La guerra del silicio: perché Taiwan?

La guerra del silicio: perché Taiwan?

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

È ormai evidente che non c'è solo una guerra per l'energia ma anche un conflitto, fino ad ora silente ma altrettanto violento, sul controllo dei circuiti integrati (chiamati amichevolmente chip). Queste tesserine minuscole sono il cuore di quasi tutti gli apparati e sistemi moderni e la loro disponibilità fa la differenza tra dominio e dipendenza tecnologica. È sorprendente sapere che Taiwan detiene una quota del 64% del mercato globale delle fonderie di silicio. Il secondo produttore è la Corea del Sud con il 18%, poi la Cina con il 9%, e infine gli USA con un misero 6% [1].

Come si è arrivati a una tale situazione? La risposta la si trova lontano nel tempo, poco dopo gli anni 1980. Allora, gli Usa si resero conto, un po' in ritardo, che la concorrenza giapponese aveva preso il sopravvento nella produzione di semiconduttori e in particolare delle memorie ad accesso dinamico (DRAM). La contromossa fu la creazione ad Austin nel 1987 di SEMATECH, un consorzio tra 14 industrie Usa e il governo americano [2]. L'obiettivo era risolvere problemi tecnologici e di produzione così da riguadagnare la competitività statunitense nel settore dei semiconduttori. Il dipartimento della difesa DARPA cofinanziò l'impresa con 100 milioni di dollari all'anno. La previsione era per un supporto statale di cinque anni; dopo il consorzio doveva sostenersi autonomamente. Al termine di tale periodo però, il programma fu prorogato per altri quattro anni. Dopo tale estensione, il consorzio ritenne non più opportuno godere di un ulteriore sostegno governativo. Dietro tale decisione, che creò ovvie difficoltà finanziarie, c'era un conflitto tra i diversi partecipanti. Alcuni abbandonarono e aziende non Usa furono invitate e accolte nel consorzio. Tra i membri internazionali ci furono Philips, Hyundai, LGSemicon, Infineon, TSMC, e STMicroelectronics. Ben presto i membri internazionali realizzarono la scarsa utilità del coinvolgimento e in breve lo abbandonarono.

Il consorzio fu inizialmente governato da Intel, avendo come CEO Robert Noyce, uno degli inventori dei circuiti integrati e co-fondatore di Intel. Poi, dopo un paio di passaggi e fino al 2002 l'organizzazione è passata sotto il controllo di Texas Instruments (TI). In quegli anni, i legami tra TI e la Taiwanese TSMC [3], fondata nel 1987 da Morris Chang, un ex vicepresidente della TI che era ritornato a Taiwan, si consolidarono. Il costo di una fabbrica di semiconduttori agli inizi del 2000 era superiore al miliardo di dollari e una tale cifra per una industria che aveva un fatturato di 9,6 miliardi non era una entità trascurabile. Per questo, TI decise (segretamente) di abbandonare SEMATECH al suo destino, e utilizzare sempre più TSMC come produttore di chip. Nel famoso 11 settembre 2001, il CEO di SEMATECH, Robert Helms, ex TI, era a New York per negoziare il passaggio del consorzio sotto il controllo di IBM, anche auspicato dal governatore dello stato di New York, George Pataki, che mise sul piatto 210 milioni di denaro pubblico in cinque anni. IBM contribuì poi per una grossa frazione di altri 193 milioni. Ovviamente, IBM pretese il posto di CEO, Helms perse il posto e chiese, senza averne soddisfazione, il reintegro in TI.

La vita di SEMATECH continuò con fasi alterne con l'handicap di non avere una produzione alle spalle che alimentasse finanziariamente la ricerca e fornisse indicazioni sulla direzione da seguire. La conflittualità tra industrie partecipanti e la smania di governatori hanno portato a un continuo declino. Quindi, quell'operazione di recupero della supremazia in un settore vitale, anche per l'apparato militare, si è spenta lentamente e inesorabilmente.

Per contro, TMSC ha continuato a crescere, fornendo un ottimo servizio per la fabbricazione di chip a grosse ditte di semiconduttori, felici di non dover investire grosse somme di denaro in fabbriche, e servendo emergenti realtà, le cosiddette "fabless" (senza fabbrica), che potevano sviluppare prodotti senza l'onere della produzione.

Per avere un'idea dell'importanza di TSMC, osserviamo che il suo fatturato del 2021 è circa 57 miliardi di dollari Usa a fronte di un prodotto interno lordo taiwanese di 760 miliardi di dollari Usa. Dato che la metà del PIL corrisponde a servizi, il fatturato TSMC è una sorgente molto importante per il benessere del paese.

Taiwan's economy feels heat as TSMC feeds global chip boom - Nikkei Asia

Il valore strategico di TSMC è nelle tecnologie proprietarie con densità di transistori, velocità, e consumo che consentono di realizzare processori digitali con eccezionali prestazioni (ad esempio quelli di Apple). Per capire, ricordiamo che gli avanzamenti tecnologici sono indicati da un numero seguito da nm (nanometri), (ora sono in produzione i 5nm). Questo numero ha una debole relazione con le dimensioni minime dei transistori, ma è rilevante per indicare lo stato di evoluzione.

Ad esempio, per la densità, la tecnologia 5nm consente la fabbricazione di circa 170 milioni di transistori per millimetro quadrato di silicio. Una tale capacità tecnologica avanzata è posseduta solo da TSMC, Samsung, e Intel. Un ulteriore punto di forza di TSMC è il numero di fabbriche operanti sull'isola madre. Gli impianti, distinti dalle dimensioni della fetta di silicio processato, sono: una fabbrica da sei pollici, quattro fabbriche da otto pollici, e cinque fabbriche da dodici pollici. In aggiunta, TSMC ha due fabbriche in Cina (otto e dodici pollici), e una da dodici pollici negli Usa. Il tutto porta a una capacità produttiva annua di più di 12 milioni di wafer 12-pollici equivalente.

La crescita di TSMC non accenna a rallentare: l'azienda dedica alla ricerca e sviluppo circa il 9% del fatturato e prevede un investimento nel 2022 di 40 milioni di dollari Usa per aumentare la sua capacità produttiva di più del 40% [4].

