Decoupling sociale in fase avanzata

La chiave per vincere? Organizzarsi. Dalle manifestazioni al mondo parallelo.

di Redazione Blog Giubbe Rosse

Le immagini che ci arrivano ogni sabato dalla Francia da cinque settimane ci dicono che c’è una parte non trascurabile del paese che non ci sta. Una parte di Francia che oggi scende in piazza esasperata dalle draconiane misure del Pass Sanitaire, ma che già nel recente passato aveva mostrato segni di insofferenza contro le politiche sociali ed economiche del governo Macron, come testimoniano i quasi due anni di manifestazioni dei gilets jaunes, interrotte solo temporaneamente dal Covid e dai lockdown ad esso associati.

Anche in Italia assistiamo a una situazione analoga. Le manifestazioni estive contro il Green Pass sono la punta dell’iceberg, la testimonianza contingente di un disagio e di un’inquietudine più profonda verso gli stessi capisaldi su cui si fonda il governo Draghi: liberismo, europeismo radicale, smantellamento dello stato sociale e dello stato nazionale, accettazione indiscussa della priorità degli organismi sovranazionali in campo economico, politico e, più recentemente, sanitario sui diritti individuali e sul diritto all’autodeterminazione. Una parte di Italia difficile da individuare, non perché piccola, ma perché priva di un leader riconosciuto, di un partito di riferimento, di un’ideologia definibile con i parametri usati fino al secolo scorso e, pertanto, fatalmente nebulosa e quasi indistinguibile. C’è, ma si fatica a vederla. All’ultimo piano, però, sanno bene che è ben più ampia e pericolosa di quelle poche migliaia che sfilano per ora nelle piazze nei torridi sabati di luglio e agosto. E non sono affatto tranquilli.

Il vero punto non è quanto grande sia questa parte di popolazione, in Francia come in Italia (ma il discorso potrebbe essere facilmente allargato al resto d’Europa e agli Stati Uniti). I numeri, come noto, cambiano. Il vero punto è se e in quale misura questa parte di popolazione, ancorché oggi probabilmente minoritaria, sarà capace in futuro di organizzarsi. Perché c’è un’enorme differenza tra un 40%, un 30% o anche solo un 10% organizzato e coeso e un’equivalente porzione di società disorganica, frammentaria, sfilacciata, priva di riferimenti e obiettivi. Nel primo caso abbiamo a che fare con un’opposizione pressoché impossibile da sradicare, con la quale i governi devono prima o poi fare i conti e venire a patti. Nel secondo con una protesta e una resistenza fatalmente destinate a essere assorbite. Chi si oppone, ma non può contare su una rete organizzata di mutuo soccorso, presto o tardi è costretto a cedere. Non per volontà, ma per mancanza di alternative. Quel che è certo è che questa spaccatura è difficilmente ricucibile. Anzi, tutto indica che è destinata in futuro ad allargarsi ulteriormente.

Da tempo la società occidentale si sta sfaldando in due grossi tronconi, due monadi autonome che ormai non comunicano più tra loro e sembrano ogni giorno di più intenzionate a procedere separatamente. Questo fenomeno non è certo nato oggi. Con la pandemia nel 2020 e la stretta autoritaria dei governi nel 2021 ha subito, però, una forte accelerazione. Troppo grande è ormai la distanza tra chi identifica la politica, la scienza, la società con ciò che ogni giorno raccontano i mainstream e chi, invece, percepisce, ascolta, studia, vive una realtà completamente diversa sul territorio e sulla propria pelle. Impossibile trovare un punto di contatto tra chi sogna un mondo governato da pochi organismi decisionali sovranazionali e, anzi, in ciò vede la realizzazione di un improbabile sogno multiculturale e multietnico e chi, invece, si oppone a questo progetto difendendo le libertà individuali, i diritti conquistati dalla nostra civiltà in secoli di lotte, il diritto all’autodeterminazione, il diritto al dissenso. Due visioni del mondo, due visioni della società, due visioni della nazione semplicemente inconciliabili tra loro. Alcuni esempi potranno chiarire meglio ciò di cui stiamo parlando.

I meno giovani tra i nostri lettori ricorderanno certamente i talk show di 25 o 30 anni fa, quando vigeva la cosiddetta par condicio e si era soliti invitare nelle trasmissioni un egual numero di esponenti della maggioranza e dell’opposizione, se non altro nella speranza di aumentare l’audience e la visibilità del programma presso il maggior numero possibile di telespettatori. Niente di tutto ciò sembra rimasto oggi. I talk show si sono ridotti a conventicole chiuse, con indici di ascolto per lo più modesti, dove gli invitati vengono scelti da due o tre potentissime agenzie di consulenza strategica di comunicazione e sono, quindi, inevitabilmente sempre gli stessi, dove il dibattito avviene all’interno di confini rigorosi, ritenuti ideologicamente e politicamente ammissibili, dove si escludono fin dall’inizio voci realmente dissenzienti e discordanti, dove la diversità tra i partecipanti è data più dalla personalità e dall’individualismo che da reali differenze politiche o ideologiche. Oppure pensiamo ai sempre più decadenti quotidiani a tiratura nazionale, che da anni si dibattono disperatamente per sopravvivere alla chiusura cercando di rivolgersi a un target di pubblico ben definito e sempre più circoscritto, consapevoli dell’impossibilità di raggiungere fasce di pubblico che ormai semplicemente “parlano un’altra lingua”. I media mainstream sembrano aver abbandonato ogni velleità di raggiungere quello che un tempo si chiamava il grande pubblico. Consapevoli che questo obiettivo è ormai un’utopia nella società di oggi, mirano selettivamente a una fascia di pubblico che sanno essere raggiungibile e di cui conoscono bene l’orientamento, le sensibilità, gli umoriFingono che l’altra parte della società semplicemente non esista e deliberatamente la ignorano. Il concetto di totalità, ammesso fosse raggiungibile in passato, oggi è consapevolmente scartato fin all’inizio.

