Home / Attualità / Venezuela, quei giovanissimi pagati per uccidere

Venezuela, quei giovanissimi pagati per uccidere

DI GERALDINA COLOTTI

facebook.com

Cronaca di sangue, anche ieri, in Venezuela. Sangue e non solo, perché è in pieno svolgimento anche la campagna “puputov” (molotov di escrementi), lanciata dalle destre contro il governo, e ripresa con enfasi dalle agenzie internazionali. Per conoscerne i dettagli, digitare in google immagini “puputov Venezuela”. Avvenenti vedette nazionali, spiegano come preparare la bomba di escrementi, raccolti nelle case e nelle scuole private, e come lanciarle sulla Guardia Nacional Bolivariana (Gnb), su chi non partecipa alle proteste e su quanti manifestano in sostegno al governo. Il momento è drammatico, ma la satira ci è andata a nozze: se la Dichiarazione di indipendenza degli Stati uniti mette al centro “la libertà e la ricerca della felicità”, il Venezuela caraibico di Simon Bolivar persegue “il massimo di felicità possibile”, e ai funerali piange ma balla e canta… “Se la fate così grossa, vuol dire che mangiate bene”, ha sintetizzato un vignettista evidentemente convinto che i principali problemi del paese siano. determinati dalla “guerra economica” dei poteri forti, dallo stratosferico aumento dei prezzi e dall’accaparramento dei prodotti basici sussidiati dal governo.
https://www.youtube.com/watch?v=K9CkiSTuXFcHa però perso la voglia di sorridere l’equipe della nota Tv privata Globovision, aggredita ieri dalle bombe di cui sopra rafforzate con pietre e pittura. La macchina ha sbandato, è finita contro un palo e gli occupanti hanno rischiato la vita. E’ successo nel quartiere di Altamira, nella parte agiata di Caracas, dove più forti sono le proteste delle destre. Attaccata anche una troupe del programma satirico Zurda Konducta (Vtv), mentre un cronista di Afp ha rischiato di essere bruciato vivo da un gruppo di incappucciati. Gli agenti lo hanno soccorso e salvato, ma le fotografie diffuse mostravano un giovane civile portato via da due divise per essere arrestato. Un altro episodio da mettere sul conto della “repressione”. L’agenzia ha poi presentato pubbliche scuse, ma nessuno le ha riprese.

Un altro giornalista è morto, invece, a La Mercedes, sempre nell’est della capitale. Si chiamava Miguel Castillo e aveva 27 anni. Una biglia di ferro gli ha trapassato il cuore. Anche le istruzioni su come sparare proiettili casarecci con armi artigianali si trovano nei siti radicali di opposizione, e un fotografo di Reuters le ha mostrate già dal 1° maggio. E’ morto così il giovane violinista Armando Canizales, 17 anni. Si è trovato sulla linea di tiro di un proiettile simile, diretto alla Gnb. La sua morte ha provocato la reazione del noto direttore d’orchestra Dudamel. Pressato da mesi dalla stampa internazionale (anche italiana) perché considerato vicino al chavismo, Dudamel ha finito per inviare da Los Angeles un comunicato “contro la repressione”.

Il deputato di opposizione, Freddy Guevara, ha dichiarato: “hanno ammazzato un ragazzo di 17 anni mentre Maduro ballava”, alludendo al programma televisivo del presidente. Le indagini e anche un’inchiesta del giornale spagnolo La Vanguardia (non certo favorevole al chavismo) hanno però messo in luce la diversa realtà. In base alle testimonianze di manifestanti, è emersa la strategia delle destre radicali di provocare quanti più morti possibili da addebitare alla “dittatura”.
“C’è un gruppo legittimo di manifestanti ma purtroppo ci sono anche gruppi estremisti nelle proteste e mi risulta che l’opposizione li paghi, ne conosco alcuni. Il musicista lo hanno ucciso e poi l’opposizione ha detto che era stato il governo. C’è una manipolazione senza limiti, per i leader di opposizione, più giovani muoiono e meglio è”. Così ha detto alla Vanguardia Aarón Troconiz, 27 anni, studente dell’Università bolivariana di Caracas.

Denunciata anche la presenza di giovanissimi, “contrattati” per creare il caos.

