Decadenza e Guerra

Decadenza e Guerra

di Luca Cerardi

Per molti studiosi l’epoca che stiamo vivendo è una riedizione della caduta della civiltà occidentale. I sintomi sono abbastanza evidenti e tutti coloro che hanno familiarità con gli studi storici, filosofici ed economici di periodi passati, possono confermare che la situazione sociale ed economica dell’Europa dà ampi segni di implosione. Il periodo è di decadenza in ogni ambito della società civile e, del resto, non è una questione maturata in questi ultimi due anni ma un fenomeno che è stato preparato ed eseguito con meticolosità nell’arco degli ultimi decenni. E’ evidente, oramai, che tutto si risolva nella più assoluta mediocrità, in affermazioni senza logica e in dichiarazioni guerresche. Proprio su queste vorrei soffermarmi. Dall’inizio della cosiddetta “pandemia” abbiamo sentito parole roboanti da parte dei protagonisti di questo “teatro”, soprattutto legate al gergo militare, loro, che di guerra non ne hanno mai vista l’ombra e di cui, quasi certamente, non ne hanno mai studiato in qualche libro gli effetti, ma certamente ne hanno fiutano il vantaggio. “Siamo in guerra”, veniva recitato durante il momento peggiore della Covid 19, ma non veniva specificato contro chi fosse diretta tale affermazione. Certamente si dava per scontato che fosse rivolta al virus ma, dopo quasi tre anni dal suo strisciare nella società occidentale, forse, il bersaglio era altro. Se poi, nella fase di miglioramento della situazione “pandemica”, si è passati direttamente a una guerra vera, ecco che, i proclami, non sono diminuiti ma aumentati, alzando il livello di violenza del linguaggio usato con parole sconnesse e pericolose.

Se prima si era “in guerra”, ora si è “disposti ad usare armi nucleari” per sconfiggere “il nemico”. Anche qui esso sembra palese, ma ne siamo certi? Il mondo sembra essere arrivato sul punto di aver bisogno dello scontro, come tempesta purificatrice, atto della storia, necessità suprema, come se gli istinti primordiali di ognuno stessero per esplodere, come modo per riordinare il caos ormai imperante al di là del palese interesse che essa muove per molti.

Ma che cos’è questa “guerra” che ci stanno convincendo ad accettare? Guerra contro chi? Guerra a che scopo? Ed esiste una guerra che si può vendere come “giusta”?

La risposta la troviamo in “Guerra e pace” di Lev Tolstoj, capolavoro della letteratura russa e mondiale, leggendo passi sull’argomento che possono definirsi eterni, perché la guerra, è sempre guerra. 1

Ambientato nella Russia dei primi del XIX secolo, si racconta la vita di quel paese ai tempi di Napoleone Bonaparte. Uno dei protagonisti del testo, il principe Andrej Bolkonskij, spiega cos’è l’evento bellico, in maniera stizzita, a Pierre, che non aveva mai calcato un campo di battaglia e che, per curiosità, voleva assistere a quello scontro che sarebbe diventato famoso come la Battaglia di Borodino, a un passo da Mosca e che permise a Napoleone, seppur non vincendola, di entrare nella capitale della Russia attuale.

“Lo scopo della guerra è l’omicidio; i mezzi della guerra sono lo spionaggio, il tradimento e i tentativi di fomentarla, la rovina delle popolazioni civili, le depredazioni a loro danno, il latrocinio per sostenere le truppe, l’inganno e la menzogna chiamati col nome di astuzie belliche; le caratteristiche morali della condizione militare sono la mancanza di libertà (ossia la “disciplina”), l’oziosità, l’ignoranza, la crudeltà. La dissolutezza, l’inclinazione al bere. E a onta di tutto, vediamo che questa è la categoria sociale più elevata, quella che riceve onori da tutte le parti. Tutti i sovrani, eccettuato quello della Cina, portano la divisa militare: e a chi ha ammazzato più gente degli altri, vengono date ricompense maggiori. Si scontreranno come domani, per ammazzarsi a vicenda, faranno a pezzi, storpieranno decine di migliaia di persone, e poi faranno celebrare un Te Deum di ringraziamento per il fatto di aver ucciso un gran numero di persone e strombazzeranno la loro vittoria, col presupposto che quanta più gente è rimasta uccisa, tanto più grande è il merito loro. Come deve guardarli e ascoltarli Iddio di lassu’! Ah, mio caro, da un po’ di tempo a questa parte m’è diventato penoso stare a questo mondo. M’accorgo che ho incominciato a capire troppo. E non si conviene all’uomo gustare dell’albero della conoscenza del bene e del male. Mah, ma non sarà più per molto! Soggiunse.” 2

Potremmo analizzare parola per parola su come ciò di cui parlava Bolkonskij si adegui al presente ma credo sia, per chi è avvezzo all’aver tastato quell’albero di conoscenza in maniera disinteressata, cogliere le similitudini. Ciò che, però, deve essere sottolineato, è la parte iniziale, dove viene chiarito che lo scopo della guerra è l’omicidio e che, chi ne rimane totalmente sopraffatta, è la popolazione civile.

