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I Romani e noi. Perché la violenza dello Stato sta aumentando

DI UGO BARDI

cassandralegacy.blogspot.it

La polizia spagnola ha ferito centinaia di persone tra le quali delle donne e degli anziani, in occasione del referendum per l’indipendenza della Catalogna nel 2017. Non era il peggio di quello che possono fare; e che hanno fatto, gli Stati ai loro cittadini, ma è un indice che la violenza dello Stato sta crescendo. Forse potremmo trovare delle ragioni per questa tendenza se guardiamo la storia di Roma antica. I Romani erano estremamente crudeli e violenti forse a causa della loro dipendenza dagli schiavi. Nel nostro caso noi abbiamo sostituito gli schiavi umani con degli schiavi fossili (i combustibili fossili) ma, dal momento che questi ci stanno abbandonando, rischiamo di tornare alla violenza dei tempi andati.

Più studiate la storia romana, più capite quanto i Romani ci assomigliassero. L’economia, il denaro, il commercio, i viaggi, la burocrazia, le leggi – moltissime cose del nostro mondo- trovano un parallelo nel mondo romano, anche se spesso sotto una forma meno sofisticata. Dunque, se poteste utilizzare una macchina per i viaggi nel tempo per essere trasportati nella Roma antica, vi trovereste in un mondo familiare sotto quasi tutti gli aspetti. Salvo per una cosa: sareste sorpresi dalla violenza che vi trovereste. Una violenza reale, dura, brutale; sangue e morte proprio in faccia a voi, nelle strade, nei circhi, nei teatri. Non è il tipo di violenza occasionale che noi chiamiamo “crimine”, era una violenza codificata, sanzionata e legittimata dallo Stato.

Quando si pensa alla violenza nell’epoca romana, si pensa in generale ai giochi dei gladiatori. Questi giochi erano certamente sanguinosi e violenti, ma non sono che una parte della storia dell’esercizio della violenza nell’impero Romano. I tribunali Romani infliggevano la pena capitale con una facilità che per noi resta sconcertante. I poveri, gli schiavi e coloro che non erano cittadini Romani erano particolarmente suscettibili di essere dichiarati “nocivi” (latino: noxii) e condannati a morte.

In quell’epoca non c’era un metodo umanitario di uccidere i “nocivi”. Al contrario, la loro sofferenza era ritenuta un esempio : più soffrivano, meglio era. Torturati, battuti, frustati, crocifissi, soffocati, smembrati, bruciati e anche peggio. Sembra che potessero persino essere uccisi per le rappresentazioni teatrali: quando la trama prevedeva la morte di un personaggio, l’attore che interpretava il ruolo poteva essere sostituito da un condannato che era ucciso per davvero, per la gioia del pubblico. (Lo riporta Tertulliano, anche se non è chiaramente definita la frequenza di questi atti).

Un altro esempio: la legge Romana diceva che quando uno schiavo uccideva un padrone, tutti gli schiavi di quella famiglia dovevano essere messi a morte, anche quelli non coinvolti nell’omicidio. Tacito, ( Annales 14.42. 2) racconta che la legge fu messa in pratica quando gli schiavi di un ricco Patrizio (alcune centinaia almeno) furono uccisi dopo che uno di essi aveva ucciso il padrone, apparentemente a causa di una rivalità amorosa. La giustificazione era che questo avrebbe dovuto servire di esempio.

Come poteva una civiltà che consideriamo avanzata come quella di Roma, comportarsi in questo modo ? Una parola: la schiavitù.
Bisogna spiegarlo. È chiaro che tutte le società sono basate su un tipo di controllo sociale. Se gli umani fossero delle formiche il loro istinto di Cooperazione sarebbe codificato geneticamente. Ma per gli umani l’interesse personale può contrapporsi a quello del bene comune. Per evitarlo sono necessari incentivi o sanzioni: ciò che noi chiamiamo d’abitudine “il bastone e la carota”.

Incentivi positivi possono essere il cibo, il sesso, l’alloggio, e altre forme di ricompensa. Le sanzioni negative possono essere la privazione di tutto ciò, ed anche la punizione fisica: la flagellazione, le bastonate, la tortura, eccetera. Nella nostra società, abbiamo tendenza a credere che gli incentivi positivi siano migliori di quelli negativi. Per esempio, siamo d’accordo che i nostri contabili, avvocati, insegnanti, medici e tanti altri, non facciano bene il loro lavoro solo perché temono di essere frustrati o bastonati se non fanno. Essi fanno del loro meglio perché rincorrono il denaro, la principale forma di incentivo positivo nel nostro mondo.