Oppure, più recentemente, pensiamo all’esclusione di un’intera fetta della comunità scientifica dal dibattito sulla pandemia, rea di aver sollevato obiezioni sull’uso indiscriminato dei vaccini come unica arma per combattere il SARS-CoV-2 in tutte le fasce di età. Virologi, epidemiologi, immunologi, fisici, biostatistici di fama mondiale, in qualche caso premi Nobel, tutti improvvisamente dimenticati, in qualche caso persino derisi dalla nuova schiera di televirologi e sedicenti debunker, che da due anni dispensano certezze e verità conclusive in TV con presunzione illimitata di chiaroveggenza. Una parte di comunità scientifica che, per titoli accademici, riconoscimenti e uso rigoroso del metodo scientifico, ha ben poco da invidiare a quella dominante, eppure viene trattata oggi come di serie B o, nel migliore dei casi, ignorata. Oppure pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni negli Stati Uniti, dove stati diversi stanno adottando sul piano delle misure di profilassi contro il Covid-19 un approccio così antitetico tra loro che si stenta a credere provengano dalla stessa nazione. Se a New York il sindaco De Blasio imporrà a partire da settembre l’esibizione di un attestato di vaccinazione per accedere a qualunque locale o attività al chiuso[1], i governatori di Texas[2] e Florida[3] stanno vietando l’obbligo nell’uso della mascherina nelle scuole del loro stato, in aperta sfida alle linee guida della CDC e del Dipartimento dell’educazione.

Potremmo andare avanti per ore citando centinaia di esempi. La scissione appare ormai in atto a tutti i livelli, dalla politica, all’economia, all’informazione, alla concezione dello stato nazionale e della sua funzione nella società e nell’economia, al concetto di servizio pubblico di fronte al ruolo sempre più pervasivo e asfissiante delle multinazionali private, alla percezione dell’identità individuale e collettiva, alla visione delle tradizioni culturali, linguistiche e artistiche e alla loro preservazione come patrimonio identitario, fino al concetto stesso di scienza e della sua finalità ultima. Diversamente dal passato, quando maggioranza e opposizione dibattevano attorno a una base di valori giuridici ed etici condivisi, che consideravano un recinto comune e insuperabile, oggi è proprio quella base condivisa a venire meno. La libertà di scelta, ad esempio, oggi non è più considerata dai decisori politici e da una cospicua parte della società come un principio inalienabile, bensì come un diritto implicitamente limitato che deve essere sacrificato laddove si impongano presunti obiettivi di interesse generale considerati indiscutibili e irrinunciabili. Pensiamo, ad esempio, all’assioma di vaccinare l’intera popolazione per raggiungere l’immunità di gregge contro il SARS-CoV-2 o a quello della transizione energetica, finalizzata a ridurre le emissioni di CO2 e combattere i cambiamenti climatici. Dietro un simile approccio si nasconde evidentemente una convinzione radicata nell’arco di decenni, che oggi viene considerata una verità ultima al di là di ogni ragionevole dubbio. Chi osa metterla in discussione merita solo la censura e l’esclusione. Anche la libertà di espressione e di pensiero non è più un principio inviolabile per molti. Il pluralismo esiste ormai solo a livello teorico. Viene invocato per lo più quando si vorrebbe esaltare la superiorità morale della cosiddetta “società libera” rispetto ad altre forme di organizzazione sociale e politica considerate “non libere” o “meno libere”. Succede, però, che è quella stessa parte di società oggi a mettere per prima in discussione il principio di democrazia e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e a invocare la censura del dissenso non appena vengono messi in discussioni assiomi considerati inoppugnabili e irrefutabili. Si pensi, ad esempio, alle recenti esternazioni di politici e personaggi pubblici nei riguardi della categoria dei no vax, ai quali oggi si vorrebbe negare non solo il diritto di parola, ma anche il diritto a esercitare la propria professione e a partecipare alla vita sociale. O alla demonizzazione di chiunque metta in discussione la sacralità dell’Unione Europea e della moneta unica. O a come la censura di migliaia di account sulle reti sociali durante l’ultimo anno sia stata non solo tollerata, ma in molti casi addirittura difesa e salutata con entusiasmo da coloro che si definiscono difensori dei valori democratici e amano richiamarsi a principi e valori suppostamente liberali.

Naturalmente, lo stesso accade dall’altra parte. La cosiddetta informazione alternativa, che ormai sembra aver scelto Telegram come piattaforma privilegiata (anche perché spesso orfana di Facebook, Twitter o Instagram, da cui è stata di fatto esclusa), non ha né voglia né interesse ad ascoltare i mainstream e a confrontarsi con quella parte di popolazione che si affida ad essi per informarsi e si mostra sempre più ostile e indisponibile al confronto con chi dissente. Fatalmente anche questa parte tende a cristallizzarsi attorno a posizioni e principi assoluti e irrinunciabili e a chiudersi in se stessa, anche perché spesso obbligata a farlo dalla censura e dall’esclusione della maggioranza.

Il dialogo è ormai possibile solo entro determinati confini. Ognuna delle due monadi comunica solo al proprio interno e non con l’esterno. Procede da sola, in modo autonomo rispetto all’altra. Due mondi paralleli, che si allontanano sempre più tra loro come nella deriva dei continenti. Ognuno parla alla propria bolla, difficilmente riesce a trascendersi e ad andare oltre se stesso. Anche perché, nel momento in cui si azzarda a farlo, fatalmente va incontro o a resistenze o a qualche forma di censura. La spaccatura è sempre più evidente e profonda e non si intravedono, al momento, segnali che lascino presagire un’inversione di rotta.

