‘Bere Kool-Aid’ sulla guerra in Ucraina

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Nell’estate del 2004 il col. (in pensione) Patrick Lang aveva pubblicato un pezzo intitolato Drinking the Kool-Aid, che descrive il modo in cui il pensiero di gruppo aveva portato alla guerra in Iraq. L’espressione stessa ha uno sfondo sinistro:

[Jim Jones, un sedicente “messia” statunitense] aveva riunito i suoi seguaci nella piazza della città e spiegato loro la situazione. C’erano stati alcuni sopravvissuti, che, in seguito, avevano tutti affermato che, nel contesto del “pensiero di gruppo” prevalente nel villaggio, [il ragionamento di Jones] era sembrato abbastanza logico. Jim Jones aveva poi invitato tutti i presenti a versarsi da bere da un grosso contenitore di Kool-Aid contenente dosi letali di veleno. Quasi tutti lo avevano fatto, senza alcuna coercizione fisica. I genitori avevano dato il veleno ai loro figli e poi lo avevano bevuto loro stessi. Alla fine, anche Jones aveva bevuto. Molte centinaia di persone erano morte con lui.

Molti non hanno mai sentito parlare di questa storia o l’hanno dimenticata. Il significato della frase è cambiato:

Cosa significa oggi bere Kool-Aid? Significa che la persona in questione ha rinunciato all’integrità personale e ha ceduto al pensiero di gruppo prevalente che caratterizza la politica odierna. Questa persona è diventata “parte del problema, non della soluzione.”

Qual era il “problema”? Le convinzioni sincere di un piccolo gruppo di persone che pensavano di essere i “portatori” di una visione del mondo univocamente corretta, che avevano cercato di dominare la politica estera degli Stati Uniti nell’amministrazione Bush [il 43° presidente] e che erano riusciti a farlo escludendo tutti coloro che non erano d’accordo con loro. Quelli che non erano riusciti a cacciare dal governo, li avevano maltrattati e denigrati fino a quando anche loro non avevano bevuto dalla tinozza.

Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, Pat stesso ha bevuto il Kool-Aid. Questo ha chiaramente offuscato il suo giudizio.

Ecco come Pat risponde ad un commentatore sul suo blog:

Chuba

Non lascio mai che il patriottismo o qualsiasi altro sentimento offuschi la mia analisi. La Russia ha superato il “punto culminante” della sua offensiva ed è soggetta ad un improvviso rovesciamento di fortuna.

Il “punto culminante” è un termine artistico descritto nel libro “Sulla guerra” di Carl von Clausewitz. Nato nel 1780, Clausewitz aveva prestato servizio nell’esercito prussiano. In seguito si era unito all’esercito imperiale russo nella guerra contro Napoleone, prima di tornare come capo di stato maggiore dell’esercito prussiano:

Clausewitz era un soldato di professione che aveva partecipato a numerose campagne militari, ma è famoso soprattutto come un teorico militare interessato all’analisi bellica che aveva utilizzato le campagne di Federico il Grande e di Napoleone come quadro di riferimento per il suo lavoro.

Ancora oggi “Sulla guerra” è una lettura obbligata per ogni ufficiale militare.

Il punto culminante è discusso nel Libro VII “L’attacco”, Capitolo V “Il punto culminante dell’attacco“:

Il successo dell’attacco è il risultato di un’attuale superiorità di forze, fermo restando che sono incluse sia le forze morali che quelle fisiche. Nel capitolo precedente abbiamo dimostrato che la potenza dell’attacco si esaurisce gradualmente; forse allo stesso tempo la superiorità può aumentare, ma, nella maggior parte dei casi, diminuisce. L’assalitore acquista vantaggi in prospettiva, che saranno messi a frutto in seguito nei negoziati di pace; nel frattempo, però, deve pagare sul campo [con la perdita di] una certa quantità di forze militari. Se la preponderanza da parte dell’attaccante, pur diminuendo ogni giorno, viene mantenuta fino alla conclusione della pace, l’obiettivo è raggiunto. Ci sono attacchi strategici che hanno portato ad una pace immediata, ma questi casi sono rari; la maggior parte, al contrario, porta solo ad un punto in cui le forze rimaste sono appena sufficienti per mantenere una difesa e aspettare la pace. Al di là di questo momento la bilancia si ribalta, c’è una reazione; la violenza di tale reazione è di solito molto più grande della forza dell’attacco. Questo è il punto culminante dell’attacco.

