Vaccini COVID – Siamo sicuri che non peggiorino la situazione?

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Mike Whitney
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I casi di Covid sono aumentati bruscamente in quasi tutti i Paesi che hanno lanciato una campagna di vaccinazione di massa.(Guardatevi questo breve video prima che YouTube lo rimuova)

Perché sta succedendo una cosa del genere?

La vaccinazione di massa avrebbe dovuto ridurre la minaccia della Covid ma, nel breve termine, sembra peggiorarla molto. Perché? E perché la Covid ora sta “aumentando in 4 dei 5 paesi più vaccinati” al mondo? Secondo la rivista Forbes:

I Paesi con i più alti tassi di vaccinazione al mondo, tra cui quattro dei primi cinque più vaccinati, stanno lottando per contenere epidemie di coronavirus che sono, su base pro-capite, più severe di quella che attualmente sta devastando l’India, una tendenza che fa discutere gli esperti sull’efficacia di alcuni vaccini … e se sia il caso di allentare le restrizioni, anche con la maggior parte della popolazione già vaccinata.” (“Covid Surges…Here’s why the US should Worry””, Forbes).

Peggio dell’India? Come può essere? E perché otto membri “completamente vaccinati” della squadra dei New York Yankees sono risultati positivi alla Covid? Ecco la storia dall’Associated Press:

L’interbase dei New York Yankees, Gleyber Torres, è risultato positivo alla Covid-19, nonostante fosse completamente vaccinato e avesse già contratto il coronavirus nel periodo in cui il campionato era sospeso. Torres è tra gli otto Yankees “breakthrough positives.” Con questo termine si intendono persone che risultano positive [al SARS2] nonostante siano completamente vaccinate.” (NBC News)

E se questo non fosse già abbastanza incomprensibile, guardate cosa sta succedendo in Cambogia. La Cambogia aveva iniziato la sua campagna di vaccinazione all’inizio di febbraio quando il numero dei decessi era esattamente uguale a zero. Proprio così, il Paese non aveva avuto morti di Covid fino a marzo; poche settimane dopo aveva iniziato il suo programma di vaccinazione. Ed è stato allora che le morti avevano iniziato ad accumularsi, come si può vedere in questo incredibile grafico.

Allora, vediamo se riusciamo a capirci qualcosa. Non c’erano state vittime fino a prima del lancio della campagna di vaccinazione, ma, subito dopo le prime somministrazioni, erano iniziati i primi decessi. Pensate che ci possa essere una connessione? Pensate, forse,  che le morti potrebbero essere collegate ai vaccini?

Certo che lo sono. Ed è per questo che i media stanno cercando di nascondere questa storia sotto il tappeto. Non si adatta alla “narrativa ufficiale” sui vaccini, quindi hanno deciso di “farla sparire” del tutto. “Puf” e non c’è più! In realtà, è molto peggio di un insabbiamento perché, subito dopo l’elezione di Biden, il CDC ha cambiato i parametri di riferimento del test PCR, rendendo più difficile rilevare un caso positivo. In altre parole, hanno truccato il sistema, in modo da ridurre artificiosamente il numero delle persone “completamente vaccinate” che si ammalano di Covid dopo la vaccinazione. Il Dr. Michael Mercola spiega cosa sta succedendo dietro le quinte:

Ora, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno abbassato ulteriormente il valore del CT, in quello che sembra essere un chiaro sforzo per nascondere i casi di ‘sfondamento’ di COVID-19, i casi cioè in cui individui completamente vaccinati sono nuovamente diagnosticati affetti da COVID-19.” (“CDC embarks on a new Covid Coverup”, Mercola. com)

È tutto un grande gioco di scatole cinesi. Stanno barando per far sembrare che i vaccini stiano fermando l’infezione, quando le prove dimostrano il contrario. E, notate il nome deliberatamente fuorviante che i media hanno inventato per le persone che si ammalano di Covid dopo essere state vaccinate. Li chiamano “casi di sfondamento.”

Sfondamento“? Davvero?

