Ecco come andrà a finire

DI SANDOKAN

sollevazione.blogspot.com

Marcello Veneziani, uomo di destra a tutto tondo, si chiede, dopo l’agrigentino avviso di garanzia, quale sarà la sorte di Matteo Salvini.
Il titolo del suo pezzo è assertivo e profetico: “Ecco come andrà a finire”. Veneziani prevede che Salvini, malgrado sulla questione dell’immigrazione goda di un consenso oceanico, sarà fatto fuori. Da chi? Dall’onnipotente solita élite oligarchica in sodalizio con la sinistra in tutte le sue sfumature.
Veneziani conclude quindi il suo articolo scrivendo:

«Per questo so come andrà a finire. Il consenso a Salvini prima o poi si sgonfierà, quando vedranno che non potrà dare i frutti sperati, che il loro Tribuno sarà isolato, le sue decisioni saranno sistematicamente smantellate dai Palazzi. Allora gli italiani si adatteranno, come sempre hanno fatto, abbozzeranno perché non vogliono mica imbarcarsi in una guerra civile. Si rifugeranno nelle tv e negli smartphone. E quello stanno aspettando gli sciacalli e le iene variamente disseminati nei media, nei tribunali, nei palazzi di potere. D’altra parte, è vero, non si può pensare di governare senza creare una classe dirigente, senza dotarsi di una strategia, ma soltanto a pelle, a orecchio, a botte di tweet, video e like. E così resterà quel divario assoluto tra la gente e il potere, ognuno troverà l’alibi per farsi i fatti suoi. E l’Italia sarà bell’e fottuta».

Al giudizio apologetico di Salvini e della sua crociata anti-immigrati fa da contraltare quello sprezzante, rancoroso (e francamente fascistoide)  sul “popolino italiano”.
E’ plausibile che vada a finire così?
Sì, lo è. E’ possibile che Salvini, lasciato eventualmente solo dai Cinque Stelle e dai boiadi nordisti della Lega, venga lasciato solo e che a qual punto il sistema, dopo avergli permesso di salire alle stelle lo getti nelle stalle. Una delle tante meteore italiane insomma.
Andrà a finire così se Matteo si lascerà inchiodare alla croce dell’immigrazione. Se insomma resta prigioniero del suo ordine del giorno, che è oramai ben accetto dall’élite e su quell’albero vorrà impiccarlo.
Non andrà a finire così se Salvini farà finalmente la mossa del cavallo.
Dovrebbe smettere di picchiare ossessivamente sul tasto dell’immigrazione, prendere atto che facendolo fa il gioco dei suoi nemici.
Dovrebbe cambiare spartito e musica e picchiare sul tasto che l’élite davvero teme, quello della politica economica e sociale. Nove italiani su dieci (anche quelli che hanno votato a sinistra e a destra) sperano che questo governo imprima una svolta seria per quanto attiene a lavoro, pensioni, reddito, sanità, scuola…
Lo farà?
Lo vedremo presto, nei prossimi mesi.
Vedremo se davanti all’euro-oligarchia si farà paladino della sovranità popolare e nazionale (per ciò stesso democratica) o se diventerà uno dei tanti Masaniello d’Italia.

Ps

Con tutto il rispetto che si deva a quella figura  tragicomica di Masaniello, capopolo, fatto diventare Viceré, e poi finito ammazzato da scagnozzi dall’aristocrazia.

Sandokan

Fonte: http://sollevazione.blogspot.com

Link: http://sollevazione.blogspot.com/2018/08/la-sorte-che-spetta-salvini-di-sandokan.html

30.08.2018

Pubblicato da Davide

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5 Commenti

  1. “Dovrebbe cambiare spartito e musica e picchiare sul tasto che l’élite davvero teme, quello della politica economica e sociale”
    Da affermazioni di questo genere traspare quello che in realta’ l’autore nel suo “sub-conscio” (ma neanche tanto “sub”) vorrebbe: la caduta di questo governo. Il perche’ poi vallo a sapere, forse anche solo per dimostrare che “avevo ragione io!”.
    Il “tasto” della politica economica e’ proprio il tasto su cui non si puo’ “picchiare”, avresti la “tempesta perfetta” che ti arriva addosso. In politica economica bisogna essere strateghi, cercare di arrivare a quello che vuoi arrivare in modi e tempi “intelligenti”.

  2. Comunque gli italiani con o senza salvini restano sempre italiani. Nell’euro, nell’europa idem. Le connotazioni caratteriali del popolo indipendentemente dai leader rimangono inalterate. Amen

  3. Quando ho letto “intellettuale di destra” ho capito che l’autore è veramente scarso. La destra ha storicamente dimostrato che non usa mai l’intelletto, e risponde solo a logiche altre. Giusto o sbagliato non voglio giudicare, ma se mi si continua a ravanare la fava con l’intelletto a destra, mi scoccia.

  4. Ad onor del vero, bisogna dare atto a Di Maio di essere l’unico politico che ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente in tv i Benetton & compagnia politica PD, responsabili di quell’orrendo sistema di concessioni e appalti truccati, che vede uniti nella stessa gigantesca mangiatoia il PD e Berlusconi. Il PD non è un partito, è semplicemente la “classe politica”, riunitasi nel PD con i resti della vecchia DC e PCI, di quella borghesia parassitaria e “stracciona” (Lenin), che definire corrotta è un eufemismo (v. Telecom, MPS ecc.). Di Maio ha avuto anche il merito di proporre le nazionalizzazioni dei monopoli naturali in piena controtendenza rispetto al pensiero unico liberista, gettando nello sgomento quei circoli del potere, ma anche, in parte, l’alleato leghista, legato (mi si perdoni il gioco di parole) ad un’ideologia di liberalismo e di capitalismo puro e produttivo, inesistente in questa fase di capitalismo finanziario globalizzato.
    Alcune piccole fratture, almeno di linguaggio, fra Lega e M5S su questa questione si sono già manifestate, c’è solo da sperare che non si giunga ad una rottura del patto di governo. I due leader devono capire che la Lega non può essere totalmente di “destra” e deve respingere le sirene berlusconiane , nello stesso tempo, il M5S non può essere totalmente di “sinistra”, anche se è già attiva al suo interno la quinta colonna del PD (Fico), che fa il controcanto alle proposte di Martina di confrontarsi con il PD, guarda caso, proprio sui “valori” e non sulle scelte politiche.

  5. Battere sul chiodo dell’immigrazione ha accresciuto il consenso di Salvini in maniera esponenziale, la Lega ha una fetta considerevole di sostegno, oggi si aggira virtualmente attorno al 30% e la sua politica migratoria mi pare condivisa da buona parte degli italiani. Ricordo che il Carroccio sino ad un anno fa aveva meno della metà del sostegno attuale. A settembre potremo appurare il comportamento che intende intrattenere il governo con l’Europa, vedremo se rifiuterà il limite del 3%, se svilupperà politiche espansive, se rigetterà gli anatemi dei che i burocrati gli lanceranno, constateremo se dimostrerà di essere una reale minaccia, un grimaldello che possa scardinare la gabbia eurocratica o solo un governo eterodiretto e funzionale.