La nuova telenovela: la cronaca di guerra

AVVISO PER I LETTORI: Abbiamo cambiato il nostro indirizzo Telegram. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale ufficiale Telegram .

di Tiziano Rosano

ComeDonChisciotte.org

Non ho mai creduto nell’informazione di massa, ossia in quel tipo di informazione che tratta i fatti come prodotti e che deve fabbricarne e venderne un numero minimo ogni giorno. Certamente la realtà è un insieme di fatti e ogni fatto è notizia e questo non sarebbe un problema se ogni evento fosse analizzato scevro da interessi economici e ideologici. Io non credo nei mezzi di informazione di massa ma non in base al principio, seppur sacrosanto, di non fidarsi di chi galleggia nel pantano dei conflitti di interesse; io non ci credo come un compratore non crede ad un venditore che lo ha appena ingannato. Se andassi da un macellaio il buon senso mi direbbe di informarmi se egli tratti buona carne o di cattiva qualità, e potrei fare questo anche semplicemente osservando la carne in vetrina. Altrimenti, potrei fidarmi perché è segno di bontà di cuore il fidarsi degli altri. A questo punto, se la carne non fosse buona o se addirittura fosse marcia, sarei un folle a continuare a rifornirmi da quel macellaio. Così come un macellaio vende carne, un telegiornale vende notizie; piuttosto, io considero il telegiornale moderno la pubblicità delle idee. Allo stesso modo, il buon senso direbbe di informarsi sulla qualità delle notizie. Adesso ci sono innumerevoli esempi che dimostrano come molti mezzi di informazione abbiano ingannato il popolo. C’è un detto che dice: ingannami una volta e lo stupido sei tu, ingannami due volte e lo stupido sono io. Chiunque si affacci nel campo dell’informazione indipendente o chiunque abbia la briga e lo zelo di controllare le fonti, di studiare, di ascoltare il parere di intellettuali ed esperti indipendenti, si accorge facilmente, molto facilmente, di come la televisione sia il Truman show e i maggiori giornali siano strumenti faziosi di propaganda. La propaganda è una strategia comunicativa per la trasmissione di messaggi e idee in modo implicito, attraverso lo scudo di una notizia. In realtà è molto simile al messaggio subliminale o alla pubblicità occulta. Parlando di telegiornale come di pubblicità delle idee, allora la propaganda è proprio questo. Un esempio di propaganda è la seguente notizia:

“Vergogna a Roma, fascisti e no vax assaltano sede CGIL” [1]

Qui è chiaro l’intento di associare le due categorie in una complicità criminale, al fine di peggiorare i caratteri già diabolici della seconda. È facilmente confutabile riflettendo su come esistano fascisti vaccinati e fascisti non vaccinati e come la categoria “Novax” sia puramente ideologica e politica. Se analizzassimo l’appartenenza religiosa degli assaltatori potremmo facilmente inserire “Cattolici” nel titolo:

“Vergogna a Roma, cattolici e no vax assaltano sede CGIL” o

“Vergogna a Roma, fascisti e cattolici assaltano sede CGIL”

E così con qualsiasi categoria che vogliamo demonizzare.

Continuare a fidarsi di chi è comprato, come spiegava Udo Ulfkotte, di chi è pagato per ingannarci e che ogni giorno dà occasione di mentire o manipolare la realtà, è un segno di poca considerazione di sé stessi. Non è neppure semplice guardare il telegiornale dall’alto del proprio spirito critico perché un bombardamento costante di notizie tendenziose e false finisce in ultimo per spezzare anche le difese più forti. L’ipnosi e il lavaggio del cervello sono tecniche molto potenti. Se consideriamo il modo di fare notizia di queste grandi industrie dell’informazione, notiamo una serie di strategie ricorrenti:

1) La prima e la più importante non è una forma di menzogna, al contrario si serve della verità, o meglio dell’esattezza, ma la seleziona all’interno di tante informazioni esatte o la isola e la separa da un contesto differente. Nel primo caso abbiamo il resoconto degli attacchi palestinesi, tacendo riguardo a quelli israeliani in Palestina. Nel secondo caso un attacco palestinese viene separato dal proprio contesto, ossia la risposta ad un attacco ben maggiore da parte di Israele. Questa tecnica, che è la più difficile da controllare poiché non deve utilizzare la menzogna e quindi non si presta a smentite, è anche la più potente.

2) Inutilizzo di fonti e distorsione dei dati. Questa tecnica è in realtà una forma di non giornalismo, per cui si omettono le fonti o si distorcono le dichiarazioni di qualcuno, nonché si estrapolano singoli dati da sistemi complessi. Dire che in terapia intensiva i “novax” muoiono 25 volte di più dei non vaccinati significa aver estrapolato un dato favorevole da una tabella complessa, che analizza età, numero di patologie, numero di vaccinazioni, infezioni precedenti, etc.