Se gli scopi della guerra sono questi, allora qualcuno ne guadagnerà e le affermazioni che escono dalle bocche di queste persone hanno uno scopo ben preciso.

Chi governa ha degli interessi particolari nel dichiarare e nell’affrontare tali “emergenze”? 3 Chi ci governa è trasparente nella comunicazione delle proprie decisioni,? 4 Le parole di Andrej Bolkonskij (Lev Tolstoj), sono chiare. In questi momenti i malvagi usano i mediocri fino alla rottura del grande “gioco” che oggi si chiama “Great Reset” e in questo emergere del male è ancora Bolkonskij che ci dice chi ne approfitta e su chi cade la responsabilità del momento:

“Il più numeroso gruppo di persone quello che, per la sua cospicua entità, era rispetto agli altri nel rapporto di novantanove a uno, era composto di persone che non desideravano né la pace né la guerra, né avanzare né campi difensivi […] persone che desideravano soltanto una cosa, e la più sostanziale: la maggior quantità possibile di vantaggi per sé e di piaceri. In quell’acqua torbida d’intrighi intersecantisi e scompigliantisi a vicenda, che venivano ribollendo presso il quartier generale dell’imperatore (oggi i luoghi di potere n.d.r.) si offrivano mille occasioni di successo, che non sarebbero state concepibili in altri periodi. Uno, che desiderasse soltanto non perdere la sua posizione vantaggiosa, oggi si mostrava d’accordo con uno, domani con l’avversario di lui, dopodomani sosteneva di non avere opinioni di sorta su un dato argomento, unicamente per evitare di assumersi responsabilità e per far piacere al sovrano. Un altro, che desiderasse aumentare i vantaggi della sua posizione, richiamava a sé l’attenzione del sovrano gridando ad alta voce quelle stesse cose che il sovrano accennava il giorno prima, discuteva e sbraitava nei consigli di guerra, battendosi il petto col pugno sfidando a duello chi fosse d’altro avviso, e con ciò dando la prova d’essere pronto a sacrificare sè stesso per il bene generale. Un terzo addirittura, riusciva a strappare nell’intervallo fra un consiglio e l’altro e nell’assenza di nemici, una elargizione una tantum in riconoscimento dei suoi fedeli servigi, sapendo bene che in momenti simili sarebbe mancato il tempo di opporgli un rifiuto. Un quarto, per combinazione, capitava sempre sotto gli occhi dell’imperatore quand’era carico di lavoro fin sopra i capelli, un quinto, per raggiungere uno scopo a cui da un pezzo mirava, e cioè un pranzo alla tavola dell’imperatore, si metteva accanitamente a dimostrare il diritto o il torto di un’opinione uscita di fresco e all’uopo arrecava più o meno vigorose pertinenti argomentazioni. Tutti i seguaci di quest’ultimo partito andavano a caccia di denaro, di croci, di promozioni, e in questa loro caccia tenevano d’occhio soltanto quale direzione segnasse la banderuola del favore imperiale: non appena s’avvedevano che la banderuola volgeva ad un certo lato, subito, loro, questa colonia di fuchi che viveva addosso all’esercito incominciavano a soffiar verso quel lato, cosicchè all’imperatore riusciva tanto più difficile girarla da un’ altro […]” 5

Cos’è cambiato da quel momento? Chi sono coloro che sbraitano a favore della guerra e chi li sostiene? Chi brama scontri, emergenze, invio di armi, pandemie e perché?

Nessuno, oggi, pertanto, può esimersi dal porsi queste domande visto che chi pagherà per questi atti di perpetratori e criminali vestiti da filantropi, da politici, da gente comune, sarà sempre e comunque la popolazione civile. Il vero nemico, perciò, a cui è rivolto questo attacco totale, questa Guerra del XXI secolo, preparata da tempo e messa in atto da quasi tre anni, siamo tutti noi e a noi spetta decidere se farci travolgere dalla storia che si “manifesta” proni e servi o fare delle scelte basate su un cambiamento, interiore e verso il mondo, inevitabile, che non vada verso il post-umano ma verso un uomo sovrano, indipendente, libero, vivente in una comunità di popoli legati alle proprie tradizioni, che non ne impone una agli altri, ma che esige, e da, rispetto reciproco, facendosi forte della responsabilità che si è preso, ovvero Libertà suprema.
Luca Cerardi
FONTE: https://lucacerardi.wordpress.com/2022/08/31/decadenza-e-guerra/
Pubblicato da Tommesh per comedonchisciotte.org

NOTE:
1 Cfr. L. Tolstoj, Guerra e Pace, Introduzione di Eridano Bazzarelli, Bur, Milano, 2002.
2 Ibidem, p. 941.
3 Se leggiamo La Repubblica di Platone, possiamo ricordare come nel dialogo in cui parla Trasimaco, pare evidente che il potere, attraverso la giustizia, giochi sempre contro il popolo poiché utile del più forte.
4 Qui potremmo tornare a Kant, non solo sulla questione dell’askesis, disinteresse che dovrebbe avere chi governa (assenza di interessi personali nella gestione della cosa pubblica), ma anche su ciò che dovrebbero fare i governi per ottenere ed avere una “Pace perpetua”.
5 Cfr. L. Tolstoj, Guerra e Pace, Introduzione di Eridano Bazzarelli, Bur, Milano, 2002, p. 776.

