SULL'AGGRESSORE

SULL'AGGRESSORE

di Flores Tovo per ComeDonChisciotte.org

Dopo lo scioglimento dell’URSS a fine 1991, quando all’Occidente venne a mancare il nemico contendente, sembrava che il sogno irenico vagheggiato dal massimo dei filosofi illuministi, Immanuel Kant, nel suo libro “La pace perpetua”, fosse diventato realtà. Secondo il filosofo, con la costituzione di uno stato cosmopolita, di forma politico-giuridica federale e repubblicana, si sarebbe posto fine a tutte le guerre. Esso, fungendo da finalità ideale regolativa, avrebbe dato origine ad un nuovo mondo. Di conseguenza all’interno di questo stato mondiale dovevano esistere le condizioni di una universale ospitalità, intesa come diritto di accoglienza di tutti e ciascuno: in altre parole si propugnava il cosmopolitismo delle razze e dei popoli. E in effetti, l’ONU a guida anglosassone, sembrò, per circa vent’anni, mettere in atto l’aspirazione kantiana, sebbene si fossero combattute diverse guerre nel frattempo; guerre che dovevano far comprendere ai reietti Serbi, Afghani, Irakeni, Somali, Libici, Siriani ed altri ancora, qual era la giusta bontà dei diritti universali propri dell’Illuminismo.

Negli ultimi dieci anni però le vicende umane hanno svoltato verso una direzione molto diversa: l’ascesa della Cina, il riarmo russo e l’affermazione sempre più decisa dell’India, del Brasile, dell’Indonesia, del Vietnam, dell’Iran ed di altri che si stanno aggiungendo, hanno scombussolato i piani anglosassoni del dominio mondiale unilaterale.

Non è esagerato dire che la guerra attuale fra Russia e Ucraina-NATO possieda tutti i crismi di una guerra totale, “metafisica”, come l’ha definita Kirill, il patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, poiché coinvolge tutti gli aspetti spirituali e materiali dell’umanità intera. Invero, già Hegel, contrapponendosi a Kant, aveva osservato che:

…la rappresentazione kantiana di una pace perpetua, da attuare mediante una lega di Stati che appiani ogni controversia e che, in quanto potere riconosciuto da ogni singolo Stato, componga ogni discordia rendendo quindi impossibile la decisione per via bellica, presuppone la concordia fra Stati. Tale concordia, però, si baserebbe su fondamenti e aspetti morali, religiosi o quali che siano: in generale, avrebbe pur sempre per base delle volontà sovrane particolari, e ciò rimarrebbe affetto da accidentalità (1).

Ora, se si calano queste considerazioni politiche di questi grandi pensatori ai giorni nostri, vediamo appunto che dopo la fine dell’URSS, la visione politica mondialista degli anglosassoni, che scaturisce sia dal loro spirito calvinista, che li fa ritenere degli eletti per predestinazione divina, e sia dalla cultura liberal-illuminista imperniata sui diritti umani da imporre universalmente con le buone o le cattive, si sia ampliata ovunque. Tale spirito si è palesato con un enorme vigore sotto le presidenze di Clinton, Bush junior e Obama. Essi nondimeno scavalcarono l’ONU, diventato un loro mero strumento, quando, per esempio, scatenarono la guerra contro la Serbia per il Kosovo e contro l’Afghanistan. Questa espansione spazio-temporale fu dovuta innanzitutto all’assenza di un vero e potente nemico: non potevano certamente essere i Jihadisti mussulmani a preoccupare l’Occidente, visto la loro pochezza militare e ideologica. Essi furono additati come il “Nemico”, sia per dare una giustificazione alla loro politica interna per un maggior controllo repressivo delle loro popolazioni, sia per impadronirsi delle risorse dei Paesi attaccati, in primo luogo dell’Iraq e della Libia. In realtà, il vero loro nemico stava ancora nell’ombra: silente, esso cresceva anno dopo anno. Si trattava della Cina, che a partire dalle riforme di Deng Xiaoping e con la sua ammissione al WTO (Organizzazione mondiale del commercio) alla fine del 2001, è diventata una vera e propria superpotenza mondiale in termini economici: ad esempio, la sua attuale capacità produttiva a livello mondiale è del 28%, di fronte al 10% della UE. Per questo, di fatto, la Cina è il vero nemico.

