Il governo Meloni e la riforma del Trattato di stabilità: federalismo coercitivo e difesa della sovranità nazionale

Il governo Meloni e la riforma del MES: federalismo coercitivo e difesa della sovranità nazionale
Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Di Luca Lanzalaco per ComeDonChisciotte.org

Il 9 novembre 2022 la Commissione europea ha presentato la proposta di riforma del sistema di governance economica dell’Unione europea (European Commission 2022). Il progetto modifica per alcuni aspetti il Patto di Maastricht del 1992 e il Trattato di Stabilità e Crescita del 1977 - quelli che, per intenderci, imponevano il tetto massimo del deficit e del debito rispettivamente al 3% e al 60% del Prodotto interno lordo (Pil). Questo “vincolo stupido”, così lo definì Romano Prodi (De Ioanna e Degni 2019, 39, nota 1), è stato assai poco rispettato, ha creato palesi tensioni sia tra gli Stati membri che tra questi e le Istituzioni comunitarie e nel tempo ha subito numerose riforme che lo hanno reso vieppiù vincolante per le politiche economiche nazionali (European Commission, 2021).

La tappa finale di questo accidentato percorso riformatore è costituita dalla proposta di riforma del 9 novembre 2022. Senza entrare nei dettagli tecnici, conviene focalizzare l’attenzione sui suoi aspetti salienti. L’obiettivo della riforma è “facilitare una sorveglianza economica efficace (…) che integri la dimensione fiscale, delle riforme e degli investimenti” (European Commission 2022, 1-2). Già da qui emerge chiaramente che si è andati ben oltre al semplice controllo della disciplina fiscale (“tenere i conti in ordine”), invadendo anche il terreno delle riforme strutturali e degli investimenti. Gli strumenti per realizzare questo obiettivo – che verrà poco dopo definito “olistico” (European Commission 2022, 6) - sono essenzialmente quattro.
Anzitutto, l’articolazione degli interventi in una prospettiva di medio-periodo. Vedremo tra poco in cosa consiste concretamente il “medio periodo”, ma già fin da ora emerge come si sia usciti ampiamente da una logica emergenziale, per conferire invece alle istituzioni comunitarie, in particolare alla Commissione e al Consiglio, un ruolo permanente di direzione politica sovranazionale.

Secondo strumento, la differenziazione degli Stati membri a seconda della loro situazione debitoria: c’è il gruppo dei Paesi virtuosi, con un debito inferiore al 60% del Pil, quelli con un debito moderato tra il 60% e il 90% del Pil e, infine, quello dei Paesi con una forte esposizione debitoria oltre il 90% del Pil tra cui, ovviamente, compare l’Italia. È opportuno notare fin da ora come la collocazione di un Paese nell’uno o nell’altro di questi gruppi costituisca un chiaro messaggio ai mercati finanziari sul rischio associato ai titoli pubblici che ognuno di essi emette. E a maggior rischio corrispondono, come noto, maggiori interessi i quali implicano maggiori spese e, come ci insegna il caso greco, un ulteriore indebitamento.

Il terzo strumento, che dovrebbe costituire il nucleo qualificante ed innovatore della riforma, è associare ad ogni Paese, a seconda della sua situazione debitoria, un percorso nazionale approvato dalla Commissione e dal Consiglio per garantire il rispetto dei vincoli di bilancio. Alla regola in vigore che impone a tutti gli Stati membri un rientro annuo del debito del 5%, si dovrebbero sostituire dei piani di risanamento ritagliati sulle caratteristiche di ogni singolo paese: “i piani nazionali di medio-termine dovrebbero assicurare un percorso di riduzione del debito attraverso un graduale consolidamento, riforme e investimenti” (European Commission 2022, 8). Alcuni organi di stampa hanno interpretato questa come maggiore flessibilità, preferibile alle rigidità delle regole in vigore. Si tratta di una interpretazione benevola e, in ultima analisi, fuorviante in quanto, il “vincolo stupido” – deficit al massimo del 3% e debito del 60% del Pil – rimane inalterato viene solo “concesso” di realizzarlo gradualmente, sotto la guida e il controllo della Commissione, seguendo delle politiche di risanamento, o meglio di austerità, conformi alle esigenze di ogni Paese.

Vediamo, quindi, in cosa consistono questi percorsi differenziati (European Commission 2022, 12). I Paesi con un debito inferiore al 60% debbono presentare un piano che garantisca che il loro deficit non supererà nei successivi 10 anni – si inizia a capire in cosa consiste il “medio periodo” – il 3% del Pil. Si tratta di una norma curiosa e inquietante al tempo stesso: anche i Paesi “virtuosi” diventano oggetto di controllo e sorveglianza. Da qui emerge chiaramente che obiettivo della riforma non è far tenere i “conti in ordine” agli Stati membri, bensì condizionare stabilmente e in modo invasivo le loro politiche economiche al fine di farli convergere verso lo stesso modello di sviluppo. Ma proseguiamo.
I Paesi con un debito maggiore del 60% ma inferiore al 90% debbono assicurare che il loro debito nei successivi 10 anni seguirà “plausibilmente” – la vaghezza del termine dà ampio spazio alla discrezionalità nel giudizio – una traiettoria discendente, mantenendo comunque il vincolo del 3% di deficit sul Pil.

