Pure “Il Fatto Quotidiano” parla di deflazione salariale e dogmi neoliberisti.. cosa sta succedendo?

Il quotidiano diretto da Marco Travaglio, da sempre "eurista", dopo che da tempo attacca pesantemente Draghi sulle fallimentari politiche del suo governo, ora comincia a picchiare anche sulle politiche messe in atto da Bruxelles e Francoforte. Cosa sta succedendo alla stampa di regime?

Pure “Il Fatto Quotidiano” parla di deflazione salariale e dogmi neoliberisti.. cosa sta succedendo?

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Se parliamo di politica, penso che nessun giudice mi condannerà se affermo che Marco Travaglio ed il giornale che dirige, siano da sempre orientati con fedeltà assoluta alla sinistra italiana.

E seppur all'interno di questa collocazione la loro linea dell'orizzonte ondeggia da sempre tra PD e M5S, su un punto il suo giornale è sempre stato fermo come una statua: la bontà del sistema-euro e di questo tipo di Europa.

Insomma, tanto per non fare torto a nessuno, Il Fatto Quotidiano insieme alle altre principali testate nazionali, ha sempre fatto parte, a pieno titolo, di quella che definiamo "stampa di regime". Titolo meritatamente conquistato sul campo per aver sostenuto ed avvallato in tutti questi anni, le folli politiche di matrice europeista, messe in atto dai nostri governi.

Per questo, quando questa mattina, un lettore mi ha invitato a dare un occhiata a questo articolo, a stento riuscivo a credere, che un tal giornalista Andrea Di Stefano, potesse aver pubblicato sul "Fatto", un articolo di cotanto tenore. [1]

Pensate, si parla di deflazione salariale, si criticano le misure restrittive e l'aumento dei tassi messi in atto dalle banche centrali ed addirittura si arrivano giustamente ad identificare come responsabili principali dell'attuale fenomeno inflattivo, gli speculatori; che vengono lasciati liberi di speculare dai governi compiacenti.

Pare di essere al festival delle capriole: pochi giorni fa abbiamo assistito a quella del "Guaglione" di Pomigliano d'Arco, al secolo Luigi di Maio, che con un "carpiato" da circense provetto è atterrato direttamente tra le braccia di Draghi e di quei poteri globalisti ideatori della farsa pandemica ed oggi fanatici sostenitori di un invio senza una fine di armi in Ucraina.

Ora ecco arrivare il salto all'indietro de Il Fatto Quotidiano, che con questo articolo ha deciso di rinnegare le sue ferme posizioni euriste, per posizionarsi dalla parte di coloro che invece rappresentano le vittime di questo trentennio di storia del nostro paese, caratterizzato appunto dal sistema-euro e che verrà ricordato come uno dei peggiori a livello di benessere economico e certamente il peggiore a livello di devastazione morale presente nelle nostre istituzioni.

Non può che far piacere vedere, che una testata da sempre di regime, cominci a staccarsi dal sostenere pedissequamente quel "pensiero unico" che tanti danni ha procurato agli italiani.

Certo, al momento è difficile identificare le reali motivazioni di questo dietrofront, solo il tempo ed una coerente linea di condotta con la strada intrapresa, potrà certificarci l'onestà intellettuale del cambiamento.

Ma vediamoli insieme i punti focali del nuovo pensiero:

L'obbiettivo va subito sulle banche centrali e alla loro politica monetaria e l'autore dell'articolo mette subito in dubbio la trama del dogma che indica in un’eccessiva crescita della massa monetaria, la causa principale di un elevato rischio inflazionistico, raccomandando, quindi, molta prudenza nelle politiche espansive.

Contro questo dogma monetarista - si scrive nell'articolo - interpretato al meglio dal capostipite della scuola neoliberista di Chicago, Milton Friedman, si sono schierati per molti anni i neokeynesiani, primo tra tutti Hyman Minsky che ha invece puntato i riflettori sul ruolo dell’instabilità finanziaria come fattore scatenante delle crisi economiche.