2 charts show how much the world depends on Taiwan for semiconductors

Ci si chiede allora come mai il mondo occidentale ha assistito in modo passivo a una crescita di tale rilevanza strategica. È una ripetizione dell'errore degli anni 1980, quando gli Usa non si resero conto della egemonia microelettronica giapponese?

Sembra che recentemente gli Usa se ne siano resi conto: il rapporto "Costruire catene di approvvigionamento resilienti, rivitalizzare la produzione americana e promuovere una crescita su larga base" scritto per la Casa Bianca nel giugno 2021 dice: "Gli Stati Uniti dipendono fortemente da un'unica azienda, TSMC, per la produzione dei suoi chip all'avanguardia".

Il fatto che solo TSMC e Samsung (Corea del Sud) possano realizzare i semiconduttori più avanzati "mette a rischio la capacità di garantire sicurezza nazionale attuale e futura e rende critiche le esigenze infrastrutturali". Peraltro, aumentare il valore strategico di un'isola per contrapporsi alla Cina ha senso, ma è anche rischioso. Inoltre, la Cina ha una crescente capacità manufatturiera, non arriva al limite estremo della tecnologia del silicio ma produce quella fascia di circuiti che sono prevalentemente usati in sistemi civili e militari.

Ci sono state diverse reazioni. Da parte di TSMC c'è la decisione, forse stimolata, di costruire fabbriche fuori Taiwan. È attualmente in costruzione una fonderia di silicio in Arizona da 12 miliardi di dollari e un'altra in Giappone da 7 miliardi di dollari.

C'è poi il progetto di una ulteriore fabbrica in Europa, sembra in Germania o in Italia. Il vantaggio della delocalizzazione è garantire la sicurezza nel caso (improbabile) di un attacco cinese. Il rischio è depotenziare Taiwan conseguente alla dispersione del know-how. Questa opzione indicherebbe che l'occidente ha deciso di abbandonare Taiwan al suo destino. A questo proposito, la visita di Nancy Pelosi servita per consolidare il controllo su Taiwan, ha anche registrato un incontro con Mark Lui, attuale Chairman di TSMC, per discutere delle delocalizzazioni e, forse, per convincerlo a non fornire chip avanzati alla Cina [5].

Una seconda reazione è la duplice decisione di Europa e Usa di lanciare poderosi progetti di aiuto alla microelettronica. L'europeo Chips Act, approvato l’8 febbraio 2022 dalla Commissione Europea, prevede 43 miliardi di euro per aumentare la produzione europea di chip e rendere autonomi gli Stati membri da forniture extraUE. Nel luglio 2022, il Congresso Usa ha approvato il CHIPS Act per sostenere la produzione, il progetto, e la ricerca di circuiti microelettronici per usi civili e militari. Il finanziamento è 52 miliardi di dollari più il 25% di crediti fiscali con la condizione di non produrre semiconduttori avanzati per le aziende cinesi.

Le decisioni di Europa e Usa, tenendo anche conto degli investimenti cinesi in nuove fabbriche che ridurranno (o annulleranno nei prossimi anni) la dipendenza cinese dall'occidente, sono irrazionali con futuri impatti disastrosi. Il totale dei finanziamenti occidentali corrisponde al costo di dieci fabbriche da 12 pollici con una complessiva capacità produttiva annua di 18 milioni di wafer 12-pollici equivalenti, una volta e mezzo la capacità produttiva di Taiwan. Anche se tutti i finanziamenti non serviranno per nuove fabbriche, ci sarà una sovracapacità produttiva mostruosa in un periodo che, a causa della guerra in Ucraina, vedrà una forte flessione del mercato. Il risultato? Taiwan sarà fortemente penalizzato e molte delle fabbriche in tutto il mondo lavoreranno a ritmo ridotto o chiuderanno l'attività. Le cannonate sparate da Europa e Usa in questa guerra del silicio sono allora contro loro stessi e per affondare un "amico" che, si immagina, vedrà la l'Europa, gli Usa, e la Cina sotto una luce diversa.

Le nuove restrizioni del governo Usa sull'esportazione verso la Cina di circuiti avanzati e apparecchiature per la fabbricazione e il test di dispositivi nanometrici, annunciate agli inizi di ottobre, aprono un nuovo fronte della guerra del silicio. Questo "missile" colpisce in una certa misura l'industria cinese dei semiconduttori, ma anche, in modo non trascurabile, le industrie americane che facevano affari con la Cina. Secondo Formiche.net [6]la decisione costerà alle aziende statunitensi centinaia di milioni o addirittura miliardi di dollari. Quanto costerà alla Cina non è dato da sapere. Quello che è certo è che la decisione Usa non è arrivata inaspettata: da anni la Cina ha l'obiettivo della indipendenza tecnologica. Il programma "Made in China 2025" è un esempio. Sembra che nel settore dei semiconduttori i risultati non siano eccellenti. Non è tanto una restrizione sulla esportazione di prodotti sensibili ma la mancanza di competenza quello che, al momento, costituirebbe l'handicap cinese. Costituirebbe, però ..., dato che le valutazioni degli analisti occidentali sono spesso guidate dai desideri piuttosto che da solide notizie e una loro adeguata elaborazione.

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

24.10.2022

Franco Maloberti ha conseguito la Laurea in Fisica (con lode) presso l'Università di Parma, Italia, nel 1968, e il Dottorato Honoris Causa in Elettronica da Inaoe, Puebla, Messico, nel 1996. È stato Professore di Microelettronica presso l'Università di Pavia, è stato il TI/J. Kilby Analog Engineering Chair Professor presso la Texas A&M University e Distinguished Microelectronic Chair Professor presso l'Università del Texas a Dallas. Attualmente è Professore Emerito presso l'Università di Pavia, e Professore Onorario all'Università di Macao, Cina SAR. Ha più di 600 pubblicazioni scientifiche, ha pubblicato dieci libri ed è titolare di 40 brevetti. È il Direttore della Divisione I dell'IEEE, è stato Presidente dell'IEEE CASS e dell'IEEE Sensor Council. Ha anche servito l'IEEE in numerose posizioni di responsabilità. Nel 1999 ha ricevuto l'IEEE CAS Society Meritorious Service Award, la CAS Society Golden Jubilee Medal nel 2000 e la IEEE Millenium Medal. Ha ricevuto l'IEE Fleming Premium nel 1996, l'ESSCIRC 2007 Best Paper Award e l'IEEJ Workshop 2007 e 2010 Best Paper Award. Ha ricevuto il premio Mac Van Valkenburg della IEEE CAS Society 2013. È Life Fellow di IEEE.