Commenti (47)

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    1. Primadellesabbie 4 settembre 2022

      Abbiamo raggiunto l'attuale stato grazie alla pratica generalizzata della specializzazione* in ogni campo: così si è "rotto" l'uomo, si è marginalizzata la comprensione dell'insieme, la ricerca dello scopo, si è abbattuto l'albero della conoscenza dopo averne ingoiato i frutti ancora crudi.

      '...In questi momenti i malvagi usano i mediocri fino alla rottura del grande “gioco”...'

      *- Con la pratica della specializzazione sembra finalmente completato il capovolgimento della iniziale condizione potenziale dell'uomo (qui Adam Kadmon su wiki, naturalmente è assente la versione in it.):

      https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Kadmon

    1. Martin 4 settembre 2022

      I Dem Usa VOLEVANO la guerra ai confini della Russia (Ucraina o Bielorussia) fin dalla campagna presidenziale del mostro Hillary Clinton. Con Biden hanno ripreso l'agenda. E noi qui in Europa gli andiamo dietro come dei poveri coglioni privi di buon senso quanto di spina dorsale.

    1. Brule 3 settembre 2022

      Eppure sono convinto che la guerra non aiuterà la narrazione pandemica e la dottrina vaccinistica.
      L'accettazione delle restrizioni, dell'obbligo vaccinale mascherato, del green pass erano possibili solo da noi che non vediamo guerre da tempo.
      Dove si parla di povertà, ma dove esiste una bella fetta di popolazione che non sa che fare dei soldi e che vive alla grande.
      Non a caso i paesi orientali e non pochi paesi africani si sono dimostrati meno entusiasti delle indicazioni dell'OMS e dei deliri distopici concepiti in USA.
      È brutto da dire, ma fame freddo e botte acuiscono la percezione della realtà. Rendono vigili e guardinghi.
      Sono curioso di vedere questo inverno.
      Molti russofobici sono tali anche per gradevoli condizioni di vita, gradiscono case ben riscaldate e buon cibo.
      Associano la Russia al concetto di privazione, come fosse una macchia di Rorschak. La odiano per questo.
      Il Governo rischia molto a tenerli al freddo e a dieta, perché l'obbedienza dimostrata finora era facile.
      È facile imporre il lockdown ad una popolazione fondamentalmente sedentaria, che ha freddo a uscire se ci sono meno di 15 gradi. Anche il vaccino... teniamo presente che non pochi adorano i farmaci e ne fanno uso massivo. "Se una pastiglia fa bene chissà due, o meglio tre!"
      Ma qui si parlerà di calore e di cibo, due cose che fanno precipitare i più sottili ragionamenti nell'area primitiva del cervello.

    2. LuxIgnis 4 settembre 2022

      Molti russofobici, e covidioti, sono dei fottuti privilegiati che non hanno mai fatto un cazzo di produttivo (in senso lato) nella vita. Parte della classe media che ha avuto solo fortuna nella loro posizione, ma se ne appropria il merito come se fossero delle menti eccelse.

    1. uparishutrachoal 3 settembre 2022

      Quando l'ascesa verso la vetta diventa impervia, occorre lasciare il superfluo e procedere solo col necessario, se non vogliamo appesantirci e precipitare nel dirupo..
      La distruzione del mondo allora diventa la costruzione di se stessi, e se riusciamo a superare le fiere selvagge che ci sbarrano il cammino, potremo ascendere al dilettoso monte che è principio e cagion di tutta gioia.
      Fidando quindi nella "ragione" consumiamo gli ultimi giorni di Pompei nelle crapule che preferiamo, e così liberati dai desideri più carnali, potremo ascendere senza rimpianti..
      Rinunciare alla "speranza" è l'ultima barriera, ma per ora rimane preziosa come l'aria per farci andare avanti..
      Alla fine il mondo che conoscevamo sarà scomparso, e saremo ricomparsi noi...che poi è la cosa più importante.