Come vedete si arriva addirittura a citare l'economista Hyman Minsky, sostenitore di uno dei cardini della Modern Monetary Theory (MMT): non è importante “quanta” sia la produzione, è importante che questa sia al livello che consenta a tutti di lavorare, e quindi essere soddisfatti, avere del tempo da dedicare agli affetti, al tempo libero e alla cultura.[2]

Insomma, sembra impossibile, ma sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, si legge quello che scriviamo da anni:

"Come noto gli ultimi quindici anni sono stati caratterizzati da un massiccio intervento delle banche centrali attraverso ripetute operazioni di quantitative easing, cioè di stampa di moneta per acquistare titoli di debito pubblici e obbligazioni private, senza che si manifestassero fenomeni inflazionistici. Il Giappone, dove la Banca centrale è in assoluto l’istituzione che per prima nel 2001 ha introdotto il Qe raggiungendo un portafoglio in bilancio da 5.500 miliardi di dollari (oltre il 100% del pil nipponico che si confronta con la posizione di Bce e Fed rispettivamente a 9.200 e 8.900 miliardi, che rappresentano il 70 e poco meno del 50% dei rispettivi pil) la spinta inflazionistica è sempre stata ed è ancora oggi una delle meno marcate a livello mondiale"

Sembra che Travaglio e company, illuminati sulla via di Damasco, abbiano preso realmente coscienza che la politica monetaria messa in atto dalle banche centrali non sia in grado da sola di gestire il fenomeno inflattivo.

Amen! E ora che facciamo?

Attendiamo impazienti, che Marco Travaglio, Peter Gomez ed Antonio Padellaro, impossessati dallo spirito di Warren Mosler ed onnipresenti sulle TV nazionali, si precipitino a divulgare questi concetti nelle loro ospitate nei talk-show serali.

Perché come ben sappiamo: è da questa frode che partono tutte le sofferenze del popolo italiano. E l'autore dell'articolo pare ben comprenderlo, sentite:

"La pressione nei confronti della Bce per un rapido incremento dei tassi di interesse per contenere la dinamica dei prezzi sembra rispondere, quindi, ad un dogma ideologico neo liberista. Esattamente come con le politiche di austerity dei conti pubblici non esiste una solida base di ricerca economica che confermi la tesi di Milton Friedman (contenuta in un paper del 1963 dal titolo A Monetary History of the United States scritto con Anna Schwartz) sul legame tra politiche monetarie espansive e inflazione".

Più chiaro di così!!!

Vi rendete conto, si ammette candidamente che l'incremento dei tassi per regolare l'inflazione e le politiche di austerity - che avevano come obbiettivo la distruzione della domanda interna, causa dell'impoverimento delle famiglie e della chiusura di molte imprese - non sono il frutto di sensate e pensate politiche economiche ma bensì di un "dogma ideologico" neoliberista.

Dopo aver indicato, in base ad uno studio della Fed di San Francisco, alcune delle reali cause del fenomeno inflattivo quali lo shortage (carenza, ndr) di manodopera e la crisi di approvvigionamento delle forniture globali ed escludendo di essere le stesse, ascrivibili a fattori riconducibili alla domanda - l'articolista afferma chiaramente che:

"L’utilizzo della leva monetaria, quindi, rischia di avere effetti estremamente negativi per l’economia reale e soprattutto sembra indirizzato ad un obiettivo più politico che tecnico: tenere sotto pressione la dinamica salariale inducendo una frenata pesante che rischia di mettere in difficoltà milioni di lavoratori il cui potere d’acquisto è già eroso dal secondo fattore inflazionistico, la guerra, prima latente e poi deflagrante, che ha fatto impennare i prezzi delle materie prime energetiche".

Avete capito bene?

Si afferma chiaramente che la politica monetaria messa in atto ed aggiungo io, abbinata alla totale assenza delle politiche fiscali, ha un obbiettivo politico ben preciso: quello di portare la popolazione a contrarre ancora di più i propri consumi.

Lo stesso obbiettivo politico perseguito per anni con la deflazione salariale oggi si persegue attraverso il fenomeno inflattivo, costringendo la maggioranza in una spirale continua di perdita di potere di acquisto.