NOTE







[1] https://www.eenewsanalog.com/en/tsmc-taiwan-to-increase-foundry-market-share-in-2022/

[2] https://en.wikipedia.org/wiki/SEMATECH

[3] https://www.tsmc.com/english/aboutTSMC

[4] https://www.wsj.com/articles/tsmc-to-invest-up-to-44-billion-in-2022-to-beef-up-chip-production-11642076019

[5] https://theconversation.com/taiwan-dominates-the-worlds-supply-of-computer-chips-no-wonder-the-us-is-worried-188242

[6] https://formiche.net/2022/10/restrizioni-export-chip-usa-cina

Commenti (88)

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    1. Archepensevole 28 ottobre 2022

      Scusate questa è OffTopic ma breve...vedete come son messi i Paesi "graziati dalla demockrazia usa etabusa" ...Filippine, guardatevi i video su Manila con sfondi di mecdonald e bandiere stellestrisce...

    1. Arthur 24 ottobre 2022

      Io sono convinto che tutto ciò che sta succedendo tra Cina e Taiwan in questo momento abbia come reale obiettivo un qualcosa di diverso da ciò che appare.
      Mi riferisco ad un fatto che per me è evidente: l'Occidente sa di non poter invadere o attaccare la Russia, una potenza militare che possiede un arsenale atomico; e sa anche di non poter fare a meno delle risorse immense della Russia, con la quale l'Occidente prima o poi dovrà tornare a trattare per riallacciare legami economici.

      Quindi tutto ciò che sta accadendo è finalizzato a perseguire altri obiettivi.

      L'Occidente in realtà si sta preparando a riportare il grosso delle produzioni a casa propria.
      Ormai lo si di dice apertamente.
      Questa strategia mira a dare un colpo tremendo all'economia cinese.
      In Cina il 50% della produzione è destinato al mercato interno, il restante 50% riguarda le esportazioni, quasi interamente verso l'Occidente.
      La Cina ha subdorato da tempo cosa bolle in pentola in Occidente, ecco perché negli ultimi anni ha cercato di accaparrarsi molte materie prime, sperando in tal modo di ritardare il ritorno dell'autonomia economica e produttiva dell'Occidente.
      Anche per questo la Cina mira ad occupare Taiwan, patria dei microchip.
      L'Occidente ha risposto togliendo i microchip da carte e tessere (infatti le carte e le tessere non hanno bisogno di essere dotate di microchip).
      Non appena finirà la commedia in Ucraina, l'UE imploderà, gli Stati nazionali tratteranno con la Russia e le produzioni ripartiranno in Europa.
      Obiettivo: colpire la Cina, la cui economia è oggi largamente dipendente dai consumi occidentali.
      In Cina c'è già una bolla immobiliare, si sta aggiungendo una spaventosa crisi sui prestiti.
      Una crisi produttiva sarà la goccia che farà traboccare il vaso.

    2. Arthur 24 ottobre 2022

      PS

      Le tecnologie oggi usate nelle produzioni del sistema di mercato (sia occidentale che cinese) sono concessioni che il sistema di potere in Occidente ha fatto, consentendo che determinate conoscenze passassero dagli apparati militari occidentali al sistema produttivo (ovviamente c'è chi crede alle favolette secondo cui uomini iperintelligenti riuscivano a creare cose geniali nel proprio garage...).

      La Cina oggi adopera, nel suo sistema produttivo, tecnologie che gli apparati militari occidentali possedevano già tra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, se non prima.
      Ad un certo punto l'Occidente ha concesso alla Cina, mediante imprese delocalizzate, di accedere a determinate conoscenze (che per l'Occidente sono vecchie di 30 anni almeno).

      Cosa accadrà nei prossimi anni, quando l'Occidente riporterà le produzioni a casa propria ed ai suoi sapparati produttivi sarà concesso lo sfruttamento di conoscenze e tecnologie che sono state sviluppate in Occidente negli ultimi decenni?

      Semplice: il sistema produttivo cinese nel giro di pochi anni diventerà obsolescente, producendo una marea di roba che il mondo considererà superata e obsoleta.
      O comunque sarà il suo sistema produttivo ad essere vecchio ed obsolescente.

    3. Martin 24 ottobre 2022

      A partire dagli anni 90 (Clinton), le multinazionali americane hanno spostato gran parte del loro apparato produttivo, tech incluso, in Cina, per approfittare dei minori costi di produzione e per entrare al tempo stesso nel gigantesco mercato cinese.

      Oggi la Cina e' un gigante politico, economico e tecnologico - grazie anche a questo gigantesco errore epocale degli Americani. Noi in Europa li abbiamo ovviamente seguiti - ancora ricordo i miliardi di "cooperazione allo sviluppo" che Germania e Italia riversavano sulla Cina, solo 30 anni fa.

      E' un pochino tardi per tornare indietro, ma ora gli Americani fanno gli sbruffoni su Taiwan, tanto per farsi sentire e ricordare che sono qualcuno: puro bullismo. I Cinesi non hanno alcuna intenzione di invadere Taiwan, ma nemmeno di mollare di un centimetro sulla linea ufficiale e di principio di una futura riunificazione.

      Alla fine, e' una grossa fortuna che anche Russia che Cina siano dotate di armi e missili nucleari. GB e USA sono specializzati nel fare esplodere conflitti bellici e soprattutto nell'addossarne la colpa ad altri, ma con Russia e Cina il gioco e' troppo pericoloso. Anche il ciccione koreano ha capito l'antifona: ha visto come sono finiti Saddam e Gheddafi, privi di armi nucleari, e non ha la minima intenzione di farsi fregare nello stesso modo.

      Il problema maggiore di USA (e GB) oggi e' far combattere ad altri le proprie guerre, su scala convenzionale. In Ucraina sta funzionando, ma non finira' bene per gli Ucraini.
      Sara' molto difficile montare altri casi simili.

    4. WarezSan 24 ottobre 2022

      Più che un gigante tecnologico direi un gigante di cartapesta.
      Basti pensare che solo bel gennaio 2017 hanno annunciato di essere finalmente riusciti a produrre in casa le penne a sfera.

