La nuova telenovela: la cronaca di guerra

La nuova telenovela: la cronaca di guerra

di Tiziano Rosano

ComeDonChisciotte.org

Non ho mai creduto nell’informazione di massa, ossia in quel tipo di informazione che tratta i fatti come prodotti e che deve fabbricarne e venderne un numero minimo ogni giorno. Certamente la realtà è un insieme di fatti e ogni fatto è notizia e questo non sarebbe un problema se ogni evento fosse analizzato scevro da interessi economici e ideologici. Io non credo nei mezzi di informazione di massa ma non in base al principio, seppur sacrosanto, di non fidarsi di chi galleggia nel pantano dei conflitti di interesse; io non ci credo come un compratore non crede ad un venditore che lo ha appena ingannato. Se andassi da un macellaio il buon senso mi direbbe di informarmi se egli tratti buona carne o di cattiva qualità, e potrei fare questo anche semplicemente osservando la carne in vetrina. Altrimenti, potrei fidarmi perché è segno di bontà di cuore il fidarsi degli altri. A questo punto, se la carne non fosse buona o se addirittura fosse marcia, sarei un folle a continuare a rifornirmi da quel macellaio. Così come un macellaio vende carne, un telegiornale vende notizie; piuttosto, io considero il telegiornale moderno la pubblicità delle idee. Allo stesso modo, il buon senso direbbe di informarsi sulla qualità delle notizie. Adesso ci sono innumerevoli esempi che dimostrano come molti mezzi di informazione abbiano ingannato il popolo. C’è un detto che dice: ingannami una volta e lo stupido sei tu, ingannami due volte e lo stupido sono io. Chiunque si affacci nel campo dell’informazione indipendente o chiunque abbia la briga e lo zelo di controllare le fonti, di studiare, di ascoltare il parere di intellettuali ed esperti indipendenti, si accorge facilmente, molto facilmente, di come la televisione sia il Truman show e i maggiori giornali siano strumenti faziosi di propaganda. La propaganda è una strategia comunicativa per la trasmissione di messaggi e idee in modo implicito, attraverso lo scudo di una notizia. In realtà è molto simile al messaggio subliminale o alla pubblicità occulta. Parlando di telegiornale come di pubblicità delle idee, allora la propaganda è proprio questo. Un esempio di propaganda è la seguente notizia:

“Vergogna a Roma, fascisti e no vax assaltano sede CGIL” [1]

Qui è chiaro l’intento di associare le due categorie in una complicità criminale, al fine di peggiorare i caratteri già diabolici della seconda. È facilmente confutabile riflettendo su come esistano fascisti vaccinati e fascisti non vaccinati e come la categoria “Novax” sia puramente ideologica e politica. Se analizzassimo l’appartenenza religiosa degli assaltatori potremmo facilmente inserire “Cattolici” nel titolo:

“Vergogna a Roma, cattolici e no vax assaltano sede CGIL” o

“Vergogna a Roma, fascisti e cattolici assaltano sede CGIL”

E così con qualsiasi categoria che vogliamo demonizzare.

Continuare a fidarsi di chi è comprato, come spiegava Udo Ulfkotte, di chi è pagato per ingannarci e che ogni giorno dà occasione di mentire o manipolare la realtà, è un segno di poca considerazione di sé stessi. Non è neppure semplice guardare il telegiornale dall’alto del proprio spirito critico perché un bombardamento costante di notizie tendenziose e false finisce in ultimo per spezzare anche le difese più forti. L’ipnosi e il lavaggio del cervello sono tecniche molto potenti. Se consideriamo il modo di fare notizia di queste grandi industrie dell’informazione, notiamo una serie di strategie ricorrenti:

1) La prima e la più importante non è una forma di menzogna, al contrario si serve della verità, o meglio dell’esattezza, ma la seleziona all’interno di tante informazioni esatte o la isola e la separa da un contesto differente. Nel primo caso abbiamo il resoconto degli attacchi palestinesi, tacendo riguardo a quelli israeliani in Palestina. Nel secondo caso un attacco palestinese viene separato dal proprio contesto, ossia la risposta ad un attacco ben maggiore da parte di Israele. Questa tecnica, che è la più difficile da controllare poiché non deve utilizzare la menzogna e quindi non si presta a smentite, è anche la più potente.