Occorre prendere atto che questo fenomeno è ormai irreversibile e guardare oltre. Passata la fase della resistenza, è tempo di pensare in fretta alla fase successiva: quella dell’organizzazione. Non basta semplicemente dire di no, anche perché gli spazi per il dissenso si sono ormai ridotti a zero e dall’altra parte nessuno si sente in dovere di fare sconti o concessioni. Qualcuno seriamente pensa che vi siano margini di discussione con chi, non pago dell’imposizione del Green Pass, chiede apertamente di privare i cosiddetti no vax del diritto all’assistenza sanitaria, del diritto al voto o del diritto al lavoro, con la tracotanza di chi si sente dalla parte della scienza e dalla parte giusta della storia e, pertanto, in diritto di decidere anche sulla vita altrui? Qualcuno seriamente si illude che la magistratura possa fermare questa deriva autoritaria dopo aver letto lintervista di Sabino Cassese a Il Messaggero? Anche immaginando che esistano oggi forze politiche seriamente intenzionate a invertire la rotta (facendo uso della fantasia senza risparmio), qualcuno seriamente crede di riuscire a cambiare il corso della storia attraverso le elezioni, ora che è ufficialmente partita, grazie a un emendamento al decreto Semplificazioni, la sperimentazione del voto elettronico, che in futuro interesserà fino a 7,5 milioni di aventi diritto per le elezioni europee, politiche, amministrative e i referendum (diciamolo apertamente: quanto basta per ribaltare all’occorrenza qualsiasi risultato elettorale)? Chiunque si illuda di poter vincere questa guerra usando le armi del nemico dovrà presto constatare che il nemico ha già occupato da tempo tutti gli spazi e anticipato tutte le nostre possibili contromosse. Partiti politici, magistratura, istituzioni finanziarie, agenzie regolatorie, organismi decisionali scientifici e giudiziari, comitati tecnici vari. Parlano tutti la stessa lingua e puntano tutti allo stesso obiettivo. Una volta stabilito che la verità può essere una sola, la loro, non c’è più spazio per altre verità. Già oggi impongono la loro volontà e le loro leggi con la forza. E il bello è che ricevono pure il plauso di milioni di persone, convinte che la limitazione della libertà altrui sia la condizione necessaria per la propria sopravvivenza.

La frattura sociale, la rottura dell’unità democratica, la progressiva scissione di una parte della società dal blocco originario non sono una scelta: sono la fatale conseguenza della crescente intolleranza del pensiero dominante verso ogni forma di pensiero non allineata e non assimilabile, l’inevitabile esito della negazione di una visione dialettica della politica, della scienza, della società.

Come dicevamo già nel nostro vademecum di fine anno, un’epoca si sta chiudendo e in quella nuova che si apre semplicemente non c’è spazio per chi non si allinea. O si obbedisce o si è fuori. Se non fate parte di quella maggioranza che, per convinzione o per conformismo, ha già scelto la prima opzione, allora oggi non avete alternative: dovete iniziare fin da subito a organizzarvi. Servono reti di medici disposti a prescrivere terapie domiciliari e a fornire assistenza sanitaria di emergenza per chi si ammala di Covid, reti di avvocati pronti a difendere cittadini, esercenti, categorie che verranno discriminate dal Green Pass o dall’obbligo vaccinale, reti di ristoratori, albergatori, esercenti che creino zone franche, reti di insegnanti disposti a dedicare qualche ora del loro tempo agli alunni che, per un motivo o per l’altro, verranno esclusi o marginalizzati dalla scuola, reti di studenti universitari che facciano sentire la loro voce contro il Green Pass, reti di tecnici, professionisti, esperti disposti a fornire consulenza pratica per i problemi più immediati. Le manifestazioni sono l’espressione di un dissenso e di un rifiuto, devono diventare un momento di aggregazione, il primo passo verso la creazione di nuove forme di associazione e organizzazione interpersonale, l’embrione di nuove reti di mutuo soccorso quanto più possibile radicate e ramificate sul territorio, che annoverino al proprio interno professionalità ed esperienze ampie e variegate. Possibilmente con la partecipazione di produttori locali, artigiani, piccoli imprenditori. È da questa base, per quanto all’inizio fatalmente minimalista ed emergenziale, che un giorno potrà nascere qualcosa di più grande, una comunità, un vero movimento politico e, chissà, magari una nuova moneta. Siamo troppo pochi, dite? Anche solo il 5%, in un paese come l’Italia, rappresenterebbe circa 3 milioni di cittadini. Quanto basta per iniziare a far paura ed essere presi sul serio. Senza mai dimenticare che il mondo non è governato dalle maggioranze, ma da minoranze coese e compatte che condividono ideali e obiettivi. Del resto, è così che da sempre funzionano le lobby. Naturalmente, è nostra convinzione che quella percentuale sia potenzialmente assai maggiore. Ma è bene partire con aspettative basse e obiettivi minimi. Sempre tenendo conto che per un governo è molto più facile avere la meglio su un 50% di popolazione irrequieta, ma disorganizzata che su un 5-10% di popolazione dissidente, ma compatta, unita, organizzata.

Non fatevi illusioni, però: il decoupling non è un processo indolore. È una rottura e ogni rottura comporta per definizione delle perdite. Mettete in conto fin d’ora di perdere amicizie, di entrare in conflitto con familiari, colleghi, conoscenti, di dover cambiare la vostra meta turistica abituale, la vostra trattoria preferita, la scuola di vostro figlio, la vostra palestra, le vostre abitudini. Se finora avete avuto il coraggio di tenere fede alle vostre convinzioni, certamente avrete già avuto la spiacevole sensazione di sentirvi soli. Se non vi è già successo, vi capiterà a breve. Ebbene, il primo passo da compiere in questo caso è iniziare a pensare che non siete soli. Il secondo è che tutto questo non sta accadendo perché lo avete deciso voi. Sta accadendo perché milioni di persone si sono lasciate convincere ad accettare passivamente un assioma e una serie di regole, che spesso neppure comprendono, ma che trovano conveniente applicare per bias di autoconferma, per convenienza, per semplice quieto vivere, perché così dice la TV, il giornale, il vicino. Non siete voi ad aver escluso loro. Sono loro che non vi vogliono e che non sono disposti ad ammettere altra possibilità se non la vostra resa incondizionata e la vostra obbedienza. Oggi vi dicono “Vaccinatevi e basta”, domani vi chiederanno, con l’insolente fideismo degli stolti, di rinunciare agli ultimi residui di privacy e di libertà personale, ovviamente sempre in nome della sicurezza generale, del bene comune, della salvaguardia “dei più deboli”. Se vi illudete che la doppia dose basterà a restituire la libertà a voi e a vostro figlio, a farvi sentire come gli altri, a ripristinare la normalità alla quale eravate abituati, preparatevi a rimanere presto delusi: indietro non si torna, il mondo che abbiamo vissuto prima del 2020 non tornerà più. Dopo la seconda dose, arriverà la terza, poi la quarta, poi fatalmente arriverà quello a cui lavorano minuziosamente da tempo: il controllo totale della vostra vita o, come lo chiama qualcuno, il capitalismo della sorveglianza[4].

