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Zerbini e scrivani

DI ANTONIO DE MARTINI

italiaeilmondo.com

GLI ZERBINI

Un certo Boccia a nome del “mondo industriale italiano” – che come ormai tutti sappiamo non esiste quasi più – ha indirizzato al governo, con forme e toni ultimativi, una richiesta a “risolvere la crisi”.

Vogliono altri denari oltre alla montagna di aiuti già avuta negli anni e a quelli ottenuti vendendo le proprie aziende a imprese straniere o andando a produrre in paesi schiavisti dove impiegano bambini di dodici anni a un dollaro al giorno.

L’avidità non ha limiti e anche la sfacciataggine progredisce incontrastata.

Nessuno che abbia messo a posto questo signore.

In un paese col senso della realtà , i lobbisti sussurrano all’orecchio dei governi, non sbraitano come comari.

Un governo con senso della dignità o almeno della realtà, avrebbe già spedito la Guardia di Finanza a spulciare conti e corrispondenza, a lui e al coro di pseudo imprenditori che lo attorniava in TV con grinta eversiva.

In un paese col senso della realtà il sindacato sarebbe già insorto – pro o contro- a difesa delle prerogative delle istituzioni e del proprio ruolo di interlocutore primo delle imprese.

In un paese col senso della realtà la sinistra avrebbe richiamato Boccia e pallini al rispetto delle istituzioni e dei ruoli.

Al presidente Mattarella ricordo che quando si lascia “spubblicare” una istituzione, si apre la strada al non rispetto di tutte.

Non ha letto Hemingway e pensa di sapere per chi suona la campana.

 

I DIALOGHI SI FANNO IN DUE E I NEGOZIATI ALMENO IN TRE.
( parole chiare all’alleato)

Se volete avere un esempio da manuale di come un paese straniero governi i fatti italiani tramite scritturali d’accatto, potete leggere a pagine 15 del “ Corriere della sera” , di oggi 4 dicembre, l’articolo che Maurizio Caprara – la cui famiglia ci è ben nota- dedica ad una riunione dell’ASPEN italiana dove hanno concionato sul tema “ dialogo Stati Uniti-Italia” in cui ha parlato soltanto l’ambasciatore americano. Se parla uno solo, si chiama monologo.

Pare fosse presente anche il nostro ministro degli esteri Moavero, dei cui interventi – se ci sono stati- lo scriba non da cenno. È il destino dei servi.

In pratica, senza un minimo di contraddittorio, l’ambasciatore chiede di comprare gas liquido americano e stoccarlo in grandi quantità in “ maniera da diventare protagonisti in Europa”; di accogliere due rappresentanti del dipartimento di Giustizia USA che ci insegnino a incriminare gli hacker “ russi, cinesi e nord coreani”.

(A noi risulta – grazie a wikileaks- che siamo stati intercettati solo dalle antenne della Ambasciata USA di Roma e dal consolato USA di Milano, ma potrei sbagliare.)
Ci si fa notare che esportiamo negli Stati Uniti “ più di quanto importiamo” .

Lo trovo evidente, dato che loro hanno 300 milioni di abitanti ( di cui il 10% italiani o oriundi) e noi 60.

Il terzo “ fraterno consiglio” che sua eccellenza l’ambasciatore ci da, consiste nel “mantenere la sanzioni alla Russia per perseguire la pace in Ucraina”.

Roba che invece io credevo che bastasse non spedire navi militari negli stetti di Kerk e spendere 5 miliardi di dollari per sobillate la popolazione.

Per fortuna l’Aspen Institute ha un uditorio persino inferiore a quello dello IAI altro serbatoio propagandistico di sciocchezze antinazionali a piè di lista cui nessuno da peso.

LA RISPOSTA ITALIANA CHE È MANCATA:

1) Nella proposta USA non si parla di prezzi del gas e di costo del trasporto e nemmeno delle prospettive concrete esistenti aperte dai giacimenti mediterranei di gas e petrolio trovati nelle acque di Cipro ed egiziane, per non parlare della Libia.

Possiamo svolgere il ruolo di grimaldello, ma in un contesto più vasto che comprenda l’oleodotto transasiatico, i giacimenti mediterranei e il gas liquido USA, nonché l’elettrodotto nordafricano in progettazione.

2) Non ha detto – sua eccellenza- una parola circa il pericolo, non solo ecologico, di stoccare enormi quantità di gas e petrolio sul nostro territorio a prezzi ignoti e maggiori degli attuali.

