Il Governatore della Florida contro le Big Tech

Il Governatore della Florida DeSantis svela un piano legislativo completo per tenere a freno Big Tech.

Non sono interessato a consegnare le chiavi dell’informazione pubblica a un gruppo di aziende i cui interessi economici non sono allineati con l’interesse pubblico

Calvin Freiburger – LifeSiteNews – 4 febbraio 2021

 

Mentre le preoccupazioni dei conservatori sul potere dei giganti di Internet di controllare le informazioni raggiungono livelli senza precedenti, il governatore repubblicano della Florida Ron DeSantis ha reso noto il piano legislativo più completo per frenare le Big Tech.

The Blaze riporta che le proposte che DeSantis ha annunciato martedì includono la richiesta di una maggiore trasparenza per quanto riguarda le modifiche agli standard di contenuto, i termini di servizio e le ragioni per le azioni punitive contro gli utenti. Inoltre, la richiesta che le piattaforme offrano la possibilità di eliminare agli algoritmi che manipolano la probabilità di un utente di vedere determinati contenuti. Infine, dare la possibilità ai residenti della Florida di intentare cause legali – e al procuratore generale dello stato di avviare azioni di Unfair & Deceptive Trade Practices – contro le aziende Internet per la violazione di questi termini.

DeSantis ha anche proposto diversi modi per riportare le azioni di giganti come Facebook e Google in linea con le leggi esistenti in materia di finanziamenti alle campagne elettorali, come multe giornaliere di 100.000 dollari per la cancellazione di contenuti di qualsiasi candidato a cariche nello stato, multe giornaliere per la soppressione o la variazione delle priorità di contenuti relativi a qualsiasi causa o candidato politico, e registrare come contributi politici il valore monetario di qualsiasi promozione di qualsiasi candidato a cariche pubbliche da parte di una società.

 

All’inizio del 21° secolo, la tecnologia online ha rappresentato uno strumento per liberare gli americani dalla dipendenza dai media tradizionali,” ha detto DeSantis. “Con la proliferazione dei social media nell’ultimo decennio, i cittadini potevano connettersi direttamente con un gran numero di persone e potevano tagliare completamente fuori i media aziendali. Nel corso degli anni, tuttavia, queste piattaforme si sono trasformate da piattaforme neutrali che fornivano agli americani la libertà di parlare a ripetitori di narrazioni preferite“.

I CEO della Silicon Valley esercitano un potere straordinario, al punto di controllare olisticamente il flusso di grandi quantità di informazioni nel nostro paese“, ha dichiarato. “In poche ore, un’azienda può essere smantellata, una comunità di amici e colleghi cancellata, e persino un presidente degli Stati Uniti messo a tacere.”

Per loro stessa ammissione, le aziende di social media si vedono come piattaforme di connettività globale, regionale e locale“, ha proseguito DeSantis. “Non credetegli, non sono altro che conglomerati pubblicitari, e non sono interessato a consegnare le chiavi dell’informazione pubblica a un gruppo di aziende i cui interessi economici non sono allineati con l’interesse pubblico“.

La soppressione e la discriminazione delle tematiche dei conservatori da parte di Big Tech è stata oggetto di crescente preoccupazione da quando la vittoria dell’ex presidente Donald Trump nel 2016 è stata attribuita in parte al suo uso di Twitter per diffondere il suo messaggio, e si è accelerata nel corso dell’ultimo anno quando Google, Facebook e Twitter si sono nominati arbitri della “disinformazione” relativa all’epidemia COVID-19 e al corretto svolgimento delle elezioni.

Dopo le elezioni, e in particolare dopo i disordini del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti, questi sforzi si sono ulteriormente accelerati. I disordini sono stati usati come pretesto per bandire Trump da Twitter, forzare il social network alternativo Parler offline, e altro. Il CEO di Mozilla Mitchell Baker è arrivato al punto di chiedere “più che cancellare contenuti” di Trump e dei suoi alleati.

È probabile che affrontare Big Tech possa rivelarsi una manna politica per DeSantis, che è già considerato da molti a destra un primo candidato per la nomina presidenziale repubblicana del 2024, grazie al suo atteggiamento conservatore nella carica, alla sua gestione dell’emergenza COVID-19 senza chiusure protratte, e la sua abilità nel misurarsi con l’ostilità dei media.