Qualche artista ha fatto notare a Dudamel che, nonostante la crisi, i soldi per l’Orchestra e per i viaggi dei suoi musicisti non sono mai mancati, nonostante i rilievi di chi avrebbe voluto porre quelle risorse altrove. Le destre tornate in campo in America latina – come Temer in Brasile – hanno per prima cosa abolito il ministero della Cultura.
Nel Tachira sono stati arrestati anche dei poliziotti della Pnb, accusati di aver sparato a bruciapelo contro un giovane, però fuori dalla piazza a cui non sono preposti. L’opposizione ha protestato perché chi viene arrestato per le violenze può essere giudicato dai tribunali militari, rischiando una pena fino a vent’anni. Il governo ha risposto ricordando la legge che prevede il ricorso al tribunale militare in caso di attacco armato a funzionari di polizia. La Gbn non può portare armi, solo lacrimogeni e idranti. In piazza, però, si verificano omicidi mirati da parte di chi ha evidentemente interesse a provocare il caos. E fa riflettere che anche un altro giovane, Juan Pernalete, sia rimasto ucciso come il violinista e sempre nella zona che dipende dal comune di Chacao, il cui sindaco, Ramon Muchacho, è un pasdaran della cacciata violenta di Maduro dal governo.

Ieri è stato ammazzato un moto-taxista (un militante chavista) ed è stato ferito il suo passeggero. Una sessantenne è rimasta gravemente ustionata dalle molotov. Dall’inizio degli scontri, sono stati uccisi cinque Gbn.
Maduro ha lanciato la proposta di un’Assemblea costituente, una richiesta avanzata anche dalle destre, che però ora la rifiutano e il parlamento a maggioranza di opposizione l’ha bocciata. Respinto da parte dei vescovi anche l’appello del papa alla pace. Nonostante il chavismo abbia liberato 7 politici detenuti, come stabilito durante i colloqui di pace, le destre hanno rovesciato comunque il tavolo, forti dell’appoggio di Trump e del Segretario generale dell’Organizzazione degli stati americani (Osa), Luis Almagro. Ieri, l’organismo internazionale, da cui Caracas ha deciso di uscire, ha nuovamente tentato di far fissare una riunione urgente sul Venezuela, ma i paesi progressisti latinoamericani l’hanno respinta. Per ora.

Geraldina Colotti

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/geraldina.colotti/posts/1407388629309041?pnref=story

12.05.2017

Visto su http://megachip.globalist.it/

Pubblicato da Davide

  • mingo

    che schifo! quello che sta succedendo i Venezuela è vergognoso .
    Su PANDORA TV vi era un intervista a Gianni Minà che denunciava la triste disinformazione dei giornali Italiani cercatelo e guardatelo .

    • CarloHGR .

      Perché invece di dare ascolto a ciarlatani del genre non vai in Venezuela di persona?
      Io ci sono stato, e non era un bello spettacolo già prima delle rivolte.

      • Tonki

        Che risposte del cazzo. Come se uno avesse i soldi il tempo e i mezzi per andare di persona in tutti i luoghi dove succede qualcosa.

        • CarloHGR .

          Non sono stato dappertutto nemmeno io, ma avendo avuto una relazione con una venezuelana ed essendoci stato in quel paese, almeno so di che cosa sto parlando
          Voi nemmeno quello

          • Tonki

            Buon per te. Gli altri cercheranno di farsi un opinione con quel che hanno. Purtroppo c’é poco altro da fare.

      • World Libre
        • CarloHGR .

          Hollywood ogni tanto riesce ad essere molto più realistica

    • pedro navaja

      Il principio è questo: perchè cio che non accetteremo in Italia diventa invece apprezzato e giusto altrove?

      A meno che Geraldina, – nuova leva delle BR UCC nella seconda metà degli anni ’80 (quindi, mi si permetta, già fuori tempo massimo)-, non ritenga che la forma di stato auspicabile sia ancora il modelo “dittatura del Proletariato”, il sistema di far decidere la gente, gli elettori (o il popolo se volete), mi sembra vigente ed auspicato dalla maggior parte dei lettori di questo sito.

      Del resto anche lei gode dei benefici di uno stato “democratico” e “di diritto”, con tutti i difetti che volete, ma dove la separazione dei poteri, l’indipendenza
      della magistratura, la trasparenza del sistema elettorale, la pluralità e
      libertà di espressione dei media, il controllo democratico sulle forze armate e di polizia, ha permesso che uscisse libera dopo una decina d’anni.

      Nei paesi del sol dell’avvenire di Geraldina c’è gente in carcere da una decina d’anni, senza sentenza, senza benefici, senza reato, senza terrorismo. Perchè per lei sta bene se avviene in Venezuela o in Bolivia?

      Perchè non dovrebbero godere anche loro, tra l’altro probabilmente innocenti, di
      ciò che lei ha goduto in uno stato di diritto (ripeto: con tutti i limiti che
      volete).

      Non si potrebbe semplicemente applicare la “costituzione più bella del mondo “ (come diceva Hugo Chavez) e dare ai cittadini il compito, e l’onere, di decidere se Maduro è un legittimo presidente o un illegale tiranno?

      Invece lo decidono i paramilitari. Lo decidono gli squadristi del governo, che sparano palle di piombo contro “bombe di merda” dei manifestanti.

      Finisco con le parole che geraldina non ha potuto ascoltare.

