Guerra russo-ucraina: l’analisi di una fuga di notizie

Una matrioska di imbarazzi

Big Serge
bigserge.substack.com

Un altro inverno è terminato e la primavera si è affacciata nuovamente sulla guerra in Ucraina. Tra il disgelo e il fango che ne consegue, le forze russe – tra cui l’indomabile Gruppo Wagner – hanno spinto il contingente ucraino a Bakhmut sull’orlo del baratro, con l’AFU ormai aggrappata al suo ultimo caposaldo difensivo nella città. Bakhmut è diventata la più grande battaglia del XXI secolo e sta entrando nella sua fase culminante.

Tuttavia, gli sviluppi della battaglia sono stati in qualche modo disturbati da quella che sembra essere una fuga di documenti riservati dell’intelligence militare statunitense, che forniscono una visione approfondita dei meccanismi interni bellici del Pentagono.

Non mi è del tutto chiara la politica di Substack sulla pubblicazione di tali documenti. È certamente troppo tardi per il governo degli Stati Uniti per contenere la fuga di notizie, dato che le immagini sono state condivise, screenshottate e scaricate innumerevoli volte, ma ciò non preclude un tentativo di limitarne la circolazione attraverso una campagna di cancellazione dei contenuti. In ogni caso, non volendo né violare la legge statunitense né infrangere le regole di Substack sui contenuti, la prudenza mi impone di non incorporare le immagini direttamente in questo post, in ogni caso non è difficile trovarle – attualmente sono disponibili sul canale Telegram “Rus Fleet,” per esempio. Usate la vostra discrezione.

Anche se non pubblicherò i documenti trapelati né qui né su Twitter, vorrei comunque parlarne. Se sono davvero autentici (e sembra che lo siano), offrono una visione importante della generazione di forze e del potere di combattimento delle truppe in Ucraina e, forse ancora più importante, del quadro di intelligence con cui il Pentagono sta lavorando. Nessuno degli elementi presentati dipinge una situazione particolarmente rosea per l’AFU o per i suoi benefattori sulla costa atlantica.

Una breve storia della fuga di notizie

Prima di analizzare il contenuto dei documenti trapelati, concediamoci una breve panoramica dei documenti in quanto tali. Si tratta di fotografie di documenti cartacei di un briefing dell’intelligence americana. Ciò implica che la particolare natura della violazione è una fuga di notizie (personale con accesso legittimo ai documenti che li diffonde illegalmente al pubblico) piuttosto che un hackeraggio (qualcuno che ottiene un accesso illegittimo attraverso un’intrusione di qualsiasi genere). Le pagine presentano pieghe visibili e, sullo sfondo, si vede su un tavolo una rivista di caccia. Molte delle pagine sono contrassegnate per la condivisione con gli alleati della NATO, ma alcune sono ad uso esclusivo del personale americano.

L’impressione generale è che un Americano/a abbia piegato i documenti del briefing, se li sia messi in tasca (le forze armate americane sono un’istituzione diversificata e inclusiva e chi ha fatto la soffiata potrebbe essere di qualsiasi sesso) e abbia portato le pagine a casa, dove le ha fotografate. Quasi certamente non si trattava di una risorsa russa: se i documenti fossero stati acquisiti dall’intelligence russa non sarebbero stati resi di dominio pubblico

Ora, la domanda ovvia è se i documenti siano reali. Probabilmente c’è almeno una base razionale per sospettare un’operazione di disinformazione. Tutte le forze armate sono impegnate in una serie di attività di intelligence (vedere cosa fa il nemico), controspionaggio (nascondere ciò che si sta facendo) e disinformazione (mentire su ciò che si sta facendo). Forse, si potrebbe pensare, questi documenti non sono affatto trapelati, ma sono stati volutamente messi su Internet per fuorviare.

