La fine del mondo buono

La crisi in atto ci svela la realtà di una società spietata costruita a danno delle giovani generazioni. E quindi contro il nostro futuro

La fine del mondo buono

Se almeno potessimo prendercela con qualcuno. Se potessimo credere di servire a qualcosa o di andare da qualche parte. Ma cosa c'hanno lasciato? Un domani felice? Il grande mercato europeo? Non abbiamo niente. Non ci resta che innamorarci come coglioni. E questa è la cosa peggiore

DaUn monde sans pitié" , “Un mondo senza pietà” - un film di Éric Rochant, Francia, 1989

Che i giovani sappiano fin che sono in tempo, e non capiti loro che un nuovo conformismo li privi – come a noi accadde – di una capacità autonoma di giudizio e di orientamento

Ruggero Zangrandi, “Il lungo viaggio attraverso il fascismo”, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 1962

Solo i ciechi, o gli egoisti, sono soddisfatti del mondo com'è

Sydney Cook, Garth Lean -“The Black and White Book – A Handbook of Revolution, Blandford Press Ltd, London 1972

La fine del mondo buono
Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Un mondo buono dove non esistono ingiustizie ma soltanto opportunità. È ciò che la nostra generazione sta tramandando alla nuova.

Dove il denaro è la società; è il suo fine e la sua essenza. Una società tanto moderna e avanzata da risultare perfetta, dove

la mano invisibile delle forze di mercato, ossia l’interesse personale, guida l’economia sulla strada dell’efficienza collettiva (1)

Una società aperta, democratica, libera, inclusiva. Individualità materiale e non più spirituale: perchè frenare quando potresti andare molto più forte sull'autostrada del tuo successo?

Una società perfetta non ha bisogno di altro che validi ingranaggi, e l'ingranaggio difettoso, quello cedevole, non conforme, va sostituito. Non è adeguato ai giudizi di qualità, di valore e di merito.

Ci viene insegnato - e aspetto volentieri correzioni se dico il falso - che studiamo per poter lavorare, e non per accrescere la nostra cultura, per poi ritrovarci in un mondo del lavoro che ci chiede di ringraziare per l’opportunità di essere sfruttati, perché “è così che si fa esperienza”, e in cui dobbiamo augurarci di non essere una delle tre morti sul lavoro del giorno (2)

Così Emma Ruzzon, Presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti dell'Università di Padova durante le celebrazioni degli 800 anni dell'Ateneo (il 19 maggio us.) di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

[caption id="" align="aligncenter" width="800"]Padova, la studentessa "bacchetta" i grandi della politica su diritti civili e futuro: ecco cosa ha detto Emma Ruzzon[/caption]

E ha proseguito:

Ci dicono che le opportunità ci sono, che è il merito quello che conta. Sono desolata, ma temo sia un’affermazione che non trova riscontro nella realtà. Mentre i giornali lodano “chi consegue egregi risultati”, nella pagina a fianco riportano storie di studentesse e studenti che durante il loro percorso di studi compiono il gesto estremo, scelgono volontariamente la morte (3)

Troppo facile adesso tirar fuori le cifre dilaganti sulla disoccupazione e la precarietà giovanile, troppo facile parlare dei giovani italiani che emigrano in numero sempre maggiore. Inutile e dannoso continuare a diffondere la diceria – come fanno i grandi media – che i nostri giovani non hanno voglia di lavorare rispetto agli immigrati. Nel mentre, il governo dà un reddito di cittadinanza che rende sconveniente un salario vero, così misero, saltuario ed incerto rispetto ad un sussidio provvisorio ma, al contempo, garantito.

Come di consueto, non è soltanto sui numeri né sui cliché che vorremo concentrarci, ma sulle Persone.

Emma è stata chiara:

Ecco, se ora finalmente voleste chiedere a noi, alla mia generazione, come stiamo, credo che difficilmente potremmo rispondere che ci sentiamo una generazione libera, quantomeno di poter immaginare il futuro (4)

Fermi tutti! Com'è possibile che una gioventù altamente istruita, non riesca ad immaginare il proprio domani?

Il filosofo e sociologo francese Edgar Morin lo spiega così:

Scuola e università continuano a preparare specialisti disciplinari, mentre l’evoluzione della società e della scienza richiede la capacità di affrontare e comprendere problemi di natura globale e trasversale (5) [caption id="attachment_145820" align="aligncenter" width="600"] Edgar Morin[/caption]

In sintesi: letterati che pochissimo sanno di economia, ingegneri o medici che non hanno mai letto di filosofia o di storia, se non didascaliche nozioni. Eppure ogni scienza ha implicazioni sociali.

Ancora Morin:

L’indebolimento della percezione globale della realtà attenua il senso della responsabilità, in quanto ognuno tende a rispondere solo del suo compito parcellizzato, così come all’indebolimento della solidarietà, poiché ciascuno percepisce solo il legame organico con la propria città e i propri concittadini (6)

Un ingranaggio deve funzionare, non ragionare. Altrimenti non è funzionale. A cosa? Al mercato, al grande business, ovviamente. Ed, in ultima analisi, a chi comanda.

Aver dislocato altrove la produzione ci ha impoverito economicamente; aver omologato i gusti e la cultura ha significato vendere – a basso costo – gli stessi prodotti in tutto il mondo (o quasi) e ciò ha reso intere generazioni estranee alla propria realtà fattuale.

Perchè la comprensione della realtà, della nostra realtà, si basa su idee, valori, informazioni ed esperienze che, nel tempo, abbiamo assimilato e su cui abbiamo faticosamente costruito identità, modi di pensare, comportamenti e scelte conseguenti.

Come analizzato da Karl Marx e Friedrich Engels:

Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cosicché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale.

Le idee dominanti non sono altro che l'espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee: sono dunque l'espressione dei rapporti che appunto fanno di una classe la classe dominante, e dunque sono le idee del suo dominio.

Gli individui che compongono la classe dominante posseggono fra l'altro anche la coscienza, e quindi pensano; in quanto dominano come classe e determinano l'intero ambito di un'epoca storica, è evidente che essi lo fanno in tutta la loro estensione, e quindi fra l'altro dominano anche come pensanti, come produttori di idee che regolano la produzione e la distribuzione delle idee del loro tempo; è dunque evidente che le loro idee sono le idee dominanti dell'epoca (7)

La generazione Erasmus, rappresentata oggi pubblicamente da Emma Ruzzon, a cui è stato dipinto un mondo buono ed inclusivo, pronto a dare infinite opportunità, si trova spiazzata e delusa: sempre più precaria e colpevolizzata.

Eppure è proprio la Fondazione GaragErasmus, il simbolo di ciò che cercavano di spiegarci Marx e Engels: essa propone di introdurre chi ha partecipato al programma di libera circolazione ed istruzione studentesca della UE nel mondo del lavoro.