Se i casi aumentano in quasi tutti i Paesi che lanciano una campagna di vaccinazione di massa, allora non c’è nessun “sfondamento.” È il risultato prevedibile di un esperimento fallito. Qui c’è di più da un articolo intitolato: “Tassi mondiali di Covid post-vaccinale”:

“... il governo aveva dato per scontato che, se ‘si vaccina un sacco di gente il problema scompare’, ma, quelli che tra noi avevano dei dubbi, questo non lo avevano dato per scontato. Soprattutto, dopo aver letto il documento informativo della FDA riguardante il vaccino COVID-19 della Pfizer-BioNTech, per esempio, molti di noi avevano incominciato a farsi delle domande; infatti, a pagina 42 si legge:

“I casi sospetti di COVID-19 verificatisi entro 7 giorni dall’inoculazione [di vaccino o di placebo] erano 409 nel gruppo vaccino e 287 nel gruppo placebo. È possibile che lo squilibrio nei casi sospetti di COVID-19 che si verificano nei 7 giorni dopo la vaccinazione sia dovuto alla reattogenicità del vaccino, che provoca sintomi sovrapponibili a quelli della COVID-19. Nel complesso, tuttavia, questi dati non sollevano la questione che la segnalazione di casi sospetti, ma non confermati di COVID-19, prevista dal protocollo, possa aver mascherato eventi avversi clinicamente significativi che, altrimenti, non sarebbero stati rilevati.” (“Covid rates post-vaccination around the world“, Inform Scotland)

Cosa??

Quindi, la FDA SAPEVA che le persone vaccinate avevano più probabilità di contrarre la Covid rispetto a quelle nel gruppo placebo, ma aveva comunque approvato i vaccini? È negligenza criminale o solo palese stupidità?

Per favore, rileggetevi il paragrafo precedente e decidete se avreste dato, o no, il “via libera” a questi discutibili intrugli.
Ancora dallo stesso articolo:

I grafici seguenti mostrano i dati mondiali provenienti da alcune località selezionate. Naturalmente, è fondamentale sottolineare che correlazione non è indice di causalità. E che ci sono Paesi in cui il lancio del vaccino non precede (o coincide con) l’aumento delle infezioni. Tuttavia, non sono stato in grado di trovare nessuna nazione in cui i casi di Covid abbiano iniziato a scendere dopo l’inizio della vaccinazione, o in cui un calo sia coinciso con l’inizio della vaccinazione. In Indonesia, per esempio, il tasso di Covid era già in calo quando era iniziata la vaccinazione e sembra che non sia stato influenzato nella sua traiettoria dal lancio del vaccino. Il lettore può consultare questi grafici direttamenteo sul sito web. Dateci un’occhiata e vedete cosa ne pensate.” (“Covid rates post-vaccination around the world”, Inform Scotland)

Ok, quindi l’autore sta cercando di essere il più caritatevole possibile nei confronti delle prestazioni dei vaccini. Dice che “correlazione non equivale a causalità,” il che significa: “Non fidatevi dei vostri occhi quando guardate i grafici” perché, in questo caso, trarreste l’ovvia conclusione che i vaccini aumentano enormemente le possibilità di ammalarsi di Covid nelle settimane successive. I grafici vi convinceranno anche che Fauci, Biden e i media hanno mentito [e mentono] spudoratamente sull’efficacia dei vaccini. (Per favore, guardate i grafici nell’articolo e giudicate voi stessi).
Ancora dallo stesso articolo:

Quello che è assolutamente chiaro guardando i dati mondiali, è che le vaccinazioni non sono certamente associate ad un calo affidabile dei casi di Covid in un qualsiasi lasso di tempo prevedibile. Questo, insieme alle osservazioni fatte durante la sperimentazione, è un problema che deve sicuramente essere affrontato. Cosa sta succedendo? È forse che le vaccinazioni vengono casualmente iniziate nello stesso momento in cui si verificano le epidemie? In molti luoghi? Oppure il vaccino non funziona immediatamente? Se no, perché no? … O il vaccino sta rendendo le persone più suscettibili all’infezione? Se questo è il caso … è un effetto temporaneo? Cosa lo causa? … Quanto tempo ci vuole perché l’aumentata suscettibilità diminuisca?”… Ci viene detto che tutti devono essere vaccinati (ma) come si può avere un libero consenso informato in queste condizioni? (“Covid-rates Post Vaccination around the World”, Inform Scotland)

Queste sono tutte ottime domande, purtroppo il dottor Fauci e colleghi non hanno nessuna intenzione di rispondere. Al contrario, i loro alleati nei media stanno facendo tutto il possibile per far sparire la storia e deviare l’attenzione su elusive “varianti,” che sono il diversivo del giorno. Sono per caso troppo severo?

