La difficile scelta di Surovikin

La Russia abbandona Kherson

La difficile scelta di Surovikin

Big Serge
bigserge.substack.com

Nel gennaio 1944, la Sesta Armata tedesca, appena ricostituita, si era trovata in una situazione operativa catastrofica nell'ansa meridionale del fiume Dnieper, nella zona di Krivoi Rog e Nikopol. I Tedeschi occupavano un pericoloso saliente, che sporgeva precariamente nelle linee dell'Armata Rossa. Vulnerabili su due fianchi e di fronte ad un nemico superiore per uomini e potenza di fuoco, qualsiasi generale degno di questo nome avrebbe cercato di ritirarsi il prima possibile. In questo caso, però, Hitler aveva insistito affinché la Wehrmacht mantenesse il saliente, perché la regione era l'ultima fonte rimasta alla Germania per il manganese, un minerale fondamentale per la produzione di acciaio di alta qualità.

Un anno prima, all’inizio del 1943, Hitler era intervenuto in un'altra battaglia più famosa, vietando alla precedente incarnazione della Sesta Armata di uscire da una sacca formatasi a Stalingrado. Costretta a non potersi ritirare, la Sesta Armata era stata completamente annientata.

In entrambi i casi, c'era stato uno scontro tra la pura prudenza militare e obiettivi e necessità politiche più ampie. Nel 1943, non c'era nessuna ragione militare o politica valida per mantenere la Sesta Armata nella sacca di Stalingrado: l'intervento politico nel processo decisionale militare era stato insensato e disastroso. Nel 1944, invece, Hitler (per quanto sia difficile ammetterlo) aveva un argomento valido. Senza il manganese proveniente dall'area di Nikopol, la produzione bellica tedesca era condannata. In questo caso, l'intervento politico era forse giustificato. Lasciare un esercito in un saliente vulnerabile è un male, ma lo è anche rimanere senza manganese.

Questi due tragici destini della Sesta Armata illustrano la questione saliente di oggi: come si analizza la differenza tra decisioni militari e politiche? In particolare, a cosa attribuiamo la scioccante decisione russa di ritirarsi dalla riva occidentale del Dnieper, nell'oblast' di Kherson, dopo averlo annesso solo pochi mesi fa?

Vorrei analizzare la questione. Innanzitutto, non si può negare che il ritiro sia politicamente un grossa umiliazione per la Russia. La domanda che ci si pone è se questo sacrificio fosse necessario per motivi militari o politici e cosa possa significare per il futuro corso del conflitto.
A mio avviso, il ritiro dalla riva occidentale di Kherson dovrebbe essere motivato da una delle quattro possibilità seguenti:

1. L'esercito ucraino ha sconfitto l'esercito russo sulla riva occidentale e lo ha respinto oltre il fiume.

2. La Russia sta tendendo una trappola a Kherson.

3. È stato negoziato un accordo di pace segreto (o almeno un cessate il fuoco) che prevede la restituzione di Kherson all'Ucraina.

4. La Russia ha fatto una scelta operativa politicamente imbarazzante ma militarmente prudente.

Esaminiamo questi quattro punti uno dopo l’altro.

Possibilità 1: una sconfitta militare

La riconquista di Kherson viene giustamente celebrata dagli Ucraini come una vittoria. La domanda è: di che tipo di vittoria si tratta? Politica/di facciata o militare? È banalmente ovvio che si tratta del primo tipo. Esaminiamo alcuni fatti.

Innanzitutto, già la mattina del 9 novembre - poche ore prima dell'annuncio del ritiro - alcuni corrispondenti di guerra russi avevano espresso dubbi sulle voci di ritiro perché le linee difensive avanzate della Russia erano assolutamente intatte. Non c'era alcuna parvenza di crisi tra le forze russe nella regione.

In secondo luogo, nella regione l'Ucraina non aveva in corso alcuno sforzo offensivo intenso al momento dell'inizio del ritiro e i funzionari ucraini avevano espresso scetticismo sul fatto che il ritiro fosse reale. In effetti, l'idea che la Russia stesse tendendo una trappola era nata dai funzionari ucraini che, apparentemente, erano stati colti di sorpresa dal ritiro. L'Ucraina non era stata pronta ad inseguire o a sfruttare il vantaggio ed era avanzata con cautela nel settore del fronte abbandonato dai soldati russi. Anche con il ritiro della Russia, i soldati ucraini erano chiaramente cauti nell'avanzare, perché gli ultimi tentativi di superare le difese dell'area si erano trasformati in vere e proprie stragi.

Nel complesso, il ritiro della Russia è stato attuato molto rapidamente con pressioni minime da parte degli Ucraini - proprio questo fatto è alla base della teoria che si tratti o di una trappola o del risultato di un accordo dietro le quinte. In entrambi i casi, la Russia si è semplicemente ritirata al di là fiume senza essere inseguita dagli Ucraini, subendo perdite trascurabili e portando via praticamente tutto il proprio equipaggiamento (finora, un T90 guasto è l'unica cattura ucraina degna di nota). Il risultato netto sul fronte di Kherson rimane un forte squilibrio nelle perdite a favore della Russia, che, ancora una volta, si ritira senza subire una sconfitta sul campo di battaglia e con le proprie forze intatte.

Possibilità 2: è una trappola

Questa teoria era emersa subito dopo l'annuncio del ritiro. Aveva avuto origine dai funzionari ucraini che erano stati colti di sorpresa dall'annuncio, ed è stata poi ripresa (ironicamente) dai sostenitori russi che speravano che la Russia giocasse a scacchi 4D - non è così. La Russia sta giocando a scacchi 2D standard, che è l'unico tipo di scacchi esistente, ma di questo parleremo più avanti.

Non è chiaro cosa si intenda esattamente per "trappola," ma cercherò di colmare le lacune. Ci sono due possibili interpretazioni: 1) una manovra convenzionale sul campo di battaglia che comporta un contrattacco tempestivo e 2) una sorta di mossa non convenzionale, come un'arma nucleare tattica o la distruzione di una diga con relativa inondazione.

È chiaro invece che non c'è alcun contrattacco sul campo di battaglia, per il semplice motivo che la Russia, dopo la ritirata, ha fatto saltare i ponti. Senza forze russe sulla sponda occidentale e con i ponti distrutti, non c'è alcuna capacità immediata per entrambi gli eserciti di attaccarsi a vicenda in forze. Certo, possono bombardarsi l'un l'altro attraverso il fiume, ma la linea di contatto effettiva è, per il momento, congelata.

Rimane la possibilità che la Russia intenda fare qualcosa di non convenzionale, come usare una testata nucleare a basso rendimento.

L'idea che la Russia abbia attirato l'Ucraina a Kherson per far esplodere una bomba atomica è... stupida.

Se la Russia volesse usare un'arma nucleare contro l'Ucraina (e non è così, per le ragioni che ho esposto in un precedente articolo) non c'è alcuna ragione sensata per cui sceglierebbe come bersaglio una capitale regionale appena annessa. Alla Russia non mancano i sistemi di lancio. Se volessero bombardare l'Ucraina, è ovvio che non si prenderebbero la briga di abbandonare una propria città per farne il luogo dell'esplosione. Bombarderebbe semplicemente l'Ucraina. Non è una trappola.

Possibilità 3: un accordo segreto

La notizia che il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, è stato in contatto con la sua controparte russa e, in particolare, la sensazione che la Casa Bianca abbia fatto pressioni per i negoziati, ha scatenato il dibattito. Secondo una variante del "Sullivan Deal," l'Ucraina riconoscerebbe le annessioni russe ad est del Dnieper, mentre la riva occidentale di Kherson tornerebbe sotto il controllo di Kiev.

