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Uno spot pubblicitario transgender è la prova che vogliono conquistare il cuore, la mente e il corpo dei bambini

 

Robert Bridge
strategic-culture.org

Quante persone ricordano i giorni in cui lo scopo degli spot televisivi era quello di vendere al pubblico un prodotto nuovo di cui non c’era nessun bisogno e non quello di promuovere una qualche pericolosa agenda? Sembra che quei ricordi si siano persi troppo in fretta.

Il mondo della pubblicità aziendale ha finalmente attraversato il Rubicone culturale. In una pubblicità appena uscita, un’altra grande multinazionale esalta uno di stile di vita, che, ovviamente, non ha assolutamente alcun legame con la famiglia tradizionale nucleare che ha caratterizzato la civiltà occidentale nel corso degli ultimi due millenni. Il controverso spot pubblicitario in questione focalizza tutta la sua fervida attenzione non sul prodotto, ma piuttosto sulla promozione degli atteggiamenti transgender tra l’influenzabile popolazione degli adolescenti.

Quest’ultima creazione del laboratorio culturale marxista, che, guarda caso, è una pubblicità per la Sprite, una bevanda prodotta dalla Coca-Cola Company, raffigura diversi adolescenti che si preparano a partecipare ad un festoso evento arcobaleno nelle strade di una anonima giungla urbana. Se l’annuncio sembra più un documentario che una pubblicità di una bibita zuccherata, è perché non si vede mai nessuno dei partecipanti dissetarsi con la suddetta bevanda. Invece, il prodotto è diventato un veicolo, un vero cavallo di Troia, per portare una questione estremamente controversa direttamente nel salotto di milioni di Americani.

Nota: tutti quelli che non comprendono appieno il significato del termine “marxismo culturale” dovrebbero guardare un breve segmento di un’intervista (sotto) con il defunto giornalista Andrew Breitbart, che spiega in maniera assolutamente convincente come e perché il mondo occidentale sia ora afflitto da una correttezza politica controproducente e dall’ossessione della giustizia sociale.

Nella pubblicità televisiva della Sprite, una madre apparente [il termine “apparente” è necessario poiché il “genere” è diventato un concetto del tutto fluido, definito esclusivamente dall’autocoscienza personale, che può cambiare in ogni momento] apre l’azione mentre, al suono di melodie melodrammatiche, applica l’eyeliner al suo apparente figlio biologico. Taglio sulla seconda scena. Un’altra madre apparente aiuta la figlia apparente ad indossare un corsetto per nascondere il fatto che “lei” ha il seno. Dio non voglia! Se la “ragazza” abbia in previsione una mastectomia, con l’obbligo a vita di iniezioni di testosterone, al pubblico non è dato saperlo.

Subito dopo, vediamo un’apparente nonna  e il suo apparente travestito nipote che indossa una parrucca malva, dimenarsi entrambi in un’eccitazione sfrenata davanti al loro riflesso nello specchio. Sto lottando per immaginare una nonna che accetterebbe senza protestare un simile scenario, ma, nel frizzante mondo della realtà pop della Coca-Cola Company, tutto è possibile.

Cosa manca in questo escursus aziendale nel mondo della follia? Tanto per cominciare, il buon senso. Dopotutto, è davvero saggio assegnare lo status di eroe agli adolescenti pubescenti e al loro orientamento sessuale, che, nella migliore delle ipotesi, è spesso confuso? Gli adolescenti sono già fin troppo influenzati dalla miriade di messaggi da cui vengono bombardati quotidianamente sui social media. Hanno davvero bisogno di un’azienda del Fortune 500 che proponga loro uno stile di vita (quello transgender) che porta con sé un intero arcobaleno di incredibili rischi? I media liberali non lo dicono, ma in questo momento ci sono migliaia di giovani che cercano di riparare i danni organici che si erano autoinflitti quando avevano cercato di trasformarsi fisicamente nel sesso opposto, cosa che è, e deve essere chiarito una volta per tutte, assolutamente impossibile.