Forse, ma forse non abbastanza. Date un’occhiata a questo estratto da un articolo su Conservative Woman intitolato “Tutte le ragioni per dubitare delle rassicurazioni dei produttori di vaccini“:

“Avevo riferito in precedenza di un sorprendente picco di decessi che si era verificato in concomitanza con una campagna di vaccinazione intensiva a Gibilterra, dove, come conseguenza, la piccola comunità locale aveva registrato il più alto tasso di mortalità Covid di tutto il mondo. Sappiamo anche che, sulla scia delle vaccinazioni Covid, ci sono stati migliaia di morti negli Stati Uniti, nell’UE e nel Regno Unito, spesso subito dopo la somministrazione

I produttori, le principali riviste mediche e la maggior parte dei governi insistono che queste morti non sono legate al vaccino. In molti casi, le morti e le malattie gravi vengono attribuite ad un’infezione virale [coincidente con la vaccinazione]. Ma stanno aumentando le prove che per alcuni, specialmente i deboli e gli anziani, sia proprio il vaccino a creare o peggiorare la stessa malattia da cui, in teoria, dovrebbe proteggere….

“…un fenomeno preoccupante che appare costantemente negli studi sul vaccino Covid è un picco di presunte ‘infezioni’ che si verifica proprio durante quel periodo di tre settimane e, di solito, subito dopo la somministrazione… I ricercatori sollevano la possibilità che la somministrazione del vaccino possa innescare ‘sintomi simili a quelli della Covid-19 compresa la febbre’ in persone recentemente esposte al virus… Suggeriscono che la causa di questo potrebbe essere una depressione immunitaria dovuta ad un calo di globuli bianchi post-vaccinazione, osservato in entrambi gli studi Pfizer e AstraZeneca, che rende i vaccinati più vulnerabili al virus nel breve termine.” (“Every reason to doubt the vaccine makers’ reassurances“, Conservative Woman)

Ok, quindi l’autore arriva alla stessa conclusione dell’articolo precedente; forse il vaccino rende le persone più suscettibili al virus abbassando le loro difese, favorendo quindi l’infezione. Questo è certamente un caso, ma ci sono altre possibilità che potrebbero essere infinitamente più gravi. Date un’occhiata a questo:

Non tutti sanno che questo vaccino è progettato per proteggerci inducendo le nostre cellule a sintetizzare proprio la tossina che rende questo virus più pericoloso di tutti i suoi predecessori della famiglia dei coronavirus. Questa tossina, conosciuta come proteina spike, può danneggiare non solo i polmoni ma può anche colpire organi come il cervello, il cuore e i reni.

Il ragionamento che giustificherebbe la somministrazione di questo vaccino è che l’esposizione temporanea alla tossina potrebbe fornire una protezione a lungo termine contro la malattia causata dal virus. Le prime indicazioni sono che questa strategia sta funzionando, anche se non è ancora certo fino a che punto il calo dei tassi di infezione registrato nelle popolazioni intensamente vaccinate sia stagionale e legato alle ondate infettive, o se sia un beneficio duraturo.

Ma c’è anche la possibilità molto realistica, supportata da esperimenti sugli animali e dagli studi sopracitati, che sia il vaccino stesso a produrre nelle persone vulnerabili i sintomi che vengono poi attribuiti alla Covid-19. Questa sintomatologia può essere particolarmente grave in individui che sono stati recentemente, o contemporaneamente, infettati dal virus naturale.

Ci sono quindi tutte le ragioni per dubitare delle rassicurazioni dei produttori secondo cui le morti e i gravi effetti collaterali che accompagnano la vaccinazione e che, in alcuni casi, sembrano attribuibili alla Covid-19, non sarebbero collegate ai vaccini. La situazione è abbastanza seria perché medici e scienziati chiedano una moratoria su ulteriori vaccinazioni Covid fino a quando i dubbi non saranno stati definitivamente fugati.” (“Every reason to doubt the vaccine makers’ reassurances“, Conservative Woman)

Quindi, potrebbe essere che qualcosa nel vaccino stesso stia uccidendo le persone. Questa è certamente una possibilità. Ovviamente, le aziende farmaceutiche e i funzionari della sanità pubblica respingono decisamente l’idea, ma i professionisti sanitari e gli scienziati pensano che il pericolo sia abbastanza significativo da richiedere che il programma di vaccinazione di massa sia temporaneamente interrotto.