3) verso la Russia possiamo esportare ANCHE tecnologie e non solo mozzarelle

4) Se i nord coreani ci hackerano, detto con tutta franchezza non ci perplime

5) Dialogo significa scambio di comunicazioni e – in cambio di eventuali alleanze comunque da rivisitare – vogliamo:

a) mano libera nel LEVANTE MEDITERRANEO ( giacimenti di Cipro, Libano, Egitto che siamo disposti a condividere ma non a abbandonare)

b) la piena responsabilità dell’approvvigionamento dalla Libia

c) una Co-garanzia del nostro debito pubblico in maniera da tacitare i farabutti che puntano a far lievitare il debito italiano e il suo costo.

d) Gli USA rispettino il principio di non ingerenza sancito dal Congresso di Vienna e limitino al ragionevole le loro nei fatti italiani o noi ritorneremo ad attivare i circoli di italiani e oriundi negli Stati Uniti per rafforzare le capacità di lobbying dei nostri connazionali.

e ) evitino, per quanto possibile di destinare al nostro paese diplomatici di origini mediorientali.

f) rafforzino le Nazioni Unite cessando di sabotarne i già tenui sforzi verso un ordine internazionale credibile.

G) Disponendo l’Italia di oltre il 50% dei beni culturali del mondo, va riconosciuto il suo ruolo preminente in seno all’UNESCO.

Nulla di non ottenibile da un amico e alleato. Altrimenti potremmo guardarci attorno in cerca di meglio.

Antonio De Martini

Fonte: http://italiaeilmondo.com/

Link: http://italiaeilmondo.com/2018/12/04/zerbini-e-scrivani-di-antonio-de-martini/

4.12.2018

Pubblicato da Davide

10 Commenti

  1. Infatti è proprio per questo che servirebbe un’UE più forte e unita, proprio per evitare i servilismi regionali come quello italiano, che è nato dalla sconfitta nella seconda guerra mondiale. Il sovranismo attualmente tanto lodato da elementi guasti e ipocriti in molti stati d’Europa come soluzione alla crisi istituzionale e strutturale dell’UE porterebbe a un servilismo maggiore verso i vincitori della sgm, cioè gli USA, incancrenendo una situazione già di per sé alquanto pesante. E infatti un magnifico esempio si vede in questo governo giovane, dei cambiamenti, dello strappo col passato: da via dalla NATO al lecchinaggio più totale.
    La maggior parte della gente, almeno qui in Italia, non conosce e non riflette su quanto siamo legati (d)agli USA e su quanto gli USA esercitino un enorme potere sulle nostre decisioni, anche le più piccole, di quanto i nostri governi debbano piacere necessariamente agli USA. Basta informarsi un po’ su cosa significò Yalta.
    Da quando l’Italia ha perso la sgm è sempre stato così, una sudditanza totale verso il vincitore, mascherata da magnanimità del medesimo. E anche la “democrazia” instaurata nel paese era in realtà una sovranità limitata. Sudditanza ancora più marcata dopo l’affaire Moro, che probabilmente conoscono solamente le persone più avanti nell’età, mentre tutti ‘sti sgallettati cinque stelle e leghisti manco sanno di chi si tratti, forse del Moro di Venezia o di Ludovico il Moro qualora avessero frequentato la scuola media.

  2. Articolo condivisibile al 100%. Per quanto riguarda i nostri Prenditori, vorrei ricordare che la Fiat dopo 40 e passa anni in cui con la ben nota CIG ha spolpato le casse dell’Inps e dopo aver portato il domicilio fiscale all’estero, è tornata alla carica con la cassa integrazione guadagni.
    Per ciò che riguarda invece i diktat espressi dall’ambasciatore del “nostro alleato ” d’oltre oceano, beh li non riesco a trovare le parole adatte per descrivere una tale arroganza e sfacciataggine, che ben si accompagna al più cencioso servilismo di tutti i governi che questo paese ha avuto e ha.

  3. “In un paese col senso della realtà , i lobbisti sussurrano all’orecchio dei governi, non sbraitano come comari.”

    Temo che il buon De Martini abbia un’idea della realtà legata a come si presentava alcuni decenni fa. In un continente pienamente immerso nel liquido della realtà postmoderna le cose stanno diversamente. Attorno al parlamento europeo ruotano 11000 lobbisti registrati, ma il loro numero (compreso quelli non registrati) è almeno il doppio. A cosa pensate servano i lobbisti, se non a fare gli interessi delle multinazionali? Credete forse che ci sia una lobby dei cittadini che ne difende i diritti?

