Il colpo di judo della Russia al ventre della finanza occidentale

Le sanzioni di Washington contro Mosca distruggeranno l'Europa, non la Russia

Il colpo di judo della Russia al ventre della finanza occidentale

Pepe Escobar
thecradle.co

La "strategia di sostituzione" di Washington per le importazioni di petrolio e gas dalla Russia bloccate dalle sanzioni sembra essere quella di corteggiare i produttori di petrolio suoi acerrimi nemici, Iran e Venezuela.

Il campo di battaglia è delineato.

La lista nera ufficiale delle nazioni sanzionatrici ostili include Stati Uniti, UE, Canada e, in Asia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Singapore (l'unico del sud-est asiatico). Notate come la "comunità internazionale" continui a restringersi.

Il Sud del mondo dovrebbe essere consapevole del fatto che nessuna nazione dell'Asia occidentale, dell'America Latina o dell'Africa si è unita al carrozzone delle sanzioni di Washington.

Mosca non ha nemmeno annunciato il proprio pacchetto di contro-sanzioni. Tuttavia, un decreto ufficiale "Sull'ordine temporaneo degli obblighi verso determinati creditori stranieri", che consente alle società russe di saldare i propri debiti in rubli, fornisce un'idea di ciò che accadrà.

Le contromisure russe ruotano tutte attorno a questo nuovo decreto presidenziale, firmato sabato scorso, che l'economista Yevgeny Yushchuk definisce un "campo minato nucleare di ritorsione".

Funziona così: per pagare i prestiti ottenuti da un Paese sanzionatorio che superano i 10 milioni di rubli al mese, le società russe non devono effettuare bonifici. Chiedono ad una banca russa di aprire un conto corrispondente in rubli a nome del creditore. Quindi la società trasferisce rubli su questo conto al tasso di cambio corrente ed è tutto perfettamente legale.

I pagamenti in valuta estera passano attraverso la Banca Centrale sulla base di valutazioni individuali. Devono ricevere un permesso speciale dalla Commissione governativa per il controllo degli investimenti esteri.

Ciò significa che, in pratica, la maggior parte dei 478 miliardi di dollari circa del debito estero russo potrebbe “scomparire” dai bilanci delle banche occidentali. L'equivalente in rubli sarà depositato da qualche parte, nelle banche russe; ma le banche occidentali, per come stanno le cose, non potranno accedervi.

È da capire se questa semplice strategia sia il prodotto di quei cervelli "non sovranisti" che operano presso la Banca centrale russa. Probabilmente, c'è stato il contributo dell'influente economista Sergei Glazyev, che è anche uno dei massimi ex consiglieri del presidente russo Vladimir Putin sull'integrazione regionale. Ecco un'edizione rivista, in inglese, del suo rivoluzionario saggio Sanctions and Sovereignty, che avevo riassunto in precedenza.

Nel frattempo, Sberbank ha confermato che emetterà le carte di debito/credito russe Mir integrate con la cinese UnionPay. Alfa-Bank, la più grande banca privata in Russia, emetterà anche carte di credito e di debito UnionPay. Sebbene sia stata introdotta solo cinque anni fa, il 40% dei Russi possiede già una carta Mir per uso interno. Ora potranno usarla anche a livello internazionale, tramite l'enorme rete di UnionPay. E, senza Visa e Mastercard, le commissioni su tutte le transazioni rimarranno nella sfera Russia-Cina. De-dollarizzazione, a tutti gli effetti.

Signor Maduro, dammi un po' di petrolio

I negoziati sulle sanzioni iraniane a Vienna potrebbero raggiungere l'ultima fase, come riconosciuto anche dal diplomatico cinese Wang Qun. Ma è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ad introdurre una nuova variabile cruciale nelle discussioni finali di Vienna.