      Sono della madre di un ragazzo ucciso ieri da quel piombo. “mio figlio lottava solo per un Venezuela migliore. E’ morto anche per dare una speranza e un futuro ai giovani come lui”.

      Perchè garaldina vuole diffamare anche questi poveri morti?

    • gianni

      non lo sapevi che televisione e giornali dicono solo il falso ?

    • Omar Ochoa

      Minà che denuncia la disinformazione? Deve essere una barzelletta.

  • CarloHGR .

    L’autrice di questo articolo è una ex terrorista dell’ucc in libertà vigilata
    maduro sta armando milizie di civili iscritti al suo partito, sta scegliendo i membri di una costituitente sempre tra gente del suo partito dopo aver bloccato tutte le elezioni locali in cui sapeva di perdere
    E ha usurpato la maggioranza di 2/3 al parlamento con una corte costituzionale il cui presidente è reo confesso di omicidi
    Se questa è democrazia…

  • Vamos a la Muerte

    La cosiddetta “opposizione venezuelana” è costituita in realtà da un manipolo di FASCISTI che sta cercando di sovvertire l’Ordine Democratico Costituzionale con la violenza: e a violenza il Legittimo Governo Venezuelano non può che rispondere con fermezza per difendere la Sovranità dello Stato checché ne dicano i bamba che, come vedo, infestano anche questo sito.

    • CarloHGR .

      Bamba lo vai a dire a qualcun altro
      Maduro è stato eletto col 50,5% dei voti, in margine estremamente ristretto che risale a 3 anni fa
      L’anno scorso il popolo ha espresso democraticamenete la sua opinione nominando più di 2/3 dei rappresentanti del parlamento tra i partiti di opposizione
      Se si votasse ora maduro non verrebbe mai rieletto
      Facile, davvero facile dire che tutti quelli che non sono d’accordo con voi sono nazifascisti e quindi li si può ammazzare. Anche quando quei “fascisti” sono composti anche da forze di sinistra in disaccordo col chavismom
      La storia non insegna davvero nulla.

      • Sepp

        diciamo che quello che accade deve accadere.

        • gianni

          tutto quello che succede e’ normale perche’ succede

          • Sepp

            Fra gli stati sudamericani e l’litalia vi e’ una comunanza,
            non per niente usiamo l’espressione sarcastica di repubblica
            delle banane, li come qui da noi non esiste un potere capace
            di opporsi alla colonizzazione, in fondo i latinos si accontentano
            delle briciole mentre lo straniero si porta via tutto.
            Loro sono stati istruiti nelle univerista’ spagnole e portoghesi, ma i
            nostri dove sono stati educati?

      • Cincinnato

        Macron e’ stato eletto con il 23% dei voti al primo turno e tutta la stampa a scrivere del grande successo della democrazia francese. Dove lo trovi un presidente nei sistemi presidenziali eletto con oltre il 50% dei voti in contesto difficile interno e con l’aggressione sterna?

        • CarloHGR .

          questa di macron è una risposta senza senso, davvero senza senso, se pensi che sia la stessa cosa che con maduro, devo davvero perdere tempo a spiegartela?
          intanto macron è stato eletto a doppio turno, da oltre il 60% degli elettori, mentre in venezuela alle scorse presidenziali i candidati erano 2
          mi parli di ragionare con lo steso metro, ma ne sei capace? allora vediamo:
          macron viene eletto, passano 2 anni e la crisi economica aumenta a dismisura
          mentre è ancora in carica le elezioni parlamentari gli danno una bastosta storica, e il suo partito che prima aveva oltre il 50% da solo ora è in minoranza
          elegge una nuova corte costituzionale il giorno dopo le elezioni, perchè la vecchia era in scadenza, si attriubisce molti dei poteri del parlamento per affrontare la crisi, senza il voto del parlamento, e fa quello che vuole perchè la corte costituzionale dice che può fare praticamente qualsiasi cosa, incluso cambiare la costituzione stessa con una commissione di persone scelte da lui
          se tu davvero ragionassi con lo stesso metro, quello in venezuela si chiamasse macron, e fosse amico degli stati uniti, saresti dicendo peste e corna su di lui

          • Cincinnato

            Mi sembri solo un po’ confuso. Il Venezuela e’ una repubblica presidenziale e il presidente viene eletto per un mandato slegato dalle elezioni per il parlamento cosi’ come in Francia. In piu’ in Venezuela e’ previsto a meta’ mandato presidenziale un voto di conferma per il presidente, mi sembra una forma molto democratica introdotta da Chavez! Il problema e’ che la maggioranza del parlamento non vuole questa elezione di conferma! In Venezuela avvengono manifestazioni contro il governo come in tutti i paesi democratici. La polizia interviene, come normale, contro le violenze. Anche la stampa schierata deve ammettere che queste manifestazioni sono spesso usate da settori della destra fascista per creare caos con utilizzo di armi da fuoco. Se si usasse per il Venezuela lo stesso metro che si usa nelle democrazie occidentali per stroncare le manifestazioni violente i commenti sarebbero di tuttaltro tenore. Purtroppo il Venezzuela e’ un paese troppo ricco di risorse naturali, petrolio, gas, minerali rari e le scelte di Chavez e successori di far godere di questa ricchezza il popolo non e’ stata ben accettata dalle classi dominanti interne ed esterne. Quelloche succede in quel paese si puo’ comprendere facilmente, basta seguire il denaro e gli interessi geostrategici in gioco.