    1. fuffolo 3 settembre 2022

      Partire per K299
      Galassia che vai 1962 Eric Frank Russel

    1. gianB 3 settembre 2022

      Purtroppo a volte bisogna saper riconoscere i propri limiti. Consapevoli di trovarsi, stupiti e disorientati, nel flusso del fiume della storia troppo ampio e troppo potente per poter pensare che, non certo tu singolo, ma neanche raggruppamenti di singoli, possano modificarne il corso. Nietzsche, Spengler hanno saputo ben spiegare perché "Il periodo è di decadenza in ogni ambito della società civile", ma non certo semplicemente "preparato ed eseguito con meticolosità nell’arco degli ultimi decenni", come invece afferma l'autore. Tra tanti contemporanei, uno tra i piu radicali, M.Onfray, ne spiega ampiamente il perché e le origini nel suo "Decadenza. Vita e morte della civiltá giudaico-cristiana".
      Tutto ció ci fa capire che la sorgente del fiume é molto, molto a monte e che nel suo percorso molti affluenti hanno aumentato l'irruenza della corrente.
      C'é chi ancora vede tutti gli accadimenti come una questione di "lotta di classe", in questo modo esprimendo implicitamente la speranza che tale "lotta di classe" avvenga e, soprattutto, risolva ogni problema. E' anch'essa una fede oramai, ma non ha senso voler convincere che la storia ha dimostrato che non é possibile. I popoli sono "drogati" dalle religioni le quali li considerano greggi, e le greggi sono composte da individui succubi, impauriti ed instupiditi. Questo lo diceva lo stesso Marx. "Che fare?", diceva il suo amico.
      Non farsi travolgere dal fiume significa conoscerlo, conoscere le sue origini ed i suoi affluenti. In termini piú concreti, prendere consapevolezza che millenni di condizionamento hanno plasmato l'attuale societá occidentale facendola divenire si, la societá del benessere e della superioritá, ma attraverso falsitá, ipocrisie, ingiustizie ed irrazionalitá. Ora tali "qualitá" stanno emergendo e la stanno portando all'autodistruzione, per mezzo dello scontro con un'altra cultura. Lo scontro sará radicale, tale é il condizionamento presente, e per questo motivo emergono fenomeni di apparente e reale follia.
      Solo chi saprá sostituire al benessere e alla superioritá sociali un benessere ed una superioritá individuali e spirituali saprá salvarsi dall'autodistruzione e comunicare con le altre culture.

    1. JHON 3 settembre 2022

      Nel bellissimo testo non si può fare a meno di notare l' accoppiamento dei nostri giorni, al romanzo di Lev Tolstoj, nel quale il grande scrittore Russo, profonde tutta la sua visuale Cristiana della sua epoca, ancora oggi drammaticamente reale, quando al principe BolkonsKij fa proferire queste parole: Ah, mio caro, da un po’ di tempo a questa parte m’è diventato penoso stare a questo mondo. M’accorgo che ho incominciato a capire troppo. E non si conviene all’uomo gustare dell’albero della conoscenza del bene e del male. Mah, ma non sarà più per molto! Soggiunse.” La chiave di lettura di questo articolo e dell' attualità di questo periodo così convulso, in attesa del sempre peggio.

    2. oriundo2006 3 settembre 2022

      Diciamo che queste profonde parole sono di noi tutti in questo frangente storico.

    1. jos 3 settembre 2022

      siamo alla fine di un ciclo storico,l'incipit é chiaro.

      Per me, tutto accade perché deve accadere.
      Non sono fatalista, la morte arriva perché siamo vivi, é inevitabile e questo non é fatalismo.
      Lo stesso vale per tutto ció che coinvolge la vita sul pianeta.
      L'uomo, semplicemente, si arroga un diritto ed un potere che non gli compete, quello di controllare e modificare un Ordine Superiore.
      La guerra é un alibi assoluto per chi non vuole ammettere la propria impotenza.
      Nel piccolo mondo di ogni individuo c'é questa tendenza..."Non ti controllo? cerco di convincerti...altrimenti ti bastono...e se ti uccido distruggo entrambi.

    1. mago 3 settembre 2022

      Amici è il nostro Fort Apache la Nostra Masada....è stato bello conoscervi e confrontarci su vari temi..

    1. Nestor Halak 3 settembre 2022

      " la situazione sociale ed economica dell’Europa dà ampi segni di implosione"

      La cosa strana è che questa implosione sembra essere attivamente ricercata e voluta.
      Parrebbe in fondo piuttosto facile evitare la caduta: perché non trattare la"pandemia" semplicemente come una sindrome parainfluenzale più severa delle altre?
      Perché non impedire la guerra in Ucraina evitando la costruzione artificiale di una antirussia alle porte della Russia?
      E ancora adesso, perché continuare ad armare e finanziare il regime di Kiev? Perché insistere con le sanzioni? Non basterebbe che l'Europa decidesse diversamente, anche solo come Orban, per far cessare tutta questa follia?
      L'unica possibile spiegazione pare essere la volontà della cricca al potere ad Washington di distruggere il mondo se non è possibile dominarlo. Pare paradossale, lo so, ma altrimenti cosa sta provocando tutto questo? La pura stupidità?