3) Stile impersonale e uso di nomi collettivi per riferirsi ai singoli. Questa tecnica permette di far apparire ogni evento come casuale e caduto dall’alto, liberando dalle responsabilità qualunque attore in gioco. Lo abbiamo visto, tragicamente, negli ultimi due anni di pandemia, per la quale erano il virus e la pandemia come ente pensante a causare ogni forma di danno, mentre i governi erano gli eroi della situazione. Un esempio è “ Come la pandemia ha aumentato la povertà ”, o in un altro ambito: “ L’impennata del prezzo dell’energia ”, come se questo fosse un motociclista. Per quanto riguarda il gruppo invece del singolo, un esempio vivente sono i martiri “novax”, oggetto di continua diffamazione, o ancora dichiarazioni del tipo “ I talebani decapitano una donna ”, che, lungi da me difendere i guerriglieri afghani, il termine “talebani” è “lo stesso usato per indicare gli studenti delle scuole coraniche in area iranica, incaricati della prima alfabetizzazione, basata su testi sacri islamici”. [2]

4) Rendere notizia l’opinione del cittadino. Questo va contro l’etica del giornalismo perché è fin troppo semplice intervistare un campione di persone e pubblicare solo quelle opinioni che sono d’accordo con la nostra idea.

5) Utilizzo di falsi. Lo vediamo oggi con la cronaca della guerra in Ucraina ma è l’arte più antica del mondo. Utilizzare immagini false, video di repertorio, addirittura tradurre male le parole dei cittadini intervistati. Tutto questo alimenta la gigantesca macchina della propaganda.

Si potrebbe continuare con altre tecniche ma arriviamo alla guerra, sfruttata a tal punto da divenire la nuova telenovela, la soap opera perfetta per chi crede che guardare il bollettino di guerra sia una forma di sensibilità e vicinanza verso le vittime, una responsabilità intellettuale, mentre in realtà questa dovrebbe giacere nello studio del passato e in forme coerenti di attivismo. Chi controlla il passato controlla il futuro, diceva Orwell e la chiave di tutto è dunque lì, nella Storia, volutamente occultata e mistificata. La conoscenza storica e filosofica eleva al di sopra delle parti, rende un osservatore veramente lucido, libero dalla trappola della dualità, del fazionismo, e gli dà gli strumenti di una comprensione profonda. Citare in causa lo storico tra Russia, Nato e Ucraina significa, per i maggiori giornali, fare della propaganda filorussa. Eppure, la possibile entrata in Nato ha creato una frattura all’interno dello Stato, una frattura che gli Stati Uniti hanno deciso, attraverso i loro uomini in Ucraina, di alimentare col sangue e che ha portato alla morte di più di 14000 persone. Nessuno si lamenta, nessuno vede niente di male perché è degli eroi democratici che stiamo parlando, gli eroi contro il demone dittatore. Nessuno vede l’ipocrisia e l’insensatezza della decisione UE di armare gli Ucraini, ripeto, armare. Nessuno si lamenta e tutti parlano di una guerra che è appena scoppiata, come atto folle di un dittatore folle. Dissotterrare il passato diviene profanazione e mancanza di rispetto verso i morti. Dov’erano negli ultimi otto anni tutti coloro che oggi riempiono i social con slogan (sacrosanti) contro la guerra? Dov’erano negli ultimi trent’anni?

La guerra esiste solo se appare in televisione, e appare in televisione solo se può vendere il sapone, se può mobilitare un apparato economico tale da divenire telenovela, guerra a puntate con colpi di scena e finali aperti. Molti giornalisti in giro stanno accostando la figura di Putin a quella di Hitler e i russi ai tedeschi. È a dir poco imbarazzante e la cosa più triste non è che non abbiano studiato un singolo documento storico ma che conoscono la storia e la distorcono per creare odio. L’odio vende sempre tanto. Inutile spiegare le motivazioni che hanno spinto il primo e che spingono il secondo alla guerra, ma per gli appassionati dei paragoni con il Führer, vorrei ricordare che esiste una grande documentazione che prova come i gerarchi nazisti dopo la Seconda guerra mondiale furono ingaggiati da Allen Dulles, ex direttore della Cia, proprio per combattere i comunisti della Russia. Il nazismo non è rinato in Ucraina, non si tratta di KKK o Skinhead, ma è approdato in Ucraina dall’America, con soluzione di continuità dal terzo Reich. [3]

In una conferenza dal nome “The Causes and Consequences of the Ukraine Crisis” [4] di sei anni fa, il Professore in Scienze Politiche John J. Mearsheimer, dell’Università di Chicago, spiegava con lucidità il retroterra politico culturale che ha portato a ciò che vediamo oggi. Riassumo in alcuni punti il suo discorso:

1) Non c’è nessuna prova che la Russia fosse aggressiva prima della crisi e non c’è nessuna prova che la Nato si sia espansa per contenere i russi. Dopo la crisi esplosa nel 2014 abbiamo deciso che la Russia era aggressiva.