Inizialmente ero piuttosto dubbioso sull’autenticità dei documenti, ma poi sono giunto alla conclusione che potrebbero essere autentici (con un 90% di probabilità di autenticità e un 10% di falsificazione o disinformazione). Le mie ragioni sono essenzialmente le seguenti:

– La cronologia degli eventi suggerisce una fuga di notizie autentica. Anche se i documenti hanno iniziato a circolare ampiamente solo nell’ultima settimana o giù di lì, in realtà erano stati pubblicati per la prima volta su Internet (per quanto ne so) il 1° marzo – ma, a quanto pare, nessuno se n’era accorto. I documenti non avevano attirato l’attenzione della gente fino a quando un canale telegram filorusso non li aveva trovati e ripubblicati, dopo aver malamente modificatole stime delle vittime per mostrare perdite russe molto più basse. Ironia della sorte, erano state proprio quelle modifiche a suscitare l’interesse generale per i documenti. A mio avviso, questo suggerisce che i documenti non fanno parte di una sorta di campagna di disinformazione del Pentagono, perché erano rimasti sostanzialmente inattivi per un mese intero negli angoli remoti di un server Discord di Minecraft. Se l’intelligence americana avesse voluto far circolare dei documenti falsi, probabilmente li avrebbe fatti circolare subito, invece di lasciarli languire in un angolo oscuro dello spazio informatico.

– I documenti hanno una perfetta coerenza interna. L’intera fuga di notizie comprende decine e decine di pagine che sono totalmente coerenti fino al livello delle date di consegna, degli elenchi di inventario e dell’arcana identificazione delle unità. Questo va anche oltre l’uso perfetto di acronimi e simbologia militare. Creare questi documenti sarebbe un’impresa colossale e richiederebbe sia una precisa competenza in materia sia una quantità enorme di riferimenti incrociati per evitare contraddizioni – a meno che, naturalmente, i documenti non siano autentici, nel qual caso il materiale sarebbe coerente perché reale.

– I documenti sono relativamente poveri di informazioni utili. Non contengono i dettagli di pianificazione delle prossime operazioni offensive dell’Ucraina e solo vaghi contorni delle disposizioni delle forze ucraine. Uno stratagemma destinato a ingannare i Russi dovrebbe contenere informazioni utilizzabili (ma false).

– Infine, sia il governo che i media stanno procedendo come se i documenti e la relativa violazione della sicurezza fossero reali, e stanno cercando di limitare la diffusione dei documenti online e di rintracciare la fonte della fuga di notizie.

Tutto questo mi fa pensare che questi documenti offrono una visione autentica della gestione della guerra da parte del Pentagono. Possiamo mantenere una certa misura di cautela e di dubbio, ma procediamo con la presunzione della loro autenticità e pensiamo a ciò che possiamo imparare da essi.

La generazione di forze ucraina

L’implicazione più significativa dei documenti è semplice: la potenza di combattimento dell’Ucraina è significativamente degradata e, in particolare, le unità meccanizzate e le forze di artiglieria sono in pessime condizioni.

Il materiale rilevante è soprattutto in una pagina intitolata “US Allied & Partner UAF Combat Power Build,” che illustra nei dettagli la generazione di forze, l’addestramento e le tranche di equipaggiamento del gruppo meccanizzato che l’Ucraina utilizzerà nell’offensiva di primavera. Il piano prevede una forza di dodici brigate nominali, nove delle quali saranno equipaggiate dalla NATO e tre generate internamente dagli Ucraini. La fuga di notizie non offre informazioni sulle tre brigate ucraine, ma il complemento previsto delle nove brigate della NATO è meticolosamente elencato).

Complessivamente, la potenza di combattimento prevede che queste brigate schierino un totale di 253 carri armati, 381 veicoli da combattimento per fanteria, 480 veicoli corazzati per il trasporto di personale e 147 pezzi di artiglieria. Ciò implica che si tratterà di brigate solo di nome e che, in realtà, saranno molto sottopotenziate. Suddividendo questi sistemi in nove brigate si otterrà una forza media di appena 28 carri armati per brigata, insieme a circa 95 IFV/APC e 16 pezzi d’artiglieria. Confrontate questo dato con quello di un Armored Brigade Combat Team dell’esercito statunitense, che avrebbe quasi 90 carri armati e quasi 200 IFV/APC. Una brigata Stryker americana (una formazione più leggera e rapidamente dispiegabile) avrebbe circa 300 Stryker – l’82ª brigata ucraina ne riceverà solo 90.

