Il falò delle vanità

Il falò delle vanità

Alastair Crooke
strategic-culture.org

L'arroganza consiste nel credere che una narrazione artificiosa possa, di per sé, portare alla vittoria. È una fantasia che ha attraversato tutto l'Occidente, soprattutto a partire dal XVII secolo. Recentemente, il Daily Telegraph ha pubblicato un ridicolo video di nove minuti in cui si sostiene che "le narrazioni vincono le guerre" e che le battute d'arresto in uno scenario bellico sono un fatto accidentale: ciò che conta è avere un filo narrativo unitario articolato, sia verticalmente che orizzontalmente, lungo tutto lo spettro - dal soldato delle forze speciali sul campo fino all'apice del vertice politico.

Il succo è che "noi" (l'Occidente) abbiamo una narrativa irresistibile, mentre quella della Russia è "goffa", quindi, è inevitabile che gli Stati Uniti vincano.

È facile deriderla, ma possiamo comunque riconoscere in essa una certa sostanza (anche se questa sostanza è un'invenzione). La narrazione è ormai il modo in cui le élite occidentali immaginano il mondo. Che si tratti dell'emergenza pandemica, del clima o dell'Ucraina, tutte le "emergenze" sono ridefinite come "guerre". E tutte sono"guerre" che devono essere combattute con una narrazione unitaria e obbligatoria di "vittoria", contro la quale è vietata ogni opinione contraria.

L'ovvio difetto di questa arroganza è che richiede di essere in guerra con la realtà. All'inizio il pubblico è confuso, ma, man mano che le menzogne proliferano e si stratificano, la narrazione si separa sempre di più dalla realtà, anche se le nebbie della disonestà continuano ad avvolgerla. Lo scetticismo del pubblico si fa strada. Le narrazioni sul "perché" dell'inflazione, sul fatto che l'economia sia o no sana, o sul perché dobbiamo entrare in guerra con la Russia, iniziano a perdere colpi.

Le élite occidentali hanno scommesso tutto sul massimo controllo delle "piattaforme mediatiche", sull'assoluto conformismo dei messaggi e sulla spietata repressione delle proteste come loro progetto per continuare a mantenere il potere.

Eppure, contro ogni previsione, i media mainstream stanno perdendo la loro presa sul pubblico statunitense. I sondaggi mostrano una crescente sfiducia nei confronti dei media statunitensi. Quando è apparso il primo show "anti-messaggio" di Tucker Carlson su Twitter, il rumore delle placche tettoniche che si scontravano è stato imperdibile, mentre più di 100 milioni di americani (uno su tre) ascoltavano l'iconoclastia.

Il punto debole di questo nuovo autoritarismo "liberale" è che i suoi miti narrativi chiave possono essere infranti. Basta poco; lentamente, la gente inizia a parlare della realtà.

Ucraina: come si vince una guerra che non si può vincere? La risposta dell'élite è stata la narrazione. Insistendo, contro la realtà dei fatti, che l'Ucraina sta vincendo e la Russia sta "cedendo". Ma questa arroganza alla fine viene smontata dai fatti sul campo. Anche le classi dirigenti occidentali si rendono conto che la loro richiesta di un’offensiva ucraina di successo è fallita. Alla fine, i risultati militari sono più potenti delle chiacchiere politiche: Uno schieramento è distrutto, i suoi molti morti diventano la tragica "forza" per rovesciare il dogma.

"Saremo in grado di estendere all'Ucraina l'invito ad aderire all'Alleanza quando gli alleati saranno d'accordo e le condizioni saranno soddisfatte... [tuttavia] a meno che l'Ucraina non vinca questa guerra, non c'è alcun problema di adesione da discutere" - ha dichiarato Jens Stoltenberg a Vilnius. Così, dopo aver esortato Kiev a gettare altre (centinaia di migliaia) di uomini nelle fauci della morte per giustificare l'adesione alla NATO, quest'ultima volta le spalle alla sua protetta. Dopotutto, si trattava di una guerra non vincibile fin dall'inizio.

L'arroganza, ad un certo livello, risiede nel fatto che la NATO contrappone la sua presunta "superiorità" in termini di dottrina militare e di armamenti alla deprecata rigidità - e "incompetenza" - militare russa di stampo sovietico.

