Il piano segreto dell’America per rendere la Russia nuovamente grande

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Dmitry Orlov
cluborlov.wordpress.com

In genere è bene evitare l’attribuzione di intenti nefasti ad azioni che possono essere giustificate con la semplice stupidità. Ma questo è un caso in cui la mera stupidità non può spiegare la lunga e costante processione di errori di politica estera che abbraccia tre decenni, tutti specificamente mirati a rafforzare la Russia. Non è possibile pensare che un eccesso di arroganza, ignoranza, avidità e opportunismo politico e la mancanza [negli Stati Uniti] di analisti di politica estera competenti possano aver prodotto un tale risultato, perché, in pratica, sarebbe come sostenere che alcune scimmie dotate di trapani, frese e torni siano in grado di fabbricare un orologio svizzero. L’unica alternativa, però, sarebbe quella di sostenere che esiste una rete di agenti del Cremlino nascosta nelle viscere dello Stato Profondo americano e che tutti questi agenti abbiano lavorato di concerto per portare avanti gli interessi della Russia, mantenendo costantemente una plausibile negabilità a tutti i livelli dell’operazione.

In apparenza, il piano era di indebolire e distruggere la Russia; dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Russia si era indebolita e si stava distruggendo benissimo da sola, senza bisogno di interventi esterni. Incredibilmente, però, ogni sforzo degli Stati Uniti per indebolire e distruggere la Russia l’ha resa più forte; se fosse esistito anche solo un rudimentale meccanismo di feedback, questa grossa discrepanza tra gli obiettivi e i risultati politici sarebbe stata rilevata e sarebbero stati apportati i dovuti aggiustamenti. Superficialmente, questa mancanza potrebbe essere spiegata dalla natura stessa della farsesca democrazia americana, dove ogni amministrazione può dare la colpa dei propri fallimenti agli errori commessi dall’amministrazione precedente, ma lo Stato Profondo non smette mai di governare e, dopo alcuni cicli di questi fiaschi ripetuti, sarebbe semplicemente stato costretto ad ammettere con se stesso che c’era un problema con il piano per indebolire e distruggere la Russia. Il fatto che non abbia rilevato alcun problema di questo tipo ci riporta al punto di partenza, al sospetto che ci siano agenti di Putin che lavorano instancabilmente nelle viscere dello Stato Profondo americano.

Ma questa è pura teoria della cospirazione e ad una cosa del genere non dovremmo neanche avvicinarci. È sufficiente dire che, al momento, non esiste una spiegazione adeguata per quanto è accaduto. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, sarebbe bastato molto poco per accelerare il crollo della Russia. Ma nessuno di questi passi era stato fatto, e quelli che erano stati fatti (con l’apparente obiettivo di indebolire e distruggere la Russia) avevano provocato l’esatto contrario. Perché? Di seguito sono elencate 10 delle iniziative di maggior successo di quella che sembra essere una campagna MRGA (Make Russia Great Again) dello Stato Profondo americano. Se avete una spiegazione alternativa, mi piacerebbe conoscerla.

1. Se la Russia fosse stata immediatamente accettata nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (alla quale voleva aderire) sarebbe stata sommersa da importazioni a basso costo, che avrebbero completamente distrutto l’industria e l’agricoltura russa. La Russia avrebbe semplicemente venduto il petrolio, il gas, il legname, i diamanti e le sue altre risorse e avrebbe comprato tutto ciò che le serviva. Invece, gli Stati Uniti e gli altri membri dell’OMC avevano trascorso 18 anni a negoziare l’ingresso della Russia nell’organizzazione. Quando la Russia aveva aderito, nel 2006, era rimasto poco tempo prima del crollo finanziario del 2008, dopo il quale l’OMC non ha più avuto un ruolo importante.

2. Se alla Russia fosse stata concessa immediatamente l’esenzione dal visto per l’Occidente (come voleva), la maggior parte dei Russi in età lavorativa si sarebbe subito dispersa fuori dalla Russia, lasciando dietro di sé una popolazione di orfani e anziani, proprio com’è successo all’Ucraina contemporanea. Dopo aver perso gran parte della sua popolazione produttiva, la Russia non avrebbe rappresentato alcun tipo di minaccia economica o militare. Invece, alla Russia non era mai stata concessa l’esenzione dal visto e aveva dovuto affrontare restrizioni che, col tempo, erano solo aumentate. Ormai la maggior parte dei Russi ha interiorizzato l’idea di non essere desiderata in Occidente e di dover cercare fortuna in patria.

3. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Russia stessa era collassata in un mosaico di centri regionali. Molti di essi (Tatarstan, Bashkortostan, Repubblica degli Urali, Cecenia) avevano pensato alla secessione. Se non fosse stata toccata, la Russia si sarebbe trasformata in una confederazione sciolta, senza la possibilità di una politica estera comune. Invece, risorse e mercenari erano stati riversati in Cecenia, trasformandola in una minaccia esistenziale per l’autorità di Mosca e costringendola a diventare militarmente assertiva. Il fatto che i volontari ceceni stiano ora combattendo in Ucraina dalla parte della Russia sottolinea il fallimento della politica cecena dell’America.

4. Se, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la NATO avesse semplicemente riconosciuto che la minaccia che intendeva contrastare non esisteva più e si fosse sciolta o fosse semplicemente diventata quiescente, la Russia non avrebbe mai ritenuto necessario riarmarsi. In effetti, la Russia era felice di fare a pezzi le sue navi e i suoi missili per ricavarne rottami metallici. Invece, la NATO aveva ritenuto opportuno bombardare la Jugoslavia (per un motivo umanitario inventato) e poi espandersi inesorabilmente verso est. Queste azioni avevano trasmesso nel modo più adeguato il messaggio che l’Occidente non si opponeva all’URSS e al comunismo, ma alla Russia stessa. E, se negli anni ’90 non erano molti i Russi desiderosi di combattere e morire per la gloria del comunismo, la difesa della Madrepatria è una storia completamente diversa.

5. Se la Russia fosse stata lasciata in pace, non avrebbe mai pensato di avventurarsi al di fuori del suo territorio vasto e sottopopolato. Ma poi era arrivata la provocazione: le truppe georgiane, con l’autorizzazione degli Stati Uniti, avevano attaccato le forze di pace russe nell’Ossezia meridionale durante le Olimpiadi di Pechino del 2008, costringendo la Russia a reagire. Il fatto che la Russia fosse riuscita a smilitarizzare la Georgia in pochi giorni era stata un’importante iniezione di fiducia e le aveva insegnato che la NATO e le forze addestrate dalla NATO sono tenere e mollicce e non rappresentano alcun problema. Il territorio russo si era così ampliato fino a comprendere l’Ossezia del Sud, con l’Abkhazia come bonus aggiuntivo, aprendo la strada ad ulteriori espansioni territoriali (Crimea, Donbass, Kherson… Nikolaev, Odessa…).

6. Se gli Stati Uniti avessero lasciato in pace la Siria, un fedele alleato della Russia da quasi un secolo, la Russia non si sarebbe espansa nella regione mediterranea. Invece, il governo siriano aveva invitato la Russia ad aiutarlo a risollevare le sorti della guerra contro l’ISIS, sostenuta dagli Stati Uniti, e la Russia aveva distrutto l’ISIS con l’aiuto di un contingente piuttosto ridotto di forze aeree e spaziali, dislocato in un’unica base aerea. L’azione in Siria ha messo in mostra i moderni sistemi d’arma russi e generato ordini da tutto il mondo per prossimi 20 anni. Inoltre, gli alleati globali della Russia sanno che se gli Stati Uniti e la NATO, o i loro mercenari, daranno loro dei problemi, basterà un fischio e Mosca accorrerà con le sue bombe di precisione e impilerà ordinatamente i cadaveri.

7. Dopo il putsch di Kiev del 2014 e il reintegro della Crimea, le sanzioni statunitensi/occidentali si erano rivelate immensamente utili per avviare un programma su larga scala di sostituzione delle importazioni, ringiovanendo sia l’industria che l’agricoltura russa. Oggi la Russia è ampiamente autosufficiente dal punto di vista alimentare ed è un importante esportatore di prodotti agricoli. La sua posizione di principale granaio del mondo verrà ulteriormente rafforzata dall’aggiunta delle regioni della “terra nera” dell’Ucraina orientale e meridionale, caratterizzate da suoli straordinariamente fertili. Le sanzioni erano state accompagnate da attacchi speculativi sul rublo che ne avevano fatto scendere il valore da 30 per un dollaro a 60 (dove si trova oggi) rendendo i prodotti russi molto più competitivi a livello internazionale e stimolando il commercio estero.

