Una reale valutazione dell’intelligenza, una volta tanto!

Naresh Jotwani
thesaker.is

Su questo pianeta straordinariamente bello, una certa società di spicco ha, negli ultimi decenni, mostrato comportamenti piuttosto strani. Sorprendentemente, in questa società sono gli individui “ad alto QI,” i suoi presunti “leader di pensiero,” che mostrano i modelli comportamentali più strani.

Gli strani schemi di comportamento delle persone ad “alto QI” possono essere, più o meno, categorizzati come segue:

(1) Molte persone ad “alto QI” (in breve HIQP), hanno deciso di perdersi in chiacchiere 24×7. Vari desideri sembrano motivare questo comportamento; i più comuni: diventare esperti ben retribuiti, celebrità, autori, funzionari politici o consulenti, vincere elezioni locali o di altro tipo, spacciare falsi d’autore, rifarsi una reputazione, risolvere vecchie questioni.

(2) Altri HIQP hanno deciso che il loro unico interesse per la società è: quanti soldi posso spremere da tutti gli altri, usando mezzi legali e non legali? In altre parole, per questi HIQP la società è solo un’altra “risorsa” da estrarre.

(3) Ancora, altri HIQP si dedicano a stravolgere qualsiasi cosa vedano funzionare bene nella società. Si possono osservare almeno due tipi di disturbo, molto diversi tra loro. Uno comporta lo sconvolgimento di tutte le relazioni economiche esistenti, perché tale processo può rivelarsi estremamente redditizio, data la miracolosa tecnologia che si dice sia proprio dietro l’angolo. L’altro comporta l’interruzione dell’autostima della società, adirata per le molte ingiustizie sociali che si verificano in essa.

(4) Molti HIQP affollano il settore legale, con l’egoistica illusione che sia la legge a tenere insieme la società. In realtà, anche gli avvocati sono dei perturbatori, poiché non lasciano passare nessun disaccordo senza aggravarlo e trarne profitto. Le cose sono arrivate al punto tale che persino la vertenza più banale non può essere risolta amichevolmente.

(5) Molti HIQP fingono di essere “accademici,” impegnati ad inventare nuove teorie “avanzate” per migliorare le proprie carriere. Proprio come esiste il “capitalismo clientelare,” esistono anche gli “accademici clientelari.”

(6) Alcuni HIQP preferiscono lavorare dietro le quinte, evitando le luci della ribalta ed esercitando un potere nascosto e senza responsabilità. Non sembrano aver capito che il sistema che pensano di controllare è diventato incontrollabile.

Naturalmente, i simboli esteriori di controllo sono tutti al loro posto, forse non più impermeabili e cappelli, ma file di schermi di computer che mostrano ciò che si immagina essere una visione fedele della realtà.

Queste categorie di HIQP, ovviamente, si sovrappongono. Molti dei cosiddetti “accademici,” ad esempio, sono anche impegnati a diventare celebrità e a cercare incarichi politici. In queste varie categorie di HIQP si verificano infiniti cicli ripetitivi di collusione e concorrenza spietata, a seconda di ciò che l’”etica situazionale” detta in qualsiasi momento.

A rigor di termini, questi HIQP non appartengono alla società. Mentre sono rapidi ad afferrare tutto ciò che possono, aborriscono il pensiero di condividere le difficoltà della società. Avendo vissuto felicemente per decenni in bolle di irrealtà, sono diventati decisamente arroganti, nella convinzione che a loro non possa accadere nulla di così spiacevole che non possa essere risolto con un bel discorso. Di conseguenza, il loro istinto di sopravvivenza e la loro creatività si sono notevolmente ridotti.

A parte il nirvana tecnologico proprio “dietro l’angolo,” gli l’HIQP non hanno una visione condivisa per il futuro della società, delle giovani generazioni o dei cittadini più deboli. Nonostante il loro alto QI, non sono in grado di dare alcun giudizio pratico su situazioni difficili connesse alla vita reale.

In effetti, la società e il suo benessere sono convenientemente ignorati dalle menti confuse degli HIQP.

[Nota a latere: molti ricorderanno il famigerato detto di Maggie Thatcher: “Non esiste una cosa come la società.” In senso filosofico astratto aveva ragione, tranne ovviamente il fatto che lei era un primo ministro, non un filosofo. Il benessere del popolo di un paese dovrebbe essere la principale responsabilità di un primo ministro. Un filosofo astratto dovrebbe rinunciare a tutto e andare [a meditare] sull’Himalaya.

Quindi, cosa dovremmo intendere per “società”? Semplicemente questo: “Il popolo di una nazione.” Sicuramente la Thatcher non avrebbe potuto affermare: “Non esiste qualcosa come il popolo di una nazione!”

Immaginate ora che la società in questione, infestata da un eccesso di HIQP, sia anche considerata una “superpotenza,” nel senso che questa società possiede una terrificante gamma di armi di distruzione. Immediatamente, si dovrebbe notare la tragica realtà che, al giorno d’oggi, il potere è associato alla distruzione, piuttosto che alla creatività.

Quali sono le fonti di questo particolare potere? Sopratutto queste: (a) potere delle armi, (b) il bagaglio della storia e, come corollario di queste due, (c) il potere finanziario.

Quindi ora abbiamo una situazione in cui gli HIQP dalle menti confuse controllano direttamente o indirettamente una vasta gamma di armi di distruzione, sia fisiche che finanziarie.