    2. maghi 3 settembre 2022

      no, menti molto più raffinate delle nostre. Che sanno instillare il dubbio e l'incertezza negli altri, se non la paura ed il terrore. Ho dovuto vedere un ottantenne implorare il vaccino tanto aveva paura di morire. E' stata una scena agghiacciante, ma anche molto istruttiva sulle capacità di queste menti di manipolare quelle degli altri con minori attitudini alla comprensione.

    3. gianB 3 settembre 2022

      Il fatto é che loro pensano di poterlo ancora dominare con la forza spinti dal loro, e dei loro cari "padroni", senso di superioritá. Ma lo hanno sempre fatto, non capisco tutto questo stupore.

    4. LuxIgnis 3 settembre 2022

      Quell'uomo era giù morto e non se ne rendeva conto. Forse morto per sempre.

    5. LuxIgnis 3 settembre 2022

      E se semplicemente questa fosse la strada da percorrere?
      La stupidità, o secondo altri l'intelligenza, di queste persone che tirano le redini, è subordinata sempre alla stupidità o intelligenza delle greggi che li seguono.
      Questo è uno spartiacque tremendo, forse mai successo nella storia umana. E' come se improvvisamente si stiano creando due razze, due discendenze diverse e opposte. L'una che ancora domina è ancorata a vecchi principi di dominio e sfruttamento, l'altra che si sta formando (ma c'è sempre stata un po' più individualmente) si sta distaccando da quella e orientandosi altrove in quello che dice l'articolo alla fine.
      La lotta potrebbe essere feroce, poiché la razza antica (?) non mollerà facilmente la presa e cercherà di distruggere quella nuova (?).
      Per cui la strada è al momento questa. E lo scontro inevitabile.

    6. mago 3 settembre 2022

      "menti molto più raffinate delle nostre" depravati come ogni tanto si vede quando si squarcia il velo che li protegge,depravati all` ultimo stadio. una mente raffinata sa quale é il suo limite.

    7. maghi 3 settembre 2022

      ammetto che una mente raffinata si accorga dei suoi limiti, ma non quando si è in preda alle depravazioni e al male. Questi sono nel delirio o in un vortice criminale, da cui sanno di poter uscire solo con la morte.

    8. Hero of Sky 3 settembre 2022

      a ottant'anni non si dovrebbe avere paura di morire

    9. Nestor Halak 3 settembre 2022

      Lo stupore che deriva dal pensare che politici eletti portino le loro nazioni verso il baratro per favorire interessi altrui, non mi pare ingiustificato.
      Se lo fanno inconsapevolmente perché credono davvero di stare vincendo, c'è solo da augurarsi che abbiano ragione loro e noi - articolista in primis - ci sbagliamo di grosso.
      Speriamo che l'Europa risorga più grande e più forte che pria,
      Bravo! Grazie!

    10. gianB 3 settembre 2022

      Stavo dicendo che Washington pensa ancora di poterlo dominare il mondo. E questo non deve stupire.
      Gli europei come vedi sono ad uno stato di degrado politico, etico, di opportunismo e di servilismo che non lascia nulla alla razionalità. Per capire ciò basta guardare i nostri governanti e politici. Anche l'affermazione della ministra verde tedesca di non interessarsi di come la pensino i suoi elettori è esemplificativo di tale irrazionalità.
      Perché siamo a questa condizione?
      Perché la prospettiva dello scontro tra il blocco occidentale, a guida US, ed il blocco orientale a guida Cina-Russia, è oramai ineludibile ed in questa situazione prendono forza e sopravvento posizioni "di principio" ed autoritarie, posizioni da "stato di guerra". In altre parole, ci stanno portando in guerra, quella vera.
      La guerra in Ucraina e tutto ciò che la riguarda è la premessa di quella vera.
      La crisi generata è funzionale nella misura in cui la si fa passare come conseguenza dell'intervento "espansionista" Russo.

    11. maghi 3 settembre 2022

      io non vedo nessuno scontro. Vedo solo la rana bollita. Ho visto le folle ieri correre da Giovannotti a Viareggio e i cartelli "Jova beach party". Se questi non li bollono a fuoco lento come la rana, allora cosa li condiziona? Il panem et circenses ha sempre funzionato e quando se ne accorgeranno, sarà troppo tardi. Il guaio è che quei pochi che se ne accorgono, non fanno massa critica, proprio come nel '68.

    12. maghi 3 settembre 2022

      nemmeno a venti.

    13. LuxIgnis 4 settembre 2022

      Poiché ti fanno vedere solo la "loro" parte, sembra che esista solo quella. Ma esiste anche l'altra, e mentre cammini per le strade la riconosci.
      E' vero che è ancora smarrita e disunita ma si sta organizzando, lo dovrà fare per forza.

    14. Martin 4 settembre 2022

      Stiamo cosi' in Europa per una semplice ragione che NESSUNO DICE IN PUBBLICO o SCRIVE: la Commissione UE, che da tempo aveva gia' smesso di prendere ordini dagli Stati Membri (Germania e Francia inclusi) riuniti nel Consiglio Europeo, E' ORMAI CONTROLLATA COMPLETAMENTE DAI DEM USA.