      Grande traguardo, al pari di interi quartieri scheletrici e disabitati o dei ponti che regolarmente crollano.

    5. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      Errore epocale Uhmmm, ai miei tempi per non pagare cifre assurde i pc IBM, si ripiegava sui cloni taiwanesi, col "reverse engeenerig" i microprocessori venivano non solo studiati e capiti ma anche migliorati, quest' ultimo particolare non è dovuto alla maggiore intelligenza ma solo al fatto che non dovendo spendere energie per inventare è molto facile migliorare. Il sinese c'ha fatto i soldi ( argento ) col segreto della seta, in questo si che è meno stupido del borioso e 'nazzo uomo d' affari occidentale.
      Ai tempi der nostro Leonardo Davinci, sempre i cinesi, erano avanti una pista da noi, non conviene fargli vedere qualcosa, se la cavano benissimo da soli, gli abbiamo fatto vedere le poltrone e i divani, che loro manco immaginavano, adesso sono padroni del settore: non si siedono e hanno capito che l' occidentale ha il sederino delicato perché lo usa per far carriera politica e ragionare.

    6. itrebolam 24 ottobre 2022

      Guardi che il livello di preparazione in Cina è eccellente. Il numero di articoli accettati a ISSCC 2023, la conferenza primaria nel settore microelettronico (dove vengono annunciati i nuovi micro e i risultati avanzati per le telecomunicazioni, memorie, sensori, ecc.), vede Cina+regioni SAR al primo posto, davanti a USA, Corea Sud, Taiwan e Giappone.

    7. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      A beh, se non hanno le penne a sfera cambia tutto, perbacco. E scrivono dall' alto al basso, non hanno ancora capito che si scrive da sinistra verso destra.
      Devo ammettere che scrivono, ho sempre pensato disegnassero.

    8. WarezSan 24 ottobre 2022

      Continua pure a guardare il dito e non a dove punta...

    9. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      Non ti voglio plagiare e neanche dire che un miliardo e 400 milioni sono più di sessanta milioni.
      P.s.
      Significato del proverbio

      Nonostante sia ormai diventato un detto popolare diffusissimo e noto, non è ancora chiara quale sia l’origine di questo proverbio, ma in molti sostengono sia un antico proverbio cinese. Quello che è abbastanza chiaro, invece, è il suo significato. Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito, evidenzia come troppo spesso ci si sofferma alla superficie delle questioni, non si esplora la profondità e non si cerca la verità. Se il saggio indica la luna, ovvero, indica la ragione, la luce, la verità, lo stolto non si concentra su di essa, ma la sua leggerezza, la sua corta visione lo porta a fermarsi soltanto al dito, a non guardare oltre quello. Questo proverbio invita, non solo alla massima riflessione, ma anche all’apertura mentale, ad abbattere i limiti alle proprie visioni.
      P.s.2
      la prossima volta usa un proverbio diverso o vai in contraddizione.
      P.s.3
      Se non ci si aiuta tra di noi...

    10. WarezSan 24 ottobre 2022

      Continua pure a guardare il dito.

    11. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      Continua pure a vincere le battaglie delle penne a sfera e a perdere la guerra, quella a lungo termine.
      Io con i cinesi vado d' accordo, il problema è solo tuo e dei milioni di poveri in canna residenti in america che sono solo 250milioni circa, contando anche i cinesi ivi residenti, ovvio.

      conta le penne a sfera in questo video.

    12. LuxIgnis 24 ottobre 2022

      Ricordavo che derivava da una storia Zen, facendo una ricerca sembrerebbe derivare da questa storia su un insegnamento del Budda in cui dice: “Il mio insegnamento non è un dogma o una dottrina. Il mio insegnamento è un metodo per sperimentare la realtà e non la realtà stessa, proprio come un dito che punta la luna non è la luna stessa. Una persona pensante usa il dito per vedere la luna. Una persona che guarda solo il dito e lo scambia per la luna non vedrà mai la vera luna.

    13. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      Noi siamo oltre, da tempo consigliamo di leggere sempre tra le dita, pardon le righe ;-)

      “Il mio insegnamento non è un dogma o una dottrina. Il mio insegnamento è un metodo per sperimentare la realtà e non la realtà stessa".

      Questa sopra è la base dell' intelligenza, dove ognuno deve mettere del proprio per forza, chi non si spende non arriva da nessuna parte. Da un certo punto in poi, ognuno è unico e questo, anche se ai globalisti non piace, vale anche per le nazioni, lo si sapeva già ma in Cina la rispettano come regola.

    14. Arthur 24 ottobre 2022

      "Oggi la Cina e’ un gigante politico, economico e tecnologico"
      ...
      "E’ un pochino tardi per tornare indietro"

      Credo che tu ed altri non abbiate letto bene quello che ho scritto.

      La Cina oggi è quello che è perché USA, UK e UE le hanno concesso di utilizzare le tecnologie e le conoscenze dell'Occidente.
      Lo stesso vale per l'India ed i paesi arabi.

      Ma l'Occidente ha passato a questi Paesi le conoscenze che aveva già almeno 30 anni prima nel settore militare.
      Questo significa che oggi le conoscenze e le tecnologie militari in Occidente sono molto molto avanti rispetto a quelle che i Cinesi e gli asiatici adoperano nel sistema produttivo.

      Putin, ad esempio, lo sa molto bene ed è estremamente cauto nelle strategie belliche verosimilmente proprio perché sa certe cose.

      E non è tardi proprio un bel niente per l'Occidente.
      Se in USA, UK ed Europa si ricomincia a produrre con le tecnologie all'avanguardia (sviluppate in ambito militare) e concesse dal potere al sistema produttivo, i cinesi e gli asiatici saranno letteralmente fottuti perché le loro economie non saranno in grado di reggere il confronto con il livello tecnologico occidentale.

    15. WarezSan 24 ottobre 2022

      "oltre", di sicuro "oltre" la modestia.

    16. WarezSan 24 ottobre 2022

      Leggo molto pensiero imbevuto di propaganda.
      Certo, parlando di numeri le formiche sono anche "oltre".