Infine, i Paesi con una esposizione debitoria superiore al 90% debbono presentare un piano di risanamento di 4 anni, rinnovabile per altri 3 (e siamo a 7 anni di “medio periodo”), in cui vengono specificate dettagliatamente le misure fiscali, le riforme e gli investimenti pubblici che si intendono effettuare. La Commissione, non solo approva il piano, ma ne controlla la puntuale esecuzione con relazioni annuali in cui vengono segnalate eventuali inadempienze (European Commission 2022, 15). Anche qui due brevi notazioni, necessarie in quanto è esattamente questa la prospettiva futura per l’Italia se passa questa riforma. In primo luogo, quello che si prospetta per i Paesi “indisciplinati” è un vero e proprio commissariamento, praticamente identico ai Memorandum imposti alla Grecia. In secondo luogo, ogni relazione annuale, anche solo blandamente critica, costituisce un messaggio che può scatenare il panico sui mercati, penalizzando ancor di più i paesi già in difficoltà finanziarie. Insomma, la nuova governance dell’economia europea proposta dalla riforma sembra essere più che un meccanismo per evitare le crisi, un dispositivo per generarle. E questo, si noti, vale anche per la riforma del Fondo salva stati approvata nel 2021, che adottando la stessa logica, ruota intorno alla distinzione tra differenti linee di credito (Lanzalaco 2022, 434).
E qui passiamo al quarto strumento. Qualora questi meccanismi di sorveglianza (termine che ricorre ben 36 volte in 27 pagine) falliscano, scattano quelli di enforcement (termine utilizzato 20 volte), cioè di imposizione e rispetto dei piani di rientro. Quello che era stato concesso sul piano della (presunta) flessibilità, viene tolto quando si passa alle misure disciplinari. “Una più forte imposizione (enforcement) ex post dovrebbe essere la necessaria controparte di un meccanismo di sorveglianza basato sul rischio che concede agli Stati membri una maggiore libertà di azione di stabilire i loro percorsi di aggiustamento” (European Commission 2022, 16-17). Insomma, la Commissione dice agli Stati: voi siete liberi di decidere, sotto la nostra guida, in quanto tempo rispettare i vincoli, che noi vi abbiamo imposto, ma se non li rispettate andate incontro a gravi sanzioni, stabilite da noi. Più che di sanzioni, a dire il vero, si tratta di veri e propri interventi punitivi (European Commission 2022, 17). Le sanzioni pecuniarie vengono ridotte, non per magnanima benevolenza, ma per renderle realisticamente comminabili in quanto la loro attuale consistenza le rende minacce poco credibili. Possono poi subentrare sanzioni reputazionali (sic!), consistenti in una sorta di ammenda pubblica dei ministri del Paese inadempiente di fronte al Parlamento europeo. Infine, se non vengono rispettati i vincoli della condizionalità, cioè non vengano attuate misure efficaci per ridurre il deficit, scatta la sospensione dei finanziamenti comunitari quali i Fondi strutturali o il Fondo di rinascita e resilienza. L’euro, attraverso l’erogazione o la sospensione degli “aiuti” finanziari, è quindi il meccanismo disciplinatorio, per dirla con Foucault, di cui si avvalgono le Istituzioni europee per imporre le loro politiche attraverso la condizionalità politica.

Il progetto di riforma ha suscitato numerose perplessità da varie fonti e ben poche note di plauso. In alcuni casi sono stati rivolti appunti a specifici passaggi tecnici della riforma (Messori 2022, Minenna 2022). In altri, invece, sono state rivolte critiche radicali ed è stato vivamente consigliato di non aderire alla riforma (De Romanis 2022, Piga 2022).

I punti su cui vertono queste critiche radicali sono essenzialmente tre. In primo luogo, il Patto di Stabilità e crescita in vigore tutto sommato ha funzionato, come ammette lo stesso documento della Commissione (European Commission 2022, 3-4), per quale motivo riformarlo? Secondo punto, l’Italia rientra sicuramente tra i Paesi molto indebitati e la “proposta di riforma rischia di mettere nei guai il nostro paese, soprattutto a causa della disattenzione con cui è stata accolta” (Giro 2022, 12). Approvarla significherebbe sancire il nostro commissariamento, assoggettando le nostre politiche economiche e sociali alle valutazioni della Commissione per un periodo minimo di 4 anni estendibile a 7. Si verrebbe a creare sostanzialmente un regime di “austerità permanente” al quale sarebbe impossibile sottrarsi, date le pesanti sanzioni previste nel caso di inadempienze (la Repubblica 2022). Infine, è stato fatto notare come gli interventi comunitari previsti dalla riforma essendo estremamente invasivi, lascerebbero minimi spazi di manovra al governo che diventerebbe semplice esecutore di decisioni prese da altri.

Se a queste motivazioni, totalmente condivisibili, aggiungiamo la discrezionalità delle valutazioni della Commissione e l’incertezza che questa può generare sui mercati, la riforma è sicuramente da respingere per un motivo fondamentale.

La reale posta in gioco nella riforma del Trattato di Stabilità e Crescita che, ripetiamo quanto detto all’inizio, va ben oltre la sostenibilità del debito e la solidità delle finanze pubbliche degli Stati. Infatti, il progetto di riforma proposto il 9 novembre 2022 non è nato dal nulla, non è una estemporanea invenzione della Commissione, ma è in perfetta continuità con il disegno politico-istituzionale che dalla crisi greca in poi guida le élite europee. Con il pretesto di arginare la crisi greca e di salvare l’euro si è inaugurata la nuova governance delle politiche economiche e sociali - dal Fiscal compact al Semestre europeo fino al nuovo Mes - e il processo di integrazione europea ha assunto sempre più i connotati di una forma di federalismo coercitivo (Lanzalaco 2022, 385-395). Il concetto di federalismo coercitivo è stato utilizzato per connotare alcune trasformazioni paracostituzionali – cioè a costituzione invariata - nel federalismo negli Stati Uniti e in Australia. In sintesi, il federalismo coercitivo consiste nella centralizzazione dei processi decisionali di pertinenza degli Stati presso il governo federale che così facendo riesce a determinare le politiche pubbliche in aree che formalmente sarebbero invece di competenza degli stati nazionali. Questi diventano così delle semplici agenzie amministrative del governo federale, con il conseguente annullamento della sovranità politica dei singoli Stati - non a caso negli USA è stato ampiamente riveduto - e un palese deterioramento della qualità della democrazia a livello nazionale.
La riforma del Patto di Stabilità e crescita proposta il 9 novembre 2022 si inserisce perfettamente in questo disegno di federalizzazione dell’Unione europea. La sua approvazione richiede l’unanimità, cioè il parere favorevole di tutti i 19 Stati membri. Ponendo il proprio veto l’attuale governo avrebbe la possibilità di imprimere una svolta alla storia politico-istituzionale dell’Europa, bloccando il progetto di federalismo coercitivo e salvaguardando quello che resta della democrazia e della sovranità nazionale. Giorgia Meloni saprà cogliere questa opportunità?