      Se ne sono accorti TUTTI nei Governi UE. Alcuni sono contentissimi (Polonia e Baltici in primis) e altri meno, ma non sanno letteralmente cosa fare.

      Ogni dibattito in ambito UE accade ormai sotto gli occhi vigili della Commissione UE e dei Dem USA. Ogni posizione, dubbio o tentennamento che non risponda alla linea USA/UE viene immediatamente esposto e "retribuito".
      Non esiste piu' un tavolo o un ambito riservato europeo! E in 27, siamo cmq troppi per garantire la riservatezza di QUALUNQUE discussione.

      Pensate che Macron Scholz Draghi Sanchez etc non lo sappiano? Lo sanno eccome! Ma nessuno esce allo scoperto - chi glielo fa fare?

      La Von Der Leyen (e Michel, la Vestager, etc) non e' rimuovibile ora e scadra' nel luglio 2024, nell'anno in cui ci saranno elezioni negli USA unanimemente ritenute drammatiche.

      L'unica crepa che si puo' aprire nel frattempo sono le elezioni USA di novembre, nella speranza che i DEM USA prendano una scarica di legnate da muli e si indeboliscano esponenzialmente.

      Un'altra crepa da non sottovautare sono le nostre elezioni, ed un Governo di centrodestra che inizi almeno ad attenuare la pericolosa deriva italiana e europea.

    15. maghi 4 settembre 2022

      anche nel '68 venivano fatti questi stessi discorsi dai fanatici, ma le tecniche della rana bollita lentamente e del panem et circenses hanno vinto. Il popolo è rimasto succube e i poteri hanno vinto. Davanti al Castello dell'Imperatore a Prato i bambini che giocano sono tutti di colore, tanto per far capire chi ha vinto nel '68. Ironia della sorte proprio davanti al Castello c'è una targa che ricorda lo sciopero degli operai pratesi contro i nazi-fascisti. Come vedi il panem et circenses è più potente delle violenze fasciste, perchè ti bolle lentamente che non fai in tempo ad accorgertene e ribellarti. Abbiamo fatto la fine della rana nel '68 e ora la facciamo col covid, la OMS russa, tanto sanno come amministrare il potere e la prova la vedremo, chi ci sarà ancora, da qui a 10 anni.

    16. LuxIgnis 4 settembre 2022

      Credo che il 68 c'entri poco con tutto questo. Comunque dipende da dove guardi, se guardi quello che vogliono loro la situazione è questa. Se guardi altrove c'è ancora tanto altro, segno che le loro tecniche non sono poi così perfette e onnipotenti.
      Il panem et circenses c'è stato ma poi l'impero romano è crollato miserevolmente
      Ma comunque meglio così. Perché mai dovrei preoccuparmi delle rane bollite?

    17. maghi 4 settembre 2022

      forse perchè siamo io, tu e tutti delle rane bollite a fuoco così lento, che non ce ne accorgiamo?

    18. LuxIgnis 4 settembre 2022

      Io sto fuori da questo mondo da molto prima che ci fosse l'affare COVID.
      E ne ho pagato un prezzo molto alto. Di sicuro sono uno sconfitto ma non una rana bollita.

    19. BrunoWald 4 settembre 2022

      "Davanti al Castello dell’Imperatore a Prato i bambini che giocano sono tutti di colore, tanto per far capire chi ha vinto nel ’68. Ironia della sorte proprio davanti al Castello c’è una targa che ricorda lo sciopero degli operai pratesi contro i nazi-fascisti. "

      Mi permetto di correggerti: tanto per far capire chi ha vinto nel 1945!
      Non c'è nessuna ironia, ma bensì un preciso rapporto di causa ed effetto tra la nostra disfatta - favorita ed esaltata dagli antifascisti - e la situazione che descrivi, la quale ha un valore simbolico al pari di molte altre.
      La morte dell'Italia, e dell'Europa, è in agenda da molto prima di Davos.

    20. Fantine 4 settembre 2022

      Lux, mi permetto una osservazione.
      Non ti conosco e mi sono formata una opinione, certamente superficiale (nel senso letterale del termine, senza la negatività che di regola vi si accompagna), leggendoti su CdC.
      Credo che Tu sia sanguigno, poiché a volte tiri dritto, e non ci vai per il sottile.
      Ma di certo non sei uno "sconfitto", qualunque significato tu gli attribuisca.
      C'è tanto in ciò che scrivi.
      Forse sei minoranza, ma non è un demerito, anzi.
      Con sincera cordialità.