Si mangerà meno, ci laveremo meno, ci riscalderemo meno, ci cureremo meno, ci istruiremo meno. Una sorta di tunnel che ci condurrà direttamente al ritorno a condizioni di vita del passato più remoto, che avranno il risultato di abbassare la vita media dell'umanità.

Se a questo aggiungiamo i dati (da verificare nel tempo), sugli effetti avversi dell'esperimento vaccinale - in particolare quelli relativi all'aumento della mortalità ed alla diminuzione della fertilità - ci possiamo ben rendere conto, che il reale obbiettivo politico di chi ci comanda, è quello delinquenziale di ridurre la popolazione mondiale.

Ma l'articolo di Andrea Di Stefano non finisce di stupirci, arriva fino a parlare del "untouchable theme", rappresentato dai derivati, che arriva a definirli per quello che sono realmente, ovvero delle scommesse.

Leggete:

"Qui il tema delle politiche monetarie si intreccia con il vero fattore distorsivo che rischia di innescare errori a catena: la finanza derivata. Rispetto alle analisi dell’economia classica e degli stessi neoliberisti della scuola di Chicago, dagli inizi degli anni ‘90 si è imposta una gigantesca bisca più o meno legalizzata che non ha più nulla a che fare con il ruolo originale rappresentato dagli strumenti di copertura del rischio".

Che la finanza derivata sia stata nel tempo un fattore scatenante di innumerevoli crisi finanziarie, che poi si sono propagate all’economia reale, lo sappiamo bene perché lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Questo ha prodotto quella vera e propria pandemia da derivati ben descritta in decine di paper e libri di economisti soprattutto statunitensi.

Non solo, l'articolista ci indica anche i numeri di questo dramma, che potrebbe sconvolgere il mondo qualora fosse sollevato il coperchio della pentola che bolle.

Il profilo di enorme rischio assunto da questo meccanismo viene fuori direttamente dai dati della Banca dei regolamenti internazionali, l’istituzione con sede a Basilea che rappresenta le banche centrali di tutto il mondo:

Il valore nozionale dei contratti derivati over the counter (i meno regolamentati) ammonta secondo l’ultima statistica disponibile a 600.000 miliardi di dollari, cioè circa 7 volte il PIL mondiale.

Viene fuori addirittura, quello che sosteniamo da tempo e che lo stesso Draghi ed il ministro Cingolani non hanno potuto fare a meno di confermare, ovvero che il caro prezzi dell'energia è totalmente dovuto ai profitti colossali che stanno facendo gli operatori del settore, i quali vengono lasciati liberi dai governi di speculare in regime di monopolio.

Infatti, la conferma che è la finanza a guidare e non il mercato reale, ci viene dal grafico qua sotto, il quale dimostra perfettamente che l'incremento dei derivati legati all'energia segue in modo lineare i prezzi:

L'articolo conclude puntando il dito ancora sulle banche centrali:

"Le banche centrali invece che attuare la vetusta stretta monetaria dovrebbero occuparsi di limitare o meglio azzerare questo meccanismo distorsivo che è responsabile, come evidenziato da inchieste del congresso degli Stati Uniti, delle bolle sui prezzi pagati da consumatori e imprese (a maggior ragione se si sta vivendo una fase di economia di guerra)".

Chi vi scrive, considera questa ultima considerazione alquanto limitativa, poiché come sappiamo, la storia ci ha dimostrato che affidarsi esclusivamente alle banche centrali, per risolvere i fenomeni inflattivi, è completamente errato.

Quello che occorre sono le politiche fiscali dei governi, ovvero l'unico modo per poter redistribuire i redditi in base al bisogno reale che il sistema economico presenta. E qui entra in gioco Mario Draghi, è su di lui e sulle politiche economiche del suo governo, che Il Fatto Quotidiano dovrà picchiare in modo deciso e competente, se vorrà completare il percorso di recupero della credibilità iniziato con il cambio di rotta rappresentato in questo articolo.

Statene certi che noi vigileremo con estrema attenzione e siamo pronti, come sempre, a mettere a loro disposizione la nostra competenza, qualora ne avessero bisogno per affinare i concetti.