          • Omar Ochoa

            Mai sentito tanta disinformazione in un solo post. 1) Non esiste nessun “voto di conferma” nella Costituzione Venezuelana. 2) L’anno scorso l’Assemblea Nazionale ha voluto realizzare un referendum revocatorio (che sì esiste nella Costituzione) e il CNE (consiglio nazionale elettorale) chavista l’ha bloccato. Un mese fa il Tribunale Supremo di Giustizia ha dato un golpe all’Assamblea con una sentenzia che esautorava la stessa e ne prendeva le funzioni. Cioè, il potere giudiziario che si prende le funzioni del potere legislativo. Ci dovevano essere le elezioni per i governatori a dicembre dell’anno scorso ma sono state bloccate dallo stesso CNE comandato dal chavismo. Ora maduro si è inventato una “costituente” che viola tutti gli articoli al rispetto nella Costituzione. E lei ha i coraggio di parlare delle “destre fasciste”? La smetta di parlare per slogan e s’informi un po’ della situazione di miseria in cui si vive nel mio paese. Almeno non dovrà fare queste brutte figure.

          • CarloHGR .

            A me confusi sembrate voi, davvero confusi
            Prima sembrate parlare di macron come se la sua elezione fosse anti democratica perché al primo turno era sul 20%
            Poi dimenticate il DETTAGLIO che l’opposizione vuole votare, ha portato MILIONI DI FIRME per un referendum di conferma contro maduro e maduro ha fatto di tutto per non votare quel referendum
            Ma nulla, il sospetto che gli usa facciano qualcosa, il fatto che maduro sia contro di loro, giustifica tutto e intendo proprio TUTTO
            Le elezioni locali in tutto il venezuela dove maduro sa di perdere sono rimandate a data da destinarsi
            Bella democrazia

      • Cincinnato

        Se per caso Macron non prendesse la maggioranza l’11 giugno pensi che si dimetterebbe oppure che gli altri chiederebbero le sue dimissioni? Tutta la stampa internazionale e i mass media sono abituati a propinarci le loro verita’ di comodo. Cioe’ la doppia verita’! Se ragionassimo con lo stesso metro in Italia negli iltimi trenta anni avremmo dovuto avere la guerra civile permanente.

  • stefanoG

    Sospetto che in venezuela sia in corso qualcosa del tipo di quello già visto in ucraina e, naturalmente, dietro i contestatori probabilmente ci sono i soliti mac kane e simili.
    Gli ammerecani non tollerano che in america latina (il loro “cortile”) ci siano forze che sfidano il loro dominio.
    Maduro non sarà uno stinco di santo ma sempre meglio di quella feccia armata e pagata dai soliti noti per creare caos.

    • Glock

      I moti di piazza contro Maduro non sono propriamente “spontanee” al 100% e non sono nemmeno gestite dall’opposizione parlamentare. Sono, infatti promosse da Organizzazioni Non Governative. Quali ONG? “Un Mundo Sin Mordaza” è la più importante e, guarda caso, ha come presidente Rodrigo Diamanti, che fa, sempre casualmente, di un’altra ONG, “Freedom House” che, to’, è statunitense, finanziata dall’USAID, fondo americano nato per “promuovere i diritti umani. DIamanti, in una recente intervista a un’altra ONG, il Bush Center (il nome è tutto un programma) chiede l’inasprimento delle sanzioni contro il Venezuela ed auspica un intervento USA, ovviamente per restaurare la democrazia. Il gran patriota! SI tratta, quindi, di organizzazioni non governative in realtà governative, ma del governo americano.
      Ma perchè il governo americano è così ostile al socialismo bolivariano (che è un socialismo, peraltro, molto all’acqua di rose, limitandosi a un po’ di welfare per la parte più povera della popolazione? Qualcosa mi dice che il nocciolo della questione sta nella nazionalizzazione del petrolio. In un paese colpito duramente dalla fuga dei capitali, il governo ha posto un fermo allo svenamento finanziario con la nazionalizzazione, che assicura che i profitti del petrolio restino in patria.
      Immaginiamo, per un attimo soltanto, che le parti siano invertite, e che ONG venezuelane operanti a New York, Los Angeles, Boston ecc promuovessero DA OLTRE DIECI ANNI manifestazioni e rivolte contro il governo, cosa farebbe l’amministrazione USA? Manderebbe poliziotti disarmati a convincere con le buone i rivoltosi? O avrebbero da subito agito come sono soliti fare gli americani con chi contesta il paradiso capitalista del libero mercato: pallottole, galera e pena di morte?