Ma le operazioni militari sul campo hanno rivelato la dottrina occidentale per quel che è - arroganza - con le forze ucraine decimate e le armi della NATO ridotte a carcasse fumanti. È stata la NATO ad insistere sulla rievocazione della Battaglia del 73 Est (nel deserto iracheno, ma ora trasportata in Ucraina).

In Iraq, il "pugno corazzato" aveva facilmente perforato le formazioni di carri armati iracheni: si trattava infatti di un "cazzottone" che aveva messo al tappeto l'opposizione irachena. Ma, come ammette francamente il comandante statunitense di quella battaglia di carri armati (il colonnello Macgregor), il suo risultato contro un'opposizione demotivata era stato in gran parte fortuito.

Tuttavia, il "73 Easting" è un mito della NATO, trasformato in dottrina generale per le forze ucraine - una dottrina strutturata sulla circostanza unica dell'Iraq.

L'arroganza - in linea con il video del Daily Telegraph - sale tuttavia in verticale per imporre la narrazione unitaria di una prossima "vittoria" occidentale anche sulla sfera politica russa. È una vecchia storia che la Russia sia militarmente debole, politicamente fragile e incline alle spaccature. Conor Gallagher ha dimostrato con ampie citazioni che era stata esattamente la stessa storia anche nella Seconda Guerra Mondiale, si trattava di un'analoga sottovalutazione della Russia da parte dell’Occidente - combinata con una grossolana sopravvalutazione delle proprie capacità.

Il problema fondamentale del delirio è che l’uscirne (se mai succede) avviene ad un ritmo molto più lento degli eventi. Questo disallineamento può definire gli esiti futuri.

Potrebbe essere nell'interesse del Team Biden supervisionare un ritiro ordinato della NATO dall'Ucraina, in modo da evitare che diventi un'altra debacle in stile Kabul.

Perché ciò avvenga, il Team Biden ha bisogno che la Russia accetti un cessate il fuoco. E qui sta il difetto (ampiamente trascurato) di questa strategia: semplicemente, non è nell'interesse della Russia "congelare" la situazione. Ancora una volta, l'ipotesi che Putin "prenderebbe al volo" l'offerta occidentale di un cessate il fuoco è un modo di pensare arrogante: i due avversari non sono congelati nel senso basilare del termine - come in un conflitto in cui nessuna delle due parti è riuscita a prevalere sull'altra e sono bloccate.

In parole povere, mentre l'Ucraina è strutturalmente sull'orlo dell'implosione, la Russia, al contrario, è del tutto plenipotente: Dispone di forze ingenti e fresche, domina lo spazio aereo e ha quasi il dominio dello spazio elettromagnetico. Ma l'obiezione fondamentale ad un cessate il fuoco è che Mosca vuole che l'attuale collettivo di Kiev se ne vada e che le armi della NATO siano fuori dal campo di battaglia.

Quindi, ecco il problema: Biden ha un'elezione, e quindi sarebbe adatto alle esigenze della campagna democratica avere un "disimpegno ordinato". La guerra in Ucraina ha messo in luce troppe carenze logistiche americane. Ma anche la Russia ha i suoi interessi.

L'Europa è la parte più intrappolata dall’"allucinazione", fin dal momento in cui si è gettata senza riserve nel "campo" di Biden. La narrazione dell'Ucraina si è interrotta a Vilnius. Ma l'amour propre di alcuni leader dell'UE li mette in conflitto con la realtà. Vogliono continuare ad alimentare il tritacarne ucraino, a persistere nella fantasia di una "vittoria totale": "non c'è altro modo che una vittoria totale - e sbarazzarsi di Putin... Dobbiamo correre tutti i rischi per questo. Nessun compromesso è possibile, nessun compromesso".

La classe politica dell'UE ha preso così tante decisioni disastrose in ossequio alla strategia statunitense - decisioni che vanno direttamente contro gli interessi economici e di sicurezza degli europei - che ha molta paura.

Se la reazione di alcuni di questi leader sembra sproporzionata e irrealistica ("Non c'è altro modo che una vittoria totale - e sbarazzarsi di Putin") - è perché questa "guerra" tocca motivazioni più profonde. Riflette il timore esistenziale di un disfacimento della meta-narrazione occidentale che farà crollare la sua egemonia e, con essa, la struttura finanziaria occidentale.

La meta-narrazione occidentale "da Platone alla NATO, è quella di idee e pratiche superiori le cui origini risalgono all'antica Grecia e che, da allora, sono state raffinate, estese e trasmesse nel corso dei secoli (attraverso il Rinascimento, la rivoluzione scientifica e altri sviluppi presumibilmente unicamente occidentali), cosicché oggi noi occidentali siamo i fortunati eredi di un DNA culturale superiore".

