Come leggere la guerra al contrario, senza cercare di essere più furbi degli altri

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John Elmer
johnhelmer.net

Questa non è, ripeto non è, la storia del bambino di catrame, degli Afroamericani o degli Indiani d’America. Gli Stati Uniti e gli alleati della NATO non sono la volpe, la Russia non è il coniglio, tranne che l’Ucraina è davvero il bambino di catrame.

La ragione per cui i comandanti statunitensi erano fiduciosi che la Russia avrebbe fatto la sua mossa in Ucraina è perché avevano fatto in modo che lo stato maggiore russo capisse che, se [i Russi] non si fossero mossi verso ovest, sarebbero stati attaccati loro stessi, ad est attraverso il fronte dell’Ucraina, a nord verso Belgorod e Voronezh, a sud contro la Crimea e Rostov; mentre, allo stesso tempo, gli USA avrebbero lanciato la loro guerra lampo per distruggere l’economia russa. Il piano ucraino di attacco terrestre era la finta; la guerra delle sanzioni era l’attacco principale contro Mosca.

Secondo il manuale dell’anno scorso di quella che viene chiamata l’Iniziativa Strategica Russa secondo il Comando Europeo degli Stati Uniti a Stoccarda, la strategia di “difesa attiva” dell’esercito russo inizierebbe con “misure preventive attuate prima che scoppi un conflitto, allo scopo di prevenirlo.” A queste farebbe seguito “una difesa-offesa che prevede l’ingaggio continuo dell’avversario in tutto il teatro dell’azione militare, comprese le infrastrutture critiche sul suo territorio, con operazioni strategiche atte ad influenzare la capacità o la volontà dell’avversario di sostenere la lotta.” Tenendo conto della “sorpresa, della risolutezza e della continuità dell’azione strategica,” il comando degli Stati Uniti si aspetta dalla Russia “una condotta bellica caratterizzata da potenza di fuoco, attacchi e manovre, con le formazioni tattiche impiegate a distanza.”

Il “calcolo” russo, secondo le previsioni dell’esercito americano, “è che l’obbiettivo ultimo è quello di degradare il potenziale militare ed economico di uno stato, non di conquistarne il territorio.”

Dal momento che il piano di guerra degli Stati Uniti per distruggere la Russia ha richiesto otto anni per la trasformazione dell’Ucraina in una cannoniera, cos’è che ha sorpreso nella prima fase della guerra? Cosa si può prevedere per la fase 2, la fase 3 e la fase 4 – cioè quel lungo conflitto che il presidente Biden, il cancelliere Scholz e il primo ministro Johnson pensano di poter sostenere, nella convinzione che i Russi non possano fare altrettanto?

La tattica della guerra in poltrona inizia con il sapere cosa leggere, a quale velocità e cosa non leggere affatto.

Questo perché nella guerra d’informazione gli obiettivi dei social media e di quelli mainstream sono il pubblico interno del vari schieramenti bellici: la gente deve essere convinta di vincere, che il prezzo da pagare sarà piccolo e che varrà la pena pagarlo. Quei soldi però sono stati spesi male: non c’è stato alcun successo dei media occidentali dentro la Russia e, del resto, nessun successo dei media russi al di fuori della Russia.
Invece, prove credibili delle operazioni quotidiane sul campo di battaglia sono documentate minuziosamente da diverse fonti in lingua russa che possono essere seguite in parte con programmi di traduzione automatica. Tra queste, Colonel Cassad di Boris Rozhin e The World Today di Yury Podolyak.

Aggregatori di questi materiali con mappe e pubblicati in in inglese includono Andrei Martyanov e Andrei Raevsky.

Il passo successivo nella guerra in poltrona è fare domande semplici e ingenue, e confrontare le risposte che si ottengono. Per esempio, quante forze hanno schierato i Russi contro quanti Ucraini?