Lo ritengo improbabile per una serie di ragioni. Innanzitutto, un accordo di questo tipo rappresenterebbe una vittoria russa molto di Pirro: pur ottenendo la liberazione del Donbass (uno degli obiettivi espliciti dell'operazione militare), lascerebbe l'Ucraina in gran parte intatta e abbastanza forte tale da essere una spina nel fianco perenne, come Stato ostile anti-russo. Ci sarebbe il problema di una probabile ulteriore integrazione dell'Ucraina nella NATO e, soprattutto, l'aperta cessione di una capitale regionale appena annessa.

Da parte ucraina, il problema è che il recupero di Kherson non fa altro che rafforzare a Kiev la (falsa) percezione che sia possibile una vittoria totale e che la Crimea e il Donbass possano essere recuperati interamente. L'Ucraina sta godendo di una serie di avanzate territoriali e sente che deve sfruttare la sua finestra di opportunità.

In definitiva, non sembra esserci un accordo che soddisfi entrambe le parti e questo ribadisce il fatto che l'ostilità innata tra le due nazioni deve essere risolta sul campo di battaglia. Solo Ares può giudicare questa disputa.

Per quanto riguarda Ares, ha lavorato duramente a Pavlovka.

Mentre il mondo era concentrato sul passaggio di mano relativamente incruento a Kherson, la Russia e l'Ucraina hanno combattuto una battaglia sanguinosa per Pavlovka e la Russia ha vinto. L'Ucraina ha anche tentato di rompere le difese russe nell'asse di Svatove, ma è stata respinta con pesanti perdite. In definitiva, la ragione principale per dubitare della notizia di un accordo segreto è il fatto che la guerra continua su tutti gli altri fronti - e l'Ucraina sta perdendo. Ciò lascia solo un'opzione.

Possibilità 4: una difficile scelta operativa

A questo ritiro si era alluso già poco dopo che il generale Surovikin era stato messo a capo dell'operazione in Ucraina. Nella sua prima conferenza stampa, si era detto insoddisfatto per la situazione del fronte a Kherson, e aveva definito la situazione "tesa e difficile," alludendo alla minaccia che l'Ucraina facesse saltare le dighe sul Dnieper e inondasse la zona. Poco dopo era iniziato il processo di evacuazione dei civili da Kherson.

Ecco, secondo me, il motivo della decisione di Surovikin riguardo a Kherson.

Kherson stava diventando un fronte inefficiente per la Russia a causa dello sforzo logistico di dover rifornire le truppe attraverso il fiume con una capacità limitata di ponti e strade. La Russia ha dimostrato di essere in grado di sostenere questo onere (mantenendo le truppe rifornite per tutta l'offensiva estiva dell'Ucraina), ma la questione diventa 1) a quale scopo? e 2) per quanto tempo?

Idealmente, la testa di ponte avrebbe dovuto diventare il punto di lancio per un'offensiva contro Nikolayev, ma il lancio di un'offensiva avrebbe richiesto il rafforzamento del raggruppamento di forze a Kherson, con il conseguente aumento dell'onere logistico della proiezione delle forze attraverso il fiume. Con un fronte molto lungo da gestire, Kherson è chiaramente uno degli assi più impegnativi dal punto di vista logistico. Ritengo che Surovikin abbia preso il comando e abbia deciso quasi subito di non voler aumentare l'onere del sostegno cercando di spingere su Nikolayev.

Pertanto, se non si vuole lanciare un'offensiva dalla posizione di Kherson, la domanda diventa: perché mantenere la posizione? Dal punto di vista politico è importante difendere una capitale regionale, ma, dal quello militare, la posizione diventa priva di significato se non si intende passare all'offensiva a sud.
Siamo ancora più espliciti: a meno che non fosse stata prevista un'offensiva verso Nikolayev, la testa di ponte di Kherson era militarmente controproducente.

Mantenendo la testa di ponte a Kherson, il fiume Dnieper sarebbe rimasto un moltiplicatore negativo di forze, aumentando il carico logistico e di sostegno e con la perenne minaccia che le forze russe potessero rimanere isolate, nel caso l'Ucraina fosse riuscita a distruggere i ponti o a far saltare la diga a monte. Proiettare le forze attraverso il fiume sarebbe diventato un fardello pesante senza alcun beneficio evidente. Ma, ritirandosi sulla sponda orientale, il fiume è diventato un moltiplicatore di forze positivo, fungendo da barriera difensiva.

In senso operativo più ampio, Surovikin sembra rifiutare la battaglia a sud mentre si prepara a nord e nel Donbass. È chiaro che aveva preso questa decisione poco dopo aver assunto il comando dell'operazione – l’aveva accennato settimane fa e la velocità e il modo in cui è stato eseguito il ritiro suggeriscono che era stato ben pianificato, con molto anticipo. Il ritiro attraverso il fiume aumenta notevolmente l'efficacia di combattimento dell'esercito e diminuisce il carico logistico, liberando risorse per altri settori.

Ciò si inserisce nel più ampio modello russo, in grado di fare scelte difficili sull'allocazione delle risorse, combattendo questa guerra nel semplice quadro dell'ottimizzazione delle perdite e della costruzione di un perfetto tritacarne. A differenza dell'esercito tedesco della Seconda Guerra Mondiale, quello sembra essere libero da interferenze politiche e perfettamente in grado di prendere decisioni militari razionali.

In questo senso, il ritiro da Kherson può essere visto come una sorta di anti-Stalingrado. Invece dell'interferenza politica che ostacola l'esercito, abbiamo i militari liberi di fare le scelte operative che ritengono più opportune, anche a costo di mettere in imbarazzo le figure politiche. E questo, in definitiva, è il modo più intelligente - anche se apparentemente umiliante - di combattere una guerra.

Big Serge

Fonte: bigserge.substack.com
Link: https://bigserge.substack.com/p/surovkins-difficult-choice?utm_source=profile&utm_medium=reader2
12.11.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (78)

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Mostra commenti 78 caricati
    1. Tipheus 14 novembre 2022

      Non c'è bisogno di spiegarcelo. Lo abbiamo capito. Da un punto di vista tecnico-militare è stata una scelta obbligata. Detto questo,... ciò significa che gli Ucraini sono superiori militarmente ai Russi. Com'è potuta accadere una cosa del genere? Dando tempo loro di farsi rifornire e organizzare. In pratica, la tattica di oggi la capisco, ma capisco anche che è figlia di errori di sbalorditiva ingenuità di febbraio e marzo (se non del 2014).

    1. Nestor Halak 14 novembre 2022

      Per quanto riguarda il punto 3, le obiezioni dell'autore non mi sembrano affatto escludere la possibilità che esista davvero un accordo segreto: il fatto che non potrebbe soddisfare entrambe le parti, non è un buon motivo. Si può siglare anche un cattivo accordo. Questa è l'ipotesi che trovo più preoccupante.
      Mi pare che un eventuale intesa che preveda il ritiro dei russi dalla riva ovest del Dniepr comporterebbe necessariamente una rinuncia di Mosca agli obbiettivi politici annunciati all'inizio dell'operazione e perciò una sostanziale sconfitta. Tra l'altro i precedenti accordi siglati dai russi non inducono all'ottimismo.
      Comunque lo vedremo presto e vedremo se arriverà o meno la prevista offensiva d'inverno.