    17. Arthur 24 ottobre 2022

      Ad ogni modo, e lo dico a tutti, se volete credere alla favoletta della Cina come il "sol dell'avvenir" (una volta era l'URSS)...
      Beh, accomodatevi e fate pure.
      Ma la delusione sarà cocente.

      Sia chiaro: l'Occidente non sarà sostituito dall'Oriente, né superato.
      Questo è Millenarismo marxista che in parte trova supporto nelle fesserie new age culminanti nella nuova superstizione (molto cara ai detrattori neo-marxisti dell'Occidente) secondo la quale gli antichi in Oriente, secoli fa, avevano già capito tutto e che quindi lo spiritualissimo, pacifico e nobile Oriente è avanti all'Occidente materialista, violento e vile.
      Fuffa.

    18. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      Oltre trovi solo l' umiltà, non ci sei mai andato vero ?
      Per te modestia è craccare e appropriarti del genio e lavoro altrui---> Warez in rete è sinonimo di questo genere di cose.

    19. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      In risposta ad un pensiero unico e razzista che altro si può proporre ?

    20. cruzaros 24 ottobre 2022

      quindi stiamo tranquilli?

    21. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      La Cina nella persona di Xi, si svena quasi tutti i giorni per far capire a quelli come te che non ha alcuna intenzione di prendere il posto dei tuoi amici LGBT americani. Chi parla di multipolarità, sul merito ha le idee chiare, cerca di stare al passo, se ti legge la mitica Valentina Bennati, finisce che ci propina ricette all' ortica per risanare il fegato a tutti.

    22. cruzaros 24 ottobre 2022

      almeno la mezza luna dell'unghia me la concedi

    23. Arthur 24 ottobre 2022

      Parlo per esperienza personale accumulata in decenni.

      Tutti i marxisti, neo-marxisti, comunisti delusi e amareggiati che conosco (e sono molti) non fanno che inneggiare alla Cina e glorificarla: "eh, la Cina è il faro del mondo che verrà", "eh, la Cina è all'avanguardia in tutto", "eh, sapessi, la Cina ha superato l'Occidente e guiderà il mondo", "eh, l'Occidente sarà una colonia cinese"... etc.
      Prima del 1989 lo si diceva dell'URSS...

      Sono i kompagni ad avere il fegato da risanare.
      E i LGBTQ americani sono amici dei kompagni col fegato a pezzi.

      La fine dell'URSS è stata una delusione.
      Quando finirà quella pagliacciata vergognosa ed ipocrita del ridicolo comunismo cinese sarà una botta tremenda per i kompagni...

    24. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      La differenza tra me e te è che io conosco mio malgrado tutto quello che scrivi, tu di me ne sai pochina. Darei fuoco a Marx e tutti i suoi adepti, nonché a chi, anche se senza un minimo di cognizione di causa, solo ne parla.
      La Cina, tu non lo sai, è una nazione, mi interessano le nazioni, sono italiano, come conosco la politica io in quanto tale, non la conosce nessuno al mondo, 6milioni circa di noi manco vanno a votare, e altri milioni votano per sport.

    25. Arthur 24 ottobre 2022

      Ti assicuro che tu sai di me quello che io voglio che si sappia e che faccio trapelare in ciò che scrivo.

      Se non sei marxista, solo a te compete dirlo, quindi non mi permetto di contestarti, ci mancherebbe.

      Eppure le categorie mentali marxiste o neo-marxiste (con propaganda annessa) sono vive e vegete e si insinuano in maniera subdola nelle menti e nelle coscienze.

    26. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      Buon uomo, non sai che non sono marxista perché non l' ho mai detto. Fai attenzione a quanto ti concedi di lasciar trapelare, qua non siamo in Asia cioè ancora fermi al saggio il dito la luna, da queste parti si legge sempre e solo tra le righe. Il fatto stesso che sei su cdc parla di te, ora devi solo ammettere che sei lgbt latente ( senza offesa mi raccomando, non è detto che tutti gli unipolari lo siano, e men che meno che siano anche solo coscienti di essere unipolari ) ma non sei obbligato.
      Per animare i beceri a volte dichiaro che sono stalinista ma solo per puro divertimento.

    27. Arthur 24 ottobre 2022

      Mi fermo qui.

      Vana sunt verba hominis nimium loquentis.

    28. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      Appunto, il troppo parlare serve a coprire la pentola scoperta, sia mai che poi io stesso mi accusi di aver plagiato qualcuno lasciandoti senza un copercio di parole. Resta come sei è la regola della multipolarità.

    29. Martin 24 ottobre 2022

      Guarda che solo 30 anni fa la Cina era un Paese di morti di fame

    30. Martin 24 ottobre 2022

      Risparmiati i commenti da curva dello stadio

    31. WarezSan 24 ottobre 2022

      Posto che il nick non definisce le azioni di chi lo usa dimostri di non conoscere l'etimologia del termine oltre che notevole notevole superficialità e ignoranza.

      Al giorno d'oggi non ha più senso scaricare software craccato non fosse che dove vivo se solo ci si azzarda ad accendere torrent è facile ritrovarsi con una denuncia con relativa multa a molti zeri.

      E non parliamo poi dell'origine del nick, perché non credo sia d'interesse alcuno.

    32. Luca VFR 24 ottobre 2022

      Non erano 30 ma 50. E comunque adesso, non 50 anni fa, la cosa non è più così. Noi fra 10 anni saremo come loro 50 anni fa. Loro, fra 10 anni, saranno come noi nel 1995 circa.

    33. WarezSan 24 ottobre 2022

      Altrimenti?

    34. Martin 24 ottobre 2022

      Ma cosa scrivi, la Cina e' il secondo gigante tech del mondo, e 30-40 anni fa era un Paese di poveracci. Non c'e' piu' alcuna maniera di fermarli, altro che "concessioni" occidentali. Il livello di creazione, penetrazione e disponibiita' di tecnologia elettronica e' molto piu avanzato che negli USA.

    35. Arthur 24 ottobre 2022

      Lo so benissimo.

      Bisognerebbe chiedersi perché USA, UK ed Europa hanno finanziato lo svuppo economico cinese, perché abbiano concesso alla Cina l'utilizzo delle tecnologie e conoscenze che l'Occidente aveva raggiunto decenni prima in ambito militare (quindi roba superata in Occidente) e soprattutto perché le abbiano consentito di sviluppare una economia ciclopica dipendente quasi al 50% dai consumi dei suoi finanziatori, cioè gli occidentali.

