I predoni di Confindustria

DI GIORGIO CREMASCHI

In una intervista al Corriere della Sera il neo presidente, non a caso lombardo, di Confindustria Bonomi presenta ultimativamente il suo programma al governo, che in sintesi è:

Sblocco e libertà dei licenziamenti.

Fine dei contratti nazionali.

Fine del reddito di cittadinanza e ridimensionamento della CIG.

Sì all’intervento dello Stato per salvare le aziende a condizione che gestione e profitti restino ai privati.

Soppressione dell’IRAP, la tassa con cui si paga la sanità.

Questo è un programma alla Pinochet, che dimostra che in Italia il sistema delle imprese sia guidato da una banda di predoni, che progettano solo di saccheggiare il poco che ancora sia sfuggito alle loro passate razzie di diritti sociali e soldi pubblici.

Deve essere chiaro una volta per tutte che come ci si colloca rispetto a Confindustria è la prima discriminante nella politica italiana.

Decenni fa il grande Fortebraccio su l’Unità divideva prima di tutto il mondo tra chi stava con l’operaio metalmeccanico e chi con il suo padrone.

Vale anche oggi.

Chi sostiene anche solo una delle selvagge pretese bonomiane, chi si riempie la bocca con la parola “imprese” e chiama “eroi” gli imprenditori, chi considera modernità e progresso questo sfacciato programma reazionario, è nemico del lavoro e della civiltà sociale.

Che poi sia il 90% e forse più del governo e del parlamento, PD e LEGA in testa, a non schifarsi di Bonomi, ma anzi a considerarlo un illuminato interlocutore o addirittura un riferimento, conferma solo come tutta la politica italiana in ogni schieramento sia oggi dominata dalla stessa destra confindustriale e liberista.

 

 Giorgio Cremaschi

 

 

3 Commenti
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giorgio peruffo
giorgio peruffo
30 Luglio 2020 6:44

Sono curioso di vedere quale Politico darà, per primo, una scrpata nel sedere a Bonomi

emilyever
emilyever
30 Luglio 2020 9:29

Quanto mi piacerebbe che la stessa indignazione, la stessa animosità, lo stesso disprezzo che sotto un altro articolo la comunità di CDC rivolgeva ieri ai migranti, li rivolgesse oggi verso il programma di confindustria e chi l’ha stilato, ma è facile prendersela con gli ultimi, con quelli che abbiamo dietro. Lo so, il mio auspicio resterà inascoltato, ma, ci ho provato.

pierok
pierok
30 Luglio 2020 20:25

Se lavorando solo guadagno 100 e avessi l’opportunità di far svolgere lo stesso lavoro ad un dipendente per un costo di 10 continuando ad essere pagato ancora 100 comunque non assumerei. Preferisco guadagnare meno solo il minimo che mi occorre anche se potrei produrre distribuire e guadagnare molto più piuttosto che sentirmi definire “predone”, “prenditore”, assassino. Presto ci sarà una enorme disoccupazione privato e pubblico, il mestiere del predone non consente la sopravvivenza del predone stesso, spero Cremaschi ne sia felice.