In termini di potenza di combattimento, quindi, queste nuove brigate saranno di gran lunga sottopotenziate. La loro disponibilità di carri armati, lungi dall’essere al livello di una brigata, è inferiore a quella di un battaglione corazzato americano.

Un altro aspetto fondamentale del documento sulla costituzione delle forze è rappresentato dai programmi di addestramento. Questo documento risale all’inizio di marzo, quando cinque delle nove brigate erano contrassegnate come “Addestramento completato allo 0%.” Solo una delle brigate era arrivate oltre la metà dell’addestramento, con un grado di completamento del 60%. Nonostante ciò, sei delle nove brigate avrebbero dovuto essere pronte per la fine di marzo e le rimanenti per la fine di aprile. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto solo con tempi di addestramento significativamente ridotti, descritti in dettaglio nel documento. L’addestramento all’uso dei carri armati Leopard, ad esempio, è indicato in sole sei settimane. Per fare un confronto, i carristi armati americani possono contare su 22 settimane di addestramento per l’Abrams.

Il quadro generale, quindi, è piuttosto preoccupante per l’Ucraina. I documenti trapelati non ci danno informazioni sulle tre brigate che l’Ucraina dovrebbe generare con le proprie risorse interne, ma le nove brigate addestrate ed equipaggiate dalla NATO dovrebbero essere significativamente sottopotenziate e gestite da personale che sta ricevendo un corso di addestramento enormemente accelerato. Queste brigate dovranno quasi certamente essere schierate in raggruppamenti per essere in grado di svolgere i compiti di combattimento richiesti.

A questo punto, una nota accessoria ma importante è il fatto che, per quanto possiamo vedere da questi documenti, il parco carri armati prebellico dell’Ucraina è quasi completamente scomparso. L’Ucraina era entrata in guerra con circa 800 dei suoi cavalli di battaglia, i T-64, ma il documento della NATO sulla potenza di combattimento ne elenca solo 43. Ce ne sono altri, ovviamente, che vengono attualmente utilizzati dalle unità ucraine in prima linea, ma il piano di generazione di forze indica che l’Ucraina non ha praticamente nulla in riserva per equipaggiare questo vitale pacchetto di attacco, da cui dipenderanno tutte le sue speranze.

Nel frattempo, un altro elemento della fuga di notizie dipinge un quadro altrettanto desolante per i proiettili di artiglieria a disposizione dell’Ucraina. Seppellita in una pagina contrassegnata come “NOFORN” – il che significa che nessun cittadino straniero, nemmeno gli alleati, dovrebbe vederla – c’è una tabella logistica che mostra le consegne e i consumi per i proiettili da 155 mm. Questa parte è piuttosto scioccante.

Sappiamo da tempo che l’Ucraina sta affrontando una carenza critica di granate, ma i documenti trapelati rivelano quanto sia grave il problema. Il tasso di utilizzo dell’Ucraina in questo momento è molto basso – il rapporto afferma che, nelle 24 ore precedenti, erano stati consumati solo 1.104 proiettili – confrontati con i circa 20.000 proiettili che l’esercito russo spara quotidianamente. Ancora più allarmante per l’Ucraina è la nota secondo cui avrebbe solo 9.788 proiettili a sua disposizione.

Anche con un basso tasso di utilizzo, che metterebbe l’AFU in forte inferiorità, [gli Ucraini] hanno a disposizione una quantità di granate sufficiente a sostenere il combattimento per poco più di una settimana, facendo affidamento su un rivolo di consegne dagli Stati Uniti per mantenere stabili queste scorte. Il rapporto segnala una spedizione di 1.840 proiettili in partenza nelle 24 ore successive. Lotti di queste dimensioni sono ovviamente insufficienti per consentire all’Ucraina di ricostituire le proprie scorte e possono servire solo a sostenere i consumi quotidiani. Non c’è alcuna possibilità che l’America aumenti rapidamente le dimensioni di queste consegne, perché [negli stati Uniti] vengono prodotti solo 14.000 proiettili al mese. I funzionari statunitensi sperano di portare questo numero a 20.000 entro l’anno, ma questo è ancora inferiore all’attuale tasso di consumo dell’Ucraina.