Questo è ciò che probabilmente avevano in mente gli autori del video del Daily Telegraph quando avevano insistito sul fatto che "la nostra narrativa vince le guerre". La loro arroganza risiede nella presunzione implicita che l'Occidente, in qualche modo, vince sempre - è destinato a prevalere - perché è il destinatario di questa genealogia privilegiata.

Naturalmente, al di fuori della comprensione generale, è accettato che la nozione di "Occidente coerente" sia stata inventata, riproposta e utilizzata in tempi e luoghi diversi. Nel suo nuovo libro, The West, l'archeologa classica Naoíse Mac Sweeney contesta il "mito del padrone", sottolineando che era stato solo "con l'espansione dell'imperialismo europeo d'oltremare nel XVII secolo che aveva iniziato ad emergere un'idea più coerente di Occidente, utilizzata come strumento concettuale per tracciare la distinzione tra il tipo di persone che potevano essere legittimamente colonizzate e quelli che potevano essere legittimamente i colonizzatori".

Con questa invenzione dell'Occidente era arrivata anche l'invenzione della storia occidentale, un lignaggio elevato ed esclusivo che ha fornito una giustificazione storica per la dominazione occidentale. Secondo il giurista e filosofo inglese Francis Bacon, nella storia dell'umanità ci sono stati solo tre periodi di apprendimento e civiltà: "uno tra i Greci, il secondo tra i Romani e l'ultimo tra noi, cioè le nazioni dell'Europa occidentale".

Il timore più profondo dei leader politici occidentali - complice la consapevolezza che la "Narrazione" è una finzione che raccontiamo a noi stessi, pur sapendola essere di fatto falsa - è che la nostra epoca sia stata resa sempre più e pericolosamente dipendente da questo meta-mito.

Se la fanno sotto non solo a causa di una "Russia potente", ma piuttosto per la prospettiva che il nuovo ordine multipolare guidato da Putin e Xi, che si sta diffondendo in tutto il mondo, faccia crollare il mito della civiltà occidentale.

Alastair Crooke

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://strategic-culture.org/news/2023/07/17/a-bonfire-of-the-vanities/
17.07.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Alastair Crooke CMG, ex diplomatico britannico, è fondatore e direttore del Conflicts Forum di Beirut, un’organizzazione che sostiene l’impegno tra l’Islam politico e l’Occidente. In precedenza è stato una figura di spicco dell’intelligence britannica (MI6) e della diplomazia dell’Unione Europea.

Commenti (32)

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    1. antoniio 19 luglio 2023

      il Falò della Criminalità Organizzata ?

    1. luben 19 luglio 2023

      L'occidente ora non è più in guerra contro stati deboli, come Afghanistan, Iraq, Siria o Libia, ma contro una vera potenza militare e per farla breve sta prendendo sberle. Gli Usa hanno esaurito il loro compito storico e stanno gestendo il loro declino, mentre dall'altra parte, i Brics sono però un insieme di stati più o meno autoritari, con la Cina come loro guida, sai che entusiasmo. L'Italia in questo momento è governata dall'elite liberale euroinomane, prostrata al volere della UE e dei suoi padroni franco-tedeschi, che sono delle vere potenze coloniali e che mirano a farci fare la fine della Grecia. Ci conviene sostenere gli Usa, che, con le loro basi militari, possono difendere la penisola dalle mire espansionistiche francesi fino al sospirato crollo della UE e dell'euro, per poi lentamente ricostruire l'autonomia del paese. Il nord Italia non può prescindere dal resto d'Europa, il sud è al centro del Mediterraneo, che da qualche anno è tornato ad essere un vero ed efficiente collegamento tra Atlantico e Indiano. Insieme, potremmo spostare il baricentro dell'Europa, se solo ne fossimo consapevoli.

    1. sbregaverse 19 luglio 2023

      Chissà quando narrazione e ALTRE CREDENZE tette oops tutte , bruceranno nel falò delle vanità ¿?
      CHISSÀ CHILOSA ¿?

    1. absitiniuriaverbis 19 luglio 2023

      Meglio di tutto è ascoltare il silenzio: ha così tanto da dire.

      Forse era di Rumi.