    2. Eugiorso 14 novembre 2022

      L'inverno è sempre stato favorevole ai russi, quando sono stati aggrediti (come nel caso del conflitto in ukraina!), così fu sia che al comando ci fosse lo zar Alessandro oppure Stalin:
      Fra la fine di novembre e l'inzio di dicembre del 1812 per i napoleonici fu una catastrofe (a meno 30-40 gradi!), mentre nel gennaio del 1945 l'armata rossa attaccava la Prussia orientale ...
      La storia non si ripete esattamente negli stessi termini, ma certe "tendenze" si possono manifestare anche oggi ...

      Cari saluti

    3. Luca VFR 14 novembre 2022

      Ammesso che sottoscrivano un accordo i Russi san benissimo, ma lo saprei anch'io fossi al posto loro, che alla prima occasione, com'è d'uso, l'Occidente di questo accordo ne farà immediatamente carta straccia. Per cui non credo che lo sottoscriveranno. Faranno un "facite Ammuina" di Borbonica memoria ed intanto si organizzeranno per la controffensiva. Almeno secondo la mia idea/impressione ma,ovviamente, non son né nella testa di Putin né in quella di Surovikin.
      Che io ricordi la Russia ha perso solo due volte: nel 1904/5 contro i Giappi e poi nel 1917 quando il neonato regime bolscevico firmò l'armistizio con gli imperi centrali. Nel primo caso la Marina Zarista, complice il fatto che non la fecero passare per il Canale di Suez, arrivò dopo un 6/8 mesi dall'inizio della guerra e, ovviamente, affaticata dal lunghissimo viaggio (dal Baltico attraverso Capo di Buona Speranza fino al Mar del Giappone) la seconda volta perchè avevano una guerra civile interna in corso quindi, specie per la seconda volta, direi che ci può stare benissimo il perdere. Però per il resto....

    1. Darkman 14 novembre 2022

      La scelta non mi sento di contestarla sul piano strategico. Se difendere Kherson risultava troppo esoso okay ritirarsi ma è l'incoerenza a far storcere il naso: perché annettere un territorio che non valeva la pena di mantenere occupato. Qui le decisioni politiche e la condotta militare presentano evidenti idiosincrasie. Questa penso sia la principale obiezione di molti di noi.

    2. Eugiorso 14 novembre 2022

      Alla fine, fra qualche mese e non subito, la vittoria militare russa che appare molto probabile, metterà in ombra la temporanea e apparente vittoria politica degli anglo-statunitoidi-nato, ben pompata dalle puttane mediatiche in seguito al riposizionamento russo nell'Oblast di Kerson.

      Cari saluti

    3. Darkman 14 novembre 2022

      Speriamo. Sempre più gente si sta convincendo che siamo di fronte a una guerra teatro tirata per le lunghe di proposito così da giustificare i rincari del gas e accelerare il Grande Reset. Toccherà ai russi smentire questa versione con una reazione forte nei mesi successivi, possibilmente vincendo e spodestando il governo fantoccio di Zelensky. Siamo di fronte a uno scontro serio o ad un conflitto, per così dire, 'controllato'? Cioè studiato per alternare delle fasi di stallo e favorire la disgregazione economica dell'Europa? Onestamente mi sovvengono i dubbi più disparati ma non ho gli elementi per avvallare alcuna conclusione.

    4. Luca VFR 14 novembre 2022

      Per tutta una serie di ragioni, che è lunghissimo qua elencare ma che si riconducono ad una "pigrizia" europea, specie dell'Ovest, cullata da 45 anni di ombrello statunitense al di qua della "Cortina di Ferro", il "ventre molle" dell'Occidente è proprio l'UE che sarà anche, ma non so ancora per quanto, importante economicamente ma politicamente è un vero e proprio nanerottolo (ed anche un po' deforme, una specie di "scherzo della Natura" come si diceva una volta). E questo Putin lo sa bene come sa bene che una popolazione vissuta negli agi e nella "mollezza" (perchè magari a noi non pare ma per ora siamo ancora tra i benestanti del mondo anche se non durerà a lungo) non sarà in grado di compattarsi di fronte alle crisi che vedremo, perché non sarà solo economica, nei prossimi mesi.

    1. oriundo2006 14 novembre 2022

      Direi un articolo giustificativo di una operazione speciale complessivamente andata a male.
      Rimango sulla mia posizione metapolitica: chi attacca per primo perde le guerre e se pure ottiene qualche vantaggio transitorio è destinato a pentirsene per i costi sostenuti. La Russia ha avuto decine di migliaia di caduti e l' Ucraina centinaia di migliaia e si è praticamente ritornati al punto di partenza.
      Seconda considerazione: vorrei sapere CHI comanda davvero al Kremlino. Perchè ho qualche dubbio che sia una patriota russo...mi avete capito. L' ipotesi 3, un accordo su quali basi non si capisce, conferma l' idea di una guerra condotta dalla Russia con le idee, le tattiche, le strategie di una diplomazia morta tempo addietro: una Guerra di Spagna post-litteram condotta da una parte con simboli e stendardi di un momento storico oramai lontano e dall'altra con l' idea anch'essa desueta perchè formalistica, del 'pacta sunt servanda'.
      Terza considerazione: questa guerra ha oramai accellerato in modo distruttivo le tendenze geopolitiche internazionali, nel senso di definire due campi avversi senza possibilità di mediazioni, tutte fallite. E' ovvio che l'esito finale non potrà che essere, se condotto su questa direttrice, una conflagrazione generale, ovvero un conflitto aperto nei 5 continenti senza alcun 'santuario' di sorta.
      Veramente si vuole questo ? Veramente si deve giungere a questo esito finale per risolvere i problemi del mondo, sapendo quanto sia illusoria l' idea di una 'vittoria' nel contesto moderno ?
      Non credo sia il caso.
      Un confronto assurdo e 'vecchio', sia questo che quello possibile nel futuro, inutile a ben vedere per definire il 'mondo a venire' ( in ebraico 'Olam Ha Ba' tanto per essere chiari ) a meno che per battezzare tale mondo del divenire sia necessario proprio il sacrificio della Russia che si vedrebbe scissa in più parti.
      La sconfitta di Mosca sarebbe prelusiva ad una ristrutturazione geografica sia in Asia che in Europa e questo conflitto potrebbe essere necessario proprio perciò: la sconfitta renderebbe 'accettabile' perchè sancito dalla prova dei fatti questo esito ai patrioti russi. L'altolà di Dugin è da riflettere.
      Chi conosce un pò la simbologia esoterica può capire l'ampiezza del Disegno.
      Un pò meno le famiglie dei defunti e chi ama la Russia come è.
      Ancor meno chi si rende conto che la ridefinizione geografica è fatta per il ' princeps huius mundi' ed i suoi adepti.

    2. BrunoWald 14 novembre 2022

      Chi comanda davvero al Cremlino? Ottima domanda.