Lavrov ha reso abbastanza esplicita la sua richiesta dell'ultimo minuto: "Abbiamo chiesto una garanzia scritta... che l'attuale processo [delle sanzioni russe] innescato dagli Stati Uniti non danneggi in alcun modo il nostro diritto alla libera e piena cooperazione commerciale, economica, di investimento e tecnico-militare con la Repubblica Islamica”.

Secondo l'accordo del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) del 2015, la Russia riceve uranio arricchito dall'Iran e lo scambia con yellowcake [il prodotto finale dei processi di concentrazione e purificazione dei minerali che contengono uranio, ndt] e, parallelamente, sta riconvertendo la centrale nucleare iraniana di Fordow in un centro di ricerca. Senza le esportazioni iraniane di uranio arricchito, semplicemente, non c'è alcun accordo JCPOA. È sbalorditivo che il Segretario di Stato americano Blinken sembri non capirlo.

Tutti a Vienna, comparse incluse, sanno che, affinché tutti gli attori firmino il ripristino del JCPOA, nessuna nazione dovrà essere presa di mira individualmente in termini di scambi commerciali con l'Iran. Lo sa anche Teheran.

Quindi quello che sta succedendo ora è un elaborato gioco di specchi persiani, coordinato tra la diplomazia russa e quella iraniana. L'ambasciatore di Mosca a Teheran, Levan Dzhagaryan, ha attribuito la feroce reazione a Lavrov in alcuni ambienti iraniani ad un "malinteso". Tutto questo si svolgerà all'ombra.

Un elemento in più è che, secondo una fonte di informazioni del Golfo Persico con accesso privilegiato all'Iran, Teheran potrebbe già stare esportando fino a tre milioni di barili di petrolio al giorno, “quindi se firmano un accordo, non influirà affatto sull'offerta, saranno solo pagati di più.”

L'amministrazione americana del presidente Joe Biden è ormai assolutamente disperata: oggi ha bandito tutte le importazioni di petrolio e gas dalla Russia, che risulta essere il secondo esportatore di petrolio verso gli Stati Uniti, dietro al Canada e davanti al Messico. La grande "strategia di sostituzione" dell'energia russa degli Stati Uniti è elemosinare petrolio dall'Iran e dal Venezuela.

Quindi, la Casa Bianca ha inviato una delegazione, guidata da Juan Gonzalez, il principale consigliere della Casa Bianca per l'America Latina, per parlare con il presidente venezuelano Nicolás Maduro. L'offerta degli Stati Uniti è quella di "alleviare" le sanzioni a Caracas in cambio di petrolio.

Il governo degli Stati Uniti ha passato anni, se non decenni, a bruciare tutti i ponti con il Venezuela e l'Iran. Gli Stati Uniti hanno distrutto l'Iraq e la Libia e hanno isolato il Venezuela e l'Iran nel tentativo di impossessarsi dei mercati petroliferi globali, con l'unico, misero risultato di dover cercare di riconquistarli per evitare di essere schiacciati dalle forze economiche che loro stessi hanno scatenato. Ciò dimostra, ancora una volta, che i "politici" imperiali sono completamente allo sbando.

Caracas chiederà l'eliminazione di tutte le sanzioni contro il Venezuela e la restituzione di tutto l'oro sequestrato. E sembra che nulla di tutto ciò sia stato chiarito con il "presidente" Juan Guaido, che, dal 2019, è l'unico leader venezuelano "riconosciuto" da Washington.

Coesione sociale a pezzi

Intanto, i mercati del petrolio e del gas sono nel panico più totale. Nessun trader occidentale vuole comprare gas russo; e questo non ha nulla a che fare con il colosso energetico statale russo Gazprom, che continua a rifornire regolarmente i clienti che hanno firmato contratti con tariffe fisse, da 100 a 300 dollari [ogni 1000 metri cubi]; (altri stanno pagando oltre 3.000 dollari sul mercato spot).

