Un Paese di poveri

Un Paese di poveri

lanuovasavona.it

Nel 2021, sono in condizione di povertà assoluta poco più di 1,9 milioni di famiglie (7,5% del totale da 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di individui (9,4% come l’anno precedente).

Pertanto, la povertà assoluta conferma sostanzialmente i massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19. Per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1% (da 10,1% del 2020) e le famiglie sotto la soglia sono circa 2,9 milioni (2,6 milioni nel 2020). "Il lieve miglioramento rispetto al 2020, con il calo delle famiglie povere da 2 milioni e 70 mila a 1 milione e 960 mila del 2021, è una magra consolazione visto che quello era l'anno più buio della pandemia e all'epoca si era raggiunto un record storico negativo. I dati - afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori - restano drammatici. Si tratta dei secondi valori peggiori di sempre, con un aggravamento anche rispetto al 2018, ossia all'anno del precedente primato, prima della catastrofe del 2020, per via del Covid e dei lockdown e prima del miglioramento del 2019, per via dell'introduzione del reddito di cittadinanza". "Rispetto al 2018, quando le famiglie povere erano 1 milione e 822 mila, nel 2021 aumentano del 7,6%, gli individui poveri salgono del 10,5%, da 5 milione e 40 mila a 5 milione e 571 mila. Insomma, è come se il reddito di cittadinanza, che aveva nettamente migliorato la condizione di povertà nel 2019, non esistesse più e avesse perso ogni efficacia di contrasto alla povertà" conclude Dona. Di seguito il report ISTAT