Consente alle persone di avviare nuovi progetti e unirsi a quelli esistenti e pubblicare eventi. Coordiniamo le nostre attività con la Commissione Europea e gli altri membri dell'Erasmus Students and Alumni Alliance (ESAA)” (8).

E la sua filosofia di fondo è questa:

The best ideas in the world were all born in a garage

Le migliori idee del mondo sono nate tutte in un garage

Tradotto: Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft. Tutto è nato dai garage privati di Larry Page e Sergey Brin; Steve Jobs; Mark Zuckerberg; Jeff Bezos e Bill Gates.

L'idea migliore porta la maggior fortuna e con la giusta audacia si riuscirà a vincere la competizione e a macinare soldi. Tanti soldi.

Questo sogno è ormai diventato collettivo ed è alla portata di tutti, per il bene di tutti:

Voi potete aiutare le vite di molte persone nel mondo.

Se sarete in grado di infondere i vostri valori nel lavoro per aziende che servono al bene pubblico, allora riuscirete a creare un mondo migliore rispetto a quello che avete trovato

I profitti di aziende multinazionali sono ormai “bene pubblico”, parola dell’amministrazione delegato Tim Cook, Ceo di Apple, agli studenti della Bocconi (9).

[caption id="" align="alignnone" width="992"]Tim Cook alla Bocconi come una rockstar: gara di selfie fra gli studenti - Corriere.it "Tim Cook (al centro) alla Bocconi come una rockstar: gara di selfie fra gli studenti" (Foto e titolo - Corriere.it)[/caption]

Se invece usi ancora il tuo garage per piazzarci soltanto l'automobile, sei destinato, in qualche modo, a fallire nella vita.

In un sistema perfetto, se qualcosa non va, il problema sei tu.

Poco importa che la Fondazione GaragErasmus sia supportata, oltre che da istituzioni pubbliche (incluse università italiane ed europee), da una moltitudine di multinazionali tra cui Coca Cola, Siemens, Mercedes-Benz, HP e Manpower: quest'ultima, azienda leader nel business del lavoro (precario) in somministrazione.

Le opportunità ci sono: è soltanto il merito ciò che conta. Citando, di nuovo, Emma Ruzzon:

Ci viene insegnato che studiamo per poter lavorare, e non per accrescere la nostra cultura, per poi ritrovarci in un mondo del lavoro che ci chiede di ringraziare per l’opportunità di essere sfruttati, perché “è così che si fa esperienza”, e in cui dobbiamo augurarci di non essere una delle tre morti sul lavoro del giorno (10)

Prima di lei, era intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

Ringrazio la Magnifica Rettrice per l’invito a tornare qui, in questo Ateneo, in questa straordinaria ricorrenza. Ottocento anni sono un periodo straordinario, un ordine di grandezza che supera, travalica le abituali categorie temporali con cui ci confrontiamo di solito. Ed è una condizione che induce - vorrei dire quasi provvidamente costringe - a rifuggire da una tentazione diffusa, non soltanto in questo tempo ma sostanzialmente sempre: quella di rinchiudersi in un eterno presente, che fa ignorare l’esperienza del passato e fa trascurare le prospettive del futuro e le conseguenze dei comportamenti di oggi sul futuro. (11)

[caption id="" align="aligncenter" width="656"]Mattarella agli studenti di Padova: «La cultura è l'antidoto alla violenza»- Corriere.it Sergio Mattarella, è al suo secondo mandato[/caption]

E ancora:

Questo Ateneo ha nel suo motto (Universa Universis Patavina Libertas: tutta intera, per tutti, la libertà nell'Università di Padova, ndr), come abbiamo sentito, la libertà. La libertà di insegnare, di approfondire, di ricercare liberamente (…).

La libertà non è divisibile, né socialmente, né territorialmente, perché la libertà in realtà si ottiene pienamente soltanto se ne godono anche gli altri. Perché si realizza insieme a quella degli altri. Non c’è libertà piena se gli altri ne sono privi. (12)

In un contesto civile dove vediamo quotidianamente i nostri diritti economici e sociali andar via via scomparendo trasformati in opportunità, dispensate à la carte secondo il volere di aziende multinazionali, fa strano sentir parlare di libertà individuale, quando essa è stata, e lo è tutt'ora, fortemente compressa.

Centinaia e centinaia di docenti e studenti, in questo ultimo anno, non hanno potuto insegnare, esaminare, studiare, perchè privi di un lasciapassare.

Anche altri milioni di persone, in tutta Italia, non hanno potuto lavorare, tra stipendi sospesi e licenziamenti.

Ancora oggi, alcune categorie del comparto sanitario, sono obbligate al vaccino pena l'impossibilità di esercitare la propria professione.

Nel comparto dell'istruzione ci sono demansionamenti, ossia punizioni politiche, in quanto si è disobbedito a misure governative.

Non è più possibile disporre liberamente del proprio corpo. Chi non è conforme alle regole va sostituito. Non è adeguato ai giudizi di qualità, di valore e di merito.

Peccato che Emma Ruzzon, Presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti dell'Università di Padova, non li abbia menzionati.

Ha chiuso così il suo intervento di fronte all'Ateneo e alla massima carica istituzionale del Paese:

Abbiate il coraggio di ascoltarci (13)

Ma, lei per prima, ha dimostrato di non aver ascoltato neppure quella parte dei suoi colleghi studenti che - proprio in quel momento - stavano manifestando al di fuori della cerimonia ufficiale, svoltasi a porte chiuse.

Queste le loro parole:

Nella storica Aula Magna è andata in scena una pomposa celebrazione della “libertà patavina”, quella stessa libertà che tuttavia negli ultimi due anni è stata violentemente negata a una parte di noi studenti. Noi non dimentichiamo chi, dal 1° settembre 2021, ci ha esclusi da tutti gli ambienti universitari, chi ha ignorato le nostre richieste di dialogo e i nostri appelli affinché l’università si schierasse nettamente contro l’aberrazione del Green Pass.

In questi due anni, siamo stati completamente ignorati e abbandonati da quelle stesse istituzioni che oggi si sono fregiate del titolo di baluardi della libertà. Nell’ultimo anno in particolare, siamo stati discriminati, derisi e insultati per le nostre idee e le nostre scelte in materia di salute personale. Come recita uno dei cartelli che abbiamo voluto esporre: “In università obbligo di lasciapassare, una vergogna da ricordare" (14)

[caption id="attachment_145816" align="aligncenter" width="650"] La manifestazione degli studenti fuori dall'Ateneo di Padova[/caption]

l’Università è morta col Covid

Sentenzia il Prof. Gustavo Piga (Economia politica, Università di Roma Tor Vergata) dalle colonne dell'Avvenire.