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Fonte: improvvisamente anche "Il Fatto quotidiano" parla di deflazione salariale e dogmi neoliberisti.... cosa sta succedendo? - Megas Alexandros

NOTE

[1] Inflazione, le misure restrittive delle banche centrali? Dettate da un dogma neoliberista. Il vero obiettivo è tenere sotto scacco i salari - Il Fatto Quotidiano

[2] Minsky: L'obiettivo è la piena occupazione, non la crescita. - MMT (mmtitalia.info)

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fonte: https://megasalexandros.it/__trashed/

Commenti (34)

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    1. nandoricciardi 1 luglio 2022

      Non si capisce perché un articolo debba iniziare con un sillogismo forzato che ha l'unico risultato di dissuadere dalla lettura chi cerca un approccio "laico" ai fatti e un giudizio, anche di parte, ma sereno. Dunque Marco Travaglio è un "uomo di sinistra"? E da cosa risulta questa asserzione? Dal fatto che non ha militato per Berlusconi, come tanti altri giornalisti sedicenti indipendenti? E perché non prendere per buona la sua asserita fede liberale, che gli deriverebbe dalla lezione del suo maestro Montanelli? Ovviamente sinistra è sinonimo di regime, ergo Travaglio e Il Fatto sono colonne del sistema Italia e del regime imposto dalla sinistra. Va da sè che sono di sinistra quasi tutti gli esemplari del panorama partitico italiano: da Grillo a Bersani, da Conte a Speranza, da Di Maio a Renzi, da Letta a Mattarella. E, visto che ci troviamo, che ci costa considerare "de sinistra" anche il buon Draghi, Brunetta, Cartabia, Bianchi, Lamorgese, ecc., visto che partecipano allo stesso governo? E, per essere ideologicamente onesti fino in fondo, non appartengono alla sinistra anche la signora Meloni e il dottor Salvini, che votano allineati e coperti tutte le porcate decise da Draghi, un compagno comunista sotto mentite spoglie?

    2. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Io capisco quello che vuoi dire e ti riporto qui sotto quello che ho scritto.. così lo valutiamo insieme:
      "Se parliamo di politica, penso che nessun giudice mi condannerà se affermo che Marco Travaglio ed il giornale che dirige, siano da sempre orientati con fedeltà assoluta alla sinistra italiana"
      Non ho scritto che Travaglio è un uomo di sinistra (in riferimento a quelli che sono gli ideali di sinistra a cui tu e noi ci riferiamo)..... ho scritto che è sempre stato fedele a quella che è la "sinistra italiana".... in senso che il suo è un giornale di regime. Poi che la sinistra italiana persegua ideali che non sono di sinistra questo è noto e lo scrivo da tempo.
      Quindi, ti invito a leggere l'articolo, perché è interessante vedere come chi è fedele alla sinistra italiana, per convenienza salta il fosso e rinnega il suo passato.

    3. absitiniuriaverbis 1 luglio 2022

      ... complimenti per la sana satira!
      E se avessi ragione marcia? 😅

    1. Divoll 1 luglio 2022

      Caro Megas, come possiamo parlare di orientamento a sinistra in presenza di sostegno alla UE, al PD e ai 5S???? Che sinistra sarebbe quella che appoggia organizzazioni e politiche neocon globaliste, invece di battersi per i diritti dei lavoratori e gli interessi del popolo e del paese, come dovrebbe essere, almeno nella teoria, prerogativa delle sinistre "classiche"? Da anni c'e' un capovolgimento totale di significati e, a mio modesto parere, sarebbe forse ora di ricominciare a chiamare le cose per quel che sono veramente.

    2. nandoricciardi 1 luglio 2022

      Il trucco è vecchio come il cucco. Quando i giochi volgeranno al termine e si tratterà di indicare con nome e cognome gli artefici del disastro, scommetto che anche Draghi sarà annoverato tra i "sinistri". E ovviamente tutti se la berranno.