L’implicazione è piuttosto semplice. L’Ucraina ha una dotazione quotidiana di proiettili che la rende incapace di offrire una potenza di fuoco poco più che simbolica e, probabilmente, dovrà convivere con questo razionamento di proiettili per tutta la durata della guerra.

Il quadro generale della potenza di combattimento ucraina è terribile. L’efficacia complessiva del combattimento ha un limite massimo dovuto alla carenza sistematica di proiettili e il pacchetto meccanizzato previsto per l’offensiva di primavera sarà molto meno potente di quanto annunciato. Le nove brigate create dalla NATO avranno l’equivalente della potenza d’urto di (se vogliamo essere generosi) forse quattro vere brigate a pieno regime, aumentate da tre brigate ucraine generate internamente e di dubbia qualità. Le speranze dell’Ucraina di un glorioso assalto al ponte terrestre russo verso la Crimea si baseranno, al massimo, su 400 carri armati e, forse, 30.000 uomini.

Se questa forza dovesse andare in pezzi contro le ben preparate forze russe nel sud, si porrebbe una domanda importante. Se questa è la migliore forza che la NATO può generare per l’Ucraina, come sarà la seconda squadra? Ci sarà un’altra forza? Questo pacchetto meccanizzato, sottodimensionato e sottoaddestrato, potrebbe essere per l’Ucraina l’ultimo serio lancio dei dadi di ferro [“If the iron dice must roll, may God help us.” Theobald von Bethmann-Hollweg, Cancelliere tedesco, 1 agosto 1914. N.D.T.]

Il quadro analitico americano

Se da un lato i documenti trapelati non dipingono certo un quadro incoraggiante della generazione di forze dell’Ucraina, dall’altro offrono uno sguardo altrettanto scioccante sullo stato dell’intelligence militare americana.

Una delle cose che salta subito all’occhio guardando i rapporti operativi (le pagine che mostrano le mappe dettagliate della situazione) è che il Pentagono sembra avere molte più informazioni sulle disposizioni russe che sulle unità ucraine. Le unità russe sono ampiamente descritte – le loro posizioni sono segnate con precisione, le denominazioni delle unità sono esatte, ci sono valutazioni su quali unità russe sono in grado di combattere o meno e ci sono stime molto specifiche sulla forza del fronte russo (ad esempio, 23.250 uomini sull’asse di Zaporizhzhia e 15.650 uomini sull’asse di Kherson).

Al contrario, alle unità ucraine non vengono assegnate valutazioni sulle capacità di combattimento, le loro ubicazioni sono indicate in modo più generale e ci sono enormi intervalli nella stima degli effettivi (da 10.000 a 20.000 uomini sull’asse di Donetsk – un enorme margine di errore!) Questo, tra l’altro, è un altro motivo per cui penso che i documenti siano autentici. Se l’intento fosse quello di fare disinformazione per confondere o ingannare i Russi, ci si aspetterebbe un’intelligence attendibile (ma falsa) sugli schieramenti ucraini – eppure, qui non c’è nulla di tutto ciò. Le forze e le disposizioni ucraine sono presentate in modo vago e inconcludente, quindi l’unica cosa che l’esercito russo potrebbe estrapolare da questo rapporto è che gli Americani non sanno davvero in che condizioni siano le forze ucraine.

In effetti, questa è la conclusione ineluttabile. Il Pentagono non sembra avere un’idea precisa della forza, della posizione o delle attività delle unità ucraine. Inoltre, riporta le vittime ucraine stimate in appena 16.000-17.500 unità. È un numero assurdamente basso: dove lo hanno preso? In effetti, è un copia-incolla diretto dei numeri delle vittime riportati pubblicamente dal Ministero della Difesa ucraino.

Il fatto che il Pentagono non sembri avere alcuna informazione indipendente sull’esercito ucraino è scioccante. Sembra che faccia affidamento ai numeri della propaganda ucraina e ai dati di schieramento pubblicamente disponibili, come la Deployment Map, open source. Per la cronaca, questa non è una critica al sito Deployment Map – uso spesso questa risorsa e la trovo molto utile. Il punto, naturalmente, è che il Pentagono, con le sue risorse quasi illimitate, non sembra avere alcuna visione unica o flussi di intelligence propri a questo proposito. Fanno un gesto vago sulla mappa e borbottano: “Probabilmente in quest’area ci saranno una o due brigate, forse 8.000 uomini. O forse 4.000. In realtà non lo sappiamo.” In effetti, tutte le loro valutazioni sulle forze degli assi [di attacco] dell’Ucraina hanno un margine di errore del 100% (con il limite superiore del range al doppio del limite inferiore).