La nostra società è forse la più monetizzata della storia, nel senso che noi abbiamo tendenza a credere che il denaro può spingere le persone a fare più o meno qualunque cosa. Probabilmente conoscete la barzelletta su come gli economisti diano la caccia agli elefanti: essi non li cacciano direttamente, ma credono che gli elefanti si caccerebbero tra loro se fossero sufficientemente pagati per farlo.

Ma come si comportavano gli antichi Romani? In numerosi casi, usavano il denaro come facciamo noi. Per esempio i soldati Romani si battevano perché erano pagati: la parola soldato viene dal nome di una moneta romana. Probabilmente, i Romani sapevano perfettamente che le sanzioni negative – le bastonature, le frustate, eccetera- non erano il modo migliore di incoraggiare la gente. Ma avevano un grosso problema con i loro schiavi.

Gli schiavi erano la spina dorsale della società Romana. Ma come li si poteva motivare a lavorare? Pagandoli con del denaro? Non è così semplice. La maggioranza degli schiavi era dedita a lavori umili, spesso erano una manodopera sacrificabile per le miniere e per altri compiti pericolosi. Dar loro del denaro non avrebbe avuto alcun senso: come avrebbero potuto spenderlo ? L’economia Romana non poteva produrre la varietà di giochi e di ammennicoli che noi utilizziamo per mettere in evidenza il livello delle persone nella società, un gioco che noi conosciamo sotto la definizione “essere all’altezza dei nostri vicini”. È vero che alcuni schiavi formavano un livello superiore di professionisti, ovvero occupavano lo strato della società che al giorno d’oggi viene occupato dalla classe media. Questi schiavi relativamente privilegiati, potevano possedere del denaro ma questo non cambiava per nulla il fatto che erano degli schiavi e nella maggior parte dei casi avrebbero dovuto rimanerlo per tutta la vita. La possibile liberazione degli schiavi era forse uno stimolo positivo, ma era una cosa rara e spesso era solo un mezzo per un padrone di sbarazzarsi di uno schiavo vecchio e inutile.

Dunque è stato utilizzato per controllare gli schiavi il timore delle sanzioni – il bastone- . Le punizioni severe erano largamente applicate non solo agli schiavi ma anche alla sottoclasse dei Liberti (gli Schiavi affrancati), dei poveri e degli stranieri. I Romani erano così crudeli perché dovevano costantemente ricordare alla sottoclasse che tenesse il suo posto e che era costantemente a rischio imminente di essere inviata “ad bestias”, condannata a essere mangiata dalle bestie feroci nel circo.
Des esclaves énergétiques (Jean-François Mouhot – 2011)
Tutto ha una logica e sembra che il fatto di essere crudeli abbia anche la sua logica, anche se non è una logica piacevole. Ed ora possiamo applicare questa logica. Noi non abbiamo schiavi umani, ma abbiamo degli schiavi fossili sotto forma di combustibili fossili. Noi trattiamo i combustibili fossili come i Romani hanno trattato i loro schiavi (come ha anche notato Mouhot). Proprio come i Romani hanno utilizzato i loro schiavi umani per costruire la loro civiltà, noi abbiamo utilizzato la potenza dei combustibili fossili per costruire la nostra. Una delle conseguenze è che per ora noi non abbiamo avuto bisogno di crudeltà gratuita come quella che gli antichi Romani usavano nei confronti dei loro schiavi. I nostri schiavi fossili non si sono mai lamentati di essere bruciati dentro le caldaie o nei motori.

Ma è ugualmente vero che i combustibili fossili diventano sempre più cari via via che noi li utilizziamo, per l’esaurirsi dei migliori giacimenti. Inoltre dobbiamo assolutamente ridurre il loro uso per evitare i pessimi effetti del riscaldamento climatico. I nostri schiavi fossili ci abbandonano; è inevitabile.
Le conseguenze sono già visibili: disuguaglianze crescenti, estrema povertà, tensioni sociali, e altro. Non siamo ancora tornati al tipo di separazione formale tra le classi che definisce certe persone come schiavi nel senso romano del termine, ma assistiamo alla crescita degli “schiavi del debito”. In linea di principio, il debito è qualcosa che si pensa che sia rimborsabile con un lavoro indefesso. Ma in molti casi sta diventando evidente che poco importa quanto a lungo e quanto intensamente lavorerà una persona, perché non sarà mai comunque in grado di rimborsare il suo debito. Allora come si possono motivare gli schiavi del debito?