Le banche europee sono sempre meno disposte a concedere prestiti per il commercio di energia con la Russia a causa dell'isteria sanzionatoria. Un forte indizio che il gasdotto Nord Stream 2, dalla Russia alla Germania, potrebbe già essere morto e sepolto è che l'importatore Wintershall-Dea ha cancellato la sua quota di finanziamento, supponendo, di fatto, che il gasdotto non verrà certificato.

Tutti coloro che in Germania hanno un cervello funzionale sanno che due terminali extra di gas naturale liquefatto (GNL) – ancora da costruire – non saranno sufficienti per il fabbisogno energetico di Berlino. Semplicemente non c'è abbastanza GNL per rifornirli. L'Europa dovrà lottare con l'Asia su chi può pagare di più. Vince l'Asia.

L'Europa importa circa 400 miliardi di metri cubi di gas all'anno, di cui 200 miliardi dalla Russia. Non c'è alcuna possibilità che l'Europa possa trovare 200 miliardi altrove per sostituire la Russia, che si tratti di Algeria, Qatar o Turkmenistan. Per non parlare della mancanza degli indispensabili terminali GNL.

Quindi, ovviamente, il principale beneficiario di tutto il pasticcio saranno gli Stati Uniti, che potranno imporre non solo i loro terminali e i loro sistemi di controllo, ma anche trarre profitto dai prestiti all'UE, dalla vendita di attrezzature e dal pieno accesso all'intera infrastruttura energetica europea. Tutti gli impianti GNL, le condotte e i magazzini saranno collegati ad un'unica rete con un'unica sala di controllo: il sogno imprenditoriale americano.

L'Europa si ritroverà con una produzione di gas ridotta per la sua industria in declino; perdita di posti di lavoro; diminuzione degli standard di vita; maggiore pressione sul sistema di sicurezza sociale; e, ultimo ma non meno importante, la necessità di richiedere prestiti extra dall'America. Alcune nazioni torneranno al carbone per il riscaldamento. La congrega dei Verdi sarà livida.

E la Russia? Come ipotesi, anche se tutte le sue esportazioni di energia dovessero ridursi – e non lo saranno: i loro principali clienti sono in Asia - la Russia non dovrebbe utilizzare le sue riserve estere.

L'attacco russofobo a tutto campo alle esportazioni russe prende di mira anche i minerali rari, come il palladio, vitali per l'elettronica, dai laptop ai sistemi aeronautici. I prezzi stanno schizzando alle stelle. La Russia controlla il 50% del mercato globale. Poi ci sono i gas nobili – neon, elio, argon, xeno – essenziali per la produzione di microchip. Il titanio è aumentato di un quarto, e sia Boeing (per un terzo) che Airbus (per due terzi), dipendono dal titanio della Russia.

Petrolio, cibo, fertilizzanti, metalli strategici, gas neon per semiconduttori: tutto sul rogo, ai piedi della Strega Russa.

Alcuni Occidentali che ancora apprezzano la realpolitik bismarckiana hanno iniziato a chiedersi se proteggere dalle sanzioni l'energia (nel caso dell'Europa) e selezionati flussi di merci possa avere a che fare con la copertura di un immenso racket: il sistema dei derivati sui prodotti primari.

Dopotutto, se questo implode, a causa della scarsità di materie prime, l'intero sistema finanziario occidentale esplode. Questo sarà un vero collasso di sistema.

La questione chiave da digerire per il Sud del mondo è che l'"Occidente" non si sta suicidando. Quello che sta succedendo, essenzialmente, sono gli Stati Uniti che distruggono volontariamente l'industria tedesca e l'economia europea – stranamente, con la loro connivenza.

Distruggere l'economia europea significa non concedere ulteriori spazi di mercato alla Cina e bloccare gli inevitabili scambi extra, che sarebbero una diretta conseguenza di relazioni più strette tra l'UE e il partenariato economico globale regionale (RCEP), il più grande accordo commerciale del mondo.