    2. sbregaverse 19 luglio 2023

      È il silenzio che canta oops conta , non chi, il silenzio, l'abbia detto :-)))
      ~ a sproposito della latitanza del Conta ~
      ¿?

    3. sbregaverse 19 luglio 2023

      Persiste ANCORA il dubbio su :
      CHI DEBBA avere il PRIZE ¿?

    4. sbregaverse 19 luglio 2023

      Non solo aforisma ma anche pregnante*
      *Gravido e strapieno di significante.

    5. LuxIgnis 19 luglio 2023

      Il silenzio è il linguaggio di Dio, tutto il resto è misera traduzione.

      Rumi

    6. WarezSan 19 luglio 2023

      Bravo, buttati sulle citazioni, che quando batti sui tasti in modo autonomo è una tragedia semantica.

    1. mingo 18 luglio 2023

      Non c'è peggior cosa di credere nelle proprie bugie ,distorce la realtà cui prima o dopo andremo a sbattere provocando shock e confusione .
      Ma ormai è stato scelto che sarà così fino al botto .

    1. Roberto Rey 18 luglio 2023

      Per governare bisogna far credere.
      (Machiavelli)

    1. Arthur 18 luglio 2023

      Il punto non è se la civiltà occidentale sia superiore o meno rispetto alle altre, la qual cosa potrebbe essere possibile e lo dimostra il fatto che tutto il mondo si è occidentalizzato, continua a farlo e pressoché tutto il mondo ammira l'Occidente sotto tanti punti di vista, prima di tutto quello culturale e scientifico, ma anche la nostra storia, che viene considerata un susseguirsi di ricchezze di valore inestimabile.
      E negarlo mi pare un filino ipocrita.

      Il problema in realtà risiede nel fatto che l'Occidente è governato da un establishment fatto di ladri, usurai, assassini, criminali, bugiardi, bulli e mascalzoni di vario genere, una massa balorda di gente ignobile.
      Tutto il mondo lo sa.
      E, diciamocelo pure, non è che negli altri Paesi le classi governanti siano migliori di quella occidentale.

      Quindi non aspettiamoci che qualcuno più pulito degli europei venga a liberarci.
      A questo punto occorre sperare che, per un provvedenziale evolversi degli eventi, l'establishment europeo arrivi ad implodere e scompaia.
      Auspicando ovviamente che coloro che li sostituiranno non siano peggiori.
      Ma, in definitiva, esiste qualcosa di peggio della fogna?

    2. ric 18 luglio 2023

      il mondo occidentale ha poco di buono per essere un riferimento. Meglio farne una debita TARA prima di crederci superiori.

    3. Arthur 18 luglio 2023

      Ti sbagli.
      In Occidente c'è un problema ed è il sistema di potere criminale, prima di tutto anglosassone, insieme a certe ideologie, sia vecchie che nuove, che hanno davvero stufato.
      Le ideologie sono solo servite a creare pecore.
      È necessaria meno filosofia e più pratica, e quando dico "pratica" intendo la ghigliottina nelle piazze.
      E vedrete come ai don rodrigo passerà la voglia di governare in un certo modo.

    4. Fantine 18 luglio 2023

      "Potrebbe piovere", Arthur! ;)

    5. ric 19 luglio 2023

      senza ideologia e' come costruire una casa senza un progetto.

    6. Ricciardo 19 luglio 2023

      Ric non insistere per favore.
      D'altronde anche il quarto libro delle profezie di Atan Charles ammonisce che era già tutto previsto, concetto poi ribadito da Cocciante.

    7. ric 19 luglio 2023

      non sono d' accordo.
      ogni ideologia e' un progetto.
      scegliere quella giusto e una necessita'.

    1. Vincent1 18 luglio 2023

      Complimentissimi. Bellissimo articolo.
      Voglio solo riferirmi alla citazione dello STOLTO, quella citata nel tuo articolo.
      Saremo in grado di estendere all’Ucraina l’invito ad aderire all’Alleanza quando gli alleati saranno d’accordo e le condizioni saranno soddisfatte… [tuttavia] a meno che l’Ucraina non vinca questa guerra, non c’è alcun problema di adesione da discutere” – ha dichiarato Jens Stoltenberg a Vilnius.