    3. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Vabbè parlo di orientamento per identificare... poi che oggi nel nostro paese non esista più niente di niente ma solo il pensiero ed il volere massonico mi sembra di scriverlo in ogni articolo
      Ora, tu dovresti prendere il senso dell'articolo.... non una parola....
      Comunque d'accordissimo sul tuo concetto

    4. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Però dovete leggere bene, io non ho scritto che Travaglio è un uomo di sinistra..... ma che è un uomo fedele alla sinistra italiana.....che è cosa ben diversa.
      "Se parliamo di politica, penso che nessun giudice mi condannerà se affermo che Marco Travaglio ed il giornale che dirige, siano da sempre orientati con fedeltà assoluta alla sinistra italiana"

    5. nandoricciardi 1 luglio 2022

      Bene, grazie per la risposta. Onde evitare equivoci aggiungo il mio profilo ideologico: marxista-leninista, con tendenze staliniste rafforzate dall'aver appreso dell'esistenza dei nazisti democratici. Ritengo modestamente che tutti, commentatori compresi, dovrebbero fare altrettano, ne guadagnerebbero in credibilità. Saluti.

    6. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Io sono sempre stato un liberal democratico, ma dopo aver studiato per oltre 15 anni la MMT.... sono pienamente convinto che è migliore il marxismo del mondo globalista neo-liberal che viviamo ormai da tre decadi

    7. Divoll 1 luglio 2022

      Questo mi fa molto piacere, grazie. Lo so che e' solo un dettaglio all'interno del tuo articolo (col quale concordo), ma e' un dettaglio significativo che andrebbe raddrizzato come concetto, proprio perche' quel volere massonico di cui giustamente parli ha sparigliato tutte le carte, confuso ogni cosa, come solo il diavolo sa fare, perche' e' nel caos che pesca meglio. Chiamare le cose col loro nome sarebbe gia' un modo per riaccendere un po' di luce in questo caos.

    8. Megas Alexandros 2 luglio 2022

      Certo però crede di aver chiamato le cose con il loro nome: se leggi non ho scritto che Travaglio è un uomo di sinistra ma un uomo fedele alla sinistra italiana…. e la cosa è ben diversa
      “Se parliamo di politica, penso che nessun giudice mi condannerà se affermo che Marco Travaglio ed il giornale che dirige, siano da sempre orientati con fedeltà assoluta alla sinistra italiana”

    1. sbregaverse 1 luglio 2022

      Megas, i megatoni derivati, vere e proprie scommesse dei sacerdoti allibratori di Satana, e MAI abbastanza stigmatizzati come esiziali, sono maturi per la deflagrazione atomica.

    2. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Ho paura che come sempre accade per coprire tale buco avranno bisogno di una guerra per giustificare la stampa del denaro dal nulla. Noi sappiamo che lo potrebbero fare anche senza una guerra….. ma le élite non possono rischiare che il mondo intero capisca cosa è realmente la moneta….. per questo noi MMTers siamo banditi.

    3. sbregaverse 1 luglio 2022

      Ma come si può coprire un BUCO NERO che risucchia e fa sparire energie :cosa che NON si vuole eliminare ?
      La stampa NON è opzione; la guerra,purtroppo,
      SÌ.

    1. Cleon XIII 1 luglio 2022

      Sapete cosa odio io in modo viscerale? La raccolta differenziata dei rifiuti. Sarò superficiale, ma per me è il simbolo dell’oppressione neoliberista. Paghiamo una tassa per sbatterci come tappeti al fine di riciclare rifiuti per conto terzi. Ma se la pagassero le aziende che riciclano la tassa. Io la plastica delle bottiglie e degli altri imballi e confezioni mica la comprerei, se potessi. Mi viene imposto. E quanti addetti alla nettezza urbana sono stati licenziati da quando il lavoro degli spazzini è stato appaltato a noi contribuenti? Inoltre c’è L’odiosa ideologia che viene subdolamente propugnata secondo cui la difesa dell’ambiente è una questione di educazione e responsabilità individuale e non un costo che le multinazionali scaricano sui contribuenti.
      Sono vecchio come il cucco e odio l’ecologismo fin da ragazzo. È stato l’ecologismo che ha aperto la strada alla nefasta ideologia mercantile della scarsità e degli sprechi che ha inchiodato il cittadino nella dimensione di consumatore-cliente responsabile dei mali del mondo ma escluso dalla partecipazione alle decisioni.