Tuttavia restava un altro nemico da ridurre alla loro mercè prima che l’alleanza con la Cina diventasse irreversibile: la Russia. Un paese, che dopo gli orribili anni Novanta sotto Gorbaciov e Eltsin, caratterizzati da una impostazione socio-economica di estremo liberismo, che aveva impoverito brutalmente il popolo russo, ha cominciato a riprendersi soprattutto negli ultimi 10 anni, ridiventando una superpotenza militare ed energetica. L’accerchiamento della NATO contro la Russia, nonostante le buone parole (false) pronunciate da Bush senior e dal segretario di stato Baker a Gorbaciov, che promettevano il non allargamento di tale organizzazione dopo la fine dell’URSS e del Patto di Varsavia, è stato quasi del tutto operato. Alla lista mancavano Ucraina, Finlandia e Svezia. Dopo di che si sarebbe dato il via alla conquista delle risorse immense del territorio russo-siberiano. E così subito dopo anche la Cina sarebbe stata stritolata. Come si sa il colpo di stato a Kiev nel 2014, ha portato l’Ucraina a diventare sempre più nazionalista, obbligando perfino i 14 milioni di russi della Novorossija a parlare solo l’idioma ucraino. Ma, a parte le prevaricazioni sulle popolazioni del Donbass, l’Ucraina cessava di essere uno di quegli stati-cuscinetto che sempre nella storia hanno avuto la funzione di impedire lo scontro diretto fra stati potenzialmente nemici. La NATO in Ucraina significava per la Russia subire un colpo mortale, che in parte aveva schivato con l’annessione della Crimea sempre nel 2014. Come è emerso dagli ultimi documenti, il potente riarmo dell’esercito ucraino per opera della Nato aveva il chiaro scopo di occupare la zona più industrializzata (il Donbass, indicato un tempo come la Ruhr russa) e la Crimea stessa. L’importante era scatenare in ogni modo la reazione russa in modo che essa facesse figurare la Russia come il paese invasore, per poi additarlo come paese criminale a livello internazionale. Bisogna dire che in Occidente il gioco politico anglosassone è riuscito appieno, ma non dappertutto: paesi come la Cina, l’India, Sud-Africa ed altri che abbiamo sopracitati, si sono astenuti dalla condanna.

Questo fatto è importantissimo dal punto di vista storico: infatti per la prima volta dopo la pace di Versailles del 1919, che aveva sancito in pratica la fine dello jus pubblicum europeum, (il tradizionale diritto internazionale che comportava che tra vincitori e vinti ci fosse un comune tavolo per stabilire in accordo i termini di una pace duratura, come si palesò con la pace di Westfalia e il Congresso di Vienna), il diritto internazionale anglosassone è stato incrinato. Infatti i vincitori franco-anglosassoni decisero a quel tempo, sia pure gradualmente, di introdurre un nuovo diritto internazionale, che, a partire dal Protocollo di Ginevra del 1924, stabiliva che la guerra fosse definita come crimine commesso dallo stato aggressore, che andava quindi colpito con sanzioni politiche ed economiche. Il percorso di questo nuovo diritto internazionale culminò poi nel processo di Norimberga del 1947. Scrisse Carl Schmitt a proposito:

Nella politica post-bellica ginevrina l’aggressore viene indicato come il nemico. Aggressore ed aggressione vengono descritti in termini concreti: chi dichiara la guerra, chi viola un confine, chi non si attiene ad una determinata procedura e a determinati termini ecc. è un aggressore e violatore della pace. La costruzione concettuale propria del diritto internazionale diventa qui, a vista d’occhio, di tipo penal-criminalistico. L’aggressore diventa, nel diritto internazionale ciò che, nel diritto penale è il delinquente… (2).

Con ciò, se ci si attiene a questo diritto di matrice franco-anglosassone, di fatto si rende criminale chiunque reagisca alle costanti sfide terroristiche come nel caso del Donbass. E’ una maestria, invero, quella della politica estera anglosassone portare allo sfinimento il nemico, affinchè questo reagisca. Vedasi la guerra americo-spagnola del 1898 con l’ autoaffondamento del Maine, il caso Lusitania nel 1915, Pearl Harbour, il golfo del Tonchino, e via via discorrendo in tutte le guerre dei nostri tempi. L’importante è essere dalla parte dei presunti aggrediti, poiché così si giustifica l’intervento militare in loro difesa. Gli anglo-americani passano, in tal guisa, dalla parte dei buoni, dei giusti e dei liberatori. Ancora una volta essi appaiono gli eletti e gli altri i reprobi: la sintesi del loro calvinismo manicheo, appunto.