      A questo riguardo, trovo molto interessanti le interviste su Border Nights a Dmitry Koreshkov, il quale oltre ad essere un patriota è un analista competente che, al contrario di noi, conosce bene la storia e la realtà della Russia. L'ultimo video prende spunto proprio dall'abbandono di Kherson:

      In sostanza, egli ci ricorda che dopo il collasso dell'URSS la Russia è divenuta una colonia dell'occidente: non dell'America-UK, come noi, ma piuttosto della massoneria e della finanza apolide che vogliono sfasciare le nazioni ed imporre la globalizzazione.
      Al contrario degli italiani, felici di essere dei servi (parole mie, lui lo dice in modo un pò più diplomatico...) i russi sono al 90% contrari: senonché, le loro elite sono invece al 90% filo-occidentali e anti-russe.
      Come si governa una situazione del genere? In pratica, sostiene che l'elezione di Putin nel 2000 è stata un compromesso tra le due fazioni. Secondo lui Putin, pur proveniendo dal KGB, tendenzialmente globalista, al contrario dei servizi segreti militari (GRU - e Dugin, per dire, è appunto figlio di un generale del GRU) è realmente un presidente patriottico, che vuole il bene della Russia, ma avrebbe le mani legate perché la fazione globalista controlla quasi tutte le istituzioni-chiave (senza contare i media controllati dagli ebrei come da noi) ed agisce in modo molto astuto, fingendo di assecondarlo ma in realtà sabotandolo.
      L'unico modo di sottrarsi alla tutela dei globalisti anti-russi (che si trovano anche fra gli alti gradi militari) sarebbe di andare allo scontro appellandosi al popolo, ma Putin non lo farà mai - afferma Koreshkov - perché non è nel suo carattere: il presidente sa bene che ciò provocherebbe un bagno di sangue, e pertanto sceglie di evitare lo scontro frontale.

      Personalmente concordo con queste analisi, ma anche senza prenderle per oro colato sono sicuramente degne di attenzione e riflessione.

    3. Luca VFR 14 novembre 2022

      Guarda che l'unica cosa veramente "vecchia" a questo mondo è il "BIOS" dell'essere umano per usare un paragone informatico un pochino tirato per i capelli. Anzì questo BIOS ha un paio di milioni d'anni. E non è più stato aggiornato.

    4. Eugiorso 14 novembre 2022

      Forse in questa interpretazione si esagera, oggi, l'importanza della "fazione globalista", quella chiamata da Il Saker "quinta colonna" (secondo lui c'è anche una "sesta colonna" nazionalista, critica verso Putin e la sua moderazione, che fa il gioco dei globalisti).

      Io direi che se Vladimir Putin sarà deposto, per quanto i globalisti in ogni dove ne saranno (stupidamente) contenti, non sarà per la "quinta colonna"/ "fazione globalista", ma per opera di vertici dell'armata che voglio uno scontro più duro, forse fino alle estreme conseguenze, con il nemico anglo-statunitoide-nato e i suoi mercenari in ukraina ...

      Cari saluti

    5. Luca VFR 14 novembre 2022

      Questo è il vero grosso rischio: venisse deposto Putin il freddo ragionatore quello che salirà dopo è facile dia il via alle danze atomiche. E' abbastanza probabile che se siamo ancora qua a scrivere su CDC, al posto d'essere una nuvoletta radioattiva/ionizzata, è merito di Putin il freddo.

    1. Arian Van Heisen 14 novembre 2022

      La possibilità 4 è ragionevole e pure condivisibile, ma per certi versi
      irrazionale , ora abbandonare una posizione strategica perchè indifendibile per poi doverla riconquistare è un controsenso se poi aggiungiamo l' attentato al governatore provvisorio di kershon il giorno prima l' entrata degli Ucraini dopo che aveva dichiarato che erano pronti alla difesa della Città , fa sorgere molti dubbi sul proseguio di questa guerra e sul suo esito..??
      Per quanto riguarda la comparazione con la 6 Armata del Reich è completamente fuorviante in quanto Stalingrado era l' accesso al medio oriente ed ai rifornimenti di petrolio fondamentali per il Reich.

    2. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Non ricordo il nome e manco lo vado a cercare, ma ho sempre saputo che se Hitler non si fosse fissato con Stalingrado, di nessuna strategia bellica, il petrolio poteva andare a prenderlo in una posizione molto più alla mano. Ragiona, se fosse stato meno malato mentalmente, avrebbe vinto.

    3. Martin 14 novembre 2022

      Rna, se la Germania avesse tenuto qualche mese in piu', oltre ai bombardamenti al fosforo (che USA e GB hanno risparmiato all'Italia perche' si arrese) sarebbero arrivate le atomiche in Europa. Contro USA e Russia insieme, la Germania non poteva in alcun modo vincere.

    4. Arian Van Heisen 14 novembre 2022

      Esatto mio nonno era uno di quei piloti della Regia che facevano parte di quei 1800 ingaggiati dalla LuftWaffe nell' addestramento per pilotare i Bomabardieri di lungo raggio per portarle in Usa e GB, ad un certo punto nel 44 il programma fu bloccato, nelle corrispondenze informali tra gli alti gradi Luftwaffe risulta che gli Usa erano arrivati prima nello sviluppo della Bomba, mentre nei laboratori del Reich in Norvegia erano in ritardo di qualche mese.

    5. Arian Van Heisen 14 novembre 2022

      Non sò se era malato, sicuramente hanno sbagliato i calcoli forse illusi dalle facili conquiste precedenti, non credo che le responsabilità della strategia siano tutte sue .

    6. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Non posso risponderti, ho paura, è arrivato BrunoWald con la baionetta, anche oggi arma bianca non mi va.

    7. Luca VFR 14 novembre 2022

      Guarda che militarmente parlando è tutt'altro che un controsenso. Si vede che hai l'animo del Cadorna dentro. Non ti periteresti di far massacrare migliaia di soldati per tenere una posizione che di strategico ha ben poco.Perché ricorda sempre che un soldato morto, a differenza di uno vivo, non combatte più. Ed i soldati non si comprano su Amazon che l'indomani suona alla porta il corriere.

    8. Eugiorso 14 novembre 2022

      Possiamo pensare che quelle poche migliaia di chilometri quadrati saranno "riconquistabili" limitando le perdite quando l'intero fronte ukrainofono crollerà, e la cosa sarà quanto mai possibile durante l'inverno che sta arrivando.

      Cari saluti

    9. Eugiorso 14 novembre 2022

      Le responsabilità nella sconfitta, in effetti, non erano tutte di Hitler, perché ci ha messo lo zampino, in momenti cruciali, anche l'OKW, cioè l'Oberkommando der Wehrmacht.

      Quando si trattò di far avanzare le sole divisioni corazzate, sopravanzando le lente divisioni di fanteria, per tagliare la strada agli inglesi e ai francesi in ritirata verso Dunkerque, fra maggio e giugno del '40, l'OKW si oppose, convincedo Hitler che fermò l'avanzata delle forze corazzate veloci, così 300.000 inglesi e 40.000 francesi riuscirono a fuggire e a ritirarsi in inghilterra ...

      Per non parlare dell'Operazione Cittadella, l'ultima offensiva tedesca nel 1943 verso Mosca, ritadata dal 28 aprile al 5 luglio dando ai sovietici il tempo di fortificarsi per respingerla, allora la colpa non fu solo di Hitler, ma anche di generali come Heinz Guderian, ispettore generale delle forze corazzate e contrario all'operazione, così consentirono ai sovietici di vincere la grande battaglia di carri nelle campagne vicino a Prochorovka, a sud di Kursk.

      Quindi la colpa della sconfitta non fu solo di Hitler.

      Cari saluti

    10. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Non ti sei accorto che stai offendendo tutti i tedeschi da guerra, confermi che non ce n' era uno in grado di capire cosa stessero facendo.

    11. Eugiorso 14 novembre 2022

      Per quanto non abbia molta simpatia nei confronti dei tedeschi, il mio scopo non era quello di offendere - tenendo conto che alcuni generali volevano fare la scelta giusta! - ma di evidenziare che la colpa di una sconfitta, come la merito di una vittoria, non può mai essere di uno solo, ma bensì di un gruppo di potere, di un apparato, di una "classe dirigente" ...