Il docente lancia l'allarme: l'uso perpetuo della didattica a distanza farà definitivamente scomparire gli studenti che, “come le lucciole di Pasolini, sono cominciati a scomparire in maniera fulminea e folgorante, divenendo un ricordo, abbastanza straziante, del passato” (15).

Ma quando hanno cominciato a scomparire? Il prof. Piga va a ritroso nel tempo ricordando le riforme, che hanno investito l'insegnamento e la didattica, intraprese dai vari governi negli ultimi decenni. E poi torna sulle modernizzazioni tecnologiche implementate a forza negli ultimi due anni e che non sembra saranno rimosse neppure dal prossimo anno accademico:

la dimostrazione che non sono state introdotte per proteggerci dal Covid ma banalmente per uccidere le ultime lucciole ancora in vita. Non è nemmeno da addebitare ai Rettori, ma ad un potere ben più 'reale' di cui, di nuovo parafrasando Pasolini, «noi abbiamo immagini astratte e in fondo apocalittiche: non sappiamo raffigurarci quali 'forme' esso assumerebbe sostituendosi direttamente ai servi che l’hanno preso per una semplice 'modernizzazione' di tecniche (16)

Il “Potere reale” di cui ci parla il prof. Piga è molto probabilmente nelle mani di chi detiene i mezzi finanziari e di produzione - anche tecnologica: giganti ormai di portata planetaria.

Basta vedere chi “vende” i propri servizi di didattica a distanza; per dirla con Tim Cook, sono proprio quelle “aziende che servono al bene pubblico”. (17)

Se gli individui che compongono la classe dominante sono i produttori delle idee dominanti di ogni epoca, è normale nell’era della tecnica e della tecnologia, dove il business globale occidentalocentrico move il sole e l’altre stelle, essere gestiti ed amministrati da scienziati, ingegneri informatici e commercialisti (più che da veri economisti).

Il buon senso, la logica, la giusta misura: la realtà. Incredibile quanto essa venga sconvolta o capovolta da impalcature culturali artificiali, calate dall’alto e tecnicamente amministrate. Che poi diventano Sapere, senso comune, attraverso il mondo dell'istruzione e dei grandi media.

La propaganda pervade ogni cosa.

Ancora Edgar Morin, sociologo:

C’è un deficit democratico crescente dovuto all’appropriazione da parte degli esperti, degli specialisti, dei tecnici, di un numero crescente di problemi vitali. Il Sapere è divenuto sempre più accessibile ai soli specialisti, la cui competenza in un dominio chiuso si accompagna a un’incompetenza quando questo campo è parassitato da influenze esterne o modificato da un evento nuovo (18)

L’uomo è un essere sociale, un animale politico (19), perchè tende per natura ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società: eppure qualcuno lo vuole apolitico. Forse perchè la Politica è l’arte di governare proprio questa società, e ciò deve essere riservato a pochi, a qualcuno. Magari un tecnico, dei tecnici, per conto di banche e multinazionali. Certo, persone competenti, persone non elette da nessuno.

Conclude Edgar Morin:

In tali condizioni, il cittadino perde il diritto alla conoscenza. Ha il diritto di acquisire un Sapere specializzato compiendo studi ad hoc, ma è spossessato in quanto cittadino di ogni punto di vista inglobante e pertinente. Più la Politica diventa tecnica, più la competenza democratica regredisce (20)

Sarà per questo che ci fanno aspirare ad una vita di trionfi a dispetto degli altri, e allo stesso tempo ci formano ad una visione specialistica, e quindi parziale della realtà e delle scienze?

Ci hanno plasmato all’interesse individuale rispetto ad ogni sorta di responsabilità sociale; coltivato e conformato ognuno nel proprio campo; allattato a competenza e competizione. La vera sfida, è fra noi stessi e gli altri.

Argomenta il Prof. Gustavo Piga:

[caption id="attachment_145818" align="alignright" width="214"] Il docente Gustavo Piga[/caption]

Il rifugiarsi dei tanti giovani, spaventati o annoiati, dietro telecamere spente che assomigliano, ai nostri occhi, a grotte buie senza fine, permette addirittura di attribuire loro la colpa di questa apparente sparizione. Sono loro i pigri, sono loro che desiderano rimanere a casa, evitare di spostarsi, fare domande, partecipare. Sono loro che ci abbandonerebbero se li (udite udite) obbligassimo al ritorno in presenza; non possiamo dunque fare altro che lasciarli rintanati nelle loro grotte. Ma nelle grotte i nostri giovani, Direttore, non studiano. Perché non si concentrano – è impossibile – specie quelli meno abbienti che sono costretti a vivere in ambienti angusti e congestionati da familiari.

Nelle grotte i giovani non si incontrano e non scoprono la diversità, ma la solitudine. Non trovano tutela e protezione, come nel Duecento, ma alienazione e depressione. La didattica del prossimo anno – confermata sempre più come 'ibrida' benché non motivata da una pandemia che pare abbiamo imparato a fronteggiare – peggiorerà la qualità dell’insegnamento e aumenterà le probabilità di abbandono e di ritardo nella laurea, fenomeni che ci piazzano già da anni agli ultimi posti nelle classifiche europee. Invece di approfittare di questo tempo per chiederci come rendere gli spazi universitari finalmente vivibili e attraenti, per riportare meglio di prima i nostri giovani ad una vita in comune, fatta di esplorazione e conoscenza reciproca e di lavoro in squadra, pensiamo invece a come migliorare le tecnologie per tenerli più lontani da tutto ciò.

Invece di generare persone che sappiano vivere con entusiasmo e carattere in comunità di diversi dove affinare il dialogo e la comprensione, stiamo ultimando il processo di creazione di persone incapaci di sfidarsi di fronte alle difficoltà inevitabili della vita. Al 'potere reale' va evidentemente bene così (21)

Se la guerra in Ucraina rappresenta lo spartiacque per la nascita di un mondo multipolare, gli ultimi due anni in terra italica hanno rappresentato anch'essi un punto di rottura tra una vecchia ed una nuova società.

Il sogno di un mondo buono e di uno Stato giusto e protettivo si è infranto in una realtà di diseguaglianza abissale e di nuove e vastissime povertà; una realtà di libertà fondamentali negate, inclusa la salute, individuale e collettiva, mai così strumentalizzata e tradita. Per non parlare della cultura.

Secondo lo psichiatria Vittorino Andreoli:

Gli intellettuali del nostro tempo giocano con le parole senza preoccuparsi delle idee dalle quali dovrebbero dipendere, semplicemente, le parole sostituiscono le idee mostrando in superficie di esprimerle. Non occorre pensare, basta giustificare le incoerenze del potere, per mantenerlo saldo e sempre più vasto (22)

Se un mondo buono non esiste e non è mai esistito, di fatto esiste un mondo reale fatto anche di persone buone.