      • Omar Ochoa

        Woe, scoperto il complotto USA! Quindi, un mundo sin mordaza sarebbe il cervello dietro le manifestazioni? Potrei ridere se la situazione non fosse per piangere.
        Parliamo di nazionalizzazione, sì, ma mi prometta che prima si documenta sul tema. Non ho voglia di perdere il mio tempo parlando di nazionalizzazione con chi crede che sia stati chávez a nazionalizzare il petrolio e che non sa, tra l’altro, che il colpo dato dal Tribunale Supremo di Giustizia all’Assemblea è stato giustamente perché quest’ultima si oppone alla svendita dei diritti petroliferi ad impresse straniere.
        Mi piacerebbe sapere inoltre, cosa avrà detto Rodrigo Diamanti che non sia veritiero sulla situazione in Venezuela (con tanto di citazione di Luisa Ortega). Oh, sì, ha detto che vorrebbe che gli USA continuassero a bloccare i conti bancari e l’ingresso sul suolo americano a chi considera corrotto e criminale. Ma avrei una domanda, se i chavisti hanno sempre considerato gli States il demone sulla terra, perché mai dovrebbero preoccuparsi se non possono metterci piedi o se non possono avere i loro soldi (quali, però?) nelle banche USA? Perché è di questo che si tratta, sono queste le sanzioni al Venezuela.

  • Invisible man

    Conosco un ragazzo venezuelano, trentenne, che abita e lavora qui in Italia che mi dice peste e corna di Chávez e Maduro…. Insomma: a chi bisogna credere? Chiedo lumi..

    • RenatoT

      anche io qui alle Canarie conosco diversi venezuelani.
      Quelli che sono andati via mentre c’era Chavez ne parlano male… quasi tutti.
      Secondo me dipende da che parte sta la famiglia e come si guadagnava da vivere.

  • World Libre
  • Wal78

    Mi sembrerebbe giusto fare un excursus più imparziale su quello che è successo in Venezuela.
    Prima dell’arrivo di Chavez il Venezuela era un paese molto povero e con una concentrazione di ricchezza vergognosa. Ad esempio, pur essendo potenzialmente ricchissimo aveva un tasso di mortalità infantile e di mortalità per parto da paese del centro Africa.
    Va riconosciuto a Chavez che ha cambiato moltissime cose da questo punto di vista e ha ridato una dignità alla parte più povera della popolazione. Inoltre ha evitato che la compagnia petrolifera venezuelana diventasse privata.
    Tuttavia bisogna anche ammettere che Chavez ha compiuto diversi errori da un punto di vista eonomico che poi nel tempo sono esplosi
    Ha legato il valore della moneta venezuelana al dollaro. Lo ha fatto per avere moneta forte quando il petrolio era a 100 dollari. Il Venezuela ha così iniziato ad importare tutto e non produrre più nulla, se non Petrolio. Vero che con quei soldi ha messo in piedi molti programmi sociali, ma un paese non può vivere importando tutto. Chavez ha dato vita ad un modello economico eccessivamente paternalistico.
    Il crollo del prezzo del petrolio ha ovviamente fatto saltare il giochino. Il Venezuela ha dovuto smantellare la parità col dollaro. Ovviamente la moneta si è svalutata, l’inflazione è esplosa perchè il paese deve importare praticamente tutto.
    Ovvio che c’è un’opposizione orchestrata dall’estero, quella c’è sempre stata e gli Stati Uniti sono da sempre il nemico giurato. Tuttavia il paese era già fortemente allo sbando e sull’orlo del precipizio. Aggiungo che anche sotto Chavez il paese viveva dei tassi di violenza urbana enormi. E diciamoci la verità che Maduro non è neanche all’altezza di Chavez.
    Detto questo come dice Gianni Minà uno non può restare al potere se non c’è una parte rilevante di popolo che ancora ti sostiene.

    • marco schanzer

      Questa e’ l’analisi corretta .
      Aggiungo che la sbandata finanziaria , accomuna questo paese cosidetto “socialista” a noi . Non e’ socialista .
      E Maduro da quasi tutto il bottino alle banche .
      Basterebbe questo per far capire quale’ il da farsi .
      Ma anche il , perdurante , disinteresse del governo per il crimine ,
      e’ imperdonabile .
      Gli USA non porterebbero benessere ,
      l’opposizione l’abbiamo gia’ vista all’opera PRIMA….ed e’ , anche oggi ,
      un mostro ( avete mai visto Capriles ? ) .
      Quindi , la partita si pone in termini simili a quelli del Brasile :
      non ce’ niente da salvare , non ce’ niente all’orizzonte….
      si attende un fulmine a ciel sereno , per cui…io non sputerei sopra la Costituente….
      E , siamo sicuri che questo caos senza vie d’uscita sia il bagaglio
      solo di Venezuela e Brasile ? Noi , che vie d’uscita abbiamo ?