2) Inutilizzo di fonti e distorsione dei dati. Questa tecnica è in realtà una forma di non giornalismo, per cui si omettono le fonti o si distorcono le dichiarazioni di qualcuno, nonché si estrapolano singoli dati da sistemi complessi. Dire che in terapia intensiva i “novax” muoiono 25 volte di più dei non vaccinati significa aver estrapolato un dato favorevole da una tabella complessa, che analizza età, numero di patologie, numero di vaccinazioni, infezioni precedenti, etc.

3) Stile impersonale e uso di nomi collettivi per riferirsi ai singoli. Questa tecnica permette di far apparire ogni evento come casuale e caduto dall’alto, liberando dalle responsabilità qualunque attore in gioco. Lo abbiamo visto, tragicamente, negli ultimi due anni di pandemia, per la quale erano il virus e la pandemia come ente pensante a causare ogni forma di danno, mentre i governi erano gli eroi della situazione. Un esempio è “ Come la pandemia ha aumentato la povertà ”, o in un altro ambito: “ L’impennata del prezzo dell’energia ”, come se questo fosse un motociclista. Per quanto riguarda il gruppo invece del singolo, un esempio vivente sono i martiri “novax”, oggetto di continua diffamazione, o ancora dichiarazioni del tipo “ I talebani decapitano una donna ”, che, lungi da me difendere i guerriglieri afghani, il termine "talebani" è “lo stesso usato per indicare gli studenti delle scuole coraniche in area iranica, incaricati della prima alfabetizzazione, basata su testi sacri islamici”. [2]

4) Rendere notizia l’opinione del cittadino. Questo va contro l’etica del giornalismo perché è fin troppo semplice intervistare un campione di persone e pubblicare solo quelle opinioni che sono d’accordo con la nostra idea.

5) Utilizzo di falsi. Lo vediamo oggi con la cronaca della guerra in Ucraina ma è l’arte più antica del mondo. Utilizzare immagini false, video di repertorio, addirittura tradurre male le parole dei cittadini intervistati. Tutto questo alimenta la gigantesca macchina della propaganda.

Si potrebbe continuare con altre tecniche ma arriviamo alla guerra, sfruttata a tal punto da divenire la nuova telenovela, la soap opera perfetta per chi crede che guardare il bollettino di guerra sia una forma di sensibilità e vicinanza verso le vittime, una responsabilità intellettuale, mentre in realtà questa dovrebbe giacere nello studio del passato e in forme coerenti di attivismo. Chi controlla il passato controlla il futuro, diceva Orwell e la chiave di tutto è dunque lì, nella Storia, volutamente occultata e mistificata. La conoscenza storica e filosofica eleva al di sopra delle parti, rende un osservatore veramente lucido, libero dalla trappola della dualità, del fazionismo, e gli dà gli strumenti di una comprensione profonda. Citare in causa lo storico tra Russia, Nato e Ucraina significa, per i maggiori giornali, fare della propaganda filorussa. Eppure, la possibile entrata in Nato ha creato una frattura all’interno dello Stato, una frattura che gli Stati Uniti hanno deciso, attraverso i loro uomini in Ucraina, di alimentare col sangue e che ha portato alla morte di più di 14000 persone. Nessuno si lamenta, nessuno vede niente di male perché è degli eroi democratici che stiamo parlando, gli eroi contro il demone dittatore. Nessuno vede l’ipocrisia e l’insensatezza della decisione UE di armare gli Ucraini, ripeto, armare. Nessuno si lamenta e tutti parlano di una guerra che è appena scoppiata, come atto folle di un dittatore folle. Dissotterrare il passato diviene profanazione e mancanza di rispetto verso i morti. Dov’erano negli ultimi otto anni tutti coloro che oggi riempiono i social con slogan (sacrosanti) contro la guerra? Dov’erano negli ultimi trent’anni?

