Un Battiato che se ne va, un Fedez che rimane

Ruggero Arenella

Comedonchisciotte.org

Sul ponte sventola bandiera bianca.

I tempi stanno per cambiare, anzi sono già cambiati. E cambieranno ancora di più.

Ho sbagliato a mettere nel titolo l’articolo indeterminativo per entrambi. Di Fedez se ne possono creare in laboratorio quanti se ne vuole, sono perfettamente intercambiabili. Avrei potuto mettere Achille Lauro al suo posto, o le decine di altri che per fortuna non conosco.

Battiato si inscrive ormai alla triste lista dei veri artisti che se ne sono andati, alcuni troppo presto. Pino Daniele, Dalla, Battisti, Stratos – dalla musica al cinema, Proietti, Villaggio, Gian Maria Volontè.

In nome loro non possiamo usare il termine “artista” per i prodotti da laboratorio di oggi.

Quando l’arte era espressione di una cultura millenaria produceva gente come Battiato. Oggi esiste solo la cultura del presente. Individui che vivono il presente e non sanno nulla del passato. Individui che non sono che interpreti di ciò che il mercato vuole, di ciò di cui le etichette discografiche hanno bisogno per generare profitto. E’ quello che serve, perchè il nuovo mercato capisce solo le immondizie musicali del presente. Dai alla gente quello che la gente capisce. Il pubblico di oggi dei 20-30enni, probabilmente quello di Battiato negli anni ’70 e ’80, non capirebbe Battiato oggi, non gli piacerebbe. E nessuna etichetta lo vorrebbe.

Allora mi chiedo: siamo stati noi da soli, o qualcuno ci ha fatto diventare così?

Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia, che crea falsi miti di progresso.

Una grande verità, su cui ci si potrebbero scrivere libri, che scorre veloce e armoniosa nella strofa di una canzone.

E’ quello che è successo e che sta succedendo sempre più veloce.

E’ stato qualcuno a produrre la cultura di oggi. La cultura dell’individualismo, del nichilismo, dall’edonismo, che produce individui senza storia; che credono a tutto ciò che il presente gli mostra, senza la capacità, o la voglia, di criticarlo.

E’ stato qualcuno, che con lungimiranza, ha costruito un mondo in cui oggi riesce a far indossare una mascherina chirurgica alle persone sane, a impedire alle famiglie di passare il Natale insieme, a far vivere la nostra vita, e a volte anche la nostra morte, attraverso i bit elaborati dai server delle multinazionali americane del web.

La borghesia. Oggi potremmo chiamarla in altri modi. Prima della finta pandemia li avrei chiamati élites neo-liberiste internazionali, oggi le chiamerei élites neo-malthusiane, come le chiama anche un grande combattente, un rivoluzionario sovversivo del 21° secolo , l’ex Nunzio Apostolico degli Stati Uniti, Arcivescovo Monsignor Carlo Maria Viganò.

Ho appena finito “La voce del padrone”, metto su “Patriots”.

Purtroppo lo ascolto su Spotify. In cuffia, da solo. Perchè non ho mai avuto voglia di mettermi li e prendere un giradischi. E non ho mai abbastanza tempo di andarmelo ad ascoltare da un amico. Perchè anch’io faccio parte di questo meraviglioso gregge, in questo recinto globale.

E’ sotto l’ombra bianca di questo Potere tirannico sedicente progressista che la musica nuova la scopri grazie un algoritmo, Spotify, Youtube. Che le informazioni che ti dicono la verità te le fa vedere un algoritmo, Google, Yahoo, Bing (DuckDuckGo). Che per approcciare le ragazze ti da una mano il tuo amico Facebook. Che i tuoi pensieri quotidiani vengano espressi dal tuo amico Twitter. Che le espressioni del tuo viso vengano apprezzate grazie alla tua amica Instagram.

La logica servo-padrone viene meno quando il servo smette di essere un essere umano. Quando è ormai completamente modificato dal padrone. Il padrone non ti vede più come umano, e ti tratta come un topo da laboratorio.

Fra i tanti animali da allevamento, c’è anche qualche bestia selvatica, che però vive nello stesso recinto degli altri, e alla fine, invece che essere raggiunti da uno sparo, o catturati da una rete, andranno mestamente al macello come tutti gli altri.

Cerco un centro di gravità permanente nel quale la musica di Battiato serva a farci vedere i confini del recinto, e darci la passione, la forza di scavalcarlo. Alle poche bestie rimaste ancora selvatiche. Ma non basta. E’ solo una delle tante componenti. Si possono generare rivoluzionari che non ascoltano Battiato. Ma ascoltare buona musica aiuta. E tutti gli altri piaceri che nobilitano l’uomo.

Dopo tre dischi di Battiato e quasi una bottiglia di ottimo Dogliani, sto bene. Penso a chi leggerà queste righe e che può godere di quello che è stato, nella speranza che serva a far cambiare il futuro.

Ma non ci credo. I fatti hanno la testa dura.

I tempi stanno per cambiare. In un modo o nell’altro.