Di Luca Lanzalaco per ComeDonChisciotte.org

Ultimo aggiornamento dell'articolo - 09.01.2023 ore 20:58

Riferimenti

De Ioanna, P., Degni, M. (2019), Il vincolo stupido. Europa e Italia nella crisi dell’euro, Roma, Castelvecchi.
De Romanis, V. (2022), È meglio non toccare il Patto di Stabilità, “la Stampa”, 5 novembre 2022. pp.1 e 28.
European Commission (2021), History of the Stability and Growth Pact, https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/stability-and-growth-pact/history-stability-and-growth-pact_en.
European Commission (2022), Communication on orientations for a reform of the EU economic governance framework, Brussels, 9.11.2022, COM(2022) 583 final.
Giro, M. (2022), Per l’Italia è meglio negoziare con l’Ue sul debito pubblico, “Domani”, 30 novembre 2022.
Lanzalaco, L. (2022), L’euro e la democrazia. Dalla crisi greca al nuovo Mes, Lecce, Yoiucanprint.
Messori, M. (2022), La marcia verso la sostenibilità di debiti e crescita passa anche da regole più semplici, “il Sole 24 Ore”, 10 novembre 2022.
Minenna, M. (2022), Nuove regole europee sul debito: segnali incoraggianti?, “il Sole 24 Ore”, 21 novembre 2022.
Parlamento italiano – Camera dei Deputati (2022a), Resoconto assemblea, Atti di indirizzo e controllo, XIX Legislatura, Allegato B, Seduta di Mercoledì 30 novembre 2022, https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0016&tipo=atti_indirizzo_controllo&pag=allegato_b#si.1-00034.
Parlamento italiano – Camera dei Deputati (2022b), Testi allegati all'ordine del giorno della seduta n. 16 di Mercoledì 30 novembre 2022, https://www.camera.it/leg19/995?sezione=documenti&tipoDoc=assemblea_allegato_odg&idlegislatura=19&anno=2022&mese=11&giorno=30&back_to=https://www.camera.it/leg19/187?slAnnoMese=202211-e-slGiorno=-e-idSeduta=-e-idLegislatura=19.
Piga, G. (2022), Il nuovo Patto di Stabilità Ue? Peggio pure di quello vecchio, “Il Fatto Quotidiano”, 21 novembre 2022.
la Repubblica (2022), Cambia il Patto di stabilità ma l’Italia con le nuove regole rischia di finire sotto tutela, 2 novembre 2022 (senza autore).

Commenti (57)

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    1. GioCo 12 dicembre 2022

      Giorgia è un soggetto politico a concessione di sovranità molto limitata. Chi gli ha dato tale concessione è formalmente il popolo (?!) materialmente "il mercato" cioè banche e banchieri che non glielo hanno dato volentieri. Per ciò, sapendo bene da che parte tira l'aria, la tapina si prostra dai padroni pur avendo il loro fiato sul collo un giorno si e l'altro pure e per l'unico motivo che non si fidano. Reciprocamente intendo. Perché c'è un patto e le parti "dovrebbero" rispettarlo. Lo faranno? No! Ovvio che no e lo sanno! Sono dentro morse storiche che obbligano l'impossibile. Giorgia dovrebbe salvare il salvabile "prendendo tempo" e chi gli ha concesso la seggiola pure ma gli interessi di cosa è salvabile o meno non coincidono. Gli oligarchi occidentali stanno perdendo miliardi a ritmi impressionanti e non hanno le redini per evitarlo, su qualcuno devono scaricare e se sei abituato a giocare col culo degl altri... Se invece le cose proseguono così potremmo anche condividere la perdita complessiva, noi del potere di acquisto e loro di governo globale. L'intera faccenda è solidamente agganciata a una barzelletta. Ma se rideremo alla fine è tutto da vedere.

    1. Deheb 7 dicembre 2022

      Un passo alla volta e si rivedrà l’URSS in salsa democratica. La novità è che sarà ecosostenibile e interconnessa con fibra a 1 Gb/s, 4.0 per dirla breve.

      Questo è uno dei motivi che mi fa preferire una cancellazione del debito (pubblico in questo caso) rispetto ad altre ipotesi.

    1. Eugiorso 7 dicembre 2022

      Usciremo dal lager solo quando moriremo, oppure quando la Santa Russia Combattente sconfiggerà l'impero del male statunitoide-europoide ...
      Nessuno sia così scemo da contare sulla merdoni e i suoi accoliti, finti pupulisti vigliacchi, atlantisti truppe-cammellate dei guerrafondai, che usurpano insopportabilmente l'espressione "patrioti" ... mentre loro sono l'esatto contrario, cioè servi dei "poteri esterni".
      Nell'articoletto si dice che i seguaci merdoni sono "sovranisti" ... Col cazzo! Se fossero veri sovranisti non si distenderebbero ai piedi dei loro padroni statunitoidi-nato e europoidi, come stanno facendo.

      Cari saluti

    1. Martin 7 dicembre 2022

      La non ratifica del MES e' uno dei pochi atti sacrosanti da parte dell'attuale Governo, perche' il MES sottoporrebbe l'Italia ad un regime di sorveglianza, con la possibilita' di un commissariamento da parte di una entita' extraterritoriale prevista ad hoc. Che l'abbiano firmato i Paesi dell'Est Europa e' fin troppo normale, visto che dal 2004 ricevono sussidi dall'UE equivalenti a circa il 5% del loro Pil annuale - come se l' Italia avesse ricevuto 100 miliardi ogni anno dal 2004. Sussidi pagati dai contributi di - nell'ordine - Germania, Francia, Italia e Olanda, etc.

      Continuo a non afferrare come si possa permettere ad una entita' burocratica integralmente finanziata e mantenuta dai Governi dei Paesi dell'Europa Occidentale - la Commissione UE - di sottoporre a diktat e ricatti uno dei suoi principali finanziatori.

      C'e' solo da sperare che il rifiuto non sia solo dovuto a mero attendismo per la sentenza della Corte Costituzionale tedesca, e cioe' che persista anche nel caso in cui la Corte Costituzionale tedesca dichiari il MES conforme alla Costituzione tedesca.

