Dall’antrace al coronavirus: come una delle più corrotte aziende di Big Pharma pensa di accaparrarsi il mercato dei vaccini per il Covid-19

Whitney Webb & Raul Diego
thelastamericanvagabond.com

Nell’agosto 2001, la società biofarmaceutica BioPort era di fronte al disastro. Una serie di scandali aziendali, controversi salvataggi federali e gravi effetti collaterali [dei suoi prodotti] tra le truppe statunitensi avevano indotto il Congresso e il Pentagono a riconsiderare il suo contratto multimilionario per la fornitura all’esercito di un vaccino contro l’antrace.

Fondata al solo scopo di acquisire un’azienda pubblica nel Michigan che possedeva la licenza esclusiva per la produzione degli unici vaccini contro l’antrace approvati dall’FDA statunitense, BioPort aveva subito cercato di espandere le dimensioni e la portata dei suoi contratti con le forze armate statunitensi. Questa strategia era stata facilitata dall’ex capo degli Stati Maggiori Riuniti, l’ammiraglio William Crowe, che in seguito si sarebbe rivelato di fondamentale importanza per la conquista del monopolio dei vaccini da parte di BioPort e per il successivo e aggressivo impiego di ex funzionari governativi come lobbisti.

In ogni caso, subito dopo essersi accaparrata questi contratti multimilionari ed essersi assicurata il monopolio dei vaccini contro l’antrace, BioPort aveva sostenuto di essere finanziariamente a terra ed era stata salvata da un finanziamento di 24 milioni di dollari ottenuto su richiesta del Pentagono, che aveva addotto come giustificazione, “preoccupazioni per la sicurezza nazionale.”

In seguito, i revisori del Pentagono avevano scoperto che gran parte dei fondi assegnati a BioPort non erano stati contabilizzati e che i soldi che si erano volatilizzati non erano stati usati per l’ammodernamento dell’impianto di produzione dei vaccini, che non avrebbe avuto il rinnovo della licenza di produzione fino a che non fossero stati risolti numerosi problemi (sanitari e non). Nel frattempo, decine di soldati che avevano sofferto di effetti collaterali causati dal vaccino contro l’antrace di BioPort (alcuni erano rimasti menomati a vita) avevano iniziato a parlare, dando origine ad uno sgradito interessamento verso il prodotto più importante e principale fonte di reddito di BioPort.

Nell’agosto 2001, BioPort sembrava trovarsi di fronte ad un imminente rovina a causa di questo e di altri scandali. Gli attentati all’antrace, avvenuti nel mese di settembre, erano arrivati al momento opportuno per l’azienda, perchè la domanda per il loro vaccino contro l’antrace era schizzata alle stelle, portando a nuovi e redditizi contratti governativi. Anche la licenza di produzione era stata rapidamente rinnovata, grazie all’intervento del Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS), nonostante rimanessero molti problemi alla struttura produttiva.

Anche se convenientemente tratta in salvo dagli sfortunati eventi del 2001, BioPort aveva subito fatto pressioni per ottenere contratti ancora più grandi, chiedendo al governo ulteriori acquisti del suo controverso vaccino contro l’antrace. Cavalcando la paura causata dagli attacchi di antrace del 2001, avevano così indotto il governo a fare scorta di vaccini contro l’antrace, non solo per i militari, ma anche per i civili, gli impiegati delle poste, le forze polizia e molte altre categorie che avrebbero potuto essere potenzialmente in pericolo se si fossero ripetuti gli attacchi all’antrace.

Jerome Hauer

All’epoca, uno dei maggiori sostenitori dell’espansione dei contratti di BioPort lavorava per il Dipartimento della salute e dei servizi umani: Jerome Hauer, un uomo che, non solo aveva saputo in anticipo degli attacchi all’antrace, ma che aveva anche partecipato alla simulazione Dark Winter, in cui, pochi mesi prima, erano stati previsti quegli stessi attacchi. Hauer, alcuni mesi dopo, sarebbe stato messo al vertice di una nuova struttura dell’HHS, con l’incarico di sovraintendere alle scorte di prodotti per la biodifesa, struttura di cui BioPort sarebbe stata uno dei principali beneficiari.

Nel 2004 BioPort era stata ristrutturata e rinominata Emergent Biosolutions. Aveva quindi ingaggiato ancora più lobbisti ben ammanigliati e fatto sedere nel proprio consiglio di amministrazione molti nomi importanti del comparto governativo e privato. Uno di questi “grandi nomi” non era altri che Jerome Hauer, aggiunto al consiglio di amministrazione di Emergent subito dopo aver lasciato l’HHS. Hauer è tuttora direttore della società e fa parte di tre dei suoi comitati di governo societario.

Emergent Biosolutions non solo aveva tratto profitto dalla paura della nazione per l’antrace, ma anche da altre crisi pandemiche e, in seguito, aveva anche ricevuto un notevole supporto dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) sostenuta da Bill Gates. Aveva poi rivolto la propria attenzione al fenomeno della dipendenza e dell’overdose da oppiacei, acquistando i diritti sull’unico farmaco approvato per il trattamento rapido dell’overdose da oppioidi, facendo anche causa a tutti i produttori generici di questo fondamentale farmaco salvavita.

Data la sua storia, non sorprende che Emergent Biosolutions possa trarre profitto dalla crisi del Coronavirus (Covid-19). L’azienda è particolarmente ben posizionata per realizzare profitti record con il Covid-19, poiché sostiene non uno, ma due candidati al vaccino ed anche un trattamento sperimentale con plasma sanguigno già approvato per gli studi clinici nello stato di New York, grazie in parte anche al vecchio capo di Jerome Hauer, il governatore di New York, Andrew Cuomo. Come già notato in un precedente articolo di The Last American Vagabond, le altre principali aziende statunitensi che stanno sviluppando vaccini per il Covid-19 sono partner strategici della controversa agenzia di ricerca del Pentagono DARPA, che negli ultimi anni si è sempre più allineata con l’HHS grazie ad un altro partecipante a Dark Winter, Robert Kadlec.

In questa seconda puntata della serie “Strumentalizzare un’epidemia: Amerithrax, Coronavirus e l’ascesa del complesso biotecnico-industriale,” verrà esplorata la crescente rilevanza di Biosolutions, resa possibile da atti di palese corruzione e dall’interscambio esistente fra pubblico e privato. Il chiaro nesso tra Big Pharma, il governo e i “centri di biosicurezza” affiliati alle università fa luce sul complesso biotecnologico-industriale che ha dominato a lungo la politica di biodifesa degli Stati Uniti e che ora guida gran parte della risposta del governo degli Stati Uniti alla crisi del Coronavirus.