Rugge – CDC

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LuxIgnis
Trusted Member
19 Maggio 2021 , 12:18 12:18

Ti sei dimenticato De Andrè. Uno dei più grandi.
Concordo col tema principale dell’articolo – di artisti veri non ne escono più fuori, non perché non ce ne siano ma perché non passano -, però considerare un rivoluzionario sovversivo Viganò che è un reazionario come pochi, mi lascia un bel po’ perplesso.

Holodoc
Trusted Member
Reply to  LuxIgnis
19 Maggio 2021 , 21:50 21:50

Sì lascia perplesso anche me. Ma per i tempi che corrono è molto più anticonformista lui dei Måneskin!

Last edited 27 giorni fa by Holodoc
PietroGE
Active Member
19 Maggio 2021 , 12:26 12:26

“E’ stato qualcuno a produrre la cultura di oggi. La cultura dell’individualismo, del nichilismo, dall’edonismo, che produce individui senza storia; che credono a tutto ciò che il presente gli mostra, senza la capacità, o la voglia, di criticarlo.” Metto il punto interrogativo e rispondo : si è stato qualcuno e la storia è cominciata circa 50 anni fa. Oggi si vedono i frutti di questo esperimento umano di massa : la distruzione della famiglia, la crisi demografica, il declino geopolitico dell’occidente, Europa in primis, una economia che è diventata in gran parte speculazione finanziaria e che sta impoverendo sempre più strati sociali che un tempo si consideravano protetti ‘dalle intemperie’. Poteva rimanere esclusa da questi sviluppi la cultura, musicale e non? Ovviamente No. Lo si vede nella qualità della musica e dei testi delle canzoni di oggi e nella mancanza di creatività in generale, nel politicamente corretto che impera e che viene protetto pena la galera, nel terrore di fare revisionismo storico anche a costo di rendersi ridicoli e nei silenzi dei media su argomenti che potrebbero favorire l’avversario politico. Il grado di civiltà lo si deduce anche dalla diversità di opinioni del ceto intellettuale. Una diversità che viene ristretta e… Leggi tutto »

Last edited 28 giorni fa by PietroGE
gix
Trusted Member
19 Maggio 2021 , 13:06 13:06

Battiato, che ho visto varie volte anche dal vivo, era un grande anche quando condiva le sue canzoni di ritornelli apparentemente insulsi e privi di significato. Ma, per chi si chiede come abbiamo fatto ad arrivare al punto in cui siamo, ad accettare una favola priva di spiegazioni reali come quella che stiamo vivendo, con le limitazioni e tutte le assurdità che comporta, quelli come Battiato ce lo ricordano, almeno a chi può farlo per motivi anagrafici. La cultura, sotto qualunque aspetto e manifestazione, è stata veramente ridotta ad un accessorio non indispensabile, oltre che sempre più raro? Forse vale la pena rielaborare le proprie esperienze personali, riguardo a ciò che è stato. Posso dire per esempio che, nonostante letture e tentativi vari di approfondimento, ho cominciato a realizzare qualcosa di concretamente valido sulla fregatura della reincarnazione dopo aver visto un film di Villaggio, in cui Fantozzi va in paradiso ma viene costretto a rinascere in una esistenza simile a quella assurda che ha appena lasciato. Chissà se anche di questa cultura dovremmo sentire la mancanza…

Ivana Suerra
19 Maggio 2021 , 14:06 14:06

Dopo la valanga di coccodrilli stucchevoli su una vasta serie di testate nauseabonde, un pensiero che è degno di essere letto!

emilyever
Trusted Member
19 Maggio 2021 , 14:09 14:09

” Alle poche bestie rimaste ancora selvatiche”, mi piace, Rugge, mi permetto di dedicarlo a me e a voi:)

mystes
Member
19 Maggio 2021 , 14:24 14:24

Quando sullo schermo televisivo appaiono tipi come Fedez, Achille Lauro e porcheria non cantante vi consiglio di spegnere o di cambiare canale. Cercate su YouTube qualcosa di Lucio Battisti: sarà molto molto molto meglio!….

Maurizio
Active Member
19 Maggio 2021 , 15:02 15:02

Rugge non mi toccare il novello paladino della libertà di espressione!!

Scusate torno serio, ma la pantomima fedez-rai meritava un richiamo perché è raro assistere a situazioni come quella, allo stesso tempo comiche e deprimenti.

Forse è un bene che personaggi come quello siano belli in vista, con i loro tatuaggi e altro variegato armamentario, perché danno l’esatta misura del decadimento culturale sempre più in progress … per chi vuole vedere ovviamente

Primadellesabbie
Active Member
19 Maggio 2021 , 15:59 15:59

Per fortuna alcuni artisti ci provano.

La situazione in cui, non da oggi, ci troviamo ci consente di valutare la grettezza sulle lunghezze d’onda della quale dobbiamo rigorosamente sintonizzarci per poter comunicare, l’attaccamento alla mediocrità e alle conseguenti certezze e ‘scoperte’, la rinuncia senza rimorsi alle qualità di cui disponiamo e che ci disturbano.