Nella dottrina di guerra dell’esercito degli Stati Uniti, si è stimato per molto tempo che una forza attaccante dovrebbe superare la forza difensiva con un rapporto di 3 a 1. Nelle operazioni di controinsurrezione e nella guerra del Vietnam, il comando degli Stati Uniti aveva calcolato che per l’attacco contro i Vietcong e l’esercito nordvietnamita, le forze statunitensi avrebbero dovuto superare i Vietnamiti di 10 a 1. Questo rapporto era stato poi corretto verso il basso a circa 5 a 1, tenendo conto della superiorità degli Stati Uniti nella potenza di fuoco, nei bombardamenti con l’artiglieria, aerei ed elicotteri

Simulazioni informatiche militari statunitensi più recenti, basate sulle guerre arabo-israeliane, sulle operazioni statunitensi contro l’Iraq e sui wargame della NATO, hanno incluso più dati nel calcolo del rapporto di forze occorrenti per un attacco della NATO contro la Russia, o di cui tener conto nel caso di un intervento della Russia contro la NATO.

DOTTRINA DELL’ESERCITO AMERICANO – RAPPORTI DI FORZA MINIMI

Fonte: US Department of the Army, Army Field Manual FM6-0, Commander and Staff Organization and Operations (Washington, DC: Government Printing Office, 2016), Tabella 9-2.

Come spiegare allora che nella Fase 1 dell’operazione militare speciale russa in Ucraina, i Russi hanno schierato nel Donbass tra 40.000 e 50.000 uomini, contro circa 80.000 truppe ucraine, un rapporto di forze significativamente inferiore ad un Russo in attacco contro un Ucraino in difesa?

Una fonte di Mosca ben informata con stretti contatti nel Donbass risponde: “sulla forza delle truppe, dobbiamo confrontare mele con mele. Dobbiamo anche guardare il quadro generale e considerare che il teatro delle operazioni è l’intera Russia sud-occidentale e non solo il territorio ucraino. All’interno di questo teatro le truppe russe hanno una chiara superiorità numerica. Naturalmente, all’inizio delle operazioni, il 24 febbraio, non sono state impegnate tutte insieme, per non rischiare colli di bottiglia peggiori di quelli che abbiamo già visto.

Non tutte le truppe russe in questo teatro più ampio erano vere e proprie formazioni d’attacco. Sono state tenute di riserva, a formare una linea difensiva arretrata ampia, profonda e complessa. Dovevano coprire un linea di difesa più estesa di quella ucraina. Gli Ucraini avevano sicuramente un vantaggio difensivo perché erano molto ben trincerati nel Donbass. Sarebbero stati in svantaggio se fossero stati loro la forza d’invasione. I numeri dei gruppi di battaglia locali, quindi, non dicono molto.

Quello che nessuno degli analisti ha ancora considerato è che lo stato maggiore russo aveva capito che c’erano seri rischi di un’offensiva ucraina – vale a dire, un attacco attraverso i confini russi, non solo contrattacchi contro le manovre iniziali russe. C’erano tutte le possibilità che un gruppo di battaglia ucraino irrompesse a nord verso Voronezh e poi si riparasse nelle aree civili per poi piegare a sud, verso Rostov, con l’obiettivo di accerchiare il Donbass.

Perché tutti danno per scontato che gli Ucraini stessero solo preparandosi alla difesa? Una grande offensiva ucraina sulla Crimea era imminente. I Russi, quindi, dovevano avere una grande forza difensiva in posizione fino a quando tutte le infrastrutture militari ucraine non fossero state eliminate.

Quello che nessuno degli analisti ha considerato è che l’Ucraina non era stata preparata dagli Stati Uniti per una guerra difensiva. Nei collegi militari britannici, c’è sempre stata la convinzione che, tatticamente, i Sovietici avessero perso la battaglia di Kursk. Sembra che tutti dimentichino che, secondo la comprensione europea, americana e britannica delle battaglie della Seconda Guerra Mondiale, [gli Occidentali] credono di poter vincere una guerra contro la Russia proprio su quel tipo di terreno di battaglia.

La cosa essenziale [in questo tipo di conflitto] è non impantanarsi nelle città, ma usarle come scudo. In ogni caso, il terreno da Kharkov a nord verso Belgorod e poi verso Voronezh si presta a questo genere di manovra, se la forza attaccante è ben equipaggiata con armi anticarro e può limitare la capacità di interdizione dell’aviazione russa mentre avanza da una città all’altra. Gli Ucraini si erano preparati esattamente per questo, attaccare rapidamente con la fanteria organizzata in unità estremamente mobili armate di MANPADS [sistemi di difesa aerea portatili].