Il risultato finale sarà che gli Stati Uniti si mangeranno i risparmi europei, mentre la Cina espanderà la sua classe media a oltre 500 milioni di persone. La Russia se la caverà benissimo, come sottolinea Glazyev: sovrana e autosufficiente.

L'economista americano Michael Hudson ha brevemente abbozzato i lineamenti dell'auto-implosione imperiale. In ogni caso, molto più drammatica, un disastro strategico, sarà vedere i sordi, i muti e i ciechi marciare compatti verso la profonda recessione e la quasi iperinflazione che farà a pezzi ciò che resta della coesione sociale dell'Occidente. Missione compiuta.

Pepe Escobar

Fonte: thecradle.co
Link: https://www.thecradle.co/Article/columns/7672
08.03.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

Commenti (21)

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Mostra commenti 21 caricati
    1. JA 12 marzo 2022

      Non esistono colpi al ventre nel Judo ma nel Kik Boxing.
      Nel Judo c'è la caduta volontaria o autosacrificio che trascina con sè l'avversario proiettandolo tipo l'uso dell'atomica.

    1. Arian Van Heisen 11 marzo 2022

      " Alcuni Occidentali che ancora apprezzano la realpolitik bismarckiana hanno iniziato a chiedersi se proteggere dalle sanzioni l’energia (nel caso dell’Europa) e selezionati flussi di merci possa avere a che fare con la copertura di un immenso racket: il sistema dei derivati sui prodotti primari.
      Dopotutto, se questo implode, a causa della scarsità di materie prime, l’intero sistema finanziario occidentale esplode. Questo sarà un vero collasso di sistema."--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

      Vabbè l' analisi è abbastanza condivisibile seppur un pò troppo semplicistica, innanzi tutto il Japan non penso che si possa mettere
      nella zona occidentale in quanto ha sempre fatto una politica di non ingerenza e se necessario si sfileranno ( Nagasaki ed Hiroschima non la hanno certo dimenticata ) .
      Nei giorni scorsi alcune banche Cinesi esposte sui Future del Nichel ed altre Metalli, non sono riuscite ad onorare le scadenze e perciò le autorità hanno deciso di prolungare le scadenze.
      In USA i dati sull' inflazione parlano, di un 8 % in base alle ultime rilevazioni .
      Il Mondo intero è già in stagflazione anche se parlano di inflazione con i mercati in mano ai manipolatori e questo andazzo dell' economia Reale o esplode il Sistema finanziario USA-GB Giudeo o la guerra globale sarà inevitabile.
      La Buba è il guardiano Europeo per la Realpolik Bismarkiana , se Italy e France vorranno abbandonare la Russia e seguire gli USA GB si accomodino pure , ma non certo lo farà la Germany con la Netherlands e gli altri satelliti mittle europei.

    1. Rnamessaggero 11 marzo 2022

      Missione compiuta per l' UE, staccarsi dalla Russia e avanzare verso est, tutti contenti adesso.
      Ops, la Russia reagisce. La vedo dura coi vaccini per continuare a fare la solita vita, quando la solita vita, cioè dare via le terga, basterà a malapena per mangiare. Solo chi si vaccina mangia, anche questa non porta lontano, l' Italia è piena di cannibali dormienti, basta un po di fame.

    2. Luca VFR 11 marzo 2022

      Tutti contenti finché non salta l'Apericena :)