La guerra esiste solo se appare in televisione, e appare in televisione solo se può vendere il sapone, se può mobilitare un apparato economico tale da divenire telenovela, guerra a puntate con colpi di scena e finali aperti. Molti giornalisti in giro stanno accostando la figura di Putin a quella di Hitler e i russi ai tedeschi. È a dir poco imbarazzante e la cosa più triste non è che non abbiano studiato un singolo documento storico ma che conoscono la storia e la distorcono per creare odio. L’odio vende sempre tanto. Inutile spiegare le motivazioni che hanno spinto il primo e che spingono il secondo alla guerra, ma per gli appassionati dei paragoni con il Führer, vorrei ricordare che esiste una grande documentazione che prova come i gerarchi nazisti dopo la Seconda guerra mondiale furono ingaggiati da Allen Dulles, ex direttore della Cia, proprio per combattere i comunisti della Russia. Il nazismo non è rinato in Ucraina, non si tratta di KKK o Skinhead, ma è approdato in Ucraina dall’America, con soluzione di continuità dal terzo Reich. [3]

In una conferenza dal nome “The Causes and Consequences of the Ukraine Crisis” [4] di sei anni fa, il Professore in Scienze Politiche John J. Mearsheimer, dell’Università di Chicago, spiegava con lucidità il retroterra politico culturale che ha portato a ciò che vediamo oggi. Riassumo in alcuni punti il suo discorso:

1) Non c’è nessuna prova che la Russia fosse aggressiva prima della crisi e non c’è nessuna prova che la Nato si sia espansa per contenere i russi. Dopo la crisi esplosa nel 2014 abbiamo deciso che la Russia era aggressiva.

2) In America vige la dottrina Monroe secondo cui è inaccettabile che un paese dell’Est metta basi militari nell’emisfero occidentale (si veda crisi dei missili di Cuba).

3) Putin è strategicamente molto intelligente e non invaderebbe mai l’Ucraina. Anzi, se vuoi davvero far affondare la Russia ciò che dovresti fare è incoraggiarli a provare a conquistare l’Ucraina.

4) Gli Stati Uniti sono una egemonia benigna e promuovono la democrazia, ossia buttano giù un regime per eleggere democraticamente un altro regime.

5) Nessuno in Ucraina ha chiesto il nostro aiuto, non è importante per noi ma lo è molto per la Russia.

6) Nel 2013 Putin voleva un piano economico per il recupero dell’Ucraina e L’UE ha detto no.

7) Il Summit di Bucarest del 2008 era un chiaro segnale che i russi non avrebbero accettato Ucraina e Georgia nella Nato.

Molto interessante anche l’articolo del Professor Hedges: Chronicle of a War Foretold, nel quale egli scrive:

L'espansione della NATO divenne rapidamente una manna d'oro multimiliardaria per le società che avevano tratto profitto dalla Guerra Fredda. (La Polonia, ad esempio, ha appena accettato di spendere $ 6 miliardi per i carri armati M1 Abrams e altre attrezzature militari statunitensi.) Se la Russia non acconsentisse a essere di nuovo il nemico, allora la Russia sarebbe spinta a diventare il nemico. Ed eccoci qui. Sull'orlo di un'altra Guerra Fredda, da cui solo l'industria bellica trarrà profitto mentre, come scrisse W. H. Auden, i bambini muoiono per le strade. [5]

Le conseguenze dello spingere la NATO fino ai confini con la Russia - ora c'è una base missilistica della NATO in Polonia a 100 miglia dal confine russo - erano ben note ai responsabili politici. Eppure, lo hanno fatto comunque. Non aveva senso geopolitico. Ma aveva un senso commerciale. La guerra, dopo tutto, è un affare, molto redditizio. È per questo che abbiamo trascorso due decenni in Afghanistan, anche se c'era un consenso quasi universale dopo alcuni anni di combattimenti infruttuosi sul fatto che eravamo sprofondati in un pantano che non avremmo mai potuto vincere. Gli Stati Uniti ei loro alleati della NATO non hanno intenzione di inviare truppe in Ucraina. Piuttosto, inonderanno il paese di armi, come ha fatto nel conflitto del 2008 tra Russia e Georgia.