    2. sbregaverse 1 luglio 2022

      E lo sai perchè hai odio viscerale ?
      Perchè da tempi immemorabili siamo penetrati fino al colon( da qui colonizzati)trasverso, dai monsignori.

    3. absitiniuriaverbis 1 luglio 2022

      Tanti anni fa mi raccontavano una barzelletta:
      in un ristorante a Napoli (luogo di nascita dei miei) per disattenzione la cravatta di un cliente si macchia. Il cameriere cortessisimo si premura di portare uno smacchiatore e di sottoporre la cravatta al trattamento necessario.
      Passato il tempo dovuto, il cameriere si ripresenta con una spazzola e, a spazzolata finita, ... la macchia era scomparsa: essenzialmente perché al posto della macchia, c'era un buco.
      Dice il cliente: lo smacchiatore è pericoloso!
      Il cameriere obietta: no, quella è la stoffa della cravatta vostra che è una chiavica!

      Ovvero, fuori dalla nota di colore, il 'chi rompe, paga ed i cocci sono suoi' non esiste più.
      Senza entrare nel tema di una evidente 'giustizia ingiusta' è molto spesso il consumatore finale colpevole di tutto e partecipe di niente, come scrivi.

      Che poi voglia essere partecipe è evidentemente un altro discorso.
      Il consumatore, tuttavia, non è innocente.
      Durante il lockdown di Shanghai, non c'era alternativa all'ordinare la spesa al supermercato e quindi separare il contenuto dal contenente e riempire il cassonetto di plastiche di vario tipo: impressionante.
      Prima del lockdown avevamo la possibilità di comperare direttamente alla fonte ovvero fuori dalla rete della distribuzione: le borse, sempre le stesse, erano nostre mentre la carta per l'imballo era del produttore.
      Qui, già dal 2000, sono disponibili supermercati che non utilizzano plastica. Inoltre su alcuni (ma il numero cresce) laghi sono sparite per disposizione governativa le industrie che scaricavano sugli affluenti e sono state bandite le plastiche di tutti i tipi a partire dal monouso.
      Il cambiamento è stato straordinario
      Il consumatore, e chi lo rappresenta, potrebbe e dovrebbe opporsi all'uso.

      Ma il vecchio 'divide et impera' è ancora in giro... chi lo sa? Vuoi vedere che Giulio Cesare aveva presagito il futuro della plastica!

    1. Cleon XIII 1 luglio 2022

      Non è la prima volta che sulle pagine economiche della stampa di regime compare un articolo di ispirazione post-Keynesiana. Non credo che significhi molto, specie su un giornale come il FQ, critico nei confronti di Draghi. Addirittura qualche anno fa lo stesso Grillo citava Minsky nei suoi comizi. Insomma, qualcosa la devono pur scrivere, non possono continuare con la solfa dell’austerity, La deflazione salariale, poi, in Italia è una realtà da decenni, ormai lo sanno anche i sassi (ah, no, i sindacati non lo sanno, per loro le vertenze sul salario sono corporative). No, la sinistra non tornerà indietro, l’Euro è un’arma che i loro padroni gli hanno consegnato perché combattano ‘fino all’ultimo italiano’. Vedete, loro ci odiano proprio. Odiano il popolo italiano.

    2. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Sono d’accordo l’euro è l’arma consegnata alla massoneria italiana per comandare il paese funzionalmente ai loro interessi

    3. Divoll 1 luglio 2022

      Sono lieto che un numero crescente di persone lo stia finalmente comprendendo. Fino ad alcuni anni fa, l'UE e il santo euro erano considerati come una conquista meravigliosa e irrinunciabile dalla stragrande maggioranza della gente. Quei pochi che avvertivano sulla vera natura di tutto cio' venivano derisi e insultati...

    4. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Vediamo se ci sarà un seguito

    5. Divoll 3 luglio 2022

      Nulla rimane senza seguito. Dei cambiamenti sono inevitabili. Bisogna solo vedere quali saranno, a nostro favore o no.

    1. Arian Van Heisen 1 luglio 2022

      Anche in Germany ormai danno per spacciato l' Euro tower ed un crollo della loro produzione industriale che sconquasserà tutta l' Europa , i pennivendoli stanno fiutando e cercano il riposizionamento.