L’attaccante, nella descrizione di Clausewitz, all’inizio della battaglia ha un vantaggio morale e fisico. Ma, quando attacca, di solito ha anche lo svantaggio di subire più perdite rispetto alla parte che si difende. (Una regola empirica è che l’attaccante deve avere un rapporto di forza di 3 a 1 rispetto al difensore per vincere una battaglia). Subire più perdite rispetto alla difesa significa che il vantaggio relativo dell’attaccante diminuisce con il passare del tempo.

Man mano che la battaglia (o la guerra) procede, il rapporto di forza effettivo si riduce da 3 a 1 a 2 a 1 e poi a 1 a 1 o anche meno. Si arriva ad un punto in cui l’attaccante si riduce alla forza minima necessaria per tenere lontana la controparte. Successivamente, si arriva al punto culminante dell’attacco. Se la battaglia o la guerra non termina prima di questo punto, è probabile che si concluda con la sconfitta dell’attaccante.

Pat Lang sostiene che la Russia ha raggiunto il punto culminante e ha quindi esaurito le sue forze, al punto in cui non ha più vantaggi ed è probabile che ora veda un’inversione della sua fortuna. Ma questo presuppone che stiamo assistendo ad una guerra tipica come quelle a cui aveva partecipato Clausewitz o alle marce di Napoleone o di Hitler verso Mosca, la prima delle quali, raffigurata qui sotto da Charles Minard, che Clausewitz aveva certamente in mente.

La Grande Armée di Napoleone aveva effettivamente subito un logoramento, da 450.000 a 10.000 uomini, superando il punto culminante.

Ma la guerra in Ucraina è una “operazione militare speciale” ed è assai atipica per diversi motivi.

La Russia ha attaccato con una forza inferiore a quella ucraina. Complessivamente, hanno partecipato alla operazioni circa 120 gruppi tattici di battaglioni (BTG) russi con 1.000 uomini ciascuno, più circa 50.000 soldati delle Repubbliche di Luhansk e Donetzk. All’inizio della guerra le forze ucraine contavano 250.000 soldati e, da allora, ne hanno mobilitati altre centinaia di migliaia.

La Russia utilizza armi molto più sofisticate di quelle ucraine. Si tratta di armi a lunga gittata e di missili da crociera che colpiscono i rifornimenti e le truppe in arrivo nelle retrovie del fronte e gli obiettivi strategici. Dispone di un’eccellente e quasi impenetrabile difesa aerea e di capacità di guerra elettronica che un alto ufficiale statunitense ha definito “da lacrime agli occhi.” La Russia ha un enorme vantaggio nelle capacità della propria artiglieria e una quantità di munizioni sufficiente a sostenere un alto tasso di fuoco per anni. Può anche superare l’Occidente per quanto riguarda le nuove armi e i rifornimenti.

Tutto ciò ha portato all’insolito effetto che il vantaggio russo sul campo di battaglia è aumentato nel tempo. Può essere stato di 1 a 1 all’inizio della battaglia, ma da allora è aumentato a circa 2 a 1 o anche di più.

Nel suo ultimo briefing (video) il capo dell’accademia militare austriaca, il colonnello Reisner, mostra come il rapporto di forze sia cambiato nel tempo. Al minuto 7:10 mostra questa immagine.