Su quest’ultimo punto è necessaria una riflessione sull’effettiva efficacia degli accordi internazionali e di istituzioni che dovrebbero ormai, come dice Noam Chomsky, giustificare la loro esistenza o essere smantellate. Gli accordi internazionali possono tranquillamente essere ignorati quando gli Usa fomentano un colpo di Stato ai danni di Viktor Yanukovich, che cercava di costruire un'alleanza economica con la Russia piuttosto che con l'Unione Europea [6] , o dalla NATO quando violò per prima il rispetto dei confini internazionali in Kosovo nel ’99, o dall’UE quando invia armi in un paese terzo.

Le grida di guerra a squarciagola, riprese spudoratamente dalla stampa, si giustificano prosciugando il conflitto dal contesto storico, elevandoci come salvatori e chiunque sia opposto a noi, da Saddam Hussein a Putin, come nuovo leader nazista.

Il sistema di due pesi e due misure impera e distrugge la consapevolezza storica, come l’essenza stessa della storia. Ottenere del moralismo ed essere servi della propaganda di un paese che ha sganciato due bombe atomiche per vendicare un attacco ad una base militare è ridicolo, vergognoso, deprimente. Ascoltare la predica da chi ha invaso l’Iraq per il petrolio facendo un numero di vittime complessive che secondo alcuni studi superano le 600mila è ridicolo, vergognoso, deprimente. Permettere a un paese che ha fatto 140 mila morti in Afghanistan per vendicare 3mila morti a New York di ergersi a giudice internazionale è ridicolo, vergognoso, deprimente. Sentirsi offesi e disgustati è il primo passo verso il cambiamento.

(L’autore di questo articolo non è mai stato e mai sarà putiniano)

Tiziano Rosano

Note:

[1] https://www.in20righe.it/2021/10/09/vergogna-a-roma-fascisti-e-no-vax-assaltano-sede-cgil-draghi-governo-prosegue-impegno-contro-covid/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Talebani
[3] Tra le diverse fonti: Franco Fracassi, IV Reich
[4] https://www.youtube.com/watch?v=JrMiSQAGOS4&t=3072s
[5] La traduzione di questo e degli estratti successivi è mia.
[6] https://scheerpost.com/2022/02/24/hedges-the-chronicle-of-a-war-foretold/

Commenti (23)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 23 caricati
    1. clausneghe 7 marzo 2022

      Ne so qualcosa io che bombardo di post i canali del tube di la Setter, Il Quotidiano Nazionale, Fan Page, Rai uno due e tre e altri canali in Spagnolo Francese Inglese.
      Mi vengono tutti o quasi cestinati o meglio tenuti bloccati dall'ineffabile censore pagato da noi (vi ricordate la task force di Vittorio Colao?)
      Ma ho elaborato una strategia mia personale: Li riempio di insulti tipo chiamando l'occhiuto malevole "lurido censore del tube che mi leggi, stai attento che Boris ti vede) e cose di questo tipo, in modo da rendergli pan per focaccia, a meno che sia un semplice Bot, ma non credo, poichè uso parole e frasi non omologate e sconosciute ai più..
      Cmq continuo la mia guerra, sono un guerriero del Web e mi batto uno contro cento..

    1. uparishutrachoal 7 marzo 2022

      Tutto è propaganda..
      Ma la domanda è: quale propagando è più utile ai mie fini ?..
      Si dimentica che ognuno di noi ha i suoi fini, consci o inconsci..e chiarificarseli porta a scegliere consapevolmente quale propaganda scegliere..pronti a cambiarla se i fini cambiano..per questo è necessario che siano saldi e al bisogno spostarli sul piano metafisico se quello temporale è impedito..la spiritualità esiste apposta: toglie i fini dall'ambito mondano e tutte le propagande alla fine risultano essere solo schemi di pensiero abbandonabili come gli abiti che si indossano.