Povertà assoluta stabile, miglioramento al Nord per famiglie e individui

Secondo le stime definitive, nel 2021 sono poco più di 1,9 milioni le famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,5%), per un totale di circa 5,6 milioni di individui (9,4%), valori stabili rispetto al 2020 quando l’incidenza ha raggiunto i suoi massimi storici ed era pari, rispettivamente, al 7,7% e al 9,4%. La causa di questa sostanziale stabilità è imputabile a diversi fattori; in particolare, a un incremento più contenuto della spesa per consumi delle famiglie meno abbienti (+1,7% per il 20% delle famiglie con la capacità di spesa più bassa, ossia la quasi totalità delle famiglie in povertà assoluta) che non è stato sufficiente a compensare la ripresa dell’inflazione (+1,9% nel 2021), in assenza della quale la quota di famiglie in povertà assoluta sarebbe scesa al 7,0% e quella degli individui all’8,8%. Nel 2021, l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (10,0%, da 9,4% del 2020) mentre scende in misura significativa al Nord (6,7% da 7,6%), in particolare nel Nord-ovest (6,7% da 7,9%). Tra le famiglie povere, il 42,2% risiede nel Mezzogiorno (38,6% nel 2020), e il 42,6% al Nord (47,0% nel 2020). Si ristabilisce dunque la proporzione registrata nel 2019, quando le famiglie povere del nostro Paese erano distribuite quasi in egual misura fra Nord e Mezzogiorno. Anche in termini di individui il Nord registra un miglioramento marcato dell’incidenza di povertà assoluta che passa dal 9,3% all’8,2% (risultato della diminuzione nel Nord-ovest dal 10,1% all’8,0% e della sostanziale stabilità nel Nord-est dall’8,2% all’8,6%) con valori tuttora distanti, però, da quelli assunti nel 2019. Sono così oltre 2 milioni 200mila i poveri assoluti residenti nelle regioni del Nord contro 2 milioni 455mila nel Mezzogiorno. In quest’ultima ripartizione l’incidenza di povertà individuale cresce dall’11,1% al 12,1% (13,2% nel Sud, 9,9% nelle Isole); nel Centro sale al 7,3% dal 6,6% del 2020. Facendo riferimento alla classe di età, l’incidenza di povertà assoluta si attesta al 14,2% (poco meno di 1,4 milioni) fra i minori; all’11,1% fra i giovani di 18-34 anni (pari a 1 milione 86mila individui) e rimane su un livello elevato (9,1%) anche per la classe di età 35-64 anni (2 milioni 361mila individui), mentre si mantiene su valori inferiori alla media nazionale per gli over 65 (5,3%, interessando circa 743mila persone). Rispetto alla tipologia del comune di residenza la quota di famiglie povere si distribuisce in maniera simile allo scorso anno con l’unica eccezione per i comuni fino a 50mila abitanti (diversi dai comuni periferia di area metropolitana) del Nord in cui l’incidenza passa dal 7,8% al 6,6%, a causa per lo più della dinamica che interessa il Nord-ovest (al 6,3% dall’8,2%). POVERTÀ ASSOLUTA: I NUMERI CHIAVE Peggiora la condizione delle famiglie con maggior numero di componenti Nel 2021, l’incidenza di povertà assoluta è più elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti: raggiunge il 22,6% tra quelle con cinque e più componenti e l’11,6% tra quelle con quattro; segnali di miglioramento provengono dalle famiglie di tre (da 8,5% a 7,1%) e di due componenti (da 5,7% a 5,0%). Il disagio è più marcato per le famiglie con figli minori, per le quali l’incidenza passa dall’8,1% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,8% di quelle che ne hanno da tre in su. Valori elevati si registrano anche per le coppie con tre o più figli (20,0%) e per le famiglie di altra tipologia, dove spesso coabitano più nuclei familiari (16,3%). L’incidenza di povertà è invece più bassa, al 5,5%, nelle famiglie con almeno un anziano e si conferma al 3,6% tra le coppie in cui l’età della persona di riferimento della famiglia è superiore a 64 anni (nel caso di persone sole con più di 64 anni l’incidenza è pari al 5,1%). In generale, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento; generalmente, infatti, le famiglie di giovani hanno minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati. La povertà assoluta riguarda il 9,4% delle famiglie con persona di riferimento tra i 18 e i 34 anni e il 5,2% di quelle con persona di riferimento oltre i 64 anni. I valori più elevati dell’incidenza si trovano tra le famiglie con persona di riferimento di 35-44 anni (9,9%) e tra quelle in cui la persona di riferimento ha fra i 45 e i 54 anni (9,7%), stabili rispetto al 2020. Istruzione e lavoro strumenti contro la povertà L’incidenza della povertà assoluta decresce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento della famiglia. Se quest’ultima ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore l’incidenza è pari al 3,9%, in miglioramento rispetto al 2020; si attesta all’11,0% se ha al massimo la licenza di scuola media. La povertà assoluta è stabile tra le famiglie con persona di riferimento occupata (pari al 7,0%) che avevano risentito maggiormente degli effetti della crisi. Valori elevati si confermano per i dipendenti inquadrati nei livelli più bassi (13,3%) e, fra gli indipendenti, per coloro che svolgono un lavoro autonomo (7,8%), mentre nel confronto con il 2020 solamente le famiglie con persona di riferimento imprenditore o libero professionista mostrano segnali di miglioramento (1,8% dal 3,2% del 2020). Si conferma, inoltre, il disagio per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione, per le quali l’incidenza arriva al 22,6%.
Sempre molto difficile la condizione dell’infanzia
Nel 2021, la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 382mila bambini (14,2%, rispetto al 9,4% degli individui a livello nazionale). L’incidenza varia dall’11,4% del Centro al 16,1% del Mezzogiorno. Nel confronto con il 2020 le condizioni dei minori sono stabili a livello nazionale, ad eccezione del peggioramento osservato per i bambini dai 4 ai 6 anni (15,4% dal 12,8%), in particolare nel Centro, dove, nella stessa classe di età, l’incidenza passa al 13,2% dall’8,3% (in generale per i minori del Centro peggiora l’incidenza passando all’11,4% dal 9,5%). Seppur sostanzialmente stabili gli altri valori restano distanti da quelli registrati nel 2019. Le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori sono quasi 762mila, con un’incidenza del 12,1% (stabile rispetto al 2020). Se in questo sottoinsieme si studiano le tipologie familiari, si nota come le famiglie di altra tipologia con minori, ossia quelle famiglie dove frequentemente convivono più nuclei familiari, presentano i valori più elevati dell’incidenza (26,6%, contro 16,3% delle famiglie di altra tipologia nel loro complesso). Inoltre, l’incidenza di povertà assoluta aumenta al crescere del numero di figli minori presenti in famiglia (6,0% per le coppie con un figlio minore, 11,1% per quelle con due figli minori e 20,4% per le coppie con tre o più figli minori) ed è elevata tra le famiglie monogenitore con minori (11,5%). Tutte le tipologie di questo sottoinsieme presentano valori stabili rispetto al 2020. L’intensità della povertà, pari a 18,8%, è in linea con il dato generale per tutte le famiglie povere (18,7%), ma presenta nel 2021 valori in lieve diminuzione. L’incidenza della povertà tra le famiglie con minori varia molto a seconda della condizione lavorativa e della posizione nella professione della persona di riferimento: 9,5% se occupata (16,1% nel caso di operaio) e 23,3% se non occupata (27,2% se è in cerca di occupazione). La cittadinanza gioca un ruolo importante nel determinare la condizione socio-economica della famiglia. Si attesta a 8,3% l’incidenza di povertà assoluta delle famiglie con minori composte solamente da italiani, mentre cresce al 36,2% (dal 28,6% del 2020) per le famiglie con minori composte unicamente da stranieri e arriva al 30,7% nel caso in cui nella famiglia in cui sono presenti minori ci sia almeno uno straniero, ben due volte e mezzo rispetto al valore medio delle famiglie con minori. L’incidenza di povertà assoluta per le famiglie con minori è più elevata nelle aree metropolitane, sia nei comuni centro di area metropolitana sia nei comuni periferia dell’area metropolitana e nei comuni oltre i 50mila abitanti dove si attesta al 13,2%; infine nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti è pari all’11,1%. L’analisi del titolo di godimento dell’abitazione mostra come l’incidenza di povertà assoluta delle famiglie dove sono presenti minori sia pari al 28,2% se la famiglia è in affitto, contro il 6,4% di quelle che posseggono una abitazione di proprietà e il 13,1% delle famiglie in usufrutto o in uso gratuito. Ancora elevata la povertà assoluta tra gli stranieri Gli stranieri in povertà assoluta sono oltre un milione e 600mila, con una incidenza pari al 32,4%, oltre quattro volte superiore a quella degli italiani (7,2%). Rispetto al 2020 si registra un incremento della povertà assoluta per gli stranieri sia nel Centro che nel Mezzogiorno (rispettivamente 27,5% e 40,3%), mentre al Nord si riduce l’incidenza di povertà assoluta individuale, trainata dal calo dell’incidenza osservata per gli italiani. Le famiglie in povertà assoluta sono nel 68,7% dei casi famiglie di soli italiani (quasi 1 milione e 350mila) e per il restante 31,3% famiglie con stranieri (oltre 614mila), pur rappresentando queste ultime solo il 9% del totale. Per le famiglie con almeno uno straniero l’incidenza di povertà assoluta è pari al 26,3% (25,3% nel 2020); è al 30,6% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri (in crescita rispetto al 26,7% del 2020) e al 5,7% per le famiglie di soli italiani (valore non significativamente diverso rispetto a quello del 2020). La criticità per le famiglie con stranieri è più marcata nei comuni periferia area metropolitana e nei comuni con più di 50.000 abitanti (28,6%, contro il 5,6% delle famiglie composte da soli italiani). A livello territoriale, l’incidenza più elevata si registra nel Mezzogiorno, con quote di famiglie di soli stranieri in povertà oltre quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani (rispettivamente 37,6% e 8,8%). Nel Nord, le famiglie di soli stranieri registrano valori dell’incidenza pari al 30,2% mentre nel Centro i valori sono più contenuti (25,9%). Rispetto al 2020, segnali di peggioramento si registrano per le famiglie di soli stranieri a livello nazionale (si arriva al 30,6% da 26,7%), mentre segnali di miglioramento si registrano per le famiglie miste in tutta Italia (l’incidenza scende dal 22,2% al 17,0% nel 2021) e per le famiglie di soli italiani del Nord (dal 5,4% al 4,3%). Nelle famiglie con stranieri in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione, l’incidenza della povertà assoluta è in forte crescita e pari al 43,5% (dal 29,1% del 2020, per un totale di oltre 74 mila famiglie); se la persona di riferimento è occupata, la condizione di povertà riguarda invece una famiglia su quattro (24,7%). Le famiglie con almeno uno straniero in cui sono presenti minori mostrano un’incidenza di povertà pari al 30,7% (325mila famiglie), ma il sottoinsieme delle famiglie di soli stranieri con minori presenta una crescita maggiore dei segnali di disagio (36,2% dal 28,6% del 2020), che è oltre quattro volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (8,3%). Nel Mezzogiorno e nel Nord l’incidenza supera il 30,0% nelle famiglie con stranieri dove sono presenti minori, (rispettivamente 37,1% e 30,5%, contro il12,9% e il 5,7% delle famiglie di soli italiani con minori). Si nota inoltre un andamento opposto per le famiglie miste con minori del Nord, che vedono ridurre il valore dell’incidenza al 22,8% dal 32%, mentre quelle con almeno uno straniero e minori del Centro registrano rispetto al 2020 un peggioramento dell’incidenza (al 26,8% dal 18,9% del 2020). Si conferma più diffusa la povertà assoluta tra le famiglie in affitto

L’incidenza di povertà assoluta varia anche a seconda del titolo di godimento dell’abitazione in cui si vive, e la situazione è più critica per le famiglie che vivono in affitto. Le oltre 889mila famiglie povere in affitto nel 2021 sono il 45,3% di tutte le famiglie povere, con un’incidenza di povertà assoluta del 18,5%, contro il 4,3% di quelle che vivono in abitazioni di proprietà.