      Con questa frase lo stolto ha detto tutto.
      Zelensky (e quindi l'Ucraina) è fuori combattimento la NATO lo ha sempre saputo ma ora lo sta ammettendo.
      Ora dovranno trovare, e questa per loro è il problema maggiore, la 'exit strategy' si, perchè gli americani, se non riescono a dare un nome altisonante anche alla peggiore delle figuracce, non demordono.
      Nell'articolo si è parlato di narrazione e infatti concordo al 100% su ciò che è scritto, ma anche la exit strategy dovrà essere una narrazione accettabile per i media e per i gonzi che li seguono.
      Il sogno di vincere la guerra è svanito ma bisogna salvare la faccia.
      Tempi duri si prefigurano per lo yankee.

    2. ric 18 luglio 2023

      auguro agli yankees di crepare...

    3. Vincent1 18 luglio 2023

      Prima lo fanno e meglio è per tutti.

    4. oriundo2006 19 luglio 2023

      Non hanno bisogno di una exit strategy.
      Non l' hanno MAI avuta.
      Dal Vietnam all' Afghanistan sono stati perdenti militarmente, almeno sulla carta, MA ( e qui l' articolo dice una cosa importante ) la loro affabulazione è stata vincente: ed il risultato è stato che OVUNQUE dopo sono stati copiati dai presunti 'vincitori'.
      Sono stati copiati, invidiati, i loro 'valori' sono stati messi ad indice del successo individuale e collettivo, le altre 'ideologie' sono state demolite, irrise, poi dimenticate COMPLETAMENTE.
      E questa è una delle ragioni segrete delle mosse russe, dettate dalla disperazione di vedere come il modello angloamericano ( sostenuto cabalisticamente ) o meglio anglosionista, perchè questi valori sono i valori giudei del danaro unite a quello protstante del successo visibile come indice del 'favor dei', sia OVUNQUE vincente perchè legittimato ex post dalla dimostrazione di essere nel giusto, di essere dalla parte 'giusta' della Storia proprio perchè 'dio' premia i vincenti e non gli altri, poveri illusi.
      I russi di fronte alla pressione ideologica ai propri confini ed al loro interno, non hanno saputo o potuto fare altro che agire con le uniche armi a loro disposizione. La ragione della 'lentezza' è dovuta anche a questo fatto, dare il tempo alle loro stesse popolazioni di disintossicarsi ideologicamente dall' idra occidentalista.

    5. Vincent1 19 luglio 2023

      Pienissimamente in sintonia. Una sola cosa non capisco e cioè il motivo per cui viene dato al movimento protestante dei valori a esso completamente estranei. Il protestantesimo non ha mai messo come manifesto il fatto di essere vincenti per passare alla parte giusta della storia.
      Il protestantesimo si basa sulla narrazione biblica dove si spera al 'Premio' (quello vero) che sarà dopo la morte.
      Lasciando ad ognuno la libertà di fede e di scelta, voglio solo ribadire che il protestantesimo non si basa su queste idee.
      Lo dico perchè le ho sentito troppe volte.

    6. oriundo2006 22 luglio 2023

      Si hai ragione, però quello che alla fine sortì fu differente dai postulati di partenza ( come sempre ).
      Di fatto alcune sette protestanti, messe di fronte alla predestinazione ed altri dilemmi insondabili biblicamente, si appellarono alla Dea Fortuna, nel senso che la fortuna nel mondo doveva essere indice della predestinazione divina, la quale era il metro per giudicare le 'intenzioni' umane ed il loro successo visibile: private di questo, era impossibile capire se si era nel 'giusto'.
      Insomma, era sempre ancora il 'Deus ex machina' che doveva guidare il fedele il quale, tramite acconce rinunce e mortificazioni individuali, si rendeva 'meritevole' dei beni materiali e del successo domestico ( ad esempio con la figliolanza ): 'dio' guidava il fedele passo a passo, le conquiste essendo indice del suo beneplacito.
      In definitiva, 'dio' era con chi asceticamente si privava del quotidiano per capitalizzare meriti e danaro in vista di un successo sia eterno, sia visibile adesso in quanto 'signum' del legame fra fedele e religione sanzionato biblicamente ( ma assai meno evangelicamente ).
      Di fatto i protestanti paiono eredi dei primi ebrei che si cristianizzarono alla luce della Bibbia ( e dei movimenti gnostici ) ed assai meno ai vangeli...che lasciano intendere il contrario.