  • Alessandro Farolfi

    L’ho già detto e lo ripeto ancora,contro il governo della repubblica Bolivariana del Venezuela,ed il suo attuale presidente Nicolas Maduro,il quale purtroppo NON ha,x quello che ho capito l’intelligenza politica ed il carisma individuale del mai compianto colonnello(dei parà,non bisogna mai dimenticarlo!)e defunto ex presidente Hugo Chavez Frias,X cui a mio avviso e credo che sia ormai accertato abbondantemente,è in atto una operazione tipo Majdan 2.0,uguale o meglio simile in tutto e per tutto a quella effettuata dai servizi segreti occidentali soprattutto USA(CIA,NSA,DIA,MI6,ecc…)e con,l’ausilio finanziario ed organizzativo da decine di cd”ONG”occidentali,quasi tute con sede o negli USA stessi oppure in UK/UE(che strano vero?)ribadisco effettuata nel febbraio del 2014 a Kiev in Ucraina,dove è poi stato fatto un vero e proprio colpo di stato contro il legittimo governo del presidente regolarmente eletto Viktor Yanukovich.
    Ora io spero vivamente che Maduro ed il suo governo con le FF/OO fedeli riescano a contenere i cd”pacifici dimostranti”che ogni giorno attaccano non solo la polizia nazionale o la GNB con bombe molotov ed altre armi improprie,ma anche se x ora poche armi da fuoco(Majdan insegna!)purtroppo però visto che la storia si ripete,anche se in modi a volte diversi,prevedo che la”crisi”Venezuelana è ben lungi da essere alla fine,ma avrà ancora parecchi sviluppi e non tutti favorevoli(purtroppo!) al Venezuela Chavista.
    un saluto
    Alexfaro

  • Adriano Pilotto

    La caduta delle sinistre in sud america ad opera di una destra gangsterista e mediatica dovrebbe portare ad un ripensamento dello stalinismo: nella lotta di classe s’arriva ad un punto dove o ti fanno fuori loro o tu fai fuori loro. Il vecchio Stalin aveva optato per la seconda ipotesi.

    • Primadellesabbie

      Con Stalin la Gladio avrebbe avuto vita dura (…anche tutti gli altri !).

  • Roger Giuffre

    Quello in Venezuela è un golpe. Sveglia. Non ho tempo ne voglia di fare l’influencer ma l’argomentazione tipo: “vai in Venezuela è vedere come si sta” non è una vera argomentazione. Il sistema è al collasso per via dei prezzi del petrolio. Il sistema Venezuela si basava proprio sulla ridistribuzione degli utili di tali rendite petrolifere che ora è venuto meno. Ma se secondo voi sarà meglio per il popolame venezuelano, affidarsi alle destre in combutta con gli USA, per farsi fregare tutte le risorse, e vivere di austerity e lavoro fino alla morte per i prossimi 30 anni, vedete voi. VEDASI BRASILE e UCRAINA. Il pendolo tra destra e sinistra oscilla sempre più velocemente mentre il senno delle masse è sempre più perso

    • pedro navaja

      Non so se è utile una risposta, ad entrambi (AP e RG).

      Lo faccio però nel rispetto delle opinioni di chiunque, pur nella completa, assoluta, illimitata divergenza da ciò che è stato espresso.

      Quello che scrive carloHGR non è così peregrino (“vai in venezuela a vedere…”).

      Direi di più. In realtà non serve semplicemente un viaggio: un decina di giorni di tour organizzato e ritorno a casa più contenti di prima.

      Ebbene, per entrambi sarebbe invece utile un trasferimento di residenza.

      Si. Emigrare in cerca di pagnotta in Venezuela (o in Bolivia), come mio zio nel dopoguerra (o io, decenni dopo e magari con altre motivazioni).
      Del resto perchè restare in Italia se l’avvenire è nel luminoso
      Venezuela di Maduro, pur funestato ora da qualche facinoroso?

      Trasferirsi, senza naturalmente essere rappresentanti del comintern. Così, semplici cittadini, seppur simpatizzanti che, dal loro comodo (?) soggiorno nel disprezzato paese di nascita, vanno dove dovrebbero stare. Chi ve lo impedisce?

      Avete qualche patologia, e perdereste l’appoggio, invero sempre più limitato, della salute pubblica italiana?

      Andate in Venezuela, ma fatelo sulla fiducia, non chiedete informazioni su com’è la salute pubblica lì, perchè la ministra è stata ieri licenziata per divulgare qualche dato.