E’ nata una bio-minaccia

Per mezzo secolo, Vladimir Pasechnik era stato un cittadino sovietico modello e la sua valenza scientifica nel campo delle armi biologiche gli era valso grado onorario di generale. Tuttavia, l’aver conseguito un titolo del genere non sembrava avesse ispirato molta lealtà, quando, nel 1989, aveva telefonato all’ambasciata britannica da una cabina telefonica in Francia. Il famoso microbiologo aveva poi disertato in Inghilterra, una decisione che aveva preceduto di pochi mesi la caduta del Muro di Berlino. Tuttavia, non molte persone, a parte Pasechnik, avrebbero potuto fornire a Whitehall una visione più avvincente di quello che succedeva dietro la cortina di ferro, con racconti scioccanti di mostruosi agenti patogeni progettati dal Biopreparat, il programma top secret di armi biologiche della Russia comunista.

Christopher Davis, il gestore dell’MI6 di Pasechnik, aveva condiviso con le sue controparti statunitensi tutta l’intelligence raccolta, comprese le affermazioni secondo cui i ricercatori di Biopreparat avrebbero sviluppato ceppi di antrace, tularemia e tossina botulinica resistenti agli antibiotici. Anche malattie antiche, come la peste, secondo Davis erano state modificate. Quando le storie erano terminate, Pasechnik aveva ricevuto un incarico presso le strutture di biodifesa della Gran Bretagna a Porton Down, dove sarebbe rimasto per un altro decennio prima di mettersi in proprio e fondare una sua azienda biotecnologica.

Tuttavia l’establishment geopolitico occidentale non aveva perso tempo nel dar vita, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ad una nuova narrativa sulle imminenti minacce mondiali delle armi biologiche. Le dimissioni di Gorbachev nel 1991 avevano di colpo fatto crollare in Occidente il mercato della retorica sulla Guerra Fredda e il massiccio complesso militare-industriale che aveva tratto profitto da quelle tensioni si era ritrovato ancora carico, ma senza uno spauracchio da incolpare

Pasechnik era solo uno dei tanti ex-allievi di Biopreparat ad aver disertato nei paesi occidentali, un altro ben noto esempio era stato Ken Alibek (nato Kanatjan Alibekov), che aveva disertato negli Stati Uniti invece che nel Regno Unito. Molte delle affermazioni sensazionali e dei terribili avvertimenti di Alibek riguardanti il programma sovietico degli anni ’90 sulle armi biologiche si sarebbero in seguito dimostrate falsità completamente inventate. Ciononostante, Alibek ha mantenuto intatta la sua l’influenza nel settore della biotecnologia e nei circoli di Washington, dove la capacità di vendere paura è spesso una ricercata qualità.

Pasechnik, tuttavia, non era stato così fortunato, dal momento che era morto di un sospetto infarto nel novembre 2001. Era stato uno degli undici migliori microbiologi al mondo a morire in circostanze misteriose, da novembre 2001 a marzo 2002.

Alla luce delle affermazioni fatte da Pasechnik, Alibek ed altri negli anni ’90, un gruppo relativamente ristretto di personaggi ben ammanigliati, molti dei quali avrebbero successivamente partecipato alla simulazione Dark Winter del giugno 2001, aveva affermato che Biopreparat rappresentava ancora una minaccia, ipotizzando che i disertori del programma avrebbero potuto non rivolgersi all’Occidente, ma, al contrario, a regimi rivali come quello di Saddam Hussein in Iraq.

L’antrace era stata subito considerato una delle principali minacce da parte di questi profeti di armi biologiche tanto che, pochi mesi dopo il crollo dell’Unione Sovietica, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva lanciato una gara d’appalto per la produzione di 6,3 milioni di dosi di vaccino contro l’antrace. Come confronto, nel contratto dell’anno precedente erano state richieste solo 700.000 dosi.

Problemi di approvvigionamento

Il Michigan Biologic Products Institute (MBPI) era stato fondato nel 1926 dallo Stato per soddisfare le esigenze di vaccinazione della popolazione prevalentemente rurale, molte di queste persone lavoravano infatti nelle fattorie e necessitavano di vaccini contro malattie presenti in natura, come l’antrace e la rabbia. Negli anni ’80, questa azienda era l’unico produttore di vaccini contro l’antrace negli Stati Uniti, dopo che le normative sanitarie degli anni ’70 avevano fatto fallire la maggior parte dei produttori privati di vaccini. Il vaccino contro l’antrace di MBPI era conosciuto come Anthrax Vaccine Adsorbed (AVA) o BioThrax.

Allineandosi alle raccomandazioni politiche emanate dal Mackinac Center for Public Policy, un ente di facciata dei controversi fratelli Koch, il governatore del Michigan, John Engler, si era appigliato alle endemiche perdite finanziarie di MBPI per giustificare, nel 1996, la messa in vendita dell’unico produttore nazionale certificato di vaccini contro l’antrace. Tuttavia, ad un esame più approfondito, la vera ragione alla base della decisione era dovuta ad un improvviso picco di richieste da parte dell’unico cliente del laboratorio, il governo degli Stati Uniti e all’incapacità di MBPI di soddisfarle.

L’azienda del Michigan avrebbe richiesto enormi lavori di ristrutturazione per essere in grado di soddisfare le esigenze di un apparato per la sicurezza nazionale ricompattatosi di fronte alla minaccia delle armi di distruzione di massa e della guerra biologica, minaccia in gran parte creata artificialmente dalle storie dei disertori sovietici. Il Pentagono aveva offerto 1,8 milioni di dollari per i necessari lavori di ristrutturazione, ma non si erano presentati candidati, almeno nessuno con passaporto americano.

Nello stesso anno, DynCorp, l’eterno appaltatore della difesa statunitense, era entrato in affari con un gruppo oscuro di imprenditori nel settore delle biotecnologie dall’altra parte dell’Atlantico, formando la DynPort Vaccine Company, LLC., una combinazione del nome di DynCorp con quello del suo partner britannico, Porton International, Inc. Il presidente di quest’ultima azienda, Zsolt Harsanyi, avrebbe anche guidato DynPort mentre la società britannica iniziava a gettare le basi per il suo secondo tentativo di accaparrarsi un monopolio cruciale nel settore biotecnologico americano.

Il monopolio dei germi

La Porton International era nata a seguito della rivoluzione thatcheriana, che aveva balcanizzato le attività del settore pubblico britannico distribuendole tra gruppi privati che spesso avevano stretti legami con funzionari di governo e politici britannici. Tra queste gruppi vi era il Center for Applied Microbiology and Research (CAMR), un ramo biotecnologico del famigerato Laboratorio di Scienza e Tecnologia della Difesa del Regno Unito, comunemente noto come Porton Down, incaricato anche del programma dei vaccini contro l’antrace del Regno Unito.