I Russi erano ben consapevoli della possibilità di questo piano d’attacco statunitense. Perciò, personalmente, non considero l’avanzata russa verso Kiev, i lanci di paracadutisti sui campi d’aviazione, la distruzione delle basi aeree, delle scorte e delle guarnigioni ad ovest e le molte operazioni speciali in Galizia, tra Kiev

e Lvov, come un errore o uno spreco di risorse da parte dei Russi. Le vedo come una necessità per bloccare i centri di comando ucraini, minacciare Kiev e tutta la leadership ucraina e dissuaderla dal fare la mossa che aveva pianificato in territorio russo. Assolutamente necessario, in effetti.

Quindi, avendo raggiunto gli obiettivi della Fase 1, la distruzione delle infrastrutture, il blocco Kiev e il controllo del Mar Nero e della costa del Mar d’Azov, l’obiettivo russo è stato quello di difendere ed espandere il fronte del Donbass. L’esercito russo doveva assicurarsi che gli Ucraini non potessero sfondare verso Donetsk. Nel caso peggiore – se fossero riusciti a circondare Donetsk, sarebbe stata una catastrofe. Tutto sommato, quello ucraino dovrebbe essere considerato un esercito molto maturo diretto da abili istruttori USA e NATO, armato con i loro migliori sistemi d’arma. Non dobbiamo illuderci che le truppe ucraine trincerate lungo la linea di contatto [nel Donbass] fossero una forza difensiva in attesa di uccidere i Russi invasori.

Una volta eliminato con la Fase 1 il rischio di un’avanzata ucraina verso est, possiamo prevedere che nella Fase 2 arriveranno nuovi e cospicui rinforzi russi.
Certamente, i Russi sembrano aver sottovalutato la forza ucraina sul fronte nord-occidentale tra Kharkov, Sumy e Kiev, così come a sud, a Mariupol. I Russi hanno anche sottovalutato, errore più grave, le capacità difensive ucraine nella regione di Donetsk. Non si aspettavano una resistenza così ostinata. Le forze ucraine presenti a Kharkov e Sumy sembrano essere costituite da truppe di fanteria molto mobili, addestrate alle operazioni di guerriglia, a reagire rapidamente, a mimetizzarsi nelle aree civili e ad attaccare a sorpresa.

Mappa della disposizione delle forze al 17 marzo 2022– Istituto per lo Studio della Guerra (USA).

L’errore ucraino sembra essere stato politico, ma anche di aver sottovalutato i Russi. Il primo attacco a Kharkov avrebbero dovuto considerarlo un segnale. Ma hanno ripetuto l’errore di attestare i mercenari con i battaglioni territoriali Azov su posizioni che i Russi sono stati in grado di colpire ripetutamente. Questo ha contribuito alla narrazione propagandistica dei media occidentali, ma non ha sicuramente evitato la loro sconfitta e la loro distruzione.

Una seconda domanda: se i preparativi militari ucraini erano sofisticati e ben informati dall’intelligence statunitense, e se gli avvertimenti americani di un imminente attacco russo erano autentici, come mai il comando ucraino e le sue forze sono stati apparentemente colti di sorpresa, [con il risultato] di perdere nelle prime 48 ore la Marina, l’aviazione e gran parte dei centri di comando e controllo ?

Un veterano militare canadese con esperienza di combattimento nella NATO risponde: “gli Ucraini erano pronti a combattere la guerra che volevano gli Stati Uniti e la NATO. La sorpresa non ha mai fatto parte dell’equazione, poiché l’intero Paese è stato impostato come un’arma per fare la sua parte in una più grande guerra contro la Russia. È difficile sorprendere una mina anticarro.”

Detto questo, la sorpresa ha più a che fare con la strategia russa a lungo termine che con la distruzione iniziale dei centri comando e controllo ucraini, delle loro risorse aeree o navali. La guerra che gli Ucraini erano pronti a combattere si è rivelata non essere la guerra che i Russi intendono vincere. Io la chiamo la “Long Game Surprise.”