Cercare di organizzarci tenendo conto di tutto questo e rassegnandoci come propongono insistentemente certe tendenze oscurantiste, o ribellarsi come in circostanze molto speciali talvolta si è tentato, spingendosi su terreni inesplorati e attirando immancabilmente la riprovazione eterna, di cui si nutrono, delle anime belle?

La cosa si può valutare su piani più alti, ma si avrà a che fare con il medesimo schema, come ci illustra in modo esplicito lo scontro in atto.

Last edited 28 giorni fa by Primadellesabbie
CptHook
Active Member
19 Maggio 2021 , 16:06 16:06

E’ stato qualcuno a produrre la cultura di oggi. La cultura dell’individualismo

Rugge, complimenti di vero cuore, come sempre…, sei uno dei pochi trentenni di oggi che vorrei per figlio…
Però, permettimi una notazione: quella dovevi chiamarla “incultura”…
A presto per qualche altra buona bottiglia insieme.
A&C

IlContadino
Noble Member
19 Maggio 2021 , 17:23 17:23

Battiato è rimasto coerente alla sua arte pur crescendo come uomo, oltre che come artista. Nulla da dire, non mi sento orfano nella sua morte, ci lascia da persona viva. Chi mi turba è chi muore quando è ancora in vita, cioè che continua a vivere pur vendendosi l’anima (e l’arte). Se quel tipo di persona aveva la mia stima allora mi sconquassa il cervello, mi è capitato più volte, soprattutto con artisti italiani…li muerti loro;-) Oggi mi sono riguardato “Attraverso il bardo” di Battiato; un intervistato dice che a suo avviso è da evitare la morte improvvisa, perchè non si ha tempo di prepararsi ad essa, molto meglio morire di una malattia che ti dona il tempo di prepararti al trapasso. Mi piace pensare che Battiato abbia affrontato il salto con coscienza, arricchendosi di quel momento. Battiato ci lascia, e ci lascia anche le sue opere. Non mi importa se i personaggi del momento non sono degni nemmeno di nominarlo, Battiato. Lui non lascia un vuoto, lascia un pieno. Io ne sono pieno, portatore sano delle sue opere. Ripropongo il suo documentario sulla morte: https://youtu.be/8JMkyRUP4WY Fare pace con la morte dovrebbe essere un dovere di ognuno di noi, non… Leggi tutto »

Holodoc
Trusted Member
Reply to  IlContadino
19 Maggio 2021 , 21:59 21:59

Sottoscrivo al 2000%

Anche a me è sorto spontaneo il parallelo con Terzani.
Due grandi anime passate di sicuro ad un livello superiore.

P.S.: grazie mille per il link al documentario, me lo guardo subito con la mia compagna.

Last edited 27 giorni fa by Holodoc
Papaconscio
Trusted Member
19 Maggio 2021 , 18:43 18:43

Il silenzio del rumore
delle valvole a pressione
i cilindri del calore
serbatoi di produzione…
Anche il tuo spazio è su misura.
Non hai forza per tentare
di cambiare il tuo avvenire
per paura di scoprire
libertà che non vuoi avere…
Ti sei mai chiesto
quale funzione hai?

“Pollution”, 1972

Lo ascoltai all’età di 13 anni e lo porto nel cuore ovunque vado. Grazie Franco Battiato, hai contribuito a dare una direzione precisa alla mia esistenza.

absitiniuriaverbis
Member
21 Maggio 2021 , 1:48 1:48

… cerco un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea etc.

Non mi aveva convinto e non mi convince.
Non che non sia condivisibile, ma la stabilità è un macigno. E ci sono coloro che la apprezzano o ne fanno un obiettivo.
Tuttavia, per fare un passo in qualunque direzione bisogna squilibrarsi.
Bisogna abbeverarsi anche fuori dal recinto ed abbandonare il gregge, correre il rischio.
Mi ricorda chi scrisse, ma non mi ricordo l’autore’ che ‘non morirò per un idea, potrei sempre cambiarla prima di morire’.

Condivido tuttavia lo spirito dell’articolo. In fondo anche quando scrivo che quel testo non mi convince è comunque vero che mi ha fatto riflettere.

Aggiungo:
‘Non hai forza per tentare
di cambiare il tuo avvenire
per paura di scoprire
libertà che non vuoi avere…’

La forza ci vuole ma prima necessita il coraggio dell’instabilita’.
Questi versi sembrano negare la stabilità permanente, ma la logica non è tutto! 😜

Last edited 26 giorni fa by absitiniuriaverbis
mazzam
Member
21 Maggio 2021 , 6:57 6:57

bravo Rugge.
però
hai dimenticato di sputare sulla scuola di Francoforte.
hai dimenticato di sputare sui fabiani.
hai dimenticato di sputare sugli ecumenisti.
… ma forse no, in qualche modo l’hai fatto.

e comunque sia reazionario è bello!
…e il Cà Neuva è buono.

rikirevenge
21 Maggio 2021 , 7:36 7:36

Io volevo far notare che anche 50 anni fa c’erano molti “Fedez” e pochi Battiato. Il genio è sempre merce rara

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