Porton International aveva iniziato l’attività nel 1982, quando il finanziere londinese Wensley Haydon-Baillie, aveva fondato la società per sviluppare un farmaco anti herpes inventato dal dottor Gordon Skinner, farmaco che non aveva superato la fase degli studi clinici e che non era mai entrato sul mercato. Nel 1985, Haydon-Baillie si era assicurato i diritti esclusivi per commercializzare i farmaci sviluppati dal CAMR, un accordo di interessi del governo Thatcher che aveva fatto arrivare ingenti investimenti da parte della British Telecom e della Lloyds Bank, tra gli altri, per un totale di 76 milioni di sterline. Haydon-Ballie aveva profumatamente beneficiato dall’accordo, raccogliendo dividendi annuali per mezzo milione di sterline e vendendo nel 1986 una parte delle proprie azioni per 24 milioni di sterline.

Nel 1989, Porton International aveva acquisito Sera-lab e Hazleton Biologics, Inc., fornendo loro una rete di distribuzione consolidata. L’anno seguente, l’offerta dell’azienda di acquistare i laboratori CAMR con 650 dipendenti, era stata accettata dal segretario alla salute britannico Kenneth Clark, nonostante l’opposizione delle maestranze che avevano votato contro l’acquisizione.

Casa Fuad

Al momento della vendita, Haydon-Ballie, un tempo il cinquantesimo uomo più ricco d’Inghilterra, era in procinto di lasciare Porton International con l’accusa di guadagni illeciti. Più o meno nello stesso periodo, il vaccino contro l’antrace stava per entrare in un mercato in espansione e Porton International era ora in posizione privilegiata per trarne tutti i benefici.

Un anno prima, nel 1989, Ibrahim El-Hibri, un cittadino venezuelano che aveva fatto fortuna lavorando per alcune società di telecomunicazioni statunitensi, era diventato un socio occulto di Porton International. Suo figlio, Fuad El-Hibri, era stato nominato direttore di Porton Products, Ltd, una sussidiaria internazionale di Porton, il canale con cui la famiglia El-Hibri avrebbe conseguito enormi guadagni vendendo vaccini contro l’antrace all’Arabia Saudita e ad altri stati del Golfo al prezzo di 300-500 dollari a dose. Fuad El-Hibri era stato in precedenza un appaltatore per i servizi di intelligence di Booz Allen Hamilton e un dirigente del gigante di Wall Street, CitiGroup.

ADM William J. Crowe Jr., USN

Il vecchio El-Hibri aveva un talento per gli affari che risaliva addirittura agli anni ’70, quando viveva in Qatar e aveva fatto amicizia con l’allora capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, l’ammiraglio William Crowe. Questo militare di carriera era rimasto in contatto con El-Hibri nel corso degli anni e, probabilmente, gli aveva anche fatto avere qualche vantaggio commerciale all’epoca in cui Crowe faceva ancora parte del consiglio di amministrazione del colosso farmaceutico Pfizer. In seguito Crowe, alla fine del 1997 (almeno ufficialmente, ma probabilmente molto prima), aveva preso in mano il telefono e aveva fatto una proposta d’affari al suo vecchio amico.

Nel 1997, l’allora segretario alla Difesa statunitense William S. Cohen aveva annunciato un piano per vaccinare contro l’antrace tutti gli apparteneti alle forze armate statunitensi, progetto che, alla fine, avrebbe portato alla vaccinazione di circa 2,4 milioni di soldati entro il 2003. L’ammiraglio Crowe, che in quel momento prestava servizio come ambasciatore americano nel Regno Unito, aveva rapidamente contattato El-Hibri per discutere delle prospettive del mercato statunitense dei vaccini contro l’antrace, alla luce della nuova politica del Pentagono

L’unico problema era quello di far avere un passaporto americano al figlio, Fuad El-Hibri, in modo che potesse gestire gli affari direttamente negli Stati Uniti. Per aggirare il problema rapidamente e con facilità, l’ammiraglio, dai solidi legami politici e dalle intatte e profonde connessioni con il Pentagono, era stato nominato direttore di BioPort e aveva ricevuto il 10% delle azioni della società, nonostante non avesse investito un solo centesimo nell’azienda.

Tutto era ormai pronto per l’inserimento di Porton International nell’esclusivo settore degli appalti pubblici statunitensi con il nome di BioPort, Inc. Come colpo di fortuna, il presidente di Porton International, Zsolt Harsanyi, aveva appena ricevuto un contratto decennale da parte del ministero della difesa per un valore di circa 322 milioni di dollari attraverso DynPort Vaccine Company, LLC e, grazie al governatore del Michigan, l’unico impianto del paese autorizzato alla produzione di vaccini per l’antrace era nuovamente in vendita.

Un furto ed una truffa

Nel settembre 1998, BioPort aveva acquisito la struttura del Michigan Biologic Products Institute attraverso un pacchetto da 25 milioni di dollari di prestiti, contanti e promesse allo stato del Michigan di ulteriori pagamenti futuri, promesse che non sarebbero mai state mantenute. Si era poi saputo che El-Hibri ed altri partner di BioPort avevano messo in questo pacchetto solo 4,5 milioni di dollari di loro proprietà.

Come accennato in precedenza, nello stabilimento MBPI di Lansing, MI, erano stati riscontrati dei problemi e gli impianti erano stati chiusi per lavori di ristrutturazione sei mesi prima del loro acquisto da parte di BioPort. Tuttavia, l’MBPI aveva ricevuto dal Pentagono alcuni milioni di dollari per risolvere i problemi riscontrati dalla Food and Drug Administration (FDA) che influenzavano la “stabilità, l’efficacia e la purezza” del vaccino.

Insieme a queste problematiche, BioPort aveva anche ereditato contratti militari per un valore di quasi 8 milioni di dollari per i vaccini contro l’antrace. Aveva poi rapidamente ottenuto un altro contratto, per un totale di oltre 45 milioni di dollari, con altri 16 milioni pronta cassa per ristrutturazioni immediate, un affare considerevole dovuto probabilmente al solerte ingaggio da parte di BioPort di funzionari federali e di ex militari come lobbisti, oltre ai profondi legami di Crowe con il Pentagono.

Nonostante il massiccio afflusso di denaro, BioPort non aveva speso questi soldi per la ristrutturazione dello stabilimento e la risoluzione dei problemi di produzione, probabilmente perchè l’accordo impegnava Pentagono ad acquistare da BioPort i vaccini per l’antrace anche se lo stabilimento e vaccini prodotti non erano certificati dall’FDA.

Con il Pentagono obbligato ad acquistare il vaccino, indipendentemente dal fatto che fosse utilizzabile, BioPort aveva speso milioni per rinnovare gli uffici dei dirigenti, non lo stabilimento, ed altri milioni in bonus per gli “alti dirigenti.” I revisori del Pentagono avrebbero poi scoperto che altri milioni erano andati “persi” e che il personale di BioPort non era a conoscenza del costo di produzione di una singola dose di vaccino.

Nonostante la palese corruzione e la cattiva gestione, BioPort aveva chiesto al Pentagono di essere salvata dal fallimento, sollecitando ancora più soldi a copertura dei capitali che aveva perso e sperperato. Sebbene i revisori del Pentagono avessero sostenuto che la società avrebbe dovuto essere abbandonata, i massimi funzionari militari avevano tirato in ballo la “sicurezza nazionale” e assegnato a BioPort ulteriori 24,1 milioni di dollari. Avevano anche aumentato il prezzo di acquisto del vaccino contro l’antrace, che ha una durata di 3 anni, portandolo da 4,36 a 10,64 dollari a dose.