    2. danone 7 marzo 2022

      Nella piramide della conoscenza, in teoria, e credo proprio anche in pratica, tutti sono sotto propaganda (falsità che occupa il vuoto della non conoscenza), tranne l'apice supremo.
      Quindi Upa concordo con te, fino a quando non saremo Uno con Dio, o nei suoi paraggi, saremo giocoforza vittime di una pur minimissima propaganda, ma presente, reale e condizionante.

    3. uparishutrachoal 7 marzo 2022

      La propaganda è l'agire psichico di ciò che un tempo si chiamavano divinità..
      Prendono possesso della nostra mente e filtrano il mondo secondo i loro intendimenti che diventano i nostri..
      Ma possono agire solo se vengono invitate..e la loro lingua è il bisogno come muta invocazione che però sanno comprendere molto bene a prescindere dalla nostra ignoranza in materia..
      L'ideologia è l'abito che ci danno per ricoprire le nostre fragili nudità..
      Gurdjieff le chiamava influenze..e non possiamo fare nulla senza il loro supporto..
      Ma i vestiti si consumano e così le ideologie...e arriva il momento che dovremo invocare di nuovo le influenze per rivestirci a nuovo: le famose conversioni sono un cambiamento d'abito o ideologia quando cominciamo a sentire freddo...o caldo..a seconda dell'imbuto in cui ci siamo cacciati..
      Il mio sadhana è portare le influenze al massimo compimento per invocare il trascendimento e passare all'influenza successiva..
      Si può rimanere invischiati per molti anni ma per me è l'unica Via..
      I vizi sono la via per la virtù..e le ideologie sono la strada per trascenderle..finché dovremo trascendere anche loro e noi stessi.
      In fin dei conti siamo nati per immergerci nella materia o nelle sabbie mobili..e solo quando avremo minacciata la testa arriverà il Fortuna drago che ci porterà fuori..che fino a quel momento ci lascerà soli..
      Bisogna solo non perdere la speranza di guardare il cielo..altrimenti siamo fottuti..

    1. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      (L’autore di questo articolo non è mai stato e mai sarà putiniano)

      Non c'è bisogno che lo scriva visto che è un banale censore, CENSITO
      dalla sua stessa propaganda .
      Mancava solo che attribuisse al Fuhrer in persona le responsabilità
      della guerra per essere ancora più banale.

    1. berlioz 7 marzo 2022

      esauriente e documentato
      purtroppo sapere come funziona il prelavaggio, lavaggio e centrifuga dei cervelli non aiuta chi a tale lavaggio si dispone come quando si mette sotto le mani della sciampista

    1. casalvento 7 marzo 2022

      "la televisione sia il Truman show e i maggiori giornali siano strumenti faziosi di propaganda. La propaganda è una strategia comunicativa per la trasmissione di messaggi e idee in modo implicito, attraverso lo scudo di una notizia. In realtà è molto simile al messaggio subliminale o alla pubblicità occulta."

      La pubblicità, la propaganda è diventata il nuovo paradigma dei rapporti umani. Non si usa solo per vendere, ma è diventato anche il linguaggio della politica (con poche eccezioni) e forse anche delle stesse relazioni tra persone. Essendo oggi la economica l’unica dimensione della vita collettiva, come prima lo era la religione, il suo linguaggio è usato ovunque. Ergo i rapporti umani stanno diventando rapporti economici anch’essi.

      Ad esempio Rai3, salotto culturale, da poco introduce un notiziario di mezza mattina con una vocetta che in falsetto dice semplicemente: ‘giornale radio 3’, con ridicolo urletto finale. Che senso ha? Cosa vende, nulla. E’ alla moda, introduce anche nella rete culturale il paradigma mercantile. Al tono di voce normale che ti informa, sostituisce il tono ammiccante, persuasivo di qualcos’altro. Di che? Di un mondo di meraviglie, evidentemente. Una stonatura insopportabile, ma è solo il primo passo verso l’eliminazione della cultura.