Spiega che all’inizio della battaglia per il Donbas, in aprile, il rapporto di forze era di 93 BTG russi contro 81 equivalenti BTG ucraini. Il 26 giugno il rapporto di forze era di 108 BTG russi contro 60 equivalenti battaglioni ucraini. La Russia ha aumentato le dimensioni delle proprie forze impegnate, mentre la parte ucraina ha perso il 25% delle sue capacità. Quindi, secondo l’esperto militare austriaco, il rapporto di forze all’inizio dell'”operazione militare speciale” era di 1,15 a 1 e il 26 giugno era di 1,8 a 1.

Quello a cui stiamo assistendo è l’opposto della diminuzione del rapporto di forze che Clausewitz descriveva come il percorso verso il punto culminante.

Un recente discorso di un generale ucraino di alto rango conferma l’alto tasso di logoramento dell’esercito ucraino. Egli afferma che i rifornimenti di armi “occidentali” coprono solo il 10-15% delle perdite ucraine. In realtà l’Occidente non è più in grado di produrre abbastanza armi e munizioni per coprire queste perdite.

Su Foreign Affairs il Prof. Barry Posen scrive sulle implausibili teorie della vittoria ucraina:

I sostenitori dell’Ucraina hanno proposto due percorsi per la vittoria. Il primo passa attraverso l’Ucraina. Con l’aiuto dell’Occidente, si sostiene, l’Ucraina può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, esaurendo le sue forze attraverso il logoramento o superandola in astuzia. La seconda strada passa per Mosca. Con una combinazione di vittorie sul campo di battaglia e pressioni economiche, l’Occidente può convincere il presidente russo Vladimir Putin a porre fine alla guerra o a convincere qualcuno della sua cerchia a sostituirlo con la forza.

Ma entrambe le teorie di vittoria poggiano su fondamenta traballanti. In Ucraina, l’esercito russo è probabilmente abbastanza forte da essere in grado di difendere la maggior parte delle sue conquiste. In Russia, l’economia è abbastanza autonoma e la presa di Putin abbastanza salda da rendere impossibile convincere il presidente a rinunciare a queste conquiste.

I leader ucraini e i loro sostenitori parlano come se la vittoria fosse dietro l’angolo. Ma questa visione appare sempre più una fantasia. L’Ucraina e l’Occidente dovrebbero quindi riconsiderare le loro ambizioni e passare da una strategia di vittoria ad un approccio più realistico: trovare un compromesso diplomatico che ponga fine ai combattimenti.

Il tenente colonnello (a riposo) Daniel Davis è d’accordo con Posen:

In breve, non esiste un percorso militare valido attraverso il quale l’Ucraina possa sperare che, scambiando lo spazio con il tempo, si possa fermare l’avanzata metodica della Russia attraverso l’Ucraina – tanto meno invertirla. Continuare a contestare ogni città significa garantire che le vittime ucraine aumentino e che le aree urbane vengano distrutte. Alla fine, è probabile che la Russia ottenga una vittoria tattica.

Alla luce di queste realtà fisiche, è necessario che le politiche statunitensi e occidentali cambino. Continuare a sostenere verbalmente l’Ucraina e ad affermare che, alla fine, Kiev vincerà la guerra non cambierà l’esito del conflitto e, probabilmente, si tradurrà in un fallimento politico per Washington.

Il Prof. Posen critica i numeri falsi che varie organizzazioni hanno diffuso per ingigantire le perdite delle forze russe:

All’inizio della guerra, secondo i sostenitori dell’Ucraina, la Russia poteva essere sconfitta attraverso il logoramento. La semplice matematica sembrava raccontare la storia di un esercito russo sull’orlo del collasso. In aprile, il ministero della Difesa britannico aveva stimato che 15.000 soldati russi fossero morti in Ucraina. Ipotizzando un numero di feriti tre volte superiore, come era accaduto in media durante la Seconda Guerra Mondiale, ciò implicherebbe che circa 60.000 Russi erano stati messi fuori combattimento. Secondo le prime stime occidentali, le dimensioni delle forze russe in prima linea in Ucraina erano pari a 120 gruppi tattici di battaglioni, per un totale di 120.000 uomini al massimo. Se queste stime sulle perdite fossero corrette, la forza della maggior parte delle unità da combattimento russe sarebbe scesa sotto il 50%, una cifra che, secondo gli esperti, rende un’unità da combattimento almeno temporaneamente inefficace.