Le forze ucraine erano trincerate lungo le direttrici delle avanzate russe previste e avevano trasformato le città chiave in fortezze. Le informazioni degli Stati Uniti erano buone. Sapevano, nonostante i piagnistei di Zelensky nei giorni precedenti l’operazione, che l’attacco stava per arrivare. Gli Stati Uniti volevano che arrivasse. Un attacco russo faceva parte della strategia USA per battere la Russia.

Tutti, dalla parte ucraina/NATO/USA, avevano capito abbastanza bene che l’esercito russo avrebbe cercato di evitare vittime civili mentre, allo stesso tempo, avrebbe fatto di tutto per prendere le aree urbane chiave – Mariupol, Kherson, Izyum, ecc. La Marina e le forze aeree ucraine non hanno mai avuto un ruolo importante in questo schema, se non come mezzo per molestare o disturbare le forze russe e segnare punti di propaganda quando possibile. Le unità chiave ideologicamente motivate, come quelle dei battaglioni territoriali, le formazioni Azov, Aidar e Donbass, insieme alle unità regolari, come le brigate d’assalto aviotrasportate o meccanizzate che vediamo sul fronte di Donetsk, hanno ricevuto il grosso del loro addestramento secondo gli standard della NATO.

Sono queste le formazioni che i pianificatori ucraini/NATO/USA consideravano essenziali per la loro strategia. È chiaro che il loro ruolo era quello di lanciare un attacco alle DPR/LPR [Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk], come evidenziato dall’aumento dei bombardamenti e da altre azioni aggressive nelle settimane precedenti il 24 febbraio o di trascinare i Russi in una guerra di logoramento lungo linee di difesa in gran parte statiche, se i Russi avessero scelto di muoversi per primi. Il piano includeva lo stoccaggio di rifornimenti nelle zone urbane di difesa e fortificazioni ben preparate nel territorio del Donbass. I quartieri generali e i centri di comando e controllo erano in bunker in prossimità del fronte. La possibilità di un teatro di guerra più esteso, a livello nazionale, non era un problema, perché le formazioni orientali [nel Donbass] erano destinate a combattere battaglie in gran parte locali, senza contare su un grande intervento dell’esercito ucraino vero e proprio – soprattutto ad est del Dniepr. Le strutture di comando e controllo (C2) della regione orientale sembrano essere state progettate per resistere ai primi attacchi russi meglio di quelle centrali di Kiev.

Naturalmente, gli attacchi russi agli aerodromi, ai quartieri generali, ai complessi radar di difesa aerea sono stati importanti e hanno avuto un grande impatto sulla capacità ucraina di combattere a breve termine; ma, tanto per cominciare, quella capacità non era poi così sofisticata o così necessaria – non era stata progettata per esserlo. Ancora una volta, è stato subito evidente che lo sforzo principale degli Stati Uniti, in termini di preparazione, si era concentrato sulle forze di terra ucraine per ‘combattere’ con i Russi su un terreno scelto dagli Ucraini. La postura delle forze ucraine era dettata dalla consapevolezza che la guerra di manovra su larga scala, che richiede una forte capacità C2, era in gran parte fuori dalla loro possibilità, come gli Ucraini/NATO ben sapevano. Tuttavia, hanno sottovalutato la capacità russa di interdizione.

C’erano stati alcuni reparti che non avevano ricevuto le debite istruzioni. Le unità meccanizzate/motorizzate ucraine, per esempio, specialmente intorno alla zona di Kharkov, avevano tentato di intervenire contro l’avanzata russa o di ridispiegarsi per rafforzare le difese all’interno e intorno alla città. Avevano poi scoperto a loro spese che sarebbe stato molto più intelligente rimanere sul posto. Stare fermi o limitare i movimenti a piccole unità su veicoli ruotati, fa parte dello standard NATO per le forze che devono combattere senza il beneficio dell’ombrello di superiorità aerea degli Stati Uniti e tutto ciò che esso comporta.

Così [per gli Ucraini] abbiamo la linea Siegfried, le fortezze, e l’operazione Stay-behind Werewolf sotto steroidi, con i vecchi missili Tochka U per rendere le cose un po’ più “divertenti.” Suppongo che gli Ucraini avrebbero potuto spostare i loro jet, come i MiG 29, fuori dal Paese o dislocare la loro flotta (così com’era) nei porti amici del Mar Nero, ma, allora, il valore propagandistico di miti come il ‘Fantasma ucraino di Kiev‘ sarebbe andato perso. La perdita di queste risorse, tuttavia, era una cosa secondaria, perché il piano ucraino/NATO era ancorato alla tattica terrestre che ho menzionato.

