La resistenza irachena rivela come costringerà le truppe statunitensi a lasciare il paese

Moon of Alabama
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Ieri gli Stati Uniti hanno attaccato cinque siti in Iraq e hanno ucciso 3 soldati iracheni della 19a Divisione, due poliziotti ed un civile. Gli attacchi si sono verificati dopo che oltre 10 missili, lanciati da sconosciuti, avevano colpito la base congiunta di Camp Taji e avevano ucciso 2 soldati statunitensi ed uno britannico.

Oggi gli Stati Uniti sono stati ripagati dei loro atttacchi.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha sostenuto che “l’attacco di precisione difensivo” contro i cinque siti ha creato un deterrente, avrebbe cioè impedito altri attacchi:

Riteniamo che ciò avrà un positivo effetto di deterrenza, dissuaderà da attacchi futuri di questo genere. Abbiamo visto in passato che cosa succede quando non si reagisce. Ora la gente sa che noi non lo faremo, che non tollereremo questi attacchi diretti alle truppe americane o a quelle della coalizione e che abbiamo la volontà e la possibilità di rispondere.

Anche gli analisti più guerrafondai trovano che questo modo di pensare sia una sciocchezza.

Gli Stati Uniti affermano che è stato il gruppo Kataib Hezbollah, che fa parte delle forze di mobilitazione popolari (PMF) e che è sotto il comando del governo iracheno, ad aver lanciato i missili. Ma le posizioni colpite dagli Stati Uniti non erano quelle di Kataib Hezbollah. L’intelligence degli Stati Uniti in Iraq non è aggiornata sulla dislocazione delle unità di Kataib Hezbollah o su quelle delle altre 20 e più formazioni delle Unità di Mobilitazione Popolare (PMU).

TØM CΛT – 12:05 UTC · Mar 14, 2020

Dopo aver chiesto ad una fonte militare della 19° Divisione informazioni sulle installazioni di Al-Atheer e sulla presenza di “missili iraniani,” la risposta che ho ricevuto è stata che la formazione di Kataib Hezbollah si era ritirata da quella posizione più di una settimana fa e che il suo posto era stato preso dalla divisione irachena.

Quindi, il sito di Mussayib era occupato dall’esercito iracheno.

Le forze britanniche avrebbero dovuto unirsi all’attacco statunitense di ieri, ma il Wall Street Journal afferma che gli [aviogetti] inglesi erano stati fermati dal loro governo perché l’attribuzione dell’attacco missilistico a Kataib Hezbollah non era sicura e quindi non esistevano giustificazioni legali per le azioni di rappresaglia.

Il governo iracheno ha annunciato che avrebbe protestato presso le Nazioni Unite per la violazione della propria sovranità da parte degli Stati Uniti. L’Ayatollah Sistani ha condannato l’attacco degli Stati Uniti e persino il Comando Operativo Congiunto Iracheno, che include ufficiali statunitensi addetti al coordinamento delle operazioni, ha protestato contro gli attacchi.

Il parlamento e il governo iracheni hanno intimato agli Stati Uniti di lasciare l’Iraq. L’amministrazione Trump non è disposta a farlo. Di conseguenza, altri soldati statunitensi dovranno morire in Iraq.

La prova che gli attacchi di “deterrenza” non avevano dissuaso nessuno è arrivata oggi, quando un’altra salva di razzi è stata lanciata contro Camp Taji in pieno giorno:

Sabato mattina una grandinata di razzi si è abbattuta su una base militare a nord di Baghdad che ospita truppe degli Stati Uniti e della coalizione, ferendo tre soldati della coalizione e due soldati iracheni.

La stessa base di Camp Taji era stata oggetto, mercoledì scorso, di un attacco missilistico che aveva ucciso tre militari, due americani ed un britannico.