      Io me lo spiego così: negli ultimi 30 anni l'Occidente è stato il pusher della Cina e presto la farà andare in overdose.

    36. Luca VFR 24 ottobre 2022

      A me personalmente del "sol dell'avvenire" importa una cippa. Quello che sto vedendo è il "buio dell'avvenire" che si sta impossessando dell'Italia e dell'occidente. E, sia chiaro e limpido una volta per tutte, di questo buio i soli ed esclusivi colpevoli siamo noi, non il destino cinico e baro.

    37. Martin 24 ottobre 2022

      Altrimenti?

    38. Arthur 24 ottobre 2022

      Millenarismo marxista

    39. WarezSan 24 ottobre 2022

      Direi di si, almeno evitando i loro viadotti.

    40. Martin 24 ottobre 2022

      Perche' pensavano di sfruttarli e basta, ma hanno sonoramente sbagliato i calcoli

    41. Arthur 24 ottobre 2022

      Ma per favore, dai...
      Non crederai davvero a questa favoletta?

    42. Martin 24 ottobre 2022

      Il sistema economico cinese e' capitalista, non socialista. Non crollera'.

    43. Luca VFR 24 ottobre 2022

      Non credo proprio. I grandi della politica cinese seguono obbligatoriamente corsi di storia europea per imparare a non fare gli stessi clamorosi errori che abbiamo fatto noi. Poi, sicuramente, ne faranno altri ma credere che la Cina sia una "Tigre di Cartapesta" primo è semplicistico secondo è improponibile..

    44. Arthur 24 ottobre 2022

      Ok, illuditi

    45. Martin 24 ottobre 2022

      Se non hai afferrato che il sistema economico cinese e' capitalista, anche se controllato da un partito autoritario d'ispirazione marxista. Nulla a che vedere con il socialismo sovietico, da decenni. Gli Americani pensavano di poterli sfruttare, ma hanno completamente sbagliato i loro calcoli.

    46. WarezSan 24 ottobre 2022

      Crede nelle loro "menti superiori".
      Che pretendi?

    47. Luca VFR 24 ottobre 2022

      Non sono un illuso. Staremo a vedere. Fatti una domanda: perché l'import tedesco dalla Cina continua ad aumentre mentre il relativo export è stagnante e sono in deficit commerciale? Semplice perchè anche i "ricchi" tedeschi non han più di che comprare i loro prodotti che sono al di fuori della loro portata. Perché che gonfia il bilancio non è la vendita delle nicchie di mercato ma quella massiva al "popolino" il quale, però, per comprare deve per forza avere i soldi in tasca altrimenti nisba.

    48. Arthur 24 ottobre 2022

      "il sistema economico cinese e’ capitalista, anche se controllato da un partito autoritario d’ispirazione marxista"

      Lo ripeto da tempo

    49. Arthur 24 ottobre 2022

      Speravo di farli riflettere, ma sono abbagliati.
      Evidentemente per loro la Cina è il nuovo Uno-Dio.

    50. Rama 25 ottobre 2022

      Germania?

    51. Rnamessaggero 25 ottobre 2022

      Hai vinto, mi fai anche paura.
      I termini ignorante e superficiale se non accompagnati da argomenti in grado di reggere, denotano solo l' animo di una persona malsana.

    52. oriundo2006 25 ottobre 2022

      La crisi in Cina se gestita in modo intelligente è una crisi di crescita, una opportunità per far uscire dalla povertà e bassi consumi un altro mezzo MILIARDO di uomini e donne che adesso vivono nelle campagne. Questa enorme armata di riserva dello sviluppo è l'arma definitiva per giungere al primato economico mondiale. Quanto all' export, è veramente difficile riportare in patria le produzioni delocalizzate: sembra facile ma così non è. Occorrono tempi, mezzi economici ed anche un 'consenso' ovviamente non aggratis delle elites locali, chè altrimenti non se ne fa niente o meglio tutto viene preventivamente copiato o sottratto. Circa la produttività, che volete sono argomenti che da tempo qui come altrove hanno avuto ampio spazio. La capacità manifatturiera insieme alla sua produttività nell'assenza di orari di lavoro e condizioni decenti di vita della Cina è semplicemente spaventosa, come del resto di tutto il sud est asiatico: addirittura adesso anche il Vietnam ci si è messo con 'risultati' eccellenti ( rectius: sfruttamente bestiale ).
      Di cosa andate favoleggiando ? Ce li vedete i napoletani o i siciliani a lavorare 12/14 ore al giorno a trecento euri al mese, senza straordinari, senza ferie, senza assicurazioni sociali senza niente di niente ? O i nostri imprenditori a fare investimenti immensi di tasca propria per i prossimi 20/30 anni rinunciando al benessere favoloso di cui godono ? Conoscendoli anche solo dalle riviste patinate direi che è meglio darsi alla fantascienza.
      Per capire come gran parte dei commenti precedenti siano 'etnocentrici' ( i 'cina' hanno copiato tutto e sono incapaci di iniziativa eccetera e noi poveri stupidi eccetera eccetera...un pò come dei nobili decaduti ) e quindi non 'prendano il bersaglio', vi indico qui ( https://it.insideover.com/tecnologia/le-implicazioni-della-legge-cinese-che-regolamenta-luso-delli-a.html ) un articolo su di una recentissima legge cinese che norma lo spazio cibernetico. E' un articolo importante, ve lo lascio leggere con calma. Nel frattempo sappiate che siamo finiti. Così, tanto per dire: i cinesi hanno preso la volata delle innovazioni scientifiche e tecniche strategiche, ovvero militari.
      E forza Italia, che noi siamo così bravi a fare la pizza...con Bidon lo scureggione, Madame Von Der Pfizer e la Giorgia de noantri andremo sicuramente lontano, eh...

    53. WarezSan 25 ottobre 2022

      Esatto ;)

    54. cruzaros 25 ottobre 2022

      mi bastano quelli italiani e USA

    55. Rama 25 ottobre 2022

      San viene dal cinese oppure da San Mia?

    1. Rnamessaggero 24 ottobre 2022

      La guerra del silicio altro non è che la guerra tra chip e ciop, stando alle intelligenze in ballo.