Si può solo concludere che è la coda a far scodinzolare il cane. Gli ucraini sono in grado di estrarre materiale, addestramento e denaro dall’Occidente, ma, in cambio, c’è poca responsabilità e certamente manca un flusso di informazioni onesto. Già all’inizio della guerra c’erano state delle avvisaglie: l’Ucraina è una sorta di scatola nera che aspira risorse ma che, in cambio, non fornisce dati onesti; i funzionari americani si sono lamentati (e i leader ucraini hanno confermato) che Kiev, semplicemente, non dice quasi nulla a Washington. A quanto pare, a più di un anno dall’inizio del conflitto questo continua ad essere un problema. Una nota particolarmente allarmante nei documenti trapelati afferma che:

“Abbiamo scarsa fiducia nei tassi di logoramento e negli inventari russi (RUS) e ucraini (UKR) a causa delle lacune informative, degli sforzi OPSEC e IO e dei potenziali pregiudizi nella condivisione delle informazioni UKR.

Caspita.

Un’altra questione è la stima del Pentagono sulle perdite di veicoli russi. Sembra che, anche in questo caso, si tratti di un copia-incolla di stime esterne. Infatti, pare stiano usando le perdite di veicoli “documentate” dal progetto Oryx. Oryx è… interessante. In teoria, dovrebbero tabulare le perdite di equipaggiamento documentate visivamente, il che sembra molto scientifico e difficile da contestare. Inoltre, l’enorme quantità di immagini accumulate è un deterrente per la verifica: nessuno ha voglia di esaminare migliaia di immagini e tenere il conto.

Tuttavia, Oryx è stata sottoposta a un audit e non ha dato risultati soddisfacenti. Ci sono una serie di problemi che fanno sì che le perdite russe vengano sovrastimate, in alcuni casi in modo drastico. Tra questi, il doppio conteggio (più immagini dello stesso veicolo), l’errata identificazione di veicoli ucraini come perdite russe, il conteggio come persi di veicoli che non presentano danni apparenti, l’accettazione di immagini palesemente photoshoppate e così via. Un caso particolarmente eclatante: in un’immagine di un obice Msta ucraino l’equipaggio è stato cancellato con photoshop e il blindato è stato contrassegnato come pezzo d’artiglieria russo distrutto. Insomma, guardate qui:

Secondo Oryx si tratterebbe di un obice russo distrutto e non di un pezzo ucraino photoshoppato molto male. Si prega di ignorare la vistosa ombra.

Il problema è essenzialmente che Oryx raccoglie i dati in modo passivo, facendo sì che le persone sui social media inviino loro delle foto, che poi vengono viste e contrassegnate come perdite verificate. I social media, tuttavia, hanno un orientamento filo-ucraino, il che porta ad una marea di presunti veicoli russi distrutti, e Oryx sembra avere un filtro debole, che fa passare in modo acritico quasi tutte queste affermazioni. Di conseguenza, le perdite russe sono drasticamente sovrastimate, mentre quelle ucraine sono sottovalutate.

Ok, e allora? Lasciamo che Oryx porti avanti il suo piccolo progetto di conteggio, non ci sarà alcun danno – giusto? A quanto pare no. I documenti trapelati dal Pentagono dichiarano [per i Russi] 6.000 perdite di veicoli, accertate al 1° marzo, il che coincide con le affermazioni di Oryx (ora arrivate a 6.486 veicoli distrutti al 10 aprile). Si tratta di un dato che conferma i sospetti che il Dipartimento della Difesa americano stia sempre più esternalizzando l’intelligence all’OSINT (Open Source Intelligence). A questo punto è abbastanza chiaro che esiste un’amplificazione incestuosa tra l’OSINT e l’establishment politico e della difesa americano. Quando Oryx conta assurdi lavori di photoshop come hardware russo distrutto, questo diventa un dato significativo, che alimenta le [errate] valutazioni del Pentagono sul campo di battaglia.

