Ecco perché l’offensiva invernale di Putin spingerà gli Stati Uniti ad entrare in guerra

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Mike Whitney
unz.com

“La guerra in Ucraina non è un gioco come Call of Duty. È un ampliamento della tragedia umana creata dall’espansione della NATO verso est. Le vittime non vivono in Nord America. Vivono in una regione che la maggior parte degli Americani non è in grado di trovare su una mappa. Washington ha spinto gli Ucraini a combattere. Ora Washington deve esortarli a fermarsi.” Colonnello Douglas MacGregor, The American Conservative

Volodymyr Zelensky non ha attraversato l’Atlantico per tenere un discorso al Congresso degli Stati Uniti. Non era questo lo scopo del suo viaggio. Il vero obiettivo era produrre un evento galvanizzante che creasse l’illusione di un ampio sostegno pubblico alla guerra. Ecco perché il discorso è stato trasmesso da tutti i media mainstream ed ecco perché il Congresso ha ripetutamente salutato Zelensky con applausi scroscianti. Ancora una volta, i quadri delle voraci élite che controllano le leve del potere politico in America sono determinati a trascinare il Paese in guerra, ed è per questo che ritraggono un “teppista in tuta da ginnastica” come un’icona di Churchill dai principi incrollabili. È tutta una questione di pubbliche relazioni. È un tentativo di raccogliere consensi per un conflitto che presto coinvolgerà giovani americani, uomini e donne, a cui verrà chiesto di morire affinché le ricche élite possano mantenere la loro presa sul potere globale.

Il viaggio di Zelensky a Capitol Hill è stato programmato in coincidenza con l’offensiva invernale di Putin, che si prevede schiaccerà le forze armate ucraine e porrà rapidamente fine alla guerra. L’amministrazione Biden comprende la situazione, ma non dispone di armi o di uomini in grado di influire sul risultato. Ciò non significa, tuttavia, che Washington non abbia un piano per prolungare il conflitto o per rafforzare le proprie forze sul campo. Ha un piano, come dimostra il modo in cui l’amministrazione ha rifiutato i negoziati in ogni occasione. Questo ci dice che Washington è ancora impegnata a sconfiggere la Russia a qualunque costo. In termini pratici, questo significa che gli Stati Uniti devono creare un incidente che serva da giustificazione per l’escalation. L’incidente potrebbe essere legato all’inaspettato viaggio di Zelensky a Washington o, forse, alla detonazione di un ordigno nucleare da qualche parte in Ucraina. Leggete questo estratto di un articolo di RT:

Il rischio che Kiev tenti di costruire una cosiddetta “bomba sporca” persiste tuttora, ha dichiarato un alto diplomatico russo….

“L’Ucraina ha tutti i mezzi necessari per costruire una ‘bomba sporca’, non ci vuole molto sforzo. Soprattutto perché l’Ucraina è una nazione avanzata nella tecnologia nucleare fin dai tempi dell’Unione Sovietica e possiede le tecnologie e le competenze,” ha dichiarato Mikhail Ulyanov ai giornalisti, come riportato da RIA Novosti mercoledi scorso…

Il generale Igor Kirillov, comandante della sezione militare russa responsabile della protezione delle truppe dalle armi di distruzione di massa, in ottobre aveva affermato che Kiev era “allo stadio finale” della produzione di una bomba sporca.” (“La minaccia radioattiva da Kiev persiste – Mosca”, RT)

I mezzi con cui potrebbe venire realizzato questo false flag sono del tutto irrilevanti. Ciò che conta è che – secondo l’analista politico John Mearsheimer – “gli Stati Uniti ci sono dentro per vincere,” in pratica l’establishment della politica estera statunitense non è disposto a lasciare che l’esercito russo prevalga in Ucraina e imponga una propria soluzione. Troveranno un modo per intensificare il conflitto e coinvolgere truppe straniere nel teatro bellico. Questo è l’obiettivo, ed è quello che faranno una volta trovata una scusa per l’escalation. In conclusione: Gli Stati Uniti non hanno intenzione di gettare la spugna e di chiudere la partita. Si tratta di un progetto a lungo termine che potrebbe trascinarsi per anni, se non decenni.

L’analista politico Kurt Nimmo pensa che la NATO potrebbe entrare nel conflitto. Ecco un breve estratto dal suo ultimo articolo su Global Research:

Se si può credere a Olga Lebedeva e Pravda.ru, la NATO sarebbe sul punto di entrare in guerra in Ucraina.

“Annunci del genere si erano sentiti da funzionari del Ministero della Difesa polacco, dello Stato Maggiore dell’alleanza NATO, da ufficiali dell’esercito francese e (naturalmente) dal Ministero della Difesa ucraino,” secondo la Lebedeva.

“Il motivo principale sarebbe la prossima offensiva generale russa prevista dalla NATO e che, a suo dire, decimerebbe l’esercito ucraino non solo nel Donbass ma anche sul fronte di Kiev (molte unità russe sono in stato di allerta in Bielorussia ai confini con l’Ucraina),” spiega il sito web russo Rusreinfo.ru.

Ma la NATO è sempre stata molto chiara: l’Ucraina non può perdere. Per Washington, l’unica soluzione sarebbe quindi che le forze della NATO entrassero in Ucraina, sperando che questo ponga fine all’offensiva russa. Il presupposto è che Vladimir Putin non vorrà affrontare direttamente la NATO con le possibili conseguenze (nucleari) e quindi si ritirerà.” (“La NATO decide di attaccare la Russia in Ucraina – L’Ucraina non è in grado di sconfiggere la Russia. Il prossimo passo è il coinvolgimento diretto della NATO,” Kurt Nimmo, Global Research).