In base a questa logica il nemico (la Russia in questo caso) perde ogni diritto a livello internazionale, per cui dev’essere considerato alla stregua di un lebbroso. Ancora in questi giorni il potere anglosassone, con l’appoggio della UE, dichiara solennemente che non è possibile nessuna pace, fintantochè il nemico non sarà sconfitto definitivamente. Negli ultimi trent’anni, del resto, è sempre stato così: i nemici sconfitti dovevano subire, senza nessuna possibilità di accordo, la pace imposta. Milosevic, Saddam, Gheddafi hanno conosciuto sulla loro pelle il cos’è la giustizia democratica anglosassone. Ancora oggi su tutti i giornali del cosiddetto “mainstream” si invocano processi a Putin e ai suoi gerarchi, come se ciò fosse una cosa normale.

Il nostro mondo vive ormai nella dimensione del “come se”. Come se i vaccini, per esempio (che non sono vaccini), fossero la nostra salvezza e non altro che sieri sperimentali che si stanno rivelando mortiferi; come se la Russia di Putin non avesse 6.500 testate nucleari e missili ipersonici che nessuno possiede, tranne, forse, la Cina. Come se il nostro mondo occidentale fosse il migliore dei mondi possibili, nonostante la totale assenza di Dio. Come se da noi ci fosse la libertà, che altrove non c’è. Il “come se” da ipotesi probabilistica si è trasformato in nichilismo assoluto. Si è passati da Hume a Nietzsche fino al neo-positivismo e al trasumanesimo in un batter d’occhio. La realtà è ormai pura finzione.

Ma le bombe nucleari tuttavia non sono una finzione. Esse sono già state usate e potrebbero essere buttate ancora. L’illusione prometeica del tecnico moderno, dell’uomo del Gestell, cioè dell’imposizione tecnica che gli fa credere di dominare il mondo è propriamente una pura illusione. Il filosofo G. Anders ci racconta nel suo capolavoro “L’uomo è antiquato” che il generale americano Douglas McArthur voleva bombardare con l’atomica i Cinesi e i Nordcoreani agli inizi del 1951: il presidente Truman gli tolse il potere non perché fosse contrario di per sé all’uso dell’arma (Hiroschima e Nagasaki furono annientate per suo ordine), ma perché l’URSS era a sua volta in possesso della bomba. In realtà la destituzione dal comando del generale fu opera di un “electric brain”. In tale apparecchio furono inseriti i dati sulla convenienza o meno dell’uso dell’arma nucleare. Il responso fu da esso esclamato sonoramente con la lapidaria frase “Affare in perdita”. Milioni di persone furono salvate da un oracolo elettronico.

La domanda che sorge, allora, è se lo sgancio della bomba (all’idrogeno, stavolta, che è molto più devastante) sarà ancora delegata ai ben più complessi computer moderni o sarà affidata ai nostri miserrimi governanti? Paradossalmente il responso del “cervello” elettronico dell’IBM nel 1951 fu molto più “umano” e più “razionale” dei politici. Ma sarà ancora così? Questa guerra, come si è detto, non è una guerra locale, ma mondiale, poiché per la prima volta è stata messa in discussione in modo radicale la supremazia occidentale. In particolare si sta attentando finalmente in modo poderoso alla forza finanziaria ed industriale degli Usa e dei suoi accoliti. Sapranno costoro accettare una drastica riduzione del loro potere? O preferiranno “giocarsi” il tutto per tutto? E’ assai probabile che se nel 2016 fosse stata eletta Hillary Clinton, che era l’espressione massima del “deep state”, la guerra mondiale sarebbe già finita. Ma i Russi hanno oggi missili ipersonici e siluri nucleari come il Poseidon che non sono intercettabili, e che sono in grado di cancellare interi stati. La scommessa è drammaticamente aperta: del resto nell’epoca del nichilismo totalitario e della sua degenerazione etico-religiosa e, direi, antropologica, tutto può accadere. Ma stavolta non sarà un farlocco virus influenzale che ci minaccerà. I Russi, se attaccati direttamente, non esiteranno un istante a bruciarci vivi. Lo hanno già detto ripetute volte. Credo che convenga prenderli sul serio, anche perché in questo momento si assiste alla mancanza del cosiddetto “terzo” che faccia da mediatore fra i due nemici o che si allei in modo definitivo per uno dei due. La Cina può essere in effetti l’unico terzo credibile per modificare in senso decisivo le sorti della guerra: vedremo cosa deciderà. Di certo il diritto internazionale anglosassone sta illanguidendo sempre più.