Quello in corso è un cambiamento epocale e non lo avete deciso voi. Perderete affetti ed amicizie, è fatale. Ne farete di nuove entrando in contatto con persone che condividono i vostri ideali e le vostre convinzioni, persone di cui, magari, fino a ieri ignoravate l’esistenza. Il processo è già in atto e non si può fermare. Non resta che farsene una ragione e accettare, con un po’ di fatalismo se vogliamo, che cambiare è un puro e semplice atto di adattamento per la propria sopravvivenza.

Redazione Blog Giubbe Rosse

17.08.2021

Link all’articolo originale: http://giubberosse.blog/2021/08/17/decoupling-sociale-in-fase-avanzata-la-chiave-per-vincere-organizzarsi-dalle-manifestazioni-al-mondo-parallelo/

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Mark.Twain
Utente CDC
24 Agosto 2021 20:27

Come dice l’autore l’unico modo per resistere, in qualche modo, è unire le forze.
Anch’io sono convinto che, prima o poi, dovrò mandare a quel paese cari e vecchi amici. Li ascolto da mesi, e non vedo il benchè minimo indizio di risveglio. Alcuni parlano della 3 dose come la mia auto richiede benzina perchè il serbatoio è in riserva. Automi…
Che fare perciò? Prendiamo qualche paesino sperduto e ormai abbandonato e li trasformiamo in enclavi liberi da questa follia? Tornare alla terra (ovviamente sopra, non sotto :-)) è forse l’unico modo per riappropriarsi della nostra identità più interiore.

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Mark.Twain
24 Agosto 2021 21:21

Si però funziona solo se adottiamo il pashtunwali :-))

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
25 Agosto 2021 0:06

Senza kalashnikov, addio pashtunwali…

fuffolo
Utente CDC
Risposta al commento di  Mark.Twain
25 Agosto 2021 11:58

Ci si salva da soli imparando a sopravvivere autonomamente. Ognuno con il suo piccolo gruppo.

danone
Utente CDC
24 Agosto 2021 21:36

Su questi discorsi ci sono da anni e vi posso assicurare che il tema della moneta è uno dei primi da affrontare, non degli ultimi, qualora si faccia sul serio nell’organizzazione di nuove realtà indipendenti.
E’ necessario svincolarsi presto dalle logiche predatorie del neo-liberismo e delle sue regole monetarie deleterie.
Qualunque realtà alternativa che si voglia affermare e crescere con le sue forze, non può se prima non si è liberata dalla morsa degli usurai e di chi ne regge il bordone legale-istituzionale-politico.
Moneta vuol dire molte cose, quello che va capito che all’inizio, per delle piccole realtà che cercano di rendersi autonome, la prima cosa da ottenere è l’auto-sostentamento e questo significa scambi di beni e servizi fra di noi. Questi scambi fin da subito è bene capire come farli, perchè se troviamo la chiave giusta e c’è, allora questi scambi cresceranno naturalmente in parallelo alle nuove realtà e alle esigenze ed ai bisogni che si verranno a formare, già libere da vincoli e lacciuoli del rimanere legati alla moneta ufficiale e alle sue leggi, che impedirebbero lo sviluppo fin da subito di ogni realtà veramente indipendente.

Ultimo aggiornamento 24 giorni fa effettuato da danone
Papaconscio
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
24 Agosto 2021 22:00

Ciao Danone secondo me molti spunti potrebbero venire dallo studio delle misiones bolivariane o della Giamahiriya di Gheddafi, ma anche delle idee di Niccolò Bellia.

Ultimo aggiornamento 24 giorni fa effettuato da Papaconscio
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Papaconscio
24 Agosto 2021 22:26

Assolutamente si, moltissime comunità locali terzomondiste hanno dovuto arrangiarsi con sistemi monetari alternativi locali, se no morivano letteralmente di fame sotto l’economia neo-liberista.
Di progetti funzionanti nel mondo attualmente c’è ne sono tantissimi.
Il progetto del Bellia è interessante, ma è già di un livello di proposta per una nazione, a noi servono sistemi di scambio molto più elementari, dalla gestione semplice e diretta.
Personalmente sono per l’auto-emissione del mezzo di scambio, come garanzia di vera libera iniziativa indipendente, ovviamente all’interno di convenzioni già belle chiare e precise.
Interessante è il sistema dei tally stick, (tacche su bastoncini) che funzionò nel medioevo in Europa, specie in Inghilterra.
Ovviamente oggi abbiamo le piattaforme digitali che nella contabilità sono un supporto indispensabile.