Stranamente, la società occidentale ha da tempo condannato la pratica della mutilazione genitale in altre “meno civilizzate” culture, ma ora ritiene che sia comunque accettabile per i bambini sacrificare alcune parti del proprio corpo e ingerire potenti ormoni nel pericoloso desiderio di modificare il sesso con cui erano nati. In altre parole, la biologia e i medici, che avevano assegnato il “sesso sbagliato” alla nascita non avevano capito nulla. Ciò che oggi conta davvero, almeno per la classe guerriera del marxismo culturale, è come ogni individuo “si identifica” con il proprio “vero” genere.

pic.twitter.com/hIuCoMjj6F
— Hacsi Horvath (@givethemseeds) November 15, 2019

La società della Coca-Cola non solo è stata autorizzata a promuovere un prodotto malsano, senza un avvertimento da parte della classe medica che il consumo di bevande gassate su base giornaliera aumenta notevolmente il rischio di diabete; le è stato anche consentito di promuovere uno stile di vita transgender che può comportare il rimetterci la pelle o qualche parte del corpo. Letteralmente. Una volta che una persona si è sottoposta alla rimozione del seno o del pene, ad esempio, è estremamente difficile tornare indietro. Il video qui sotto toglie ogni illusione sul fatto che le operazioni di “affermazione di genere” siano un processo facilmente reversibile, come hanno suggerito alcune persone, molte facenti parte della comunità medica.

 

In secondo luogo, la pubblicità di questa agenda non contiene alcun segno evidente dei padri, che, possiamo supporre, staranno ancora cercando di sfuggire allo scenario infernale di un recente spot della Gillette (1,5 milioni di non-mi-piace su YouTube ancora in aumento) che aveva cazziato gli uomini per la loro cosiddetta “mascolinità tossica.” E’ divertente vedere come un’azienda colpisca senza mezzi termini i maschi (sopratutto bianchi, per inciso) che vengono costretti a fare la cosa giusta dai loro fratelli di minoranza, mentre questo ultimo messaggio aziendale non presenta una sola figura paterna. Possiamo così vedere che l’assalto contro i maschi caucasici non solo si verifica regolarmente su Netflix (guardatevi il film “Bird Box” se avete bisogno di prove), ma che questo messaggio deformato ora sta diventando mainstream anche negli spot televisivi.

Infine, bisogna chiedersi perché queste aziende, ansiose di fare cassa sulla psicosi della “consapevolezza della discriminazione di genere,” continuino a spingere un programma invece di vendere un prodotto. Dopotutto, uno dei primi sforzi da parte di una società (che, guarda caso era la concorrente della Coca-Cola, la Pepsi Cola) per cavalcare l’onda del movimento per la giustizia sociale aveva avuto come risultato un fallimento colossale. Il video è sparito anche dal sito web principale della Pepsi Cola.

Vi sembra ragionevole che queste aziende stiano usando un argomento tanto controverso per promuovere un prodotto ad una piccola parte della popolazione? Sembrerebbe una strategia folle, guadagnare alla Sprite qualche guerriero della giustizia sociale mentre altrettanti consumatori [se non molti di più] saranno tentati di boicottare il prodotto, anche solo in linea di principio. Si potrebbe quindi sostenere che la vera motivazione per aziende come Coca-Cola e Gillette per la diffusione di tali annunci pubblicitari, che sono invariabilmente rivolti ai giovani, è quella di mettere in moto un cambiamento totale e completo nel modo di pensare proprio dei giovani. In altre parole, queste società sono complici nel gioco dell’ingegneria sociale e i costi, rispetto ai fatturati aziendali, sono irrilevanti. Un possibile motivo è quello di creare una società più debole, “meno virile” di consumatori sempre più dipendenti. O siamo magari di fronte a qualcosa di più profondo? Personalmente, sospetto che ci sia qualcosa di molto più sinistro che sta guidando il processo decisionale che è alla base di questi progetti.

Questa inquietante pubblicità della Sprite promuove, tra le altre cose, la compressione del seno. Qualcuno può spiegare la differenza etica tra un annuncio che promuove la compressione del seno e un annuncio che promuove l’anoressia? Scommetto che non si può.
pic.twitter.com/WnJT7EIit8
— Matt Walsh (@MattWalshBlog) November 16, 2019

Questi spot controversi, di solito iniziano con uno specchio. Un individuo che fissa il riflesso di qualcuno che pensa di conoscere, ma probabilmente no. L’antico detto “conosci te stesso” era ritenuto dai saggi Greci talmente importante per il pieno sviluppo della persona che il motto era stato scolpito nel famoso Tempio di Apollo. Gran parte della società occidentale, l’erede delle tradizioni politiche e culturali greco-romane, ha però abbandonato quel buon consiglio, allontanandosi sempre più dalla propria identità.