Per il filosofo e sociologo Aleksander Dugin:

Essere giovani non è una malattia. Tutti lo siamo stati, per poi invecchiare. Ai giovani serve sempre un esempio da seguire. Mancano figure che possano essere d’esempio, sia nella vita privata che in quella pubblica (23)

Nelle nostre radici, nella nostra Storia, così come nelle nostre famiglie, nelle nostre amicizie, sicuramente troviamo figure positive, e spesso son proprio quelle - immerse anch'esse nella società liquida dello spettacolo e dell'apparenza, del narcisismo e dell'arroganza - che non fanno quasi mai notizia.

Ci faceva notare il grande Giacomo Leopardi (chissà se oggi avrebbe mai aperto un profilo Instagram):

È curioso vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto, hanno le maniere semplici; e che quasi sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco valore. (24)

Questo è ciò che la nostra generazione sta tramandando alla nuova: un mondo buono dove non esistono ingiustizie ma soltanto opportunità.

Questo è invece ciò che andrebbe trasmesso ai giovani per poter scorgere il futuro: esiste un mondo reale fatto di ingiustizie e, se non proviamo a cambiarlo assieme, sarà lui - prima o poi - a cambiare noi.

Di Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

NOTE

(1) = Stiglitz Joseph E, Premio Nobel per l’Economia (2001), “La globalizzazione e i suoi oppositori”, Einaudi 2002

(2) = Ruzzon Emma, Discorso pubblico inaugurazione 800° anno accademico Università degli Studi di Padova, 19 maggio 2022 - https://www.unipd.it/sites/unipd.it/files/2022/Intervento-Presidente-Consiglio-studenti-Emma-Ruzzon.pdf

(3) = Ibidem

(4) = Ibidem

(5) = Morin Edgar , “La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero”, Raffaello Cortina, Milano 2000

(6) = Ibidem
(7) = Marx Karl - Engels Friedrich, L'ideologia tedesca, pp.44/45, Marx Engels, Opere complete - Vol. 05 (1845-1846), Editori Riuniti, Roma, 1972

(8) = https://garagerasmus.org/about-us-garagerasmus/
(9) = Cook Tim, Discorso pubblico inaugurazione Anno Accademico 2015/2016 Università Bocconi, Milano – http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/11/10/news/apple_tim_cook_alla_bocconi_innovare_rispettando_l_ambiente_-127031333/?refresh_ce
(10) = Ruzzon Emma, Discorso pubblico inaugurazione 800° anno accademico Università degli Studi di Padova, 19 maggio 2022 - https://www.unipd.it/sites/unipd.it/files/2022/Intervento-Presidente-Consiglio-studenti-Emma-Ruzzon.pdf

(11) = https://www.quirinale.it/elementi/68578
(12) = Ibidem
(13) = Ruzzon Emma , Discorso pubblico inaugurazione 800° anno accademico Università degli Studi di Padova, 19 maggio 2022 - https://www.unipd.it/sites/unipd.it/files/2022/Intervento-Presidente-Consiglio-studenti-Emma-Ruzzon.pdf

(14) = Cascone Massimo A., STUDENTI CONTRO IL GREEN PASS PADOVA: BASTA IPOCRISIA ISTITUZIONALE, 20.05.2022 - https://comedonchisciotte.org/studenti-contro-il-green-pass-padova-basta-ipocrisia-istituzionale/
(15) = https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-didattica-ibrida-alluniversit-spegner-la-luce-degli-studenti
(16) = Ibidem
(17) = Discorso pubblico inaugurazione Anno Accademico 2015/2016 Università Bocconi, Milano – http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/11/10/news/apple_tim_cook_alla_bocconi_innovare_rispettando_l_ambiente_-127031333/?refresh_ce

(18) = Morin Edgar, “La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero”, Raffaello Cortina, Milano 2000

(19) = Aristotele, Politica I, 2, 1252b -1253b
(20) = Morin Edgar, “La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero”, Raffaello Cortina, Milano 2000

(21) = https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-didattica-ibrida-alluniversit-spegner-la-luce-degli-studenti
(22) = Vittorino Andreoli , Il denaro in testa, p.104, Rizzoli (2011)

(23) = https://comedonchisciotte.org/aleksandr-dugin-il-grande-reset-e-fallito-e-lora-del-grande-risveglio/
(24) = Leopardi Giacomo, Pensieri, Moralisti greci. A cura di Alessandro Donati. p.64, Bari, Laterza, 1932

Commenti (52)

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    1. davec.dj 1 giugno 2022

      Bello, ma un po' prolisso...

    1. ndr60 31 maggio 2022

      Le migliori idee sono nate in garage, tutti affittati dal Dipartimento di stato USA :)

    1. JHON 30 maggio 2022

      Il bellissimo articolo di jacopo Brogi, pieno di citazioni e di belle proposte della nostra classe dirigente futura ha omesso una frase che la studentessa Ruzzon ha proferito, davanti al portavoce delle LIBERTA' (sue), dimostrando ancora una volta, che chi dirige il coro in questi Atenei è ancora la lunga mano del popolo variopinto, perchè miscelando aspettative e proposte. per poi sentenziare che un paese, per essere considerato civile deve approvare senza se e senza ma, ilDdL ZAN, scusatemi, ma di quale futuro parlate. Correggetemi se sbaglio.

    2. Jacopo Brogi 30 maggio 2022

      Salve, la parte da lei citata l'ho omessa di proposito perche' e' solo quella parte, guardacaso, riportata dai grandi media, che invece hanno ignorato totalmente quanto la studentessa dice sui diritti economici e sociali perduti o mai avuti. Ho le mie opinioni sul ddl Zan, ma ho deciso di non rischiare che l'attenzione fosse sviata dai temi centrali dell'articolo. Grazie dell'attenzione.

    1. Teopratico 30 maggio 2022

      Gran bell'articolo, a partire dal titolo e dall'immagine, passando per le citazioni e l'argomentazione chiara e cristallina, e nella conclusione rivolta alle generazioni più giovani. Forse si dovrebbero avvicinare maggiormente questi giovani, per conoscerli almeno e magari (magari!) stimolarli per compiere azioni rivoluzionarie che solo loro sono in grado di rendere efficaci.

    2. Hospiton 30 maggio 2022

      Credo che per i nativi digitali il concetto di "azione rivoluzionaria" (sono i primi ad essere cresciuti in una effettiva comunità globale, i commenti sui video di YouTube ne sono una buona dimostrazione) sarà molto diverso da quello di tutte le generazioni che li han preceduti. Se riusciranno a formularlo in modo proprio, indipendente, potrà veramente rappresentare un cambiamento epocale. Se viceversa combatteranno battaglie altrui convinti siano le loro, bè sì tratterà di una grande occasione sprecata.