Il Congresso aveva richiesto audizioni sul piano di salvataggio, audizioni che non avevano portato a nessun risultato. Durante una di queste, l’allora membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della Carolina del Nord, Walter Jones, aveva dichiarato quanto segue:

“Il messaggio sembra chiaro: se un’azienda vuole guadagnare milioni senza fornire un prodotto o un servizio, deve stipulare un contratto in esclusiva con il Dipartimento della Difesa per produrre vaccini. BioPort sembra aver messo il governo con le spalle al muro.”

Non sorprende che questo sia stato solo il primo dei salvataggi federali di BioPort.

La fortuna aiuta i corrotti

BioPort, ben consapevole fin dall’inizio della sua posizione di forza, aveva ritardato il più possibile la ristrutturazione della fabbrica e la sua messa a norma in conformità agli standard federali. Nel frattempo, per via del contratto capestro, il Pentagono aveva continuato ad acquistare grandi quantitativi di vaccini inutilizzabili e probabilmente non sicuri, pur continuando a pagare BioPort per lo stoccaggio dell’inutile prodotto.

Durante questo periodo, le dosi di vaccino contro l’antrace fabbricate prima della ristrutturazione erano state utilizzate sulle truppe statunitensi, con il risultato che molti di quei soldati che avevano ricevuto il vaccino prodotto nell’azienda non a norma avevano lamentato di mal di testa permanenti, dolori articolari, perdita di memoria ed altri, più gravi, sintomi. Alcuni erano rimasti addirittura disabili a vita. Il Congresso aveva nuovamente tenuto audizioni, ma erano stati chiamati a testimoniare numerosi dipendenti di BioPort che si erano qualificati come “esperti” ed altri, che avevano appoggiato il contratto del Pentagono con l’azienda.

Nel 2000, il Pentagono, aveva finalmente perso la pazienza e aveva chiesto a BioPort di sospendere la produzione di BioThrax. BioPort si era adeguata, ma aveva continuato a ricevere denaro dal governo per rimanere a galla. Nell’agosto 2001, l’azienda di Lansing era sempre priva di certificazione e BioPort stava ancora chiedendo fondi governativi per non  fallire. Nello stesso mese, il Congresso e il Pentagono avevano pubblicamente iniziato a discutere dell’abbandono di BioPort. Il Pentagono aveva iniziato a preparare un rapporto, che avrebbe dovuto essere pubblicato nel settembre 2001, dove sarebbe stato esposto nei dettagli un piano per l’abbandono di BioPort.

Fortunatamente per BioPort, ma sfortunatamente per la nazione, gli eventi dell’11 settembre 2001 e i successivi attentati all’antrace avevano scatenato il panico, con la paura che gli attacchi all’antrace potessero diventare un incubo ricorrente per il pubblico americano e che i gruppi terroristici radicali e le nazioni rivali cercassero di colpire con l’antrace non solo i soldati americani, ma anche i civili all’interno del paese.

Il panico che ne era seguito aveva indotto il Dipartimento per la Salute e i Servizi Umani (HHS) ad intervenire, restituendo la licenza a BioPort nel gennaio 2002, nonostante persistessero  problemi di sicurezza nel suo impianto di produzione dei vaccini. BioPort però non si era accontentata di vedersi semplicemente ripristinare i vecchi contratti con il Pentagono, perché aveva subito iniziato a fare pressioni per nuovi contratti per vaccini contro l’antrace da destinarsi ai civili americani, agli impiegati delle poste e ad altre categorie. Li avrebbe ottenuti, in gran parte grazie all’allora consigliere per l’antiterrorismo di HHS e che presto sarebbe diventato il nuovo assistente segretario di HHS, Jerome Hauer.

Il curioso passato di Jerome Hauer

Nel 1998, mentre BioPort si assicurava il controllo dell’unico produttore autorizzato del paese per i vaccini contro l’antrace, a New York il responsabile della gestione emergenze ed esperto di bioterrorismo, Jerome Hauer, era impegnato a lavorare e a fare piani di emergenza per il giorno del giudizio dal suo “bunker” al 23° piano del World Trade Center Building 7.

Prima di ricevere l’incarico nel 1996 dall’allora sindaco di New York, Rudy Giuliani, Hauer aveva gestito i piani di emergenza mondiali del colosso tecnologico IBM. Era stato anche consigliere del Dipartimento di Giustizia, consulente del presidente Clinton sulle minacce bioterroristiche ed era noto “consultarsi regolarmente con Scotland Yard e l’esercito israeliano.” Secondo quanto riferito, era stata di Hauer l’idea di collocare l’ufficio di gestione delle emergenze della città presso l’Edificio 7, anche se una tale scelta, all’epoca, era sembrata assai strana, a causa degli attentati al World Trade Center del 1993, attentati dinamitardi che, in seguito, avrebbero rivelato inquietanti collegamenti con l’FBI.

Nel 1999, il New York Times aveva descritto il lavoro di Hauer come “stare seduti tutto il giorno a pensare a situazioni orribili, in cui le cose vengono distrutte e le persone muoiono.” Si noti inoltre che Hauer aveva descritto la sua esperienza in merito a situazioni di emergenza specifiche come segue: “incidenti di elicottero, incendi in metropolitana, interruzioni nelle forniture di acqua, tempeste di neve, ondate di calore, blackout, crolli di edifici, crolli di edifici, crolli di edifici.” La sua ossessione per i crolli degli edifici lo aveva persino portato a tenere in casa propria “trofei” dei crolli di edifici che aveva supervisionato e su cui era intervenuto. È strano che proprio lo stesso “bunker” multimilionario di Hauer sarebbe stato poi vittima di un crollo, disintegrandosi nel suo esatto perimetro in 7 secondi, l’11 settembre 2001.

Quel fatidico giorno, Hauer non lavorava più all’ufficio newyorkese per la gestione delle emergenze, essendone uscito nel febbraio 2000. Tuttavia, nel 2001, Hauer lavorava ancora nel complesso del World Trade Center, gestendo la sicurezza degli edifici come amministratore delegato della Kroll Inc. Comunemente nota come la “CIA di Wall Street,” secondo il Washington Post, la Kroll sarebbe stata un vero e proprio paravento per la CIA  creato delle agenzie di intelligence francesi. Sebbene affermasse di interessarsi sopratutto di sicurezza aziendale e di indagini, [la società] indagava spesso anche su personaggi coinvolti nella politica estera di Washington, tra cui Saddam Hussein. Nel 2002 la Kroll sarebbe anche stata incaricata della “riorganizzazione” di Enron.