Ho il sospetto che sia ciò che vogliono i globalisti: la bandiera arcobaleno di una cultura iper-sessualizzata al posto della bandiera nazionale; uno stile di vita intensamente individualista che soppianta qualsiasi connessione con la tradizione della famiglia nucleare e la società occidentale trasformata in un calderone ribollente da una multitudine di sogni e desideri che solo la legge marziale sarà in grado di controllare.

Ed ora gustatevi la Sprite.

Robert Bridge

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2019/11/24/coca-cola-transgender-ad-proves-there-is-a-war-on-for-childrens-hearts-minds-and-bodies/
24.11.2019

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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10 Commenti

  1. Le seguenti sono le parole del Dr. Paul McHugh, psichiatra nato nel 1931 a Lawrence nel Massachusetts. Ha lavorato presso la John Hopkins Hospital in cui operavano importanti cambiamenti di sesso. Diventatone capo nel reparto psichiatria sentenziò:

    “Allo Johns Hopkins abbiamo smesso di fare interventi di cambio di sesso. Ci sembrava che rendere persone apparentemente ‘soddisfatte’ ma in realtà piene di problemi psicologici e sociali non era una ragione sufficiente per amputare chi¬rurgicamente organi perfettamente funzionanti. (…) Il cambio di sesso è biologicamente impossibile le persone che si sottopongono a un tale intervento non si trasformano da uomo a donna, o viceversa. Piuttosto, diventano uomini effeminati e donne mascolinizzate. Affermare che tale intervento è un ‘diritto ‘equivale a promuovere, a livello sociale, un grave disturbo mentale “.

    Ora si può non essere d’accordo con la prima parte, magari ci sono persone che da simili operazioni ne traggono vantaggi anche psicologici, ma sulla seconda parte, quella finale per essere precisi e cioè:

    “Affermare che tale intervento è un ‘diritto‘ equivale a promuovere, a livello sociale, un grave disturbo mentale”

    …la trovo, e mi duole constatarlo, una verità evidente.

  2. io suggerisco di lasciarli fare, non disturbateli.. i transgenderiani sono pessimi combattenti – si magari ti fanno la twitterstorm se vedono qualcosa di politicamente scorretto ma quando dico “combattenti” voglio dire in una cagnara.

    non Hanno back up, se sei a terra ti tira su il fratello o la sorella – la famiglia – ovvero la tua famiglia allargata, altri che condividono i tuoi ideali.

    La Storia mostra che ci si puo’ motivare a combattere e morire per la Patria, Famiglia, Onore, Dio – Dio veicolato da una Chiesa che e’ il braccio spirituale dello Stato..
    si deve ancora vedere di combattere e morire motivato dalla parata con le piume nel sedere al Gay Pride.

    Chi non combatte si estingue – Propaganda transgender?
    fara’ presa sui piu’ deboli che sono comunque persi.

  3. Dall’alto c’è sicuramente una volontà di svirilizzare la società, sarà molto più governabile e meno ostile.
    Dal basso, offuscata da diritti e libertà, c’è una potente attrazione sessuale verso il giovine che li acceca totalmente.
    Qui un intervento magistrale di Elisabetta Frezza riguardo al gender: https://www.youtube.com/watch?v=v5zzGCQrMWM

    Vederci dell’altro? Forse, ma quale campo scegliere? Esoterico? Teologico? Altre idee?

  4. Per capire dove va l’Occidente In Danimarca si può cambiare sesso mettendo una firma su di un pezzo di carta Esempio Io divento cittadino danese, metto la firma e a tutti gli effetti sono una donna Tanto per dire posso tranquillamente entrare nello spogliatoio femminile di una palestra e nessuno mi può cacciare Se ci provano posso chiamare la polizia Questa notizia l’ho trovata in in articolo di” sinistra in rete ” Se il genere diventa un’arma contro le donne di Giuliana Buffo Sempre in questo articolo ho letto che in Inghilterra la signora May (governo conservatore!?!?!?) voleva fare una legge del tipo ma a quanto pare le donne inglesi non hanno gradito Maschi all’ascolto lasciate stare l’Inghilterra e fate rotta sulla Danimarca Io adoro le vichinghe Quasi quasi parto

  5. Non c’è bisogno di andare in USA. Avete visto la pubblicità del caffè “di tutti gli italiani” poi “verde”. Covi? Non mi ricordo nemmeno. Chiarissima e voluta campagna gender e pro immigrazione. Questa brodaglia non mi avrà mai.