Flores Tovo
Rovigo, 29-06-2022

Note:
G.W.F. HEGEL, Lineamenti di filosofia del diritto, pp. 555-557, Ed. Rusconi, Milano 1996.
C. SCHMITT, Le categorie del politico, p.194, Ed. Il Mulino, Bologna 1972.

Commenti (46)

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    1. massimo olati 14 luglio 2022

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    1. BrunoWald 12 luglio 2022

      La pace di Versailles non introdusse nessun nuovo diritto internazionale, ma sancì la fine del diritto in quanto tale.
      La guerra è per definizione un atto di aggressione, e introdurre capziose distinzioni tra la difesa e l'attacco è del tutto privo di senso.
      Negare agli stati sovrani, depositari del monopolio dell'uso della forza, il diritto di muovere guerra a un vicino, significa negarne la sovranità tout court, e porre le condizioni della peggiore barbarie, dal momento che il vinto viene spogliato di ogni legittimità e consegnato all'arbitrio del vincitore.

      Nella tradizione aristocratica europea la "volontà ostile" era riconosciuta come tale, essendo parte dell'ordine delle cose, il ché costituiva la premessa di un'etica cavalleresca che era fondamentalmente frutto del rispetto verso se stessi e verso il nemico, e rendeva possibile addivenire a trattati di pace in cui il vinto era trattato con la dignità corrispondente al suo rango e al valore dimostrato.
      Ma i pirati anglosassoni non sanno cosa sia il rispetto, tantomeno il rango, e non riconoscono ad alcuna "volontà ostile" il diritto di esistere: come tutti i gangsters, conoscono solo l'estorsione, l'intimidazione e la rappresaglia. Per essi il mondo è solo un immenso deposito di ricchezze da saccheggiare, e se gli "indigeni" oppongono resistenza - si tratti di masai o di comanches, di tedeschi, russi o cinesi... - vanno "puniti" senza pietà: "bomb them back to the stone age" è l'eloquente espressione, di inaudita volgarità e ferocia, che li dipinge meglio di un affresco.
      Vi è qui un'evidente affinità con l'etica giudaica, la quale affonda le sue radici in quell'Antico Testamento in cui si istigava a "sterminare gli stranieri e distruggere i loro idoli".

      "Ancora oggi su tutti i giornali del cosiddetto “mainstream” si invocano processi a Putin e ai suoi gerarchi, come se ciò fosse una cosa normale."
      Come se fosse una novità! Il fatto che ad un'infame commedia come il cosiddetto "processo di Norimberga" sia attribuita dall'opinione comune una qualsivoglia relazione di parentela con "il diritto", dimostra fino a che punto siamo stati pervertiti da siffatta mentalità.

    1. Rama 11 luglio 2022

      Perché la Cina e il nostro nemico? Io sapevo che e il principale partner economico!

    1. Arthur 11 luglio 2022

      La questione russa è iscindibilmente legata a quella cinese.
      Non si può capire cosa sta succedendo se non si riflette su quello che è stato fatto circa 30 anni fa, più o meno.

      La domanda che bisognerebbe porsi è: ma se USA e UK temono l'ascesa politica ed economica della Cina a livello mondiale, perché a partire dagli anni '90 l'hanno follemente aiutata a sviluppare un sistema capitalistico altamente strutturato ed in grado di competere con l'Occidente?

      E perché adesso stanno di fatto spingendo ad un asse Cina-Russia che a sua volta coopta altri paesi come India, Brasile, Iran?

      Stupidità?
      Propensione al suicidio?
      Qualcuno vuole il suicidio delle élites occidentali?
      O c'è altro?

      Chi e perché in Occidente ha lavorato per arrivare a questo?
      E soprattutto, con quali obiettivi?

    2. mago 11 luglio 2022

      Bella domanda,io me la pongo da quando prodi la fece entrare nel WTO e gli usa delocalizzarono il tutto e quanto possibile..vedi alta tecnologia varia scopiazzata in modo piu o meno legale.

    1. Archepensevole 10 luglio 2022

      ""..cantavano il disordine dei sogni...ingrati del benesser francese....e non davan l'idea"

    2. Archepensevole 10 luglio 2022

      "..di denunciare uomini al balcone...di un solo Maggio..di un unico Paese.."