      Quello che comunque continua a sfuggire ad una mole enorme di pseudo commentatori e pseudo economisti e' che il debito totale italiano e' perfettamente sostenibile.
      Il debito di un Paese non e' solo il pubblico, ma anche il privato, ossia l'indebitamento privato di cittadini e imprese. Il debito pubblico italiano e' alto, ma quello privato e' molto basso.

      Se si considera il debito totale (pubblico e privato) in rapporto al PIL, l'Italia e' ben dietro non solo Giappone e USA, ma anche dietro GB, Francia e perfino Olanda, tutti Paesi con altissima quota di indebitamento privato.
      Ma a differenza di USA, Giappone e GB non abbiamo piu' le due leve sovrane per gestire il debito, ossia il tasso d'interesse e il tasso di cambio. Non a caso dall'adozione dell'Euro, e dell'osceno tasso di cambio a 1936 (grazie, Ciampi, Amato e Prodi!) l'economia italiana e' cresciuta pochissimo.

    2. JA 7 dicembre 2022

      Ma i sovranisti jUSA possono e si strafottono:
      “I numeri sono quasi al di là della comprensione: quando i media parlano di debiti gravanti sugli Stati Uniti e detenuti da agenzie al di fuori della competenza delle agenzie di regolamentazione all'interno degli Stati Uniti, sarebbe quasi impossibile immaginare quel debito in termini di numeri reali.
      Ma la realtà è che il debito ammonta a oltre $ 65 trilioni e, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, è un numero così preoccupante che i funzionari bancari si stanno letteralmente torcendo le mani sulle implicazioni finanziarie di ciò.
      C'è un rischio intrinseco e potenzialmente devastante per numeri così sbalorditivi e, secondo Yahoo! Finanza, ancora peggio è "il fatto che il debito non viene registrato nei bilanci a causa delle convenzioni contabili su come tenere traccia delle posizioni dei derivati".”
      https://blogs.mercola.com/sites/vitalvotes/archive/2022/12/06/did-you-know-overseas-agencies-hold-65-trillion-in-us-debt.aspx

    3. Martin 7 dicembre 2022

      Gli USA nel biennio di Biden hanno distribuito sussidi diretti (anti Covid e assistenziali vari) per 4000 miliardi, equivalenti al 20% del Pil annuale USA. E' come se in Italia avessimo distribuito 400 miliardi di sussidi diretti in due anni, quando il famoso reddito di cittadinanza pesa per 8 miseri miliardi e l'intera recente manovra vale si e no 35 miliardi.

      Ovvio che i sussidi interni sono affare sovrano di ogni Paese, ma l'importo USA e' osceno, infatti comparabile solo agli interventi di Roosevelt negli anni 30. Nessun Paese europeo ha fatto neanche un decimo del genere, ed una manovra di tale entita' negli anni 80 e 90 sarebbe stata concordata in ambito G7. Invece non e' stato concordato proprio nulla, ma non solo, si e' mentito spudoratamente, negando che tali importi avrebbero scatenato l'inflazione - come evidente per qualunque straccio di economista (keynesiano o monetarista che sia) - e come puntualmente accaduto.

      Grazie al ruolo del dollaro come 63% delle riserve monetarie mondiali (l'Euro sta a solo il 23%) ed alla quotazione in dollari di petrolio e materie prime, gli USA possono scaricare l'inflazione sul resto del mondo - come puntualmente accaduto. I prezzi aumentano per tutti noi inclusi, ma loro hanno il portafoglio gonfio, noi no. E' il signoraggio vigente dal 1971 (la fine della parita' dollaro-oro di Nixon), ma spinto ad un grado estremo.

      Tutto cio' e' solare. Negli anni 80 c'era concertazione (accordi Plaza del 1985 e Louvre 1987),ed anche negli anni 90, ora nulla! Non solo, la Lagarde aumenta i tassi agli ordini della Fed, senza i margini di autonomia che sarebbero ampiamente disponibili.

      Siamo a tutti gli effetti colonizzati dagli USA come mai dagli anni 70, grazie al controllo USA della Commissione UE, della BCE e della Nato.

      Non ho mai pensato che l'Europa avrebbe mai potuto essere indipendente dagli USA, ma il grado di colonizzazione al quale siamo ridotti politicamente, economicamente e finanziariamente dal 2005 circa e' veramente vergognoso ed imbarazzante. Andiamo indietro, non avanti, da ormai oltre 15 anni.

    4. JA 7 dicembre 2022

      Giusto. Solo i 4000 miliardi riguardano anche Trump. :)

    5. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Poniti un problema quindi se solo ora ti rendi conto che è dal dopo IIGM che l'America padroneggia l'Europa. E non ti faccio l' elenco di cose risapute perché so che le sai, come sai benissimo che essere antirusso o essere stato antirusso, come la destra in generale, ci ha portato alla situazione di oggi che tu stesso disapprovi. Ora devi solo dire che sei comunista e non lo sapevi, e come fai di solito, passare alle offese personali e dirette perché questa mia è una provocazione.
      P.s.
      1936,27 se la sai a memoria

    6. Martin 7 dicembre 2022

      Vedere le cose in bianco e nero (ossia: "siamo sempre stati dipendenti dagli Usa", fine del discorso) fa perdere di vista l'esponenziale peggioramento della dipendenza a partire dai primi anni del secondo millennio. ossia un processo molto grave.

      C'e' grado e grado di dipendenza, e chiunque abbia piu' di 50 anni si aspettava ragionevolmente una sua attenuazione, specie di pari passo al rafforzamento dell'UE.

      Invece da circa 15 anni e' successo il contrario, ossia siamo dipendenti dagli USA ad un grado sconosciuto negli anni 70, 80 e 90, a tutti i livelli: politico, economico, finanziario e mediatico.

      Andiamo indietro, non avanti, ed e' una problematica che non si affronta se nemmeno la si riconosce.

      Per me tale peggioramento dipende dai seguenti fattori: la rivoluzione delle comunicazioni ed il peso enorme dei media USA, specie dei nuovi media (Google, Facebook, etc); l'occupazione da parte degli USA della Commissione UE, che condivide il progetto di espansione ad Est in conflitto con la Russia.

