Il dibattito inquinato sui crediti fiscali che causerebbero frodi favorisce l’austerità di Draghi

Super Mario attacca i grillini promotori della legge del supebonus 110% e loro fanno il suo gioco, rispondendo con argomentazioni con le quali dimostrano di non aver compreso appieno lo strumento dei CCF che propongono

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Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

Torno di nuovo, dopo pochi giorni, sull’argomento dei crediti fiscali e la scusa delle “frodi”, usata dai tecnici di Draghi per bloccarne la trasferibilità. Dal corposo dibattito che ne è scaturito, se dovessimo fare una sintesi, l’unica cosa certa che potremmo affermare è che Draghi conosce alla perfezione lo strumento dei crediti fiscali, mentre sulla comprensione da parte di chi lo propone, il sottoscritto nutre ancora, grossi dubbi.

Ma chi ha scritto quella legge?“, ha tuonato Mario Draghi in conferenza stampa – un attacco durissimo quanto velato, al suo predecessore Giuseppe Conte ed all’esercito dei grillini  che da giorni si battono contro il blocco dei fondi per i superbonus edilizi.

Non è che l’edilizia non funzioni senza superbonus, altrimenti tutti i Paesi senza super bonus sarebbero a zero con l’edilizia, [1] ha aggiunto Draghi, sapendo di mentire concettualmente, in tema di verità economica.

Certo, l’edilizia, come del resto ogni altro settore, non richiede l’indispensabilità di bonus fiscali per andare avanti, ma è altrettanto certo che non possono andare avanti con le tremende politiche di austerity (avallate dai nostri governi) imposte dalla Commissione europea, misure che Draghi stesso ha sostenuto quando era a capo della BCE e che tutt’ora sostiene da Palazzo Chigi.

Insomma, cari miei, se ricordate cosa sono i crediti fiscali (cosa ampiamente spiegata nell’articolo precedente) [2], ovvero “soldi veri” immessi nel settore privato tramite la spesa pubblica, indispensabili per scambiarsi beni e servizi – ecco che potete facilmente comprendere, come le parole di Draghi abbiano il solo intento di confondere i meno esperti, coprendo la verità per poter continuare nell’ombra sulla medesima strada che mira alla distruzione del nostro sistema economico.

Se ingannare i meno esperti, può essere anche comprensibile, quello che invece mi rimane difficile da comprendere ed accettare – è come, anche chi si è fatto promotore di questa ottima misura, possa facilmente affondare nelle sabbie mobili che Draghi ed i suoi tecnici hanno disseminato sul campo del dibattito.

Di fronte all’enfasi delle parole che Draghi ed il ministro Franco hanno voluto dare in merito alle frodi (“Una delle truffe più grandi della storia della nostra Repubblica”, ha tuonato il ministro delle finanze [3]),  i soldati di Giuseppe Conte (quelli di Di Maio NO, visto che lui è totalmente prono a Draghi ed ai poteri che lo sostengono) invece di difendere la bontà dello strumento (i CCF) si sono messi, direi in modo incomprensibile, a difendere la loro misura di politica fiscale, ovvero il bonus 110%, cercando di attribuire la maggior parte delle truffe agli altri bonus da loro non confezionati.

Consentitemelo.. siamo alla follia della logica ed all’elevazione della stupidità della nostra classe politica. Ma dico, come si può cadere in modo così ingenuo nel tranello del nostro premier, ovvero infilarsi nella trappola attribuendo una importanza “alle frodi”, per dare in pasto al “popolino” ignaro ed alla stampa, un facile argomento per giustificare la non trasferibilità dei CCF. Con questa ottusità, nel farne una difesa di campo e non dello strumento, si contribuisce in modo diretto a dare una grossa mano al governo nel raggiungimento di quello che è il loro obiettivo principale, ossia il blocco dei cantieri.

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Lc. 23,33-34): sono incompetenti e non conoscono cosa sono i “TAX-CREDIT”.

Sentite cosa afferma l’ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel governo Conte, Riccardo Fraccaro, principale promotore del superbonus 110%:

 

“Draghi sbaglia due volte quando parla di truffe in edilizia: la prima perché fa di tutta un’erba un fascio confondendo il Superbonus con tutti gli altri bonus. La seconda perché riconduce tutte le truffe al solo Superbonus 110%”

 

Ripeto, non si difende lo strumento, si difende il provvedimento di politica fiscale quasi come si volesse ingenuamente e con una posizione ampiamente e facilmente criticabile, prendere le parti di una categoria – in questo caso quella dei costruttori edili e dei proprietari immobiliari che beneficiano del bonus. Ed infatti, sia sui social che in giro, è molto facile incontrare le critiche al provvedimento, da parte di coloro che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che oggi rappresentano la maggioranza del paese.

E così, l’intento di Draghi è pienamente raggiunto.