    3. R66 30 maggio 2022

      Un po' la differenza che c'è tra il banco e il casinò.
      Battagliare contro il banco è auspicato dal casinò, contro quest'ultimo risulta efficace soltanto non entrarvi.
      Al momento non mi pare che ci siano tante Emme disposte a non giocare.
      Ok, vorrebbero farlo con metodi diversi, unicorni e fatine insomma, ma sappiamo benissimo che il modo migliore per far restare le regole inalterate è quello di sedersi sullo sgabello.

    4. Teopratico 30 maggio 2022

      Non so, davvero se sapessi rispondere all'ennesima domanda: "Che fare?" lo direi, lo urlerei. Per esempio se i ggiovani stessero davvero e solamente seduti su uno sgabello, magari cambierebbero tutto...

    5. Hospiton 30 maggio 2022

      Non saprei, dipende cosa si potrà fare in futuro seduti su uno sgabello! Metodi diversi ma non solo, anche strumenti diversi, di cui è impossibile ora prevedere le potenzialità (almeno per me). Se chi li ha messi a disposizione li saprà padroneggiare a dovere inutile parlarne, ma se ciò non dovesse accadere potrebbero esserci sorprese, perfino a livello di mentalità. In caso contrario amen, benvenuti nel mondo di "Equilibrium"!

    6. R66 30 maggio 2022

      @Teopratico @Hospiton non ho la sfera di cristallo e mi auguro di sbagliare, la mia deduzione nasce dal seguente ragionamento.
      L'intenzione di cambiare le dinamiche dall'interno sembra una gran cosa se staccata dal resto.
      Nell'ordine cronologico mentale però, prima dell'intenzione, c'è l'accettazione del funzionamento di base.
      Come dire: il principio lo gradisco, mi sta bene che ci sia un dislivello nel processo, vorrei "soltanto" cambiare ciò che lo determina (a mio favore).
      Nel caso non interessasse la base, si propenderebbe per un qualcosa ex novo, non per la riforma, no?

      Fatto sta che nessun blocco/ente/movimento propone qualcosa di diverso e chi solo tenta di immaginarlo, viene etichettato come un moderno hippy egoista e fuori di testa.

      Poi ovvio che per la dimensione relativa di Emma, una eventuale riforma potrebbe generare un miglioramento, ma a quel punto ci sarebbero Anna e Marco a far il suo identico discorso di oggi.
      Con questi presupposti, che si adoperino gli interessati, io non glielo impedirò di certo, promesso. 😉

    7. Teopratico 30 maggio 2022

      Non intendevo tanto gli hikikomori odierni attaccati ai device, quanto degli neo-stiliti, che non consumano alcunché, nemmeno i bytes. Si lo so, non esistono.

    8. Hospiton 30 maggio 2022

      Il fatto rivoluzionario e spiazzante di queste generazioni, e probabilmente di quelle che seguiranno nei prossimi decenni, è che non vogliono un cambiamento, non lo perseguono né con fatti né con chiacchiere (al di là di semplici rimostranze come quelle riportate in questo articolo, espresse quasi timidamente, in punta di piedi, o dei cortei gretini, roba alquanto soft). Caro R66, credo che i nativi digitali non pretendano il cambiamento, essi sono il cambiamento, e lo sono contro la loro volontà, un aspetto forse inedito nell'Occidente degli ultimi due secoli, pieno di incendiari in gioventù che dopo i 40 son diventati pompieri scelti. Se poi le loro scelte condurranno a dei miglioramenti sociali o, viceversa, alle distopie paventate da tanti osservatori, dipenderà da una miriade di variabili, alcune note, altre che identificheremo nel tempo. La storia ci insegna che i difetti dell'uomo sono più o meno gli stessi dalla notte dei tempi, e che quindi i problemi di fondo rimangono anche essi più o meno gli stessi...e se invece nuove possibilità tecnologiche portassero a radicali, e oggi insospettabili, modifiche nei comportamenti, nella mentalità, nell'organizzazione sociale? Le tendenze opposte, veicolate da vecchi poteri che non intendono abdicare, sono forti, fortissime, ma tutto questo agitarsi mi fa pensare che non abbiano la situazione esattamente sotto controllo. Spero di non sbagliarmi, in caso contrario ci vediamo in un campo di rieducazione per novax🙂

    9. Hospiton 30 maggio 2022

      Chissà Teopratico, qualche milione di stiliti e anacoreti 2.0, in grado di destreggiarsi tra bytes e chissà che altro, potrebbero essere piuttosto destabilizzanti per un sistema tecnocratico. Insomma scenari alla "Hackers"...

    10. Teopratico 31 maggio 2022

      Come dice il buon GioCo è molto più probabile uno scenario alla Blade Runner, dove sono tutti schiavi, anche gli hackers più abili. Purtroppo.

    11. Hospiton 31 maggio 2022

      Il rischio esiste senza dubbio...la fase che stiamo vivendo costituirà uno snodo cruciale nel percorso della nostra civiltà, vedremo se chi ci vuole in catene, fisiche o virtuali, avrà calcolato tutto al millesimo.

    1. Primadellesabbie 30 maggio 2022

      Questo articolo, che abbonda in citazioni, potrebbe essere preceduto da questa considerazione attribuita al barone von Liebig:

      "Ogni pensiero da noi espresso, o che tentiamo di esprimere, provoca un certo meraviglioso cambiamento nella sostanza cerebrale"

      e concluso da una citazione di Plutarco:

      "Un'idea è un essere incorporeo che non ha sussistenza di per se stesso, ma che dà figura e forma alla materia informe e diviene la causa della sua manifestazione".

      Detto questo bisognerebbe cercare di capire perchè i giovani non fanno più il loro mestiere/dovere di ribellarsi (qualche idea me la sono fatta).

      Se volete guardare 3 minuti di questo Fausto Carotenuto (da 12' 45 a 16' 00"), magari trovate qualche suggerimento:

      https://coscienzeinrete.net

    2. R66 30 maggio 2022

      Immagina di avere come ideali le "proposte" della Ferragni, del marito, di qualche sportivo e dell'eterno bambino del momento, il Vacchi: vivi al massimo, non ti risparmiare, la vita è fare ciò che piace e che si vuole.
      A chi ti dovresti ribellare se tutto ciò è merito dell'Orco?
      Il disagio, che in questo caso diventa il non raggiungimento delle offerte del mito, non lo si manifesta verso chi offre, ma semmai verso chi nega.
      Chi è che nega?
      Il finto cieco, l'immigrato, quello che non paga le tasse, i novax, Putin, il sacrificabile di turno corrotto, quando va bene, in altri casi la colpa è della noiosa norma, di chiunque ponga un limite, del padre ad esempio, che magari si è fatto un mazzo tanto ma che agli occhi del figlio risulta un miserabile coglione.
      Addirittura alcuni riescono a incolpare concetti astratti, il terrore, la pandemia, le crisi, il fato, i tempi, la sfiga...
      L'Orco non si tocca, con lui sparirebbe il mito e quindi il proprio desiderio, che in un mondo imperniato sull'ego, equivale alla persona stessa.
      Capolavoro!
      Ora qualcuno con più fantasia della mia potrebbe spiegarmi, anche solo per via teorica, come riprendere una struttura così compromessa, considerando l'età utile per la procreazione e che una pecora, di solito, non genera un leone?