Gli Stati Uniti in Iraq non stanno combattendo qualche formazione “appoggiata dall’Iran,” ma sono una forza di occupazione e quindi un obiettivo legittimo per le forze governative irachene:

“Non possiamo dimenticare che la Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) sono un’entità riconosciuta all’interno delle forze di sicurezza irachene; non sono separate dalle forze di sicurezza e spesso si trovano nelle stesse basi o usano le stesse strutture,” ha detto Sajad Jiyad, ricercatore ed ex direttore generale del Bayan Center, un think tank con sede a Baghdad.

“Ora i gruppi (appoggiati dall’Iran) che avevano sostenuto l’attacco iniziale a Taji, e che non avevano avuto nessun problema ad ammetterlo, si sentiranno obbligati, autorizzati, forse persino legittimati a rispondere, all’apparenza per proteggere la sovranità irachena ma, in realtà, per tenere alta la pressione sugli Americani,” ha detto.

“Non ci sono più linee rosse,” ha aggiunto Jiyad.

(Scommetto 10 dollari che quell’”(appoggiati dall’Iran)” non proviene da Sajad Jiyad ma è stato aggiunto dall’articolista o dall’editore di NBC/AP. Sajad Jihad sottolinea spesso che questi gruppi hanno motivazioni e mezzi per agire da soli).

(Nota aggiuntiva: Sajad Jihad mi ha appena confermato che l’aggiunta politica tra parentesi non è sua ma è stata inserita dagli articolisti di NBC/AP).

La polizia irachena ha scoperto il sito di lancio da cui era partita la salva di razzi odierna. Le immagini la dicono lunga su come continuerà questa lotta, fino a quando le forze di occupazione statunitensi non avranno lasciato l’Iraq.

Fonte
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Si tratta di una postazione fissa nascosta sotto un tetto. Probabilmente era stata costruita mesi, se non anni fa. I contenitori dei razzi erano stati interrati nel pavimento di un capannone. Erano già stati orientati nella direzione prevista per l’attacco. Per lanciare i razzi è bastato semplicemente rimuovere la parte anteriore del tetto, sollevare il lanciarazzi e impostare la regolazione dell’alzo. Una persona sola sarebbe in grado di farlo in pochi minuti. Il comando elettrico di accensione potrebbe essere dato da remoto, via filo o tramite un telefono cellulare.

L’allestimento della posizione ricorda quelle di Hezbollah in Libano e quelle di Hamas a Gaza. I costruttori di questa postazione di lancio in Iraq sembrano essere stati addestrati da personale esperto.

Vista l’esistenza di questa postazione ben preparata e puntata contro Camp Taji, quante altre potrebbero essercene? Dieci? Cento? O addirittura mille? Quante ne esistono nelle altre località irachene dove sono di stanza le truppe statunitensi?

Gli attacchi precedenti erano stati lanciati da piattaforme mobili. Che la resistenza irachena abbia appena rivelato uno dei suoi siti di lancio fissi è un gesto intenzionale. È un avvertimento per gli Stati Uniti affinché rifletta sulle domande di cui sopra e sulle potenziali conseguenze.

Questi siti di lancio segreti sono una vera deterrenza. Nel 2006 Israele aveva attaccato Hezbollah in Libano con l’intenzione di disarmare il gruppo. Ma le postazioni difensive di Hezbollah erano solide e, ogni giorno, centinaia di missili venivano lanciati contro le posizioni israeliane. I bombardieri israeliani avevano cercato di localizzare i siti di lancio, ma questi erano nascosti e non rilevabili dall’aria. Alla fine, era stata Israele a dover chiedere la pace. Da allora, le sue forze non hanno più osato entrare in Libano.

Gli Stati Uniti in Iraq non hanno modo di proteggere le proprie truppe da tali, imprevedibili salve di missili. Non hanno alcun modo per scoraggiare o addirittura vincere contro le forze che stanno lavorando per cacciarli dall’Iraq e da altre località del Medio Oriente.

Alla fine dovranno riconoscerlo ed andarsene.

Moon of Alabama

Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2020/03/iraqs-resistance-reveals-how-us-troops-will-be-removed-from-its-country.html#more
14.03.2020