2) In America vige la dottrina Monroe secondo cui è inaccettabile che un paese dell’Est metta basi militari nell’emisfero occidentale (si veda crisi dei missili di Cuba).

3) Putin è strategicamente molto intelligente e non invaderebbe mai l’Ucraina. Anzi, se vuoi davvero far affondare la Russia ciò che dovresti fare è incoraggiarli a provare a conquistare l’Ucraina.

4) Gli Stati Uniti sono una egemonia benigna e promuovono la democrazia, ossia buttano giù un regime per eleggere democraticamente un altro regime.

5) Nessuno in Ucraina ha chiesto il nostro aiuto, non è importante per noi ma lo è molto per la Russia.

6) Nel 2013 Putin voleva un piano economico per il recupero dell’Ucraina e L’UE ha detto no.

7) Il Summit di Bucarest del 2008 era un chiaro segnale che i russi non avrebbero accettato Ucraina e Georgia nella Nato.

Molto interessante anche l’articolo del Professor Hedges: Chronicle of a War Foretold, nel quale egli scrive:

L’espansione della NATO divenne rapidamente una manna d’oro multimiliardaria per le società che avevano tratto profitto dalla Guerra Fredda. (La Polonia, ad esempio, ha appena accettato di spendere $ 6 miliardi per i carri armati M1 Abrams e altre attrezzature militari statunitensi.) Se la Russia non acconsentisse a essere di nuovo il nemico, allora la Russia sarebbe spinta a diventare il nemico. Ed eccoci qui. Sull’orlo di un’altra Guerra Fredda, da cui solo l’industria bellica trarrà profitto mentre, come scrisse W. H. Auden, i bambini muoiono per le strade. [5]

Le conseguenze dello spingere la NATO fino ai confini con la Russia – ora c’è una base missilistica della NATO in Polonia a 100 miglia dal confine russo – erano ben note ai responsabili politici. Eppure, lo hanno fatto comunque. Non aveva senso geopolitico. Ma aveva un senso commerciale. La guerra, dopo tutto, è un affare, molto redditizio. È per questo che abbiamo trascorso due decenni in Afghanistan, anche se c’era un consenso quasi universale dopo alcuni anni di combattimenti infruttuosi sul fatto che eravamo sprofondati in un pantano che non avremmo mai potuto vincere. Gli Stati Uniti ei loro alleati della NATO non hanno intenzione di inviare truppe in Ucraina. Piuttosto, inonderanno il paese di armi, come ha fatto nel conflitto del 2008 tra Russia e Georgia.

Su quest’ultimo punto è necessaria una riflessione sull’effettiva efficacia degli accordi internazionali e di istituzioni che dovrebbero ormai, come dice Noam Chomsky, giustificare la loro esistenza o essere smantellate. Gli accordi internazionali possono tranquillamente essere ignorati quando gli Usa fomentano un colpo di Stato ai danni di Viktor Yanukovich, che cercava di costruire un’alleanza economica con la Russia piuttosto che con l’Unione Europea [6] , o dalla NATO quando violò per prima il rispetto dei confini internazionali in Kosovo nel ’99, o dall’UE quando invia armi in un paese terzo.

Le grida di guerra a squarciagola, riprese spudoratamente dalla stampa, si giustificano prosciugando il conflitto dal contesto storico, elevandoci come salvatori e chiunque sia opposto a noi, da Saddam Hussein a Putin, come nuovo leader nazista.

Il sistema di due pesi e due misure impera e distrugge la consapevolezza storica, come l’essenza stessa della storia. Ottenere del moralismo ed essere servi della propaganda di un paese che ha sganciato due bombe atomiche per vendicare un attacco ad una base militare è ridicolo, vergognoso, deprimente. Ascoltare la predica da chi ha invaso l’Iraq per il petrolio facendo un numero di vittime complessive che secondo alcuni studi superano le 600mila è ridicolo, vergognoso, deprimente. Permettere a un paese che ha fatto 140 mila morti in Afghanistan per vendicare 3mila morti a New York di ergersi a giudice internazionale è ridicolo, vergognoso, deprimente. Sentirsi offesi e disgustati è il primo passo verso il cambiamento.

(L’autore di questo articolo non è mai stato e mai sarà putiniano)

Tiziano Rosano

Note:

[3] Tra le diverse fonti: Franco Fracassi, IV Reich

[5] La traduzione di questo e degli estratti successivi è mia.

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
23 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
23
0
È il momento di condividere le tue opinionix