8. Le infinite minacce di escludere la Russia dall’utilizzo del sistema di messaggistica interbancaria SWIFT hanno spinto la Russia a creare un proprio sistema di pagamento, ora integrato con quello cinese. Il sequestro del fondo sovrano russo da 300 miliardi di dollari che era depositato nelle banche occidentali, insieme al congelamento dei fondi degli oligarchi russi, ha insegnato ai Russi a non fidarsi delle banche occidentali e ad evitare di tenere il proprio denaro all’estero. Tutte queste azioni ostili nella sfera finanziaria hanno spianato la strada ad una risposta piuttosto misurata, che ha immediatamente reso il rublo la valuta più preziosa e stabile del pianeta, lasciando il dollaro e l’euro vulnerabili all’iperinflazione.

9. La guerra di otto anni condotta dall’esercito ucraino, con l’indiscusso sostegno degli Stati Uniti e della NATO, contro la popolazione civile russa nel Donbass, ha prodotto nella popolazione russa un’idea molto precisa: l’Occidente vuole sterminarla. Quando gli Ucraini hanno dichiarato di voler costruire bombe nucleari, quando si è scoperto che i laboratori di armi biologiche del Pentagono in Ucraina stavano lavorando alla creazione di agenti patogeni specificamente destinati ai Russi e, infine, quando è diventato chiaro che non c’erano solo gli Ucraini ma anche la NATO dietro a tutto questo e che gli Ucraini più la NATO erano pronti a lanciare un attacco totale, la Russia lo ha anticipato lanciando la propria Operazione Speciale. Per quanto cinico possa sembrare, i precedenti bombardamenti, durati otto anni, contro edifici pieni di anziani, donne e bambini, mostrati in diretta dai telegiornali russi, ma costantemente ignorati in Occidente, sono stati determinanti nel produrre un indice di gradimento per l’Operazione Speciale che ha raggiunto il 76%, con un indice di gradimento simile per Putin, il suo governo e persino molti dei governatori regionali. Ora che, nonostante gli invii di armi occidentali, l’esercito ucraino viene triturato ad un ritmo che lo porterà alla fine in circa 20 giorni (il previsto “Giorno Z”), la Russia è pronta ad emergere come vincitrice assoluta della Terza Guerra Mondiale che, proprio come la Guerra Fredda, che aveva perso, è stata a malapena combattuta. Questo ripristinerà la mistica dell’esercito russo perennemente vittorioso.

10. Infine, la Russia dovrebbe essere grata per gli ingenti finanziamenti erogati negli anni dagli Stati Uniti e dall’Occidente collettivo a sostegno della libertà di parola e di stampa in Russia, intendendo con questo termine la propaganda filo-occidentale. In primo luogo, hanno contribuito a liberare lo spazio mediatico russo, al punto che ora la Russia è molto più aperta alla libertà di espressione di qualsiasi Paese europeo o degli Stati Uniti, con appena un accenno alla censura corporativa o alla cultura della cancellazione che dilagano in Occidente. In secondo luogo, l’assalto della propaganda occidentale è stato così martellante e prepotente che i Russi, dopo averla elaborata per alcuni anni, ora ridono apertamente della narrativa filo-occidentale e le agenzie di ricerca di opinione riferiscono che il sostegno russo alle politiche filo-occidentali è presente solo in minime quantità. Il processo è stato favorito dalla pura e semplice ridicolaggine delle varie politiche occidentali: la cultura dell’annullamento, MeToo, LGBT, il cambio di sesso nei bambini, la promozione della pedofilia e tutto il resto, che hanno prodotto un’ondata di repulsione. Questa inversione di 180º, dalle opinioni prevalentemente filo-occidentali dei primi anni ’90 alla situazione attuale, è il coronamento dell’intera campagna dello Stato Profondo americano, durata tre decenni, per rendere la Russia nuovamente grande (MRGA).

Non intendo sostenere che l’esistenza dell’MRGA all’interno dello Stato Profondo degli Stati Uniti sia probabile e dimostrabile. Ma vi invito a seguire il famoso detto di Arthur Conan Doyle: “Una volta eliminato l’impossibile, tutto ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità” e fatemi sapere cosa ne pensate.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.wordpress.com
Link: https://cluborlov.wordpress.com/2022/05/23/the-secret-american-plan-to-make-russia-great-again/
23.05.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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