    7. Rnamessaggero 8 dicembre 2022

      Sin qui niente da dire. Il problema, per gli osservatori come me, è che gli USA non mi hanno mai convinto neanche quando da queste parti vi era benessere, dal mio punto di vista era solo una manovra strategica per indurre i paesi dell' est ad odiare la Russia.
      Oggi i fatti mi danno ragione. Sono sempre d'accordo con chi sosostiene che tra il nero e il bianco vi siano gradazioni o dettagli da tenere in considerazione, purtroppo, il senno di poi, rivela sempre e solo un paio di colori distinti.
      Le gradazioni di grigio, potrebbero cambiare imprevedibilmente i percorsi ma quando hai a che fare con potenze economiche uniche al mondo, che sguazzano nell'opulenza, l'unica cosa che non hanno è la fretta.
      Per questo tendo a considerare "colpevoli e complici" le destre russofobe.

    1. JA 7 dicembre 2022

      Perchè con le buone… nun-se-ne-e-sce
      ““Preparavano un golpe al parlamento tedesco”: tra i 25 fermati un’ex deputata. Arresti anche in Italia”.”
      https://www.secoloditalia.it/2022/12/preparavano-un-golpe-al-parlamento-tedesco-tra-i-25-fermati-unex-deputata-arresti-anche-in-italia/

    2. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Mo' leggo prima...
      Originale come notizia, non si capisce un gran ché. Tedeschi nel solco nazista che chiedono aiuto alla Russia la quale in pratica risponde: vi stiamo ammazzando in Ucraina, aspettate il vostro turno in Germania.

    3. JA 7 dicembre 2022

      No: è un ottimo esempio (questa volta fallito ma forse lasciato fallire dal governo per usarlo nell'ennesimo giro di vite post covid) di come se ne esce.

    4. JA 7 dicembre 2022

      Allora vuol dire che non hanno capito niente (e non mi stupisco dato il corso preso dagli avvenimenti in Ucraina) di come i tedeschi usarono Lenin durante la prima guerra.

    5. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Resta da stabilire se hanno "incendiato" il parlamento per dare la colpa a qualcuno in particolare, non sarebbe la prima volta e i russi lo sanno. Lenin chi ? Quello di cui ora tutti possono dire di tutto e di più ivi compreso che era una buona anima come tanti ora sostengono lo fosse Hilter ? Ma fammi o'piacere.
      Oggi conviene limitarsi alla condanna della violenza come offesa e alla assoluzione della violenza come difesa punto

    6. JA 7 dicembre 2022

      Potresti dire che hanno rinunciato ad una vittoria a breve termine per evitare una sconfitta a lungo come successe con il giudeo-bolscevismo con Hitler.
      Ma la tua risposta non la capisco molto. :(

    7. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Questa notizia che tu riporti, un colpo di stato da parte della destra estrema in Germania, potrebbe essere una farsa, come lo fu a suo tempo l'incendio del Reichstag ai tempi del tanto amato zio dai pervertiti.Il fatto che la notizia riporti che i russi hanno risposto picche alla proposta di prendere parte ad un rovesciamento del parlamento tedesco, dal mio punto di vista, mostra solo la serietà dei russi.

    8. JA 7 dicembre 2022

      Come ho messo qui sotto ed è successo in Italia con il "golpe" dei forestali guidati da Borghese guarda caso la coincidenza delle date e della fine. :-D
      Ma ciò non toglie che oramai all'estero qualcosa stà bollendo in pentola di non più ghandiano:
      “Il golpe Borghese (citato anche come golpe dei forestali o golpe dell'Immacolata, anche notte di Tora Tora, in ricordo dell'attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941) fu un tentato colpo di Stato avvenuto in Italia durante la notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970 e organizzato da Junio Valerio Borghese, ...”
      https://it.wikipedia.org/wiki/Golpe_Borghese

    9. Arian Van Heisen 7 dicembre 2022

      Si infatti il comunista Olandese Von Lubbe https://www.tropeaedintorni.it/curiosita-dalla-storia-marinus-van-der-lubbe.html
      non era stato trovato all' interno del ReichTags non è vero Rna ?
      sai la logica al contrario d'altro canto è il vs. forte di nostagci comunisti
      sarebbe come sostenere che Hitler aveva interesse a bruciare la propira casa invece di un fanatico Folle come Van der Lubbe che mal sopportava l' elezione a primo Ministrai di Hitler...!

    10. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Sei pesante come un pasto a base di sassi con olio di oliva.
      In ogni caso, perché non ha senso riportarti le opinioni degli storici su quel fatto in particolare, mettiamolo così, se Hitler fosse stato bruciato nell' incendio, quanto ci avrebbe guadagnato il mondo intero ?

    11. Arian Van Heisen 7 dicembre 2022

      doppio

    12. Arian Van Heisen 7 dicembre 2022

      Anche tu sei pesante a raccontare o riportare sempre le solite palle buone sole per i boccaloni da curva stadio..!

      Hitler..! Rna, fattene una ragione non c'è più da 80 anni , ma il mondo si affanna sempre con i soliti problemi che aveva denunciato e combattuto.

    13. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Un bel po' di robba non esiste più da 80 anni, concordo con te, sarebbe il caso di cambiare pagina, però certi frangenti simbolici, dai, non sono male se usati solo per dare esempi concettuali e non di giudizio.

    14. JA 7 dicembre 2022

      Qualcosa si muove in Italy che avevo capito anch'io ma non Sala nè il ministro dell'interno:
      "con gli statistici che affermano che le cifre indicano la "società sempre più multiculturale in cui viviamo" [ma inintegrabile che scatena i beduini a Milano]..." CDC 05/12/2022

      Sempre "la prossima volta" nell'Italia degli incompetenti, li mortacci loro:
      "Notte di delirio a Milano dei tifosi marocchini. Romano La Russa: “Mai più maxischermi” (video)"
      https://www.secoloditalia.it/2022/12/notte-di-delirio-a-milano-dei-tifosi-marocchini-romano-la-russa-mai-piu-maxischermi/

    15. Arian Van Heisen 7 dicembre 2022

      I seguaci del Reichsbuerger hanno contattato le ambasciate straniere a Berlino chiedendo di essere riconosciuti come cittadini
      del Reich e rifiutano la leggiittimità della attuale repubblica.
      L’ ufficio Federale per la protezione della costituzione (bfV) sostiene che il movimento Reichsburger è cresciuto del 65 % dal 2016 l’ agenzia per la sicurezza sostiene che il movimento cresce troppo e deve essere considerato una minaccia per la sicurezza.