Hauer, la mattina dell’11 settembre 2001 avrebbe dovuto trovarsi nel suo ufficio al World Trade Center, ma quel giorno non si era presentato al lavoro; poche ore dopo il crollo delle torri era invece apparso sui media televisivi, dove, in un’intervista a Dan Rather, aveva affermato che il responsabile degli attacchi era Osama bin Laden.

Tuttavia, non tutti i dipendenti della Kroll erano stati fortunati come Hauer. John O’Neill aveva appena iniziato a lavorare per la Kroll e, quel giorno, si trovava World Trade Center ed era morto negli attacchi. O’Neill aveva in precedenza collaborato con l’FBI ed era il massimo esperto del paese su Osama bin Laden e le sue attività. Si era dimesso a metà del 2001, dopo che le sue indagini su Bin Laden erano state ripetutamente bloccate dai suoi superiori (cosa che era accaduta a numerosi investigatori federali prima dell’11 settembre) e, in seguito, gli era stato offerto un incarico alla Kroll, nientemeno che dallo stesso Jerome Hauer.

Sempre l’11 settembre, Hauer aveva detto ai massimi funzionari dell’amministrazione Bush di iniziare ad assumere l’antibiotico Ciprofloxacina per prevenire le infezioni causate dall’antrace e, successivamente, aveva dichiarato in pubblico attraverso i media che dei terroristi stranieri stavano lavorando con Saddam Hussein per scatenare un attacco all’antrace contro la popolazione americana. Tutto questo accadeva ben prima che la prima vittima dell’attacco all’antrace, il fotoreporter Robert Stevens, ne mostrasse i sintomi.

Hauer si era preparato per uno scenario preciso, gli attacchi all’antrace, nell’ambito della simulazione di guerra biologica di Dark Winter, avvenuta alcuni mesi prima, quando Hauer era membro del Johns Hopkins Working Group on Civilian BioDefense, una sezione di quello che ora è il Johns Hopkins Center for Health Security, all’epoca guidato dalla coautrice di Dark Winter, Tara O’Toole. La simulazione di Dark Winter e la sua attuale rilevanza sono discussi in dettaglio nella Parte I di questa serie.

Da notare anche il fatto che, mentre era impiegato presso la Kroll Inc., Hauer aveva lavorato anche per la Scientific Applications International Corporation (SAIC), un appaltatore della difesa e dell’intelligence. In quella sede aveva avuto come collega Stephen Hatfill, che Hauer aveva già incontrato anni prima. Alla SAIC, Hatfill lavorava allo sviluppo dei protocolli per la gestione delle “lettere sull’imbroglio dell’antrace,” un fenomeno presente in Dark Winter e, successivamente, anche nei veri attacchi all’antrace del 2001. Hatfill era poi stato accusato di aver commesso lui stesso quegli attacchi, ma era stato assolto dai sospetti, ottenendo dal governo un risarcimento multimilionario.

Oltre al suo lavoro per SAIC e Kroll durante gli eventi dell’11 settembre 2001, Hauer era stato anche consigliere per la sicurezza nazionale dell’allora capo del Dipartimento di salute e servizi umani (HHS), Tommy Thompson. Hauer aveva collaborato attivamente con Thompson durante gli attacchi all’antrace del 2001 ed anche in seguito, contribuendo a modellare la risposta dell’ HHS e la successiva politica sulla biodifesa, fortemente incentrata sul vaccino per l’antrace di BioPort.

Hauer e l’HHS

Mentre gli attacchi all’antrace erano in pieno svolgimento, Hauer aveva consigliato il segretario Thompson di istituire un nuovo ufficio presso l’HHS, l’Office of Public Health Preparedness (OPHP), il cui primo direttore ad interim sarebbe stato il Dr. D.A. Henderson, un ex funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e primo fondatore del Johns Hopkins Working Group on Civilian Biodefense, che aveva sponsorizzato Dark Winter e che includeva sia Jerome Hauer che i coautori di Dark Winter, Tara O’Toole e Thomas Inglesby. All’inizio del 2002, lo stesso Hauer avrebbe sostituito Henderson come capo del nuovo OPHP.

Nel maggio 2002, Hauer, mentre era a capo dell’OPHP, aveva redatto un rapporto insieme ad altri membri del Johns Hopkins Working Group, tra cui la O’Toole e Inglesby. In quel documento, pubblicato sul prestigioso Journal of American Medical Association (JAMA), Hauer, la O’Toole, Inglesby e i loro co-autori sostenevano che, alla luce degli attacchi all’antrace del 2001, era necessario aumentare la produzione e gli acquisti del vaccino contro l’antrace e che era anche necessario un finanziamento governativo per la ricerca di un nuovo vaccino contro l’antrace. Avevano anche affermato che il vaccino non aveva causato effetti avversi significativi.

C’è però da dire che, alcuni mesi prima, la O’Toole ed Inglesby erano finiti sotto inchiesta per i loro tentativi di incolpare Al Qaeda degli attacchi all’antrace, diversi mesi dopo che quella possibilità era stata completamente scartata dagli investigatori federali e da altri scienziati indipendenti.

Anche il documento redatto dal Johns Hopkins Working Group era stato oggettto di indagini, in particolare la raccomandazione al governo ad acquistare più BioThrax. Questo soprattutto perché l’esperienza maturata durante gli attentati aveva dimostrato che gli antibiotici erano molto più efficaci e meno costosi nel rispondere agli attacchi con antrace e studi successivi avevano affermato che le richieste di fare scorte sempre più grandi di BioThrax “andavano contro le prove mediche e le raccomandazioni degli esperti” basate sulle lezioni apprese durante gli attacchi all’antrace.

Poi, nel giugno 2002, era stato tramutato in legge dal presidente Bush il Public Health Security and Bioterrorism Preparedness and Response Act [decreto sulla preparazione e la prontezza di risposta alla sicurezza della salute pubblica e al bioterrorismo], creando il posto di vice segretario per la preparazione alle emergenze in materia di salute pubblica, posto che era stato subito ricoperto da Hauer e che gli aveva conferito un potere quasi totale sulla politica della biodifesa dell’HHS e su tutte le problematiche dell’HHs relative alla “sicurezza nazionale.”

Nel luglio 2002, Hauer e il suo vice William Raub avevano indotto il Pentagono a riprendere la vaccinazione delle truppe, nonostante le preoccupazioni di lunga data sulla sicurezza del vaccino. Secondo il nuovo programma di immunizzazione, il numero di truppe vaccinate “avrebbe dovuto aumentare di molto,” secondo i funzionari. Tuttavia, l’entità di un simile aumento non è mai stata resa pubblica. Inoltre, la metà degli acquisti di BioThrax da parte del Pentagono sarebbe stata immagazzinata ad uso civile.