    21. maghi 5 settembre 2022

      io sono alle porte della vecchiaia e ho la fortuna di aver fatto il '68, che mi ha fatto acquisire la mentalità giusta nei confronti delle elitè di allora e di ora, ma la teoria della rana bollita non riguarda nulla di personale. Per saperne il senso puoi cercare su internet. Se ti basta la mia umile spiegazione, in pratica dice che se butti una rana viva nell'acqua bollente, questa salta via subito e si salva. Se invece la metti nell'acqua fredda e la riscaldi lentamente, questa alla fine muore bollita senza accorgersene. La stessa tecnica attendista è stata messa in opera dalle elitè nei nostri riguardi per avere il potere assoluto sul popolo italiano, trasformandolo in un popolo imbelle, oblubinato, senza più valori, come la famiglia e l'amore tra coppie di sesso diverso, sprecone e consumista all'eccesso. Tutto è cominciato praticamente dal divorzio 60 anni fa e guarda ora come siamo ridotti. Ci hanno e stanno annullando lentamente con la tecnica della rana bollita. Altro esempio calzante è il pifferaio magico, ma la rana bollita rende meglio l'idea della tecnica attendista utilizzata.

    22. maghi 5 settembre 2022

      in effetti tutto questo annichilimento dei popoli ha origine dagli accordi di Yalta e questa strategia continua ancor oggi. Vedi il consenso unanime o quasi dei governanti delle più grandi e più importanti nazioni alla pandemia e alla OMS russa farlocche.

    23. LuxIgnis 5 settembre 2022

      E' la realtà della mia situazione. Ci devo fare i conti. Ma essere sconfitto non vuol dire avere perso, soprattutto sé stessi. Anche altri uomini, molto, molto più grandi di me, furono sconfitti - Giordano Bruno ad es. - ma non si persero e non persero.

      P.S. Puoi permetterti quello che vuoi e senti.

    24. LuxIgnis 5 settembre 2022

      La conosco la tecnica della rana bollita ma come metafora preferisco la "trappola per le scimmie". Meno divulgata ma più efficace e identificativa dell'essere umano. Ne avevo parlato qui diverse volte.
      Una scimmia viene attirata verso un vaso dal collo stretto che contiene dei frutti che a lei piacciono molto. La scimmia mette la mano nel vaso ma quando stringe la mano a pugno dopo aver preso i frutti non riesce più a farla passare per il collo. Quindi rimane bloccata. Il vaso è fissato chiaramente. E non molla la presa. Gli basterebbe lasciare andare i frutti e riconquistare la libertà ma non lo fa.

      Tra l'altro non è vero che la rana si comporta così. Nella realtà appena sente il calore se ne va se può farlo.
      Gli uomini a volte si comportano così, ma solo perché non vogliono mollare quel che hanno acquisito e andare avanti. Fossero anche sciocchezze.

      Io non credo che quello che citi tu siano i problemi, c'è molto altro. I veri valori non sono per me la famiglia ma altro come l'empatia, ad esempio. I valori sociali non mi interessano, cambiano di società in società e non c'è n'è uno che sia valido di per sé. Diventa valido solo se c'è dietro qualche valore umano, universale. Se c'è la famiglia ma non c'è empatia, mi dici a che serve? Una coppia che sta insieme odiandosi "amorevolmente" non credo porti a niente di buono. E la maggior parte sono così.

    25. Fantine 5 settembre 2022

      Ma essere sconfitto non vuol dire avere perso, soprattutto sé stessi.

      Dici bene, perché se non perdiamo noi stessi, non si è mai sconfitti.
      E anche se dovessero piegare un uomo, non sarebbe ugualmente sconfitto.
      Credo intendiamo la stessa cosa, ma la esprimiamo in maniera diversa.
      Ti ringrazio del tuo post scriptum, Lux.

    26. maghi 5 settembre 2022

      mah, le coppie più unite che conosco, lo sono per motivi poco onesti, tipo scambisti o truffatori, perchè sono sicuro che il male unisce più del bene, tenendo conto dell'azione del maligno sulle anime, che cerca di rovinare le coppie che hanno intenzione di amarsi veramente. Questo a livello spirituale, poi ci sono i problemi materiali, di tutti i giorni, che creano stress, per i quali la soluzione anche qui può essere più spirituale, che psicologica. Conosco troppe coppie che dopo essere andate dallo psicologo, hanno preso la strada del divorzio, perchè è più facile e con meno responsabilità indurre la fine del rapporto di coppia, che curarne i mali. Comunque è vero che tra antipatia e simpatia deve sempre prevalere la seconda. Da noi qui in alta Toscana ci sono dei proverbi sul matrimonio dal significato chiaro: "Da Montelupo si vede Capraia (due paesi vicini), Cristo fa le coppie e poi l'appaia" e "Chi s'assomiglia, si piglia". E poi "moglie e buoi dei paesi tuoi", che fa il paio col primo. Sarà per questo che vivo da 42 anni con la solita donna. Siamo di due paesi vicini e ci assomigliamo interiormente. Sapessi quante migliaia di volte abbiamo pensato insieme la stessa cosa in questi 42 anni. Ma forse sono mln di volte. Purtroppo mi rendo conto che una tale fortuna, tocca a troppo pochi.