Le famiglie in affitto residenti nel Mezzogiorno mostrano valori dell’incidenza di povertà assoluta pari al 22,4%, rispetto al 17,6% del Nord, con valori sostanzialmente stabili sul 2020, e al 15,4% del Centro (+3,1 punti percentuali). Le famiglie con persona di riferimento giovane (frequentemente con minori al loro interno) e quelle con stranieri, vivono più spesso in affitto, poiché scontano sia una minore capacità reddituale sia una minore probabilità di avere accumulato risparmi o aver avuto accesso a beni ereditari.

L’incidenza di povertà assoluta è più elevata per le famiglie con persona di riferimento fra i 45 e i 54 anni in affitto (pari al 23%). Guardando la cittadinanza, vive in affitto il 76,5% delle famiglie povere con stranieri; solo il 10,6% ha una casa di proprietà contro, rispettivamente, il 31,1% e il 54,9% delle famiglie in povertà di soli italiani. L’affitto medio per le famiglie in povertà assoluta è pari a circa 337 euro mensili, contro i 434 euro pagati dalle famiglie che non sono in condizione di povertà. Il 15,0% delle famiglie in povertà assoluta che vivono in casa di proprietà paga un mutuo (contro il 19,3% delle famiglie non povere). Pur trattandosi di un investimento, che, come tale, non rientra nella spesa per consumi, tuttavia, per le famiglie che la sostengono, rappresenta un’uscita gravosa.

Povertà assoluta ai massimi negli ultimi anni

Il livello raggiunto dalla povertà assoluta nel 2021 (7,5%) è tra i più elevati dall’anno in cui si è iniziato a misurare questo indicatore. Guardando all’ultimo quinquennio, nel 2017 l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta era del 6,9%, in forte crescita sull’anno precedente (6,3%) e nettamente superiore a quella media del quadriennio precedente (2013-2016) quando risultava stabile e pari al 6,1%.

L’aumento del numero di famiglie povere ha portato all’introduzione, tra il 2018 e il 2019, di varie misure di contrasto alla povertà: reddito di inclusione (2018) e reddito di cittadinanza (2019). L’impatto di tali misure si coglie almeno in parte nel calo delle famiglie in povertà assoluta osservato nel 2019, con un’incidenza pari al 6,4%, valore prossimo a quello del quadriennio 2013-2016. Nel 2020 gli effetti economici della pandemia da Covid-19 hanno favorito la crescita della povertà assoluta, determinando anche qualche cambiamento strutturale delle famiglie povere assolute.

In particolare, nel Nord si è avuto un forte aumento delle famiglie in povertà assoluta: il 6,7% nel 2021 a fronte del 5,8% del 2018. Nel Mezzogiorno, invece, l’incidenza della povertà familiare è rimasta stabile al 10%. La crescita della povertà assoluta ha riguardato maggiormente le famiglie nelle quali la persona di riferimento ha un’età compresa tra 45-54 anni; l’incidenza è cresciuta al 9,7% dall’8,3% del 2018; inoltre nel Nord l’incidenza della povertà per le famiglie residenti nella periferia area metropolitana è salita al 6,9% dal 5,4% del 2018.

Crescita generalizzata dell’incidenza di povertà relativa specie nel Mezzogiorno

Gli andamenti degli indicatori di povertà relativa sono il frutto della dinamica della spesa per consumi delle famiglie appartenenti alle diverse classi di spesa familiare. Nel 2021, l’incremento relativamente contenuto della spesa delle famiglie meno abbienti e la crescita più consistente per le famiglie con alti livelli di consumo (che, al contrario, nel 2020, avevano registrato riduzioni più marcate) favoriscono un aumento generalizzato dell’incidenza di povertà relativa, ampliando la distanza tra le famiglie che spendono di più e quelle che spendono di meno.

Le famiglie in condizioni di povertà relativa sono circa 2,9 milioni (l’11,1%, contro il 10,1% del 2020) per un totale di quasi 8,8 milioni di individui (14,8%, contro il 13,5%). Rispetto al 2020, l’incidenza di povertà relativa familiare aumenta soprattutto nel Mezzogiorno dove passa al 20,8% dal 18,3% del 2020. Anche a livello individuale si registra una crescita significativa dell’incidenza di povertà relativa sia in media nazionale (che torna ai livelli del 2019 quando era 14,7%) sia, in particolare, nel Mezzogiorno (dal 22,6% del 2020 al 25,3% del 2021) e nel Centro (dall’8,9% del 2020 al 10,0% del 2021).

L’intensità della povertà relativa si attesta nel 2021 al 21,7%, in linea con il valore del 2020 (21,4%), raggiungendo il valore più elevato nel Sud (23,2%) e il più contenuto nel Nord-est (18,6%).

La variazione dell’incidenza della povertà relativa (1 punto percentuale in più rispetto al 2020) è di segno opposto rispetto a quella osservata lo scorso anno (-1,3 punti percentuali rispetto al 2019) e colloca i valori 2021 in continuità, almeno in parte, con i valori del 2019 dopo che, nell’anno della pandemia, con l’abbassamento della linea di povertà relativa, alcune delle famiglie che in precedenza si trovavano in povertà relativa erano uscite da questa condizione (su questo aspetto si veda la Nota Metodologica della Statistica report “La povertà in Italia” del 16 giugno 2021).

La soglia unica calcolata per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media per persona nel Paese (ottenuta dividendo la spesa totale per consumi delle famiglie per il numero totale dei componenti) e, nel 2021, è pari a 1.048,81 euro, valore nettamente superiore al 2020 (1.001,86 euro), ma ancora inferiore all’anno precedente lo scoppio della pandemia (1.094,95 euro nel 2019).

A livello territoriale, nel Nord l’incidenza di povertà relativa si attesta al 6,5%, con valori simili nel Nord-ovest rispetto al Nord-est (rispettivamente, 6,4% e 6,6%), al Centro è del 6,9% mentre nel Mezzogiorno, dove il peggioramento è più deciso, è pari al 20,8% dal 18,3% (più vicina al valore del 2019, 21,1%).