Sebbene Hauer, la O’Toole, Inglesby, il Pentagono e, naturalmente, BioPort, continuassero ad affermare che BioThrax era sicuro per l’uso umano, il Government Accountability Office (GAO) pochi mesi dopo aveva diffuso i propri risultati, secondo cui il vaccino “aveva causato reazioni avverse nella maggior parte dei soggetti [85%] e aveva indotto molti membri della Air Force Reserve e dell’Air National Guard a trasferirsi ad altre unità o a lasciare l’esercito tra il 1998 e il 2000.” Il Pentagono e l’HHS avevano respinto le conclusioni del GAO.

Nonostante i dinieghi del Pentagono e dell’HHS, il numero di veterani che avevano sofferto di effetti negativi da BioThrax aveva continuato a crescere. Persino i media mainstream avevano iniziato a riportare affermazioni che attribuivano a BioThrax oltre 20 decessi e più 4.000 casi di malattia, 347 delle quali ritenuti “gravi.”

Di conseguenza, nel marzo 2003, sei fra membri del servizio militare e dipendenti civili del Dipartimento della Difesa avevano fatto causa al Pentagono, all’HHS e all’FDA per l’obbligo di vaccinazione con il BioThrax, affermando che la somministrazione del vaccino negli anni ’90 e nei primi anni 2000 sarebbe stata sperimentale.

Questa affermazione si basava sul fatto che la FDA non aveva approvato BioThrax per il contatto con l’aerosol di antrace (cioè l’inalazione di antrace). Però, il Pentagono stava usando BioThrax ufficialmente per proteggere i soldati dall’esposizione all’aereosol di antrace, la forma di antrace a cui andrebbero incontro i soldati in uno scenario di guerra biologica o di bioterrorismo. Pertanto, il Pentagono stava inoculando i soldati con BioThrax per un utilizzo per il quale non era stato approvato a livello federale, rendendone l’uso sperimentale. Dato che, secondo le leggi federali, l’uso di vaccini sperimentali è illegale, nell’ottobre 2004 un giudice federale aveva stabilito che il programma del Pentagono di vaccinazione obbligatoria con Biothrax era illegale.

La sentenza era stata un duro colpo per BioPort, che quell’anno si era riorganizzata e aveva assunto il nome di Emergent BioSolutions. Tuttavia, BioPort/Emergent BioSolutions aveva tirato un respiro di sollievo nel 2006, quando il Pentagono aveva deciso di riprendere le vaccinazioni obbligatorie contro l’antrace tra i militari statunitensi, subito dopo l’approvazione da parte della FDA di BioThrax come trattamento per l’inalazione di antrace.

Il BioShield di BioSolutions

Pochi mesi prima che il programma di vaccinazione del Pentagono con BioThrax fosse ritenuto illegale, il Congresso aveva approvato il Progetto BioShield Act, una proposta di legge in gran parte redatta dai lobbisti della Emergent BioSolutions e fortemente influenzata da Robert Kadlec, l’allora direttore del programma Biodefense nell’ambito del Consiglio di Sicurezza Nazionale. L’obiettivo della proposta di legge era quello di stanziare 5 miliardi di dollari da utilizzarsi per l’acquisto di vaccini, compresi alcuni milioni di dosi di vaccino contro l’antrace, e di immagazzinarli in vista di un futuro attacco di bioterrorismo. Dato che questi vaccini hanno una durata di scadenza limitata (da tre a quattro anni nel caso di BioThrax), la scorta avrebbe dovuto essere continuamente rinnovata, man mano che i vari lotti superavano la data di scadenza.

Non molto tempo dopo la conversione in legge del BioShield Act, Emergent BioSolutions aveva co-finanziato un gruppo di pressione chiamato Alliance for Biosecurity come parte della sua strategia per accaparrarsi con facilità i proficui contratti del programma BioShield. Questo gruppo di lobbisti aveva fatto in modo che Emergent BioSolutions unisse le proprie forze con il Centro per la Biosicurezza dell’Università di Pittsburgh, che era stato creato nel 2003 e in cui lavoravano ex membri del Johns Hopkins Institute for Civilian Biodefense Strategies. All’epoca, il Centro dell’Università di Pittsburgh era guidato da Tara O’Toole.

Sebbene Emergent BioSolutions avesse contatti con le organizzazioni e i personaggi chiave del complesso industriale-biodifesa, l’amministrazione Bush e le forze armate, il programma BioShield inizialmente non era andato nei modi previsti dall’azienda. Invece di pompare ancora più soldi nel controverso BioThrax, l’HHS aveva deciso di investire in un nuovo vaccino contro l’antrace che comportava meno dosi e meno effetti collaterali negativi, e quindi meno polemiche.

Nel novembre 2004, l’HHS, tramite il programma BioShield, aveva assegnato a VaxGen Inc. un contratto da 877,5 milioni di dollari per la produzione di un vaccino ricombinante contro l’antrace e questo era il primo contratto stipulato tramite BioShield. In netto contrasto con i precedenti contratti governativi di Emergent per il BioThrax, il contratto con VaxGen non prevedeva l’erogazione di denaro pubblico all’azienda fino a quando il vaccino non fosse stato approvato e debitamente consegnato.

Il contratto VaxGen, per ovvie ragioni, aveva preoccupato molto BioPort/Emergent Biosolutions. Per non perdere il monopolio dei vaccini aveva quindi aumentato i fondi per le attività di lobbismo, spendendo 5,29 milioni di dollari dal 2004 al 2007. In confronto, nello stesso periodo, VaxGen aveva speso per i suoi lobbisti solo 720.000 dollari.

Uno dei lobbisti [di Emergent] era Jerome Hauer, che era entrato nel consiglio di amministrazione di Emergent poco dopo aver lasciato l’HHS. Hauer, nonostante avesse sostenuto durante il suo periodo di lavoro all’HHS la necessità di un nuovo vaccino contro l’antrace diverso da BioThrax, aveva subito iniziato ad insistere sul fatto che BioThrax fosse la soluzione giusta. Aveva anche chiesto che il suo sostituto presso l’HHS, Stewart Simonson, che era in definitiva il responsabile del contratto BioShield con VaxGen, fosse privato della sua autorità. Tra gli altri lobbisti assunti all’epoca da Emergent vi erano due ex aiutanti dell’allora vicepresidente Dick Cheney ed ex aiutanti di influenti membri del Congresso.

L’assunzione di Hauer e di altri personaggi ben ammanigliati con il Congresso e l’amministrazione Bush era stata solo una parte dell’aggressiva campagna di Emergent contro il contratto con VaxGen, dal momento che la società aveva impiegato anche tattiche mafiose, dicendo ai legislatori e ai funzionari governativi che i civili statunitensi “correvano un rischio mortale senza un immediato ampliamento delle scorte del vaccino contro l’antrace [BioThrax]” e minacciando di “interrompere la produzione del vaccino se il governo non avesse acquistato il loro prodotto per la costituzione delle scorte.”