      Comunque, per rincarare la dose, i tedeschi con Hitler scelsero bomardieri leggeri come lo Ju 87 Stuka, adatti alla guerra lampo, e trascurarono fatalmente il bombardamento strategico, all'opposto di americani e britannici ... Errore come sappiamo fatale e fu anche un tragico errore di prospettiva, perché si illusero di poter vincere in una manciata di mesi.

      Cari saluti

    12. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Anche alcune ditte falliscono perché chi le dirige sceglie le persone sbagliate, in genere fanno carriera i sottomessi, e ho detto tutto.

    13. Arian Van Heisen 14 novembre 2022

      Guarda non sono uno stratega militare mi limito ad osservare oltretutto da lontano , meglio un uovo oggi che una gallina domani dice il saggio Italiano , al contrario di come la pensano molti di voi, comunque non essere in grado di difendere nemmeno il proprio governatore di Kershon e scappare come conigli non sembra molto propedeutico ad un futuro gloriosom ma puzza di resa o di accordo sottobanco e ciò mi dispiacerebbe molto .
      Arian

    14. Arian Van Heisen 14 novembre 2022

      Possiamo pensare tutto quello che vogliamo credere ci faccia comodo.

    15. Fantine 14 novembre 2022

      Anche a @Eugiorso

      Nello specifico, dobbiamo ricordare anche lo spionaggio, il controspionaggio, il fatto che i codici tedeschi vennero decifrati e molto altro.
      Sarà forse (?) una coincidenza, ma a me ha sempre dato da pensare che nei giorni dello sbarco in Normandia Rommel, capo dell'armata tedesca ivi stanziata, il cui valore era noto, non si trovasse al suo comando di La Roche-Guyon, ma fosse diretto in Germania, per andare a festeggiare il compleanno di sua moglie, confidando che l'inclemenza del tempo scoraggiasse le possibilità di uno sbarco.
      Fu avvertito dal suo capo di Stato Maggiore e si precipitò verso Parigi a tappe forzate.
      "Capì subito che per tamponare la falla si dovevano spostare le divisioni del Nord verso la zona di Cherbourg, ma per questo occorreva il consenso di Hitler. Il Führer stava dormendo e l’ordine categorico era di non svegliarlo prima di mezzogiorno. Così seppe dello sbarco con dieci ore di ritardo e anzi non volle credere che si trattasse dello sbarco vero, bensì di una manovra degli Alleati, un diversivo a scopo di disturbo.
      Negò a Rommel di disporre delle truppe richieste e in tal modo diede al nemico una chance di successo mai immaginata".
      Il resto lo conosciamo (?).

    16. Martin 14 novembre 2022

      Non afferro la leggerezza dei tuoi giudizi. E' sempre facile parlare degli errori, dopo. Ovvio che i Tedeschi fecero errori, ma rilevarli DOPO gli esiti e' troppo facile.

      L'errore maggiore fu ritenere di poter invadere e mantenere invaso un territorio difficile come quello russo, ed altrettanto, se non peggiore, la sottovalutazione totale delle capacita' di combattimento dei Russi, dalle risorse materiali a quelle propriamente caratteriali.
      I Nazisti, a cominciare da Hitler, erano convinti che la resistenza militare russa, fiaccata dall'oppressione comunista, non sarebbe durata.
      Come invece testimoniato da centinaia di documenti storici (dalle lettere dei soldati dal fronte ai documenti strategici), dovettero ricredersi amaramente e cambiare strategia gia' dopo un anno, un anno e mezzo circa dall'invasione.
      Gli ordini di sterminio indiscriminato di commissari politici e alcune tipologie di prigionieri furono modificati ed attenuati dopo un anno - un anno e mezzo, perche' ritenuti di fatto controproduttivi, e idem per l'esponenziale riduzione della propaganda dei Russi come "untermenschen".

      Nonostante l'oppressione comunista, i Russi si difendevano fino all'ultimo respiro, ed i Nazisti ebbero un'amara sorpresa che non si aspettavano minimamente. Esistono centinaia di testimonianze di Tedeschi che affermarono che un popolo che si difendeva tanto decisamente, e che aveva prodotto Tchaikowsky e Tolstoy, difficilmente poteva essere ridotto ad una mera orda di untermenschen.

      L'errore di sottovalutazione, ripeto, fu integrale, dalle risorse materiali a quelle umane del popolo russo.

    17. Martin 14 novembre 2022

      Vero, ma avrebbero perso comunque. L'unico errore di Hitler che avrebbe potuto cambiare la guerra fu a Dunkerque, quando lascio' rifugiare 330.000 soldati britannici e francesi in Gran Bretagna.

    18. Eugiorso 14 novembre 2022

      A dire il vero, l'errore maggiore, in corso d'opera e cioè di guerra, fu quello di aprire un secondo frontre, smisurato, quello russo-sovietico (3 milioni in armi per alimentare l'operazione barbarossa!), quando la battaglia d'inghilterra era andata male, l'operazione leone marino non era scattata e la gran bretagna era ancora in grado di combattere ...

      Cari saluti

    19. Fantine 14 novembre 2022

      Probabilmente è così.
      È che a volte certi accadimenti sono come dei bivi, poiché gli accadimenti ad essi successivi non sono quelli che sarebbero stati se.
      Poi se penso all'operazione Overlord, il nome in codice dello sbarco in Normandia, tra gli altri mi torna in mente quel generale Harris che macellò Dresda.
      E se penso al nuovo fronte che si sta aprendo in Kosovo, ripenso alla guerra degli anni '90, vergogna dimenticata, e ai macellai croati dei serbi nella seconda guerra mondiale, una vergogna non solo dimenticata, ma peggio ancora, neppure conosciuta da molti.
      Però mi piace pensare che talvolta ci sono persone dall'una e dall'altra parte di una barricata, che sia di guerra o ideologica, che ricordano di essere uomini e voglio credere, o almeno confidare, che possano esservene anche oggi uomini di tale valore.

    20. Luca VFR 14 novembre 2022

      Il problema dell'uovo oggi è che una volta mangiato, sei al punto di prima: domani hai ancora fame. La gallina domani, se non è il domani di fra 10 anni, ovviamente, è la quasi certezza di avere almeno 1 uovo tutti i giorni. E, sorry, sul fatto che che l'italiano sia saggio ho dei fortissimi dubbi.

    21. Fantine 14 novembre 2022

      Molto ben saggiamente detto, Arian 🙂

    22. Arian Van Heisen 14 novembre 2022

      Grazie ai miei buoni maestri..!

    23. Rnamessaggero 15 novembre 2022

      Il tema mio era incentrato sulle capacità di Hitler, poi è intervenuto il furbo di turno a difesa del fiurer dicendo che le colpe non furono tutte sue perché attorno a lui vi erano degli incapaci. Da questo fatto puoi anche tu capire che stiamo giocando con i tifosi della Dama, personalmente non gioco più neanche a Scacchi . Le collanine di perline inanellate di fatti storici le apprezzo sempre, come belline da guardare, ma non le compro. Come per le previsioni del tempo, metto la testa fuori dalla finestra, per i tedeschi e i russi, mi basta osservare oggi cosa sono, non è sempre vero ma le mele non cadono mai troppo lontano dall' albero.
      Dopo la storia, occorre saper guardare le facce dei soggetti, si prenda Draghi ad esempio, per chi è alle prime armi nella pratica, e ci si alleni nella ricerca di qualcosa di umano nel soggetto.
      La scelta dei simboli, falce e martello: lavora che ti passa. Svastica: se lanci un bumerang ti torna indietro.
      Sono ormai totalmente in linea con i soggetti di CDC che propendono per un cambiamento individuale che invita all' uso dell' anima e dello spirito, le categorie mentali, ideologie e tendenze da tifoseria non hanno mai portato ad un solo passo avanti.