      Invece l' invasione da Sud e da Est non sono minacce alla sicurezza ..?

    16. JA 7 dicembre 2022

      Con le buone… nun-se-ne-e-sce
      E dato il movimento cresce troppo ecco il "golpe del Principe" finito come quello Borghese.
      Per questa volta.

    17. WarezSan 8 dicembre 2022

      "Perchè con le buone… nun-se-ne-e-sce"

      Eh no infatti, serve "ggggente" come te, che parte dal Tirolo (che senza il governo centrale conta quanto i quartieri spagnoli) e apre la strada ai neoprussiani.

    18. WarezSan 8 dicembre 2022

      Stai attento, che a forza di pomparti come un quattordicenne sotto trembolone ti ritrovi i carramba in casa.

    1. JA 7 dicembre 2022

      Ma c’è un’altra sovranità nazionale, che poi influisce su questa, messa a rischio da quell’invertebrato coniglio incistato al Quirinale che, da quando è stato votato fuori dall’orizzonte politico il suo sinistro governo abusivo, parla e intriga talmente tanto alle spalle dell’esecutivo che non si è ben capito se siamo governati da chi è stato eletto dalla maggioranza degli italiani, o dal sinistro mattarello imposto dopo inciuci di palazzo controllati da poteri economici stranieri.

    2. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Il problema sono i poteri economici stranieri o il traditore di turno che li rappresenta ?

    3. JA 7 dicembre 2022

      Entrambi con maggiore infamia per il sinistro traditore italiano di turno.

    1. Ricciardo 7 dicembre 2022

      E' periodo di mercatini di Natale, tutti finti e uguali. Però è anche il periodo di Babbo Natale, che esiste.

    2. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Esiste eccome, con una scoreggia ha lasciato la Germania senza gas e la Polonia quasi asfissiata dal gas che gli arriva.

    1. Megas Alexandros 7 dicembre 2022

      La riforma del MES e del patto di stabilità va chiaramente nella direzione di confermare la UE una forma di stato feudale che persegue il colonialismo. L'attesa dell'Italia, ovvero di Draghi, non è finalizzata all'interesse nazionale, ma è solo una minaccia verso la Germania e quei suoi poteri che oggi si stanno chiaramente staccando da tale progetto europeo.
      La lotta tra i poteri massonici in UE è iniziata!!

    1. danone 7 dicembre 2022

      Lanzalaco è un altro a cui sfugge il quadro generale d'insieme del modello neo-liberista, modello adottato da tutto il mondo praticamente e quindi anche dall'europa unita.
      E' stato detto e chiarito più volte, che il neo-liberismo di oggi è un sistema dove per generare moneta bisogna generare un debito corrispondente.
      Il debito ovviamente nel tempo cresce, poichè genera incessantemente interessi composti.
      Tradotto facile, nel neo-liberismo per generare il valore monetario necessario ad alimentare l'economia, si genera sempre un valore debitorio più grande del valore della moneta messa in circolazione.
      Questo vuol dire che il debito, in questo sistema è strutturale, è impossibile contenerlo o diminuirlo, senza danneggiare l'economia stessa e la sua crescita.
      Quando uno capisce questo, si rende conto che il debito in realtà è un falso problema, primo perchè è strutturale nel nostro modello, secondo perchè lor signori sanno molto bene che per mettere mano seriamente al debito, bisogna cambiare modello economico, bisogna uscire dal neo-liberismo e dalle attuali modalità, perfide e criminali, di creazione della moneta fiat bancaria.
      Ovviamente, invece, questo sistema viene difeso a spada tratta da lor signori, anzi, viene imposto agli ingenui popoli, come fosse l'unico sistema economico e monetario possibile.
      E' inutile poi andare a fare analisi tecniche specifiche, come questa del Lanzalaco, sulle interferenze o sulle limitazioni alla sovranità di un paese, prodotte da singoli trattati o da specifiche clausole vessatorie, che fra l'altro non ci vengono consigliate, ma ci vengono imposte, perchè il paese membro, fino a che rimane dentro il modello monetario-finanziario predatorio neo-liberista, è come un pesce incastrato nella rete del pescatore.

    2. Megas Alexandros 7 dicembre 2022

      Non credo che Lanzalaco non conosca il quadro in cui le frodi dottrinali vengono presentate come verità assolute.
      Quello che ti pongo all'attenzione, all'interno del tuo giusto ragionamento, dovresti stare attento ad indicare la moneta fiat come il male. La moneta fiat è lo strumento, il male è chi usa tale strumento in violazione della dottrina e della democrazia per interessi personali. Ovvero, rende la moneta fiat (di fatto risorsa democratica del popolo), ad uso esclusivo e nella disponibilità del Signore.
      Oltre la moneta fiat usata correttamente a vantaggio della maggioranza non esistono certezze a livello di dottrina..... e l'alternativa si chiama politica del cambio fisso (oro, dolloro, ecc.), ovvero il sistema con cui sono stati colonizzati per secoli i popoli.... ovvero il sistema attuale (cambio fisso), che vige in UE.

    3. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Con esempi pratici di vita, legata inevitabilmente al flusso del bene primario in economia, la pecunia, mi ritrovo sempre a valutare una società senza debito. Sappiamo per certo che chi si appoggia ad un mutuo per comprare casa, farà di tutto per non perdere mai il lavoro e lavorerà anche quando potrebbe non farlo perché si ritrova a correre, come i soldati romani con i carri di fuoco alle spalle, non può fermarsi.
      Nel comunismo sovietico, sai bene che la maggioranza non aveva voglia di applicarsi al proprio lavoro più di tanto e sappiamo tutti il perché.
      Per me occorre iniziare a pensare ad alternative economiche sociali, che tengano conto di queste dinamiche puramente umane. Come sempre, andrebbe trovata una via di mezzo intelligente e se non la propone mai nessuno, il modello attuale resterà dominante anche dopo lo scoppio delle inevitabili bolle che crea. Mi viene in mente che potrebbe essere utile un naturale rallentamento generale, il turbo capitalismo fa più danni del comunismo.

