

    10. Arian Van Heisen 23 aprile 2022

      scusa eh Lux .. ma fa ridere la tua ris posta anzi la solita mmmhhh... divagazione...! chiamiamola così, insomma odi la dx non per l' etichetta ma scrivi : " che i destri hanno sempre appoggiato il capitalismo. Sempre. "
      allora Putin e la Cina che li apoggiano da poco invece vanno bene ..!
      ahahahah..!

      Ecco cosa siete voi di sx. dei voltagabbana..! naturalmente non tutti
      salvo qualche eccezione tipo Diego Fusaro,,!

      Arian capisce poco...!
      me lo dice anche la mamma.
      Tu sei libero solo dalla veritas e schiavo della tua ideologia incrostata siccome non vuoi ammetterlo che il comunismo è fallito di rifugi in rivincite contro un nemico immaginario che ti sei creato nel tuo subconscio la dx. anche se questa ha gli stessi obbiettivi sociali di una vera sx. non venduta.

    11. MarioG 23 aprile 2022

      Anche Marx ha sempre appoggiato il capitalismo; schifava abbastanza la società feudale e contadina predente.
      Marx vedeva il grande progresso del Capitalismo e confidava in esso per giungere alla fase successiva con tanta naturalezza. Vabbè, poi gli esiti sono sempre difficili da conoscere in anticipo...

    12. Rnamessaggero 23 aprile 2022

      Devi ancora capire la differenza tra capitalismo e gestione del capitale, pivello dialettico da quattro soldi, il problema è che ai carenti come te è praticamente impossibile spiegare anche le semplici banalità. Quelli come te hanno creduto per otto anni che bombardando alla caxxo il Donbas gli sarebbe andata liscia.
      Fanatico patetico, ora soffri, si vede.

    13. Arian Van Heisen 23 aprile 2022

      Si Marx predicava bene, ma razzolava male
      da bravo Giudeo e comunista .." Il mio è mio il tuo è di tutti " ed invece di andare in Russia a fare la rivoluzione se ne stava a London insieme ai suoi fratelli Massoni.

    14. LuxIgnis 23 aprile 2022

      Insomma. Ma se credeva, a torto, che il capitalismo alla fine sarebbe collassato su se stesso?
      Oh, forse nemmeno tanto a torto, visto in senso più ampio.

    15. Nippur 24 aprile 2022

      Semmai sarebbe il contrario.

    16. BrunoWald 24 aprile 2022

      Che squallidi gli insulti in rete... Certe cose si dicono guardandosi negli occhi, quando si è alla portata di un sano cazzotto nei denti. Altrimenti è il caso di astenersi, come faccio io persino quando tratto con certe persone.
      Se lo schifi tanto, ignoralo e basta, invece di rispondergli compulsivamente. Oltretutto fai il suo gioco: non lo consideri un troll?

    17. Rnamessaggero 25 aprile 2022

      Gli restituisco le offese alle quali ha dato inizio sto demente. Si lo so è un troll ma è anche filonazista, quando ho tempo, mi limito nella restituzione del servizio che lui offre, quello del disturbo, facile disturbare ed essere lasciati indisturbati.
      Come tu sai benissimo, questo ambiente non si presta ai confronti d' eccesso personale, ognuno dovrebbe dire la propria restando a debita distanza.
      Ciao Bruno, è sempre un piacere.

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