    24. clausneghe 15 novembre 2022

      Vero.
      L'errore razzista di sotto valutare il nemico è il primo passo che porta alla sconfitta.

    1. Fedeledellacroce 14 novembre 2022

      Alla fine gli italioti, si unirono a Germania e Giappone contro US UK e vassalli. Un po' come oggi i russi, che combattono contro uk us nato e vassalli.
      Se i russi perderanno questa sfida, la storia ci dipingerá Putin come un folle sanguinario, proprio come hanno fatto con Hitler.

    1. Martin 14 novembre 2022

      Il paragone storico dell'autore e' totalmente FALSO. Lo scenario di una guerra nazista in Russia condotta dai militari, salvo alcuni errori imposti da Hitler, e' storicamente FALSO. Punto e a capo.
      La guerra in Russia fu sempre condotta militarmente da Hitler insieme ai generali, passo per passo. Vi furono talvolta divergenze tra Hitler e i militari, ma meriti e demeriti furono di volta in volta di una parte, dell'altra o di tutti e due - non solo gli insuccessi di Hitler. Sotto questo profilo, l'autore INVENTA, e basta.

      Ma soprattutto, sia questo articolo che i media occidentali ignorano un elemento fondamentale, e qui siamo nuovamente nella MALA FEDE PROPAGANDISTICA E MANIPOLATORIA.

      Chiunque abbia letto appena qualcosa della campagna di Russia nella WW2, e sappia solo qualcosa del clima russo, SA che siamo nel pieno della RASPUTITSA: strade e campi sono sommersi da un alto strato di fango, acqua e neve, conseguenza delle pioggie autunnali, che rende i movimenti estremamente difficili - per alcuni mesi che stanno per finire!

      La RASPUTITSA ebbe come ovvio un notevole impatto sulle invasioni della Russia, sia di Napoleone che di Hitler. Durante la rasputitsa, ci sono pochissimi movimenti bellici.

      La RASPUTITSA sta per terminare, con il congelamento del terreno, che lo rende nuovamente adatto a movimenti bellici, quali offensive su larga scala - come storicamente accaduto nella WW2.

      Qualunque stratega e' perfettamente al corrente di quanto sopra, ma i mass media occidentali - incluso l'autore di questo articolo - si guardano bene dall'informare le opinioni pubbliche bovine su questa realta'.

      Il terrore degli Americani e' che con l'imminente congelamento del terreno, i Russi possano far partire una offensiva massiccia, contro la quale gli Ucraini avrebbero pen poche chances. Appunto stanno consigliando a Zelensky di contemplare una qualche forma di negoziato.

      Quanto sopra dovrebbe dare la misura del livello di manipolazione dell'informazione sulla guerra.

    2. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Se sommo questo tuo a tutti gli altri che dicono la stessa cosa, mi si impalla la calcolatrice.

    3. Eugiorso 14 novembre 2022

      L'articolista si riferiva alla 6° armata ricostituita e stanziata in quella che oggi è, o meglio era, l'ukraina, quando l'armata rossa era avanzante (dopo la svolta della battaglia di kursk dell'estate del '43), non più quella di Paulus nella sacca del 1942-1943.

      A parte questo, che l'acqua e il fango autunnale siano impeditivi, da quelle parte parti, mentre l'inverno con il ghiaccio sia favorevole ai russi non c'è dubbio ed è confermato storicamente.

      Tuttavia, ancor più di una "difficile scelta operativa" come la chiama l'articolista, per me si tratta di un "trappolone strategico" ordendo il quale i russi hanno deciso di non rischiare aliquote delle loro truppe e la vita dei civili nell'Oblast di Kerson ... Il "trappolone strategico" è qualcosa di più di una semplice trappola tattica, perché l'afflusso dei riservisti richiamati + l'arrivo dell'inverno sicuramente daranno loro ragione, almeno dal punto di vista militare ...

      Cari saluti

    4. Martin 14 novembre 2022

      A me lo scenario sembra il seguente: o nel giro di un mese o due parte un serio negoziato di pace o i Russi faranno partire una offensiva devastante.

    5. Tipheus 14 novembre 2022

      Voglio fare l'avvocato del diavolo. Ma questa fanghiglia ostacola solo l'avanzata russa e quella ucraina no? Ma sono rane gli ucraini? C'è qualcosa che non torna in questa logica.

    6. Martin 15 novembre 2022

      La logica e' elementare e torna e basta, e' nota a qualunque stratega che conosca il territorio ed il clima russo, ed e' stata pienamente confermata dal'andamento delle invasioni di Napoleone e Hitler.

      Il punto e' che una cosa e' riprendere una citta' o una posizione a cannonate su un fronte stabile e ristretto, con scarsi movimenti bellici, e tutta un'altra e' lanciare una offensiva di invasione su larga scala. Con il fango alto circa mezzo metro ovunque, non lanci proprio niente - non dovrebbe essere tanto difficile da afferrare.

      Congelatosi il terreno, si puo' lanciare una offensiva, e chi e' in grado di lanciarla, grazie ad altri 300.000 soldati richiamati in servizio, e' la Russia, non l'Ucraina.

    1. indipendente 14 novembre 2022

      Questa ritirata da kherson è programmata da tempo, probabilmente Armageddon è stato incaricato per assolvere questo compito. Assunto ciò, la Russia ha COMUNQUE annesso Kherson oblast. Ora ponetevi questa domanda: cosa differenzia l'onore dal quaquaraquà? E poi guardate gli occhi di putin, e ascoltatelo quando parla. Poi guardatevi allo specchio e chiedetevi perché vi fate le segge con ste questioni. In occidente ci mangeremo le pantegane!

    2. Brule 14 novembre 2022

      Shhh! Le nutrie non sospettano ancora nulla!

    3. indipendente 14 novembre 2022

      Se non l'hai ancora mangiata ti assicuro che è ottima. Magari finisse con le nutrie!

    1. Ultor 14 novembre 2022

      putin ha già fatto capire che si sta e che con l'abbandono di kherson è pronto ad un accordo, che prevede lo status quo attuale e la dipartita di zelensky (sempre più dead man walking). Il problema è che la mediazione non vedrà il coinvolgimento di erdogan perchè i sionisti lo convinceranno a suon di attentati

    2. clausneghe 14 novembre 2022

      A tal proposito Erdogan ha già catturato l'attentatore e una ventina di complici e punta il dito contri il PKK e i suoi sodali Americani.
      Un membro importante anzi decisivo per la Nato che accusa l'Egemone Usa di bombardargli i civili non è una crepa da poco..

    3. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Putin chi, quello che ho appena visto al telegiornale dire: kherson è territorio russo punto

    4. Ultor 14 novembre 2022

      pkk e servizi segreti israeliani sono comandati dalle stesse persone.

    5. Ultor 14 novembre 2022

      penso che per putin kherson sia oggetto di trattativa, perchè il resto non è negoziabile

    1. Eugiorso 14 novembre 2022

      Io direi che la difficile scelta operativa (punto 4) di cui si parla nell'articolo conicide con una trappola, ma non tattica bensì "strategica", ordita su tutto il forntr del conflitto, "trappolone" strategico di cui vado cianciando fin dal ripiegamento russo, oltretutto subito dopo le elezioni "midterm" statunitoidi per non influenzarne (negativamente, a favore dei demokrat) il risultato finale.