    1. Hospiton 11 marzo 2022

      Insomma partiamo con un ennesimo suicidio europeo, dato che siamo quelli con meno margini di manovra e che la classe dirigente UE partecipa attivamente al piano. Ma non si fermerà qui, un maxi collasso europeo avrà ripercussioni ovunque, dagli USA alla Cina.
      Continuo a chiedermi fino a che punto siano in grado di gestirlo, le soluzioni adottate in passato (es. guerre di massa) sono attuabili con difficoltà, soprattutto in Europa... continueranno con il balletto covid-crisi militari ai confini dell'impero-crisi energetica? Per un po' potrà funzionare ma è evidente che il vero problema, un sistema finanziario tossico, non sta venendo affrontato alla radice poiché l'establishment ne è dipendente, può architettare tutti gli escamotage e le green economy che vuole ma alla base ci sarà sempre la loro insostenibile avidità. Bloccare l'economia ed impoverire i 9/10 o più della popolazione europea e mondiale non sarà sufficiente, non sul lungo periodo, pertanto stanno semplicemente allungando l'agonia e rimandando l'inevitabile...non saremo noi a farli fuori, non ne siamo in grado, si autodistruggeranno. Resta da vedere che rimarrà dell'Occidente e dell'intera umanità dopo la tempesta perfetta.
      Intanto consiglio questo articolo di Andrea Cecchi
      https://andreacecchi.substack.com/p/lascia-o-raddoppia?s=r

    2. R66 11 marzo 2022

      Una versione è quella in cui la Soluzione già ce l'hanno e al momento stanno creando i presupposti per farla implorare.
      Oppure hanno deciso di coltivare l'orto in una diversa zona di campo fregandosene della prima ormai infruttuosa.
      Seguendo quest'ultima, c'è il dilemma "attrezzatura", anche questa va spostata.
      Accoppiandole, la Soluzione diventa il sovescio. 🙂

    3. Hospiton 11 marzo 2022

      Bisogna vedere se, a furia di crear crisi una più grossa dell'altra, prima o poi non confezionino quella definitiva, che sfugga anche alle sapienti mani della regia. Gli spazi in cui giocare si stanno riducendo man mano che la tecnologia si perfeziona, potranno anche resettare l'Europa (che l'opinione pubblica collabori o meno, per ora la Resistenza è fiacca e confusa) ma se sul ponte di comando rimarranno più o meno gli stessi sarà questione di un attimo e dovranno resettare qualcos'altro, magari gli USA. Insomma il grado di difficoltà aumenta in progressione geometrica, ad un certo punto diventerà ingestibile anche per Lorsignori, a meno che nel frattempo non riescano a trovare un'altra riserva di caccia nel resto della galassia (o che non cambino mentalità, ma è più probabile un trasferimento su Nibiru che un loro ravvedimento)

    4. R66 11 marzo 2022

      Glu USA, intesa come zona, ha più o meno le stesse caratteristiche dell'Europa.
      Se sono apolidi, perché lo sono, no?
      Cosa gli interessa il posto?
      Finché si tratta di articolisti diversi può anche andar bene, ma mi sembra che gli stessi alla bisogna introducano il concetto una volta si e una volta no.

    5. Hospiton 11 marzo 2022

      Il punto è che in un sistema basato sulle loro regole ci sarà bisogno in un amen di un nuovo reset, e di portata sempre maggiore. Una sorta di schema Ponzi, prima o poi le opzioni terminano e salta anche il banco (con tutto il resto, temo). Magari riusciranno a trascinare il gioco ancora per un po', e più lo trascineranno più sarà cataclismatico l'impatto finale. Occorre una decelerazione sistemica, non di facciata per poi replicare le stesse nefandezze in altre aree del pianeta, esiste una classe dirigente in grado di operarla a livello globale? Forse i cinesi, se la mentalità cannibale dell'Occidente non li ha ancora infettati del tutto, ma ciò che osservo non è rassicurante...

    6. R66 11 marzo 2022

      Se ci fosse una massa presa a forza e portata in miniera, allora sarei d'accordo a puntare il dito ai cattivoni e a tentare un capovolgimento, ma dato che i migliori alleati di questi signorotti apolidi sono proprio i Mario Rossi, non credo che avranno difficoltà nell'attuare i piani.

      Al momento andiamo avanti a speranza, confidiamo che non siano tanto organizzati e/o ci siano anche i paladini o perlomeno personaggi più benevoli.
      Oggi il ruolo è delegato a Putin, domani chissà a chi altri.
      Ma il paladino si cerca per attuare quello che non si riesce a fare da soli, nel nostro caso, ciò equivale ad un sistema globalizzato ad hoc.
      Paradosso.