    7. oriundo2006 22 luglio 2023

      Complessivamente, era un modo per non aderire direttamente alla dottrina gnostica della reincarnazione, con meriti e demeriti collezionati nelle vite precedenti, ed era anche un modo utile per riuscire a 'chiudere' il discorso proprio sul limitare dell' Abisso...chè se avessero proceduto oltre avrebbero demolito sia la Bibbia che il cristianesimo nelle sue versioni scritturali.
      Rivalutare potentemente l'attività umana, il 'fare', di contro alla sola preghiera o alla semplice rinuncia al 'mondo' si rimuovevano al fedele le barriere potentissime di origine medievale all'azione umana specie in campo economico, dense di divieti e tabù, oggi dimenticati grazie alla Riforma.

    8. Vincent1 22 luglio 2023

      Totalmente in disaccordo ma non penso sia corretto parlare di temi biblici in questi contesti.
      Per me, parlarne è veramente piacevole ma penso di annoiare chi mi ascolta.
      Nel caso fossi interessato sono comunque ben felice di approfondire il discorso.
      Solo per dirne alcune, parli di 'alcune sette'.
      Se così fosse, non sarebbe corretto attaccarne l'etichetta a tutto il movimento.
      Per quanto riguarda il protestantesimo, se solo si parla di dea oppure fortuna, si è già messa la parola fine alla discussione. Se poi le parole sono anche associate è il massimo.
      Dico solo, e poi mi taccio, che il movimento protestante mette Dio al centro dell'universo nelle sue tre forme (la CD Trinità).
      L'uomo è una Sua creatura ed aspira alla Sua conoscenza ed alla Sua totale sottomissione.
      L'uomo non domina gli eventi ma li vive nella piena consapevolezza che è Dio a guidarlo e a sostenerlo in qualsiasi modo questo evento possa evolversi.
      Dio non ha mai predicato l'ascetismo anzi, conoscendolo meglio, l'uomo deve completamente evitarlo in quanto non si basa sulla fede bensì su sentimentalismi passeggeri.
      I protestanti non sono 'eredi' degli ebrei ma considerano l'ebraismo come il vero inizio della rivelazione divina.
      L'ebraismo è poi mancante (e non di poco), per il fatto (basilare) che non riconoscono Gesù Cristo come Figlio di Dio e Dio stesso.

    9. Vincent1 22 luglio 2023

      Per quanto poi si parla di fare, di guadagnare, di arricchirsi ecc, il tutto lo si deve riferire a movimenti quali calvinismo, e altri che hanno fatto il loro tempo e ormai neanche esistono più.
      Il protestantesimo parla di 'fare' in un solo contesto:
      Dio è al servizio del credente ma non è il suo servitore.
      L'uomo ha il dovere di fare, di lavorare per guadagnarsi il pane ma, come capita spesso, vi sono dei problemi ed qui che Lui interviene.
      Un'altra inesattezza sta nel fatto che dici che non sono eredi dei Vangeli.
      Completamente inesatto.
      Per un protestante, il Vecchio e il Nuovo Testamento sono l'unico testo da studiare, meditare e seguire.
      Altre ideologie sono completamente ignorate.

    10. Vincent1 23 luglio 2023

      In pratica, il movimento protestante, non ha portato niente di nuovo tranne il fatto (e non è poca cosa), che tutte le caratteristiche della fede cristiana sono scritte nei testi sacri e, come aveva felicemente intuito Martin Lutero, la salvezza avviene per grazia mediante la fede e non tramite opere.
      E poi tutte le altre tematiche.

    1. Jimbo 18 luglio 2023

      La comunicazione russa non ha megafono. Nè lo ha mai avuto.
      Ma anche quella iraniana o cubana.
      E nemmeno si sente quella cinese.
      Se si comprano un megafono, e che sia uno solo però, dal quale fare uscire le falsitá e i crimini uccidentali... l'impero dell'egemone collassa a seguito del crollo del mito della civiltá uccidentale.
      Ma noi vogliamo che crolli?

    2. ric 18 luglio 2023

      ha il megafono la comunicazione RUSSA , CUBANA , o IRANIANA; non parliamo di quella PALESTINESE,,, quello che manca sono i ripetitori in occidente..

      devi andarteli a cercare...

      Scontro Orsini-Calabresi: "Mi viene da piangere, non ha capito niente di quello che ho detto" - YouTube

    3. Jimbo 18 luglio 2023

      Mettiamola così allora ric: che i non allineati si diano una svegliata e installino una milionata di ripetitori in uccidente caxxo! Siamo nel 2023 mica negli anni sessanta.

    4. ric 19 luglio 2023

      vero..ma i non allineati non li lasciano piu' parlare...

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