Allora, perché [gli Ucraini] hanno impostato le cose in questo modo? Secondo me, credevano che, per raggiungere i loro obiettivi, i Russi non avrebbero avuto la forza di continuare [lo sforzo bellico] per settimane o mesi. Sembra che abbiano dato per scontato che, se avessero inflitto perdite e trattenuto l’avanzata russa, la guerra economica scatenata dagli Stati Uniti e la propaganda globale avrebbero fatto il resto in breve tempo. Ed è qui che sta la sorpresa – non l’hanno fatto e non lo faranno. Nonostante tutti i discorsi sul trasformare l’Ucraina in un nuovo Afghanistan per i Russi, quando Kiev, Bruxelles e Washington hanno cominciato ad accorgersi che la Russia era molto più resistente e determinata di quanto avessero immaginato e pronta ad impegnarsi per un lungo periodo (Ucraini, Europei, Americani e Canadesi non sono Afgani), era troppo tardi. Inoltre, come al solito, gli Americani hanno sopravvalutato le proprie capacità e, allo stesso tempo, le hanno proiettate sugli Ucraini.

Fin dall’inizio, ci sono stati gravi errori di calcolo e veri e propri fallimenti da parte degli Ucraini, della NATO e degli Stati Uniti. L’avanzata dei Russi lungo l’asse meridionale e la loro capacità di attraversare il Dniepr e prendere Kherson durante l’avanzata, mostra una cattiva preparazione e, a mio parere, l’incompetenza da parte dei pianificatori e dei comandanti dello staff ucraino e della NATO. Tutti gli analisti della difesa occidentale si sono detti d’accordo sul fatto che Kherson sarebbe stato un obiettivo importante per le forze russe che avanzavano dalla Crimea. Cosa è successo invece? Incompetenza da parte ucraina. Forse i loro pianificatori si aspettavano che Mariupol venisse assalita per prima.

Per quanto riguarda quest’ultima città, Mariupol, è andata esattamente come mi aspettavo – fino ai nazisti che hanno preso le posizioni che hanno preso e la tattica russa/DPR di frantumarle in pezzi più piccoli da masticare uno alla volta. Per quanto riguarda il personale NATO che potrebbe essere rimasto intrappolato nella zona, so solo quello che ho letto dai rapporti russi. Qualcuno forse si aspettava di essere salvato da Kiev, ha resistito troppo a lungo, solo per rimanere deluso ed essere intrappolato? Questo è il punto in cui la distruzione russa delle capacità C2 ucraine può aver pagato. Ma questo è supporre che [da parte ucraina] esistesse una volontà politica di fornire un qualche soccorso, reso poi inutile dall’avanzata russa. Forse è stata una combinazione di entrambi. Mentre il lungo gioco va avanti, la creazione delle fortezze all’interno degli altri centri urbani si è rivelata un vicolo cieco. Sono state trasformate in trappole mortali per le forze ucraine, dentro e intorno ad esse.

Immagine satellitare di edifici danneggiati a Mariupol ovest, 12 marzo 2022.

A peggiorare le cose per gli ucraini, la NATO e gli USA, il comando russo a Mosca e le forze russe sul campo non mostrano alcun accenno di stanchezza. Al contrario, stanno entrando nella Fase 2 e si stanno preparando a distruggere fino all’ultimo uomo le forze ucraine ad est del Dniepr. Se qualche corridoio rimane aperto ai rinforzi ucraini, è solo perché è lasciato come una via d’accesso al gigantesco calderone russo che i Russi stanno per chiudere ad est del Dniepr. Una volta che questa operazione sarà finita, la domanda dovrà essere: come sarà la fase 3 (e 4, 5 ecc.)?
Altrettanto importante è il fatto che, con il passare del tempo, la popolazione russa diventa sempre più favorevole all’operazione militare – capiscono cosa c’è in gioco e vogliono che il problema dell’Ucraina sia risolto. Guardate come hanno reagito la settimana scorsa al solo accenno di una riduzione dell’impegno russo durante i negoziati ad Istanbul.