    3. Archepensevole 10 luglio 2022

      Fabrizio De Andrè.....ho chiamato non casualmente il mio secondogenito Fabrizio

    1. Fantine 10 luglio 2022

      Complimemti all'autrice.
      Mi permetto solo alcune precisazioni "in diritto".
      Sulle ragioni di geopolitica non mi esprimerò, perché sono state esposte in maniera compiuta e puntuale da tanti esseri umani ancora pensanti e non asserviti.
      Non si può parlare di "aggressione".
      L'intervento della Federazione russa è legittimo per il diritto internazionale ai sensi dell'art. 51 della Carta delle Nazioni Unite.
      (Legittima difesa - legittima difesa preventiva). Potrei richiamare anche il diritto consuetudinario. E mi astengo dall' esprimere giudizi di valore sulla teoria della legittima difesa preventiva, nell'accezione più estesa, di matrice americana (rudimentale sotto l'amministrazione Bush e perfezionata sotto quella di Clinton).
      Sotto distinto e altrettanto legittimo profilo viene in rilievo l'accordo di difesa con le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. Il riconoscimento di uno Stato, peraltro, è atto meramente politico, che non incide sulla soggettività a livello di diritto internazionale. Concetti elementari per uno studente di giurisprudenza.
      La faziosità sulla questione raggiunge livelli intollerabili.
      Che poi la guerra come risoluzione delle controversie internazionali sia un fallimento dell'essere umano, con il dolore e la sofferenza che arreca, credo si sia tutti d'accordo.

    1. uparishutrachoal 10 luglio 2022

      Il futuro è chiarissimo nella sua "essenza" ma oscuro nella "sostanza"..
      Il reset ci sarà e una nuova umanità si imporrà: il canovaggio è stabilito, ma quali attori domineranno la scena, potendo anche cambiare di ruolo alla bisogna ed anche sostituirsi ad altri, rimane un mistero..come è un mistero l'uso che possono fare di ciò che hanno in tasca..bombe atomiche comprese..

    1. DrCaligari 10 luglio 2022

      Smercio di contrabbando edizioni in brossura di Tolstoj e Dostoevskij: parola d'ordine sarà annuncio su secondamano Alfredo vende alfetta buone condizioni chiamare ore pasti. Ripeto Alfredo vende alfetta buone condizioni chiamare ore pasti. Risponderò fermoposta Aldo dice 26x1, ripeto Aldo dice 26x1.

    1. Ultor 10 luglio 2022

      il rischio per l'occidente non è putin che, male che vada, si lascerà continuare a governare sulla sua amata russia sapendo che non arriveranno da lui dichiarazioni di guerra o minacce di invasione. Ricordiamo come il russo abbia abbandonato la grecia a sè stessa nonostante la richiesta di aiuto, perchè era più utile mantenere la relazione con la merkel (e con erdogan). La vera minaccia per l'integrità dell'atlantismo è la cina, che invece nutre neanche tanto velatamente propositi di dominio del mondo

    2. Arian Van Heisen 10 luglio 2022

      " è la cina, che invece nutre neanche tanto velatamente propositi di dominio del mondo"

      Cosa ti fa pensare ciò ?
       visto che ufficialmente la Cina pratica la politica di non ingerenza nelle altre Nazioni

    3. emilyever 10 luglio 2022

      Io la sapevo diversamente : Putin si era messo a disposizione della Grecia con un prestito, ma fu quel governo a rifiutare

    4. absitiniuriaverbis 10 luglio 2022

      La Cina è paziente (non nel senso di ricoverata!): i soldi vanno spesi ma come?
      Per fare una guerra armata o per gestire alleanze basate su interessi economici e finanziari? La seconda ovviamente.
      La non ingerenza é riferita all'assenza di interventi 'dichiarati in pubblico' e agli interventi armati.
      Il resto è liscio come seta...ed oltre

    5. Ultor 10 luglio 2022

      inizialmente fu proprio così, putin aveva accordato il suo aiuto economico, poi quando il governo greco, forte dell'appoggio russo fece la voce grossa in UE minacciando la grexit, fu abbandonato improvvisamente da putin dalla sera alla mattina. Il resto della storia è noto. Non confidiamo in un aiuto ad libitum della russia, putin è un freddo calcolatore anche se ci ha sempre rispettato

    6. Ultor 10 luglio 2022

      la cina mette le bandierine come nel risiko; dopo l'insediamento di biden e l'uscita di scena di trump, si muove in asia e nel pacifico in maniera certosina insidiando tutti i protettorati anglo in attesa dello scontro finale

    7. Arian Van Heisen 10 luglio 2022

      Certo, ma non significa dominare il mondo...! solamente esercitare un influenza su aree di sua pertinenza con accordi di reciprocità cosa diversa è Taiwan od Honk Kong che è roba sua.