 

Link: https://www.lifesitenews.com/news/fl-gov-desantis-unveils-comprehensive-legislative-plan-to-rein-in-big-tech

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

 

 

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Ren
Ren
6 Febbraio 2021 , 2:47 2:47

Ecco un errore di Trump, dei tanti, nel voler a tutti i costi far rientrare nella legge 230 i big tech dell`informazione.
Nell`intestardirsi su questa legge, mentre sarebbe stato meglio aggiungere/aggirare con qualche paletto, come sta facendo molto bene DeSantis in Florida.
Queste nuove diposizioni renderebbe molto complicato limitare, censurare, modificare la libertà di parola di qualsiasi Americano della Florida dove se una qualsiasi persona si sentisse discriminata o censurata le Big Tech dovranno dimostrare loro che non è stato fatto niente di discriminatorio e non il discriminato che deve portare le prove di quanto successo.
A quel momento le cause pioverebbero a migliaia ed ognuna di queste vale 100.000 US al giorno.
Capiamo subito che la portata di questa legge potrebbe essere devastante e già alcune aziende che erano state boicottate dai Big Tech perchè sostenevano Trump stanno pensando di spostarsi in Florida.
Vedremo

Annibal61
Annibal61
Reply to  Ren
6 Febbraio 2021 , 8:14 8:14

Come se quelli di big tech fossero fessi.

Holodoc
Holodoc
6 Febbraio 2021 , 3:13 3:13

La secessione 2.0 si avvicina.

wahrheit
wahrheit
6 Febbraio 2021 , 5:00 5:00

un coraggioso

Annibal61
Annibal61
6 Febbraio 2021 , 5:15 5:15

Non passerà mai.

lady Dodi
lady Dodi
6 Febbraio 2021 , 5:40 5:40

Ah ecco! Repubblicano. Bene o male son sempre meglio dei comunisti Dem.

Dante Bertello
Dante Bertello
6 Febbraio 2021 , 9:44 9:44

Il popolo americano dovrebbe ricordarsi che, i 74 milioni di elettori che hanno votato Trump, sono persone in carne ed ossa, mentre la maggior parte degli 81 milioni di Biden sono ologrammi.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  Dante Bertello
6 Febbraio 2021 , 11:33 11:33

‘Ologrammi’ batte ‘Carne & Ossa’ 1 – 0.

Dante Bertello
Dante Bertello
Reply to  Primadellesabbie
6 Febbraio 2021 , 11:46 11:46

Al computer…

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  Dante Bertello
6 Febbraio 2021 , 12:04 12:04

Si tratta di un argomento che mi é famigliare, é da molto che, per ogni problema, cerco di individuare in quale campo e con quali regole si gioca: qui il computer é il “campo” scelto da entrambi per confrontarsi.

E pensare che “Carne & Ossa” avevano la Presidenza che avrebbe potuto staccare, per tempo, la spina al computer, e invece …twit…twit…

(A proposito, Italia- Francia 10-50, dopo i primi minuti sembrava che i nostri fossero lì per caso.
Se vi capitasse di vederla fate caso alla gestualità, anziché intervenire si gesticola agli altri, indicando posizioni e direzioni: ricorda qualche cosa?).

Dante Bertello
Dante Bertello
Reply to  Primadellesabbie
6 Febbraio 2021 , 14:46 14:46

Se però dovessero scendere per la strada gli elettori di entrambi gli schieramenti, sarebbe dura per chi ha solo un essenza apparente…

Gli sports non mi appassionano più, l’unico rimasto è lo sci alpino, meglio se sono discese libere o super-g.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Reply to  Dante Bertello
6 Febbraio 2021 , 15:48 15:48

Ma chi vuoi che scenda in strada, oggi, se non per una sfilata carnevalesca?
Il complesso di colpa da ignoranza paralizza tutti, inoltre il “potere” ha messo a punto strumenti tali, e talmente sofisticati, da scoraggiare anche a firmare una petizione per la difesa degli scarafaggi bianchi.

Il rugby é uno sport che si può, e che ti consiglio di seguire (ad alti livelli), Inghilterra-Scozia di oggi (Six Nations e Calcutta Cup) nonostante il punteggio striminzito di 6-11 é stato un incontro molto dinamico e avvincente (qualche giorno fa, per verificare una cosa ho rivisto, su YT, le imprese di Christian Ghedina).

Primadellesabbie
Primadellesabbie
6 Febbraio 2021 , 11:37 11:37

La Florida ha, così, buone probabilità di diventare il laboratorio principale delle Big Tech per mettere punto le strategie atte ad aggirare e vanificare le disposizioni ostili.

merolone
merolone
6 Febbraio 2021 , 12:11 12:11

Negli USA il fronte conservatore sta conquistando la periferia, in fondo le cosiddette big tech servono alle sempre più isolate elitès “progressiste”, ormai assediate in poche grandi aree urbane costiere, peraltro in crisi economica, finanziaria e di ordine pubblico gravissime (gli ultraricchi stessi lasciano le poco sicure metropoli come New York, Los Angeles, San Francisco, per rifugiarsi in stati meno affollati o di destra) per rimanere connesse tra loro o avere l’impressione di essere ancora molto potenti.
In realtà il fatto che abbiano abbandonato la natura di piattaforme tecnologiche neutrali rende bene l’idea della loro profonda disperazione.
Anche negli USA la sinistra liberal-liberista è spacciata.