Su scala regionale, Puglia (27,5%), Campania (22,8%) e Calabria (20,3%) sono le regioni che registrano valori più elevati dell’incidenza, mentre Trentino-Alto Adige (4,5%), Friuli-Venezia Giulia (5,7%) e Lombardia (5,9%) presentano i valori più bassi, in tutti i casi, non significativamente diversi dallo scorso anno, ad eccezione della Puglia, quando era pari al 18,1%.

Nel 2021, l’incidenza di povertà relativa cresce per le famiglie residenti nei comuni fino a 50mila abitanti (12% dal 10,8% del 2020), in particolare nel Mezzogiorno (21,2% da 18,3%), dove è in aumento anche nei comuni centro delle aree metropolitane (22,6% da 18,1%).

In crescita la povertà relativa per le persone sole anziane

Nel 2021, l’incidenza di povertà relativa cresce per le famiglie monocomponente (dal 4,5% nel 2020 al 5,7% nel 2021), soprattutto nel Mezzogiorno (dal 9,1% al 12,2%); sono per lo più persone sole over 65 anni per le quali l’incidenza cresce dal 4,4% al 6,6% a livello nazionale, con un incremento più significativo nel Mezzogiorno, dal 7,9% al 13,7%. Tale andamento riguarda anche le coppie con persona di riferimento con più di 65 anni (dal 6,8% all’8,4%), per le quali nel Mezzogiorno l’incidenza arriva al 18,1% (13,2% nel 2020). Anche le famiglie di altra tipologia, che sovente vedono la presenza di più nuclei al loro interno, registrano un incremento di ben 4,1 punti percentuali (dal 21,3% al 25,4%) dovuto in larga parte all’incremento registrato nel Mezzogiorno (40,3% dal 31,6%).

Ancora in sofferenza le famiglie con tre o più figli minori che mostrano un’incidenza di povertà relativa quasi tre volte superiore a quella media nazionale (31,9% contro 11,1%) più elevata anche di quella registrata per le coppie con tre o più figli, non necessariamente minori (28,4%). Decisamente più contenuto, seppur in crescita rispetto al 2020, (sia in media nazionale sia nel Mezzogiorno) il valore dell’incidenza per le famiglie in cui è presente almeno un anziano, che passa dall’8,0% al 9,7% in Italia e dal 14,4% al 19,4% nella ripartizione meridionale.

La dinamica dell’incidenza di povertà relativa per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione mostra valori in crescita (30,1% da 24,4%) e in linea con i livelli del 2019 (30,7%); analogamente, peggiora tra le famiglie in cui la persona di riferimento è ritirata dal lavoro (incidenza che cresce dal 6,7% del 2020 all’8,0% del 2021). Tali andamenti sono più marcati nel Mezzogiorno dove l’incidenza per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione arriva al 40,1%.

In base alla cittadinanza dei componenti della famiglia, l’incidenza di povertà relativa è in aumento e pari al 9,2% per le famiglie di soli italiani (dall’8,6%), ma è tre volte più grande e cresce molto per le famiglie con almeno uno straniero (30,4% da 26,5%; 32,2% per quelle di soli stranieri che mostravano un valore di 25,7% nel 2020). I valori più bassi si registrano per le famiglie di soli italiani nel Nord (4,0%), i più alti per quelle con stranieri nel Mezzogiorno (45,8%, se di soli stranieri 47,6%).

Famiglie “sicuramente povere” soprattutto nel Mezzogiorno

La classificazione delle famiglie in povere e non povere, ottenuta attraverso la linea convenzionale di povertà relativa, può essere articolata ulteriormente con l’utilizzo di soglie aggiuntive, corrispondenti all’80%, al 90%, al 110% e al 120% di quella standard. Nel 2021, le famiglie “sicuramente” povere (con livelli di spesa mensile equivalente sotto la linea standard di oltre il 20%) sono pari al 5,2%, (4,5% nel 2020), con valori più elevati nel Mezzogiorno (10,0%). Quelle “appena” povere (spesa inferiore alla linea di non oltre 20%) sono il 6,0% e raggiungono il 10,8% nel Mezzogiorno; tra le “appena” povere, il 3,3% presenta livelli di spesa per consumi molto prossimi alla linea di povertà (inferiori di non oltre il 10%); sono il 5,8% nel Mezzogiorno. Le famiglie quasi povere raggiungono il 7,6%.

-- QUI IL REPORT ISTAT IN PDF-

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Fonti: https://www.istat.it/it/files//2022/06/Report_Povert%C3%A0_2021_14-06.pdf

Testo introduttivo da https://www.lanuovasavona.it/2022/06/15/leggi-notizia/argomenti/news-1/articolo/un-paese-di-poveri.html

15.06.2022

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (71)

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Mostra commenti 71 caricati
    1. Simplicissimus 19 giugno 2022

      Qualcuno pensa davvero che le famiglie in stato di povertà siano diminuite nel 2021? E a causa di quale miracolo se non gli ordini del governo al proprio istituto di statistica al quale dice pure si diminuire della metà o di un terzo il peso dell'inflazione? La manipolazione statista avviene sia a monte, con l'adozione di criteri funzionali al discorso del potere e alla correzione dei dati se questi se è necessario. Accade ormai in tutto l'occidente.

    2. Archepensevole 29 giugno 2022

      L' Accidente è in declino insieme al suo pensiero..purtroppo con le cagate di ursula e mario ci porta dietro tutti

    1. cedric 18 giugno 2022

      In Francia hanno pubblicato il rapporto sulla ricchezza
      https://www.inegalites.fr/Rapport-sur-les-riches-en-France-pour-que-la-connaissance-progresse
      ...
      La parola "poveri" non turba nessuno, ma quella di "ricchi" non lascia indifferenti. Soprattutto tra quelli con redditi al di sopra della soglia di ricchezza che utilizziamo. Questo rifiuto di essere chiamati “ricchi” la dice lunga su queste categorie. Se assumono questa posizione nella gerarchia del reddito, non è perché dubitano della loro legittimità ad essere lì?
      ...
      Sono interessati 4,5 milioni di individui, ovvero il 7% della popolazione. Se una persona che ha un reddito maggiore di quello del 93% del resto della popolazione non è “ricca”, come possiamo qualificarla? Se alcuni preferiscono la parola "benestante", che è più gradevole alle loro orecchie, facciano pure.

      In Italia i ricchi col doppio del reddito medio sono solo il 3% pari a circa 1,8 milioni di individui , (fonte MEF) e dichiarano più di 70.000 euro lordi l'anno cioè circa 3.500 euro netti al mese.