      Quindi, diamo ancora fiducia al Cremlino e ai vertici militari della Federazione Russa, anche se i tempi per ottenere la vittoria finale sul campo si prospettano mediamente lunghetti ...

      cari saluti

    1. DrCaligari 14 novembre 2022

      Hai portato la guerra nel Paese nemico, a casa tua sei bello tranquillo. La Nato ventila un intervento diretto. Che cosa fai? Ti ritiri al di la di un fiume per rafforzare le tue posizioni, aspetti che tra qualche settimana il terreno congeli e non sia più fango e soprattutto sai che l'inverno toglierà loro il riscaldamento, la corrente elettrica, magari anche l'acqua e tutto. Mi sembra una scelta molto sensata in fondo. Il tempo gioca a favore dei Russi più in senso politico che militare, perché più la popolazione ucraina sarà in difficoltà più il regime di Zelenski comincerà a traballare. Senza dimenticare che negli Usa si sono tenute le elezioni di midterm quindi comunque un gesto distensivo unito a un cambiamento politico di qualche tipo dall'altra parte poteva essere d'aiuto. Mi sembra una scelta condivisibile, il resto è propaganda.

    1. clausneghe 14 novembre 2022

      Giusto, pacato e sensato articolo di Big Serge che sembra interpretare al meglio il pensiero del suo quasi omonimo Russo, il grosso Sergey Armageddon che a dispetto della figura da Orco sembra avere una testa militare molto raffinata e lungimirante.
      Inizialmente avevo pensato ad una trappola per attirare l'Armata nemica in una zona giusta per poi poterli affogare, sfruttando l'acqua della diga a monte di Kherson, magari senza farla saltare completamente perchè sarebbero rimaste pericolosamente senza acqua la centrale nucleare e la Crimea, ma semplicemente provocando una onda gigante con un ordigno, ricordandomi che nel Vayont non cedette la diga, ma ci crollò sopra un pezzo di montagna provocando la gigantesca onda che tutto distrusse nella discesa.
      Ma forse Surovikin vuole mantenere l'onore militare e vincere pulito ed è per questo che aspetta l'Inverno con calma al caldo e al sicuro dietro le imprendibili fortificazioni trincerate munite di bunkerini prefabbricati, mentre i Cracchini con le città tristemente al buio da stupidi trifolchi come sono hanno idea di aver vinto e rilanciano dichiarando che "Dopo Kherson libereremo anche il Donbass e la Crimea, poi i Russi tratteranno" mentre Peskov portavoce di Putin ha tetto che "Kherson è e resterà Russia".
      Due posizioni inconciliabili che in questo momento non permettono di vedere spiragli di pace, anzi preludono alla eliminazione fisica del nemico. Chi avrà più soldati morti perderà, semplice, è la regola numero uno della guerra.

    2. Eugiorso 14 novembre 2022

      Per essere un "orco" e un "Armageddon" questo generale ha molto a cuore la sorte delle truppe russe e, non dimentichiamolo, dei civili russi nell'area di Kerson ...

      Cari saluti

    3. clausneghe 14 novembre 2022

      Infatti, le mie non volevano essere parole di scherno nei suoi confronti, ci mancherebbe..

    4. Luca VFR 14 novembre 2022

      E' un "Orco" che però sa benissimo che un soldato morto non combatte più. A differenza di uno vivo.

    5. Eugiorso 14 novembre 2022

      Questo lo so, ovviamente, intendevo dire che nonostante i nomignoli costui è più interessato alla sorte delle sue truppe e dei civili di tutti i caporioni ukraini, che mandano a morire gli armati (anche se poco addestrati o già anziani) a frotte, eseguendo gli ordini degli anglo-statunitoidi-nato.

      Cari saluti

    6. Jocondor 15 novembre 2022

      "Il fatto che la scelta del ritiro da Kherson sia stata mossa anche da motivazioni politiche sembra evidente: l’obiettivo quello di favorire un’intesa con gli Stati Uniti almeno sulla ripresa a pieno del trattato New START, di cui si dovrebbe discutere a Il Cairo tra qualche settimana.

      A conferma di questa ipotesi ci sono alcuni elementi, come la rinuncia alla possibilità di bandire i metalli russi dal banco di Londra (LBM), la ripresa delle forniture destinate alla Federazione russa da parte di alcune importanti aziende dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti, il rifiuto statunitense – momentaneo – di fornire all’Ucraina alcune tecnologie militari particolarmente avanzate – come i droni l’MQ-1C –, la decisione statunitense di sospendere le sanzioni economiche nei confronti delle missioni diplomatiche russe. Quella forse in divenire è dunque un’intesa relativa tra Washington e Mosca, le cui avvisaglie si scorgevano già durante la scorsa estate" (Sollevazione)

    7. clausneghe 15 novembre 2022

      Sì ho letto anche io queste riflessioni, sta di fatto comunque che anche oggi, siccome sono duri di comprendonio, i trifolchi Cracchini si sono beccati settanta missili sulla capa (ma non erano finiti?) che hanno smorzato del tutto le centrali elettriche. Sono già al buio e tra poco saranno al freddo cane e allora caleranno in massa nel caldo bel paese, milioni di pezzenti malaticci violenti affamati rutta lardo, altro che Africanisui gommoni.. tra poco Salvioti Meloti e Pidioti dovranno affrontare qualcosa di mai visto e che loro hanno provocato, da idioti servi quali sono..

    1. Nestor Halak 14 novembre 2022

      Le ragioni strettamente militari esposte nella quarta opzione appaiono convincenti solo se si parte dal momento in cui Surovikin ha preso il comando, ma se ci si chiede perché lo status quo di quel momento si era determinato, è inevitabile constatare che in qualche momento precedente c'è stato un evidente errore strategico.
      In altre parole, se rimanere a Kherson era difficile, pericoloso e inutile, perché mai si era andati a Kherson?

    2. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Perché fare i conti senza l' oste è una pratica di tutti. In economia ti danno il Nobel per certi conti.
      Viene, come sempre, in aiuto Totò: è la somma che fa il totale.

    3. buddyboy 14 novembre 2022

      Mai pensato che la Russia voglia l'intera Ucraina e non si fermerà finché le sue truppe non saranno arrivate sino al confine polacco ?? In molti ci siamo chiesti perché la Russia non abbia proceduto, già da inizio estate spedita verso Nikolayev ed Odessa utilizzando anche il supporto della flotta navale di Sebastopoli, ora possiamo iniziare a comprenderlo... Kherson dimostra che occupare una città, seppure importante, e poi abbandonarla non è un problema per l'esercito Russo, perché l'obiettivo è molto più grande e quindi la stessa città non potrà essere un obiettivo strategico se non in funzione della campagna militare stessa in atto, sia che il centro abitato possa divenire una roccaforte difensiva, piuttosto che una testa di ponte con funzione prettamente logistica( es. Kherson). Tu come altri ve la state a menare da 6 mesi con dubbi sulle capacità, sugli errori e via discorrendo, ma ti sei mai posto il dubbio che questo conflitto possa essere solo all'inizio e che intervallato da tregue ( molto probabile una a breve) possa durare anche 5/6 anni ??

    4. DrCaligari 14 novembre 2022

      Ogni considerazione va contestualizzata, probabilmente nel momento in cui hanno preso Kherson la situazione e i conseguenti erano differenti, questo direi.