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da danone
BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
25 Agosto 2021 0:30

Scusate ragazzi, non voglio fare il guastafeste, ma le piccole realtà indipendenti potrebbero esistere solo nell’eventualità di un crollo sistemico. Finché il mostro rimane in vita, e anzi va stringendo la morsa, ci vedremo costretti semmai alla semi-clandestinità. Non penserete mica che, mentre assoggettano i loro sudditi alla tirannia digitale, ci lascerebbero vivere tranquilli e felici nei nostri villaggetti, la sera suonando la chitarra attorno al fuoco?
Suvvia…

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
25 Agosto 2021 1:01

Non nego che tu possa avere ragione a metterla così, forse è lo scenario più probabile il tuo Bruno, nel qual caso non ci sarebbe bisogno di organizzare nessuna strategia, il problema sarebbe la nuda e cruda sopravvivenza.
In qualunque altro caso, ammettendo spazi possibili di incontro e piccoli margini ancora possibili di autonomia, c’è bisogno di una progettualità e di una strategia comunque, ed è quello che almeno io cerco di imbastire con chi c’è.
Non fare nulla perchè il potere non ci lascerebbe spazi di libertà, è la mossa più sbagliata.
Il sistema crolla proprio perchè noi lo facciamo crollare con la nostra capacità di crearci nuovi spazi associativi e comunitari, in caso contrario il sistema non crollerà.

Mark.Twain
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
25 Agosto 2021 18:36

No, non lo credo. Ma, ormai è chiaro che chi voleva capire l’ha fatto, gli altri non li sveglieremo più.
Credo che, piccole comunità chiuse sia dall’ignoranza del gregge, nel senso che saremo (siamo!) dei paria, cioè gente da tenere alla larga, sia dal interno, mantenendo i contatti con l’esterno al minimo indispensabile, potrebbero diventare come i panda o i gorilla di montagna. Chi va a rompergli le scatole a parte qualche naturalista?
Lo so, diventare delle specie di “fenomeni da baraccone” non è il massimo e fa ridere pure me ma, penso sia l’unico modo per poter sperare nella ops… loro “benevolenza”.
Sennò, rimane una sola opzione: trovare un luogo dove pare, ripeto, pare non toccato da questa farsa e trasferirvici seduta stante.

gix
Utente CDC
24 Agosto 2021 22:23

Da apprezzare soprattutto lo sforzo finale verso una soluzione che consenta di sopravvivere, mediante il principio di superamento del sistema attuale e l’organizzazione di un nuovo sistema con basi condivise. Mi scuso per le descrizioni in prima persona, ma serviranno per farmi capire meglio. Oggi ho assistito ad una strana convergenza di affermazioni tese a demoralizzare il più possibile la resistenza psicologica di chi ancora è deciso ad opporsi, sulla quale invito a riflettere. Su vari canali e siti web (non ci deve interessare quello che viene dichiarato sull’informazione controllata) è andato in scena lo psicodramma dell’obbligo vaccinale, da parte di persone solitamente considerate “resistenti” e contrarie al pensiero dominante. Lo spunto principale deriva dalla presunta approvazione definitiva del vaccino fizer da parte della FDA, ancora tutta da dimostrare nei dettagli, e in ogni caso valevole solo per l’America, visto che per l’Europa opera l’EMA. Ciò non è bastato per affrontare l’argomento con un minimo di senso critico, alcuni infatti, forse troppi, si sono lanciati in una specie di dichiarazione di resa senza più possibilità di alternative. Certo la situazione è quella che è, ma se si deve cominciare a fare il prossimo passo, cioè organizzarsi, bisogna chiedersi cosa fare… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 24 giorni fa effettuato da gix
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
24 Agosto 2021 22:35

Meluzzi qualche giorno fa è uscito con una dichiarazione sui vaccini ai vip, che se vera, ho pensato..questo quì rischia seriamente la pelle.
Ha rivelato che anche a lui avrebbero proposto un placebo.
Ora tu scrivi di questo strano atteggiamento diverso dal solito, secondo me le due cose sono collegate, qualcuno lo ha certamente avvicinato e consigliato.

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da danone
R66
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
24 Agosto 2021 23:27

Sinceramente non ci vedo nulla di deleterio nell’intervento di Meluzzi. Al di là delle osservazioni di stampo escatologico, secondo me fa bene a smorzare il “ce la faremo hip hip urrà”. Anche io credo che la Regia andrà bene in fondo e reagire con un entusiasmo bambinesco non servirà a nulla. Per resistere o almeno tentare di farlo, a mio avviso ci devono essere delle condizioni imprescindibili, la prima fra tutte riguarda una repulsione verso il sistema pre-covid, un quasi sentirsi alieni all’interno di esso. Se questo elemento manca la vedo molto dura. A dirla tutta, considero i restii al vaccino che ambiscono ad un 2019 come già punzecchiati, questione di tempo, la fine sarà quella. Non sarà facile, non basterà desistere dall’andare al ristorante, toccheranno in maniera invasiva tutti e tutto. Le “micro-crisi” personali sono colpa anche nostra, del fronte contro informativo intendo, abbiamo incentrato il tutto sulla “roulette russa” che eventualmente rappresenta il vaccino, si pensava che la Regia non potesse creare delle condizioni peggiori che superino quella paura? Quello che invece non si può superare è il non contemplabile, non si accetta perchè la proposta del sistema che si verrà a creare è improponibile. Io non ci… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da R66
BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  R66
25 Agosto 2021 0:17

Ineccepibile.
Sinceri complimenti per l’esemplare lucidità!

Papaconscio
Utente CDC
Risposta al commento di  R66
25 Agosto 2021 11:42

Dobbiamo finalmente realizzare che siamo sul treno in corsa e ora addirittura stiamo intravedendo il muro contro cui andiamo a sbattere, per cui la prima cosa è saltare dal treno e cadere bene

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
25 Agosto 2021 2:30

Ho trovato quei 20 minuti, Francesco Toscano, non Cattaneo, ed è proprio il suo comportamento a colpire: niente più spavalderia.