    1. Eugiorso 24 ottobre 2022

      Oltre alla guerra dei gasdotti (/oleodotti), oltre alla guerra per l'unilateralismo, le destabilizzazioni, il circondare la Russia, oltre alla guerra con le sanzioni, abbiamo anche la guerra per il silicio ...
      Siamo a posto e, oltretutto, noi siamo costretti a stare dalla parte nettamente sbagliata della storia.

      Cari saluti

    1. IlContadino 24 ottobre 2022

      Fino a qualche tempo fa quando leggevo chip pensavo immediatamente ad un computer, o quantomeno ad un dispositivo elettronico. Ora leggo chip e penso all'essere umano, se poi lo leggo in un contesto come quello descritto dall'articolo la sensazione si rafforza. Li mortacci!

    2. Martin 24 ottobre 2022

      Su con la vita, sempre meglio di chi pensa che si tratti del fratello di Chop - LOL

    3. lurker 24 ottobre 2022

      Bella battuta, ma per pignoleria noto che dovresti scrivere "Ciop", all'italiana. Nella versione originale i due chipmunk si chiamano Chip e Dale.

    4. Martin 24 ottobre 2022

      Chip & Chop

    1. Luca VFR 24 ottobre 2022

      Possiamo preconizzare, ma è più facile di vincere la guerra contro la Croce Rossa, che il tentativo americano di riportare in patria la produzione di chip supertecnologici si arenerà nelle solite diatribe da pollaio idiota in cui s'è arenato il primo tentativo. Per quanto riguarda l'europa semplicemente farà la fine della temperatura di Santa Maria di Leuca ai tempi del Bernacca: non pervenuta.

    2. buddyboy 24 ottobre 2022

      Non ne sono molto convinto, l'impianto in Arizona è già stato completato..., Se Taiwan aveva un senso, proprio perché in prossimità della Cina in grande espansione, ed in prossimità anche di Giappone e Corea per massime sinergie di scala, ora che gli Yankees vogliono boicottare e bloccare la crescita cinese, ed in questo settore alla Cina manca soprattutto know how specifico di alto livello, ebbene Taiwan non ha più senso come polo tecnologico internazionale a trazione occidentale.

    3. Luca VFR 24 ottobre 2022

      Il minore dei problemi è fare l'impianto. Il problema è trovare la gente che te lo fa funzionare.

    4. buddyboy 24 ottobre 2022

      Va bene che sono in declino, ma supporre che negli States non vi siano competenze nel settore della microelettronica mi sembra un tantino azzardato...😉

    5. Martin 24 ottobre 2022

      Guarda che i Taiwanesi non sono formichine operaie al servizio degli ingegnieri USA. Creano chips e tecnologia per conto loro, come anche i Coreani.

      Sono poi ormai centinaia i test dell'IQ che attestano che gli Asiatici del Nord (Cinesi, Giapponesi e Coreani) sono piu' intelligenti di noi occidentali, specie in varie subcategorie quali memoria visiva e spaziale e ragionamento logico matematico.
      La nostra media e' 100, la loro 107, e' una differenza di una qualche rilevanza.

      Siamo noi Europei che continuiamo a pontificare, ma che l'unica cosa che abbiamo creato negli ultimi 30-40 anni e' un nuovo sistema di governo - l'UE.
      Manteniamo ancora posizioni rilevanti in chimica, farmaceutica e meccanica e qualche altro settore. Tutto il resto da oltre 30-40 anni lo inventano Americani e Asiatici.

      Se non te ne fossi ancora accorto, porta pure pazienza e aspetta di leggerlo in qualche libro di storia del 2040.

    6. WarezSan 24 ottobre 2022

      Eh certo.
      Hanno un QI più alto, ovviamente.
      Talmente alto che la hanno pensato bene di usare vernice verde per dipingere la vegetazione e intere montagne.
      Potrei continuare all'infinito, ma credo sarebbe inutile visti gli assunti.

    7. itrebolam 24 ottobre 2022

      Non sono in declino, non hanno forza lavoro a sufficienza e adeguata. faccia una ricerca usando "TSMC’s Culture Clash at Arizona Fab"

    8. buddyboy 24 ottobre 2022

      Non ho bisogno di apprendere dai libri del futuro perché conosco abbastanza bene il mondo dell'informatica e dell'elettronica, non ho fatto alcun riferimento all'Europa, quello lo hai aggiunto tu per fare un tuo commento, io parlavo degli States e se per caso non ne fossi a conoscenza sappi che il tuo commento lo hai scritto utilizzando uno smartphone o un PC, del quale la CPU è prodotta con probabilità del 90% in California, Arizona o Texas ( INTEL/AMD; QUALCOMM/APPLE) (il SO smartphone al 100 % prodotto in California, a Cupertino o Mountain View.)

    9. buddyboy 24 ottobre 2022

      Che dici glielo hanno insegnato i Taiwanesi come lavorare, alla Intel, alla Texas, alla AMD alla Qualcomm o alla Apple ?? La lista sarebbe lunga ma penso che il concetto sia chiaro. Io non voglio togliere proprio nulla alle capacità sempre crescenti dei dei paesi asiatici, ma penso che dobbiamo restare coi piedi per terra, se la Cina realizzasse in un prossimo futuro, il più grande impianto di produzione automobilistica, significa che da quel momento potrebbe andare ad insegnare ai tedeschi come produrre le automobili...?

    10. Luca VFR 24 ottobre 2022

      Il problema non è chi ha insegnato cosa e a chi. Il problema è che negli USA, dato che di fabbriche di semiconduttori non ce ne sono quasi più, almeno fino ad adesso che stanno tentando di fare una clamorosa marcia indietro, mancano anche gli operai di quelle fabbriche, operai ovviamente molto specializzati ma che in USA non servono, in pratica. E formare un operaio specializzato, specie a quei livelli, non è cosa di qualche mese ma richiede qualche anno. Il problema grosso di quando dismetti una filiera, qualsiasi filiera, è che perdi il know-how, dal progettista al "manovale", ma tutti quanti, sia il progettista che i vari "manovali" sono indispensabili alla filiera. Potrai riportare in patria gli ingegneri che adesso lavorano a Taiwan o in Cina ma se mancano gli operai...