    5. Nestor Halak 14 novembre 2022

      A proposito di Totò, mi viene anche in mente quando lo prendono a schiaffi scambiandolo per un certo Antonio e lui ride.
      Un amico gli domanda: ma perché ridi se ti prendono a schiaffi?
      Che me ne importa a me? Io mica sono Antonio!

    6. Nestor Halak 14 novembre 2022

      Ce la stiamo a menare sullo stato dell'operazione, come mi pare sia più che lecito. Credere, obbedire e combattere, non a tutti piace.
      Mi pare che l'obbiettivo americano sia proprio quello di mandare avanti la guerra per anni. Se sarà così, l'intera operazione sarà un fallimento perché non avrà raggiunto nessuno degli obbiettivi che si era proposta in tempi ragionevoli.
      Chissà mai quale sarà la situazione tra cinque o sei anni e cosa sarà necessario fare allora.

    7. Nestor Halak 14 novembre 2022

      Penso proprio di sì. Fallito il tentativo di allora, si è inutilmente lasciato passare mesi prima di mobilitare e iniziare una nuova strategia.

    8. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      La stessa storia degli Ucraini. Perché vi fate trattare come carne da cannone ? Che ce ne frega a noi, i russi combattono contro gli americani. Che fai Nestor ? Impari Totò ammé ?

    9. buddyboy 14 novembre 2022

      Perché l'obiettivo americano dovrebbe essere mandare avanti la guerra ?? L'obiettivo americano è stato raggiunto..., ora vorrebbero consolidarlo facendo accettare ad Ucraina e Russia un compromesso al ribasso per entrambe, solo che la prima è uno stato 404, la seconda gli fa invece molto male, soprattutto tenendo aperto il conflitto, perché come sai ad oggi, sia nel teatro di guerra sia fuori, è Russia Vs. tutti (Occidente), ed impedisce agli USA di accerchiare e "strangolare", come da suo prioritario obiettivo la Cina, la quale può invece beneficiare e rafforzarsi dallo scontro sul fronte Russo, coinvolgendo ed alimentato un intesa con un sempre maggior numero di paesi , creando così un blocco sempre più compatto ed antitetico all'egemonia Yankee.
      Facciamo lo sforzo di togliere di mezzo le influenze della propaganda, sia da un parte sia dall'altra, a chi sta arrecando maggiori danni il conflitto Ucraino?? se pensi che sia la Russia, la quale sta proponendo l'avvento di un mondo multipolare e che vede nella guerra contro la Nato in Ucraina lo strumento determinante per sancire questo passaggio, dovresti chiederti più che altro perché ha aspettato otto anni e perché mai questa guerra l'ha iniziata...

      PS credere obbedire combattere lo devi chiedere ai russi se piace o meno, non vale per noi chiacchieroni che ne commentiamo solamente le vicende.

    10. Cachafaz 14 novembre 2022

      Sono d'accordo, e per questo infatti non vedo una controffensiva russa che anche se vittoriosa sarebbe dispendiosa. I russi riescono ad aggiornarsi molto bene, versioni sempre piu' sofisticate di droni. Dopo l'iran si spera che anche la cina gli giri i suoi mirabolanti uav, appena presentati. I russi quindi penso resteranno trincerati limitandosi ad ammazzare i mercenari che gli verranno lanciati contro, in attesa della realizzazione di uno schieramento alternativo all'uccidente, il piu' ampio possibile, e' questo l'obbiettivo primario, ed una tregua, al riguardo, sarebbe forse deleteria. Meglio la continuazione del conflitto, a bassa-media entita'. Pero' per durare anni, credo sara' necessario un maggior aiuto dalla cina.

    11. Jocondor 14 novembre 2022

      Beh, a Kherson si era arrivati se non erro il 3 marzo, dopo due settimane dall'inizio e allora sembrava che l'Ucraina stesse già per crollare e che la tenaglia, da chiudersi su Kramatorsk, dovesse racchiudere 70.000 uomini delle forze ucraine, il meglio delle loro truppe ed equipaggiamenti.

      E' stato precisamente quando ho visto che la tenaglia non si chiudeva e che la presa di Mariupol slittava ad aprile-maggio, che ho cominciato a domandarmi tanti perché.

      A mio avviso tuttavia si tratta non di errori strategici ma politici: zio Vlad contava forse su una minore resistenza da parte degli europei, e di conseguenza sulla resa "per fame" di grossi reparti, che invece non si è mai verificata. Va dato atto che gli ucraini sono stati combattenti molto valorosi, e del resto, avendo conosciuto per lavoro i loro "colleghi", i minatori russi del Donbass, la cosa non mi meraviglia affatto. Gente tosta.

    12. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      zio Vlad contava forse su una minore resistenza da parte degli europei.

      A differenza degli europei ucronazisti, Putin non si diverte ad ammazzare gente e ne ha dato ampie prove, si veda sacca Debaltsevo ad esempio.

    13. BrunoWald 14 novembre 2022

      E ancor più, perché mai la si era annessa formalmente solo poche settimane prima?
      Commettere errori, in politica o sul campo di battaglia, è quasi inevitabile; correggerli è saggio ed onorevole; rifiutarsi di vederli come i tifosi della curva che urlano "arbitro cornuto!" è, invece, piuttosto patetico.

    14. buddyboy 14 novembre 2022

      La controffensiva potrebbe anche esserci e su vasta scala, ma solo se e quando i Russi avranno la ragionevole sicurezza di potere "inghiottire tutto il boccone", ad oggi, come anche tu osservi, è ineccepibile il vantaggio sia tattico sia strategico di una "lenta masticazione". L'aiuto dalla Cina c'è già ed è di tipo diplomatico/strategico e soprattutto economico, e dovrà, nel medio breve, sostituirsi quasi completamente all'Europa nell'acquisto di gas e petrolio, ma come ho scritto la stessa Cina ne ha tutto l'interesse. Concordo con te che una tregua potrebbe essere controproducente dal punto di vista prettamente bellico, ma potrebbe essere necessaria dal punto di vista geopolitico, proprio per "cementare" quello che tu definisci schieramento alternativo. Poi magari alla RF sta bene anche chiudere la partita con le annessioni intraprese il mese scorso, io ho molti dubbi a riguardo, gli stessi espressi nell'articolo.
      A questo riguardo penso che l'attentato di Istanbul c'entri parecchio, anche se ad oggi non scommetterei su quale parte giudichi le azioni di Erdogan positive e quale parte invece le avversi, inviando i petardi come monito...

    1. Cachafaz 14 novembre 2022

      I russi sono superiori in artiglieria, missili, uav, aviazione, pertanto asserragliati nei bunker e trincee i rispettivi eserciti, riescono ad infliggere danno al nemico in misura notevolmente superiore a quanti ne subiscono. Kherson era al di la' del fiume, piatta, a rischio inondazione, insomma restare li' il gioco non valeva la candela. I russi tengono tranquillamente testa negli armamenti prodotti, ma devono stare attenti a gestire le risorse fisiche in quanto l'u-ccidente ha quasi 10 volte gli abitanti della Russia, e finiti gli ucraini, reperiscono m ercenari in ogni angolo del mondo.

    1. Jocondor 14 novembre 2022

      Giuste osservazioni. Non mancheranno i critici di quella che per noi è comunque una scelta difficile da capire, ma anche se "la guerra è la continuazione della politica", l'aforisma di Clausewitz può anche essere rovesciato col dire che è la politica ad essere la continuazione della guerra con altri mezzi.

    1. Rnamessaggero 14 novembre 2022

      Il minor numero di perdite russe è una scelta politica, l' attuazione, una scelta militare. Comunque l' articolo spiega tutto il necessario per restare zitti.

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