Non conosco abbastanza Meluzzi per fare confronti ma l’aria allarmata e allarmante la ricordo in altre circostanze, penso veda con chiarezza ed abbia ragione.

https://visionetv.it/alessandro-meluzzi-in-francia-e-in-italia-il-regime-mostra-il-volto-peggiore/

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
gix
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
25 Agosto 2021 8:06

Si ovviamente è un errore, si tratta di Toscano di Visione tv, non di Cattaneo, chiedo venia. Forse dobbiamo però intenderci meglio su alcuni punti. Il problema non è se quelli come Meluzzi abbiano ragione o meno, penso che tutti siamo d’accordo nel considerare che non bisogna farsi illusioni, se questi finora hanno fatto quello che hanno fatto figuriamoci cosa possono essere capaci di fare per il futuro. Non si tratta nemmeno di essere spavaldi o fare finte professioni di sterile ottimismo, che non portano da nessuna parte. D’altronde, se uno si deve arrendere, tanto vale che lo faccia subito, senza stare a scambiare opinioni inutili, soprattutto senza pensare ad organizzarsi con altri in maniera alternativa e, forse, persino senza stare più a seguire l’informazione di siti come CDC e altri che provano a proporre qualcosa di diverso. In questo modo, nessuno stimolo ad organizzarsi, nessuna prospettiva di sopravvivenza in modi alternativi, nessuna coalizzazione di alcun tipo, specialmente di aggregazione e formazione di nuove entità in grado di rappresentare i propri diritti, come propone per esempio Alberto Conti. Come dire, liberi tutti (e rigorosamente divisi l’uno con l’altro), ognuno per se e chi s’è visto s’è visto, se sopravviveremo se… Leggi tutto »

ton1957
Utente CDC
24 Agosto 2021 22:29

Complimenti all’autore che scrive semplice per essere compreso da tutti e non cita appartenenza alcuna per evitare divisioni (cosa rara).
Purtroppo anche le piazze sono divise, camerati e compagni, atei e cattolici, vecchi e giovani, disoccupati e occupati, ma l’elenco é infinito é l’unitá non c’é neppure tra i pochi che partecipano (tra i quali non mancano rampanti arrivisti)
Per ora non si puó che aspettare e confidare nel cambiamento climatico, un Autunno caldo come non si é mai visto, uno shock termico che svegli le masse e le spinga nelle piazze.

BastianContrario
Utente CDC
25 Agosto 2021 0:23

L’unione delle forze si fa, se ci sono singole forze da riunire. Se tutti aspettano, per agire, la mossa di qualcun altro, rimaniamo inchiodati nell’attesa, intanto che i burattinai organizzano lo spettacolo a loro piacimento. Credo che il principale ostacolo alla ribellione, sia la paura delle conseguenze, in ambito amministrativo, penale, ma soprattutto, economico. Molte persone vorrebbero fare qualcosa, ma a casa hanno mogli e figli che aspettano il fine mese, lo stipendio, per tirare avanti, come si fa a colpevolezzarli se cedono ? Prima di parlare di moneta alternativa, di reti di professionisti che diano sostegno, di medici che curino il co-vi-d a casa (ma non c’è solo quello, e se ho bisogno di un intervento chirurgico e, in ospedale, non mi accettano se non presento il certificato vaccinale ? è già accaduto), prima di tutto c’è da trovare un modo per creare una rete di sostegno economico, per quelli che , a causa della fedeltà ad un ideale di libertà, perdono il lavoro e si ritrovano su una strada.Le persone in difficoltà sono facilmente ricattabili, chi sente di avere un minimo per sopravvivere, diventano tenaci combattenti. Sicuramente ci sarà qualcuno che potrà immaginare come fare, per evitare le… Leggi tutto »

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  BastianContrario
25 Agosto 2021 0:33

Si Bastiano non si può sputare nel piatto in cui ancora si mangia, prima bisogna sapersi creare un altro piatto in cui mangiare, e allora si potrà lasciare il vecchio piatto e se del caso sputarci dentro.

Non un modello di cassa comune, la cassa è personale, ma un modello di contabilità comune si, per poter quantificare i nostri scambi.

BrunoWald
Utente CDC
25 Agosto 2021 1:49

Articolo eccellente, che ha il merito di mettere a fuoco la questione centrale: l’avvenuta spaccatura dell’occidente in due mondi contrapposti e incompatibili, perché privi di un terreno comune. L’accelerazione globalista ha reso questo processo irreversibile. Dato essenziale: esiste un settore non trascurabile di popolazione ormai divorziato dal sistema, o in processo di farlo. Se la priorità emergenziale è la creazione di reti di mutuo soccorso, dice l’autore, queste dovranno essere la base per un futuro movimento politico che rappresenti questa formazione sociale. Ci sarà repressione e persecuzione, non illudiamoci: ma un movimento che rappresenta milioni può superarle se ha quadri abili e decisi. Penso a qualcosa di simile all’esperienza irlandese: un partito che opera sul terreno politico, tipo Sinn Feinn, e un’organizzazione parallela di autodifesa, non visibile. La logistica è importante, ma lo sono anche i riferimenti, le idee-forza da contrapporre a quelle del nemico. Un progetto politico che tenga conto delle esperienze del passato. Ad esempio, qui su CDC s’incontrano persone provenienti da esperienze e ideologie diverse, anche opposte, eppure esiste una base comune di valori che ci uniscono. Persone con cui nel 1943 ci saremmo sparati addosso, ma nel 2023 ci ritroveremo nella stessa trincea. Ed è una… Leggi tutto »

Papaconscio
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
25 Agosto 2021 11:58

Un Partito della Legge Naturale, che fornisca servizi sociali, scuole, ospedali e servizi vari, dall’artigianato all’agricoltura, alla popolazione senza distinzioni, un po’ come fa Hezbollah

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  Papaconscio
25 Agosto 2021 20:26

Certamente, un modello in cui il concetto di comunità divenga qualcosa di concreto e non retorico, cementato da solidarietà biunivoca: del tutto verso la parte, e della parte verso il tutto. Sulla base di diritti e doveri specifici e consensuali.

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
25 Agosto 2021 21:30

Esattamente.
La comunità, per come la vedo io deve essere una casa, un luogo dove trovare ristoro e possibilmente conforto, dalle intemperie naturali della vita.
Quel luogo in cui vige la legge dell’uomo e non la legge della giungla, dove ognuno possa realizzarsi col proprio contributo e non svilirsi o peggio, essere sfruttato.
Per ottenere questo, all’avvio, serve un patto di fiducia, che non può però basarsi sulla speranza di una pur nobile promessa, in troppi hanno sempre fatto promesse.
Serve la certezza di un sostegno concreto per decidere di metterci del proprio.
Ovviamente insieme alla parte pragmatica, servono visione e coraggio, senza non andiamo da nessuna parte, hai voglia ad essere pragmatico.