    La realtà, purtroppo, è che anche l’Italia ha accolto i diktat delle varie lobbies come diritti acquisiti. Cioè il senso dell’attuale realtà è il senso imposto dalle varie attività lobbistiche. Mi spiace per De Martini, ma la lobby USA sta facendo valere i suoi diritti presso di noi. E noi non possiamo che accogliere le pretese USA e quelle di qualsiasi altra lobby.

    In Italia si è deciso di “regolamentare” i lobbisti, dando ai 900 iscritti una stanza a Montecitorio per potere dare loro la comodità di contattare direttamente i parlamentari senza bivaccare nei lussuosi corridoi.

    ” le cinque organizzazioni italiane con più accrediti presso
    il parlamento europeo sono Confindustria, Enel, Fondazione banco
    alimentare onlus, Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed
    elettroniche e Intesa Sanpaolo.”

    A seguire tutte le altre lobby.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/21/lobbisti-di-tutta-italia-unitevi/3926286/

  4. Antonio De Martini il verbo ‘perplimere’ non esiste.

  5. Boccia e l’attuale manipolo di prenditori, non è un errore, che si fanno passare per gli industriali di questo paese dovrebbero essere messi al loro posto ricordando a lor signori che certe scelte sono compito della politica e non loro che pessimi esempi hanno dato e continuano a dare nella direzione delle loro imprese, molte delle quali ereditate dai signorini dai loro avi.

  6. I sedicenti imprenditori italici dovrebbero essere giustamente e volgarmente chiamati pirati ! in quanto hanno come attività principale l’appostare regolarmente il transito di navi di stato cariche di denaro , e tranquillamente e impunemente procedere all’arrembaggio .

  7. Boccia e soci fanno solo ed esclusivamente i cazzi loro, ovvero produrre dove costa meno e prendere soldi pubblici ITALIANI per la costruzione di grandi opere obsolete, tuttavia è inutile prendersela con loro. Quando vedo manifestanti pro tav o addirittura i meridionali schierarsi a favore di queste schifezze, mi convinco che questo paese non ha speranze.

  8. Riguardo agli americani non è che si possa aggiungere molto, quello è il loro approccio nei nostri confronti ormai da molto tempo…Più interessante, per ora, la questione di confindustria. Non si sa se qualche rappresentante del governo sia stato invitato a questo incontro decisivo per i destini economici dell’Italia. Magari il governo, facendosi invitare alla prossima festa, potrebbe rispondere semplicemente in questo modo (il che naturalmente presuppone che il governo abbia effettivamente dei piani da proporre): cari imprenditori, noi abbiamo un programma che prevede, per l’economia Italiana, iniziative in questi settori, per esempio riqualificazione del territorio e dell’edilizia, sia storica che per abitazioni popolari, energie alternative e sviluppo tecnologie informatiche e collegate, opere pubbliche da valutare in base all’utilità concreta ancora sul territorio, gestione rifiuti da modernizzare e portare ad efficienza massima, ottimizzazione dei trasporti in base alle esigenze concrete e più urgenti della maggior parte della popolazione, e via di questo passo. Voi cari imprenditori, siete pronti per tutto questo?

  9. Al di là delle delle solite e infinite polemiche su co2, gpl, ecc i nodi mi sembrano due. Da un lato gli interessi degli usa, dall’altro la sovranità limitata dell’italietta. Interessi degli usa significa che al di là della balla colossale della libertà imprenditoriale e di concorrenza e altre fandonie simili gli usa utilizzano e sfruttano il mondo intero, da una parte per sostenere la loro economia (acquisto di armamenti, shale gas e quant’altro) e dall’altro per scaricare le conseguenze negative (crisi finanziarie, bolle speculative, ecc.) di un sistema aberrante che chiamano capitalismo. Senza violenze e ricatti gli statunitensi sarebbero dei pezzenti, loro e i compagni di merende anglo-francesi. Ieri obama faceva calare le braghe a renzie sugli f35, oggi ci vogliono propinare il loro petrolio di scisto. Ieri blateravano di libera circolazione delle merci brandendo il wto come una mazza, oggi impongono dazi degni delle guerre commerciali dell’800. Tanto ci sarà sempre un zucchino (o zucconi), un rampini, un riotta a reggergli il bordone.

  10. “…circa il pericolo, non solo ecologico, di stoccare enormi quantità di gas e petrolio sul nostro territorio…”
    e magari non sa che quasi tutto il territorio italiano è altamente sismico…