Per saperne di più, cliccate qui 

Nel frattempo, in Europa, la popolazione diventa sempre più scontenta dell’impatto che la guerra sta avendo sui loro stili di vita. Negli Stati Uniti e in Canada (quest’ultimo più del primo), è tutto ‘Slava Ukraini’, ma l’inflazione sta crescendo (7.20$/gallone- 1.90$/litro per il carburante) e, insieme all’aumento dei prezzi dei generi alimentari, degli affitti e di tutto il resto, raffredderà l’entusiasmo per la causa; accoppiatelo con l’incapacità degli Occidentali (a differenza dei Russi) di ottenere qualcosa in termini di programmi nazionali per spostare le priorità economiche a favore dei posti di lavoro, affitti e generi alimentari. Abbinate tutto questo all’approccio molto diverso alla situazione mostrato da Cina e India, e non è troppo difficile vedere che sorpresa potrà scaturire dal gioco lungo.

Gli Ucraini sono stati condizionati per essere usati come un mezzo per dissanguare l’esercito russo, mentre contro lo stato e il popolo russo veniva condotta la guerra su un altro livello. La strategia era Siegfried/Festung al fronte, sanzioni economiche e Blitzkrieg propagandistiche nelle retrovie – che sono comunque parte del fronte. Il modo in cui le forze ucraine sono state schierate e impiegate mostra qual’è il loro ruolo nella più ampia guerra contro la Russia – che finirà per costare loro almeno la metà del Paese, senza che sia servito a qualcosa.

Una terza domanda: cosa pensa la maggioranza dei Russi?

Alla fine di marzo, il Centro Levada, il centro sondaggi indipendente di Mosca, ha riferito [14] che “la percentuale di coloro che credono che le cose nel Paese stiano generalmente andando nella giusta direzione è aumentata significativamente al 69% rispetto al 52% di febbraio. La quota di coloro che credono che il Paese si stia muovendo sulla strada sbagliata era del 22% a marzo; a febbraio era del 38%”. Rispetto allo stesso sondaggio del novembre scorso, l’ottimismo pubblico è aumentato di 23 punti.

VALUTAZIONE DELLA DIREZIONE ATTUALE DEL PAESE

LEGENDA: nero = direzione giusta; blu = direzione sbagliata. Il sondaggio del Centro Levada è stato condotto dal 24 al 30 marzo su un campione rappresentativo di tutta la Russia nelle aree urbane e rurali tra 1.632 persone dai 18 anni in su. Lo studio è stato condotto nel domicilio di ogni intervistato con un’intervista personale. La domanda posta era: “Le cose stanno andando nella giusta direzione nel Paese oggi nel suo complesso o il Paese si sta muovendo nella direzione sbagliata?” Le opzioni di risposta erano: nella giusta direzione; sulla strada sbagliata; difficile da dire. Fonte: https://www.levada.ru/

Questo ottimismo ha anche sostanzialmente aumentato gli indici di gradimento del presidente Vladimir Putin e di altri funzionari governativi. Il gradimento di Putin è balzato dal 69% di gennaio al 71% di febbraio e all’83% di marzo. Non era così alto dalla fine del 2017, quando [la legge sull’aumento] dell’età di pensionamento e le modifiche pensionistiche si erano scontrate con una forte opposizione pubblica; leggere qui per maggiori dettagli [16].

APPROVAZIONE PUBBLICA DELL’OPERATO DEL PRESIDENTE PUTIN

Fonte: https://www.levada.ru/

 

A proposito, nel finale della storia del 1881 di zio Remo sulla volpe, il coniglio e la bambola di catrame, il coniglio inganna con successo la volpe e, dopo averla attirata nel cespuglio di rovi, riesce a sfuggire alla trappola – “he skip out des ez lively ez a cricket in de embers” [salta fuori così lesta come un grillo dalla brace].

John Elmer

Fonte: johnhelmer.net
Link: http://johnhelmer.net/how-to-read-the-war-in-reverse-without-outsmarting-yourself/
03.04.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

 

 

 

 

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