Ma le cose a livello di verità economica non stanno così e purtroppo nessuno dei nostri politici, ma potrei dire tranquillamente, anche molti di coloro che propongono l’ottimo strumento dei crediti fiscali per favorire la ripresa economica, si premurano di metterlo in evidenza.

Facciamo un passo indietro per poter spiegare ancora meglio, visto che, come già detto, in pochi lo stanno facendo

L’idea dei crediti fiscali, voglio sottolinearlo con forza, nasce da un “vulnus” , ovvero dal fatto che al nostro governo è impedita, da molti anni, la libera azione di politica fiscale stante l’appartenenza al sistema-euro ed il dover sottostare alle folli regole del “patto di stabilità”. Altrimenti, come la mezza-verità che Draghi ci ha fatto notare in conferenza stampa, i crediti fiscali non sarebbero assolutamente indispensabili, ne necessari per il funzionamento della nostra economia; qualora appunto, fosse concesso al nostro governo di poter liberamente disporre a livello quantitativo dei deficit necessari per permettere le propedeutiche politiche fiscali a sostegno dei consumi e dell’occupazione.

Chiarito questo, parlare di frode all’origine in relazione all’emissione di un credito fiscale, emesso dal governo stesso siamo ad una contraddizione in termini. Sarebbe un po’ come affermare che le banconote, se emesse dalla Banca d’Italia, potrebbero essere false.

Allora, appurato che la frode, può solo avvenire in seguito, per mano del settore privato ed in base al tipo di politica fiscale che il governo ha messo in atto, cosa facciamo..  la soluzione è abolire ogni misura di spesa del governo?! Certo che NO, è la logica, in questo caso, a sconfessare la mancanza di onestà intellettuale, nelle scuse addotte dal nostro premier e l’incompetenza di chi gli corre dietro.

Che l’intento finale ed ottimale per Draghi ed i rigoristi di casa nostra, sia quello di abolire la spesa pubblica che non sia a vantaggio delle nostre èlite, non vi è dubbio. Ma come potete ben capire, se vogliamo ritornare ad avere una buona economia caratterizzata da un benessere diffuso, la soluzione non può essere certamente questa.

Forse SuperMario, vorrà farci credere che non ci saranno frodi nelle politiche di spesa che il suo governo sta mettendo in atto con i soldi in arrivo dall’Europa per il PNRR!? Già lo vedo il mondo dei “santarelli” delle varie lobbies, inventarsi stratagemmi di ogni tipo, pur di accaparrarsi i soldi che verranno messi a disposizione per la transizione ecologica.

Anche in questo caso, stiamo parlando di scelte di politica fiscale finanziate con deficit governativi, esattamente la stessa identica operazione fatta con i bonus fiscali.

L’uomo del Britannia vuole forse farci credere che i soldi messi a disposizione dai governi (tra cui anche il suo, quando era Direttore del Tesoro), per acquistare i prodotti finanziari “derivati” e poi finiti nelle tasche delle grosse banche, non sono una frode!?

Se il premier Draghi ed il suo fido compare Franco, sono a corto di idee e non riescono a prendere sonno la notte, pensando a come evitare le frodi, mi permetto umilmente di  suggerire loro, una misura di politica fiscale, che al 100%, non darà luogo a frodi future ed avrà un’altissimo ritorno per la nostra economia:

una integrazione di 300 euro mensili ai salari ed alle pensioni sotto i 1.500 euro

stante le regole europee, detta misura, la si può finanziare tranquillamente con i crediti fiscali a due anni proposti dall’amico Marco Cattaneo del gruppo della moneta fiscale (per i più distratti: il disegno di legge è già in parlamento).

Posso ancora continuare se lor signori me lo permettono: altra misura a prova di frode, da finanziare con le stesse modalità e finalizzata alla piena occupazione, restituendo immediatamente un lavoro a chi l’ha perso, sono i Piani di lavoro garantito (PLG) ideati dalla MMT 

Quindi, come vedete, la realtà è ben diversa da quella che appare o che si vuol far apparire: da una parte c’è Draghi con il suo seguito, che ben comprende come un uso diffuso dei crediti fiscali porrebbe fine al piano neo-feudale ed alle sofferenze degli italiani; dall’altra ci sono coloro che vuoi per incompetenza, vuoi per paura di disturbare il manovratore, non si spingono fino in fondo al tunnel della verità.

Nel mezzo, ci sono le sofferenze della maggior parte delle famiglie e delle imprese italiane.

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

NOTE

[1] Draghi: “L’edilizia funziona anche senza superbonus. Siamo in questa situazione perché il sistema non prevedeva controlli” – Il Fatto Quotidiano

[2] I TECNICI DI DRAGHI BLOCCANO LA CESSIONE DEI CREDITI FISCALI – SENZA SOLDI SI FERMANO I LAVORI – Come Don Chisciotte

[3] Vendetta per il Colle negato: Draghi bastona Conte sulla legge “truffa” dei superbonus – Secolo d’Italia (secoloditalia.it)

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