La guerra tra Emergent BioSolutions e VaxGen era arrivata fino alle audizioni del Congresso, dove i congressisti che avevano ricevuto migliaia di dollari dall’allora CEO di Emergent erano andati all’attacco del contratto BioShield di VaxGen, definendolo “altamente sospetto” e chiedendo con rabbia che l’HHS spiegasse perché non aveva acquistato più BioThrax. Questa campagna si era diffusa anche nella stampa, con lobbisti di grido che avevano firmato editoriali su quotidiani influenti.

Emergent aveva persino trovato improbabili sostenitori fra i giornalisti “progressisti,” come Jeremy Scahill, che aveva scritto un pezzo per The Nation in cui elogiava Jerome Hauer, definendolo un campione nella prontezza di risposta per la salute pubblica che si opponeva ai Neoconservatori dell’era Bush (nonostante la sua appartenenza ad organizzazioni superaffollate di quegli stessi Neoconservatori). Scahill aveva anche fortemente criticato il successore di Hauer, Stewart Simonson e il contratto con VaxGen.

Scahill, nonostante lo avesse intervistato per l’articolo, si era dimenticato di dire che Hauer lavorava come lobbista per Emergent BioSolutions e che era un membro del suo consiglio di amministrazione. Scahill non aveva menzionato Emergent BioSolutions (o il suo nome precedente, BioPort) neanche una volta in tutto il pezzo, nonostante fosse il concorrente principale di VaxGen.

Infine, nel 2006, l’HHS aveva interrotto il contratto con VaxGen dopo che la società aveva avuto problemi di produzione del suo vaccino, rifiutando di offrire loro quel tipo di accordo salvavita che Emergent BioSolutions aveva ricevuto in numerose occasioni quando ancora si chiamava BioPort.

Dopo la rottura del contratto fra VaxGen e l’HHS, il monopolio di Emergent BioSolution per il vaccino contro l’antrace era rimasto intatto, almeno per un po’. Dopo breve tempo però, PharmAthene, un’altra società di biotecnologia che aveva co-fondato con Emergent il gruppo di pressione Alliance for Biosecurity, aveva annunciato i suoi piani per sviluppare un proprio vaccino ricombinante contro l’antrace. La cosa aveva spinto Emergent ad acquisire VaxGen, essenzialmente in bancarotta, e lo stesso il vaccino contro l’antrace di VaxGen che aveva screditato per anni al costo di svariati milioni di dollari.

Alcuni anni dopo, i concorrenti di Emergent avevano fatto breccia nel Pentagono, quando l’esercito aveva firmato contratti per un vaccino contro l’antrace sviluppato da PharmAthene ed un altro prodotto da PaxVax. Emergent aveva attaccato in maniera aggressiva i concorrenti o li aveva rilevati per mantenere il proprio monopolio, sviluppando anche tre nuovi vaccini contro l’antrace (uno era quello di VaxGen) per soddisfare la domanda del governo di un nuovo vaccino contro l’antrace. Solo uno, soprannominato NuThrax, era poi entrato in produzione.

NuThrax, una combinazione di BioThrax ed un adiuvante, sarebbe diventato un’altra miniera d’oro per Emergent Biosolutions. La società aveva ricevuto 127 milioni di dollari per il suo sviluppo iniziale dal Biomedical Advanced Research and Development Authority dell’HHS (BARDA) e dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID). Nel frattempo, aveva iniziato ad incrementare la produzione di BioThrax con ancora più sovvenzioni da parte del BARDA. Poi, nel 2016, aveva ricevuto altri 198 milioni di dollari dall’HS per l’ulteriore sviluppo di NuThrax, con la promessa da parte del governo di acquistare fino a 50 milioni di dosi per la scorta nazionale di biodifesa. Quella promessa faceva parte di un contratto del valore di 1,6 miliardi di dollari ed era stata fatta anche prima che NuThrax ricevesse l’approvazione della FDA. Ad oggi, NuThrax non è ancora stato approvato dalla FDA.

La Squadra A

Vale la pena notare che Hauer non era stato l’unico funzionario governativo chiave ad aiutare BioPort e ad essere poi premiato con un incarico nel consiglio di amministrazione. Nel 2007, alcuni anni dopo l’ingresso di Hauer nel consiglio di amministrazione di Emergent Biosolutions, la società aveva arruolato la dr.ssa. Sue Bailey. La Bailey, alla fine degli anni ’90, aveva prestato servizio come funzionario medico al Pentagono e aveva avuto un ruolo chiave nel far sì che il programma militare di vaccinazione contro l’antrace non venisse intralciato dalle persistenti preoccupazioni dei veterani sulla sicurezza e gli effetti collaterali negativi.

Nel 1999, quando, a seguito delle preoccupazioni sollevate dai veterani colpiti, il Congresso aveva tenuto le sue audizioni sulla sicurezza del vaccino contro l’antrace, la Bailey faceva parte di un gruppo di esperti che includeva l’ammiraglio William Crowe di BioPort. Nella sua dichiarazione scritta, la Bailey aveva esordito sottolineando l’urgenza della minaccia bioterrorista, aveva affermato che “almeno dieci stati nazionali e due gruppi terroristici” possedevano le capacità di guerra biologica e aveva citato uno studio del 1958 della Johns Hopkins University come prova che le vaccinazioni all’antrace fossero sicure. Aveva concluso rassicurando i membri del Congresso sul fatto che avevano a disposizione un “vaccino sicuro ed efficace per rispondere ad una ben documentata minaccia.” Nessuna di queste affermazioni si sarebbe rivelata corretta.

Un’altra esperta, la dott.ssa Katherine Zoon, che all’epoca era direttrice del Center for Biologics Assessment della FDA, nella sua dichiarazione [al Congresso] aveva concordato con la valutazione della dott.ssa Bailey sulla sicurezza del vaccino contro l’antrace. Anche la Zoon, che in seguito avrebbe ricoperto incarichi chiave presso il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) e presso il National Institutes of Health (NIH), era poi entrata nel consiglio di amministrazione di Emergent.

Le dichiarazioni rese dalla Zoon e dalla Bailey in quella udienza differivano notevolmente dalla valutazione della FDA sulla sicurezza a lungo termine del vaccino, secondo la testimonianza di Kwai-Cheung Chan del General Accounting Office (GAO). Chan aveva praticamente invalidato le testimonianze della Bailey e della Zoon rivelando, tra l’altro, che gli studi citati erano stati condotti su un vaccino contro l’antrace completamente diverso, prodotto da Merck e non da Emergent BioSolutions. La testimonianza di Chan aveva chiarito che BioThrax non aveva alcuna comprovata esperienza di sicurezza. Proprio come con Hauer, Emergent aveva poi premiato la Bailey e la Zoon per la loro lealtà verso il settore privato rispetto alla salute pubblica con incarichi nel consiglio di amministrazione e redditizie stock options.