Sembrerebbe che, come nel caso della generazione di forze e delle perdite ucraine, il Pentagono non abbia alcun tipo di visione certa o significativa. Sembra che qui non ci siano flussi di intelligence indipendenti, ma solo un insensato rigurgito di numeri della propaganda del Ministero della Difesa ucraino e di dubbi progetti open source, come Oryx. L’esercito americano sembra sempre più un vacuo simulacro delle sue glorie passate, in decadenza dietro una facciata di macchine scintillanti e bilanci gonfiati – un programma di lavoro tecnoburocratico da mille miliardi di dollari che si regge sui residui patriottici dei ragazzi americani degli Stati Repubblicani.

È da tempo evidente che il regime di Kiev non ha un vero e proprio piano, non ha un percorso preciso verso la vittoria e ha solo un rapporto tenue e ostile con la realtà. Molto più terrificante è il pensiero che il Pentagono faccia più o meno la stessa cosa.

La difesa aerea è sull’orlo del baratro

Un’ultima importante rivelazione emersa dalla fuga di notizie è lo stato di forte degrado della difesa aerea ucraina. In poche parole, l’Ucraina sta rapidamente esaurendo le munizioni, soprattutto per i suoi sistemi critici S-300 e BUK, e può sopportare solo altre due o tre ondate di attacchi prima di cedere completamente.

I sistemi di difesa aerea possono essere complicati da trattare per chi non ha familiarità con la nomenclatura. Questo perché sono necessari numerosi sistemi diversi per una moderna difesa aerea, che deve essere “stratificata” con diversi sistemi che intercettano i bersagli a varie altitudini, fasi di volo e traiettorie. Il discorso può diventare ancora più confuso perché i sistemi di lancio hanno sia una designazione russa che una designazione NATO e le loro munizioni hanno sigle diverse – per esempio, il sistema di difesa aerea che i russi chiamano S-300 è designato SA-10 dalla NATO, e utilizza una varietà di missili intercettori diversi che hanno nomi propri, come il 9M83. Se si moltiplicano questi dati per i diversi tipi di sistemi di difesa aerea attualmente in uso in Ucraina, si può capire come la situazione possa facilmente degenerare in un pantano di acronimi e numeri di serie.

In ogni caso, la cosa fondamentale da capire sui sistemi di difesa aerea è il concetto di stratificazione: se un nodo dello strato si guasta, non solo si perde la copertura dell’intero spettro, ma il tasso di usura dei sistemi rimanenti aumenta perché ora devono sopportare un carico eccessivo. L’Ucraina è ora quasi completamente priva di intercettori per i sistemi S-300 e BUK, che costituiscono la quasi totalità della sua difesa a medio e lungo raggio. Al ritmo attuale, si prevede che si esauriranno entro la prima settimana di maggio e [gli Ucraini] hanno dovuto fare scelte difficili su dove e cosa difendere. Non c’è alcuna prospettiva di acquisire altri intercettori per questi sistemi perché sono prodotti in Russia.

Per sostenere queste capacità, la NATO ha inviato in Ucraina i propri sistemi e ha organizzato corsi di formazione intensivi. Ciò che è degno di nota, tuttavia, è che la NATO ha scelto di inviare all’Ucraina sistemi nuovi. La Germania, ad esempio, in ottobre aveva inviato all’Ucraina quattro sistemi IRIS-T nuovi di zecca. Si trattava di un’arma all’avanguardia, alla sua prima uscita dalla fabbrica. L’aspetto negativo, ovviamente, è che, essendo nuova, non ci sono scorte di munizioni di produzione passata a cui attingere – quindi, sorpresa delle sorprese, i documenti del Pentagono trapelati affermano che l’Ucraina ha già utilizzato tutti gli intercettori IRIS-T.

La fuga di notizie ha inoltre rivelato che l’Ucraina sarà equipaggiata con due sistemi NATO più recenti: il Patriot PAC-3 di produzione americana e l’Aster 30-SAMP/T (mi scuso per questa denominazione orribilmente lunga, ma non ho un nome per questa diavoleria), che è una creazione congiunta italo-francese.