      Quando nei messaggi invito a tradurre nel pratico le alte intenzioni dei comunicati, è proprio perché vorrei vedere la reazione di un ventenne nel considerarle: "che è 'sta roba, ma vattene va...".

    3. Primadellesabbie 31 maggio 2022

      Molti sostengono che l'uomo sia, e sia sempre stato, lo stesso.

      Non credo sia così, e anche l'ambiente penso che cambi e, per ambiente intendo anche ciò che non si vede e l'immateriale che però si percepisce.

      (Malanga con la sua teoria che siamo noi i creatori apre una pista molto interessante.)

    4. R66 31 maggio 2022

      Sono uno di quelli che pensa che l'uomo sia da sempre lo stesso, ma che fattori esterni possano creare l'effetto della goccia e del vaso.
      Ritengo questi tempi una sorta di potenziometro in dinamiche prima arginabili, ma che da domani, se non già da adesso, potrebbero non esserlo più.
      Mi chiedo spesso come avrei potuto ragionare ad esser stato un nativo digitale...
      Non mi considero tanto furbo da poter esser scagionato, la forza d'urto è mastodontica rispetto anche solo a 25 anni fa, se i giovanissimi sono tali, analisi a parte, non credo che gli si possa addossare tutta la colpa.
      Colpevole o meno, adesso questo c'è e bisognerà farci i conti per bene prima o poi.

    5. Primadellesabbie 31 maggio 2022

      Se ti riesce di spiegare il mondo in cui viviamo con quelle premesse, hai ragione.

    1. uparishutrachoal 30 maggio 2022

      Tutto giusto..e adesso?
      Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas.
      Ogni volta che si prospetta una fine del mondo c'è sempre qualcuno ..un santone..che cerca di dare la sveglia...in genere inascoltato, per cui..ci rimettiamo alla clemenza della corte (celeste)

    1. Eugiorso 30 maggio 2022

      Non si possono cambiare le ingiustizie in giustizia sociale se manca quanto segue:

      1) élite rivoluzionaria, quadri rivoluzionari, programma opposto a quello neoliberista/ libbbero merkato, masse esasperate e pronte a passare dall'altra parte, a combattere per le strade.

      2) Contro-violenza rivoluzionaria in grado di rispondere a quella del potere vigente con tutti gli interessi.

      4) Appoggio esterno (nel nostro caso le Potenze Libere che combattono a livello geopolitico contro statunitoidi e atlantisti).

      Quanto precede manca completamente in Italia e scarseggia drammaticamente nel resto dell'Europa occidentale.

      Cari saluti

    1. GioCo 30 maggio 2022

      Ai miei occhi tutto è semplice. Nella società dei mercanti le parole contano come richiamo, tipo quello delle papere per i cacciatori.
      Questa (poi) è la fine di un era e di un potere. Quello dei mercanti (ebrei) e dei cattolici "doc", due "lignaggi" propri di un pensiero, quello molochiano e quindi profondamente intrecciati e fintamente concorrenti. Come il "polizziotto buono e cattivo" delle tecniche interrogatorie dell'FBI. Il mandante quindi è il cattogiudaismo, un strano essere ambiguo, untuoso e strisciante, proprio dei veleni. Tipo le lumache o le vipere. Solo che questo potere non vuole saperne di sparire e quindi si è inventato un modo per rimanere saldamente al comando. Ma la storia non ha pietà nella sua imparzialità e sbatte fuori il probo come il reprobo, parimerito, quando è il loro tempo. Certo, avremo una società dominata dalle multinazionali e dalle profonde spaccature. Ma soprattutto avremo modo di vedere bene (se conserveremo lucidità e volontà) tutto il marcio che ci ha distinto fin'ora come società. Per ciò non è un male che finisca e nemmeno che chi è cresciuto all'ombra di questo iniquo non veda futuro.

    1. R66 30 maggio 2022

      Mi domando quanto la famosa Monica sia stata diversa dalla Emma di oggi.
      Me la immagino appena annunciata nella stanza ovale, trovarsi davanti Mr. President con in mano un rum da 700 dollari al bicchiere sul quale picchietta con la lunga unghia del mignolo.

      Tic... tic...tic...
      Bill: "Monica... ah... Monica, Monica, Monica, ma cosa ti ho fatto di male?"
      Monica: "Veramente Mr. President io sono qui per dirle che non..."
      Bill: "Non era una domanda!"
      Monica:" Mi scusi Mr. President, guardi che io...
      Bill:"Shhh... zitta!
      ...
      Ti ricordi di Sharon?
      Quella bellina che al college conquistava tutti i ragazzi..."
      Monica: ...
      Bill: "Questa è una domanda."
      Monica: "Si, la ricordo..."
      Bill: "Ecco, brava. Sta lavorando da ProfumoBuono, un negozietto da quattro soldi che vende porcherie a vecchie disilluse...
      Ora io ti offro un posto dovunque vorrai, il lavoro dei tuoi sogni, ma... con lo stesso stipendio di Sharon, ossia 1.200 dollari al mese."
      Monica: "Veramente, io credo che... come dire... insomma... ritengo di..."
      Bill: "Stai cercando di dirmi che vuoi di più?"
      Monica: "S...s...si! Ho studiato una vita non sarebbe giusto se... cioè se uno si da da fare ritengo che possa aspirare...
      Bill: "E basta! Quanto parlate voi giovani! Ascolta prima di partire a raffica, sembri una mitraglietta...
      Cosa hai quindi da contestare?
      Questo non è forse il mondo delle opportunità che mi hai appena detto desiderare?"
      Monica: "Con le mie rimostranze non intendo attaccare il concetto di meritocrazia, ma di come essa oggi è strutturata...
      Bill: "Ok, ho capito. Tu ritieni che il saper far di conto debba essere tenuto più in considerazione di saper praticare un'ottima fellazio, giusto?"
      Monica: "Detto così non è che sia proprio carino, ma si, intendo questo."
      Bill: "Bene, ci stiamo avvicinando...
      Scommetto che al mio posto cambieresti i parametri meritocratici, no?
      Monica: "Certamente!"
      Bill: "Monica, Monica, Monica... ma tu davvero credi che le leggi le faccia io?
      Quanto sei ingenua!
      Le leggi si scrivono da sole dal momento che intercorre il desiderio di volere di più.
      Mentre hai 10 vorresti 20, quando avrai 20 vorrai 100...
      D'altra parte perché sei venuta qui?
      Il resto sono tecnicismi derivati dalle pulsioni umane.
      Quindi mia cara Monica, il mondo che desideri esiste già.
      Ma ricorda, non è detto che tu debba rivestire alcunché, forse non ne sei capace, forse meriti anche meno della tua amica Sharon..."
      Monica: "No, Mr. President, mi metta alla prova, sono sicurissima che..."
      [Rumore di patta che si apre, il resto è storia]