    8. Arian Van Heisen 10 luglio 2022

      Diverso da dominare il Mondo...!
      mette le bandierine dove gli spettano, comunque speriamo che pure il Japan si alleino ai Cinesi.

    9. absitiniuriaverbis 10 luglio 2022

      Dominare il mondo,... Roma non è stata costruita in un giorno.
      Pazienza e pazienza.

    10. Arian Van Heisen 10 luglio 2022

      Non credo sia una comparazione azzeccata con Roma Imperiale, la Cina non ha aspirazioni imperialiste anzi è dichiaratamente contro.

    11. Ultor 10 luglio 2022

      il dominio del mondo ha insito il concetto di controllo non di influenza, ricorda l'episodio del britannia e dell'attacco alla lira. La cina vuole applicare orwell nè più nè meno degli anglosionisti

    12. Arian Van Heisen 10 luglio 2022

      Può essere, chi vivrà vedrà...!
      ma non credo .

    13. absitiniuriaverbis 11 luglio 2022

      Non era una comparazione. Solo un modo per ripetere, tramite una frase fatta, che non si può fare tutto in un attimo.

    14. XaMAS 11 luglio 2022

      e' praticamente impossibile che i giapponesi si alleino coi cinesi, alla fine hanno un senso di inferiorita' nei loro confronti, la scrittura importata da loro, buona parte della cucina importata da loro, pero' pensano ancora di essere nel 1935 ed avere l'impero quando invece non contano una mazza e devono attaccarsi alla gonna degli yankee che furboni nel 1945 capendo l'importanza strategica di quel gruppo di isole decise di impedirgli di avere un esercito regolare
      e' un caso che Abe spingeva per il riarmo del Giappone per renderlo piu' indipendente ?
      del resto ad Okinawa gli americani sono odiatissimi per tutte le minchiate fatte dai soldati negli ultimi 70 anni.

    15. Arian Van Heisen 11 luglio 2022

      " e’ praticamente impossibile che i giapponesi si alleino coi cinesi "

      Ehhh..! mai, dire mai.
      Il tempo è sempre il miglior Giudice e nel tempo tutto si evolve.

    1. Arian Van Heisen 10 luglio 2022

      La società liquida di Bauman come prefigurava il secolo scorso l' antropologo tedesco, l' Occidente è sprofondato nell' effimero della Società dello Spettacolo AngloUsa Giudea autoliquidandosi nell' assenza di valori concreti verso chi invece i valori li ha saputi mantenere.

      L'Occidente questa guerra la ha già persa perchè è in via di Liquidazione…!
      tra 20 anni l’ uomo bianco mittleeuropeo non esisterà più,sostituito da un mix di meticciato ateoislamico, servirebbe un cambio di paradigma
      con un chiaro distanziamento dagli anglosassoni giudei

    1. DrCaligari 10 luglio 2022

      E' la costruzione del nuovo equilibrio: l'Occidente si è saldato con l'Islam e le guerre contro il terrorismo sono state la grande purga operata per rendere l'alleato arabo ammodino e per benino (al bastone delle guerre si è poi affiancata la carota dell'immigrazione consentita). Risultato la fazione occidentale passa da un miliardo a un miliardo e mezzo di persone, oltre ad avere la sua fonte di idrocarburi. Una volta fatto questo, riequilibrata in qualche modo la consistenza demografica dei due blocchi, si è passati ad occuparsi dei Brics. Per prima cosa eliminando qualsiasi interconnessione tra Russia ed Europa e saldando il destino di Russia e Cina. Ora infatti tra le due ci sarà il principio del Ubi maior, minor cessat, cioè colpire la Cina porterà conseguenze anche alla Russia dato che è il suo fornitore di materie prime. Ora si deve trovare un accordo e ridisegnare tutte le mappe: la prima istanza occidentale è stata di riprendersi il "cuscinetto" russo in Europa. Putin non l'ha presa tanto bene e in Ucraina se ne sta parlando. Poi è facile prevedere che la stessa cosa, ma in maniera più nascosta, la si proverà a fare in Asia Centrale. Luoghi per noi fino a poco fa onirici, come il Karakalpakstan, potrebbero diventare l'ombelico del mondo del nostro destino. Oppure tentare di instaurare rapporti sempre più fitti col Kazakistan ad esempio. Certo che quelle aree li sono sempre state piuttosto ostiche per l'uomo bianco-caucasico. Il figlio di Christie's ci ha lasciato la penna a 23 anni, altri Inglesi sono stati decapitati davanti alle porte di Bukhara da un Khan spietato in un meraviglioso mattino di sole, gli stessi Russi sono stati massacrati a migliaia a Chiva dopo che gli Uzbaki avevano diviso un loro corpo di spedizione con la scusa di poterli ospitare meglio per il pernotto. Poi ok i Russi col tempo ci hanno fatto la pace, ma soprattutto l'Uzbekistan è un Paese terribile, insomma in futuro potremmo vederne delle belle da quelle parti mi sa.