Queste prime stime sembrano ora eccessivamente ottimistiche. Se fossero state accurate, l’esercito russo sarebbe già dovuto crollare. Invece, ha ottenuto guadagni lenti ma costanti nel Donbass.

Negli Stati Uniti le cifre e le altre affermazioni del ministero della Difesa britannico vengono ripetute dall’Istituto neo-conservatore per lo studio della guerra. Quasi tutti i media statunitensi citano una di queste due fonti.

Servono il Kool-Aid che Pat Lang, TTG e altri intorno a loro hanno bevuto fin dall’inizio dell’operazione russa.

Presumono anche che la Russia non possa intensificare la guerra. Il presidente della Russia non è d’accordo con loro:

Oggi sentiamo dire che vogliono sconfiggerci sul campo di battaglia. Ebbene, cosa posso dire? Che ci provino. Abbiamo già sentito molto parlare dell’Occidente che vuole combatterci “fino all’ultimo Ucraino.” È una tragedia per il popolo ucraino, ma sembra che la direzione sia quella. Ma tutti devono sapere che, in linea di massima, non abbiamo ancora iniziato nulla di serio.

Allo stesso tempo, non stiamo rifiutando i colloqui di pace, ma coloro che li stanno rifiutando dovrebbero sapere che, più si va avanti, più sarà difficile per loro negoziare con noi.

Il ministero della Difesa britannico ne ha approfittato per servire altro Kool-Aid:

“Nonostante il presidente Putin abbia affermato il 7 luglio 2022 che l’esercito russo ‘non ha nemmeno iniziato’ i suoi sforzi in Ucraina, molti dei suoi rinforzi sono raggruppamenti ad hoc, dotati di equipaggiamenti obsoleti o inadeguati,” ha dichiarato sabato un esperto del ministero della Difesa britannico.

Uno degli indizi sottolineati dal ministero della Difesa è la previsione che le nuove truppe russe vengano dotate di veicoli corazzati MT-LB. L’MT-LB, progettato per la prima volta negli anni ’50 per il traino dei pezzi di artiglieria, è un mezzo non pesantemente corazzato e che può montare solo una mitragliatrice a difesa delle truppe.

Scommetto che non vedremo nessun MT-LB in prima linea. Dubito che ne vedremo affatto. La Russia ha ancora migliaia di carri armati, quelli veri, che può dislocare se ce ne fosse bisogno.

Tutti i bevitori di Kool-Aid dimenticano anche che questa guerra riguarda molto di più di questa o quella città dell’Ucraina o della stessa Ucraina.

Come ha detto Putin:

Ma ecco cosa vorrei che fosse chiaro. Avrebbero dovuto capire che avrebbero perso fin dall’inizio della nostra operazione militare speciale, perché questa operazione significa anche l’inizio di una rottura radicale dell’ordine mondiale di stampo statunitense. È l’inizio della transizione dall’egocentrismo americano liberal-globalista ad un mondo veramente multipolare, basato non su regole egoistiche inventate da qualcuno per le proprie esigenze, dietro le quali non c’è altro che la ricerca dell’egemonia, non su ipocriti doppi standard, ma sul diritto internazionale e sulla genuina sovranità delle nazioni e delle civiltà, sulla loro volontà di vivere il proprio destino storico, con i propri valori e le proprie tradizioni, e di allineare la cooperazione sulla base della democrazia, della giustizia e dell’uguaglianza.

Tutti devono capire che questo processo non può essere fermato. Il corso della storia è inesorabile e i tentativi dell’Occidente collettivo di imporre il suo nuovo ordine mondiale al resto del mondo sono condannati al fallimento.

Nessun Kool-Aid servito a Washington o a Londra cambierà questo fatto. Meglio quindi starne alla larga.

Moon of Alabama

Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2022/07/drinking-the-kool-aid-on-the-war-in-ukraine.html#more
09.07.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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