Una spiegazione sulla faida dei vaccini tra AstraZeneca e l’Europa

Miriam Berger – The Washington Post – 1 febbraio 2020

 

L’Unione Europea ha approvato venerdì il vaccino anti Covid-19 di Oxford/AstraZeneca, ma è contemporaneamente coinvolta in una faida con la casa farmaceutica anglo-svedese per i ritardi nelle consegne.

L’UE ha in programma richiedere che qualsiasi vaccino anti Covid-19 prodotto nel suo territorio ottenga l’approvazione prima dell’eventuale esportazione. Questa mossa è stata vista come un’azione contro AstraZeneca, dopo che l’azienda ha comunicato di dover ridurre le consegne iniziali all’UE a causa dei ritardi di produzione, pur continuando a fornire il vaccino alla Gran Bretagna. Ecco quello che c’è da sapere:

Il vaccino AstraZeneca

Rispetto agli statunitensi ModeRNA e Pfizer (che hanno collaborato con l’azienda tedesca BioNTech), il vaccino sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con l’Università di Oxford risulta più economico e facile da distribuire grazie a specifiche di temperatura di conservazione meno stringenti.

Vi sono state preoccupazioni circa l’approvazione per impiego diffuso, a causa delle numerose lacune durante le sperimentazioni cliniche e la mancanza di dati significativi sull’efficacia del vaccino nella fascia di età da 65 anni in su.

Israele raccomanda il vaccino anti Covid-19 alle donne in gravidanza, in contrasto con altri paesi che, invece, ne stanno rivalutando i rischi.

Per chi è stato approvato l’uso del vaccino?

Al momento, l’EMA (Agenzia europea per i farmaci) ha approvato la somministrazione del vaccino dai 18 anni in su, così come la Gran Bretagna e l’India. Gli Stati Uniti sono ancora in attesa di ulteriori sperimentazioni prima formulare le proprie raccomandazioni. Al momento la Germania, stato membro dell’Unione Europea, raccomanda la somministrazione solo fino a 65 anni.

La scarsità di dosi di vaccino e lo scontro con AstraZeneca minacciano la campagna europea dopo solo un mese.

Perché questa tensione con l’UE?

Per velocizzare lo sviluppo del vaccino l’Unione Europea aveva concordato con AstraZeneca un anticipo di circa 408 milioni di dollari, ma a fine dicembre, si è vista obbligata ad iniziare a vaccinare la popolazione utilizzando i vaccini ModeRNA e Pfizer/BioNTech.

Tuttavia, la distribuzione in tutto il continente ha incontrato ostacoli. A fine gennaio, AstraZeneca ha comunicato che nel primo trimestre avrebbe fornito il 60% in meno rispetto a quanto previsto. L’azienda farmaceutica ha parlato di complicazioni presso un sito di produzione in Belgio.

L’UE, di conseguenza, ha accusato AstraZeneca di aver violato l’accordo, e ha minacciato un’azione legale.

L’UE minaccia azioni legali contro le aziende farmaceutiche se non otterrà i quantitativi di vaccino previsti.

L’Europa ha investito miliardi per facilitare lo sviluppo dei primi vaccini anti Covid-19 nel mondo, con l’obiettivo di creare una risorsa comune a livello globale”, ha dichiarato martedì Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, durante una riunione in videoconferenza del Forum economico mondiale. “E ora, le aziende devono consegnare. Devono onorare i propri obblighi.”

Dove entra in gioco la Gran Bretagna?

La Gran Bretagna è stata la prima ad approvare la diffusione del vaccino Oxford/AstraZeneca, dando il via alle vaccinazioni l’8 dicembre. L’UE ha accusato AstraZeneca di evadere i suoi ordini in Gran Bretagna – non più membro dell’unione politica ed economica – ritardando invece le consegne in Europa.

Qual è l’opinione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità?

L’OMS ha messo in guardia contro i pericoli del “nazionalismo del vaccino”, quello dei paesi più ricchi che vogliono accaparrarsi il vaccino per sé.

Israele scavalca la coda dei vaccini, offrendo alla Pfizer l’accesso al database sanitario del paese

Vi è adesso il reale pericolo che lo stesso strumento che potrebbe aiutare a porre fine [alla pandemia], il vaccino, possa inasprire le disuguaglianze” ha detto venerdì il direttore generale dell’OMS Adhanom Ghebreyesus.

Sabato, il Guardian ha riportato che l’OMS ha chiesto alla Gran Bretagna di rallentare la campagna vaccinale dopo aver inoculato i più vulnerabili, in modo da far arrivare le dosi anche ai gruppi prioritari degli altri paesi.

Chiediamo a tutti i paesi di seguire tali indicazioni” ha detto la portavoce dell’OMS Margaret Harris. “Aspettate, date la priorità a quei gruppi.”

Link: https://www.msn.com/en-us/news/world/the-vaccine-feud-between-europe-and-astrazeneca-explained/ar-BB1deOr5

Traduzione di Rossella Crimaldi per ComeDonChisciotte

 

 

 

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Holodoc
Holodoc
4 Febbraio 2021 , 2:12 2:12

Molti commentatori su Twitter sbeffeggiano la Gran Bretagna perché dopo l’uscita dalla UE deve subire dazi draconiani (ho letto di un 23% sulle importazioni alimentari) e altri tipi di formalità burocratiche medievali che prima, all’interno della Santa Unione, non doveva subire.

Domanda: è inevitabile che ci siano questi dazi e formalità o è una ritorsione da parte della “buonista” Europa contro chi ha osato svincolarsi dalla morsa delle sue fauci? Queste misure economiche devono servire da monito per altri stati che volessero seguire l’esempio britannico? Norvegia e Svizzera o la Turchia vengono trattate nella stessa maniera?

Di sicuro parte della colpa è anche del governo Johnson che non essendo mai stato apertamente slegato dall’élite amministrativa europea ha fatto in modo che fossero siglati gli accordi più svantaggiosi possibili per la Perfida Albione.

merolone
merolone
7 Febbraio 2021 , 2:29 2:29

Astra Zeneca produce un vaccino tradizionale come il russo Sputnik V, quindi forse chi sponsorizza il vaccino genico ha ostacolato nella UE la sua adozione. Comunque pure in Germania hanno fretta di far ripartire l’economia e quindi ci sono pressioni sulle due carampane incapaci Merkel e Leyen per accaparrarsi un vaccino, tanto che si moltiplicano le aperture al vaccino russo, ormai molto diffuso nel mondo e quindi sempre più sperimentato. Tra l’altro l’industria tedesca e quindi europea già vivono una situazione di crisi forse irreversibile, da mesi c’è mancanza di componentistica elettronica per l’industria, soprattutto dell’auto, in quanto l’industria cinese divora tutta la produzione asiatica provocandone la carenza pure negli USA, e siccome espandere gli impianti di questa sofisticata e costosa industria è molto complicato ci vorrà molto tempo prima che l’industria europea, vaso di coccio tra i vasi di ferro Asia e Nord America, ne abbia una sua. Non a caso il Regno Unito ha chiesto l’adesione all’area di libero scambio Asia-Pacifico, cosa che lo faciliterebbe nel procurarsi forniture di componentistica di microchip per la sua industria. I tedeschi hanno puntato sulla delocalizzazione delle industrie tecnologiche più costose in Asia per abbattere i costi e adesso sono declassati a… Leggi tutto »