      Avete un blog di informazioni da seguire?

      Andate un Venezuela (o in Bolivia) e scrivete liberamente. Ma non garantisco se, come cittadini stranieri, la vostra oponione sarà rispettata, come per un cittadino straniero in Italia, e non verrete espulsi appena identificati (a meno che non scriviate solo l’agiografia del monarca).

      Avete dei figli che vanno a scuola?

      Ma ci sono i sistemi educativi antimperialisti di venezuela e Bolivia.
      Ma non chiedetemi perchè i ministri di Maduro o Morales mandano i loro figli
      nelle scuole private.

      Insomma. Misurarsi dal salotto di casa e fervorosamente appoggiare la repressione squadrista, giustificare e, da buoni “machisti” stalinisti, irridire le 50 bare di giovani morti, si, dal salotto di casa, è possibile.

      Ma misuriamoci con la quotidianità.

      E in questo ha ragione carloHGR. Troppo facile. Va provato sulla pelle, va
      testimoniato direttamente.

      Va vissuto, come lo fanno tutti i giorni 55 mila venezuelani che transitano per la frontiera con la Colombia per procurarsi alimenti.

      O come i 1.2 milioni di venezuelani che vivono, legali ed illegali, in Colombia

      Fino a qualche anno fa era il contrario.

      Ps: il fatto che esista in Venezuela una destra impresentabile (pensiamo al fantomatico golpe di Carmona nel 2002) non giustifica nulla. Va inoltre ricordato che tutta la sinistra reale, non gli opportunisti chavisti di oggi, sono all’opposizione di Maduro.

      Inoltre, visto che il regime fascista di Maduro si giustifica come una difesa dagli appetiti di petrolio da parte USA, ecco i destini delle esportazioni

      – 40% a Cina

      – 20 % India

      – 20% USA

      – 20 % altri

      Il 93% delle esportazione del venezuela sono in relazione al petrolio: 20 anni di chavismo, nessuna diversificazione, nessuna altra fonte che non sia ciò che ha prodotto l’evoluzione della vita sulla Terra.

      Ultima cosa, grottesca:
      Venezuela ha comprato recentemente, cosa mai successa prima, petrolio dagli USA per diluire il suo famoso petrolio condensato.

    • Omar Ochoa

      “Ma se secondo voi sarà meglio per il popolame venezuelano, affidarsi alle destre in combutta con gli USA” Non so perché dovresti essere tu a decidere se è così e se lo devono fare o no. Specie quando nell’opposizione non c’è soltanto la destra.

      • DesEsseintes

        Sei un giovane, non ti ricordi com’era prima di Chavez.
        I ricchi stavano bene, il circolo degli italiani era uno dei club più prestigiosi di Caracas mentre oggi non esiste più, ma al di fuori dei quartieri ricchi o delle tenute dei miliardari la gente moriva di fame e veniva usata dai ricchi come se fosse un parco di animali da sfruttare per “qualsiasi” esigenza (“qualsiasi”…).
        Era ovvio che non potesse durare e che sarebbe arrivato un Chavez.
        Che non poteva risolvere nemmeno lui perchè il problema del Venezuela, del Sudamerica e del mondo è la disuguaglianza crescente, insostenibile e inaccettabile.
        O lo si affronta o si andrà incontro a situazioni conflittuali esattamente come sta succedendo nel tuo paese che sotto questo aspetto è una anteprima di quello che accadrà ovunque in pochissimi anni.

        Mi aspettavo una maggiore presa di consapevolezza da parte della gente ma questa mancanza significherà semplicemente che il conflitto sarà più violento, stupido e che il suo esito potrà essere anche il contrario di quello che ci avevano insegnato a sperare per l’umanità.

        • Omar Ochoa

          Da uno che parte con sei “un giovane” come premessa, cosa potrei mai aspettarmi? Mi scusi, ma da dove si evince la mia età?
          Mi dispiace deluderla, ma ho quasi 51 anni e sono nato a Caracas e sono praticamente cresciuto a El Valle (se non sa dove si trova e cosa sia come quartiere, le posso garantire che non è uno dei migliore a Caracas, anzi)
          I luoghi comuni con cui parlate del mio paese è insopportabile.
          Inoltre, a uno che non sa molto del mio paese e che si permette di “aspettarsi più consapevolezza da parte della gente” non posso fare altro che ringraziarla per la mancanza di rispetto nei confronti dei milioni di venezuelani, che purtroppo la stiamo deludendo.

          • DesEsseintes

            Scusa, hai 51 e allora il caso è molto diverso.
            Ti davo del giovane con l’intento di trovare un minimo di giustificazione alle cose molto parziali e non obiettive (per usare un generoso eufemismo) che hai scritto.

            Chavez ha fatto errori colossali e a molto parziale attenuante si può dire che era in buona fede ma quelli di cui si circondava erano dei banditi tali e quali a coloro che li avevano preceduti.