      Probabilmente vale la pena di dare la caccia (con tagliole e forconi) al restante 4%, giusto per allinearci ai francesi

    2. R66 18 giugno 2022

      Sono estremamente sicuro che nel fantasioso caso di adunare gli italiani con forconi alla mano, ad aver la capacità di trasmettere chiaramente l'idea che non si sta operando una "sostituzione" di ingordi, ma ci si sta apprestando ad eliminare per sempre l'eventualità che la dinamica si possa ripetere, i netturbini avrebbero un gran da fare per rimuovere i forconi abbandonati.

    3. cedric 18 giugno 2022

      Per povertà assoluta si intende un reddito di 626 euro al mese per la famiglia di una persona, 1050 di due e 1400 di tre, come detto nel documento citato dall'autore dell'articolo.(dipende anche dalle zone e dall'età)

      Finchè i poveri assoluti sono il 7% in italia (e il 10% al sud) non frega niente a nessuno: sono invisibili alla società e spesso si nascondono per vergogna sociale.

      Le cose si faranno parecchio interessanti quando la povertà assoluta interesserà più del 30% della popolazione. Se non saranno i poveri ad imbracciare il forcone allora saranno i ricchi a farlo per tenerli lontano.

    4. Archepensevole 29 giugno 2022

      "Le cose si faranno parecchio interessanti quando la povertà assoluta interesserà più del 30% della popolazione"
      Esatto, se non rovesciamo questo "governo" di assassini ...non dico che ne saremmo complici....MA ALMENO PROVIAMOCI!
      

    1. Eugiorso 18 giugno 2022

      Voglia la storia che i commentatori abbiano ragione su Putin e sulla fine del malsano potere statunitoide-nato-europoide ...

      Purtroppo in Italia non vedo alcun segno di ... ecco diciamo ... "rinascita nazionale" e nazionalista-sovranista, semmai il contrario.

      Cari saluti

    2. R66 18 giugno 2022

      Parliamo di questi "segni"...
      La maggior parte ama concentrarsi sui "segni" quali l'economia e la politica, tralasciando quelli che sono i più familiari.
      Non ho mai capito il perché, comunque andiamo avanti...
      Guardando i "segni" del singolo facente parte del gruppo di maggioranza, volontà e aspettative quindi, si può dire che sono avversi o concordi ai fondamenti del neoliberismo?
      Il risultato di questa risposta è determinante, finché non si risponderà onestamente al quesito, sviscerandolo poi a dovere, è ovvio andare a parare su un tipo di speranza a mo' di miracolo.

      La metafora del giorno riguarda le formiche: tutti sanno che strisciando un dito sul loro percorso si crea un trambusto, iniziano a muoversi freneticamente spaesate e evitano di superare la linea "immaginaria" tracciata.
      Che succede però dopo qualche istante?
      Si ricompattano esattamente come prima; vista le analogie che mostriamo con l'insetto, forse val la pena rifletterci.

    1. Primadellesabbie 18 giugno 2022

      All'inutile e superfluo accanimento statistico, non scevro da speculazioni spettacolari, dell'articolo, corrisponde la fantasiosa e grottesca euforia ottimistica, di parte, nei commenti.

      I poveri sono spesso custodi di una dignità che questa società del malcostume non riesce a sopportare, e viola volgarmente in ogni possibile modo.

      La povertà e l'impoverimento sono cose serie, non possono essere materie da affidare a quattro politici o tecnici da strapazzo.

      Non si fronteggia la povertà se non si rispetta la dignità dei poveri.

    1. Bertozzi 18 giugno 2022

      'Bah, tutti questi poveri, saranno sicuramente degli sfaticati che gli piace stare sul divano e far niente tutto il giorno, che chi si dà da fare qualcosa per campare una famiglia lo trova sempre. E' sempre stato cosi, no?'

      (ancora qualcuno farà fatica a leggere i dati riportati qui su, mi sa, ancorchè a me sembrino lampanti...)

    1. omega 18 giugno 2022

      Non commento codesti dati perché li contesto. In primis non è chiaro se si tiene conto anche dei redditi sommersi e illegali (lavoro nero e attività criminali); postea, se si tiene conto dei tanti finti poveri professionisti dell'assistenzialismo. Infine, tra i residenti "italiani" non vengono distinti quelli di nuova cittadinanza da quelli di vecchia cittadinanza; quanti sono i poveri tra gli ex stranieri o apolidi e i loro figli o nipoti? Le autorità italiane si sono mai preoccupate di monitorare l'ammontare delle rimesse degli stranieri e dei "neoitaliani" verso i loro Paesi di origine e di accertare quali siano i loro patrimoni o cespiti all'estero?
      Dai dati elencati, deriva comunque la considerazione che, in Italia, la povertà viene soprattutto importata, sebbene non si può negare che stiano sempre più aumentando i veri poveri tra gli italiani di vecchia cittadinanza, nel quadro di un generale impoverimento del ceto medio, perseguito tenacemente dagli oligarchi che governano l'Italia per interposta persona, in una con la crescente sostituzione etnica in atto.

    2. Archepensevole 18 giugno 2022

      SOSTITUZIONE di popoli..gli europei vecchio stampo son troppo fastidiosi..al limite ..intelligenti e critici.
      SI

    1. Archepensevole 18 giugno 2022

      НАША МАТЬ
      НОВАЯ РОССИЯ

      Ho fatto una gran fatica a postare questa frase RUSSA

    2. Archepensevole 18 giugno 2022

      Copia incolla per il russo restituisce banda nera....CENSURA TOTALE
      GUGOL IN LINEA...

    3. sbregaverse 18 giugno 2022

      ZITTO e MOSCA.

    4. Archepensevole 29 giugno 2022

      Fuori discussione....se ai mondiali di nuoto ci fosse stata la Russia cioè la vera potenza in questo sport.....
      Cattivoni russi...vedrete coglioni!

    1. cedric 18 giugno 2022

      Il disagio è più marcato per le famiglie con figli minori, per le quali l’incidenza passa dall’8,1% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,8% di quelle che ne hanno da tre in su. Valori elevati si registrano anche per le coppie con tre o più figli (20,0%)

      Ma chierici e laici non avevano solennemente predicato dai pulpiti che fare figli è cosa buona perchè preserva l'italico suolo dalle contaminazioni straniere e pagane? Produrre (!) figli non era una ricchezza sociale che avrebbe arricchito tutti?

      Tranquilli, l'anno prossimo dopo le elezioni ci penserà la feldmarescialla a reintrodurre il premio di produzione(!) per il settimo figlio ed il superbonus per chi nasce il 21 aprile. E per chi si ostina nell'errore ci sarà anche la tassa sul celibato e nubilato (che diamine c'è la parità di sesso) oltre i 26 anni.

