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Il governo approva la sorveglianza di massa dei telefoni degli Israeliani per frenare il coronavirus

timesofisrael.com

La misura richiede ancora l’approvazione del sottocomitato della Knesset prima di procedere; i Ministri affermano di aver operato per limitare il danno alla privacy, ma i critici mettono in guardia sulle violazioni della libertà civile

Domenica [15 marzo] il governo ha approvato una proposta per consentire al servizio di sicurezza Shin Bet di eseguire la sorveglianza di massa sui telefoni degli Israeliani, senza richiedere un ordine del tribunale, nel tentativo di frenare la diffusione del coronavirus della COVID-19, suscitando gravi preoccupazioni in merito alla violazione della privacy e della libertà civile.

La misura richiederà l’approvazione finale da parte del sottocomitato della Knesset per i servizi segreti, prima di poter essere messa in atto.

L’Ufficio del Primo Ministro ha dichiarato che lo Shin Bet sarà limitata nel tipo di dati che raccoglie e a chi all’interno del governo vi avrà accesso. Inoltre, in base alla proposta, l’agenzia sarà in grado di utilizzare solo le informazioni nella lotta contro il coronavirus e il potere è previsto che finisca 30 giorni dopo che è stato concesso dal sottocomitato della Knesset.

Funzionari del governo hanno sottolineato che l’uso di questi strumenti, di solito riservati alle operazioni antiterrorismo, è stato inteso per salvare vite umane.

Tuttavia, la misura ha affrontato le critiche degli esperti in materia di diritti umani e privacy, dal momento che significa che qualsiasi persona in Israele potrebbe essere sorvegliata dallo Shin Bet, un’organizzazione senza requisiti di trasparenza pubblica. La proposta va anche oltre gli sforzi di monitoraggio utilizzati da altri Paesi nelle loro lotte contro il coronavirus.

Negozi e ristoranti chiusi a Tel Aviv, 15 marzo 2020. (Miriam Alster / FLASH90)

A partire da domenica sera [15 marzo], almeno 213 Israeliani sono risultati positivi alla malattia, mentre altre decine di migliaia erano in quarantena dopo un viaggio in Paesi con un’elevata incidenza del virus o dall’essere venuti a contatto con un vettore. A causa del tempo relativamente lungo, necessario allo sviluppo dei sintomi, i funzionari sanitari ritengono che un numero maggiore di persone abbia contratto il virus, ma non è ancora stato diagnosticato.

La proposta di sorveglianza telefonica è stata una delle ultime di una serie di drastici passi intrapresi dal governo – incluso uno sforzo notevole per tenere le persone lontane dalle piazze – per combattere la diffusione del virus.

Nelle ultime settimane le autorità di Taiwan e Singapore, tra gli altri Paesi, hanno utilizzato i dati dei telefoni cellulari per garantire che i cittadini rispettassero gli ordini di quarantena richiesti.

Tali strumenti –la Polizia israeliana e Ministero della salute israeliano dispongono già di strumenti simili – non sono ciò che è stato approvato domenica dal governo.

Le riprese video sembrano mostrare agenti di polizia in equipaggiamento protettivo che arrestano un individuo che presumibilmente ha violato un ordine di quarantena a Tel Aviv, 14 marzo 2020 (screenshot: Twitter)

Invece, allo Shin Bet è stato permesso di utilizzare i dati dei telefoni – in particolare a quali ripetitori è collegato il dispositivo – al fine di tracciare in modo retroattivo i movimenti di coloro che sono risultati portatori del coronavirus, per vedere con chi hanno interagito nei giorni e settimane prima che fossero testati, in modo da mettere quelle persone in quarantena.

Lo Shin Bet trasmetterà le informazioni al Ministero della Salute, che invierà un messaggio a coloro che si trovavano entro due metri (6,6 piedi) dalla persona infetta per 10 minuti o più, dicendo loro di mettersi in quarantena.

“Le informazioni saranno fornite solo al Ministero della Salute, a persone specifiche con autorizzazioni di sicurezza, e saranno cancellate immediatamente dopo essere state utilizzate”, ha detto al telegiornale di Channel 13 un alto funzionario del Ministero della Giustizia.

I dati basilari dei cellulari che lo Shin Bet utilizzerà nello sforzo esistono già, ma non sono generalmente accessibili all’agenzia di sicurezza. La proposta consentirà allo Shin Bet di utilizzare tali informazioni senza richiedere ulteriori approvazioni da parte dei tribunali o del governo.

Un portavoce del Ministero della Giustizia, che ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del programma, ha affermato che i pazienti affetti da coronavirus non avrebbero dovuto concedere l’autorizzazione per l’utilizzo dei loro dati, ma che la questione non era stata ancora completamente decisa.