      Visto che "se lo facciamo tutti" si è rivelato essere un'utopia e sinceramente credo sia più una gabbia mentale che un'esigenza, credo che i più svegli si dovrebbero dirigere verso il locale accettando che il globale possa andare in un'altra direzione.

      Faccio un'aggiunta: una ipotetica auto-disfatta non equivale ad un risollevamento dei popoli, ma al caos in attesa che dei Mario Rossi ricoprano lo stesso ruolo dei maiali nella fattoria.
      L'appoggio al processo generante resta altissimo, che poi i più non se ne rendano conto è indifferente.
      Purtroppo la tecnologia ha raggiunto livelli tali che basta preservarla in piccoli nuclei per vanificare un'impossibilità forzata, l'unica via che avrebbe realmente effetto.

    7. Hospiton 11 marzo 2022

      Più che di capovolgimento si tratterebbe di un vero e proprio tentativo di garantire la sopravvivenza della specie, perché certi ambienti ci porteranno da quelle parti, altri potrebbero aver ancora qualche residua scorta di saggezza in magazzino (niente che preveda una società giusta ed equa, intendiamoci, giusto il tanto per evitare inverni nucleari e amenità simili).

      Per il resto tutto vero R66, amaramente vero ed infatti la vedo brutta. Se l'unica minuscola chance di una governance globale meno psicolabile è rappresentata dai cinesi immagina come siam messi: per evitare di esser dissanguati dai banksters ci affidiamo ai fenomeni del controllo sociale, sperando che pian piano allentino la presa e riscoprano Confucio? Diciamo un tantino improbabile...

      d'altra parte I "risvegli" dal basso non sono possibili, al di là del mero fattore temporale (occorrerebbero secoli) è necessaria una spinta da parte di persone con maggiore consapevolezza...ora come ora immaginare un'élite illuminata è però così utopistico che non ha senso parlarne, si finisce in discorsi astratti, senza riscontri nella storia dell'umanità (almeno quella che conosciamo come Ufficiale). Concretamente credo anch'io che ci si possa organizzare solo su scala locale, del resto i fatti stanno dimostrando che al livello "Massimi Sistemi" siamo ininfluenti in maniera imbarazzante.

      ps una precisazione: credo che la difficoltà maggiore nel realizzare i loro piani non sia costituita da una resistenza "esterna", bensì dai limiti insiti nel loro modus operandi.

    8. Hospiton 11 marzo 2022

      Ho visto ora l'aggiunta
      "una ipotetica auto-disfatta non equivale ad un risollevamento dei popoli"

      assolutamente, credo che la parte iniziale del commento sopra spieghi ciò che temo comporterà l'auto-disfatta (se non verranno bloccati per tempo): non una riscossa del signor Rossi, altamente improbabile, quanto piuttosto l'estinzione di massa.
      Tentiamo di evitare quella, poi vedremo il da farsi con il buon Mario!