    2. DrCaligari 10 luglio 2022

      E anche i recentissimi fatti di Giappone e India vanno intesi in questo senso, cioè di rafforzare il fronte interno da una parte (eliminazione di chi è portato al dialogo con Putin) e indebolire il fronte avversario dall'altra (lo Sri Lanka potrebbe essere una bella spina nel fianco dell'India). Per quanto riguarda la Cina sta con Putin ma non è disposta ad andare fino in fondo. Un piede di qua, un piede di la, il giorno in cui non avesse più convenienza a stare con l'alleato russo non si farà remore di salutarlo. Le leve finanziarie e industriali potrebbero essere lo strumento giusto in quel caso.

    3. XaMAS 10 luglio 2022

      se per eliminazione di chi era portato al dialogo con la Russia intende Abe, beh, e' abbastanza fuoristrada, uno perche' era 2 anni che aveva abbandonato l'incarico di primo ministro, due perche' l'attuale premier, Kishida, e' una marionetta degli americani (non a caso sono gli unici in Asia ad aver emesso sanzioni contro la Russia)

    4. DrCaligari 10 luglio 2022

      Sulla base del poco che ne si sa sono mere deduzioni, può darsi che siano errate. Però io penso sempre che per quanto un Paese possa avere una tradizione "tranquilla" in tema di comizi ad esempio, non è possibile che un uomo riesca ad arrivare a 5 metri dal politico con un fucile a canne mozze addosso. Questi hanno una scorta ad personam e una scorta ambientale, il raggio di 50 metri intorno a loro è blindatissimo e di 100 metri è comunque blindato da scorta ambientale. Certo che è un Paese molo vassallo degli Usa, però per esempio la campagna vaccinale ha dimostrato una sua alta rivendicazione di indipendenza. E se ci fossero due anime? Se si sia voluto dare un segnale forte e chiaro sulla tendenza più "autonomista" che soprattutto in questo momento in cui il Sol Levante ha una posizione strategica chiave nei confronti dell'alleanza sino-russa non è più considerata accettabile? Sono supposizioni, certo.

    5. XaMAS 11 luglio 2022

      i comizi la li fanno sempre cosi, il politico gira su un furgoncino e mentre all'altoparlante si sente la sua proposta lui saluta la gente, poi si fermano in determinati posti, sale sul tetto del furgone e fa il suo comizio, al 95% non c'e' nessuno come sicurezza, il Giappone non e' l'occidente, lei puo' girare per strada alle 2:00 di notte e non si sentira' mai in pericolo, la criminalita' e' minima tanto che nei posti di polizia ci vai per chiedere informazioni e non per denunciare dei crimini (difatti sono noti per non fare una mazza tutto il giorno)

    6. Arian Van Heisen 11 luglio 2022

      Certo che è un Paese molo vassallo degli Usa, ...

      Non direi proprio, collaborativi sul piano economico e per i loro interessi nazionali con gli USa, ma non si sono fatti certi liquidare nella loro cultura, i Jap odiano gli yankee essendo fortemente Nazionalisti.

    7. DrCaligari 11 luglio 2022

      Esatto Arian esatto. Lo diceva in risposta a chi mi faceva notare che avendo un Governo filoUsa non poteva essere che Abe fosse stato fatto fuori proprio dagli occidentali. Vedi io spesso vedo interpretazioni troppo schematistiche nel sito, persone molto preparate che hanno letto senz'altro molto ma poi decodificano la realtà come se avesse due dimensioni. In Italia Moro non è stato mica eliminato quando erano anni che non aveva cariche importanti e mentre si insediava un Governo particolarmente compiacente? Ovvio, si aspetta proprio il momento giusto per regolare i conti. Mica puoi farlo quando uno è Presidente del consiglio per dire, e al Governo ci vuole qualcuno che in ogni caso sia informato e dia il suo consenso... E non è vero che un Paese può avere due o più anime al suo interno? A essere troppo schematici ci si perde la tridimensionalità della realtà secondo me.

