Mark Zuckerberg vuole trasformare Facebook in una “azienda del metaverso” Cosa significa?

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Daniel Broby

theconversation.com

Mark Zuckerberg vuole reinventare Facebook. Continua a dire agli analisti e ai giornalisti di volere che l’azienda faccia da pioniere verso un Internet completamente diverso. Ha affermato:

“Nei prossimi anni, mi aspetto che la gente passerà dal considerarci principalmente come una società di social media a considerarci come un’azienda del metaverso … Per molti aspetti il metaverso è la massima espressione della tecnologia sociale.”

Allora, cosa intende l’amministratore delegato di Facebook con “azienda del metaverso”? E come sarà l’azienda se e quando arriverà a ciò?

Le origini

Il termine “metaverso” viene usato per descrivere la visione di un internet trasformato in un mondo virtuale. L’idea era stata concettualizzata per la prima volta nel 1992 dallo scrittore americano Neal Stephenson nel suo classico di fantascienza, Snow Crash. Prevedeva internet come uno spazio vitale virtuale in 3D, dove gli individui entrano ed escono, interagendo tra loro in tempo reale.

Sono in molti nella Silicon Valley a considerare il metaverso come il futuro. Per esempio, Google è attivamente impegnato nella realtà aumentata (AR), ovvero utilizzare la tecnologia per guardare un mondo reale a cui però vengono sovrapposti oggetti digitali in 3D. E si dice che Apple stia costruendo un tipo di occhiali per sperimentare spazi virtuali.

Ma Facebook sembra il più impegnato di tutti in questa nuova idea. Nel suo sforzo di trasformare Facebook in un’azienda del metaverso, Zuckerberg sta cercando di costruire un sistema in cui le persone si muoveranno tra la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata e anche dispositivi 2D, utilizzando all’occorrenza avatar realistici di sé stessi. In questo ambiente [le persone] lavoreranno, socializzeranno, condivideranno cose e faranno altre esperienze, mentre, forse, useranno ancora internet per alcuni compiti tradizionali, come, per esempio, effettuare ricerche

Benvenuti nel 2030

 

Il possedere non solo la piattaforma Facebook, ma anche WhatsApp, Instagram e il produttore di cuffie VR Oculus dà a Zuckerberg un grande vantaggio nel trasformare tutto questo in realtà. Collettivamente, questi brand danno a Facebook un numero insuperabile di potenziali clienti e tutto ciò che di importante c’è da sapere per creare un mondo virtuale e desiderabile: come le persone si comportano online, le loro personalità, gusti e antipatie, il portamento, il movimento degli occhi e persino gli stati emotivi.

Per aiutare a costruire il metaverso, gli ingegneri di Facebook dovranno trasformare in un successo [popolare] il realismo coinvolgente [dei videogame]. Immaginate un gioco per computer con 2,9 miliardi di avatar e l’intelligenza artificiale che raccoglie tutte le informazioni possibili su di essi. L’azienda ha creato una divisione chiamata Reality Labs, in cui i ricercatori stanno lavorando alla creazione della caratteristica che dovrà definire il metaverso, cioè la “presenza,” la sensazione di essere in uno spazio insieme agli altri. Non sorprende che questo team sia composto in gran parte da persone con esperienza nel campo dei videogiochi.

Facebook sta finanziando la ricerca su software che consentano attività come il “teletrasporto” in un altro luogo, come un ufficio, in modo che sembri veramente di essere lì, e anche la realizzazione di oggetti fisici veri e propri, come occhiali AR e cuffie VR allo stato dell’arte.

Le necessità del metaverso

Zuckerberg ha detto di sperare che Facebook potrà operare questa transizione entro i prossimi cinque anni, e che i dispositivi come le cuffie e gli occhiali AR saranno pronti per un uso mainstream quotidiano entro la fine del decennio.

Per avere successo, Facebook dovrà rendere la sua offerta di realtà virtuale interoperabile con i sistemi del metaverso creati da altre aziende online. Dovrà anche essere modulare, in modo che possa far fronte senza problemi al fatto che sempre più persone ne facciano parte. Queste sono proposte dispendiose, ma integrare le varie tecnologie ha un senso.

Facebook è già stato oggetto di una causa antitrust per pratiche anticoncorrenziali. L’azione legale è fallita, ma gli Stati Uniti stanno ancora lavorando su regolamenti che potrebbero costringere Facebook e gli altri giganti della tecnologia a ridimensionarsi. Chiaramente, l’azienda ha molti nemici e non hanno di certo giovato lo scandalo Cambridge Analytica, dove i dati degli utenti erano stati raccolti senza il loro consenso, e la fama di Facebook per quanto riguarda la gestione della privacy.

Creare un prodotto per il metaverso che sia completamente interoperabile con il resto del metaverso [prodotto da altre aziende] non solo potrebbe rassicurare sulle intenzioni di Facebook, ma renderebbe anche più difficile cercare di sabotarlo in futuro. Una volta diventato operativo, i concorrenti troveranno estremamente costoso creare sistemi rivali. Il sistema metaverso di Facebook diventerà sempre più apprezzato man mano che le persone entreranno a far parte della rete. Questo è l’effetto network, che ha trasformato Facebook e gli altri giganti digitali americani in aziende da mille miliardi di dollari.

Cambiare il modello di business non è una decisione facile. Con molti dei suoi clienti segregati in casa per più di un anno a causa della COVID, Facebook è andato a gonfie vele. Ha appena riportato un aumento del 57% nella vendita di pubblicità nel secondo trimestre, un aumento del 7% degli utenti attivi mensili (che sono 170 milioni in più), e un quasi raddoppio del reddito netto, arrivato a 10,4 miliardi di dollari (7,4 miliardi di sterline). Alla fine di giugno, l’azienda segnava un attivo di 64 miliardi di dollari.

Like=Guadagno

Al momento, la pubblicità domina il modello di business del social-networking di Facebook, ma la transizione ad azienda del metaverso rende valida l’ipotesi di nuove fonti di entrate. Attualmente gli utenti condividono pensieri, foto, post, attività, eventi e interessi in modo bidimensionale e senza pagare (almeno non nel senso tradizionale).

Ma gli utenti potrebbero essere disposti a pagare per la maggiore interattività che sarà disponibile nel metaverso, forse per entrare in certe aree private o per fare certe cose, come teletrasportarsi per più di pochi minuti alla volta o altro. Zuckerberg ha detto di credere che Facebook farà soldi dalla vendita di certi beni ed esperienze virtuali. In futuro pagheremo per i vestiti più eleganti dell’avatar, per esempio? O per vedere l’ultimo film in un cinema virtuale?

In questo nuovo mondo probabilmente interagiremo a vicenda ancora di più di quanto già facciamo. Questo fa capire che ci saranno ancora più opportunità di guadagno per i gatekeeper.

In sintesi, creare un mondo virtuale in modo che gli utenti possano interagire con i loro amici e familiari non è solo un’idea fantasiosa, è una necessità commerciale. Mark Zuckerberg ha creato la prima piattaforma di social media che è diventata uno standard globale. Ora sta cercando di ripetere lo stesso giochetto nella realtà virtuale.

Daniel Broby

Fonte: https://theconversation.com/
Link:
https://theconversation.com/mark-zuckerberg-wants-to-turn-facebook-into-a-metaverse-company-what-does-that-mean-165404
30.07.2021
Tradotto da NICKAL88 per comedonchisciotte.org

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