    11. buddyboy 24 ottobre 2022

      Ma dai Luca, con più di 50 Mld di investimenti governativi, anche la stessa Intel è già in fase conclusiva di realizzazione di due nuovi impianti produttivi, sempre in Arizona, che impiegheranno circa 3500 nuove risorse e un indotto di 15000 lavoratori e stiamo a speculare sulle difficoltà che incontreranno, neanche stessimo parlando dell'Uganda..., ripeto stiamo coi piedi per terra, gli USA del resto, ci piaccia o meno, progettano ed hanno la proprietà del 65% della produzione di mondiale di chip e di questa produzione globale ne realizzano comunque in america circa il 10%...La produzione del Wafer, di cui è attore primario globale la TSMC, diviene oggi un passaggio fondamentale, per rendere autonoma ed indipendente l'intera catena produttiva del chip per un paese come l' America, che è il player globale di riferimento nell'informatica e nel mondo sempre più vasto dei servizi correlati, e diviene ad oggi strategicamente fondamentale eliminare ogni ostacolo e rischio che possa minare tale leadership ed espansione. Per dirla tutta penso che gli Yankees debbono muoversi veloci, su due direttrici, impedire alla Cina di colmare il gap di Know How necessario per implementare determinati processi produttivi in casa, e nel contempo debbono rendersi il più possibile autonomi per non rischiare di essere a loro volta "travolti dagli eventi", più chiaramente se il terreno di scontro e confronto è Taiwan e la produzione dei biscotti di silicio viene posta a grave rischio , allora Huston c'è un problema.. Quindi si invita "gentilmente" la TSMC a produrre direttamente in Arizona.

    12. itrebolam 24 ottobre 2022

      Ma lei ha letto l’articolo che ho suggerito? Il punto non è insegnare, ma lavorare.

    13. Luca VFR 24 ottobre 2022

      Non ci siamo capiti: puoi investire tutti i miliardi che vuoi ma se non hai personale specializzato li hai banalmente buttati nel cesso perché Amazon può tutto ma non ti vende un tecnico skillato con 10 anni d'esperiannza nella fabbricazione di chip a 5 nano metri. ed il personale specializzato c'è dove ci sono attualmente le fabbriche. E se magari gli USA riescono a convincere qualche ingegnere cinese ad andare da loro , ma ci credo poco, non riusciranno certo a convincere centinaia di operai a trasferirsi. Quindi puoi costruire tutte le fabbriche che vuoi che per qualche anno resteranno vuote.

    14. Martin 24 ottobre 2022

      Continua pure, ma sopratutto vai dalle centinaia di di psicologi, logici etc che hanno fatto ormai centinaia di test sul IQ, e spiegagli che sono tutti dei poveri imbecilli.

    15. WarezSan 24 ottobre 2022

      Quindi ci credi davvero.
      interessante.

    16. Martin 24 ottobre 2022

      No hai ragione tu, sono tutti imbecilli

    17. WarezSan 24 ottobre 2022

      Se ne sei convinto...
      Che logica fallace.

    18. buddyboy 25 ottobre 2022

      Intel dove li trova i dipendenti su Marte o nel Metaverso ?

      P.S. Il punto non è insegnare o lavorare, ma potere gestire le tecnologie di processo con macchine, software e soprattutto brevetti... Dice niente ban di Trump Vs. Huawei ?

    19. itrebolam 25 ottobre 2022

      La risposta la da Intel:
      https://www.intel.com/content/www/us/en/diversity/diversity-at-intel.html
      Nel settore tecnico 41.6% bianchi (di cui, direi, il 10% europei), asiatici 39,2% ispanici 9,1%. In compenso hanno il 5% di LGBT+

    20. oriundo2006 25 ottobre 2022

      Strano che in questo caso, come in molti altri, non venga ad applicarsi da parte occidentale la nota teoria dei 'vantaggi comparati', fulcro del liberismo...La teoria economica in voga oggi in Occidente è veramente la foglia di fico degli interessi dell' Egemone. E c'è ancora qui in Italia chi sdilinquisce sulle superbe capacità di presunti grandi economisti come Monti o Draghi. Ah, a proposito, notate come scendendo ai fatti concreti tutto appaia relativamente 'semplice', mentre stando sulla parte 'alta' della vulgata tutto appare incomprensibile, oscuro e tremendamente difficile da capire. Apposta.

    21. oriundo2006 25 ottobre 2022

      Tieni conto che OGNI ANNO in Cina si laureano ( con esami al limite della follia umana ) UN MILIONE DI INGEGNERI. Con una simile armata intellettuale, tutto è tremendamente semplice. Ah, e a questo numero bisogna aggiungere gli altri milioni in matematica, fisica, elettronica e tutte le altre facoltà scientifiche, eccetera eccetera.
      Bastano questi numeri per capire il nostro declino.

    22. Archepensevole 25 ottobre 2022

      M'intrometto, la "coltivazione del clima" è aumentato tantissimo negli ultimi 2 anni...

    23. Archepensevole 25 ottobre 2022

      Respiriamo un' aria devastata da scie rilasciate da aerei militari e non di condensazione (viste e fotografate)..parlando con gente comune tutti i giorni per i pozzi che abbiamo...tutti i contadini dicono che c'e' una aumento incredibile di queste scie e il cielo non è più azzurro

    24. Luca VFR 26 ottobre 2022

      Oltretutto sono ingegneri vecchio stile. Anche perché là le scempiaggini più o meno "woke" non ci sono.

    1. Cachafaz 24 ottobre 2022

      Credo che la Cina, fatta fuori/ridimensionata la quinta colonna, non possa piu' esimersi dall'impegnarsi ancor piu' nel sostegno alla russia, nella lotta all'egemone decadente. L'attivita' dell'egemone, o ex, e' passare da una rivoluzione colorata all'altra. Devono reagire e restituire colpo su colpo. La cina faccia valere il peso del suo preponderante peso numerico, economico, politico, di prospettiva. A costo di rinuciare ad un po' di export. Non sono un particolare fan dei cinesi, anzi, ma e' bene che il mondo non sia unipolare.

    2. Archepensevole 24 ottobre 2022

      Se non si sbrigano all' "escalesciion" va a finì che le pecore piddiotte mangianti meloni riescono ad andare avanti nel loro programma di great reset...draghi insegna

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