    4. LuxIgnis 7 dicembre 2022

      Non credo l'umanità sia matura al punto da poter creare un sistema equilibrato che comprenda e tenga a bada tutte le dinamiche umane.
      Più che l'economia bisognerebbe lavorare sull'uomo.
      Nel frattempo, sempre che vi sia ancora tempo, si potrebbero attuare dei sistemi economici che siano un compromesso tra le esigenze sociali e quelle individuali. In modo che ci sia il lavoro e la produzione che diano la crescita ma non infinita e a scapito di qualcos'altro, ma questi non divengano catene per l'individuo.
      Soluzioni credo vi siano, ma questo sistema va abbattuto.

    5. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Hai capito benissimo a cosa alludevo ed è da questi punti di vista che a mio avviso occorre espandere il discorso, cioè parlando umano agli umani, no tecnico verso i mezzo umani, ovvero la stessa identica piega che ci ha portato dove siamo.

    6. Primadellesabbie 7 dicembre 2022

      Ragionamenti semplici, come quello che svolgi qui, sono più efficaci di mille saggi o papers.

    7. Megas Alexandros 7 dicembre 2022

      Grazie, è quello che vogliamo dimostrare a chi ancora crede alle favole

    8. danone 7 dicembre 2022

      Tu sai Megas che su questo non sono d'accordo.
      Sai che per me la moneta fiat deve diventare a tutti gli effetti uno strumento contabile, cosa che oggi non è.
      Affinchè la moneta fiat possa essere riformata come strumento contabile, è necessario trasformarla in una informazione contabile, invece che considerarla, come oggi, un valore economico convenzionale.
      Tradotto facile, il numero impresso sul supporto monetario deve diventare un riferimento al valore del bene transato, e non rimanere come oggi, il valore convenzionale del mezzo di scambio.
      Questo fra l'altro è l'unico modo per concepire sistemi decentralizzati con possibilità di auto-emettere dai propri conti il mezzo di scambio.

    9. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Scusa la battuta ma la uso per celare ignoranza sul merito, quindi sulla banconota scriveresti "due pecore" perché con essa le puoi comprare ?

    10. danone 7 dicembre 2022

      Nel mio piccolo un modello alternativo a quello attuale, l'ho concepito e buttato su carta, essendo la moneta un mio interesse da sempre.
      Alcuni lo conoscono, ma il problema vero è che ai più mancano perfino le basi per capire le alternative possibili.

    11. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Vero, la storia della moneta come so che la conosci bene probabilmente ricordi che pure io l'ho studiata per diversi anni, in passato ci siamo confrontati. Capisco il tuo intento e lo apprezzo molto, non riesco a capire le soluzioni, a differenza tua io ho gettato la spugna, ma non perché non potrebbero esistere soluzioni.

    12. danone 7 dicembre 2022

      No ovviamente, il valore economico, come qualsiasi altra grandezza reale, deve avere un metro di misura per essere valutato.
      La moneta è la misura del valore economico, come il centimetro è la misura dello spazio lineare.
      Stabilito il valore economico della singola unità di misura, che deve sempre essere un riferimento comune, ci capiremo se il tuo bene me lo fai a 5.
      Io capirò cosa significa quel 5, quindi lo scambio avverrà come oggi, a fronte della cessione di un titolo numerato con 5 unità di conto numeriche.
      La differenza è che oggi quel numero generato dal nulla su quel supporto, è considerato il valore economico del mezzo di scambio, e viene sempre indebitato, generando interessi.
      Nel mio sistema contabile, il numero sul supporto monetario, è il valore economico del bene che viene scambiato con quel mezzo di scambio e può essere auto-emesso dal tuo conto personale a costo zero, senza generare interessi.

    13. Megas Alexandros 7 dicembre 2022

      Si me abbiamo parlato a lungo e sai il mio pensiero. Al netto dell’uso attuale che ne fanno chi la gestisce, la moneta moderna fiat è già uno strumento contabile fin dalla sua creazione. Per quanto riguarda l’altro aspetto, ovvero quello di una sua auto-emissione per sopperire a chi volutamente la fa mancare, ad oggi il problema rimane lo stesso, ossia progettare un meccanismo che possa rendere desiderabile una moneta auto-emessa. E non credo sia facile!!!

    14. danone 7 dicembre 2022

      Sai che non ricordo quando ci siamo confrontati?
      Per anni sono stato un promotore dello scec nella mia regione, progetto poi fallito, ma grazie a quell'esperienza ho avuto modo di capire gli errori fatti e trovare le soluzioni adatte.
      Oggi ho le idee molto più chiare di allora, per questo motivo non ho desistito nel promuovere un vero sistema di mezzi di scambio, che rispetti principi oggettivi di verità e giustizia, è imprescindibile se volgiamo davvero l'autonomia per auto-determinarci in libertà, il resto sono solo chiacchiere.

    15. Rnamessaggero 7 dicembre 2022

      Ci siamo confrontati qui e nell'occasione ho citato Giacinto Auriti. Riporto oggi il fatto solo per rimarcare che ti conosco e apprezzo il tuo impegno. Oggi ho finito le energie per discorsi impegnativi, so che ci sei, avrò modo in futuro di cercare di essere d'aiuto. Megas, anche lui c'è.

    16. danone 7 dicembre 2022

      Il meccanismo che può rendere desiderabile una moneta auto-emessa Megas è solamente il fatto di costruirlo questo sistema di auto-emissione e renderlo funzionante e disponibile.
      Immagina che il sistema esista già e tu lo proponi alla gente.
      Solo uno stupido non vedrebbe il vantaggio che il nuovo sistema gli fornisce, ovvero l'auto-emissione a costo zero del mezzo di scambio, in rapporto alla schiavitù che propone quello attuale, indebitandoti fino al collo.
      Quindi è un pò tautologico il modo in cui la metti.
      Per prima cosa è indispensabile la fiducia sulle evidenze logiche oggettive, su cui è basato il nuovo sistema, non ci sono altre garanzie vere, se non il seguire passo passo le verità oggettive che comprendiamo e dimostriamo.
      Gli altri, chi non capisce queste cose, non ci aiuterà a costruire l'alternativa, loro seguiranno sulla convenienza di un sistema già bello che fatto da chi ha già capito che bisogna cambiare, cioè noi.
      Non c'è altra via possibile se non la logica e la verità del dato di realtà oggettivo, comprensibile da tutti.
      Sbagliato chiedersi cosa sia desiderabile, bisogna iniziare a desiderare di chiedersi cosa è vero e su questo costruire.