Nimmo potrebbe avere ragione, ma forse no. A me sembra che la NATO sia irrimediabilmente divisa sulla questione. Alcuni Paesi della NATO non parteciperanno ad una guerra contro la Russia, indipendentemente dalle circostanze o dalle pressioni esercitate dalla Casa Bianca. Lo scenario più probabile è stato presentato dal colonnello Douglas MacGregor in un articolo pubblicato martedì su The American Conservative. Ecco cosa ha detto:

Il sostegno incondizionato dell’amministrazione Biden al regime di Zelensky a Kiev sta raggiungendo un punto di inflessione strategico non dissimile da quello raggiunto da LBJ nel 1965… Come il Vietnam del Sud negli anni ’60, l’Ucraina sta perdendo la sua guerra con la Russia… Il vero pericolo ora è che Biden appaia presto in televisione per ripetere la performance di LBJ nel 1965, sostituendo la parola “Ucraina” con “Vietnam del Sud”:

“Stasera, miei concittadini americani, voglio parlarvi della libertà, della democrazia e della lotta del popolo ucraino per la vittoria. Nessun’altra questione preoccupa così il nostro popolo. Nessun altro sogno assorbe così tanto i milioni di persone che vivono in Ucraina e nell’Europa orientale… Tuttavia, non sto parlando di un attacco della NATO alla Russia. Propongo piuttosto di inviare in Ucraina una coalizione di volenterosi guidata dagli Stati Uniti, composta da forze armate americane, polacche e rumene, per stabilire l’equivalente terrestre di una “no-fly zone.” La missione che propongo è pacifica, per creare una zona sicura nella parte più occidentale dell’Ucraina per le forze ucraine e per i rifugiati che lottano per sopravvivere ai devastanti attacchi della Russia.”

I governi della NATO, per quanto riguarda la guerra in Ucraina, sono abbastanza divisi. Ad eccezione della Polonia e, forse, della Romania, nessuno dei membri della NATO ha fretta di mobilitare le proprie forze per una lunga ed estenuante guerra di logoramento contro la Russia in Ucraina. Nessuno a Londra, Parigi o Berlino vuole correre il rischio di una guerra nucleare con Mosca. Gli Americani non sono a favore di una guerra con la Russia e quei pochi che la vorrebbero sono ideologi, politici opportunisti e superficiali o avidi appaltatori della difesa.” (“Washington sta prolungando le sofferenze dell’Ucraina”, Colonnello Douglas MacGregor, The American Conservative)

Questo, a mio avviso, è uno scenario molto più plausibile. L’amministrazione Biden arruolerà una manciata di Paesi che acconsentiranno al dispiegamento di truppe nell’Ucraina occidentale, apparentemente per motivi umanitari. Allo stesso tempo, permetterà a quello che rimarrà delle forze ucraine di continuare a bombardare a caso le aree controllate dalla Russia e obiettivi in territorio russo. Ci sarà senza dubbio uno sforzo per controllare i cieli sopra l’Ucraina occidentale (no-fly zone) e per condurre attacchi contro le formazioni russe ad est. Soprattutto, le vitali linee di rifornimento dalla Polonia rimarranno aperte per consentire il flusso di uomini, munizioni e armi verso il fronte. MacGregor sembra anticipare questi sviluppi, visti i suoi commenti all’inizio dell’articolo. Ecco cosa ha detto:

Durante un discorso tenuto il 29 novembre, il Viceministro polacco della Difesa nazionale (MON), Marcin Ociepa, ha dichiarato: “La probabilità di una guerra in cui saremo coinvolti è molto alta. Troppo alta perché noi si possa trattare questo scenario solo in modo ipotetico.” Il MON polacco starebbe pensando, per il 2023, di richiamare 200.000 riservisti per un addestramento di poche settimane, ma gli osservatori di Varsavia sospettano che questa azione potrebbe facilmente portare ad una mobilitazione generale.

Nel frattempo, all’interno dell’amministrazione Biden, cresce la preoccupazione che lo sforzo bellico ucraino possa crollare sotto il peso di un’offensiva russa. E, mentre il terreno nell’Ucraina meridionale finalmente si congela, i timori dell’amministrazione sono giustificati. In un’intervista pubblicata dall’Economist, il capo delle forze armate ucraine, il generale Valery Zaluzhny, ha ammesso che la mobilitazione e le tattiche russe stanno funzionando. Ha persino lasciato intendere che le forze ucraine potrebbero non essere in grado di resistere all’imminente assalto russo.” (“Washington sta prolungando le sofferenze dell’Ucraina,” Colonnello Douglas MacGregor, The American Conservative)

Il piano per attirare la Russia in una guerra in Ucraina risale almeno ad un decennio fa. E quello che sappiamo ora dai commenti dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel è che Washington non ha mai cercato una risoluzione pacifica del conflitto, ma ha sempre lavorato per installare a Kiev un regime che odiasse la Russia e che la aiutasse a portare avanti la sua guerra contro la Russia. Il concentramento di quasi 600.000 truppe da combattimento russe in Ucraina o nei dintorni minaccia di far deragliare la strategia di Washington e di terminare la guerra alle condizioni della Russia. Washington non può permettere che ciò accada. Non può permettere che il mondo veda che è stata battuta dalla Russia. Pertanto, Washington dovrà perseguire l’unica opzione rimastagli, il dispiegamento di truppe statunitensi in Ucraina.

Forse il sangue freddo prevarrà e l’amministrazione si ritirerà dall’orlo del baratro, ma, secondo noi, una cosa del genere è altamente improbabile. Pensiamo che la decisione sia già stata presa: Pensiamo che gli Stati Uniti entreranno in guerra con la Russia.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link:24
22.12.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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