Alcuni lettori ricorderanno che il Salk Institute aveva recentemente pubblicato uno studio dove si dimostrava che la proteina ‘spike’ distintiva della SARS-CoV-2 danneggia le cellule, confermando la COVID-19 come una malattia principalmente vascolare.

Ecco un estratto dell’articolo del 30 aprile 2021:

In questo nuovo studio, i ricercatori avevano creato uno “pseudovirus,” [un contenitore] con la superficie costellata dalla classica corona di proteine spike del SARS-CoV-2, ma che non conteneva alcun virus effettivo. L’esposizione a questo pseudovirus aveva provocato danni ai polmoni e alle arterie di un modello animale, dimostrando che la proteina spike, da sola, era sufficiente a causare il danno patologico. I campioni di tessuto avevano mostrato infiammazione a livello delle cellule endoteliali che rivestono le pareti delle arterie polmonari. (Nota: “Le cellule endoteliali vascolari rivestono l’intero sistema circolatorio, dal cuore ai capillari più piccoli”).

I ricercatori avevano poi replicato questo processo in laboratorio, esponendo le cellule endoteliali sane (che rivestono le arterie) alla proteina spike. Avevano dimostrato che la proteina spike danneggiava queste cellule legandosi al recettore ACE2. Questo legame interrompeva la tramissione chimica fra l’ACE2 e i mitocondri (gli organuli che generano energia per le cellule), causando danni e frammentazione dei mitocondri.

Studi precedenti avevano mostrato un effetto simile quando le cellule venivano esposte al virus SARS-CoV-2, ma questo è il primo studio che dimostra che il danno si verifica quando le cellule sono esposte alla proteina spike da sola.” (“The novel coronavirus’ spike protein plays additional key role in illness”, Salk.edu)

È impossibile sopravvalutare l’importanza di questo contributo scientifico. I ricercatori del Salk hanno confermato che il danno principale della Covid è causato dalla proteina spike, non dal virus. E, se questo è il caso, allora perché stiamo iniettando alla gente vaccini che addestrano le loro cellule a produrre proprio le proteine spike?

Non ha alcun senso.

E, alla luce di tutto questo, come dovremmo interpretare il fenomeno che abbiamo visto nei Paesi di tutto il mondo, il forte aumento dei casi dopo l’inizio delle vaccinazioni di massa?

Permettetemi di offrire una spiegazione plausibile, ma non ancora provata:

Il forte aumento dei casi e dei decessi dopo le vaccinazioni di massa NON è legato alla Covid “malattia respiratoria,” ma alla Covid “malattia vascolare.”

La componente vascolare è soprattutto il risultato delle proteine spike prodotte dalle cellule del rivestimento dei vasi sanguigni (endotelio) che attivano le piastrine che, a loro volta, causano coaguli di sangue ed emorragie. Il secondo fattore importante è la reazione autoimmune, in cui i linfociti killer attaccano il proprio organismo scatenando un’infiammazione diffusa (e un potenziale danno d’organo). In breve, le morti post-vaccinazione sono causate dalle proteine spike prodotte dai vaccini e non dalla Covid. Ancora una volta, guardate il grafico della Cambogia. Non c’erano state morti prima delle vaccinazioni. Tutti i decessi sono avvenuti dopo. Questo suggerisce che le morti sono dovute ai vaccini.

Una considerazione finale: a 118 milioni di Americani è stata somministrata una proteina spike che genera coaguli. Al momento, nessuno sembra sapere per quanto tempo queste proteine potenzialmente letali rimarranno intrappolate nel rivestimento dei vasi sanguigni o quali danni potrebbero eventualmente fare. In base a quanto sappiamo, non sarebbe questo il momento giusto per esercitare un po’ di cautela? Ora che i casi sono calati bruscamente in tutto il Paese, perché non rallentare con le vaccinazioni fino a quando non avremo una migliore comprensione dei rischi a lungo termine? Questo sarebbe l’approccio sensato, giusto? Rimandare le ulteriori somministrazioni fino a quando la sicurezza del prodotto non sarà stata garantita.

Se c’è mai stato un momento per la cautela, è questo.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/the-same-pattern-everywhere/
15.05.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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