      Ciò non vuole essere un auspicio negativo, sono sicurissimo che Emma non seguirà le orme di Monica, lei andrà a lavorare con Sharon, farà 4 marmocchi e vivrà una vita modesta ma felice insieme a Andrew, 1.100 dollari da Walmart.
      I genitori 1 e 2 in effetti l'hanno fatta studiare per farsi una cultura, mica per spiccare sul prossimo: "che brava nostra figlia con quella fonetica impeccabile e quel lessico invidiabile, un amore mentre disquisisce sulle fettuccine Alfredo fuori dalla scuola!"
      Ogni tanto parteciperà a qualche manifestazione e qualche raccolta firme, in alto i cartelli quindi: "Più meritocrazia!" - facendo finta di non aver capito che una volta aver mentalmente abbracciato il principio delle opportunità, il mondo non ha più alcuna responsabilità, gestire una patta aperta o far di conto diventano soltanto tecnicismi e, anche a leggerla così, non c'è spazio per tutti.

    2. Teopratico 30 maggio 2022

      Caro R oltre a ragionare scrivi anche bene i dialoghi, nella sceneggiatura è una rarità, ci vuole ritmo e intuito, c'è chi riesce e chi no.

    3. danone 30 maggio 2022

      R66, sei una penna rubata al romanzo erotico soft :-))

    1. indipendente 30 maggio 2022

      Italia al contrario fa Ailati, e quindi già nel nome c’è sempre stato scritto il nostro misero destino. Anche Ukraina mi sembra significhi qualcosa di simile a periferico o giù di lì.

    2. Cachafaz 30 maggio 2022

      Pero' , al tempo dei romani fummo alati (l'aquila).

    3. Rnamessaggero 30 maggio 2022

      Certo, anche la Grecia la culla della cultura, valli a vedere adesso ;-)

    4. Primadellesabbie 31 maggio 2022

      Fummo chi?

    1. Nestor Halak 30 maggio 2022

      Essere giovani non è una malattia. Tutti lo siamo stati, per poi invecchiare. Ai giovani serve sempre un esempio da seguire. Mancano figure che possano essere d’esempio, sia nella vita privata che in quella pubblica

      In realtà gli esempi ci sono e ben propagandati, sono quelli ricordati più sopra, che sviluppano un'idea in garage e poi sono così fortunati da avere successo. Uno su un milione.
      Ci fanno correre e sgomitare per diventare uno su un milione, eppure non ci vuole molto a capire che gli altri 999.999 sono perduti.Cioè praticamente tutti.
      Comprare il biglietto della lotteria non serve. Quel che serve è una cosa da giovani, la rivolta.

    2. Rnamessaggero 30 maggio 2022

      Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli interessi di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni. -LENIN-

      Anni e anni di università e i giovani, tranne quattro gatti fuori, non hanno ancora maturato la capacità cosciente di capire queste quattro parole in croce.

    3. LuxIgnis 30 maggio 2022

      Sempre che sia vero che le loro idee le abbiano sfornate in un garage, perché andando un poco a fondo non è mica tanto così...

    4. Arian Van Heisen 30 maggio 2022

      Tu puoi avere tutte le idee che vuoi , ma se non sei nell' ambiente giusto le tue valgono zero ...vedi Tesla...!
      poi la storiella del garage fa sorridere o sognare.. come quella di Cenerentola..!
      eppure non ci vuole molto a capire che gli altri 999.999 sono persi

    5. Primadellesabbie 30 maggio 2022

      Comunque nelle case americane il garage è l'unico posto in cui puoi pensare o parlare senza la televisione accesa.

    6. LuxIgnis 30 maggio 2022

      Oddio, per la televisione accesa anche qui la differenza che non molti hanno il garage.

    7. Primadellesabbie 31 maggio 2022

      Ecco spiegato perché comandano loro!

    1. danone 30 maggio 2022

      E bravo il nostro Jacopone da Brogi, bel pezzo :-))
      Però mi sta parecchio sulle balle sta cosa delle idee dominanti della classe dominante, certo, se paghi per far passare una stronzata per un idea buona, chi ha soldi, ha sempre ottime idee, e che cazzo.
      Io non ho paura di confrontarmi sulle idee dominanti nemmeno con la upper class globalista della società umana attuale, venite avanti tranquillamente ad esporre le vostre idee dominati, ricchi e benestanti signori della classe dominante, a questo poco più che povero servo della gleba qual sono, venite pure che vi spezzo in due, a voi e alle vostre idee pigmee, davanti alla luce solare delle mie.
      Scusate l'esaltazione ma ci sta tutta, essendo un povero villico nulla-tenente da una vita, dominare con le mie idee su chi occupa la vetta della piramide, lato umani, son soddisfazioni, lato alieni, non c'è stato ancora un confronto diretto, lo attendo quando vogliono, non ho nessun problema a confrontarmi anche con i migliori di loro, li rompo in 5 minuti a suon di buone idee anche a loro, sti pigmei dello spazio, sono tutta scena e basta.
      Però signori una cosa deve essere chiara, bisogna avere fiducia in se stessi, tanta onestà interiore, un pò di faccia tosta e portare in dote solo la verità, niente di inventato dal nulla per capirci, ne moneta, ne idee, perchè non valgono niente alla prova dei fatti e voi rimarrete dominati.

    2. Rnamessaggero 30 maggio 2022

      Tranquillo danone, l' unica idea che hanno sempre avuto è quella di metterlo in der alla massa, gli stessi che dicevano che il comunismo ti avrebbe portato via la casa, e negli atenei adesso abbiamo i loro figli ( tranne quelli in protesta fuori ), sono quelli che adesso si vaccinano convinti perché la covid è una pandemia.
      Decidere da che parte stare è il problema.