      Propaganda vuol dire convinzione subdola, coercizione, dominazione. In pratica alla confidenza, alla informazione, alla curiosità, alla consolazione, all’odio, all’amore, ecc., che erano i moventi delle relazioni umane, si sostituisce un’attitudine esclusivamente manipolativa, coercitiva, oppressiva, costrittiva: dire qualcosa per ottenere qualcos’altro.

      Opera del demonio.

    2. LuxIgnis 7 marzo 2022

      Opera del demonio.

      Non per nulla è stato chiamato "signore delle menzogne".

    1. LuxIgnis 7 marzo 2022

      Buon articolo, veramente completo in specifico la parte dei metodi dell'utilizzo della propaganda.
      Il buon senso sarebbe auspicabile in questi casi, dato che nessuno può avere delle informazioni dettagliate e precise da una parte o dall'altra.
      Questo misterioso senso è in realtà la parte dell'anima che più è preziosa per poter comprendere la realtà. E' quel senso che va a "caccia" delle contraddizioni e se ci sono da l'allerta all'intelletto.
      Purtroppo sono poche persone che lo hanno veramente, e manca terribilmente. Senza di quello qualsiasi brodaglia logorroica viene ingurgitata come la carne marcia dell'articolo.
      Come disse il Manzoni:
      Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto per paura del senso comune.

    1. Eugiorso 7 marzo 2022

      Non chiamatela "informazione", chiamatela manipolazione, propaganda, operazioni psicologiche ordinate dall'alto.
      Non chiamateli "giornalisti", chiamateli puttanelle mediatiche occidentalodi, vigliacchi servi di un potere criminale senza scrupoli (demmmokrazzia, libbbertàaa), disposti a tutto pur di avere l'osso da spolpare sotto il tavolo del padrone.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 7 marzo 2022

      Puttanelle?! PUTTTTAAAAAANONIIIIIIIIIIIGRANDISSIMISSSIMI.

    1. IlContadino 7 marzo 2022

      Sentirsi dire:"guardo la tv per capire le mosse del nemico" è ridicolo, vergognoso, deprimente. Come a volersi nutrire quotidianamente di carne marcia per essere certi che il macellaio sia in malafede, pensando tra l'altro che quel cibo disgustoso faccia bene al nostro corpo. Le tecniche di manipolazione sono efficaci, talmente efficaci che agiscono su tutti, in diversa misura ma su tutti, tutti! Non basta essere intelligenti per essere immuni dai subdoli messaggi televisivi, una parte della mente, di chiunque, è stupida, la tv si rivolge a quella parte lì, pianta il semino e poi se ne va, il semino germoglia, sempre. "No, con me non funziona così, io sono tra quelli svegli", penserà il teleutente, ok, te ne do atto, sei sveglio, ma prova a staccare la spina dal muro e vedi che succede, così, giusto per fare un'esperienza nuova, un esperimento, un mesetto di vacanza, un periodo tutto tuo. Dopo un mese reinserisci la spina, se proprio non puoi farne a meno, buon appetito:-)

    2. ducadiGrumello 7 marzo 2022

      Ciao Conta, verissimo. Aggiungo che anche noi forse un po' più attenti alle versioni alternative delle vicende di cronaca e storiche non siamo certo immuni dal bias di conferma di cui si parlava qui in un recente articolo. Tendiamo a ritenere più credibili i testi che si accordano con le nostre opinioni e automaticamente falsi e faziosi gli altri. Non è semplice

    3. IlContadino 7 marzo 2022

      Sono d'accordo con quanto affermi.
      Personalmente cerco di fare molta attenzione alla qualità delle informazioni che vengo a metabolizzare. Il mio interessarmi alle vicende del mondo inizia e finisce con Comedonchisciotte, e tendo a dare più importanza alle vicende psicologiche dei commentatori che dei contenuti degli articoli;-)

    4. R66 7 marzo 2022

      Per l'intento sono sufficienti 4-5 secondi sulla home page di Repubblica e company.
      La TV se non la butti non la freghi.