Ecco il problema. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti acquista solo 230 intercettori PAC-3 all’anno e il nuovo programma di approvvigionamento non aumenta affatto questo numero. Il sistema Aster è appena entrato in funzione e l’Italia e la Francia hanno stipulato contratti per la consegna di 700 missili nei prossimi anni.

Il significato di tutto ciò è abbastanza chiaro: il piano del Pentagono per rafforzare la difesa aerea ucraina costringerà la NATO ad attingere molto presto alle proprie scorte e vedremo ripetersi la situazione dell’artiglieria con gli intercettori della difesa aerea. Semplicemente non c’è un’eccedenza o una produzione su larga scala a cui attingere per rifornire l’Ucraina; si può ovviare solo consumando direttamente le scorte della NATO. Tutto questo avviene nello stesso momento in cui l’aviazione russa sta diventando sempre più assertiva, utilizzando nuovi kit di conversione che trasformano le colossali bombe FAB in bombe a planata e consentono lo sgancio da distanze di sicurezza.

Conclusione: addormentati al volante

A prima vista, la cosa peggiore di questa straordinaria fuga di notizie è il fatto che sia avvenuta. Si tratta di una violazione sconcertante e imbarazzante; sembra che un cittadino americano sia semplicemente uscito con documenti altamente riservati, che sono stati poi lasciati su un server Discord di Minecraft per un mese senza che nessuno se ne accorgesse. C’è da chiedersi come e, forse ancora più importante, perché qualcuno abbia fatto una cosa del genere.

Tuttavia, la fuga di notizie come atto di sotterfugio o tradimento è meno significativa di ciò che i documenti mostrano. Essi mostrano una vistosa mancanza di allerta o di pianificazione a lungo termine da parte del Pentagono. Sembra che la leadership americana debba gestire l’Ucraina come se fosse un buco nero, che aspira denaro e munizioni senza restituire nulla; non c’è una percezione sicura della forza del fronte ucraino, delle perdite o della pianificazione e il Pentagono sembra non avere alcun tipo di flusso di intelligence indipendente.

Nel frattempo, la situazione materiale in Ucraina si sta degradando rapidamente. L’artiglieria funziona a singhiozzo, con una razione di proiettili minuscola e senza scorte di riserva, alimentata da un rivolo di forniture proveniente dagli Stati Uniti. Anche la difesa aerea è logora e il piano per riparare questo importante ombrello difensivo rischia di diventare rapidamente vampiresco e di prosciugare le scorte di intercettori della NATO. L’intera logica strategica dell’Ucraina si è invertita. Invece di diventare un modo economico per prosciugare le forze armate russe, la NATO si ritrova ad esaurire le proprie scorte per sostenere l’emorragia dello Stato ucraino, senza che si intraveda un chiaro fine ultimo. Il proxy è diventato un parassita.

Non sembra esserci un piano a lungo termine per sostenere la guerra in Ucraina. I piani di approvvigionamento del Pentagono non indicano alcuna reale intenzione di aumentare la produzione di sistemi chiave. Per l’anno fiscale 2020, il Pentagono ha ordinato un modesto numero di 5.016 GMLRS, i missili lanciati dal famoso sistema HIMARS. L’Ucraina ha già sparato quasi 10.000 GMLRS, il che lo rende l’ennesimo sistema in cui i consumi ucraini superano di gran lunga le forniture.

Per salvare la situazione, Kiev deve riporre le sue speranze in un disperato lancio di dadi con un pacchetto d’attacco meccanizzato composto da brigate dimezzate che utilizzano un inventario disparato di veicoli e sistemi diversi. A questo mostro di Frankenstein di eserciti – cuciti insieme con una manciata di carri armati, IFV, APC e sistemi di artiglieria diversi, provenienti da tutti gli angoli dell’alleanza NATO – sarà probabilmente chiesto di sfondare le linee russe pesantemente fortificate e solidamente presidiate nel sud, dove verrà polverizzato e trasformato in pacciamatura per la steppa pontica.

Big Serge

Fonte: bigserge.substack.com
Link: https://bigserge.substack.com/p/russo-ukrainian-war-leak-biopsy
10.04.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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