      Se serve aggiungo il [tag sarcasmo]

    2. Archepensevole 29 giugno 2022

      Ci pensano le dosi di inoculazione a RENDERCI STERILI

    1. LuxIgnis 18 giugno 2022

      Vorrei tanto paragonare questi dati di un paese che si definisce tanto "democratico" con quelli che lo stesso paese definisce "dittatoriali" come la Cina, la Russia, l'Iran, il Venezuela o Cuba.
      Chissà che non esce fuori qualche sorpresa.

    2. Archepensevole 18 giugno 2022

      Luxi, i dati non credo li avrai mai da questi paesi GIUSTAMENTE CHIUSI a noi che siamo zerbini usa...possiamo solo concretizzare l'idea che in questi paesi disallineati la Gente stia meglio. Le commissioni mediche extranazionali giudicanti non sono pulite, lasciamo perdere.

    3. Archepensevole 29 giugno 2022

      I"dati" che tu vuoi sono semplicemente fuffa...quale cazzo di organismo certificato a livello mondiale (Russia ecc.. compresa) te lo può dare senza l'ombra della propaganda??

    1. Arthur 18 giugno 2022

      Ci sarà un'inversione di rotta.

      Lo dico poiché:
      1) l'UE imploderà;
      2) l'Euro sparirà e si tornerà alle valute nazionali;
      3) le élites europee saranno spazzate via e sostituite da partiti nazionalisti non asservite ad interessi sovranazionali (come prevede Putin);
      4) finirà la condivisione dei debiti tra paesi europei;
      5) assisteremo alla cancellazione di tante altre idiozie che hanno ammorbato l'Occidente negli ultumi 30 anni.

      Sarà questo il vero Reset.
      Si capisce che andra così perché molti topi hanno già iniziato ad abbandonare la nave.
      Gli europoidi grideranno al Fascismo, ma non se li cagherà più nessuno.
      È tutto pianificato e deciso.
      Non fatevi inutilmente il sangue amaro.
      Vivete felici, ma sempre in guardia...

    2. Archepensevole 18 giugno 2022

      Auspico caro Arthur le tue Parole, speriamo che a Vladi non venga un coccolone (...) per poter avere ancora un secolo di pseudovita su questo sputo di roccia

    3. Cachafaz 18 giugno 2022

      Tutto quello che scrivi puo', deve avvenire, ma prima gli anglo devono essere bastonati; come si vede cercano di sovraesporre la russia, che dovra' quindi trasferire una parte dei 50000-60000 kalibr di cui dispone (per non parlare di tutto il resto)...in siria di sicuro, forse in africa...vogliono toccare con mano che la russia e' superiore non solo a casa sua ma da tutte le parti. Quando saranno bastonati a dovere, allora si rassegneranno(forse).

    4. Archepensevole 18 giugno 2022

      ..ripeto che finchè Vladimir Putin vive vegeto abbiamo la pelle salva

    5. Archepensevole 18 giugno 2022

      Cachafaz, il mio pensiero vorrebbe sposare la tua previsione, ma con una società "occidentaloide statunitoide" persa nei meandri dell'individualismo ed egoismo, la vedo molto dura. Capire il nemico ok...ma fate spegnere ai vostri Cari le TV (a parte 262)

    6. Archepensevole 18 giugno 2022

      Il delirio nucleare (per non usare parole anglo) è alle porte, molti qui dicono che no...dai..Putin non lo farà mai...CERTO PUTIN NO.................ma risponderà a dovere, altro che Maidan

    7. Cachafaz 18 giugno 2022

      PUTIN A SAN PIETROBURGO, IERI

      https://rumble.com/v18shoe-17-giug-2022-messaggio-di-ornella-mariani-da-san-pietroburgo.html

      17 giugno 2022 - ore 14:20

      *Messaggio di Ornella Mariani da San Pietroburgo*

      Mi sono sentito poco fa con *Ornella* che mi ha riferito sistanzialmente questo:

      In sintesi ha dato quattro chiari messaggi:
      1) Lo "stato profondo" della élite globalista È FINITO!

      2) l'imperialismo a STELLE E STRISCE È FINITO!

      2) Gli Stati della EU ritorneranno alla propria sovranità nazionale!

      4) I governanti europei saranno tutti sostituiti.>>

      (Questo video di Ornella è stato mandato in onda da tre televisioni russe.)

      PS:
      Infine, Ornella mi ha riferito che alle 17 ha un incontro con una delegazione, di cui ne parlerà questa sera a tutti noi attraverso un videomessaggio.

      _Roberto Nuzzo_

      *Videomessaggio di Ornella:*

    8. Archepensevole 18 giugno 2022

      Questa è UTOPIA, magari succedesse, Putin lotta ancora, e fa bene, contro il globalismo occidentaloide ultracapitalista...non posso che essere con LUI ma questa è una battaglia (guerra?) persa...

    9. Archepensevole 18 giugno 2022

      Andiamocene da questo schifo di mondo a TESTA ALTA

    10. Bertozzi 18 giugno 2022

      A partire da quando per la precisione?

    11. Cachafaz 18 giugno 2022

      Ma certo che se potessero lancerebbero un attacco a sorpresa alla russia! Io quoto il fatto che sono troppo deboli , anche per partire per primi., non hanno armi di difesa contro alcuni asset russi. Tutto questo ansioso procedere, questa fretta nascondeva l'inferiorita' che essi sanno di avere. Diversamente saremmo fottuti, non lo prendo neanche in considerazione.

    12. buddyboy 18 giugno 2022

      Deve essere un bel libro, quello del quale ci stai riassumendo il prologo..., scrivici il titolo, di questi tempi potersi svagare con qualche ora di gioiosa lettura non è facile...😉

    13. Raymond 18 giugno 2022

      Ho l'impressione che già in prossimità del punto 1) sentiremo parlare di qualche bomba atomica o batteriologica buttata da qualche parte (ovviamente dando la colpa a qualcun'altro)...piuttosto che perdere nel modo da te prospettato, pupazzi e pupari potrebbero provare ad attentare alla vita di Sansone con tutti i filistei. Direi che sono dotati della giusta dose di follia ed ingenuità, oltre che di denaro. Inoltre, fra il punto 1) e 2), dovrebbe esserci un risveglio popolare generale da concretizzarsi infine nel punto 3). Eppure apparentemente subiamo da mesi prezzi improponibili senza battere ciglio (per non parlare degli ultimi 2 anni). Tuttavia spero vivamente che quelli elencati da te saranno veramente i passaggi che caratterizzeranno i prossimi mesi (non anni).

