Von der Leyen: “Grazie Mario” – e a noi non ci resta che piangere!

Per l'addio di Mario Monti alla Bocconi si sono scomodati perfino Ursula von der Leyen e il Presidente della Repubblica. L'ateneo milanese, per voce di Mattarella, ha contribuito in modo fondamentale all'attuale modello sociale europeo e la presidente della commissione UE ringrazia Mario Monti per il lavoro svolto. La trincea tra il pensiero elitario e la realtà che vivono i popoli si sta allargando sempre di più e pare proprio che il "Potere" non voglia prenderne coscienza.

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di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Quel “Grazie Mario” pronunciato in italiano dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in visita all’università  Bocconi di Milano per il tributo a Mario Monti che lascia il suo incarico di presidente, mi ha fatto tornare alla mente quel “Grazie Mario“, che Parisina ripeteva all’infinito verso lo scansafatiche Massimo Troisi (Mario) di fronte al contrariato Roberto Benigni (Saverio), che invece mandava avanti la baracca.

Sto parlando del “mitico” film, che tutti noi certamente ricorderemo, “Non ci resta che piangere” – il cui titolo, oltre alla scena appena esposta, si abbina perfettamente in senso metaforico, a quello che il popolo italiano sta vivendo da anni in virtù di questo folle e delinquenziale progetto elitario europeo, che ancora imperterriti i “camerieri” del potere, nella più totale falsità di pensiero, si prodigano a magnificare anche dentro quello che dovrebbe essere il luogo principe del culto e della verità, ovvero l’Università.

Cliccate sull’immagine per ascoltare le parole del Presidente Mattarella, il “Grazie Mario” di Ursula von der Leyen ed infine Mario Monti che cita il politico francese padre fondatore della UE Jean Monnet

 

Quindi “non ci resta che piangere” di fronte a tale spregevole rappresentazione di una realtà che fa comodo solo a pochissimi eletti e lascia la maggioranza a vivere ed affrontare i drammi quotidiani, fatti di fame, debiti, precarietà, razionamenti e rinunce che vanno dal curarsi all’istruirsi.

E l’immagine delle “dame” e dei “cavalieri” rappresentanti la “Casta”, ricoperti di vestiti e gioielli costosissimi, in passerella per entrare alla prima della Scala di Milano, con a poche decine di metri le forti proteste popolari, testimoniano alla perfezione che l’obiettivo principe del progetto europeo, ideato e condotto dai lor Signori, di ritornare a modelli di “status” medioevali, si sta concretizzando giorno dopo giorno.

Le proteste popolari nel giorno della prima al Teatro la Scala di Milano

 

“Questo modello sociale europeo è debitore nei confronti delle università italiane ed in particolare della Bocconi” – ha ricordato Mattarella alla von der Leyen – a conferma di quanto la maggior parte dei nostri intellettuali si siano prostrati e prostituiti fino ad oggi, nel sostenere certe teorie economiche, oggi rivelatesi delle vere e proprie frodi dottrinali, grazie all’infaticabile lavoro di quella parte di informazione indipendente, che da tempo si è adoperata con abnegazione unica, nella ricerca della Verità da sbattere in faccia al popolo ignaro.

“La costruzione dell’Europa attraverso le crisi, secondo la profezia di Jean Monnet” – sono state le parole di addio alla Bocconi di Mario Monti – Si omaggia, con evidente intento distorto e funzionale, del titolo più alto di “profeta” al pari di Nostro Signore Gesù Cristo, un comune mortale al servizio del Potere, che secondo Monti addirittura sarebbe stato così bravo da profetizzare quanto di drammatico il potere stesso programmava di far affrontare ai popoli.

Quindi, cari miei, a sentire Mario Monti, tutte le crisi che da anni affrontiamo sulla nostra pelle e quella futura dei nostri figli, sono giustificate nella mente di questi personaggi, come necessarie ed inevitabili per il raggiungimento del grande fine, rappresentato da questo grande disegno europeo, che ci hanno rivenduto come portatore unico di pace, benessere e solidarietà.

Poi ci giriamo, guardiamo la realtà e vediamo che la concreta realizzazione di detto progetto, oggi invece ci presenta la totalità dei governi europei, ognuno in prima fila a gareggiare nell’inviare armi per la paura che la guerra tra Russia ed Ucraina possa terminare presto e scombinare i loro piani, abbiamo i popoli costretti a far legna per riscaldarsi, la disoccupazione, la precarietà e la povertà sono in aumento esponenziale, i diritti sulla persona non sono mai stati violati come adesso e lo stato di diritto si è trasformato in un “sistema” gestito dal potere in modo chirurgico per indirizzare la giustizia e le vite delle persone come fa più comodo agli interessi dei gestori stessi.

E’ bene ricordarlo, Il prof. Mario Monti, noto esperto in materie economico-monetarie, prima studente, poi professore ed infine preside della Bocconi, è stato colui che, appoggiando in pieno le frodi dottrinali sulla moneta e sul debito pubblico, non appena nominato presidente del Consiglio, ha dato inizio a tutte quelle politiche di austerità estrema che hanno fatto decollare nel nostro paese la percentuale di persone che vivono in povertà assoluta.

Il grafico sotto fotografa, in modo inequivocabile, i risultati dell’opera iniziata da Monti e proseguita poi da tutti gli altri governi:

Nel 2020, l’ISTAT stima oltre 2 milioni di famiglie in povertà assoluta (incidenza del 7,7%), per un totale di 5,6 milioni di individui (incidenza del 9,4%). Entrambi gli indicatori sono in forte crescita, nel 2019 erano rispettivamente 6,4% e 7,7%. Da un punto di vista geografico, vi sono evidenti differenze territoriali. L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta è del 9,4% nel Mezzogiorno e del 7,6% nel Nord. Sono oltre 2,59 milioni i poveri assoluti residenti nel Mezzogiorno, 2,5 milioni nelle regioni del Nord, circa 500.000 nel Centro. [1]
Come sappiamo, uno Stato sovrano monopolista della moneta, non avrebbe avuto la ben che minima necessità di mettere in atto tali devastanti politiche economiche, e di questo il prof. Mario Monti ne era pienamente cosciente allora come adesso. Quindi, tutto quello che ha fatto, lo ha fatto in spregio alla sua coscienza per servire la “frode” del Potere di cui lui stesso fa parte e nel quale evidentemente pensa di starci così comodo, tanto da fregarsene altamente dei drammi sociali e delle morti che le sue azioni lasciano dietro di sè.

Quindi Mario Monti lascia tra gli onori, il Presidente Mattarella ricorda a chi di dovere che le nostre università sono ben allineate con il progetto europeo, che tanto piace ai poteri profondi del nostro paese e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, si è ben goduta questo tour milanese, rimanendo all’interno di luoghi – ben lontani dal dramma sociale che sta montando sempre più nel paese – quali il Teatro della Scala e l’Università Bocconi, luoghi dove il consenso per queste “figure”, o meglio, per questi “figuranti” vige assoluto.

di Megas Alexandros

Fonte: Van der Leyen: “Grazie Mario” – ed a noi “Non ci resta che piangere”! – Megas Alexandros

Note:

[1] La povertà in Italia – Italia in dati

 

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