    8. XaMAS 11 luglio 2022

      per quel poco che ho girato il mondo sono tutti nazionalisti

      tranne in Italia

    9. Arian Van Heisen 11 luglio 2022

      beh, infatti il Partito Comunista Internazionalista più forte in Eu dopo il 45 era in Italy e lo vediamo ancor oggi con i nipoti ed i boomers

    10. XaMAS 12 luglio 2022

      anche in Francia la sinistra e' sempre stata forte ma non mi risulta che i francesi siano "internazionalisti" come gli italiani
      non vale nemmeno la storiella dei 150 anni dell'unita' perche gli yankee ci sono arrivati leggermente prima ma sono fervidamente nazionalisti, il problema e' che l'Italia intesa come penisola e' rimasta divisa per mille anni per cui non si e' mai instaurata una coscienza nazionale bensi' vale ancora oggi il "con la francia o con la spagna basta che se magna" come dimostrano anche gli avvenimenti delle ultime 2 guerre mondiali

      alla fine pure il partito comunista russo e' nazionalista, anzi forse piu' dello stesso partito di Putin, in Cina abbiamo il nazional socialismo moderno, il problema quindi e' unicamente italiano.

      siamo l'unico paese al mondo che festeggia la sconfitta di una guerra, credo basti questo.
      e non mi si racconti la storiella del "ci hanno liberato dalla dittatura" perche' pure in Germania c'era ed era pure peggio ma nessuno da quelle parti si sogna di festeggiare, perche' nessuno festeggia una sconfitta

    11. Arian Van Heisen 12 luglio 2022

      gli yankee ci sono arrivati leggermente prima ma sono fervidamente nazionalisti,

      D' accordo con te, a parte l' incipit il loro è un nazionalismo anomalo , non simile al nazionalismo classico Europeo, Cinese o Jap...!
      infatti si rifanno sempre a noi Europei, direi che il nazionalismo yankee è un imperialismo economico parassita niente a che vedere con il Nazionalismo che si fonda su Identità Razza Suolo e tradizioni.,

    1. nicolass 10 luglio 2022

      Nessuno si faccia illusioni... la fornitura di sistema d'arma all'Ucraina capaci di colpire in profondità il territorio russo minacciando villaggi e città russe da parte dell'Occidente pone una seria minaccia alla sopravvivenza del pianeta perché siamo sull'orlo del baratro nucleare. Una guerra maledetta che l'Occidente non può perdere pena la perdita definitiva della sua leadership mondiale e che la Russia non può parimenti permettersi di perdere pena la sua dissoluzione nell'oblio della storia.

    2. sbregaverse 10 luglio 2022

      I fatti mostrano l'inutilità delle parole.

    3. Arian Van Heisen 10 luglio 2022

      L' Occidente questa guerra la ha già persa perchè è in via di Liquidazione...!
      tra 20 anni l' uomo bianco mittleeuropeo non esisterà più,sostituito da un mix di meticciato ateoislamico, servirebbe un cambio di paradigma
      con un chiaro distanziamento dagli anglosassoni giudei

    1. JA 10 luglio 2022

      Se prendiamo i filosofi tedeschi che già come politici, ammoniva il grande Nietzsche, di politica non ne capiscono una mazza… siamo alla frutta.

    1. sbregaverse 10 luglio 2022

      AI omnia vincit.
      Alla stregua della Pitia , anche della Sibilla.

    2. JA 10 luglio 2022

      Se non altro gli oracoli antichi avevano delle visioni meta-fisiche (basate sulla fisionomia estetica del divenire morfogenetico) più realistiche dei filosofi moderni.

    3. sbregaverse 10 luglio 2022

      Nefertiti la Bella .

    4. JA 10 luglio 2022

      Il divertente è che i bugnul che oggi impestano l’Egitto, parlano degli antichi egizi come fossero loro antenati mentre, i genetisti svizzeri, hanno scoperto che il DNA delle mummie ha più a che fare con il nostro che con il loro DNA. :-D

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