“Mai sprecare una buona crisi”

Sebbene Emergent Biosolutions goda da oltre vent’anni del suo status privilegiato di produttore di vaccini contro l’antrace, da tempo si è specializzata anche in altri campi e ha tratto profitto da tutta una serie di pandemie, tra cui quelle di Ebola e di virus Zika, e da crisi riguardanti salute pubblica, sia mondiali che nazionali. Ha anche acquisito il monopolio di altri vaccini, incluso, attraverso l’acquisizione di Sanofi, quello dell’unico vaccino contro il vaiolo autorizzato negli Stati Uniti, che è arrivato con un contratto governativo di 425 milioni di dollari e la promessa di successivi rinnovi pluriennali  per la costituzione di scorte nazionali di biodifesa.

Un altro monopolio farmaceutico acquisito da Emergent Biosolutions ha permesso all’azienda di trarre notevoli guadagni dal devastante abuso di farmaci a base di oppioidi che si verifica negli Stati Uniti. Nel 2018, anno in cui la crisi degli oppioidi aveva causato la morte di quasi 70.000 Americani ed era stata considerata la principale crisi sanitaria della nazione, Emergent aveva acquisito il produttore di Narcan, l’unico spray nasale di naloxone approvato dalla FDA, utilizzato per il trattamento rapido delle overdosi da oppioidi. Al momento dell’acquisizione, il dirigente di Emergent BioSolutions, Daniel J. Abdun-Nabi, aveva parlato delle scuole superiori e dei college statunitensi come di redditizi “mercati vergini” per il Narcan.

Due mesi dopo l’acquisizione del monopolio di Narcan da parte di Emergent, l’HHS aveva iniziato a raccomandare ai medici di prescrivere il farmaco insieme agli oppioidi antidolorifici. In ogni caso, l’HHS non ha mai patrocinato misure volte a prevenire l’eccessiva prescrizione di oppioidi antidolorifici e non ha mai fatto nulla per inserire questi farmaci nell’elenco delle sostanze che danno tossicodipendenza. Dopo la raccomandazione dell’HHS riguardante il Narcan, diversi stati hanno poi approvato leggi che impongono ai medici di co-prescrivere questo spray nasale. Le vendite di Narcan, che ora costa 150 dollari a confezione, sono, prevedibilmente, andate alle stelle.

Per quanto riguarda il monopolio del Narcan, Emergent ha continuato ad affermare di stare lavorando per mantenere il farmaco alla portata di tutti e ha persino donato il farmaco alle biblioteche pubbliche e alla Young Men’s Christian Association (YMCA) come parte di un’importante campagna di pubbliche relazioni. Tuttavia, le stesse tattiche aggressive di Emergent si applicano anche al Narcan, perché l’azienda ha citato in giudizio tutti i concorrenti che miravano a commercializzare una versione generica più economica del farmaco. Inoltre, la promozione governativa di Narcan, rispetto ad altre soluzioni a lungo termine per la dipendenza da oppioidi, è stata criticata sulla base del fatto che il Narcan, in realtà, faciliterebbe la dipendenza da oppioidi e potrebbe persino peggiorare la crisi in atto.

L’accaparramento del mercato del Covid-19

I trascorsi di corruzione e di speculazione di Emergent non hanno in nessun modo impedito all’azienda di trarre profitto dalla crisi sanitaria globale del Covid-19. Il 10 marzo, Emergent ha annunciato una partnership con Novavax per la produzione di un vaccino Covid-19, un vaccino sostenuto anche dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) sponsorizzata da Bill Gates. CEPI aveva già collaborato con Emergent Biosolutions, con un contributo di 60 milioni di dollari nel 2018. Il 31 marzo, Emergent ha ulteriormente ampliato la sua partnership con Novavax.

Appena 8 giorni dopo l’accordo di collaborazione con Novavax, Emergent si è alleata con un altro candidato alla produzione di un vaccino Covid-19, VaxArt. A differenza del vaccino Emergent-Novavax, il futuro vaccino coprodotto con VaxArt sarà orale e in compresse, “offrendo enormi vantaggi logistici nel corso di una grande campagna di vaccinazione,” secondo il CEO di VaxArt, Wouter Latoud.

Anche se il sostegno a due dei più importanti vaccini candidati all’uso per il Covid-19 offre a Emergent un vantaggio in termini di profitti da qualsiasi vaccino venga approvato dal governo, la buona sorte di Emergent è ulteriormente cresciuta durante l’attuale crisi da coronavirus soprattutto grazie ai suoi due trattamenti sperimentali a base di plasma.

Annunciato appena un giorno dopo l’accordo con Novavax, il primo trattamento sperimentale al plasma ematico prevede la raccolta e la concentrazione del plasma sanguigno proveniente da pazienti Covid-19 guariti, mentre il secondo utilizza plasma prelevato da cavalli a cui erano stati iniettati frammenti virali. Gli studi clinici su questi trattamenti avrebbero dovuto iniziare alla fine dell’anno, ma hanno ricevuto un notevole impulso dalla Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) dell’HHS, che, attualmente, è sotto il controllo di Robert Kadlec. Si prevede che questi trattamenti inizieranno gli studi di fase II entro la fine dell’estate.

Il 3 aprile, BARDA ha assegnato a Emergent Biosolutions 14,5 milioni di dollari per lo sviluppo del suo trattamento a base di plasma sanguigno. Sebbene la somma sia inferiore rispetto ad altri contratti ricevuti in passato da BARDA, la partnership consente ad Emergent di superare il suo più grande ostacolo nello sviluppo di questo prodotto, la massiccia fornitura di plasma sanguigno da parte di pazienti Covid-19 guariti. Grazie alla sua collaborazione con BARDA, Emergent avrà accesso alle scorte di sangue delle emoteche pubbliche dei pazienti guariti dal Covid-19.

La dott.ssa Lisa Saward di Emergent lo ha confermato in una recente intervista con TechCrunch, affermando che “stiamo superando [la mancanza di ‘materiale di base,’ cioè di plasma sanguigno] con l’aiuto di partenariati, come quello annunciato all’inizio di questa settimana con la Biomedical Advanced Research and Development Authority nell’ambito degli Health and Human Services e del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.”

Tuttavia, l’uso da parte di Emergent di plasma donato per sviluppare il suo prodotto potrebbe rivelarsi controverso, dal momento che il plasma donato dai pazienti Covid-19 guariti è attualmente utilizzato per il trattamento dei pazienti Covid-19 gravemente malati. L’uso di questo plasma per il trattamento dei pazienti critici era iniziato alla fine del mese scorso, dopo che il governo dello Stato di New York ne aveva per primo autorizzato l’utilizzo, seguito dall’offerta della FDA di approvarne l’uso per i pazienti critici di Covid-19 a livello nazionale, valutandolo caso per caso. Invece, grazie alla partnership fra BARDA ed Emergent, una quantità significativa di quel plasma aiuterà Emergent ad accaparrarsi un altro mercato chiave.

Whitney Webb & Raul Diego

Fonte: thelastamericanvagabond.com
Link: https://www.thelastamericanvagabond.com/top-news/killer-enterprise-how-big-pharmas-most-corrupt-companies-plans-corner-covid-19-cure-market/
09.04.2020