            Non ho detto che il chavismo sia buono ma che era inevitabile perché il Venezuela prima di Chavez era un posto dove la dignità umana era rinnegata in linea di principio.

            Ripeto: finchè non si affronta il problema delle disuguaglianze sociali ed economiche non c’è soluzione per quel paese, o il disastro dei regimi come il chavismo o l’altro disastro dei servi degli americani che vogliono rendere quella nazione una grande hacienda coloniale fondata sulla schiavitù.

            PS. Sulla consapevolezza della gente non mi riferivo in particolare al tuo paese. Non la vedo nemmeno in Europa.

          • Omar Ochoa

            Dove non ci sarebbe imparzialità e mancanza di obbiettività, prego?
            Solo perché ho detto che nell’opposizione non c’è soltanto la destra? Oppure i dati dei fatti che ho elencato in un altro post? Non ho dato una mia opinione, ho solo parlato di fatti. Facile puntare contro l’altro e accusarlo di imparzialità, specie quando viene da uno che non ha scritto altro che luoghi comuni.
            Io ancora non capisco perché si pensa che se uno è antichavista deve per forza essere di destra o che uno adorava la IV Repubblica.
            La dignità umana non si rispettava prima di chávez né durante chávez né dopo chávez. Chávez è stato un bandito pure lui, ma è stato più furbo degli altri soltanto. E’ riuscito a vendere una immagine di lui all’opinione pubblica, ma è stato corrotto e bandito come il resto. La sua famiglia è diventata ricchissima e i suoi famigliari sono diventati i nuovi signori feudali nello stato dov’è nato. Per non parlare della fortuna delle figlie.
            Il mito degli USA che vogliono fare del Venezuela una hacienda colonial è solo un cliché che non trova nessun riscontro con la realtà politica del Venezuela in questo momento. Ormai la gente si è svegliata e conosce il suo potere. Non ci deve sottovalutare, perché stiamo dimostrando di non essere le pecore di nessuno.

          • DesEsseintes

            Innanzitutto, con la massima calma e cortesia, ti invito a non mettere in bocca al tuo interlocutore parole che non ha “mai” pronunciato né scritto.
            Dove avrei parlato di “destra”?
            Da nessuna parte quindi cerca di controbattere su ciò che dico e non su ciò che “credi” che uno dica.

            Secondo punto, è inutile che mi racconti di Chavez, lo so ma ti ho detto che date le condizioni precedenti del Venezuela il suo arrivo al potere (suo o di qualcuno come lui) era inevitabile.

            Inoltre scrivi:

            “Il mito degli USA che vogliono fare del Venezuela una hacienda colonial è
            solo un cliché che non trova nessun riscontro con la realtà politica
            del Venezuela in questo momento.”

            Questa frase o è dovuta a eccessiva giovinezza o a eccessiva ingenuità o a qualcos’altro molto meno piacevole e allegro delle prime due.
            Se tu fossi obiettivo invece ti ricorderesti dell’ostracismo alla Kirchner, dell’ossequio agli investitori stranieri compiuto da Macri che ha ceduto sulla questione del debito, del colpo di stato morbido contro la Rousseff.
            Ma mi pare di capire che non sia il caso di proseguire la discussione.
            Saluti e divertiti il 24 di giugno con los tambores del Bautista.

  • Pippo

    Affronte a così tanto “clamore”, non ci rimane altro che chiedere a chi in Venezuela c’è stato davvero (per lavoro o altro) se quello che ci raccontano della “eroica” Rivoluzione socialista del XXI, sia vero o no.

  • Ernesto Pesce

    IRAQ, LIBIA, UKRAINA, SIRIA, SONO ESEMPI LAMPANTI PER DISTRUGGERE PAESI CHE NON SI SOTTOMETTONO AGLI USA IN PARTICOLARE. E L’OCCIDENTE IN GENERALE

  • Giuseppe Artista

    Anche chi non ha girato il mondo sa che in Germania Est la gente rischiava la vita pur di scappare dall’inferno socialista. Mai nessuno ha fatto il contrario. Gianni Minà ha girato il mondo ed è pure un giornalista… che tristezza!

  • Giuseppe Artista

    Conosco bene la sofferenza di tanti giovani venezuelani costretti a perdere tutto e lasciare la propria terra. E poi lavorare duro per inviare soldi ai parenti rimasti in quell’inferno. Mi sono rimaste impresse le parole di un medico venezuelano 30enne: “devo mettere tutta la mia vita in una valigia di 30 chili e andarmene, farò qualsiasi lavoro pur di non stare qui”. Tutta colpa delle destre? Se fa comodo pensarla così…

  • Omar E. Ochoa

    Ringrazio per avermi bloccato l’altro mio account. Viva la democrazia!