Questa è sicuramente la sfida odierna per una mente pensante. Ma questa sfida non è fondamentalmente diversa dalle innumerevoli sfide che l’umanità ha dovuto affrontare nel corso del centinaio di millenni o giù di lì che ha passato su questo bellissimo pianeta.

***

Allora, che cosa centra la fotografia [all’inizio dell’articolo]? Sicuramente è fuori posto qui!

La fotografia NON è fuori posto. Mostra un soldato coraggioso, esattamente l’opposto di un HIQP. Sicuramente, il soldato è una persona intelligente ma, probabilmente, NON se la caverebbe troppo bene nei test sul QI ideati dagli HIQP a propria glorificazione e favore.

Il soldato è, con ogni probabilità, un padre di famiglia e un membro rispettato della sua comunità. È una persona affidabile ed è pronto a perdere la vita in guerra, sicuro che la sua famiglia sarebbe più o meno al sicuro nella comunità. La sua principale preoccupazione in guerra sarebbe quanti nemici potrebbe “far fuori” prima di perdere egli stesso la propria vita.

Un HIQP e un soldato coraggioso sono fondamentalmente uno l’opposto dell’altro. Qual’è allora il rapporto tra HIQP e soldati?

Dal punto di vista dell’HIQP, i soldati sono (cos’altro?) “pedine.” Queste “pedine” devono essere utilizzate in un illusorio gioco di scacchi geopolitici.

Dal punto di vista del soldato, gli HIQP rappresentano il “potere civile.” Nell’era moderna della diffusione globale della consapevolezza, tuttavia, il soldato non ha cieca fiducia in alcun potere, che sia civile o divinamente predeterminato, per il quale sacrificare con gioia la propria vita.

Il soldato oggi ha una mente critica, cosa che le “pedine” della Prima Guerra Mondiale, per esempio, potrebbero non aver avuto. Oggi un soldato deve conoscere e accettare le motivazioni per andare in guerra.

Possono gli HIQP fornire un giusto motivo per cui un soldato voglia rinunciare alla propria vita?

Nel mondo egocentrico degli HIQP, giusto e sbagliato non contano. Per far sembrare “intelligente” la loro folle vita, gli HIQP hanno inventato frasi come “post-verità.” Finché si è articolati, persuasivi, fotogenici, assertivi e ben introdotti, ciò che si dice non ha importanza.

La verità di una narrativa non conta. Ciò che conta è solo il risultato: quale narrativa “è sembrata prevalere?” Ciò spiega gli sproloqui 24×7 degli HIQP.

In tale contesto, il dibattito razionale non è possibile.

Il dibattito razionale richiede comprensione reciproca e accettazione delle premesse e del processo di pensiero logico. Esiste poi la regola non scritta dei saggi, secondo cui le premesse devono accordarsi con la realtà, con la verità.

Per gli HIQP, tutto ciò che conta è se un oratore è articolato, persuasivo, fotogenico, assertivo e ben introdotto. Non c’è bisogno di inserire nel dibattito scomode “verità.” È molto più semplice continuare a essere articolati, persuasivi … eccetera. Continuare a giocare. La verità è una lattina che può sempre essere calciata un po’ più avanti lungo la strada.

Domani è un altro giorno.

Se il dibattito razionale non è possibile, può la diplomazia avere successo? Ovviamente no! Dopotutto, anche la diplomazia ha le sue premesse e le sue regole di dibattito.

E cosa succede se la diplomazia fallisce? Conflitto, cos’altro?

Qui va notato che, anche durante una guerra, gli HIQP “dirigerebbero” il corso del conflitto per conto di uno o più avversari.

Quindi, ora arriviamo ad un punto chiave. Gli HIQP non sembrano comprendere una nozione basilare: il cannone non vince la guerra; lo fa il soldato che sta dietro al cannone.

In battaglia sono assolutamente necessarie le più alte qualità mentali. Un ingrediente chiave di una mente così altamente addestrata è la fede costante di stare conducendo una guerra giusta.

Tuttavia, gli egocentrici HIQP sono guidati dall’avidità e dalla bramosia, compresa la brama di potere. È semplicemente impossibile per loro dare vita ad una motivazione o ad una visione unificante che solidarizzi le persone verso una causa giusta e degna, che richieda un grande sacrificio.

[Nota a latere: gli HIQP stringono e infrangono alleanze di continuo, anche all’interno delle loro piccole coterie. Ad esempio, se alcuni di loro lottano per la stessa posizione di potere, magari di scarsa importanza ma appariscente, diciamo Assistant Special Secretary (Housing) per Oman, Libano ed Egitto, allora, per tutti gli scopi pratici, sono l’un l’altro “con il coltello alla gola.” Il benessere del popolo dell’Oman, del Libano e dell’Egitto è solo un “meme” che, qualche volta, potrebbe rivelarsi utile.

Nell’attuale era della consapevolezza, è inevitabile che la maggior parte dei soldati scopra le vere intenzioni degli HIQP, anche se alcuni di loro potrebbero effettivamente unirsi agli HIQP per inseguire potere e fama.

Viviamo in tempi interessanti, quando anche il significato di “intelligenza” deve essere messo in discussione e riscoperto.

Se l'”intelligenza” è guidata dall’avidità e dalla bramosia, diventa tragicamente e patologicamente miope. Quindi, un “alto QI” può solo peggiorare e accelerare le cose.

La definizione preferita di “intelligenza” da parte dell’autore la collega strettamente al benessere della comunità.

Naresh Jotwani

Fonte: thesaker.is
Link: https://thesaker.is/a-true-intelligence-assessment-for-once/
13.07.2020

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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