Una viaggiatrice che indossa una maschera protettiva controlla il suo telefono nella sala arrivi dell’Aeroporto Internazionale Ben Gurion vicino a Tel Aviv il 10 marzo 2020. (Jack Guez / AFP)

Fino ad ora, le autorità sanitarie si sono affidate principalmente alle interviste con i pazienti, in cui essi descrivono in dettaglio dove si trovavano e con chi si erano incontrati nelle settimane precedenti alla diagnosi.La preoccupazione del governo, che ha indotto la proposta drastica, è che con l’aumentare del numero di persone contagiate dal virus, alla fine diventerà impossibile intervistare tutti individualmente. Il problema viene evitato utilizzando un sistema automatizzato.

Il Ministro dei Trasporti Betzalel Smotrich, generalmente considerato critico dello Shin Bet, era uno dei quattro Ministri che, insieme a un rappresentante del Ministero della Giustizia, hanno sviluppato i protocolli che dettavano i termini di ciò che ammetteva fosse una misura estrema.

“Posso assicurare voi tutti in modo inequivocabile: non c’è e non ci sarà un”Grande Fratello”nello Stato di Israele, anche nel quadro di un evento estremo come quello di cui stiamo affrontando ora”, ha scritto Smotrich in un tweet, riferendosi al romanzo distopico “1984”di George Orwell.

Il Ministro dei Trasporti Betzalel Smotrich parla al quartier generale a Ramat Gandel partito Yamina nella notte delle elezioni, il 17 settembre 2019. (Flash90)

Smotrich, del partito nazionalista di destra Yamina, ha affermato di aver riconosciuto che si trattava di un “passo estremo” che riteneva giustificato in quanto salverebbe “decine di migliaia di vite”.

Tuttavia, un certo numero di esperti legali e di privacy ha avvertito che, mentre è legittimo per il governo fare uso di strumenti digitali per combattere una pandemia globale come il coronavirus che causa la COVID-19, il modo specifico in cui lo si sarebbe fatto ha sollevato serie preoccupazioni relative alla privacy.

In una dichiarazione, l’avvocato Avner Pinchuk, dell’Associazione per i diritti civili in Israele, ha affermato che i benefici marginali ottenuti dal rintracciare i portatori della malattia e scoprire con chi potrebbero essere stati in contatto “non giustificano la grave violazione del diritto alla privacy. Il pericolo della COVID-19 non è solo il virus stesso, ma la paura che, come parte degli sforzi per superare il pericolo, perderemo anche i nostri valori di base come società libera e democratica”.

Tehilla Shwartz Altshuler, un’importante intellettuale israeliana su media e tecnologia, ha dichiarato al Times of Israel che una delle sue principali preoccupazioni derivava dal fatto che sarebbe stato responsabile del programma lo Shin Bet, piuttosto che un’organizzazione più trasparente.

Tehilla Shwartz Altshuler testimonia davanti al Comitato elettorale centrale presso la Knesset l’8 agosto 2019. (Screen capture/ Facebook)

Il servizio di sicurezza ha una supervisione limitata poiché risponde direttamente al Primo Ministro; a differenza della Polizia e delle altre autorità civili, lo Shin Bet non deve richiedere dati ai fornitori di servizi cellulari, ma ha invece il suo accesso diretto ad essi; e l’agenzia non è soggetta alle leggi israeliane sulla libertà di informazione, il che significa che qualsiasi azione intrapresa con i dati potrebbe rimanere segreta.

“È vergognoso che il procuratore generale abbia approvato questo”, ha detto.

Shwartz Altshuler, ricercatrice presso l’Israel Democracy Institute, ha osservato che un certo numero di altri organi – la Polizia, il Ministero della Salute o le Forze Armate – che sono più trasparenti e hanno sistemi di supervisione integrati più imponenti, avrebbero potuto essere responsabili dello sforzo, invece dello Shin Bet.

Ha aggiunto che stabilire una misura così draconiana, quando non esisteva ancora una Knesset pienamente attiva, era anche una decisione profondamente preoccupante.

Shwartz Altshuler ha avvertito che usando questa forma di sorveglianza, che è in genere riservata all’antiterrorismo, in una crisi sanitaria, il governo ha reso più probabile che in futuro la si userebbe in altre questioni non legate alla sicurezza.

La polizia di frontiera israeliana indossa indumenti protettivi e mascherine contro il coronavirus, al Checkpoint di Ein Yael, vicino allo Jerusalem Biblical Zoo, l’11 marzo 2020. (Yonatan Sindel / Flash90)

“Questa argomentazione potrebbe essere utilizzata in futuro per qualsiasi cosa, una crisi economica, un’emergenza scolastica”, ha detto.

Andrew Mark Bennett, dottorando nel programma Human Rights Under Pressure della Libera Università di Berlino, Germania, che ha studiato problemi simili in passato, ha affermato che la questione richiede di trovare un equilibrio tra costi e benefici.

“Il costo per la nostra privacy è sufficientemente bilanciato dal beneficio per il pubblico, trovando persone che sono state vicine a persone che sono state esposte e mettendole in quarantena?” ha detto Bennett.

 

Judah Ari Gross

15.03.2020

 

Fonte: https://www.timesofisrael.com/

 

Linkhttps://www.timesofisrael.com/government-okays-mass-surveillance-of-israelis-phones-to-curb-coronavirus/

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

 

 

Pubblicato da Rosanna

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