    1. JHON 11 marzo 2022

      due cose vorrei dire per commentare l'articolo di cui sopra. Con la mossa strategica del Draghinazzo (brev. Gioco) l'Italia si è zappata i piedi da sola, mentre Germania, Olanda e Inghilterra hanno fatto sapere che senza l'importazione del gas russo non sarebbero autosufficenti e quindi si sono messi in una posizione di surplace, come i ciclisti su pista, pronti a scattare in avanti e abbandonarci al nostro già scritto destino. A, già, dimenticavo un particolare e chiederlo direttamente ai lettori del Blog, secondo voi chi manderà avanti il Draghinazzo a chiedere scusa alla Russia? Ho notato un particolare interessante recentemente apparso in un filmato su Sputnik, lo sguardo di Lavrov ( ministro degli esteri russo) alla domanda su cosa volesse rispondere a Gigetto in merito alla famosa frase infelice su Putin, avete presente la faccia del mastino di casa, quando il gatto Silvestro lo sveglia inopportunamente? Idem!
      Lascio a voi, la scelta. Secondo punto, l'Italia potrebbe essere autosufficente in campo energetico? La mia risposta è SI! Qualcuno ricorderà quel grande Italiano del dopoguerra che si chiamava Enrico Mattei ? EX partigiano e imprenditore Self Made Men, non Gesuita, non Baciapile di partiti, lui e un altro grande Italiano, Adriano Olivetti, pensate un pò a che ricchezza di uomini avevamo e che una platea di impavidi e invidiosi politici hanno fatto ogni trama per affossarli e toglierli di mezzo. Vigliacchi e traditori, come scriveva un altra grande Italiana, Oriana Fallaci.
      Ebbene Mattei mise alla berlina le "sette Sorelle" le compagnie anglo-americane di idrocarburi, trovò il Gas nella pianura Padana e nell'Adriatico e infine si fece amico con una parte di paesi arabi per l'estrazione esclusiva del petrolio. Evidente mente tutto questo infastidì gli (uso la parola di moda oggi) oligarchi anglo- americani e da allora l'italia dovette andare con il cappello in mano ad elemosinare carburante da chicchesia torni utile allo scopo. Se esistessero ancora quei personaggi, non si abbasserebbero a tanto. Pensate un po', da quarta potenza industriale, siamo finiti per chiedere il petrolio e pagarne le conseguenze più drammatiche. Ma forse le colombe di Piazza S.Pietro nel 2014, divorate dal gabbiano e dal corvo volevano avvisarci di tutto questo che sta accadendo!
      Dal sito di Maurizio Blondet, leggo i prezzi della benzina alla pompa di Spagna e Malta, andate un pò a vedere!

    2. Luca VFR 11 marzo 2022

      Più che chiedere userei "elemosinare"

    3. oxalidaceae 11 marzo 2022

      Adriano Olivetti, Giacomo Matteotti, Mario Tchou, Enrico Mattei, Mauro De Mauro.
      Allora come ora, quella manina d'oltreoceano...

    4. cruzaros 11 marzo 2022

      aggiungiamo che la manina ha colpito anche Moro

    1. Arthur 11 marzo 2022

      Articolo sublime.
      Nulla da aggiungere, eccetto una semplice verità: l'Europa è un progetto politico fallito grazie ad una accozzaglia di ciarlatani.

    2. cruzaros 11 marzo 2022

      ciarlatani da noi profumatamente remunerati per fare gli interessi degli altri è intascarsi relativa parcella politico-economica
      ciarlatani che possono tranquillamente affrontare la catastrofe sanzionatoria che colpirà il 70% delle famiglie italiane al freddo al buio e alla fame.l'ultimo colpo alla piccola azienda italia.
      ma avremo il supergripaz come i profughi ukro che aiuteremo

    1. Cachafaz 11 marzo 2022

      Spero che i venezuelani non si vendano per poco; gli iraniani dovrebbero essere gente molto seria invece. Ma il great reset, l'identita' digitale secondo Escobar, che fine fanno? A me, sembra eccessivo tutto questo peggioramento europeo, credo francia e germania reagiranno.I tedeschi , perso per perso, hanno da molti anni la bomba nucleare (la deutsche bank): mal comune mezzo gaudio..

    2. Luca VFR 11 marzo 2022

      I venezuelani, intesa come gente comune, han lo stesso prezzo nostro: un tozzo di pane. La loro classe dirigente con gli USA ha il dente piuttosto avvelenato.

    1. Luca VFR 11 marzo 2022

      Economia da Casalinga di Voghera: Fare le sanzioni contro un paese che, per sua fortuna, ha tutto quello di cui ha bisogno, i gadget tecnologici li compra dalla Cina, è saggio come voler svuotare l'Oceano Pacifico usando un cucchiaino da thé

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