La disfunzione governativa aumenta con il tempo

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Paul Craig Roberts

paulcraigroberts.org

La Costituzione degli Stati Uniti con la Carta dei diritti risale al 1789. Tutte le salvaguardie contro la crescita del governo centrale e la capacità di indebitare il Paese sono state erose. Oggi il debito nazionale federale è di 30 trilioni di dollari, circa il doppio del prodotto interno lordo dei 28 Paesi che compongono l’Unione Europea, la cui popolazione complessiva di 447.007.596 supera di circa 120.000.000 di unità quella degli Stati Uniti.

Fatta eccezione per il 2° Emendamento, nella Costituzione degli Stati Uniti sono state erose tutte le protezioni della libertà civile contro il tirannico governo centrale. Da sempre, la scusa per mettere da parte le libertà civili protette dalla Costituzione degli Stati Uniti è una minaccia percepita. Durante gli anni ’30, la “minaccia della depressione” aveva dato alle agenzie del ramo esecutivo il controllo sul processo legislativo, conferendo alle nuove autorità di regolamentazione l’autorità di elaborare le regole che garantivano l’attuazione legge. Negli anni ’30 il Congresso (Camera e Senato) erano essenzialmente diventati organi il cui unico compito era quello di ottemperare alle agenzie del ramo esecutivo e approvare leggi già preconfezionate. Con il New Deal il potere del Congresso era stato compromesso. Il Congresso aveva perso il controllo del ramo esecutivo.

Sorvolando su altri momenti e casi di erosione dei diritti costituzionali, la “guerra al terrore,” inventata nel 21° secolo, aveva permesso al governo degli Stati Uniti, durante i regimi di George W. Bush e Obama, di ignorare sia l’habeas corpus che il divieto di giustiziare i cittadini statunitensi senza un giusto3 processo e senza una condanna per un delitto capitale. Il governo federale degli Stati Uniti ha rivendicato ed esercitato il diritto di trattenere i sospetti a tempo indeterminato e di giustiziarli solo in base ad un sospetto. Lo spionaggio a livello di popolazione viola le disposizioni sulla privacy ed è diventato una routine. Sotto quasi tutti i punti di vista, i regimi di George W. Bush e Obama hanno distrutto la Costituzione degli Stati Uniti.

Nel periodo 2019-2021, l’orchestrata “minaccia Covid” è stata utilizzata dai governi occidentali per imporre una vaccinazione coercitiva con una sostanza non testata e somministrata al pubblico solo grazie ad una “autorizzazione all’uso di emergenza,” sulla base della falsa affermazione che non esistevano trattamenti o cure note. La vaccinazione forzata è una violazione diretta delle leggi di Norimberga ratificate dagli Stati Uniti e che erano state utilizzate per impiccare membri del governo tedesco accusati di esperimenti medici forzati.

Il sistema di leggi e di governo responsabile, istituito dagli uomini migliori e più brillanti del 18° secolo, è stato distrutto nel corso di 232 anni. Oggi nulla è rimasto degli Stati Uniti originali. Una falsa Storia, sponsorizzata dal New York Times e dal suo “Progetto 1619” e decenni di demonizzazione dei Padri Fondatori del nostro Paese nelle università e nelle scuole pubbliche hanno finito per dipingere gli Stati Uniti come un’impresa criminale e razzista sin dalla loro fondazione.

Si potrebbe pensare che un Paese così denunciato dai suoi stessi intellettuali svanisca silenziosamente. Invece, abbiamo neoconservatori ebrei che controllano la politica estera americana e la narrativa della politica estera americana e che dichiarano che il nostro Paese, totalmente screditato, è stato scelto dalla Storia come il Paese eccezionale e indispensabile, con il diritto di governare il mondo.

I nostri padri fondatori erano contrari agli interventi in terra straniera. Ma Washington ha usato la Seconda Guerra Mondiale per diventare un impero. Gli imperi hanno le loro regole. Gli stati fantoccio europei, il Canada, il Giappone, Taiwan e l’Australia seguono le regole di Washington. Un impero opera ovunque, anche negli affari dei suoi stati fantoccio e tra la sua stessa popolazione.

L’impero americano trova la sua egemonia vincolata da due potenze, Russia e Cina. Nessuna delle due è disposta ad accettare l’egemonia degli Stati Uniti. Entrambe hanno dichiarato l’adesione ad un mondo multipolare. I due Paesi sono, in effetti, nuovi Paesi rinati sulle ceneri di obsolete dittature ideologiche. Essendo nuovi, non hanno acquisito gli elementi disfunzionali che caratterizzano gli Stati Uniti e rendono irrealistica la loro pretesa di egemonia.

Per quanto tempo dovremo aspettare prima che coloro che si occupano di politica estera capiscano che un Paese in preda alla teoria critica della razza, alla politica identitaria, alla cultura dell’annullamento e al “wokismo,” che coltiva l’odio per se stesso e si barrica dietro infinite scuse è destinato alla spazzatura della Storia e non all’egemonia?

 

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Articolo originale di Paul Craig Roberts:
https://www.paulcraigroberts.org/2022/04/29/governmental-dysfunction-rises-with-time/
Traduzione di Costantino Ceoldo
Rivisto da Markus per comedonchisciotte.org

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