      In ogni caso l'effetto struzzo si verifica anche in altri ambiti, ad esempio qui dentro è partito il tifo prima di chiedersi il perché un membro del WEF starebbe marciando contro i principi del WEF.
      Tutto può essere, ma nel non tentare neanche di trovare una risposta, non ci si differenzia molto dal teledipendente che seleziona le forme di razzismo.
      Entrambi sono offuscati dalla speranza che le cose stiano come si vorrebbe.

    5. sbregaverse 7 marzo 2022

      Hai altro da confessare frate ? N O ?
      Allora te la sfanghi con una trinità di
      PATERAVEGLORIA.

    6. Bertozzi 8 marzo 2022

      Esatto, anche io applico la tecnica dei 4/5 secondi sulla home di uno di quelli, giusto per sapere da dove arriveranno gli schiaffi nel giorni a venire.

    7. Bertozzi 8 marzo 2022

      Eppure attento, Hegel diceva " la lettura del giornale è La preghiera del mattino dell'uomo moderno.Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico."
      Ognuno ha la sua preghiera, non diversamente da chi mette giù un tappetino rivolto alla Mecca tot volte al giorno e prega il suo ipotetico dio. Noi, e l'occidentale più di tutti, facciamo lo stesso, non mettiamo giù il tappetino ma apriamo il giornale, o guardiamp il tg, appena svegli, e poi tardi prima di cenare o andare a dormire, ritualmente, coscientemente, e se siamo particolarmente 'religiosi' anche molte altre volte durante il giorno. Sempre cadenzato, come le cose vitali ed importanti, mattina mezzogiorno, sera, notte. E si così si prega e si aderisce a un sistema di credenze. Pure io leggo con attenzione solo CDC ma questi pensieri giorni fa mi hanno un po' destabilizzato, riuscirei a star bene senza le mia "preghiere quotidiane" su CDC? Forse starei addirittura meglio? Mi sento più figo perché allineato con un sito libero in un mare di venduti? In questo mi accodo al pensiero del buon Duca di Grumello, noi crediamo di essere nel giusto, qui, ma pure gli altri fedeli della religione della TV - il grande fratello orwelliano - pensano di esserlo. Che direbbero i grandi mistici, Gurdjieff ecc, a proposito delle nostre preghiere su sto aggeggetto di plastica chiamato telefonino? Non ci ruba comunque un po' di libertà, un po' di risveglio? Oppure è utile ad averne di più?

    8. ducadiGrumello 8 marzo 2022

      Grazie Bertoz, hai spiegato ben meglio di me quello che intendevo dire

    9. IlContadino 8 marzo 2022

      Ricordo che quando ero in viaggio non mi curavo per niente dell'informazione: niente tv, giornali, riviste ecc. nulla di nulla, zero cosmico. Mi interessavo di tutto il resto, delle persone in particolare, e stavo una meraviglia:-))
      Quando poi sono tornato in Italia mi sono accorto che senza informazione facevo fatica a "star dietro" alla gente, allora ho capito che in un modo o nell'altro avrei dovuto seguire le vicende del mondo. Ho fatto un po' di ricerca e ho scovato Comedonchisciotte, ottimo compromesso e grande opportunità di leggere opinioni di persone che quasi sempre hanno davvero qualcosa di interessante da dire, e da insegnare. Però sì, credo che mi rubi un po' di libertà, e che per quanto mi dia poi mi toglie. Per questo dico che inizio e finisco con CDC. Diciamo che l'informazione è come il vino, un pochetto va bene, l'organismo lo tollera, forse lo apprezza anche, poi ad una certa ti dice che può bastare, non più di così...anche Gurdjeff amava il vino:-))

    10. Madrigalista 9 marzo 2022

      Ciao Contadino! Avevo già letto questo tuo commento la mattina di lunedì facendo colazione poco prima di andare a lavoro (SI ho ancora un lavoro, NO non mi hanno punturato). Da subito mi son riconosciuto come un potenziale bersaglio delle tue parole che per un paio di giorni mi son gironzolate per qualche anfratto della testa!
      Torno oggi sull'articolo e lo vedo piacevolmente arricchito dai commenti di alcuni degli utenti che leggo sempre con un'attenzione particolare (non sono tantissimi, voi siete tra quelli!).