La risposta è la stessa che avevano trovato gli antichi Romani: utilizzare dei metodi di coercizione negativa, ovvero di punizione, anche dura, applicati dallo Stato con i vari mezzi a sua disposizione: la polizia, la giustizia dei tribunali, l’esercito, eccetera. E sembra che sia esattamente quello che stiamo vedendo.

È difficile trovare delle statistiche affidabili sulla tendenza crescente della violenza di stato. Forse l’insieme di dati più significativo è quello che riguarda i carcerati degli Stati Uniti che mostrano l’aumento di un fattore 5 del numero dei detenuti tra il 1980 e il 2014. Altre forme di violenza esercitate o approvate dallo Stato non possono essere giudicate se non in termini qualitativi, ma sembra chiaro che siamo in una fase storica dove gli Stati torturano, colpiscono, sparano e vessano sempre più cittadini disarmati. La violenza contro gli Spagnoli esercitata dalla polizia di stato in Catalogna nel 2017 non è che un esempio.

E allora eccoci qua : vediamo arrivare una spirale di violenza che minaccia di coinvolgerci tutti. Per evitarlo, penso che noi possiamo imparare molto dall’esperienza degli antichi Romani. La loro sorgente di energia erano gli schiavi umani e quella era la ragione per cui erano così terribilmente crudeli e violenti. Abbiamo avuto la fortuna di non avere bisogno di schiavi umani -fino ad ora- per creare una società ragionevolmente pacifica, perlomeno una società molto meno crudele di quella degli antichi Romani. Ma se dovessimo tornare agli schiavi umani, torneremmo in un mondo crudele e sanguinoso, com’era normale durante la maggior parte della storia umana.

Se vogliamo evitare questo triste destino, la sola speranza che abbiamo è di sostituire gli schiavi fossili con degli schiavi solidi e rinnovabili che non si lamenteranno di restare al sole per fornirci energia. Una società alimentata dall’energia solare non ha bisogno di schiavi umani e può essere ragionevolmente pacifica. Possiamo costruire una società basata sull’energia solare ma dobbiamo farlo rapidamente, prima che gli “oscuri schiavi fossili” ci abbandonino per sempre.

Originale su “Cassandra’s Legacy”
Tradotto da Hervé per il Saker Francofone..

 

Ugo Bardi è professore di chimica fisica all’Università di Firenze. I suoi interessi di ricerca comprendono l’esaurimento delle risorse, la costruzione di modelli di dinamica dei sistemi, la scienza del clima e le energie rinnovabili. È membro del comitato scientifico dell’ASPO (associazione per lo studio del Picco petrolifero) e dei siti inglesi su questi argomenti presso “Cassandra’s Legacy”. È l’autore di: “rapporto del club di Roma, Estratto: come lo sfruttamento della ricchezza mineraria mondiale saccheggia il pianeta.” (Chelsea Green 2014) e “I limiti dello sviluppo rivisitati” (Springer 2011) e poi anche molte altre pubblicazioni e saggi.

Fonte: http://lesakerfrancophone.fr

Link: http://lesakerfrancophone.fr/les-romains-et-nous-pourquoi-la-violence-de-letat-est-en-hausse

8.01.2018

 

Traduzione dal francese per www.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49

Pubblicato da Davide

2 Commenti

  1. Mi pare l’abbia presa un pò troppo larga, dai Romani sempre cattivi ( gli altri, nella storia sino ai nostri giorni tutti santi), ai fossili…..il passo è talmente lungo che stento, forse per via dell’età, a capirne il nesso…….mi aspettavo anche ad un certo punto che introducesse le religioni tra i sistemi di coercizione delle masse…..ma forse si “dimenticò”.

  2. Mi sembra un tentativo di deresponsabilizzare il capitalismo finanziario e le pochissime persone che manovrano le vite dei molti. Come se il pianeta-prigione cui siamo destinati sia solo frutto dell’esaurimento degli idrocarburi.