  6. L’americano che finge di non sapere che cocacola é la madre di tutte le multinazionali, no!

    É troppo anche per chi si impone tutta la pazienza necessaria. Si può fare l’abitudine alla vista degli americani spalmati e profumati come passeggiatrici in disarmo per testimoniarsi vicendevolmente il loro consumismo compulsivo, che poi cerchino di rendersi interessanti proponendo la loro cultura estratta dal microonde ready-to-serve, per annunciare che la strategia gesuitica della cocacola sia marxismo, si può risolvere in un trafiletto di un blog umoristico.

    PS – Da quando ha assunto il ruolo significativo che occupa nel panorama consumistico internazionale, cocacola anticipa con invidiato successo, frutto di raffinati studi, il trend sociale in gestazione.
    Non é un segreto che testimoni puntuali di questa modalità operativa sono le campagne pubblicitarie natalizie e segnatamente la composizione, curata in ogni dettaglio, e l’interazione dei soggetti che, opportunamente scelti di anno in anno, appaiono nel manifesto e nello spot predisposti e diffusi in vista delle feste di fine anno, che da soli valgono un corso di sociologia.

  7. Ai gatekeeper del pensiero unico che stanno dietro tali spot pubblicitari non importa nulla del transgenderismo così come della nota bevanda che fa da pretesto. il messaggio che deve passare è “Fai quel che vuoi” ossia sii schiavo delle tue fantasie, dei tuoi capricci, di ogni tuo desiderio senza alcun limite.
    il motto che ho riportato non è un banale incitamento alla libertà individuale ma è il sunto dell’ideologia di un certo Aleister Crowley, vi ricorda qualcosa questo nome? Beh, è stato il beniamino di molta controcultura rock anni ’70, Beatles e Led Zeppelin lo adoravano, tanto che nell’album Sergeant Pepper, Crowley compare in copertina tra i tanti personaggi, Jimmy Page è un suo grande estimatore ed ho citato solo gli esempi più celebri.
    Se c’è stato un accenno ad un nucleo oscuro che si cela dietro tutto questo rutilare di piume e paillettes probabilmente lo possiamo ricondurre proprio ad una versione riveduta e corrotta di tale ideologia che, se negli anni ’70 era sussurrata nelle cantine in forma implicita, tra gli ’80 ed i primi 2000 è stata sdoganata sempre più esplicitamente fino ad assurgere allo status di policy negli ultimi anni.
    Ah, dimenticavo, l’ideologia citata un nome ce l’ha, si chiama Thelema, dal greco Thelo, volere, desiderio, il cui motto completo è
    “Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge. L’amore è la legge, amore sotto la volontà.”
    L’amore sotto la volontà, che è cosa ben diversa dal desiderio e dalla fantasia ed infatti, se al posto della volontà si mette la fantasia sfrenata questa ideologia prende un altro nome: satanismo. questo non implica l’adorazione formale di un’entità personale identificabile col demonio delle tradizioni monoteiste ma la divinizzazione dell’ego inferiore ed il rovesciamento di tutti i valori ritenuti positivi dal senso comune.
    in conclusione, come possiamo vedere, Marx non c’entra un granché, i “genitori1” di questi fenomeni sono altri…

  8. I figli andrebbero salvati da certe “madri”, riaffidandoli a famiglie normali.
    Invece, li tolgono a famiglie normali (ma povere) per affidarli a questi mostri…

  9. Dopo il più grande test genetico eseguito su nn ricordo quante centinaia d migliaia d persone, è stato dichiarato che tra omosessuali ed eterosessuali (quanto è grande la voglia di infilare la parola “normale” in questo commento) non esiste alcuna differenza genetica, dimostrando in conseguenza che l orientamento sessuale dipende dalle esperienze d vita e dalle influenze esterne.
    Come al solito l arma più grande è l informazione…..per chi si vuole informare

  10. Speriamo solo che la decadentissima civiltà USA collassi al più presto.
    Non ricordo chi definì gli USA una civiltà passata dalla barbarie alla decadenza senza transizioni, ma l’America latina ha di sicuro maggiore profondità storica e culturale.