      Dicevo che mi sentivo preso in causa da quanto hai scritto perché (soprattutto in parallelo con l'inizio di sta grande tarantella del covid) mi riconosco una sorta di perversa brama che consiste nel voler sentire la campana del nemico, che di solito si concretizza nell'ascoltare con quali servizi aprono i vari tiggì, ascoltando il Controcanto di Toscano e di conseguenza nel leggere i titoli dei vari giornalacci o spulciando fra i commenti sotto video di YT (soprattutto de La7, lo ammetto....). Non saprei dirti se mi serve per consolidare di volta in volta la bontà delle mie idee, per sapere di aver scelto coscientemente di appoggiare la parte meritevole della Grande Narrazione... buh!?
      Recentemente un po' meno comunque, anche perché allo stesso tempo, come dici giustamente tu, quando mi capita di star lontano da notiziari, dai titoli dei giornali letti di straforo dalle edicole, dai pareri non richiesti da parte di conoscenti su questo o quello (o più spesso su QUESTO E QUELLO) riconosco facilmente di sentirmi meglio, più leggero mentalmente e meno avvelenato.

      In conclusione credo che fare lo struzzo non vedendo i problemi che ci circondano ci evita forse sul momento di preoccuparci di questi problemi e di venir turbati da essi, ma di sicuro non li elimina. Ho passato da qualche anno i 40 e ancora non so bene esattamente come muovermi, vado ancora un po' a tentoni cercando di farmi guidare dall'istinto, da quello che mi dice la testa e soprattutto il cuore, e alla fine mi ripeto spesso che il mondo è un racconto e ognuno crede a ciò che più gli è utile per dare fondo ai propri sentimenti.

      PS Quando vedo che citate Gurdjieff mi si illuminano sempre gli occhi; può essere un caso (ma non credo proprio che lo sia) ma proprio ieri leggendo Frammenti di un insegnamento sconosciuto sono arrivato al punto in cui si afferma "...al fine di diventare libero l'uomo deve ottenere la libertà interiore. La prima ragione della schiavitù interiore dell'uomo è la sua ignoranza e, soprattutto, la sua ignoranza di sé.... Ecco perché in tutti gli insegnamenti antichi la prima istruzione al principio della via della liberazione era: >. "

      Partiamo tutti da questo, le cose non possono che cambiare in meglio!
      Scusa il mega pippone da leggere ;-) Ti mando un abbraccio!

    11. IlContadino 9 marzo 2022

      Grazie Madri, leggo ora il tuo bellissimo scritto, coincidenza vuole, prima di andare al lavoro, sì, anch'io ce l'ho, senza punture, un lavoro di contrabbando. Oggi lavorerò ripensando a quanto hai scritto...grazie! Ricambio l'abbraccio (credo che prima o poi ci incontreremo, così ci faremo una bella chiacchierata su Frammenti;-)))

    12. Madrigalista 9 marzo 2022

      Mi fa piacere Conta! Inoltre son sicuro che sarebbe molto interessante poter scambiare due parole con te! Per quanto riguarda il libro son quasi a metà... e come ben saprai non è di semplicissima assimilazione. Non è come leggere un romanzo di Agatha Christie, dove basta tenere a mente i nomi dei personaggi e ricordarsi chi ha fatto cosa... questo è un libro da studiare nei suoi concetti, interiorizzare gli insegnamenti e, fondamentale, metterli poi in pratica! Spero a presto!

Visualizzati 23 di 23 commenti approvati.