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da danone
Primadellesabbie
Utente CDC
25 Agosto 2021 3:08

“Il dialogo è ormai possibile solo entro determinati confini. Ognuna delle due monadi comunica solo al proprio interno e non con l’esterno. Procede da sola, in modo autonomo rispetto all’altra. Due mondi paralleli, che si allontanano sempre più tra loro come nella deriva dei continenti. Ognuno parla alla propria bolla, difficilmente riesce a trascendersi e ad andare oltre se stesso. Anche perché, nel momento in cui si azzarda a farlo, fatalmente va incontro o a resistenze o a qualche forma di censura. La spaccatura è sempre più evidente e profonda e non si intravedono, al momento, segnali che lascino presagire un’inversione di rotta.”

Vorrei sottolineare questo periodo, che nell’articolo ha una funzione quasi introduttiva, per far notare che, se qualcosa si dovesse inceppare nel processo di imposizione del “reset”, chi avesse preservato la capacità e l’ambiente adatto al dialogo tra le parti avrebbe una grande opportunità per determinare e dirigere l’uscita dall’incubo.

IlContadino
Utente CDC
25 Agosto 2021 7:14

Ottimo pezzo, letto ieri sera, me lo sono portato nei sogni, a dire il vero ho anche fatto un incubo, mi invitavano a svegliarmi perché sprovvisto di green pass, notte tribolata. Ma stamattina trovo come regalo una serie di commenti top di gamma, ma quanto siete intelligenti?!!!! Complimenti a tutti. Personalmente mi è capitata la fortuna di uscire dal sistema fin da bambino, ho sviluppato la qualità inconsciamente; la prima che mi viene in mente: quando mi sono presentato al primo giorno di catechismo in preparazione alla cresima il prete mi ha mandato via, non mi ha voluto, così non mi sono cresimato, avrei potuto cambiare parrocchia, ma il gesto del prete mi ha messo sul chi va là e mi sono defilato. Stessa cosa nel mondo del lavoro, ho nasato subito l’inganno, mi sono defilato quanto più possibile, un anno e mezzo consecutivo di lavoro è il mio periodo massimo, sempre preferito lavorare tanto per brevi periodi. Tutto questo per dire che mi viene talmente spontaneo stare di lato che mi riesce difficile dare suggerimenti, un po’ mi sento in difetto. Che dire? Per tanti di noi la necessità di crearsi una realtà diversa, parallela, diventa sempre più concreta,… Leggi tutto »

Mark.Twain
Utente CDC
Risposta al commento di  IlContadino
25 Agosto 2021 18:47

Io ho fatto invece un sogno letteralmente fuori dal ordinario. Ero la guida di una comitiva che doveva partire in crociera verso lidi sconosciuti.
Una preveggenza? 🙂

LuxIgnis
Utente CDC
25 Agosto 2021 10:43

“Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona.” Questa è la divisione in atto. Chi ha scelto di servire Dio cioè la Natura poiché la Natura è la prima manifestazione di Dio; la Natura è Dio. E chi ha scelto di servire Mammona cioè l’uomo, il denaro (Mammona è associato al denaro) e la sua tecnologia diabolica (il suo uso). E’ sempre stato così ma con una differenza che prima erano permesse “zone grigie” ora non più. Chi ha fatto una scelta ha fatto una scelta ed è definitiva, non ha possibilità di ritorno. Non nell’immediato almeno. Quindi mettiamoci l’anima in pace. Ci saranno perdite dolorose ma significative. “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.  D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre.” Interessante ricordare l’effetto Maharishi, o effetto super radianza. https://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/il-fenomeno-di-super-radianza In sostanza l’effetto Maharishi dice che un determinato numero di persone armonizzate e coerenti nei loro pensieri possono portare cambiamenti nelle società. Suo diretto discendente e affine è l’effetto centesima… Leggi tutto »

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
25 Agosto 2021 11:58

“Questa è la divisione in atto. Chi ha scelto di servire Dio cioè la Natura poiché la Natura è la prima manifestazione di Dio; la Natura è Dio. E chi ha scelto di servire Mammona cioè l’uomo, il denaro (Mammona è associato al denaro) e la sua tecnologia diabolica (il suo uso). ” Direi che questo descrive perfettamente i diversi atteggiamenti, contrapposti, rispetto alla questione covid. Ma non solo, c’è una montagna sotto questo vertice che si è delineato così chiaramente nell’ultimo anno. Una montagna che è sempre esistita, ma mai in queste dimensioni, che crescono continuamente e smodatamente. Parlo della concentrazione elitaria della ricchezza (il simbolico e tristemente famoso 1% contro il 99% della popolazione mondiale), e della sottostante distribuzione piramidale nelle nostre società “avanzate”. Non è difficile da capire che questa divergenza crescente ha precise cause sistemiche, e su quelle è possibile intervenire in senso perequativo, mentre l’andazzo corrente invece persevera nel percorso sperequativo esponenziale, proprio perchè non si discute mai abbastanza e tantomeno non si interviene mai politicamente sui fondamenti sistemici che alimentano tale patologia sociale e civile. Parlo del circo barnum della finanza speculativa trasnazionale, ma ancor di più dell’organizzazione aziendale dei produttori di beni e… Leggi tutto »

Papaconscio
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
25 Agosto 2021 12:13

Questo si potrebbe fare a livello nazionale se c’è un movimento o partito che vuole farlo e si presenta alle elezioni e le vince. In mancanza di questo partito le popolazioni locali a livello comunale attraverso il sorgere di comitati spontanei potrebbero riappropriarsi dei beni comuni, magari con il coordinamento di un comitato di liberazione.