      Marc Friedrich, DWN: La BCE è finita: l'euro è morto! (deutsche-wirtschafts-nachrichten.de)

    2. Megas Alexandros 1 luglio 2022

      Le probabilità che i tedeschi escano dalla moneta unica aumentano giorno dopo giorno, questo conferma che il centro del Grande Reset è a Roma e non a Berlino

    1. indipendente 30 giugno 2022

      Quando la nave va fuoco i topi scappano

    2. sbregaverse 1 luglio 2022

      Quando la neve va a fuoco trovano la maniera di manipolare , a loro pro, anche i miracoli.

    1. Arthur 30 giugno 2022

      Ma non sarà che a sinistra gli intelligentoni sono riusciti ad accendere i neuroni spenti da tempo e hanno iniziato a subdorare che qualcuno si sta preparando a lasciarli con il cerino in mano?

      A sinistra sono certamente fessi e sprovveduti, ma proprio cretini patentati magari no.
      Assai verosimilmente potrebbero pensare che l'unico modo per non essere spazzati via possa essere mollare tutto gridando ed incolpando il liberismo selvaggio.
      Così facendo sperano forse di salvare la pelle.

      Personalmente credo però che ormai sia tardi.

    2. Eugiorso 30 giugno 2022

      A sinistra sono vendiculo abilissimi, mentono sapendo di mentire come nessun altro (il pagliaccio salvini finto-sovranista fa ridere), sono doppi in tutto anche nel linguaggio, ma io resto dell'idea che lo facciano per mettere le mani avanti, per dire "noi non volevamo!", quando la macelleria sociale neoliberista sarà furobonda, con situzioni "greche" ... Sarà difficile dire "è colpa di Putin!"
      Loro sanno ciò che sta per accadere e temono che un'eventuale ira popolare, magari violenta (ci spero, ma non ci credo ...), li prenda in mezzo loro, perché sono consapevoli di essere e essere stati collaborazionisti del potere esterno che ci sta distruggendo ... Come dovrebbero presentarsi, questi vigliacchi, come atlantisti convinti, europoidi convinti, neoliberisti selvaggi convinti? Stanno attenti al loro miserabile culo di collaborazionisti vigliacchi, pronti a sopravvivere (non solo politicamente!) e a riciclarsi ...

      Cari saluti

    3. Arthur 30 giugno 2022

      Quoto quello che hai scritto, ma non penso arriveremo ad una situazione simile alla Grecia.

    1. ducadiGrumello 30 giugno 2022

      non vorrei fare il solito guastafeste, ma temo che più che altro travaglio sia stizzito anzichenò perchè il drago ha maltrattato il suo amatissimo conte. Se si ricomponesse la frattura, prevedo un rapido rientro di FQ nei ranghi dei laudatori di regime

    2. Megas Alexandros 30 giugno 2022

      Probabile

    3. Arthur 30 giugno 2022

      Non so, potrei sbagliarmi, ma ho la sensazione che i colpevoli del disastro si vogliano sfilare.
      Magari sanno cosa sta per succedere e si preparano a darsela a gambe.
      Vediamo cosa succede.

    1. Eugiorso 30 giugno 2022

      Ma scherziamo? Il ratto quotidiano che si mette contro sinceramente, a muso duro, gli strangolatori europoidi, la troika, il grande capitale finanziario occidentaloide? E la nato che sta dietro e sostiene tutta l'impalcatura imperialista?
      Piuttosto, vedo fumo negli occhi, un mettere le mani avanti, una forma di tutela sinistroide-demokrat-cinquestallatica, per poter dire, quando la macelleria sociale europoide demmmokratttika riprendera virulenta fino alle estreme conseguenze, "No! Noi non volevamo ... Non lo volevano i nostri compari sinistri-piddioti e neppure i grilloidi! Ce lo ha chiesto l'europaaaa ..."

      Cari saluti

    2. sbregaverse 1 luglio 2022

      Sì indubbio ma d'altro canto non è il solo segnale di RIPOSIZIONAMENTO nella sinistra governativa.
      Aromi e profumi che si possono annusare dagli scherni merdiatici ooops schermi mediatici.

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