    1. Rnamessaggero 30 maggio 2022

      Una non nazione che disserta sul tema socialità come se fosse una nazione, disserta il fondello e la sua presa, a rappresentarla un non presidente cade a fagiolo.
      Gli unici che ancora sanno di essere parte di una nazione che non esiste ma che non la si può far scomparire dalla logica della ragione e del pensiero, sono gli studenti fuori dall’Ateneo di Padova.
      Emma Ruzzon, mostra ai giovani come vendersi per essere pagati tal quali fascistucoli ammazza diritti sociali.
      Informatica, quando in quattro gatti ci battevamo per far capire che un sistema operativo mondiale non poteva e non doveva essere di proprietà di un singolo individuo e che andava sviluppato un sistema OPEN di tutti e per tutti ( si lo so è comunismo se di tutti ), eravamo 4 gatti e siamo rimasti 4 gatti, fra qualche decennio forse, qualche gatto in più si farà avanti, occorre studiare, anche politica, per fare progressi rispetto al plug & pray, ops, termine difficile.

    1. Bertozzi 30 maggio 2022

      Articolo sontuoso.

    2. lilithdea 3 giugno 2022

      Dovrebbero leggerlo molti pensionati privilegiati..non quelli che prendono pensioni da fame.

    1. IlContadino 30 maggio 2022

      Ho letto tutto il pezzo (ad eccezione delle parole di Mattarella), direi che lo si potrebbe racchiudere nella citazione in alto:"Solo i ciechi, o gli egoisti, sono soddisfatti del mondo com’è".
      Ognuno pensa per sé, al proprio culo, alla propria, personalissima situazione; del prossimo non si ha nessuna considerazione, figurarsi del bene collettivo. Ci vuole bontà d'animo per riuscire ad includere il prossimo nel proprio sentire. Percepire l'altro, sapere ascoltare, condividere gioie e dolori altrui, essere empatici, provare compassione; questo approccio alla vita crea una società che val la pena, ma siccome è un approccio di nicchia, di pochi individui, la società segue un altro incedere, quello dell'egoista appunto. Secondo me va lasciata andare, fino in fondo, fin dove vuole spingersi. Mi piace molto più il pensiero di occuparmi della nicchia, di quelle poche persone che riescono a percepire l'altro, sono rare, ma ci sono, non saranno mai la società.
      La storia del Green pass ha messo tutto in chiara evidenza, anche se secondo me, il primo giorno di scuola, del penultimo anno scolastico, aveva già detto tutto

    2. Madrigalista 30 maggio 2022

      Io a sto punto avrei riassunto ulteriormente in: “ci avete rotto la nicchia!” 😉

    3. LuxIgnis 30 maggio 2022

      Mi è capitato di leggerlo oggi: i tre precetti (Kapu) da seguire nello sciamanesimo (Kahuna - colui che è maestro di sé stesso) Hawaiano.

      1- Ama tutto ciò che vedi - con umiltà.
      Quando veniamo dal luogo dell'umiltà, ci connettiamo con l'energia della compassione. Questo ci permette di sperimentare il potere dell'aloha (Vari significati, amore il più classico ma letteralmente vuol dire faccia a faccia con la divinità).

      2- Vivi tutto ciò che senti - con riverenza.
      Quando pratichiamo l'accettazione e viviamo ciò che sentiamo, siamo inesorabilmente attratti dalla riverenza, dal rispetto attivo per tutti e per tutto ciò che incontriamo nella vita.

      3 - Conosci tutto ciò che possiedi - con disciplina.

      Conoscendo ciò che possediamo, troviamo la nostra disciplina. E per scoprire chi siamo e dove siamo, l'autodisciplina è essenziale, perché senza di essa non possiamo progredire.

      Semplice no! Sono i principi della libertà.

    4. Rnamessaggero 30 maggio 2022

      Certo, come la libertà di puntare una pistola in testa a qualcuno e di chiedergli cosa ne pensa della condivisione dei sui beni o affari o poteri ma soprattutto cosa ne pensa del bene per la sua famiglia. Quelli con la pistola diventano ricchi, no, non interiormente.

    5. LuxIgnis 30 maggio 2022

      Lascia perdere la libertà non è roba per te.

    6. Rnamessaggero 30 maggio 2022

      E tu chi sei ? Di un' altro mondo ?
      Papa concorrente pontifichi sincretico ideologico decrepito ?

    7. LuxIgnis 30 maggio 2022

      Forse, ma tu hai espresso un considerazione in netta contraddizione con quanto espresso. Se non te ne rendi conto non sei libero.

    8. Rnamessaggero 30 maggio 2022

      Una cosa è la mia libertà, un' altra i fatti di questo mondo, con i quali piaccia o meno, occorre convivere, ne facciamo parte.
      Un mondo di agnelli illuminati o che credono di esserlo è quanto di più ambito dai lupi.
      Non faccio luce ma vedo chi sei, dai, questa fa paura anche alle belve.

    1. Hospiton 30 maggio 2022

      Povera Emma e poveri ragazzi, cresciuti in una cloaca in cui il tanfo dell'ipocrisia è sempre più insopportabile...quello a cui hai rivolto quest'appello, il sig. Mattarella, tra pochi giorni ti risponderà ammorbandoti di retorica repubblicana, così come il 25 aprile vi ha mentito per l'ennesima volta sulla "liberazione". Non vi hanno mai raccontato che i valorosi "alleati" sterminarono 65.000 civili italiani nei bombardamenti, e che si accanirono contro obiettivi non militari come loro richiesto dai vertici politici e militari? Non vi hanno mai detto che i buoni liberatori in realtà furono ancor più cinici dei "cattivi", e che ancora oggi ci fan pagare a caro prezzo una "liberazione" avvenuta a suon di massacri ai danni di vecchi,donne e bambini, e di città devastate per "fiaccare il morale" della popolazione? Purtroppo queste amare verità te le racconterebbe solo gente non compromessa con tale abominevole sistema, qualche lupo solitario che non tema di affrontare il conformismo e il virus del politicamente corretto con cui vi stanno annichilendo, non certo il presidente della miserabile banana republic che è l'Italia. Quando e se capirete in quale gigantesca impostura siete stati formati, scambiando per agnellini libertari dei lupi famelici, allora forse comprenderete come affrontare le altrettali menzogne del presente, gli interessi dietro pseudopandemie, crisi e guerre preconfezionate, e riuscirete a prendere in mano il vostro destino.

    1. Arian Van Heisen 30 maggio 2022

      Le migliori idee del mondo sono nate tutte in un garage
      I profitti di aziende multinazionali sono ormai “bene pubblico”, parola dell’amministrazione delegato Tim Cook, Ceo di Apple

      Chi afferma in libertà in un' istituzione dell' Istruzione delle falsità simili illudendo noi giovani dovrebbe essere internato come Psicopatico affetto da cleptomania, se questi sono gli Intellettuali invitati a parlare non ci si può meravigliare se tutti si richiudono in se stessi, senza speranza, privi di sogni di ideali e senza modelli da seguire.
      siamo in un vuoto pneumatico della storia
      Arian
      https://youtu.be/sd3wP9-8iQU

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