    17. Megas Alexandros 7 dicembre 2022

      Io non mi chiedo cosa sia desiderabile e so cosa è vero, però ne abbiamo già parlato ed abbiamo sottoposto la questione anche a Mosler e mi sembra che non abbiamo in mano la soluzione.
      Se tutti possono auto-emettersi la moneta e con questa beneficiare di ogni bene e servizio... dimmi tu chi poi lavorerà??? o chi deciderà chi deve lavorare in ufficio e chi in miniera???
      A questo devi trovare una soluzione efficace, che non mi sembra ancora tu l'abbia trovata.... come del resto, sei in buona compagnia, visto che nessuno è riuscito a trovarla nei passati 5000 anni.
      Oggi la moneta fiat è resa necessaria e richiesta attraverso l'imposizione fiscale e dal corso forzoso imposto per legge da uno Stato che, ti ricordo, dispone di un esercito. Se tu togli lo Stato e togli le tasse... chi avrà interesse a fornirti un bene o un servizio in cambio di un numero elettronico con su scritto "danone"? Come intendi risolvere questo problema?
      Per non parlare di beni quali il gas ed il petrolio!!! Tu dici chi ci "ama ci segua".... ma Putin ti seguirà?? e quando ti seguirà? nel frattempo il tuo sistema economico sarà distrutto completamente!!!
      Allora, anche se è difficile, io credo che sia più urgente in questo momento far tornar in mano al popolo la moneta fiat.
      Detto questo, lo sai, mi fa piacere che continui a studiare un metodo alternativo..... però non lo puoi presentare così con la "folle" ingenuità che tu lo presenti.... questo fa perdere di credibilità al progetto stesso.
      Insomma, io devo capire come tu intendi da domani acquistare il gas da Putin con il "danone".

    18. danone 7 dicembre 2022

      Se tutti possono auto-emettersi la moneta e con questa beneficiare di ogni bene e servizio… dimmi tu chi poi lavorerà???

      Megas perdonami, ma questo è un punto impossibile da non risolvere, per uno che voglia proporre qualcosa di serio in materia di sistemi di scambio.

      Nel sistema contabile il mezzo di scambio è una disponibilità contabile che cresce al crescere della tua attività lavorativa.
      Se tu hai un conto a 0, e una disponibilità di auto-emettere, andando in negativo di un tetto preciso, diciamo fino a 1000, quando tu avrai emesso le 1000, ti sarà bloccato in automatico la funzione dell'auto-emessione.
      Dovrai lavorare e scambiare tuoi beni e tuoi servizi con gli altri, per poter ricevere i mezzi di scambio a te necessari per risalire col conto, quindi il meccanismo in realtà è simile ad oggi.
      La differenza, per chi capisce, è che oggi si chiama risparmio e produce rarefazione monetaria, mentre nel sistema contabile si chiama disponibilità contabile e non crea nessun problema di rarefazione monetaria.

    19. Megas Alexandros 7 dicembre 2022

      Ora stai proponendo una cosa completamente diversa che non ha a che fare con l’auto-emissione. Intanto dovrai lavorare e ci dovrà essere un organismo centrale che valuterà e quantificherà il tuo lavoro in modo da poterti caricare il tuo conto.
      Poi mi sembra di capire che tu reputi dannoso il risparmio ed anche questa è un’altra questione.
      Questo organismo se non è uno Stato democratico o se non ha caratteristiche democratiche ti può riportare immediatamente alla situazione attuale, visto che è lui che ricarica e non tu!!

    20. danone 7 dicembre 2022

      Nessuna cosa completamente diversa, ti sto solo riproponendo le specifiche del progetto che ti ho inviato e che dovresti aver letto :-))
      Come sai nel mio progetto questo organo democratico è l'assemblea dei membri stessi che usano il sistema contabile per scambiare i loro beni ed il loro lavoro, che saranno comproprietari e co-gestori del sistema stesso, sarà un bene comune da tutelare collettivamente.

      Sul risparmio, non sono io che lo vedo dannoso, è matematico che se la moneta la tesaurizzi, non la metti in circolo, quindi il risparmio produce rarefazione monetaria in sè come fenomeno, non è cosa cattiva o buona, dipende dalla quantità di moneta presente in circolazione.
      Se la quota del risparmio ne drena eccessivamente, si crea il problema, se no no.

    21. Megas Alexandros 7 dicembre 2022

      Non ci capiamo!!! il discorso sul risparmio e’ condivisibile…. ma questo lo risolvi con la politica fiscale. Io parlo della tua idea di moneta auto-emessa, che di fatto con l’ultima tua spiegazione, non è più auto-emessa, ma la quantità che devi avere sul tuo conto è decisa da un organismo (che può essere equiparato al governo), quindi non mi sembra diverso da come è ora.

    22. danone 7 dicembre 2022

      Megas vai a leggerti la parte del progetto intitolato "Regolamento del circuito Sc", "numerando mic (auto-emissione)" e "Circolazione".
      In quella parte trovi tutte le specifiche che ti chiariranno come è impostata l'auto-emissione nel sistema contabile.

    23. Primadellesabbie 7 dicembre 2022

      "...Se tutti possono auto-emettersi la moneta e con questa beneficiare di ogni bene e servizio… dimmi tu chi poi lavorerà???..."

      Posso rispondere senza interrompere il vostro scambio?

      Ma questa sarebbe una situazione da sogno, lavorerebbe solo chi avesse la voglia di farlo.

      Un miglioramento secco della vita di tutti.

      Inarrivabile (se fosse vero e possibile).

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