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
25 Agosto 2021 20:38

“Se vogliamo la libertà come principio fondamentale…”

Senza dubbio: la libertà individuale è l’essenza della condizione umana, e il bene più prezioso. Ma essa presuppone la consapevolezza del singolo, altrimenti resta una parola vuota, che espone anzi l’individuo inconsapevole (la grande maggioranza…) ad essere facile preda dei lupi. Non tutti i burattini hanno la fortuna di Pinocchio.
Sono problemi complessi.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
25 Agosto 2021 21:52

Chi è veramente libero è sempre consapevole. La libertà non è fare quello che ti pare, è essere quello che ti pare. E se sei, sei consapevole.

StefanoV
Utente CDC
25 Agosto 2021 12:42

Salve a tutto – primo post

Riassumendo l’articolo in poche parole: “Quando arriva il fascismo nasce la resistenza”
 
E sta per fortuna nascendo. Voglio solo sottolineare l’importanza di unirci contro questo fascismo bieco e criminale, tralasciando TUTTE le altre divisioni ideologiche al nostro interno.
 
Ad esempio, personalmente sono contrario a tutte le politiche di assistenza sociale e sogno un mondo senza tasse sul reddito, ma come si può discutere di questi argomenti all’ interno di una dittatura fascista?
 
Qualunque sia il vostro pensiero su politiche sociali, o anche sulle vaccinazioni in generale, sono pronto ad unirmi a voi contro un fascismo che di fatto impedisce una discussione democratica su qualsiasi argomento.
 
Stefano

BrunoWald
Utente CDC
Risposta al commento di  StefanoV
25 Agosto 2021 21:05

D’accordo, ma la vita reale è un pò più complicata.
Consideri che non poche persone che lei chiamerebbe “fascisti” sono pronte a battersi contro l’infamia che si sta consumando sulla nostra pelle, mentre numerosissimi “libertari” e antifascisti doc sono fanatici collaborazionisti della “dittatura fascista” o “nazisanitaria”, entusiasti di imporre a tutti noi il lasciapassare verde, l’emarginazione e, in prospettiva, il gulag. Naturalmente ci sono anche casi in cui è vero il contrario.
Poi ci sono quelli che vedono invece in tutto questo un progetto “comunista” ispirato all’ideologia verde, sorosiana ecc. che punta all’abolizione della proprietà privata (tranne che per alcuni, of course…).
Non condivido nessuna delle due interpretazioni, e suggerisco pacatamente di mettere da parte categorie obsolete e facilmente strumentalizzabili, e prendere atto della situazione: una cabala di miliardari psicopatici e i loro servi vogliono ridurci in schiavitù tutti quanti. A loro non importa, le assicuro, se preferiamo Adolfo o il Baffone, Kennedy o Gandhi, e per quel che può valere me ne frego anch’io: il nemico del mio nemico è un amico.

FrankDax
Utente CDC
25 Agosto 2021 15:47

Buongiorno , rispetto l’articolista e le sue opinioni , ma credo che di fronte ad una Dittatura conclamata come l’attuale ( e secondo me , siamo solo all’antipasto) parlare di costruire realtà alternative legali e alla luce del sole , sia molto ingenuo e utopistico . Il Sistema , Padrone di Giudici , Forze dell’Ordine , Press-titute le schiaccerebbe come mosche (Waco insegna…) con una scusa qualsiasi. Queste realtà alternative dovevano nascere anni fà , assumendo un peso politico ed economico , invece i Padroni del Discorso abilmente hanno creato i finti schieramenti bi-polari per disperdere le volontà di creare percorsi nuovi . Il fatto che abbiano gettato la maschera in quasi tutte le parti del mondo (non esiste più la finta opposizione , in gran parte dell’occidente) significa che hanno tutti gli assi in mano e sono sicuri di vincere la partita. Come ho gia scritto in altri commenti , questo richiedere fino ad ora di stare calmi , agire con moderazione e nel rispetto della legge… ha fatto solo il gioco del Nemico e infatti , è stato Tutto un crescere di abusi sulla persona e i suoi diritti costituzionali… e questo , nessuno me lo può smentire… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da FrankDax
R66
Utente CDC
Risposta al commento di  FrankDax
25 Agosto 2021 16:27

Un solo drone da 79.99 € nel 1700 avrebbe reso impossibile il fenomeno del brigantaggio.
Credo sia sufficiente questa banalità per rispondere alle incitazioni di un “certo tipo”.

Nel vederla più realistica, ci si potrebbe domandare: sto continuando a nutrirmi di rinforzi negativi, ossia, sto continuando a frequentare situazioni che comportano i piedi in due staffe?
Quando sono in una condizione conviviale, quanti sono gli allineati e quanti gli altri?

In base alle risposte si capisce già molte cose, uno sviluppo non tarderà ad arrivare.

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da R66
FrankDax
Utente CDC
Risposta al commento di  R66
26 Agosto 2021 0:15

Buonasera , “Un solo drone da 79.99 € nel 1700 avrebbe reso impossibile il fenomeno del brigantaggio.
Credo sia sufficiente questa banalità per rispondere alle incitazioni di un “certo tipo”. Queste sue parole mi fanno capire che probabilmente ha frainteso , o non ha capito , che questa è una Guerra non convenzionale di tipo asimmetrico e quindi anche la risposta deve essere asimmetrica . Questa Guerra all’Umanità (prevalentemente Occidentale) è portata avanti in ambito prevalentemente Tecnologico-Digitale , in tutti gli aspetti . Quindi Comunicazione & Propaganda – Controllo – Catalogazione e Identificazione a cui si aggiungeranno a breve Isolamento e Coercizione . Quindi le mie incitazioni di un “certo tipo” come le chiama Lei , vanno gestite in piccoli gruppi anonimi completamente autonomi , usando strategie del 2021 non del secolo scorso , che vadano a colpire ambiti asimmetrici/digitali dove il Sistema non si aspetta di essere colpito o nelle crepe che inevitabilmente lasciarà aperte .

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