    14. Arthur 18 giugno 2022

      Se devo scegliere tra essere ottimista o pessimista, preferisco sempre l'ottimismo.
      Sbaglio?
      Pazienza, del resto potrei sbagliare anche nell'essere pessimista.
      Quindi non mi faccio il sangue amaro prima, anzi non me lo faccio neanche quando tutto sembra andare storto.

    15. buddyboy 18 giugno 2022

      Non che io non riconosca la tua ottima capacità espositiva e narrativa, ma che so..., avresti anche potuto trovare spunti e suggestioni in qualche stravagante lettura.
      Per quanto riguardo l'ottimismo condivido pienamente ed un po' t'invidio...

    16. Arthur 18 giugno 2022

      Putin ha detto più o meno quello che vado ripetendo da oltre due anni e cioè che in Occidente ci sarà un’inversione di rotta.

      Adesso il tizio che sta alla Casa Bianca afferma che bisogna sconfiggere Putin, altrimenti l'Occidente andrà incontro ad una crisi peggiore, e ha persino esortato tutti ad abbassare i toni.

      È assai probabilmente come pensavo: qualcuno, da dietro le quinte, ha teso una trappola alle élites occidentali (nordamericane ed europee, in sostanza liberisti e pseudo-sinistra) per indurle al suicidio e consentire a partiti nazionalisti di andare al potere.

      Anche il gesuita, la guida "spirituale" (si fa per dire) del Nuovo Ordine Mondiale, ha detto che non ci sono buoni-cattivi e che la Nato ha provocato Putin.
      Se persino costui ha iniziato a fare marcia indietro, vuol dire che la cricca globalista è alla frutta.
      Quando la nave affonda i topi scappano...

      E, se saremo fortunati, tra un po' assisteremo ad uno spettacolo imperdibile: i vertici delle lobbies farmaceutiche diranno che i vaccini causano effetti collaterali dannosi e li ritireranno; così facendo metteranno se stessi in una botte di ferro e lasceranno le élites occidentali con il cerino in mano.

      Se questo dovesse avvenire nei prossimi mesi, qui in Italia sarà il regalino per il PD poco prima delle prossime elezioni politiche della primavera 2023.
      A Craxi, a suo tempo, lanciarono le monetine.
      Stavolta vedremo pietre e bastoni.

    17. Arthur 18 giugno 2022

      "avresti anche potuto trovare spunti e suggestione in qualche stravagante lettura."

      Cosa vuoi dire?
      Questa non l'ho capita.

    18. Astronauta 18 giugno 2022

      E' tutto vero solo che non possono dare in pasto alla gente tutto qu esto.
      Non ci crederebbero.

      """4) I governanti europei saranno tutti sostituiti
      """
      alcuni sono gia sostituiti, altri vengono colpiti da "covid".
      Poi capire chi è l originale o una copia è difficile...

    19. buddyboy 18 giugno 2022

      Se uno ha capacità espositiva, è difficile comprendere se ciò che scrive sia esclusivamente farina del suo sacco piuttosto che rielaborazione e/o sintesi dei contenuti di terzi.. ( appunto il libro).Stravagante in virtù del genere letterario difficilmente identificabile di tale ipotetico scritto : thriller politico, romanzo storico, fantasy ??

    20. Arthur 18 giugno 2022

      Ah, ora ho capito. 😀
      No, quando scrivo non rielaboro scritti altrui.
      I miei post sono tutti scritti di getto o al limite prendo qualcosa da altri miei interventi scritti in precedenza e salvati.

    21. JHON 18 giugno 2022

      Vorrei avere un po' del tuo ottimismo, Arthur, se non altro per osservare la vita da un'altra prospettiva. L'articolo di cui sopra è un elenco burocratico che dice tutto e non dice niente, la realtà che si vede è la sola cosa che conta, dipende se la vedi da una posizione "comoda e agiata" o da una, diciamo meno favorevole. Il covid prima e la guerra adesso hanno rimescolato la situazione di tantissime famiglie, come in tutte le avversità di questo mondo ci sono coloro che ne escono sorridenti ed altri che piangono, specialmente se sposati con figli e monoreddito. Abito in una provincia definita una delle più "ricche d'Italia" al Nord. La cosiddetta locomotiva Lombarda, sta sbuffando parecchio, non soltanto in salita. Fino ad un paio di anni fa nei supermercati la gente riempiva i carrelli di ogni ben di Dio, molte volte anche superfluo, ora non più, le offerte vanno a ruba e i sottocosto e le sottomarche sono i più gettonati. L' archeologia industriale mostra la verità sul passato non tanto lontano del boom economico, Negozi ed attività che chiudono e vendono, in attesa che qualche cinese li compri a prezzo di realizzo. La benestante borghesia milanese, che frequentava le località turistiche della regione segna il passo. Insomma potrei continuare all'infinito ad elencare, che anche qua il quadro è uguale al resto dello Stivale. Ad arrivare al livello dei poveri Greci il passo è breve, purtroppo questa classe politica guerrafondaia e corrotta, credo che non farà nulla per ostacolare il progetto globalista anglo-sionista-americano. Con la dannazione eterna per chi ci crede.

    22. Raymond 18 giugno 2022

      Una cosa è certa secondo me: se davvero il piano era ed è un cambiamento radicale del mondo occidentale, non lo si può fare senza in qualche modo accordarsi anche con chi fuori dall'occidente ha un certo potere. Quest'ultimo potrebbe approfittarsi facilmente dell'occidente sotto i ferri dopo tutto. Ovviamente nessun accordo è a prova di bomba, e anche io ho avuto l'impressione che, se effettivamente tali accordi iniziali ci siano stati, qualcuno ha "tradito" e sta effettivamente cercando di approfittare del momento di transizione. Non ci resta che aggregarci in massa al momento giusto.

    23. Archepensevole 29 giugno 2022

      BIDET è fottuto infatti alle prossime elezioni...in ogni modo obama ha segnato un solco guerrafondaio mai raggiunto dalla "guerra fredda"..definizione che NON CONDIVIDO...sempre guerra è stata!!

    24. Archepensevole 29 giugno 2022

      Dipende da quel demente e cosa gli dicono...se invia truppe usaetabusa in territorio naziucri si accende la miccia per uno scontro nucleare

    25. Archepensevole 29 giugno 2022

      ..andiamocene in senso di allontantarci da una ideologia unipolare globalista e neocapitalista

    26. Archepensevole 29 giugno 2022

      Sulla geopolitica e possibili scenari futuri non puoi che ipotizzare elaborando dati e notizie da fonti che ritieni sicure.
      Che cazzo di fantathriller ipotizzi?