    27. LuxIgnis 5 settembre 2022

      Non credo sia solo fortuna. Sicuramente una componente c'è. Ma c'è anche il fatto di aver scelto o essere stato scelto, in maniera libera e senza preconcetti.
      Se c'è l'empatia reciproca allora tutto quello che ne segue è facile. Ma se non c'è allora non c'è nessuna istituzione sociale che può supplirla. Nessuna.
      Due persone allora stanno insieme nella infelicità.
      Non tutti hanno strade lineari, molti ce l'hanno contorte e strane. Ma tutte sono legittime se hanno quel fondo di verità.
      La mia è solitaria, pur essendo uno che sta bene in compagnia.

    1. asuerbanipal 3 settembre 2022

      Be’, se non altro, stiamo riscoprendo un’amara verità, ossia, che l’Italia ha potuto negli ultimi 7/8 decenni permettersi di ‘’ripudiare la guerra’’ - de jure - solo perché parte di quell’area del continente europeo pacificata e scientemente devirilizzata.

      La quale area del continente europeo è parte, a sua volta, di una sfera di influenza geopolitica, guidata da uno Stato, il quale, la guerra, la fa eccome (gli Stati Uniti).

      Brutto risveglio, me ne rendo conto.

    1. Giovanni01 3 settembre 2022

      In sintesi, la guerra trasforma assassini in eroi.

    1. maghi 3 settembre 2022

      l'obbiettivo è il cambio di paradigma, ma i sistemi che attueranno per raggiungerlo, mi preoccupano assai, perchè, se non fossero dolorosi, ce li direbbero. Sappiamo solo che alla fine saremo tutti poveri, ma "felici". Forse intendono quelli che sopravviveranno a questo spezzatino o, come dice Harari, col cervello asfaltato da droghe o realtà virtuale. Chissà cosa ci toccherà passare. Intanto un inverno freddino, se NS1 non riapre e pure i prossimi anni non saranno piacevoli senza l'energia che ci ha permesso di vivere nell'abbondanza. Parole di Macron. Una cosa è certa: senza energia il sistema industriale ed il consumismo crolleranno ed il cambio di paradigma è assicurato. Il paradigma del futuro sarà di sicuro di sussistenza, almeno all'inizio. Il futuro lo vedremo, spero, scorrere davanti ai nostri occhi, come in questi ultimi 3 anni e sarà ugualmente sorprendente.

    1. LuxIgnis 3 settembre 2022

      Questo è uno degli articoli migliori pubblicati qui.
      Sottolineo il finale:

      ma verso un uomo sovrano, indipendente, libero, vivente in una comunità di popoli legati alle proprie tradizioni, che non ne impone una agli altri, ma che esige, e da, rispetto reciproco, facendosi forte della responsabilità che si è preso, ovvero Libertà suprema.

      L' ho già detto ma lo ripeto: la più grande paura dell'uomo non è la morte ma la libertà, poiché questa implica grandi responsabilità che quasi nessuno vuole.
      Capito questo, tutto il resto è facile da capire.

      Complimenti all'autore.

    2. Darkman 3 settembre 2022

      Per me è una questione capitale: l'uomo alla libertà preferisce vivere senza rischio e farse grottesche come il lockdown al riguardo si commentano da sole. La libertà autentica si acquisisce giungendo al dominio di se stessi mentre oggi per libertà si intende paradossalmente il potersi abbandonare alla schiavitù delle passioni senza poi neanche voler accettare ciò che esse comportano.

    3. AlbertoConti 3 settembre 2022

      Concordo con entrambi.
      Aggiungo che storicamente la guerra ha sempre avuto diverse funzioni. Non ultima la rieducazione dei popoli coinvolti, a posteriori. Il problema è che la prossima eventuale guerra mondiale non avrà un "a posteriori". Per salvarsi l'umanità è costretta a rieducarsi a priori. Sarebbe un miracolo, ma è assolutamente necessario.

    4. LuxIgnis 3 settembre 2022

      Non è tanto il dominio, almeno inteso letteralmente, si può anche incedere alle passioni ma consapevolmente. Sapendo che danno benefici e malefici, in sostanza in piena responsabilità. Sapendo quali sono i limiti che non si possono superare se non eccezionalmente.
      In sostanza si può dire che non esistono virtù senza vizi. E non è un caso che molte tra le menti più eccelse che siano comparse sulla faccia della terra erano anche piene di vizi.

    5. indipendente 3 settembre 2022

      Perle di saggezza come questa è quello che mi attira in questa congrega di pipparoli mentali. Bravo Darkman, ti stimo e sostengo.

    6. carla 4 settembre 2022

      Vedi Mattei che era uomo libero per aver combattuto per conquistare la sua libertà, ha cercato dimetterla a frutto con tutte le sue conoscenze e competenze e l'hanno ammazzato.
      La nostra crisi è iniziata il 27 ottobre 1962 come colonia

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