    27. Archepensevole 29 giugno 2022

      ..una cosa è certa a mio avviso: LA FINE DEL MONDO UNIPOLARE...dico finalmente!!
      Poi il capitalismo no ma l'ultraglobalismo dovrà ravvedersi

    28. Archepensevole 29 giugno 2022

      Astro...tutte cazzate

    29. Archepensevole 29 giugno 2022

      Loro pensano che colpendo per primi....COGLIONI! Ci siamo di mezzo noi poi Sarmat Kalibr ecc vi (ci) fa fuori tutti

    30. Archepensevole 29 giugno 2022

      Inventeranno una scusa e con la propaganda diranno ai beoti occidentali che Putin ha attaccato con il nucleare...loro intanto hanno già attaccato

    31. Archepensevole 29 giugno 2022

      Si, Wuhan ti insegna?
      Del resto di laboratori secretati usa militari ce ne sono a bizzeffe, in quanto segreti non si sa dove siano..

    32. Archepensevole 29 giugno 2022

      Ce ne sono anche in itaGlia se ti fa piacere saperlo...credo nei pressi delle basi (?) di Aviano o Ghedi ma forse anche no (son stati furbi, come credo, a delocalizzarli)

    33. Archepensevole 29 giugno 2022

      Non ci sarebbe voluto un Sarmat.....

    1. Archepensevole 18 giugno 2022

      La povertà è anzitutto DENTRO, non misurariamola col termometro dei numeri dati economici ecc.., è Povertà Interiore, ma con un Metro umano fornitoci dalla nostra esperienza "sul campo" di tutti i giorni: apriamo gli occhi e guardiamo il prossimo....è impaurito, sconclusionato, sicuramente non avulso da una pseudorealtà fiabeggiata dalla tv comunque dai media ligi al pensiero unico...nove tizi su dieci li trovi così....in itaGlia

    2. Arthur 18 giugno 2022

      Quello che dici è sacrosanto, ma avere un bel gruzzolo in banca non fa male, anzi.

    3. Archepensevole 18 giugno 2022

      Io non so manco cosa sia, sai ho sempre vissuto tra il + o - tutti i mesi; in questa SOCIETA' DI MERDA chiaro che chi ha più soldi vive con meno problemi e più sereno...io no
      Ma dentro rimango coerente, sono all'antica...come dal romanzo 1984 di Orwell gli ARCHEPENSEVOLI erano coloro che la pensavano all'antica, da eliminare prima o poi...

    4. Archepensevole 18 giugno 2022

      In 1984 la CANCEL CULTURE è perfettamente in atto..se non l'hai già letto.....il film è anche molto bello ma tralascia "ob torto collo" particolari...

    5. LuxIgnis 18 giugno 2022

      C'è anche un'altra versione cinematografica del romanzo precedente al film più conosciuto. E' del 1956, in bianco e nero e con attori meno performanti, ma è più fedele nei limiti al libro.
      E' quasi introvabile.
      https://www.imdb.com/title/tt0048918/

    6. Archepensevole 18 giugno 2022

      Grazie Luxiginis, versione da esplorare

    7. sbregaverse 18 giugno 2022

      SE pensi ad un bel gruzzolo, in cassetta di sicurezza della banca, fatto di marenghi sterline dobloni, sono ,quasi, d'accordo con te. SE ,invece intendi un numero contabilizzato in qualche maniera, questo si può azzerare con un semplice tocco di polpastrello.

    8. Archepensevole 29 giugno 2022

      Come in tutte le trasposizioni da romanzo consiglio di leggere prima il libro, io l'ho letto e spacca parecchio

    1. Eugiorso 18 giugno 2022

      Questo è niente, perché da qui all'inzio dell'anno nuovo vedremo un'ulteriore aumento della povertà assoluta e relativa (l'unico "record" concesso oggi all'Italia), tanto che torneremo a situazioni come quelle rivelate dalla celebre inchiesta parlamentare «sulla miseria e sui mezzi per combatterla», deliberata dalla camera dei deputati in Italia nel 1951 ...
      Solo che all'epoca la guerra era finita, mentre la presente guerra neocapitalista continuerà ad oltranza (covid, ostilità in ukraina, debito pubblico/ austerità), con altre cadute e altri "record", macinati uno dopo l'altro.
      Se un tempo c'erano i braccianti poveri del meridione che vivevano nelle grotte, adattate alla meno peggio ad abitazioni senza luce elettrica e acqua corrente, come emerse dall'inchiesta sulla miseria degli anni cinquanta, dove dormiranno le legioni di miserabili che già si approssimano?

      Cari saluti

    2. Archepensevole 18 giugno 2022

      Certo Eugio, tra un anno saremo NOI mediamente molto più poveri, anche i vicini polidosati...sarà dura...come me molti di voi commentatori avvertivano del pericolo, di diventare come la Grecia, già 2 anni fa...ET VOILA'

    3. Archepensevole 18 giugno 2022

      Ripeto...poveri in senso sistemico (lockdown, aumenti inspiegabili dei prezzi al consumo, elettricità che va e viene, diventerà un LUSSO spostarsi..(..?) )ma dentro non ci cambieranno perchè ancora quel potere non glielo abbiamo dato!

    4. Eugiorso 18 giugno 2022

      Per la verità, il pericolo di seguire la strada della Grecia, in crisi dalla fine del 2009, lo denunciavamo già un buon decennio fa ... Chiaro che la povra Grecia (un 2% o poco più del Pil europeo) ha rappresentato un banco di prova, per poi passare al boccone più grosso rappresentato dall'Italia, ma non dimentichiamo che anche il sistema di assistenza sociale e sanitario francese è un obbiettivo dei globalisti ...

      Cari saluti

    5. Martin 19 giugno 2022

      Come sempre ci si dimentica che durante la crisi del debito oltre alla Grecia, anche Spagna Portogallo ed Irlanda finirono sotto la Troika UE-FMI, ma non l'Italia.

    6. Archepensevole 29 giugno 2022

      Come credi che andranno avanti le cose QUI, mago mario farà un miracolo dalla goldmansachs per riesumare miliardi...non so

    7. Archepensevole 29 giugno 2022

      NOI ci siamo nella Troika..sveglia

    8. Archepensevole 29 giugno 2022

      Il percorso è quello della Grecia....ma Noi siamo Italia e l'altra cretina con un patrimonio culturale fottuto è la Grecia...

    9. Archepensevole 29 giugno 2022

      Esatto Eugiorso, la piccola Grecia (ricca di cultura e patriottismo) era lo "stato da CORREGGERE" poi con quella merda di tsipras , al soldo europeo per raccogliere e poi direzionare i consensi: tra poco ci assomiglieremo, ma non come bellezza delle coste, ma come povertà della maggior parte della popolazione.

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